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	<title>Orlando Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Cosa ci lasciano i 100mila di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 07:35:13 +0000</pubDate>
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<p>di Luciano Muhlbauer (www.lucianomuhlbauer.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="sqs-block-content">
<p>C’è fretta di archiviare i 100mila di Milano e non semplicemente perché l’ennesima infamia targata Isis sposta di nuovo il dibattito pubblico verso il tema sicurezza, ma anche perché è più comodo così. Il 20 maggio è stato senz’altro un evento riuscito e, per giunta, in netta controtendenza non solo rispetto alle spinte culturali e politiche che in tutta Europa aprono spazi senza precedenti alle forze e tesi xenofobe, razziste e reazionarie, ma anche al posizionamento assunto dai principali tre poli della politica italiana -destre, M5S e Pd-, schierati tutti, sebbene con toni e intensità diversi, a favore di soluzioni securitarie. E allora meglio non perdere troppo tempo e relegare quella manifestazione nell’angolo delle belle marce festose, al massimo disturbate da qualche rompiballe, oppure esibirla come prova suprema della complicità dei “buonisti” con i delinquenti e gli “invasori”. In ogni caso, si tratta di togliere rilevanza politica all’evento o, meglio, non permettere che dai quei 100mila possa emergere qualcosa di politicamente rilevante e autonomo.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8804 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="350" height="234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<div class="sqs-block-content">
<p>Il 20 maggio dà fastidio a molti, anzitutto per la dimensione e la composizione della partecipazione. I 100mila (o i 60-70mila “reali”) rappresentano sicuramente la manifestazione antirazzista più grossa che si sia vista in Italia negli ultimi vent’anni e il corteo milanese in assoluto più partecipato dai tempi delle mobilitazioni per la pace del 2003. Non è stata una manifestazione segnata dagli spezzoni delle grandi organizzazioni, ma piuttosto da una moltitudine di associazioni e comitati e dalla presenza di persone non organizzate, cioè la cosiddetta “eccedenza”. Ed era una fotografia della Milano così com’è nella realtà, fatta di tanti colori e un po’ meticcia. C’erano gli autoctoni bianchi, molti, e gli autoctoni di seconda e terza generazione e c’erano i lavoratori migranti, le comunità e tanti richiedenti asilo. Non c’era un “noi” e un “loro”, ma uno spaccato di città reale che camminava insieme.</p>
<p>Chi ha partecipato a quella manifestazione voleva anzitutto schierarsi su una questione di fondo, per l’umanità e contro la disumanità, sul fatto che chi fugge da guerre, dittature o condizioni economiche insostenibili abbia il diritto di essere accolto e che non vada ributtato in mare e che i migranti e profughi che arrivano qui non sono invasori o nemici, ma esseri umani come noi. A prima vista può sembrare poco, ma non lo è, specie se accade dopo settimane di campagne mediatiche contro le Ong e un giorno dopo l’aggressione in Centrale e l’inqualificabile ondata di insulti e richieste di annullare il corteo da parte di Salvini e del Presidente regionale, Maroni.</p>
<p>Ma in quel corteo viveva anche la contraddizione che aveva segnato l’evento sin dalla sua gestazione, cioè il fatto che i primi promotori fossero anche esponenti di quel partito, il Pd, che a livello nazionale aveva prodotto la legge Minniti-Orlando sull’immigrazione e la legge Minniti sul decoro urbano, cioè delle norme che si pongono in piena continuità politica, culturale e operativa con la Bossi-Fini e con il pacchetto sicurezza di Maroni. Ne abbiamo già parlato su questo blog e su <em>il Manifesto</em> (vedi <a href="https://lucianomuhlbauer.it/new-blog/2017/5/9/non-si-pu-tenere-il-piede-in-due-scarpe-a-proposito-di-20-maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Non si può tenere il piede in due scarpe</a>) e quindi non mi dilungo oltre in questa sede, se non per ricordare che la conseguente genericità e reticenza dell’appello “Insieme senza muri” aveva fatto sì che molte adesioni fossero accompagnate da esplicite dichiarazioni di contrarietà alla Minniti-Orlando (ad esempio Cgil-Cisl-Uil, Fiom e Arci) e, soprattutto, che nascesse <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Nessuna Persona è Ilegale</a>, una <a href="http://www.nessunapersonaeillegale.it/wp-content/uploads/2017/05/NePILL-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">piattaforma </a>articolata che ha raccolta l’adesione di centinaia di realtà (associazioni, collettivi, comitati, spazi sociali, partiti ecc.) e degli stessi <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/posts/380933122301431?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">promotori</a> della manifestazione di Barcellona del 18 febbraio scorso.</p>
