<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Osservatorio Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/osservatorio/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/osservatorio/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>Osservatorio Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/osservatorio/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Feb 2026 08:38:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[denunce]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[ricerca]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18214</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/) Il World Report 2026, pubblicato da Human Rights Watch nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="950" height="632" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18215" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 950w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/02/w-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 950px) 100vw, 950px" /></a></figure>



<p></p>



<p>(da: https://centridiricerca.unicatt.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p></p>



<p>Il<em> </em><a href="https://www.hrw.org/world-report/2026?utm_source=rss&utm_medium=rss"><em>World Report 2026</em>, pubblicato da <em>Human Rights Watch</em></a> nel febbraio 2026, fotografa uno dei momenti più critici per i diritti umani dal dopoguerra a oggi. Il rapporto, giunto alla sua 36ª edizione e basato su ricerche in oltre cento paesi, non si limita a denunciare violazioni diffuse, ma interpreta tendenze globali che definiscono la traiettoria dei diritti fondamentali nel primo venticinquennio del XXI secolo.</p>



<p>Secondo il direttore esecutivo Philippe Bolopion — che apre il report con un saggio introduttivo — “porre freno all’onda autoritaria che travolge il mondo è la sfida di una generazione”, mettendo in guardia contro la regressione di istituzioni democratiche, libertà civili e stato di diritto.</p>



<p>Questa “recessione democratica”, come molti media internazionali hanno definito i contenuti principali del rapporto, è tanto sistemica quanto trasversale: coinvolge Stati Uniti, Unione Europea, Asia, Africa e Americhe, e riguarda tanto le democrazie consolidate quanto i regimi autoritari.&nbsp;</p>



<p>Un elemento centrale del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è il tema dell’erosione delle garanzie democratiche e delle protezioni per i diritti umani. I governi, in diverse regioni del mondo, hanno risposto alle crisi politiche, economiche e sociali con misure restrittive che limitano la libertà di stampa, di associazione e di espressione, e indeboliscono i controlli istituzionali sui poteri esecutivi.&nbsp;</p>



<p>In particolare, il rapporto evidenzia come gli abusi commessi sotto l’amministrazione Trump negli Stati Uniti — tra intimidazioni di oppositori, erosione dell’indipendenza giudiziaria e degrado delle libertà civili — non siano fenomeni isolati, ma parte di una tendenza più ampia che alimenta l’autoritarismo globale.</p>



<p>Bolopion e i ricercatori di HRW sottolineano che senza una risposta concertata delle democrazie rispettose dei diritti umani — come l’Unione Europea, il Regno Unito e il Canada — il sistema internazionale basato sulle regole rischia di sgretolarsi.</p>



<p>Il rapporto analizza la situazione nei paesi dell’Africa meridionale, denunciando gravi abusi e la mancanza di giustizia per le vittime. In Angola e Mozambico le forze di sicurezza hanno risposto alle proteste con uso eccessivo della forza, provocando morti e feriti. In Eswatini non è stata assicurata nessuna responsabilità per la repressione dei movimenti pro-democrazia del 2021. Nel Sudan, la guerra civile continua a mietere vittime tra i civili e a distruggere infrastrutture essenziali. Il rapporto sottolinea che le forze del Rapid Support Forces (RSF) hanno eseguito uccisioni sommarie, detenzioni arbitrarie, saccheggi e violenze sessuali in Darfur, mentre entrambe le parti in conflitto hanno colpito infrastrutture critiche per la sopravvivenza delle comunità civili.</p>



<p>Nell’Unione Europea, malgrado progressi formali su alcuni diritti economici e sociali, persistono gravi rischi legati alla politica migratoria restrittiva, alle discriminazioni razziali e all’influenza di narrazioni di estrema destra nella politica mainstream. La UE affronta così la contraddizione tra un quadro normativo formale di tutela dei diritti e la concreta implementazione, che spesso resta frammentata o insufficiente.</p>



<p>In Nord Corea, le restrizioni legate alla pandemia e il controllo statale continuano a erodere il diritto alla sicurezza alimentare, alla salute e al benessere delle famiglie, con impatti particolarmente significativi sulle donne e sui gruppi più vulnerabili.</p>



<p>Il contesto globale del 2025 è stato segnato da una diffusa mobilitazione sociale, spesso accompagnata da repressioni brutali da parte degli Stati. Un caso emblematico è quello dell’Iran, dove la rivolta popolare iniziata alla fine del 2025 si è tradotta in repressioni di massa nel 2026. Secondo fonti indipendenti e organizzazioni di diritti umani, migliaia di manifestanti sono stati uccisi e arrestati, mentre le autorità hanno adottato misure sistematiche per eliminare il dissenso.</p>



<p>Questa dinamica emerge anche nella narrazione del World Report: i movimenti di protesta, pur segnati da aspirazioni di libertà e giustizia, sono spesso soffocati da forze statali che privilegiano il controllo politico alla protezione dei diritti umani.</p>



<p>Al di là dei singoli casi, il significato più profondo del&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;è nella diagnosi di una crisi istituzionale globale dei diritti umani. Non si tratta solo di conflitti armati o di abusi specifici: è l’erosione delle garanzie democratiche di base e la legittimazione di politiche autoritarie che segnano una svolta preoccupante.&nbsp;</p>



<p>HRW osserva come i governi — anche in contesti democratici — usino strumenti giuridici e tecnologici per sorvegliare, controllare e talvolta criminalizzare l’opposizione e la società civile. Questi trend non sono isolati: sono parte di una narrativa che lega sicurezza, ordine pubblico e potere esecutivo a scapito delle libertà fondamentali.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;non si limita a denunciare le violazioni, ma lancia un appello chiaro alla cooperazione internazionale e all’impegno delle società civili. Bolopion esorta le democrazie a cooperare più strettamente per difendere lo “ordine internazionale basato sulle regole” e per opporsi alla normalizzazione delle misure autoritarie.&nbsp;</p>



<p>In un mondo dove la maggioranza della popolazione vive sotto regimi autoritari o in transizione verso tali modelli, secondo HRW la difesa dei diritti umani deve essere una priorità non solo retorica, ma operativa. Ciò richiede investimenti nella protezione delle libertà fondamentali, nel sostegno ai difensori dei diritti umani, nella trasparenza istituzionale e nella solidarietà transnazionale delle comunità democratiche.</p>



<p>Il&nbsp;<em>World Report 2026</em>&nbsp;di&nbsp;<em>Human Rights Watch</em>&nbsp;ci consegna un quadro globale segnato da tensioni profonde tra aspirazioni di libertà e pratiche autoritarie, tra norme internazionali e politiche nazionali che ne minano l’efficacia. Pur nelle sue dimensioni geopolitiche diverse, la mappa delle violazioni dei diritti umani rivela un elemento comune: la fragilità delle garanzie democratiche quando questi diritti non sono sostenuti da istituzioni robuste e da una società civile vigile.</p>



<p>Per chi si occupa di politica, istituzioni e diritti umani — come la comunità di Polidemos — il rapporto non è solo una lettura, ma un richiamo all’azione: riflettere sui legami tra governance, libertà civili e giustizia sociale, e promuovere strumenti concreti per difendere i diritti fondamentali nell’arena globale come in quella locale.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/">World Report 2026: crisi globale dei diritti umani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/02/14/world-report-2026-crisi-globale-dei-diritti-umani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 11:51:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[islamismi]]></category>
		<category><![CDATA[Kobane]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[Scià]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18210</guid>

					<description><![CDATA[<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="700" height="466" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18211" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2026/01/l_rojava11510933546431-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>Gli attacchi genocidi del regime islamista di Damasco contro le zone curde nel nord-est della Siria continuano. Decine di migliaia di curdi sono in fuga. Intere città e regioni sono circondate e isolate dal mondo esterno, senza possibilità di ricevere medicinali, generi alimentari o carburante, riferisce l’Associazione per i popoli minacciati (APM/GfbV).</p>



