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	<title>palestinese Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>«LUBO» E «3000 NOTTI»: due film controcorrente</title>
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		<pubDate>Tue, 14 Nov 2023 09:59:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&#160;l’antidiplomatico) ispirato a un romanzo di Mario Cavatore&#160;(Il seminatore)&#160;Lubo&#160;è la storia di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2023/11/Lubo-6-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-157133"/></a></figure></div>



<p>L’ultimo film di Giorgio Diritti al cinema visto da Francesco Masala. A seguire un’intervista alla regista palestinese Mai Masri (ripresa da&nbsp;<em>l’antidiplomatico</em>)</p>



<p>ispirato a un romanzo di Mario Cavatore<em>&nbsp;(</em><em>Il seminatore</em>)&nbsp;<em>Lubo</em>&nbsp;è la storia di uno zingaro jenisch svizzero, artista di strada, e della sua famiglia.</p>



<p>quando lo costringono a fare il militare gli portano via i figli e la moglie ne muore.</p>



<p>Lubo fugge e cerca i suoi figli, oltre a una personale vendetta, che è l’oggetto del libro.</p>



<p>Franz Rogowski è sempre bravissimo, e convincente, come tutte le attrici e gli attori.</p>



<p>il film dura tre ore, ma neanche un minuto è in più,&nbsp;Giorgio Diritti fa film bellissimi o straordinari, niente di meno.</p>



<p>la storia è una delle tante di quegli anni a danno della popolazione jenisch, sterilizzazione delle donne e furto dei bambini,&nbsp;motore di questo genocidio, durato fino al 1974, è la fondazione&nbsp;<em>Pro Juventute</em>, ennesimo esempio della banalità del male.</p>



<p>il film non è piaciuto troppo ai critici laureati, ognuno ha i suoi gusti, ma è di sicuro un film da non perdere, non te ne pentirai.</p>



<p>buona (jenisch) visione – Ismaele</p>



<p>ps 1: un bel film italiano sugli Jenisch, di&nbsp;Valentina Pedicini, si può vedere&nbsp;<a href="https://www.raiplay.it/programmi/dovecadonoleombre?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>, e&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/dove-cadono-le-ombre-valentina-pedicini/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>&nbsp;la recensione</p>



<p>ps 2: un grandissimo&nbsp;Franz Rogowski, in un film non apparso in Italia, è&nbsp;<a href="https://markx7.blogspot.com/2023/03/great-freedom-groe-freiheit-sebastian.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p>ps 3: un ritratto di Mariella Mehr, poetessa jenisch,&nbsp;<a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/ricordo-di-mariella-mehr/?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a></p>



<p><em>INTERVISTA di ALESSABDRO BIANCHI a MAI MASRI</em></p>



<p>Girato in un carcere dismesso in Giordania,<em>&nbsp;<strong>3000 notti</strong></em>&nbsp;è il film che consacra a livello planetario la carriera della regista palestinese Mai Masri.<em>&nbsp;“Nel 2015,&nbsp;quando è stato realizzato il film, nelle prigioni israeliane si trovavano 6000 palestinesi, uomini, donne e minori. È la storia di una di loro”</em>, ha dichiarato in un’intervista l’autrice per descrivere la figura, divenuta iconica, della protagonista Layal, giovane palestinese arrestata senza nessun valido motivo dalle autorità israeliane e che scoprirà la sua maternità in carcere.</p>