<p>Grazie alla piattaforma “Nessuna persona è illegale” la manifestazione ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei presenti chiedesse la fine delle derive securitarie, comunque intitolate. Le coperte termiche oro-argento che gli attivisti della piattaforma distribuivano andavano a ruba, così come gli adesivi “No One Is Illegal” e i cartelli “No Minniti-Orlando”, e si potevano trovare ovunque nel corteo, dalla testa alla coda. Se non c’eravate, guardatevi i video e le photogallery che trovate in rete. Insomma, una manifestazione plurale e con molte diversità, ma con una chiara sintonia di fondo sul rifiuto non solo delle campagne d’odio di Salvini e dei fascisti, ma anche di ogni deriva securitaria.</p>
<p>Chi invece era in dissintonia con il sentire comune era il gruppo di esponenti del Pd che, munito di striscione e persino di cartelli inneggianti a Minniti, a un certo punto si è piazzato in testa al corteo, mettendosi attorno a Sala, Majorino, Grasso e Bonino e facendosi beffe delle belle parole dei giorni precedenti, che dicevano “i partiti stanno in fondo” o “i politici non stanno in testa”. Ovviamente, ne è nata una contestazione, peraltro assolutamente pacifica.</p>
<p>In realtà, questo episodio è di scarso interesse in questa sede, ma mi pareva corretto citarlo, poiché l’informazione che conta l’aveva trasformato in una sorta di<em> breaking news</em>, determinando una narrazione della giornata a dir poco tossica, dove da una parte ci sarebbero stati 100mila manifestanti e dall’altra 30 rompiballe che ce l’avevano con Minniti e che hanno “rovinato la festa”.</p>
<p>E quindi, al netto delle narrazioni mediatiche, che cosa ci lasciano i 100mila di Milano? Anzitutto, ci dicono che a Milano c’è ancora speranza. Sì, lo dico così, in maniera terribilmente generica, ma è un fatto che proprio la città italiana più coinvolta nel flusso migratorio non solo resiste ancora al risucchio reazionario, ma è anche in grado di produrre una reazione positiva di massa. E non è nemmeno la prima volta che accade, perché era già successo alla ex Caserma Montello nell’autunno scorso. Certo, le cose possono cambiare rapidamente, quindi inutile far finta che non ci saranno problemi in futuro, ma oggi dobbiamo prendere atto che c’è spazio per lavorare per un movimento antirazzista e dobbiamo agire di conseguenza. E questo non riguarda solo Milano, ma anche le altre città italiane.</p>
<p>Il secondo messaggio che ci lasciano i 100mila è che bisogna parlare chiaro, non essere ambigui. Dire “accoglienza e sicurezza” è una sciocchezza, perché non vuol dire nulla in termini concreti, ma in cambio giustifica tutto e il contrario di tutto. Dire “No Minniti Orlando” non è certo esauriente, ma rappresenta in maniera nitida il rifiuto delle derive securitarie, di quelle delle destre xenofobe e di quelle di chi le rincorre.</p>
<p>Infine, se quello che abbiamo detto ha un senso, allora la rete “Nessuna persona è illegale” deve continuare e allargarsi, come peraltro già annunciato prima del 20 maggio, facendo tesoro dell’esperienza e anche delle molte aspettative suscitate. E senza indugiare.</p>
<p>A Milano da troppo tempo manca un movimento antirazzista autonomo e politicamente rilevante. Forse ora, grazie al lavoro svolto e condiviso, c’è una possibilità. Come al solito, dipende solo noi.</p>
</div>
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		<title>Nessuna persona è illegale</title>
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		<pubDate>Mon, 08 May 2017 09:47:21 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ovviamente aderisce anche <em><strong>Associazione per i Diritti Umani</strong></em> !</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8660" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="303" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/no-one-is-lllega-facebook-720x303-300x126.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p dir="ltr">9 maggio, ore 18, piazza Scala – Milano: assemblea cittadina pubblica verso e oltre il 20 maggio</p>