<p>Nelle zone conquistate si dà la caccia ai curdi. Particolarmente drammatica è la situazione nella leggendaria città curda di Kobanê, che<br>nel 2014 ha resistito allo ”Stato Islamico” (IS). Da lì è partita la liberazione della regione dall’IS. A Kobanê sono state interrotte le forniture di acqua ed elettricità. Anche l’accesso a Internet è stato bloccato. I radicali islamici continuano ad avanzare. L’interruzione<br>intenzionale dei servizi di base sta provocando una crisi umanitaria. I civili, tra cui bambini e anziani, sono intrappolati nell’oscurità e non<br>hanno accesso ai servizi di base.</p>



<p>A quanto pare, il regime siriano vuole vendicarsi di Kobanê perché la città è un simbolo della lotta contro l’IS. Per i curdi – e per il mondo intero – Kobanê è un simbolo di speranza e di resistenza contro l’Islam radicale.</p>



<p>Di fronte ai continui attacchi delle truppe del regime islamista siriano contro la popolazione curda nel nord-est del Paese, centinaia di<br>migliaia di curdi e membri di altre minoranze siriane minacciate scendono in piazza in tutto il mondo per protestare. In questo contesto,<br>l’Associazione per i popoli minacciati fa appello ai curdi, ai drusi, agli alawiti e alle persone solidali in tutta Europa che protestano<br>affinché manifestino esclusivamente in modo pacifico. Anche se il dolore di fronte alle notizie sempre più drammatiche provenienti dalla Siria non conosce limiti, invitiamo tutti i manifestanti a protestare pacificamente. La rabbia per l’inerzia, l’indifferenza e persino il<br>sostegno al regime islamista di Damasco da parte dell’amministrazione Trump, dei governi e leader di partito in Europa è comprensibile. Non lasciatevi provocare da questo e dai siriani che dall’Europa sostengono il regime islamista! Chiediamo ai media di parlare con i membri delle minoranze siriane e di non minimizzare il regime islamista. Gran parte dell’opinione pubblica tedesca ed italiana è dalla parte delle minoranze perseguitate.</p>



<p>Tra i sunniti arabi siriani ci sono molte persone che rifiutano l’Islam radicale e si impegnano per la democrazia nel loro Paese. Molti sunniti arabi siriani attualmente tacciono, forse perché sperano che gli islamisti radicali porteranno la democrazia in Siria. Proprio come molte persone in Iran dopo il 1979, quando il regime di Khomeini salì al potere. Speravano in maggiori libertà per l’Iran dopo la terribile dittatura dello Scià. Ma molto presto questi siriani, proprio come allora gli iraniani, rimarranno delusi. Perché l’Islam radicale – sia sciita che sunnita – non ha portato più libertà in nessun luogo, ma solo più guerra, violenza, terrore e odio tra etnie e comunità religiose.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/">Siria: Kobanê, simbolo di speranza, è nuovamente minacciata dagli islamisti – Appello alla protesta pacifica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/30/siria-kobane-simbolo-di-speranza-e-nuovamente-minacciata-dagli-islamisti-appello-alla-protesta-pacifica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le storie dei ragazzi scomparsi durante l’occupazione russa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/13/le-storie-dei-ragazzi-scomparsi-durante-loccupazione-russa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/13/le-storie-dei-ragazzi-scomparsi-durante-loccupazione-russa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Jan 2026 12:30:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[deportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[dirittidellinfanzia]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18206</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da rsi.ch) Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato Rapiti Di:&#160;Anna Bernasconi (Falò),&#160;inviata RSI in Ucraina Il fronte è&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/13/le-storie-dei-ragazzi-scomparsi-durante-loccupazione-russa/">Le storie dei ragazzi scomparsi durante l’occupazione russa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da rsi.ch)</p>



<h2>Testimonianze di ragazzi ucraini tornati dopo mesi da strutture controllate da Mosca e di famiglie che cercano ancora chi non è rientrato</h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg/alternates/r16x9/3369594-da4o7c-kirill_bambini-rapiti3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Kirill "/></figure>



<h3>Rapiti</h3>



<p></p>



<p>Di:&nbsp;Anna Bernasconi (Falò),&nbsp;inviata RSI in Ucraina</p>



<p>Il fronte è a soli a pochi chilometri. Le strade di Kherson sono costantemente prese di mira dagli attacchi russi. Unica protezione: chilometri di reti da pesca per tentare di intrappolare le eliche dei droni.</p>



<p>Kirill ci aspetta sotto casa. Ha 14 anni. Per sei mesi è stato in un campo di rieducazione russo ed è uno dei pochi minori che sono riusciti a fare ritorno. “Sei contento di essere tornato a casa?”, ma sopra le nostre teste volano i colpi dell’artiglieria. Non c’è elettricità né acqua e Kirill ha imparato a distinguere dal suono il tipo di ordigni in arrivo e a controllare il cielo armeggiando&nbsp;<strong>con</strong>&nbsp;i canali Telegram di monitoraggio. Come i suoi coetanei non può andare a scuola e non può muoversi liberamente. Con l’invasione russa del 2022 dai territori ucraini occupati, come Kherson, sono spariti bambini e adolescenti. Secondo il governo ucraino sono circa 19’500 i bambini deportati forzatamente. Altre ricerche, come quella dell’Humanitarian Research Lab dell’università di Yale, ne contano anche di più.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369516-yg6kt6-emeNA-.png/alternates/original/3369516-yg6kt6-emeNA-.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="emeNA-.png"/></figure>



<p>“Sono stata una stupida a lasciarlo andare” si tormenta Olga, una nonna che ha perso i contatti con suo nipote che ha cresciuto da sola in quanto orfano. Durante l’occupazione venivano proposti campi estivi in Crimea ai bambini dei territori invasi. Gli occupanti offrivano queste gite col pretesto di far passare ai bambini un momento di svago dalla guerra. Molti di loro non hanno più fatto ritorno.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369600-m3ljr9-olga.jpeg/alternates/original/3369600-m3ljr9-olga.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Olga"/></figure>



<p>Olga</p>



<p></p>



<p>Oggi l’Ucraina ha potuto riportare indietro solo 1’700 bambini. La metà grazie agli sforzi dell’associazione <a href="https://www.saveukraineua.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Save Ukraine</a>.</p>



<p>Mentre le pareti di casa tremano sotto i colpi dei bombardamenti, Kirill racconta come tutte le mattine dovevano cantare l’inno russo e onorare la bandiera, di come erano costretti ad imparare che gli ucraini sono nazisti e a seguire “i discorsi sulle cose importanti”, il programma di patriottismo reso obbligatorio nelle scuole dal governo russo.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg/alternates/r16x9/3369609-h6tpn2-CCTV_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<p>“Dovevamo scrivere delle cartoline di ringraziamento ai soldati russi per averci liberato” ricorda Veronika&nbsp;<a href="https://www.rsi.ch/play/tv/programma/falo?id=703565&utm_source=rss&utm_medium=rss">ai microfoni di Falò</a>, strappata alla madre da Kharkiv. Ogni tentativo di ribellione era punito: “Mi hanno detenuta in una stanza finché hanno visto che, moralmente, mi avevano spezzata”.</p>



<p>“Hanno fatto il lavaggio del cervello a mio fratello di soli 11 anni” racconta Ksenia. Lei e il fratello, orfani, sono stati separati e inviati in strutture differenti in Russia. Quando dopo mesi è riuscita a raggiungerlo per riportarlo in Ucraina “era così indottrinato dalla propaganda che in un primo tempo mi considerava un’estranea”.</p>



<p>Lo scopo delle deportazioni che emerge dai casi documentati è una sistematica “russificazione”. Ai minori vengono imposte lingua, cultura e cittadinanza russa. Spesso i bambini sono sottoposti a programmi di rieducazione, adozione forzata e anche militarizzazione.</p>



<p>Per questi fatti, la Corte Penale Internazionale&nbsp;<a href="https://www.icc-cpi.int/news/situation-ukraine-icc-judges-issue-arrest-warrants-against-vladimir-vladimirovich-putin-and?utm_source=rss&utm_medium=rss">ha emesso mandati di arresto nei confronti di Vladimir Putin e della commissaria per i diritti dell’infanzia Maria L’vova Belova</a>, ritenuti responsabili del crimine di guerra di “deportazione illegale e trasferimento forzato di bambini”.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg/alternates/r16x9/3369612-x0fab2-cctv_volodimir.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone"/></figure>



