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	<title>Ortega Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Aug 2019 08:45:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/08/16/america-latina-diritti-negati-nicaragua-il-clero-golpista-secondo-daniel-ortega/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Nicaragua: Il clero golpista secondo Daniel Ortega</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="600" height="400" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12919" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/clero-manifestando-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>I rappresentanti della chiesa nicaraguense in quasi un anno e mezzo sono diventati le colonne vertebrali degli oppositori del regime di Daniel Ortega. In questo piccolo e martoriato paese dell’America Centrale, le croci, le tonache, i rosari e le preghiere hanno preso il posto delle armi, dello slogan politico, delle pietre e delle bandiere, diventando un fronte di difesa alquanto inconsueto per l’America Latina. Popolazione civile e chiesa hanno formato un solo corpo, come dovrebbe essere sempre in questi casi, dove l’interesse è l’integrità della persona e non la politica o il potere. Ad aprile del 2018 le braccia del clero nicaraguense si sono aperte per aiutare i feriti, le famiglie dei desaparecidos, i prigionieri politici, insomma il popolo che stava diventando vittima della repressione a mano del regime. La riforma sulle tasse e sulle nuove pensioni fu la ciliegina sulla torta per far scattare l’insurrezione civile nel paese.<a href="#sdfootnote1sym"><sup>1</sup></a> Dall’alto dei pulpiti delle loro chiese i preti denunciarono la situazione, le violazioni dei diritti umani che stavano ferendo a morte il territorio nicaraguense. Manifestarono nelle strade insieme alla popolazione, raccontarono le miserie e le violenze attraverso i Social Network, protessero donne, bambini, studenti tra le mura delle loro chiese e perciò generarono l’odio nei rappresentanti del governo e dei paramilitari di Ortega.  La chiesa era diventata un problema, altroché gli studenti. Il Cardinale Brenes, arcivescovo di Managua, il Vescovo Silvio José Báez e il sacerdote Juan José Ortiz sono diventati in pochissimo tempo tre simboli, tre golpisti secondo Ortega, tre perseguitati del regime di Managua. Ma non solo loro, la chiesa nicaraguense rappresentata da tanti vescovi, sacerdoti e preti è compatta nella lotta per i diritti umani e nel messaggio di pace che Ortega vorrebbe far tacere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12920" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/silvio-Jose-Baez-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>In una intervista al giornale cattolico
<em>Alfa y Omega</em>, Padre Ortiz ha dichiarato: “Eravamo nella
Cattedrale di Managua durante una giornata di preghiera e ci hanno
avvertito che c’erano molte probabilità che succedesse un massacro
a Masaya (…) abbiamo visto diverse convogli di gruppi paramilitari
che si dirigevano là, quando siamo arrivati la gente si
inginocchiava e ringraziava Dio per la presenza dei vescovi e
sacerdoti, a questo punto i paramilitari si sono dovuti ritirare”.
Purtroppo il massacro a Masaya c’è stato poco dopo. <a href="#sdfootnote2sym"><sup>2</sup></a></p>



<p>Padre Ortiz ha vissuto nella propria pelle le aggressioni dei paramilitari. Il 10 luglio del 2018 era insieme all’arcivescovo e ad atri preti nella Basilica di San Sebastián e sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente. Insulti, botte e accuse di occultamento di armamento e terroristi all’interno della basilica. Molti sacerdoti sono stati vittime di assedio, spionaggio (il regime aveva sotto controllo i loro telefoni), minacce e gravi violazioni dei loro diritti. Il clero nicaraguense era diventato il nemico numero 1 di Ortega. Padre Ortiz adesso è in Spagna.  </p>



<p>Il Vescovo Silvio José Báez è stato
uno dei più attivi nella difesa della pace e della democrazia. Ad
aprile del 2019 è stato chiamato a Roma dal Vaticano per un lungo
periodo perché correvano voci ufficiali che sarebbe stato vittima di
un tentativo di attentato. 
</p>



<p>Da aprile 2018 fino a gennaio 2019 ci sono state più di 700 casi di aggressioni contro la stampa, più di 300 morti, anche se alcune ONG radicate nel paese parlano di più di 500; più di 700 prigionieri politici. Come in Venezuela, il fenomeno delle porte girevoli, nel caso dei prigionieri è una prassi. Il regime libera un certo numero di prigionieri e ne fa un caso chiamando la stampa, ma dietro, nascosto nell’oscurità, ne imprigiona ingiustamente altrettanto numero di persone.  </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="624" height="385" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12921" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 624w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/Baez-e-arcivescovo-300x185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 624px) 100vw, 624px" /></figure></div>