<p dir="ltr">tratto da <a href="http://naga.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://naga.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1494323169037000&amp;usg=AFQjCNEPeUz1bqEwkuTaqTnB1ysiYM3UMA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><b><span style="color: #1155cc;">http://naga.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></b></a></p>
<p dir="ltr">La rete “Nessuna persona è illegale” è oggi composta da numerosi soggetti di diverso tipo, quali associazioni, spazi sociali, comitati, collettivi, partiti politici; se la nostra proposta è giovane, da anni le nostre storie s’intrecciano nel segno dell’antirazzismo e della solidarietà attiva tra cittadine e cittadini indipendentemente dalla provenienza.</p>
<p dir="ltr">La proposta della manifestazione “20 maggio senza muri” da parte del Comune di Milano è stata un’ottima occasione per confrontarci apertamente; ne è scaturita la volontà di utilizzare la manifestazione come un’opportunità per far emergere una proposta alternativa, nata dalla nostra prassi e dalle nostre riflessioni pluriennali, che oggi infine convergono e si depositano in una piattaforma comune che proponiamo all’attenzione della cittadinanza.</p>
<p dir="ltr">Per decenni le politiche sulle migrazioni si sono basate sull’assunto implicito e mai dimostrato che “accogliere” fosse un costo, e che pertanto fosse necessario contenere in qualche modo le migrazioni, con accese dispute solo sul numero di migranti da “ammettere”; abbiamo così assistito a un dibattito monopolizzato dal confronto tra le velleità xenofobe e razziste delle destre da una parte, e dall’altra le politiche di restrizione dei flussi migratori e controllo militarizzato delle persone, insistentemente presentate all’opinione pubblica come “politiche di accoglienza”.</p>
<p dir="ltr">È giunto invece il momento di considerare l’arrivo di queste nuove e nuovi cittadini non come un costo o un pericolo, ma come una grande opportunità per la società europea in crisi; occorre valorizzare le energie, la creatività e le legittime aspirazioni delle persone migranti anziché reprimerle e umiliarle: questo il pensiero che guida il nostro progetto.</p>
<p dir="ltr">Il razzismo non si supera con i discorsi, ma praticando solidarietà, e per questa via creando relazioni, conoscenza, incontro: non si tratta di una bella affermazione un po’ idealista, ma di una realtà sperimentata nelle nostre attività quotidiane di volontariato e di mutuo soccorso.</p>
<p dir="ltr">Non riconosciamo la distinzione tra autoctoni e immigrati, tra regolari e irregolari, tra rifugiati e migranti economici, perché i problemi degli uni e degli altri non sono diversi e contrapposti ma collegati: i temi del lavoro, del reddito, della precarietà, dell’istruzione e formazione professionale, della casa, della salute, accomunano tutte e tutti, e non ammettono che soluzioni condivise.</p>
<p dir="ltr">Abbiamo l’ambizione di dar vita su queste basi a un movimento che vada ben oltre il 20 maggio e che si allarghi a tutti i soggetti che si riconosceranno in questa prospettiva, e perciò non riteniamo dirimente la questione dell’adesione e della partecipazione alla manifestazione.</p>
<p dir="ltr">Consapevoli che non può esistere una vera piattaforma antirazzista se non su queste basi, consideriamo la nostra iniziativa come distinta e autonoma ma non ostile rispetto all’appello ufficiale, e pertanto ci rivolgiamo sia a chi vi ha aderito, sia a chi – come la grande maggioranza dei soggetti che compongono la rete – parteciperà senza aderire, sia a chi sceglierà di non partecipare: non è su una sola giornata che si costruiscono alleanze e progetti di ampio respiro.</p>
<p dir="ltr">Quel giorno saremo presenti, e siamo sicuri che il nostro messaggio, riassunto inequivocabilmente nello slogan “Nessuna persona è illegale” dilagherà coinvolgendo tutte e tutti: saremo noi a darle significato, perché rappresentiamo la sola vera possibilità di cambiamento.</p>