<p>Immagini di telecamere a circuito chiuso che mostrano soldati russi entrare in un orfanotrofia a Khersone</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti</p></blockquote>



<p>Oksana Koval,&nbsp;abitante di Kherson</p>



<p>Deportazioni che la Russia nemmeno nega, anzi sponsorizza sui suoi canali di propaganda. Per il governo russo non sono bambini rapiti ma salvati.</p>



<p>Oltre ai bambini tolti alle famiglie, le forze russe si sono concentrate su bambini vulnerabili e istituti.</p>



<p>Uno di questi è diventato il simbolo di questa storia perché il direttore Volodymyr Sahaidak è riuscito a salvare tutti i 52 bambini ospiti della sua struttura dalla deportazione grazie a stratagemmi e documenti falsificati. Gli orfani sono stati nascosti presso i dipendenti dell’istituto. Oksana Koval ha tenuto con sé tre fratellini: “I russi passavano di fronte a casa mia, per due mesi siamo rimasti nascosti”, spiega intervistato dalla RSI.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cleaver.cue.rsi.ch/public/incoming/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg/alternates/r16x9/3369603-aw9urt-08_CHIESA_golgota.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Un'immagine scattata nella Chiesa di Golgota"/></figure>



<p>Un&#8217;immagine scattata nella Chiesa di Golgota</p>



<p>Dei sessanta bambini da zero a 4 anni ospitati durante l’occupazione nel seminterrato della chiesa di Golgota a Kherson, invece, non si sa più nulla. A causa di una foto pubblicata per errore da una maestra, il nascondiglio viene scoperto e i rappresentanti dell’FSB, agenzia russa di intelligence, arrivano armati ordinando di consegnare i bambini. “Ai bambini abbiamo detto che saremmo andati a fare un giro in macchina” spiega il parroco Pavlo Smolnyak “era tutto quello che si poteva dire loro”.</p>



<p>Recuperare i bambini sta diventando sempre più difficile perché la Russia sta intensificando l’imposizione forzata dei passaporti e facilitando le adozioni grazie ad un decreto ad hoc del governo.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2026/01/13/le-storie-dei-ragazzi-scomparsi-durante-loccupazione-russa/">Le storie dei ragazzi scomparsi durante l’occupazione russa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2026/01/13/le-storie-dei-ragazzi-scomparsi-durante-loccupazione-russa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In scena Danilo e il suo &#8220;Rumore bianco&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/15/in-scena-danilo-e-il-suo-rumore-bianco/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/15/in-scena-danilo-e-il-suo-rumore-bianco/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Sep 2025 09:51:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[discrminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbtq*]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[omofobia]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[sensibilizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[transfobia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18176</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Lo scorso anno ho partecipato ad un corso di teatro inclusivo a Milano voluto dal Teatro Lupi e Deinòs Teatri Bologna. È stata veramente una bellissima esperienza, la mia prima da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/15/in-scena-danilo-e-il-suo-rumore-bianco/">In scena Danilo e il suo &#8220;Rumore bianco&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18177" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/09/DAN-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Lo scorso anno ho partecipato ad un corso di teatro inclusivo a Milano voluto dal Teatro Lupi e Deinòs Teatri Bologna. È stata veramente una bellissima esperienza, la mia prima da attore e mi ha permesso di fare nuove conoscenze. Uno dei referenti del progetto di teatro, Alberto Corba, conoscendo il mio impegno per le tematiche lgbtquia+ mi ha messo in contatto con un attore che sta portando in giro per l&#8217;Italia uno spettacolo sul tema della transfobia e omofobia. Lo spettacolo in questione s&#8217;intitola &#8220;Rumore Bianco&#8221; e ha come unico attore in scena Danilo Napoli.</p>



<p>Il monologo avrà luogo nell&#8217;ambito del Milano Fringe Off Festival dal 2 al 5 ottobre.</p>



<p>Facciamo, ora, qualche domanda al protagonista di &#8220;Rumore Bianco, Danilo Napoli.</p>



<p><strong>Presentati:</strong></p>



<p>Mi chiamo Danilo Napoli e sono un attore e autore teatrale salernitano. Ma, principalmente, sono un ragazzo con la testa perennemente tra le nuvole, che fantastica su nuove storie e su situazioni improbabili. Di me dicono che sono simpatico e polemico, ma dopo tre ore non ce la fanno a sopportare la quantità di stupidaggini che dico e l’ampio ventaglio di improperi che ho scagliato contro l’attuale governo. È proprio per questo che ho cominciato a fare questo lavoro: scrivere mi dà la possibilità di mettere su carta tutte le storie, le battute che mi circolano per la testa; recitare mi dà la possibilità di farle sentire agli altri e di essere liberamente polemico senza contraddittorio!</p>



<p><strong>Chi sono gli attori e i registi che ti hanno ispirato?</strong></p>



<p>Prima di cominciare a recitare (cioè prima dei 16 anni), non conoscevo il teatro, ma conoscevo il cinema. Mi piacevano Di Caprio, Tarantino, Jack Nihcolson, Al Pacino, De Niro e tutti gli attori americani più famosi. Poi ho scoperto il teatro e Eduardo De Filippo, e credo che sia la figura che mi rappresenti di più, attualmente: sono anch’io attore e autore, come lui. Anche a me piace girare l’Italia con i miei spettacoli e sogno di mettermi a capo di una numerosa compagnia, un giorno.</p>



<p><strong>Cos&#8217;è per te il teatro?</strong></p>



<p>Ogni volta che vedo un palco, vedo una possibilità. Una possibilità di raccontare qualcosa a qualcuno, una possibilità di trasferire le mie emozioni e le mie idee a una platea. Il teatro, per me, è un contenitore di storie. Proprio come la mia testa.</p>



<p><strong>Come nasce questo spettacolo?</strong></p>



<p>Ero a cena con mia madre e suo marito e li sentii parlare di una zia (di lui) che aveva lasciato un’eredità dopo la sua morte. Fin qui tutto bene. Poi, il marito di mia madre comincia a raccontarci la sua storia a grandi linee, narrando quel che ricordava: Ursula, donna transgender (da lui ricordata affettuosamente come “zio Antonio”), era scappata da Salerno a causa dell’omofobia e della transfobia della famiglia e della città. Era così andata a Genova, era stata costretta a prostituirsi per sopravvivere e aveva accumulato ricchezze. Quella storia mi folgorò. Volevo saperne di più, allora feci qualche ricerca e decisi di ispirarmi alle sue vicissitudini per scrivere questo monologo.</p>



<p><strong>Cosa significa per te la storia rappresentata?</strong></p>



<p>Da membro della comunità LGBTQ+ questa storia mi tocca nell’anima. È una storia di odio e di oppressione, ma anche di perdono.</p>



<p><strong>Hai affrontato particolari difficoltà durante la preparazione?</strong></p>



<p>Le difficoltà ci sono sempre e sono sacrosante. Senza, non avremmo evoluzione. Ma Yari Gugliucci è stato in grado di prendere queste difficoltà e trasformarle in opportunità. Non lo ringrazierò mai abbastanza per il lavoro registico che ha fatto su di me e sul testo.</p>



<p><strong>Chi dovrebbe venire a vederti?</strong></p>



<p>I direttori artistici di tutti i teatri d’Italia… No, a parte gli scherzi, “Rumore bianco” è uno spettacolo per tutti. Nel corso della stagione passata sono venuti a vedermi adulti, anziani, ma anche adolescenti. Ovviamente, i membri della comunità LGBTQ+ possono rivedersi maggiormente nel personaggio, ma spero che verrà anche qualche omofobo (magari ignaro dell’argomento trattato) e che uscirà dal teatro con qualcosa che gli si è mosso dentro.</p>