<p>Anche se l’opinione pubblica e la
stampa sono in silenzio, i problemi continuano: aggressioni a
studenti e manifestanti, repressioni selvagge nelle manifestazioni
studentesche, negoziati tra regime e oppositori per risolvere la
crisi che vanno e vengono per il semplice fatto che il regime non ha
nessun interesse a lasciare il potere alla democrazia. L’ultima
impasse è perché il regime non ha voluto accettare osservatori
internazionali durante i negoziati. In Nicaragua, lo stato continua
con riluttanza un polemico processo di scarcerazione dei detenuti che
parteciparono alle manifestazioni. L’opposizione, guidata da
<em>Alianza Cívica por la Justicia y la Democracia</em> ha deciso di
non continuare i negoziati fino a quando il governo non rispetti gli
accordi già firmati il 29 marzo, cioè la liberazione definitiva dei
prigionieri politici e il ripristino delle garanzie e dei diritti
fondamentali: diritti a manifestare, censura alla stampa,
persecuzioni, ecc. 
</p>



<p>Il ruolo della chiesa in Nicaragua è
stato ed è ancora fondamentale per ottenere la libertà democratica
nel paese. 
</p>



<p><a href="#sdfootnote1anc">1</a><sup></sup>
	Per maggiore informazione leggere l’articolo Nicaragua in fiamme:
	<a href="https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.peridirittiumani.com/2018/04/22/nicaragua-in-fiamme/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>
	<a href="#sdfootnote2anc">2</a><sup></sup>
	Per approfondire leggere l’articolo La Mattanza di Masaya:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-rich is-provider-per-i-diritti-umani"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="QNpZNZXCWz"><a href="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Nicaragua. La mattanza di Masaya</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted" src="http://www.peridirittiumani.com/2018/06/23/nicaragua-la-mattanza-di-masaya/embed/#?secret=QNpZNZXCWz&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-secret="QNpZNZXCWz" width="500" height="282" title="&#8220;Nicaragua. La mattanza di Masaya&#8221; &#8212; Per I Diritti Umani" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
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		<title>Nicaragua. La mattanza di Masaya</title>
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		<pubDate>Sat, 23 Jun 2018 08:30:16 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span lang="it-IT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10888" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="970" height="580" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 970w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya1-300x179.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya1-768x459.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span lang="it-IT">Sapete cos’è Masaya? È un comune a sud di Managua, in Nicaragua. Di non più di 174.000 abitanti. Un puntino minimo nella mappa del Centro America. Ebbene, questa cittadina si è alzata contro il governo di Daniel Ortega, ha posizionato delle barricate nelle strade e non ha smesso di manifestare e protestare contro il governo centrale di Managua. Come sapete Il paese vive una grave crisi, iniziata ad aprile. L’Associazione Nicaraguense Pro Diritti Umani (ANPDH) ha contabilizzato 76 persone assassinate delle forze dell’ordine, 657 feriti, 85 desaparecidos e 152 denunce di molestie da parte della polizia. Tutto questo durante le manifestazioni di aprile e maggio. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Masaya è diventata il simbolo della protesta nicaraguense, la città è in guerra, non soltanto perché vogliono un paese democratico ma perché vorrebbero fare giustizia contro la polizia nazionale e i paramilitari di Ortega e dare un senso ai morti. C’è una sorta di guerra civile nella città, i cittadini hanno formato all’incirca 200 barricate con mattoni, pezzi di alberi, pali, cartelli abbandonati, sacchi di terra, ecc. Sono diventate una sorta di posti di blocco civile, se si vuole attraversare uno di questi posti bisogna fa vedere la propria carta d’identità. Sono organizzatissimi, il suono delle campane della chiesa principale funziona come avvertimento della vicinanza di poliziotti e paramilitari, così i cittadini possono nascondersi e chiudersi in casa, sono molto guerrieri e a differenza dei venezuelani queste persone sono armate e si sono dichiarati in ribellione contro il governo centrale. La risposta di Ortega per ricuperare il controllo della cittadina sandinista è stata inviare un contingente di poliziotti, carri armati e paramilitari. Lo scorso martedì c’è stata una battaglia, Masaya è diventata un campo di guerra tra cittadini e polizia, quest’ultima ha attaccato ferocemente e la conclusione sono 6 morti e un numero non definito di feriti, i social network e la stampa nicaraguense denunciano 20, anche 30, persino 50 feriti in un solo giorno… in questi scenari così confusi non si sa mai la quantità vera di vittime. </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10889" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="533" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya2-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/06/masaya2-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">I messaggi dei cittadini dicono che non si smettono di sentire le detonazioni anche durante la notte, è impossibile dormire, hanno molta paura di uscire per cercare cibo, i negozianti hanno paura dei saccheggi e hanno paura di perquisizioni illegali e di incursioni nelle case. </span></p>