<p dir="ltr">Accomunati dalla scelta di agire nella realtà e non solo a livello di dibattito filosofico e culturale, non ci limitiamo ad additare una direzione, ma indichiamo come passi concreti alcune proposte ineludibili e possibili agli organi dell’Unione Europea, al Parlamento e al Governo Italiani, al Comune di Milano e in potenza a tutte le amministrazioni locali: consapevoli della complessità dei livelli istituzionali, vogliamo infatti richiamare ciascun soggetto alle proprie responsabilità.</p>
<p dir="ltr">Nelle prossime settimane saremo presenti con numerose iniziative sia come rete sia come singole realtà che ne fanno parte per creare confronto e dibattito, a partire dalla grande assemblea pubblica che si svolgerà martedì prossimo 9 maggio in piazza della Scala; siamo aperti a nuove esperienze e a nuovi contributi: venite a conoscerci, portate le vostre idee, partecipate a questa sfida.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Contro la retorica razzista e xenofoba, che ripropone la logica della ricerca del capro espiatorio addossando ai migranti la responsabilità della crisi;</p>
<p>Contro chi insegue la destra proponendo normative e pratiche che generano sfruttamento ed esclusione sociale;</p>
<p>Noi rifiutiamo la distinzione tra migranti “regolari” e “irregolari”, che  produce la paura del “clandestino” e con essa diffonde il razzismo, per affermare con forza che NESSUNA PERSONA È ILLEGALE.</p>
<p>Contrastiamo il razzismo costruendo mutuo soccorso e spazi di conoscenza reciproca; nativi e migranti, combattiamo insieme per i diritti di tutte e di tutti, nella consapevolezza di avere lo stesso futuro; da questo incontro nascono le proposte concrete che presto presenteremo pubblicamente in modo articolato:</p>
<p>*NO AI DECRETI MINNITI-ORLANDO</p>
<p>*NO AI PATTI SEMI-SEGRETI CON DITTATORI E GOVERNI FANTASMA</p>
<p>*RIFORMA RADICALE DELLA POLITICA EUROPEA E ITALIANA SULL’IMMIGRAZIONE</p>
<p>*SOSTENERE L’INCLUSIONE SOCIALE A PARTIRE DALLE ISTITUZIONI LOCALI</p>
<p>*DOCUMENTI PER TUTTE E TUTTI!!</p>
<p><strong><a href="https://www.pressenza.com/it/2017/05/nessuna-persona-illegale-presentata-milano-piattaforma-proposte/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Qui</a> si può scaricare la sintesi della piattaforma</strong></p>
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		<title>Migranti, maxi blitz in stazione Centrale a Milano: a decine identificati e portati in questura</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 May 2017 07:50:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da Repubblica.it) &#160; Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8629" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/162317230-41774d3c-7741-4a82-933c-07aa2687504b-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a>(da Repubblica.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Imponente operazione delle forze dell&#8217;ordine davanti alla stazione Centrale di Milano, dove un paio di settimane fa decine di immigrati hanno circondato i militari dell&#8217;operazione &#8216;Strade sicure&#8217; e i carabinieri arrivati in loro aiuto. Gli ingressi della Stazione centrale sono stati quasi tutti chiusi, tranne quelli laterali presidiati dalla polizia. Decine di persone, la maggior parte extracomunitari, sono stati identificati dalle forze dell&#8217;ordine, fatti salire sui pullman e accompagnati in questura. Sul posto, al termine del blitz, sono arrivati i mezzi Amsa della nettezza urbana, che hanno sgomberato la piazza da valigie, masserizie e sacchi usati da chi dorme o staziona nei giardini. Il blitz disposto dal questore Marcello Cardona si è concluso con l&#8217;accompagnamento di 52 cittadini stranieri all&#8217;Ufficio immigrazione della questura, hanno fatto sapere in serata le forze dell&#8217;ordine. Alcuni dei cittadini stranieri controllati hanno scoperto lì di aver ottenuto l&#8217;ok della Commissione al rilascio del permesso di soggiorno per motivi umanitari.</p>