<p><em>“Gli israeliani e la mia casa – Nablus e Shatila:&nbsp;Sotto le macerie”&nbsp;(1983); I bambini del fuoco (1990)”&nbsp;</em>fanno rivivere il dramma delle donne e bambini sotto l’occupazione. In “<em>Donne oltre le frontiere, 2004”,&nbsp;</em>si ascolta Kifah Afifi rievocare la brutalità del campo di Khyam: “<em>Sono morta cento volte ogni&nbsp;giorno in quella cella</em>”, e Soha Bechara, che ha messo in gioco la propria vita per la liberazione del suo Paese, ripetere:<em>&nbsp;“Non dimentichiamo la Palestina”.&nbsp;</em>Amore e resistenza sono i due temi che ricorrono sempre nelle opere di Mai Masri. “<em>I suoi film sono l’antitesi degli stereotipi che</em>&nbsp;<em>disumanizzano e tolgono i loro diritti ai palestinesi. Lei non documenta solo ciò che viene fatto subire ai palestinesi dal 1948, ma mostra chi sono veramente</em>”, chiosa alla perfezione Victoria Brittain in un bellissimo lavoro di raccordo delle opere della regista (“<em>Love and resistance in the films of Mai Masri</em>”). Le immagini nei lavori dell’artista palestinese non si soffermano esclusivamente sulla disperazione e dolore, si ostinano a cercare, anche nella più grande sofferenza, l’amore e la bellezza. Viene da domandarsi come sia possibile oggi alla luce delle immagini tremende del genocidio in corso a Gaza.</p>



<p><em>In esclusiva, l’AntiDiplomatico ha avuto l’onore di rivolgere alla grande artista palestinese alcune domande sulla mattanza in corso nella sua terra e la nuova fase del conflitto in Palestina.</em></p>



<p><strong>Da regista come vedi il ruolo del cinema rispetto allo sterminio in atto a Gaza nelle ultime settimane?</strong></p>



<p><em>Credo nella potenza della narrazione per la nostra lotta e nel ruolo del cinema per cambiare la narrativa sulla Palestina. Sfortunatamente i principali media hanno disumanizzato il popolo palestinese e la sua lotta già da molto tempo. Il cinema può svolgere un ruolo fondamentale nel mettere in luce la sofferenza e la resistenza del popolo di Gaza di fronte al genocidio in corso. Il nostro ruolo come registi di tutto il mondo è concentrarci sulle vite, le speranze e i sogni dei palestinesi. Mentre guardiamo le immagini dal vivo di morte e distruzione provenienti da Gaza, nessuno può affermare di non sapere cosa sta accadendo. Questo è il primo genocidio televisivo della storia. Una continuazione della Nakba del 1948, quando centinaia di migliaia di palestinesi furono costretti a lasciare le loro case e la loro terra. Come regista palestinese sento la grande responsabilità non solo di testimoniare le atrocità che si stanno consumando a Gaza, ma anche di portare al mondo le nostre storie di umanità, speranza e resilienza.</em></p>



<p><strong>Cosa pensi del boicottaggio su artisti e accademici israeliani che partecipano a iniziative organizzate e patrocinate dallo stato d’Israele? A tuo avviso la campagna BDS (Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni) era valida già prima della posizione estremista del governo di Netanyahu?</strong></p>



<p><em>Il boicottaggio su artisti e studiosi israeliani che partecipano ad attività culturali sponsorizzate dallo stato d’Israele è uno strumento legittimo e potente contro l’occupazione e l’apartheid. E’ anche una forma di resistenza civile molto efficace, modellata sul successo della campagna mondiale di boicottaggio contro il governo razzista del Sud Africa. Il razzismo e l’apartheid sono state parte integrante della ideologia e della struttura dello Stato israeliano molto prima del governo estremista di Netanyahu. Durante le recenti proiezioni dei miei film negli Stati Uniti e in Europa, ho notato un cambiamento nell’opinione pubblica, soprattutto tra i giovani e gli studenti, molti dei quali sono ebrei e sono in prima linea nel movimento contro l’occupazione e l’apartheid. E’ incoraggiante vedere che ci sono sempre più artisti, studiosi e studenti ebrei in tutto il mondo che si oppongono all’occupazione israeliana e ai crimini di guerra contro il popolo palestinese e hanno assunto una posizione coraggiosa: “Non in nostro nome”.</em></p>