<p><strong>Progetti per il futuro?</strong></p>



<p>Beh, innanzitutto, a ottobre saremo al Fringe Milano Off 2025 e ho voglia di spaccare tutto. Poi, sempre a ottobre, debutto a Salerno con il mio nuovo spettacolo “Lo spettacolo è stato annullato (causa fine del mondo)”, a tema disastri climatici, con cui poi andrò a Catania per il Fringe Catania Off 2025. A novembre voleremo a Barcellona (sì, in Spagna, non in Sicilia) per portare “Rumore bianco”, e proseguiremo con tutte le 28 date (finora) della tournée. Sto anche lavorando come formatore e dovrei mettermi a scrivere uno spettacolo nuovo da proporre come novità per la stagione prossima, ma sto usando ogni scusa possibile per ritardare il momento in cui mi siederò davanti al pc e, come dice Stephen King, mi metterò a sanguinare.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/09/15/in-scena-danilo-e-il-suo-rumore-bianco/">In scena Danilo e il suo &#8220;Rumore bianco&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/09/15/in-scena-danilo-e-il-suo-rumore-bianco/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Aug 2025 09:46:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[Albania]]></category>
		<category><![CDATA[ASGI]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[CPR]]></category>
		<category><![CDATA[decretolegge]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittodiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[rimpatrio]]></category>
		<category><![CDATA[trasferimento]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=18157</guid>

					<description><![CDATA[<p>(da asgi.it) Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa L&#8217;introduzione del Protocollo Italia-Albania e le sue prime applicazioni, le modifiche legislative apportate dal Decreto Legge n. 37/2025 e i trasferimenti dai CPR italiani, i rimpatri e da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/">Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>(da asgi.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="477" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-18158" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2-300x177.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2025/08/albania_aprile_2-768x452.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>L&#8217;introduzione del <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeFuBoPryUp1BrYxBqIoT/rUHMTKrKXkP0?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>Protocollo Italia-Alban</u></strong></a><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG13GYgvfzAfxOFvobOj/DhSdUrM0N3YL?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>ia</u></strong></a><strong> e le sue prime applicazioni</strong>, le modifiche legislative apportate dal <strong>Decreto Legge n. 37/2025</strong> <strong>e i trasferimenti dai CPR italiani, i rimpatri</strong> e da ultimo la prosecuzione dei trasferimenti nonostante il rinvio della Corte di Cassazione alla CGUE, rappresentano i punti di svolta del c.d. Modello Albania, che ridefinisce il trattamento delle persone migranti all&#8217;interno di un paradigma sempre più <strong>punitivo e restrittivo</strong> e che introduce ulteriori elementi di criticità, in un contesto già connotato da gravissime illegittimità rispetto all’impianto costituzionale, <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeG7uihVsr9KA3DYfmtyz/37BsFekIrDF_?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">come da ultimo affermato dalla </a><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGEmAqKq2JTe92rPlCZF/AvqfPob_kDvR?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>Corte Costituzionale</u></a>. L&#8217;<strong>ASGI</strong>, insieme ad altre organizzazioni e al <strong>Tavolo Asilo e Immigrazione</strong>, ha denunciato <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGLdcz9nDTd8EsA9jV9V/Fzsf9gRBaBKD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>sin dall&#8217;inizio</u></a> i profili di illegittimità di questo accordo. Il Protocollo, firmato nel novembre 2023, pone le basi per <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGSV57ykOdmcKhSthnjl/iJr-qWVYpbn4?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>violazioni dei diritti fondamentali</u></a>, minando il principio di <strong>non respingimento</strong> e autorizzando forme di <strong>detenzione illegittima</strong>. La sua approvazione senza una legge di ratifica conforme all&#8217;<strong>art. 80 della Costituzione</strong> ha sollevato <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGZMXGnhZnw6QWldg6K1/GJeRLtelwHYN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>forti dubbi di costituzionalità</u></a>. <br>In origine si prevedeva il trattenimento di persone in arrivo in Italia via mare imbarcate su mezzi delle autorità italiane, laddove il Protocollo Italia-Albania (e legge di ratifica n. 14/2024) consente di portare in Albania i richiedenti asilo provenienti da Paese di origine sicura e trattenerli nell’hotspot di Shengjin e nel CPR di Gjader al fine di esaminare la loro richiesta di protezione internazionale mediante una procedura accelerata e di frontiera. Fin dal primo momento e nel corso delle prime operazioni sono risultate evidenti le <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGgDzPceky5aWM4NeOuH/C_aCvwy70ATk?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>numerose criticità e violazioni</u></a>. Già in questa prima fase, questo sistema di esternalizzazione del controllo migratorio ha mostrato tutta la sua illegittimità ed è stato messo in discussione dalla <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGn5RYRbw8F4cBN7chUX/kWbl1vHN1k07?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>giurisprudenza</u></a> in relazione all’applicazione del <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/SMK1E8tHeGtwthGZ7IOYi0frb04n/z-oRqfmN2kle?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>concetto di paese di origine sicuro</u></a>, determinando la sospensione delle procedure di frontiera in attesa della sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea nell’ambito dei giudizi riuniti C-758/24 e C-759/24. <strong>Un cambio di paradigma nelle politiche migratorie: gli sviluppi del c.d. modello Albania</strong>Laboratorio di sperimentazioni autoritarie, il cosiddetto “Modello Albania”, ha praticato con il <strong>Decreto Legge 37/2025</strong> una nuova strada, ossia il <strong>trasferimento coatto di persone migranti già trattenute nei Centri di Permanenza per il Rimpatrio</strong> (CPR) situati in Italia, su cui ASGI ha elaborato un&#8217;<a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsDhYHeahmCovIgBP3yxxB/birkWI8Yhd1U?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>analisi giuridica</u></a> e a cui è stata dedicata un’approfondita analisi nell’ultima <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsE9szr168Ik5Yk0msxhfF/FnrEn4-Fi2Tx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>relazione dell’Ufficio del Massimario della Corte di Cassazione</u></a> dedicata alla detenzione del cittadino straniero, che ha evidenziato svariati profili di illegittimità della novella normativa. La possibilità di trasferire forzatamente all&#8217;estero persone già in attesa di espulsione dai CPR italiani non ha a che fare con esigenze logistiche, dato che la capacità ricettiva dei CPR italiani è ben lontana dalla saturazione. <br>La scelta di trasferire coattivamente le persone costituisce una <strong>misura a carattere punitivo</strong> e un atto gravemente ostile nei confronti di tutte le persone vincolate al rinnovo del permesso di soggiorno e, quindi, potenzialmente esposte, in caso di perdita del diritto al soggiorno, al trasferimento coatto in Albania. Il cosiddetto <strong>&#8220;Modello Albania&#8221;</strong> non solo colpisce i diritti dei migranti, ma riduce progressivamente le garanzie costituzionali per tutti. In questo senso, si pone in linea con il recente decreto sulla sicurezza, la libertà di manifestazione del pensiero, il diritto all’abitazione, i diritti delle persone detenute ad esercitare i propri diritti anche all’interno dei contesti detentivi, su cui sono stati sollevati dubbi di legittimità nella <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsEcDi3RUUOfFonqAhwRNJ/ViDULy5awsnb?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>relazione del Massimario della Corte di Cassazione</u></a>. È inoltre un sistema che introduce un <strong>trattamento radicalmente differenziato</strong> per chi è sottoposto a detenzione o trattenimento in CPR determinando, tra le altre, anche una scala gerarchica tra le persone, sintomatica di un regime autoritario. Da ultimo il <strong>rinvio alla CGUE da parte della Corte di Cassazione</strong>, con l’ordinanza n. 23105/2025,depositata il 20 giugno 2025, avrebbe dovuto condurre ad immediata cessazione del trattenimento in Albania e alla sospensione dei trasferimenti almeno fino a quando la Corte di giustizia dell’Unione europea non avrà fatto piena chiarezza sulla compatibilità delle varie fasi del cosiddetto &#8220;modello Albania&#8221; con il diritto dell’Unione. Infatti, la Corte ha sollevato gravissimi dubbi di legittimità relativamente all’intero impianto del progetto Albania, che vanno ad attaccarne proprio i presupposti e le fondamenta. <br>Oltre a sollevare questioni di <strong>compatibilità</strong> <strong>con il diritto dell’Unione</strong>, la Corte evidenzia come le aree situate in Albania <strong>non possano essere considerate parte integrante dello stato italiano</strong>, mettendo anche in discussione la <strong>proporzionalità dei trattenimenti</strong> in Albania. Tuttavia il governo <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsF4YQFrsqUaQ4rfYWvB5N/AaywW4J2hWKQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>persevera</u></a> in una prassi la cui conformità al diritto dell’UE risulta attualmente oggetto di seri dubbi interpretativi.  <strong>La compatibilità con il diritto UE</strong>. Il trasferimento delle persone già trattenute in Italia presso il CPR di Gjadër solleva infatti gravi dubbi di compatibilità con il diritto UE, in particolare alla luce dei <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsFWt8SIHCaVaKvUwLtunR/oZpmoxnFtfmQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>rimpatri effettuati direttamente dall’Albania verso l’Egitto il 9 maggio 2025</u></a>: un volo charter partito da Roma e diretto a Il Cairo ha fatto tappa all’aeroporto internazionale di Tirana solo per far salire a bordo cinque persone di origine egiziana. Sebbene la Commissione Europea abbia finora tenuto un <strong>atteggiamento piuttosto ambiguo</strong>, sostenendo l’inapplicabilità del diritto dell’Unione e la sola applicazione della normativa italiana, è evidente che il rimpatrio effettuato dall’Italia da suolo e infrastrutture albanesi (quale l’aeroporto di Tirana, per esempio) crea <strong>non poche questioni di conformità alla normativa eurounitaria</strong>. Durante tali operazioni di rimpatrio, infatti, le Autorità italiane non hanno alcuna possibilità concreta di assicurare  i diritti e le garanzie che la Direttiva Rimpatri prescrive in materia di esecuzione dei rimpatri di cittadini di paesi terzi; in particolare, <strong>l’Italia non può assicurare la proporzionalità dei mezzi di coercizione, la ragionevolezza dell’uso della forza, e il monitoraggio effettivo delle operazioni </strong>che sono di fatto poste sotto il controllo delle Autorità albanesi. ASGI ha elaborato un&#8217;<a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsFzDqeifYgQkazKKAseVV/rTSD-7oABTdm?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">analisi giuridica</a> degli ultimi avvenimenti. <strong>Monitoraggio e denuncia delle violazioni</strong>Alla luce di ciò appare fondamentale condurre azioni di monitoraggio, strutturare strategie di supporto legale e un&#8217;azione sistematica di decostruzione critica e di contronarrazione rispetto all’iniziativa del governo italiano.Grazie alle <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsGRYYr93umLur39hzrODZ/71pAsfHT6SeJ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><u>missioni di monitoraggio</u></a> condotte dal <strong>Tavolo Asilo e Immigrazione</strong>, con il supporto di parlamentari italiani ed europei, sono state documentate <a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsGttH3ZSGsH576z5oq7vd/encw91FIuJvZ?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>numerose violazioni</u></strong></a><strong> sistemiche degli standard previsti dalle direttive europee in materia di asilo e accoglienza, </strong>nei centri albanesi adibiti al trattenimento. <br>Report e testimonianze evidenziano: <strong>trasferimenti forzati senza comunicazione preventiva adeguata, </strong><a href="https://2iwat.r.sp1-brevo.net/mk/cl/f/sh/1t6Af4OiGsHMDzFzqcyCFNAoTdordh/mFcbFskcxpkG?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong><u>condizioni di trasporto degradanti</u></strong></a>, con l&#8217;uso di fascette o manette, <strong>grave sofferenza psicofisica e episodi di autolesionismo</strong> tra i migranti trattenuti, <strong>accesso negato alla tutela legale</strong>, con ostacoli alla difesa e mancata informazione sulle procedure, ccondizioni di trattenimento inadeguate e violazione del <strong>diritto alla salute</strong>.<br> <strong>Un allarme per la democrazia</strong>. L&#8217;ASGI chiede la <strong>dismissione immediata delle strutture detentive situate in Albania </strong> e l’abbandono del <strong>Protocollo Italia-Albania</strong>, in quanto lesivo dei diritti fondamentali. Le sentenze già ottenute dimostrano la fragilità giuridica di questo sistema, che continua ad essere più uno <strong>strumento di propaganda</strong> giocato sui diritti delle persone, che una politica di gestione dei flussi migratori. Le politiche di contenimento della mobilità non riguardano solo i migranti: testano strategie che potrebbero in futuro essere <strong>estese ad altri ambiti sociali</strong>, minando i diritti di tutti. Contestare queste misure significa <strong>difendere i principi democratici e riaffermare la centralità dei diritti umani</strong>.</td></tr></tbody></table></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/">Il &#8220;Modello Albania&#8221;: un laboratorio autoritario alle porte dell&#8217;Europa</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2025/08/30/il-modello-albania-un-laboratorio-autoritario-alle-porte-delleuropa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al di là di quella porta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/10/al-di-la-di-quella-porta-2/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/10/al-di-la-di-quella-porta-2/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:53:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#NOCPR]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[politiche]]></category>
		<category><![CDATA[prefettura]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17775</guid>

