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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>La donna elettrica: una donna contro il sistema</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Jan 2019 09:02:08 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Islanda, oggi. Sembra di essere in un altro tempo, in un&#8217;altra dimensione: pianure estese, cieli aperti, Natura incontaminata, o quasi. A riportarci alla realtà è Halla, una signora di mezza età dalla doppia vita: è una serena e pacata insegnate del coro della comunità, ma anche una tenace e battagliera attivista, impegnata a combattere l&#8217;industria di alluminio che sta cercando di affermarsi sul territorio in cui lei è nata e cresciuta.</p>
<p>Halla è la protagonista del nuovo film di Benedikt Erlingsson, il cui titolo originale è <i>Woman at war</i>, molto più significativo della pessima traduzione italiana <i>La donna elettrica</i>. E&#8217; una vera e propria guerra quella che Halla &#8211; aiutata da un amico che si fa passare per suo cugino e da un timido funzionario del Ministero – mette in atto per salvaguardare la sua Terra dall&#8217;arrogante invasione delle multimazionali. “Sua” perchè Halla vive in maniera simbiotica con la Natura che la circonda: riesce a rannicchiarsi tra le rocce, incede spavalda nel fango, si nasconde sotto la pelle di pecora, si sporca. Il suo alter ego è la sorella gemella, Asa, che ha deciso, invece, di purificare prima se stessa con la meditazione e vorrebbe recarsi in India per vivere in un hashram. Mentre, un giorno qualsiasi, la tv proietta immagini disturbanti relative ai disastri ambientali, Halla riceve una telefonata ormai inaspettata: dopo quattro anni è stata accettata la sua richiesta di adozione. Una bambina (di nuovo torna la figura femminile) la sta aspettando.</p>
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<p>Come uno degli alberi che punteggiano il paesaggio, Halla ha le radici affondate nella tradizione e lo sguardo puntato verso il Futuro che vorrebbe tutelare per poterlo dare in dote alle generazioni che verranno. La sua è una lotta pericolosa, rischia la libertà e la propria incolumità fisica, ma nulla teme, questa donna che ricorda tanto Don Chisciotte. Nella comunità in cui si muove, pochissimi conoscono la vera identità della boicottatrice della linea elettrica e anche la sorella non sarebbe in grado di accettare la sua attività. Ma il Destino è più potente degli esseri umani e riserva sempre qualche sorpresa che ci costringe a rivedere le nostre priorità. La sceneggiatura,a questo punto, presenta un altro, intelligentissimo colpo di scena che, ovviamente, non sveliamo.</p>
<p>Interessante e originale anche la scelta di inserire in maniera diegetica la colonna sonora, suonata da un gruppetto di musicisti che interviene sullo schermo a esprimere le emozioni provate, di volta in volta, dalla protagonista, con un risultato che fa pensare a una costruzione teatrale delle inquadrature. Compaiono, inoltre, tre donne, con abiti tradizionali (anch&#8217;essi con un significato ben preciso che lasciamo agli spettatori decifrare) come le moire e come il coro della tragedia greca che, con distacco, osserva e commenta le vicende di questa umanità, così forte e così fragile.</p>
<p>Raffinata, quindi, questa pellicola che, con humor tutto nordeuropeo, identifica la donna in Madre Natura: dolce vichinga, Halla, è capace di rischiare per il Bene comune e in grado di ridimensionarsi perchè ha capito che salvare anche solo una vita, vuol dire salvarle tutte.</p>
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