<p><strong>L’idea di uno Stato unico laico e democratico concepita dalla Olp (Organizzazione per la Liberazione della Palestina) prima degli accordi di Oslo, con il senno di poi, sarebbe stata la soluzione più saggia? Abbiamo visto che la narrazione due Stati due popoli ha portato all’avanzamento del progetto di colonizzazione d’insediamento da parte d’Israele e un netto e tragico peggioramento delle condizioni di vita del popolo palestinese.</strong></p>



<p><em>Ho sempre creduto in uno Stato unico laico e democratico per palestinesi e israeliani. Questa è l’unica soluzione praticabile ed equa per entrambi i popoli. C’è molta ipocrisia da parte degli Stati Uniti e dei loro alleati europei che sostengono a parole la soluzione dei due Stati e non fanno nulla per attuarla. Questo ha incoraggiato Israele a continuare la sua brutale occupazione della Cisgiordania, a costruire centinaia di insediamenti illegali e a continuare ad assediare Gaza in violazione del diritto internazionale. Israele ha reso impossibile la soluzione dei due Stati. E’ tempo che il mondo prenda una posizione ferma e mantenga le promesse fatte ai palestinesi. Nonostante la tragica situazione a Gaza, sono molto fiduciosa che la Palestina sarà libera. E che questo accadrà mentre io sarò ancora in vita. Questa ingiustizia non può continuare. Nessuno potrà essere libero finché la Palestina non sarà libera.</em></p>
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		<title>Appello all&#8217;Europa, Italia e ONU. Fermate l&#8217;annessione dei territori palestinesi da parte di Israele</title>
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		<pubDate>Sun, 28 Jun 2020 08:28:27 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="512" height="336" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/ggggggggggggggggggggggggggggggggggg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14303" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/ggggggggggggggggggggggggggggggggggg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/ggggggggggggggggggggggggggggggggggg-300x197.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure></div>



<p>Cosi la Comunità del mondo arabo in Italia <strong>(Co-mai)</strong> e L&#8217;Unione Internazionale degli arabi del 48 (U.I Arabi 48) lanciano il loro appello e allarme all&#8217;Europa ,Italia e all&#8217;ONU di fermare l&#8217;annessione del 30% di Cisgiordania da parte di Israele non condiviso assolutamente dai palestinesi nel mondo e da tantissimi paesi che hanno il coraggio di esprimersi in modo chiaro e senza ambiguità a favore della libertà e l&#8217;indipendenza di uno stato palestinese garantendo tutti i diritti essenziali e la sicurezza per tutti.&#8221;Noi dall&#8217;inizio portiamo avanti la proposta di due Stati e due popoli che dialogano e decidono insieme e non in modo unilaterale, questa decisione da parte del governo israeliano mette a rischio ogni forma di trattativa e dialogo con l&#8217;autorità palestinese. </p>



<p>Con la Co-mai e l&#8217;U.I Arabi 48  ci appelliamo all&#8217;Europa ,Italia e all&#8217;ONU per rispettare tutti i valori di libertà ,di democrazia ,diritti internazionali ,diritti umani e diritti del popolo palestinese affinché si impedisca l&#8217;annessione dei territori occupati palestinesi da parte di Israele mettendo da subito in agenda una conferenza internazionale per la questione Palestinese e l&#8217;indipendenza dello Stato palestinese con il principio dei due Stati e due popoli e con il rispetto di tutti i diritti universali per i palestinesi e per i palestinesi arabi 48 .la sicurezza di ogni popolo passa per la pace e il dialogo e non tramite scontri ,conflitti e guerre permanenti. cosi Dichiara Foad Aodi Fondatore Co-mai e U.I Arabi 48 e presidente Onorario dell&#8217;Organizzazione per l&#8217;eccellenza palestinese che ringrazia tutte le comunità arabe in Italia e in Europa che stanno sostenendo la questione palestinese madre di tutte le questioni, auspicando che anche la Lega Araba faccia arrivare la sua voce contro l&#8217;annessione dei territori palestinesi.</p>
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		<title>I palestinesi non si comprano in cambio della terra e del loro orgoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 08:14:37 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="457" height="305" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13586" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /><figcaption>epa08173243 US President Donald J. Trump (R) shakes hands with  Prime Minister of Israel Benjamin Netanyahu while unveiling his Middle East peace plan in the East Room of the White House, in Washington, DC, USA, 28 January 2020. US President Donald J. Trump&#8217;s Middle East peace plan is expected to be rejected by Palestinian leaders, having withdrawn from engagement with the White House after Trump recognized Jerusalem as the capital of Israel. The proposal was announced while Netanyahu and his political rival, Benny Gantz, both visit Washington, DC.  EPA/MICHAEL REYNOLDS</figcaption></figure></div>