					<description><![CDATA[<p>Osservare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio equivale a guardare un oggetto&#160;oscuro&#160;e allo stesso tempo&#160;invisibile&#160;e&#160;nascosto&#160;da alte mura impenetrabili. Più che un luogo il CPR è un&#160;non-luogo, progettato per essere nascosto e nascondere gli&#160;orrori&#160;che&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/10/al-di-la-di-quella-porta-2/">Al di là di quella porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17777" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Osservare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio equivale a guardare un oggetto&nbsp;<strong>oscuro</strong>&nbsp;e allo stesso tempo&nbsp;<strong>invisibile</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>nascosto</strong>&nbsp;da alte mura impenetrabili. Più che un luogo il CPR è un&nbsp;<strong>non-luogo</strong>, progettato per essere nascosto e nascondere gli&nbsp;<strong>orrori</strong>&nbsp;che contiene. L’osservazione del CPR, complicata da&nbsp;<strong>opacità</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ostracismo</strong>, ha imposto l’utilizzo di un&nbsp;<strong>metodo flessibile</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>fonti e interventi diversissimi</strong>. La classica raccolta dati da analizzare si è rivelata impossibile a fronte della sostanziale inesistenza di dati ufficiali disponibili, e del rifiuto delle autorità a fornire quanto richiesto. Analizzare un CPR significa quindi&nbsp;<strong>aggirare ostacoli, ipotizzare, strappare prove&nbsp;</strong>lottando in tribunale e&nbsp;<strong>raccogliendo informazioni&nbsp;</strong>da trattenuti, parenti e loro legali,&nbsp;<strong>diversificare le fonti e metterle a confronto</strong>. È così che abbiamo proceduto.</p>



<p>“<strong>Dati, testimonianze, ricerche, cartelle&nbsp;</strong><strong>cliniche, accessi agli atti, accessi civici generalizzati, sopralluoghi, verifiche&nbsp;</strong>ci hanno permesso di intravedere ciò che avviene in un CPR e che rendiamo oggi pubblico. Abbiamo rilevato&nbsp;<strong>abusi, violenze e discriminazioni&nbsp;</strong>in tutti gli ambiti che abbiamo investigato” affermano le attiviste e gli attivisti del Naga e della Rete Mai più Lager – No ai CPR. “<strong>Le persone che vengono portate in un CPR non hanno commesso reati</strong>, ma solo un&nbsp;<strong>illecito amministrativo</strong>, ovvero essere irregolari sul territorio. Già di per sé il trattenimento,&nbsp;<strong>la limitazione della libertà personale, risulta essere una misura sproporzionata</strong>, ma tutto ciò che ne consegue rende questa misura&nbsp;<strong>intollerabile, inaccettabile e disumana</strong>”.</p>