<p>In piazza Duca d&#8217;Aosta, anche il leader della Lega Nord Matteo Salvini ha assistito alle operazioni: &#8220;Finalmente &#8211; è stato il suo commento &#8211; un bel blitz con elicotteri e cavalli. Finalmente, grazie a Dio, alla polizia, ai carabinieri, pulizia di questa gente non c&#8217;è bisogno. Vengano identificati quei personaggetti ed eventualmente perseguiti quelli che tutti giorni infestazione la stazione Centrale e Roma Termini&#8221;. Tutto il centrodestra ha elogiato l&#8217;operazione: &#8220;Spero che il blitz di oggi sia solo il primo di una lunga serie&#8221;, sono state le parole di Mariastella Gelmini per Forza Italia.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8628" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="990" height="660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 990w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/173156490-3a45e681-ab73-4ca0-85cb-7b97acaaf589-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 990px) 100vw, 990px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alcune delle persone identificate sono state fatte salire sui mezzi della polizia posizionati lungo la piazza dopo essere stati perquisiti e invitati a liberarsi di oggetti come forbici, accendini e coltellini. La situazione in piazza è rimasta tesa a lungo, ma sotto controllo. Molti i curiosi che si sono fermati a scattare fotografie. Su piazzale Duca d&#8217;Aosta, anche un elicottero della polizia. Le unità cinofile hanno controllato i giardinetti dove stazionano quotidianamente gli immigrati ma anche molti senzatetto, e lì è arrivata anche la polizia a cavallo. E&#8217; stato inoltre chiuso l&#8217;accesso alla metropolitana da piazza Duca d&#8217;Aosta ma la fermata Centrale è rimasta regolarmente aperta, liberi infatti gli altri ingressi.</p>
<p>La seduta del consiglio comunale nel pomeriggio si è chiusa in anticipo: la proposta del centrodestra di interrompere l&#8217;assemblea e rinviare la discussione a giovedì è stata accolta dalla maggioranza. &#8220;Spero che non ci sia un giudice che li fa uscire dopo 12 ore &#8211; ha detto Salvini arrivato in consiglio dopo aver filmato l&#8217;operazione della polizia &#8211; perché i reati di spaccio sono a cielo aperto e documentati da tutti. Speriamo che la stazione Centrale torni ad essere a disposizione dei milanesi&#8221;. E&#8217; stata l&#8217;assessora comunale alla Sicurezza Carmela Rozza a spiegare come da tempo il Comune di Milano abbia chiesto a prefettura e questura &#8220;una massiccia campagna di identificazione di coloro che stazionano in tutta l&#8217;area e intorno all&#8217;hub di via Sammartini. Purtroppo queste identificazioni non possono essere svolte dalla polizia locale. Speriamo che non sia un blitz episodico &#8211; ha detto Rozza &#8211; ma che questa attenzione, anche in forma minore, continui con costanza nel tempo&#8221;.<br />
&#8220;Un grazie convinto al questore di Milano per l&#8217;operazione sicurezza di oggi, avanti così&#8221;, ha scritto il governatore Roberto Maroni su Facebook. Ma sempre su Fb, l&#8217;assessore alle Politiche sociali del Comune di Milano, Pierfrancesco Majorino, ha commentato: &#8220;Mi piacerebbe capire che tipo di risultati portano azioni simili. Mi convince di più la cultura degli interventi mirati, continuativi e condotti nel silenzio, ma non sono un poliziotto. Vedremo quelli che saranno i risultati effettivi di un&#8217;opera simile. L&#8217;accertamento delle condizioni e dello status dei richiedenti asilo deve accompagnarsi, sempre, con il rispetto dei diritti umani&#8221;, ha concluso.</p>
<p>Fuori dalla questura di Milano, in via Fatebenefratelli, una trentina di attivisti si poi ritrovati per protestare contro il blitz e i controlli a tappeto. &#8220;Hanno deportato decine di persone in stazione Centrale, negando loro assistenza legale: ecco i primi effetti della legge Minniti-Olando&#8221;, hanno denunciato i manifestanti, appartenenti a diverse realtà antirazziste cittadine fra cui Milano senza frontiere, Milano Zona 8 solidale e il centro sociale Cantiere. I manifestanti hanno chiesto &#8220;il rilascio dei migranti prelevati dalla stazione Centrale&#8221; e &#8220;un intervento anche da parte del Comune e dell&#8217;assessore Majorino, perché l&#8217;antirazzismo delle istituzioni non si esprima solo a parole. A Milano non possiamo vedere scene degne dei rastrellamenti nazifascisti, migranti messi sui camion come bestiame&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p class="item-caption">