<p><span lang="it-IT">A Masaya c’è un quartiere di nome </span><span lang="it-IT">Monimbó, simbolo della resistenza antimperialista, socialista e nazionalista del sandinismo negli anni 70. Daniel Ortega è stato dirigente del Fronte Sandinista di Liberazione Nazionale contro la dittatura di Anastasio Somosa e quelle terre di Masaya le conosce bene perché all’epoca anche lui aveva lottato contro la guardia nazionale del regime di Somosa in questa città. Il fratello minore di Ortega, Camilo Ortega è morto lì a Monimbó nel 1978. È curioso come gira il mondo ed è molto curioso come funziona la mente umana. Daniel Ortega ha la memoria corta, sta facendo con il popolo nicaraguense la stessa identica cosa che ha fatto il sanguinario Anastasio Somasa con lui e la sua famiglia, ma i cittadini di Monimbó hanno invece la memoria lunga, ricordano e non vogliono vivere le stesse cose di quelli anni, quindi Masaya non lo vuole più, il luogo che è nel cuore di Ortega non lo vuole più. </span></p>
<p><span lang="it-IT">Così stanno le cose in questo momento a Masaya, si continua a lottare indefinitamente. </span></p>
<p><span style="color: #333333;"> <span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">#SOSMasaya</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">#Masaya</span></span></span></p>
<p><span style="color: #333333;"><span style="font-size: small;"><span lang="it-IT">#SOSNicaragua</span></span></span></p>
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			</item>
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		<title>Nicaragua in fiamme</title>
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		<pubDate>Sun, 22 Apr 2018 06:41:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  di Tini Codazzi &#160; @Oswaldo Rivas (Reuters) E’ esplosa la pentola a pressione in Nicaragua. 3 giorni fa sono iniziate le proteste dei cittadini contro le nuove riforme sulle pensioni e sulle tasse,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;"> </span></p>
<p>di Tini Codazzi</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10555" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1960" height="1274" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-768x499.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-Oswaldo-Rivas-Reuters-1024x666.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1960px) 100vw, 1960px" />@Oswaldo Rivas (Reuters)</a></p>
<p>E’ esplosa la pentola a pressione in Nicaragua. 3 giorni fa sono iniziate le proteste dei cittadini contro le nuove riforme sulle pensioni e sulle tasse, il governo ha approvato una legge per aumentare i contributi e ridurre l’ammontare delle pensioni, e in questo modo tentare di salvare l’INSS (Instituto Nicaragüense de Seguridad Social), l’INPS del Nicaragua. L’INSS è in default dopo anni di cattiva amministrazione, perché serviva da fondo cassa per finanziare progetti statali. Il governo non ha consultato nessuno, né sindacati, né imprenditori, né opposizione, ecc. Questa riforma arbitraria è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, evidentemente i nicaraguensi non sono molto contenti dopo tanti anni di governo di Daniel Ortega. L’attuale presidente è stato rieletto 4 volte, nel 2011 vinse dopo aver cambiato la costituzione per poter essere di nuovo candidato alla presidenza. Nel 2017 vinse per la terza volta consecutiva. Adesso ha il controllo di tutti gli enti statali compresi l’ufficio elettorale centrale, Il tribunale supremo di giustizia e il congresso.</p>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10556" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1960" height="1222" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-768x479.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/foto-de-jorge-Torres-EFE-1024x638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1960px) 100vw, 1960px" /></a>@Jorge Torres</p>
<p>Mercoledì scorso sono scattate le proteste. Da una parte c’è la società civile con, in prima fila, imprenditori del settore privato, studenti e pensionati, e dall’altra, la polizia e i “grupos de choque”, cioè gruppi di scontro, giovani studenti simpatizzanti del governo di Ortega e membri della gioventù sandinista, braccio politico del fronte sandinista comandato dal presidente. Sono usciti per strada muniti di sassi, tubi e armi bianche, volto coperto e sulle moto hanno aggredito i manifestanti in modo brutale e violento. Finora ci sono un’ottantina di feriti, altrettanti di detenuti e 10 morti.</p>
<p>In questi giorni il governo ha ordinato di oscurare 5 reti televisive private e indipendenti, ha vietato di trasmettere le immagini delle manifestazioni. La rete locale <em>100% Noticias</em>, che trasmetteva in diretta le proteste, è stata oscurata violentemente. Diversi giornalisti sono stati aggrediti.</p>
<p>Il 19 aprile, il Centro Nicaraguense dei Diritti Umani (CENIDH) ha pubblicato un comunicato dove ripudia queste riforme chiamandole “criminali”. Dicono che costituiscono il più grande retrocesso in materia di diritti sulla previdenza sociale, essendo una grave violazione dei diritti umani commessa dal regime di Daniel Ortega e Rosario Murillo, vicepresidente, nonché moglie di Ortega. Una commissione del CENIDH ha potuto verificare la brutale aggressione di cui sono state vittime centinaia di giovani da parte di brigate motorizzate. Condannano la repressione generalizzata alla popolazione, tra cui giovani studenti, giornalisti, attivisti dei diritti umani che, legittimamente manifestavano pacificamente in diversi punti del paese.</p>
<p>Staremo attenti agli sviluppi per diffondere questo ennesimo sopruso alla popolazione dell’America Latina.</p>
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