<p><strong>ll comunicato di Co-mai e U.I Arabi 48 . No alla proposta unilaterale di Trump ,i palestinesi non si comprano in cambio della terra e il loro orgolio* </strong></p>



<p>*Foad Aodi. E&#8217; la giornata del disastro per il mondo palestinese e arabo dopo quella del Nakba*</p>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia(Co-mai) e l&#8217;Unione Internazionale Arabi 48 commentano e non approvano la politica decisionale e unilaterale e offensiva di Trump contro i palestinesi. La delusione e&#8217; enorme viene proprio da una potenza mondiale che deve garantire i diritti umani e la pace nel mondo e fermare i conflitti e le guerre civili ,invece proclama una decisione unilaterale offendendo i palestinesi in cambio della terra e dei loro diritti, sovranità e indipendenza della Palestina  per la quale chiediamo due popoli e due stati con Gerusalemme capitale .Ormai con questa decisione è morto ogni tentativo a favore del dialogo e la pace in terra santa compreso il dialogo inter religioso a rischio così *Dichiara Foad Aodi Fondatore della Co-mai* che si appella a Papa Francesco per sostenere come sempre la pace, diritti umani e la giustizia nel mondo . </p>



<p></p>



<p><strong>La notizia (da ansa.it)</strong></p>



<p>La Lega araba ha condannato il piano illustrato da Donald Trump sul Medio Oriente sostenendo che si tratta di &#8220;una grande violazione dei diritti dei palestinesi&#8221;. In un comunicato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha sottolineato: &#8220;Studieremo minuziosamente la prospettiva americana e siamo aperti a tutti gli sforzi seri a favore della pace&#8221;. Ha tuttavia aggiunto che da &#8220;una lettura preliminare emerge una consistente violazione dei diritti legittimi dei palestinesi&#8221;.</p>



<p><strong>Botta e risposta sul piano anche nel Question Time alla Camera dei Comuni britannica</strong>. Il leader uscente dell&#8217;opposizione laburista lo ha attaccato apertamente come un inganno: &#8220;Non è un piano di pace&#8221;, ha detto, giudicandolo inaccettabile per qualunque leader palestinese e sfidando il premier conservatore Boris Johnson a dire agli Usa che &#8220;sbagliano&#8221; e che il Regno Unito resta schierato a favore di &#8220;un piano di pace vero, sostenuto a livello internazionale&#8221;.</p>



<p><strong>&#8216;Uno stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale d&#8217;Israele&#8217;.&nbsp;</strong>Donald Trump svela il suo piano di pace per il Medio Oriente.&nbsp;<strong>Ma Hamas rifiuta.&nbsp;</strong><br>Il presidente americano propone la soluzione dei due Stati con Gerusalemme est capitale della Palestina. Lo affermano fonti della Casa Bianca riprese da alcuni media Usa mentre il tycoon si appresta a illustrare il piano insieme a Benyamin Netanyahu.&nbsp;<strong>&#8220;La gente in Medio Oriente, soprattutto i giovani, sono pronti per un futuro migliore&#8221;.</strong><br><strong>&#8220;Quello di oggi è un grande passo verso la pace&#8221;:</strong>&nbsp;lo ha affermato Donald Trump annunciando il piano per il Medio Oriente. &#8220;E&#8217; giunto il momento per una svolta storica&#8221;, ha aggiunto.</p>