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		<title>&#8220;Uniti contro il franchising del terrore. La ferma condanna ai lupi solitari che inquinano la purezza della religione islamica&#8221;.</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/06/19/uniti-contro-il-franchising-del-terrore-la-ferma-condanna-ai-lupi-solitari-che-inquinano-la-purezza-della-religione-islamica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jun 2016 06:09:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Foad Aodi &#160; A tre giorni dalla strage avvenuta nel locale gay di Orlando ad opera di Omar Mateen, giovane americano di origine afghane, presunto affiliato dell&#8217;Isis, e a seguito dell&#8217;uccisione della coppia&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: small;"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">di Foad Aodi</span></span></span></span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">A tre giorni dalla strage avvenuta nel locale gay di Orlando ad opera di Omar Mateen, giovane americano di origine afghane, presunto affiliato dell&#8217;Isis, e a seguito dell&#8217;uccisione della coppia di poliziotti in Francia, </span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>Foad Aodi</b></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">, Focal Point in Italia per l&#8217;Integrazione per l&#8217;Alleanza delle Civiltà (UNAoC) e Presidente delle Comunità del Mondo Arabo in Italia (Co-mai), commenta: &#8221; Osserviamo con i nostri occhi le conseguenze del franchising del terrore che avevamo preannunciato. Non sappiamo più distinguere &#8211; prosegue &#8211; la verità delle informazioni, se gli autori degli attentati terroristici appartengano o meno all&#8217;Isis. <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6172" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-6172 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (371)" width="320" height="320" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 502w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/06/untitled-371-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">Condanniamo fermamente qualsiasi atto di terrore e violenza che turbi l&#8217;armonia dei cittadini italiani, arabi e stranieri e che ne minacci la vita. I lupi solitari che trascendono nella violenza e che non hanno niente a che vedere con l&#8217;Islam e il Mondo Arabo, divengono un pretesto per aggredire chi professa un&#8217;altra religione, proviene da un&#8217;altro Paese e appartiene a una diversa cultura. Non possiamo permetterlo e dobbiamo ricordarci che gli assassini del terrore che convergono nell&#8217;Isis sono spesso vittime della povertà estrema e e di quella crisi  psicologica che vivono molti immigrati quando attraversano la &#8220;Zona grigia&#8221;: una crisi di identità che ha una matrice di natura sociale ed economica. Queste persone si trovano senza patria, senza una meta e senza la possibilità di costruirsi un futuro. E&#8217; proprio qui che dobbiamo lavorare in collaborazione con i Paesi Euro-Mediterranei, per creare servizi socio-sanitari che in modo pacifico ed efficace allentino la catena del terrore, la tratta degli esseri umani, la violenza e lo sfruttamento dei bambini e delle donne immigrati, dinnanzi ai quali rimaniamo passivi&#8221;. Conclude il Presidente di Co-mai mentre rinnova il suo invito a tutti gli interessati al prossimo Convegno di AMSI, che si svolgerà a Roma la mattina di sabato 18 giugno, nel corso del quale, alla presenza del Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega agli Affari Europei, </span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>On. Sandro Gozi, </b></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">di altri Rappresentanti di Ambasciate e Autorità</span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;"><b>, </b></span></span></span><span style="color: #444444;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: large;">verrà ampiamente affrontato il tema-immigrazione. Nella stessa occasione saranno analizzate una serie di proposte redatte dai Professionisti della Salute italiani, stranieri e di origine straniera, per sconfiggere insieme il franchising cieco del terrore&#8221;. </span></span></span></p>
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		<title>Giustizia retributiva e giustizia riparativa (e il saggio di Gherado Colombo)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Apr 2014 04:23:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha annunciato un nuovo metodo di cooperazione con il Consiglio d&#8217;Europa in materia di emergenza carceri: questo in risposta alla condanna dell&#8217;Italia, da parte della Corte europea dei&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
ministro della Giustizia, Andrea Orlando, ha annunciato un nuovo<br />
metodo di cooperazione con il Consiglio d&#8217;Europa in materia di<br />