<p>“Abbiamo raccolto testimonianze che attestano una sistematica&nbsp;<strong>violaz</strong><strong>ione del diritto alle cure</strong>; la visita di idoneità al trattenimento o non è svolta o è svolta senza strumenti diagnostici adeguati; la ‘visita medica’ di formale presa in carico da parte dell’Ente Gestore comprende&nbsp;<strong>umiliazioni e abusi</strong>&nbsp;quali, per esempio, la denudazione delle persone appena arrivate alla presenza del personale medico e di agenti di polizia e l’obbligo di fare flessioni per espellere eventuali oggetti nascosti nell’ano; abbiamo verificato il&nbsp;<strong>trattenimento di persone con malattie gravi e croniche</strong>, come un tumore cerebrale e gravi problemi di salute mentale; frequente è la&nbsp;<strong>mancanza di&nbsp;</strong><strong>personale medico&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>sommarietà della gestione delle cartelle cliniche</strong>&nbsp;costituisce la regola, come pure costante è una&nbsp;<strong>sovrabbondante elargizione di psicofarmaci senza alcuna prescrizione specialistica</strong>” proseguono dal Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p>“Abbiamo ricevuto video che attestano la presenza di<strong>&nbsp;vermi nel cibo</strong>. Inoltre, evanescenti sono le figure<strong>&nbsp;che si occupano di mediazione linguistica, interpretariato e assistenza psicologica,</strong>&nbsp;che pure dovrebbero essere presentie, per contro, è&nbsp;<strong>debordante la presenza di agenti</strong>&nbsp;delle forze dell’ordine. Numerosissime sono le testimonianze di diffusi<strong>&nbsp;episodi di autolesionismo</strong>, labbra cucite, lamette ingoiate, tentativi di suicidio – soprattutto per impiccagione – &nbsp;e di percosse.&nbsp;<strong>14 sono i morti, dal 2018 al 2022,</strong>&nbsp;<strong>nei CPR d’Italia, con un</strong><strong>’età media di 33 anni</strong>. Persone nelle mani dello Stato che sono state dichiarate in condizioni di salute compatibili con il trattenimento.&nbsp;<strong>A queste morti abbiamo provato a dare un</strong><strong>’identità, ma 5 deceduti su 14, sono morti senza nome.</strong>&nbsp;Per 4 di loro non si sa nulla, né della loro identità né delle cause e circostanze del decesso.<strong>&nbsp;Inoltre i rimpatri vengono spesso effettuati con modalità violente</strong>&nbsp;(ammanettamento, persone legate alle sedie e spesso stordite dai farmaci) e avvengono anche verso Paesi dove il rimpatriato, nato e sempre vissuto in Italia, non aveva mai messo piede prima” affermano le attiviste e gli attivisti.</p>



<p>“Il tutto accade in un contesto di sostanziale&nbsp;<strong>impraticabilità di una tutela legale effettiva.</strong>&nbsp;Infine, anche all’uscita dal CPR, che si venga rimpatriati o rilasciati sul territorio, continuano gli abusi, considerata la frequentissima<strong>&nbsp;mancata riconsegna, alla fine del trattenimento, di soldi&nbsp;</strong>mandati dai familiari ai trattenuti. Siamo drammaticamente consapevoli che&nbsp;<strong>tutto ciò è solo la punta dell’iceberg</strong>. Sotto si nasconde molto di più. Quello che succede nei CPR non è frutto di una&nbsp;<em>malagestione</em>&nbsp;dei Centri, ma di&nbsp;<strong>chiare scelte politiche</strong>&nbsp;che si traducono in&nbsp;<strong>prassi e pratiche amministrative e di gestione illecite</strong><strong>&nbsp;e disumane, finanziate dai soldi pubblici</strong>. Con questo report abbiamo fatto la nostra parte, abbiamo cercato di far luce su ciò che si vuole nascondere. Facciamo ora appello a tutte e tutti&nbsp;<strong>per un’attivazione volta a reclamare l’abolizione dei CPR e contemporaneamente chiediamo al Governo, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e all’Amministrazione Comunale di contribuire, ciascuno per quanto di competenza, ad attuare l’unica soluzione possibile, realistica e necessaria: chiudere tutti i CPR d’Italia</strong>” concludono le attiviste e gli attivisti del Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_Digitale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA IL REPORT COMPLETO</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/SINTESI_AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_DEF.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/11/BEYOND-THAT-DOOR-summary-EN.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI IN INGLESE</a></strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17776" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/11/10/al-di-la-di-quella-porta-2/">Al di là di quella porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/11/10/al-di-la-di-quella-porta-2/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/21/infanzia-rom-quasi-40-milioni-di-euro-per-progetti-per-linclusione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/21/infanzia-rom-quasi-40-milioni-di-euro-per-progetti-per-linclusione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[21luglio]]></category>
		<category><![CDATA[barriere]]></category>
		<category><![CDATA[campi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[fondi]]></category>
		<category><![CDATA[inclusionesociale]]></category>
		<category><![CDATA[infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministerodellavoro]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[politichesociali]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17757</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva  Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/21/infanzia-rom-quasi-40-milioni-di-euro-per-progetti-per-linclusione/">Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17758" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva</strong> </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha approvato la graduatoria finale. I progetti approvati saranno finanziati con un importo complessivo che sfiora i 40 milioni di euro, proveniente dalle risorse del Fondo Sociale Europeo, programmazione 2021-2027, &#8220;PN Inclusione e lotta alla Povertà&#8221;.<br>È la prima volta che  una somma così ingente viene destinata all’infanzia rom, considerato un importo complessivo medio di circa 1,3 milioni di euro per città. Tra esse spiccano alcune città metropolitane come Roma (2,2 milioni di euro), Milano (1,9 milioni di euro), Napoli (1,6 milioni di euro), Bologna (1,3 milioni di euro), Torino (1,3 milioni di euro) ma anche province dove la presenza di comunità rom risulta abbastanza esigua come Asti (1,8 milioni di euro), Selargius (1,5 milioni di euro), Genova (1,4 milioni di euro), Latina (960 mila euro) Stando alle ultime rilevazioni dell’Associazione 21 luglio, che da anni monitora costantemente la situazione degli insediamenti monoetnici, a oggi in Italia si contano 97 baraccopoli istituzionali abitate da 11.040 rom e sinti. Di queste, 43 sono insediamenti abitati da 7.200 rom, 50 da 3.700 sinti, e 2 insediamenti misti abitati da 140 tra rom e sinti. In totale sono circa 2.500 le famiglie rom e sinte che non hanno ancora un  alloggio adeguato. <br>Particolarmente grave è la situazione nella Città Metropolitana di Napoli, che ospita la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa in Italia, quasi 3.000 persone. Qui, la presenza di baraccopoli informali, le gravissime condizioni di precarietà nelle quali sono costretti a vivere gli abitanti e l’assenza di piani di superamento rappresentano una sfida importante. Per le azioni di inclusione dei minori rom, l’Avviso pubblico definisce un impegno di spesa pari a  1,9 milioni di euro per il Comune di Giugliano in Campania, 1,6 milioni di euro per la città di Napoli, 666 mila euro per il Comune di Casoria. <br>Secondo l’Associazione 21 luglio l’ingente investimento previsto, se utilizzato al meglio dalle Amministrazioni locali, potrà rappresentare una svolta decisiva nei processi di inclusione che, poggiandosi su piani di superamento dei “campi rom”, consentiranno ai minori presenti nelle città oggetto dell’intervento, di vedere rimosse le barriere che ostacolano il loro sano sviluppo. Un minore presente in un insediamento monoetnico, infatti, vive all’interno di un ascensore sociale bloccato dove le possibilità di un cambio di vita rappresenta una sfida quasi sempre insormontabile. Per Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio «l’occasione è importante e non può essere persa. Elevato infatti è il rischio che alcune amministrazioni non siano in grado di gestire al meglio le risorse per mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari perché ancorati al passato. Per tale ragione l’Associazione 21 luglio, alla luce delle esperienze maturate, offre consulenza e sostegno a quelle amministrazioni che vorranno avvalersi del nostro supporto, al fine di orientare al meglio i fondi nel definire strategie di intervento efficaci, impattanti e sostenibili».</td></tr></tbody></table></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/10/21/infanzia-rom-quasi-40-milioni-di-euro-per-progetti-per-linclusione/">Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/10/21/infanzia-rom-quasi-40-milioni-di-euro-per-progetti-per-linclusione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: le nostre voci schiacciate dalla dittatura</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/11/america-latina-diritti-negati-venezuela-le-nostre-voci-schiacciate-dalla-dittatura/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/11/america-latina-diritti-negati-venezuela-le-nostre-voci-schiacciate-dalla-dittatura/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Aug 2024 10:35:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[Farnesina]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[italiani]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[ministerodegliesteri]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17650</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Ci sono molti modi per reprimere, mettere a tacere, censurare. Conosciamo già quelli più violenti generati dalla narco-dittatura di Nicolás Maduro, soprattutto nell&#8217;ultima settimana dopo le elezioni del 28 luglio. Passaporti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/11/america-latina-diritti-negati-venezuela-le-nostre-voci-schiacciate-dalla-dittatura/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: le nostre voci schiacciate dalla dittatura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="678" height="381" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17651" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 678w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/08/ven-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 678px) 100vw, 678px" /></a></figure>