emergenza carceri: questo in risposta alla condanna dell&#8217;Italia, da<br />
parte della Corte europea dei diritti dell&#8217;Uomo, per la violazione<br />
dei diritti dei detenuti. Entro il prossimo 28 maggio, l&#8217;Italia dovrà<br />
presentare il pacchetto “svuotacarceri” su cui ancora si sta<br />
tanto discutendo. Tra le proposte prese in esame dal governo italiano<br />
vi sono: la riforma della custodia cautelare, una depenalizzazione<br />
per i reati riguardanti alcune sostanze stupefacenti, il rimpatrio<br />
degli stranieri e pene alternative per alcune categorie di detenuti.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Vogliamo<br />
ricordare, però che esistono due tipi di giustizia: quella<br />
retributiva e quella riparativa.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
prima, la più diffusa, è quella che considera la punizione come la<br />
giusta conseguenza al reato e, quindi, pone al centro la<br />
trasgressione. La seconda, invece, pone al centro la persona, anche<br />
se si tratta di chi ha commesso la trasgressione.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
indagini recenti, la maggior parte dei condannati a pene carcerarie<br />
torna a delinquere e invece di essere accompagnata in un percorso di<br />
riabilitazione &#8211; come prevede la nostra Costituzione &#8211; viene<br />
rinchiusa e privata dei diritti fondamentali. Mentre, per quanto<br />
riguarda le vittime dei reati,  chiedono, forse comprensibilmente,<br />
solo vendetta.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/04/images-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/04/images-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a>L&#8217;ex<br />
magistrato, Gherardo Colombo, nel suo saggio intitolato<i> Il perdono<br />
responsabile</i>&nbsp; (edito da Ponte alle Grazie) riflette su<br />
questi argomenti e mette a confronto la giustizia retributiva e<br />
quella riparativa. La domanda di partenza è: “Si può educare al<br />
bene attraverso il male?” perchè di educazione si tratta o si<br />
dovrebbe trattare. Secondo la giustizia di Stato, quella retributiva,<br />
la persona viene valutata in base ai suoi comportamenti, buoni o<br />
cattivi: la persona in quanto tale non ha alcun valore. La giustizia<br />
riparativa, invece, ribalta il punto di vista e considera prioritaria<br />
la dignità della persona, di qualsiasi persona, anche del reo. La<br />
Costituzione italiana e la Dichiarazione ONU sui diritti dell&#8217;Uomo<br />
confermano questo, nel momento in cui  sanciscono che l&#8217;ordine debba<br />
essere finalizzato alla realizzazione della persona e non viceversa:<br />
secondo tale visione, chi ha commesso un reato deve poter affrontare<br />
un percorso di recupero, di inclusione e anche di riconciliazione. I<br />
programmi della giustizia riparativa &#8211; come ricordato anche in un<br />
altro articolo che abbiamo pubblicato su questo argomento &#8211;<br />
prevedono, infatti, l&#8217;incontro e la responsabilizzazione dei rei,<br />
delle vittime e dell&#8217;intera società. Risulta importante il concetto<br />
di responsabilità se si pensa, ad esempio, che in molti casi il<br />
detenuto sbattuto in carcere non è del tutto consapevole delle<br />
proprie azioni: non sta in carcere per senso di responsabilità<br />
profonda, ma perchè costretto e basta. Anche e soprattutto perchè,<br />
come dice il Prof. Colombo: “ Le persone seguono le regole non<br />
perchè le condividano, ma per evitare la punizione o meritare il<br />
premio”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Infine,<br />
il perdono: qualche settimana fa abbiamo pubblicato anche un video di<br />
Agnese Moro, figlia di Aldo Moro, in cui spiega i motivi per cui ha<br />
deciso di perdonare gli assassini di suo padre: motivazioni che si<br />
collegano allo scritto del magistrato quando sostiene che, alla base<br />
di ogni cammino di perdono, ritorni il concetto di “responsabilità”.<br />
Il reo deve capire quali siano le conseguenze del male commesso e<br />
assumersi la responsabilità della sua riparazione, mentre la<br />
comunità deve assumersi la responsabilità di ri-accogliere il reo.<br />
E&#8217; una sfida, reciproca, che può far crescere e maturare sia come<br />
uomini sia come cittadini.
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<p></p>
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