<p><br>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>Ci sono molti modi per reprimere, mettere a tacere, censurare. Conosciamo già quelli più violenti generati dalla narco-dittatura di Nicolás Maduro, soprattutto nell&#8217;ultima settimana dopo le elezioni del 28 luglio. </p>



<p>Passaporti e aeroporto<br>In questo contesto di repressione e intimidazione, la cancellazione dei passaporti validi è l&#8217;ennesimo atto arbitrario del regime. Negli ultimi quattro giorni, il regime ha improvvisamente cancellato i passaporti di decine di oppositori, leader politici, giornalisti e attivisti per i diritti umani, sia dentro che fuori dal Venezuela. Nello Stato di Zulia (lo Stato del petrolio) sono state colpite più di 30 persone. All&#8217;estero non ci sono ancora dati più precisi, ma finora decine di persone hanno denunciato l&#8217;accaduto in Paesi come Cile, Colombia, Ecuador e Argentina. Non contenti di questa operazione, hanno anche iniziato una caccia alle streghe all&#8217;aeroporto internazionale Simón Bolívar. Cittadini che si sono recati in Venezuela probabilmente per votare e altri che stanno lasciando il Paese per motivi personali sono stati trattenuti all&#8217;aeroporto e hanno chiaramente subito il ritiro del passaporto. È successo ad esempio a Yendri Velásquez, attivista e difensore dei diritti LGBTQ+, alla professoressa di scienze politiche e attivista umanitaria Edni López,<br>quest’ultima è stata sequestrata dal Sebin. Ieri, venerdì, Edni Lopez è stata rilasciata con misure cautelari.</p>



<p><br>I Social Network<br>Lo scorso giovedì sera, il regime ha iniziato il progressivo blocco del social network X (antico Twitter) sui principali provider internet del Paese. Nicolás Maduro ha annunciato il ritiro della piattaforma per 10 giorni.<br>Il dittatore ha anche indicato Instagram, WhatsApp e Tik Tok (tra l&#8217;altro, quest&#8217;ultimo appartenente ai suoi amici cinesi…) come strumenti per la moltiplicazione dell&#8217;odio e la proliferazione del fascismo. Sappiamo che in tempi di crisi politica e sociale questi sono gli unici strumenti che i cittadini hanno per essere<br>informati e/o per denunciare. Youtube, grazie a pressioni interne ed esterne, ha cancellato due programmi venezuelani del regime che da anni venivano trasmessi in diretta su questa piattaforma per disinformare, creare panico e insultare le persone, facendo discorsi di odio e istigazione. Ebbene, Youtube li ha cancellati e rimossi dalla piattaforma. Il programma &#8220;Con el mazo dando&#8221; (tradotto letteralmente: Colpendo con una mazza) aveva raggiunto negli anni i 100mila iscritti, senza alcuna spiegazione da parte di Youtube, adesso fuori.</p>



<p><br>Arresti forzati<br>Aggiorniamo i dati sugli arresti forzati da parte del regime. Ad oggi, sabato 10 agosto 2024 alle ore 16.41, sono 1303 gli arresti verificati dal Foro Penal e così identificati: 116 adolescenti, 170 donne, 14 indigeni e il resto sono uomini. L&#8217;età media degli arrestati è di 20 anni.<br>Il Foro Penal informa inoltre che ieri sono stati condannati a un massimo di 30 anni, tra altri cittadini, un giovane autistico di nome Dario Estrada e il professore universitario Robert Franco. Nella più totale impunità e senza il diritto di essere difesi.</p>



<p><br>A livello internazionale<br>Le organizzazioni Transparencia Electoral, Alianza por Venezuela e il Forum argentino per la difesa della democrazia (FADD) hanno chiesto venerdì alla società argentina ExClé, che ha fornito supporto tecnologico al Consiglio nazionale elettorale venezuelano (CNE) durante le elezioni del 28 luglio, di chiarire le accuse di un presunto hackeraggio che avrebbe influenzato il conteggio dei voti. Questo hacking è stato denunciato dal CNE dopo la chiusura dei seggi ed è stato citato come motivo del ritardo nella pubblicazione dei risultati. E’ già stato dimostrato che il hackeraggio non è mai esistito, tra l’altro confermato dall’organizzazione non governativa Carter Center, presente in Venezuela il giorno delle elezioni per il monitoraggio elettorale.</p>



<p>L&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite Volker Türk invita le autorità venezuelane a rilasciare immediatamente tutte le persone detenute arbitrariamente. Tutti hanno il diritto di protestare pacificamente e di esprimere le proprie opinioni liberamente e senza paura&#8221;, ha dichiarato la sua portavoce, Liz Throssell.<br>Il Ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha espresso grande preoccupazione per gli italiani che vivono in Venezuela e ha dichiarato: &#8220;Probabilmente ci vorranno settimane e mesi di intenso lavoro politico e diplomatico per ripristinare la legittimità democratica delle istituzioni venezuelane. Tuttavia, il nostro governo è al fianco del popolo venezuelano”. Nei giorni scorsi sono stati arrestati all’incirca 100 cittadini che hanno origine italiane o discendenti di italiani, tra cui quattro leader dell&#8217;opposizione italo-<br>venezuelana, Williams Dávila, il deputato Americo De Grazia, l’ex sindaco Enzo Scarano e la vice presidente dello Stato Aragua Rita Capriti, quest’ultima è stata prelevata alla forza nella notte e portata ad un carcere nelle vicinanze. Si hanno informazioni del deputato De Grazia che è stato sequestrato e portato al Helicoide, Il centro di tortura più grande di America Latina. La Farnesina è in allarme. Italia crea una task force per monitorare la crisi e attivare il controllo di salute dei sequestrati italiani.</p>



<p><br>Attenzione: il regime è sotto pressione internazionale, è molto nervoso, quasi isterico, nel senso stretto del termine. L&#8217;unico elemento a suo favore è la violenza atroce ed esacerbata e il mondo intero lo sa. C’è chi è a favore e amico del regime come Cuba, Russia, Cina, Turchia… c’è chi si mantiene neutro come Colombia, Brasile e Messico. Quasi tutto il mondo occidentale sa che in Venezuela c’è un bagno di sangue.<br>L’importante è che ormai tutti lo sanno, c’è chi tace e c’è chi parla, ma tutti lo sanno. Domanda: quale Stato può governare generando violenza e perseguitando i cittadini a tutte le ore?</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/08/11/america-latina-diritti-negati-venezuela-le-nostre-voci-schiacciate-dalla-dittatura/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Venezuela: le nostre voci schiacciate dalla dittatura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/08/11/america-latina-diritti-negati-venezuela-le-nostre-voci-schiacciate-dalla-dittatura/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Carceri minorili. Il rapporto di Antigone: &#8220;rischio che la giustizia minorile perda i ragazzi per strada&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/28/carceri-minorili-il-rapporto-di-antigone-rischio-che-la-giustizia-minorile-perda-i-ragazzi-per-strada/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/28/carceri-minorili-il-rapporto-di-antigone-rischio-che-la-giustizia-minorile-perda-i-ragazzi-per-strada/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 28 Feb 2024 16:48:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[criminalità]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustiziaminorile]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[minorenni]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[PatrizioGonnella]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[reati]]></category>
		<category><![CDATA[reinserimento]]></category>
		<category><![CDATA[report]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17436</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#8220;Il modello della giustizia minorile in Italia, fin dal 1988, data in cui entrò in vigore un procedimento penale specifico per i minorenni, è sempre stato un vanto per il paese. Mettendo al centro&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/02/28/carceri-minorili-il-rapporto-di-antigone-rischio-che-la-giustizia-minorile-perda-i-ragazzi-per-strada/">Carceri minorili. Il rapporto di Antigone: &#8220;rischio che la giustizia minorile perda i ragazzi per strada&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17437" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1-819x1024.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1-240x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1-768x960.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/rapporto_minori_vert_2_1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>



<p>&#8220;Il modello della giustizia minorile in Italia, fin dal 1988, data in cui entrò in vigore un procedimento penale specifico per i minorenni, è sempre stato un vanto per il paese. Mettendo al centro il recupero dei ragazzi, in un&#8217;età cruciale per il loro sviluppo, nella quale educare è preferibile al punire, ha garantito tassi di detenzione sempre molto bassi, una preferenza per misure alternative alla detenzione in carcere, come ad esempio l&#8217;affidamento alle comunità e ottenuto un&#8217;adesione al percorso risocializzante ampio da parte dei giovani. Dal decreto Caivano in poi, invece, il rischio che questi 35 anni di lavoro vengano cancellati e i ragazzi persi per strada è una prospettiva drammatica e attuale&#8221;. Così Patrizio Gonnella, presidente di Antigone, intervenendo alla presentazione di &#8220;Prospettive minori&#8221;, VII Rapporto di Antigone sulla giustizia minorile.&nbsp;</p>



<p>All’inizio del 2024 sono circa 500 i detenuti nelle carceri minorili italiane. Sono oltre dieci anni che non si raggiungeva una simile cifra. Gli ingressi in IPM sono in netto aumento. Se sono stati 835 nel 2021, ne abbiamo avuti 1.143 nel 2023, la cifra più alta almeno negli ultimi quindici anni.&nbsp; La crescita delle presenze negli ultimi 12 mesi è fatta quasi interamente di ragazze e ragazzi in misura cautelare. Frutto questo del decreto Caivano che ha esteso l&#8217;applicazione della custodia cautelare in carcere, stravolgendo l’impianto del codice di procedura penale minorile del 1988. Altra novità, in linea con quanto previsto dal Decreto, laddove prevede di disporre la custodia cautelare anche per i fatti di lieve entità legati alle sostanze stupefacenti è la notevole crescita degli ingressi in IPM per reati legati alle droghe, con un aumento del 37,4% in un solo anno.&nbsp; &nbsp;</p>



<p>Aumenti dei numeri, quindi, che non trovano riscontro nell&#8217;aumento dei reati, con il dato più recente che, tra alti e bassi, è in linea con quello registrato 10 anni fa.&nbsp;</p>



<p>&#8220;Sono prospettive minori quelle che oggi vediamo rispetto a due anni fa, quando pubblicammo il nostro precedente rapporto sulla giustizia minorile in Italia &#8211; ha spiegato Susanna Marietti, coordinatrice nazionale di Antigone e responsabile dell&#8217;osservatorio minori. Prospettive minori per il sistema, che sta rinunciando a incontrare con pienezza quei principi ispiratori sui quali è stato costruito e che hanno fatto sì che la giustizia minorile nel nostro paese divenisse un modello a livello europeo; prospettive minori per gli operatori, alcuni dei quali fanno un lavoro straordinario fuori e dentro le carceri e si ritrovano strumenti sempre più spuntati e inefficaci; e, soprattutto, prospettive minori per i ragazzi e le ragazze, che si ritrovano attorno più sbarre, fisiche e metaforiche, e meno speranze riguardo al loro futuro. Occorre riprendere la strada tracciata dai 35 anni di giustizia minorile italiana, mettere al centro il bene supremo dei ragazzi e non cadere nella tentazione punitiva verso chi commette un reato in una fase così cruciale del proprio percorso di crescita. Se non ci possiamo permettere di perdere un adulto, ancor meno ci possiamo permettere di perdere un ragazzino&#8221; ha sottolineato Susanna Marietti.&nbsp;</p>



<p>Alessio Scandurra, coordinatore dell&#8217;osservatorio di Antigone sulle carceri per adulti ha a sua volta sottolineato: &#8220;con il decreto Caivano, che ha fortemente ampliato la possibilità di trasferire i ragazzi maggiorenni, che sono in IPM in quanto avevano compiuto il reato compiuto da minorenni, nelle carceri per adulti si assiste a una ulteriore torsione del sistema, portando queste persone a doversi confrontare con tipo di detenzione più dura, limitata, in luoghi dove i loro bisogni, anche a fronte del grande sovraffollamento e quindi della scarsità di opportunità di studio, lavoro e ricreative, non vengono tenuti nel giusto peso, lasciandoli invece in un sistema che, ad oggi, produce criminalità a causa di tassi di recidiva molto alti&#8221;.</p>



<p></p>



<p>A questo link si può leggere il report: <a href="https://www.ragazzidentro.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.ragazzidentro.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/02/28/carceri-minorili-il-rapporto-di-antigone-rischio-che-la-giustizia-minorile-perda-i-ragazzi-per-strada/">Carceri minorili. Il rapporto di Antigone: &#8220;rischio che la giustizia minorile perda i ragazzi per strada&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/02/28/carceri-minorili-il-rapporto-di-antigone-rischio-che-la-giustizia-minorile-perda-i-ragazzi-per-strada/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Al di là di quella porta</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/10/al-di-la-di-quella-porta/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/10/al-di-la-di-quella-porta/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 Dec 2023 10:28:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#migranti]]></category>
		<category><![CDATA[#migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#Naga]]></category>
		<category><![CDATA[#NOCPR]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[#rassegnastampa]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[CPR]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[inchiesta]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[liberacircolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17318</guid>

					<description><![CDATA[<p>Oggi è la giornata mondiale dei diritti umani. Per l&#8217;occasione pubblichiamo una rassegna, non esaustiva, degli articoli e dei servizi, radiofonici e televisivi, usciti in questi giorni che rilanciano la notizia dell’inchiesta aperta dalla&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/12/10/al-di-la-di-quella-porta/">Al di là di quella porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="810" height="810" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17319" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 810w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/fin-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 810px) 100vw, 810px" /></a></figure>



<p>Oggi è la giornata mondiale dei diritti umani. Per l&#8217;occasione pubblichiamo una rassegna, non esaustiva, degli articoli e dei servizi, radiofonici e televisivi, usciti in questi giorni che rilanciano la notizia dell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano sul CPR di Corelli.</p>



<p>Un’inchiesta fondata su molti elementi già descritti nel dossier&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkIj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">‘Al di là di quella porta’&nbsp;</a>realizzato dal Naga&nbsp;in collaborazione con la rete&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQblIt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Mai più lager – NO ai CPR</a>&nbsp;.</p>



<p>Esprimiamo&nbsp;la nostra soddisfazione per quanto accaduto e aggiungiamo l’auspicio che la luce che ha squarciato l’opacità del centro milanese contribuisca, innanzitutto, alla sua chiusura e, subito dopo, a quella di tutti gli altri CPR italiani.</p>



<p>Luoghi che andrebbero chiusi a prescindere da episodi di malagestione perché è lo stesso istituto della detenzione amministrativa che andrebbe abolito.</p>



<p>A maggior ragione quando viene attuato su base discriminatoria perché destinato ai soli cittadini stranieri.</p>



<p>*L’articolo di Fanpage:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbmID?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;</a></p>



<p>*Il servizio video di Fanpage:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb0Dt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>*L’articolo di Il Giorno:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb1DD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;&nbsp;</a></p>



<p>*L’articolo di Il Fatto Quotidiano:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb2Jt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* L’articolo di&nbsp;Altreconomia:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb3JD?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui&nbsp;</a></p>



<p>* L’articolo di&nbsp;Sky tg24:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb4HN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* Gli articoli di&nbsp;Corriere della Sera:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQb5Gj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;e&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZQb?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">qui</a></p>



<p>* L’articolo di&nbsp;la Repubblica:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZGf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>* Il servizio del GR di&nbsp;Radio Popolare&nbsp;dal minuto 19:01:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZwt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a>&nbsp;</p>



<p>* Il servizio del&nbsp;TG LA7&nbsp;dal minuto 19:30:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkZmx?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>



<p>* Il servizio del&nbsp;Tg3&nbsp;dal minuto 25:30:&nbsp;<a href="https://tsmtpgaze.com/tracking/qaR9ZGt0Zwt5ZmZjBGx4ZmDkAwZlZPM5qzS4qaR9ZQbkAQ4?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/12/10/al-di-la-di-quella-porta/">Al di là di quella porta</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/10/al-di-la-di-quella-porta/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