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<p>Il piano di pace Usa per il Medio Oriente conta 80 pagine ed è &#8220;il più dettagliato&#8221; mai presentato finora: lo ha detto Trump in una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.<strong>&nbsp;&#8220;Gerusalemme resta la capitale indivisa di Israele&#8221;.&nbsp;</strong>Trump ha dichiarato che il premier israeliano gli ha detto che il piano di pace Usa per il Medio Oriente è una base per negoziati diretti.<br><br>Il piano di pace Usa per il Medio Oriente prevede investimenti per 50 miliardi di dollari a favore dei palestinesi:&nbsp;<strong>&#8220;Ci sono molti stati pronti ad investire&#8221;</strong>, ha assicurato Trump.&nbsp;&#8220;<strong>Questa potrebbe essere l&#8217;ultima opportunità</strong>&nbsp;per arrivare a una pace in Medio Oriente&#8221;, ha sottolineato il presidente Usa.<br><br>Trump ha annunciato che, se ci sarà l&#8217;accordo tra le parti, gli Usa apriranno un&#8217;ambasciata a Gerusalemme Est, confermando che quest&#8217;ultima potrebbe essere<strong>&nbsp;la capitale del futuro Stato palestinese</strong>.<br>Trump ha affermato di aver inviato una lettera al presidente dell&#8217;Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano di pace Usa per il Medio Oriente e ha evocato un<strong>&nbsp;tempo di 4 anni per negoziare</strong>.<br><br><strong>&#8220;Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano&#8221;</strong>. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen respingendo il piano di pace annunciato oggi dal presidente Usa Donald Trump.<br><br><strong>Il Piano di Trump &#8220;è aggressivo e provocherà molta ira&#8221;.</strong>&nbsp;Lo ha detto alla Reuters, riferita dai media israeliani, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme &#8220;non ha senso&#8221;. &#8220;Gerusalemme &#8211; ha proseguito &#8211; sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo Piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese&#8221;.<br><br><strong>Il piano di Trump è &#8220;destinato al fallimento&#8221;.</strong>&nbsp;Così l&#8217;Iran boccia senza appello la proposta del presidente americano per una pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi. &#8220;Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo ed è destinato al fallimento&#8221;, afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi di Teheran, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è &#8220;un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese&#8221;.<br><br><strong>Gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei territori come parte di Israele</strong>. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu illustrando il piano di pace di Donald Trump in una conferenza stampa a Washington. Secondo il piano, ha aggiunto, i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele. Netanyahu si è detto pronto a negoziare con i palestinesi un &#8220;cammino verso un futuro Stato&#8221;, ma a condizione che questi riconoscano Israele come uno &#8220;Stato ebraico&#8221;.</p>
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		<title>Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 07:33:37 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia palestinese e l&#8217;Italia (con l&#8217; Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo) nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Karama&#8221;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12227" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="637" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>(da www.antigone.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Ramallah, 14 Marzo 2019 &#8211; Questa settimana, una delegazione italiana del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale e della nostra associazione ha svolto una missione in Palestina per realizzare una tre giorni di formazione rivolta ai funzionari del Ministero della Giustizia e ai suoi partner, allo scopo di presentare e trasferire best practices italiane e metodologie utilizzate nel monitoraggio dei diritti umani nei centri di privazione di libertà.</p>
<p>Questa missione si inserisce nel quadro del progetto Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone, finanziato da AICS Gerusalemme (Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo), e ribadisce la cooperazione su questo terreno, avviata con la visita dei funzionari del Ministero della Giustizia Palestinese presso l’omologo Ministero italiano a novembre 2014, sul tema “Diritti umani e organizzazione penitenziaria”.</p>
<p>Durante le giornate di formazione, gli esperti Michele Miravalle e Susanna Marietti hanno raccontato l’esperienza della nostra associazione ed analizzato gli strumenti adottati durante il monitoraggio, sia attraverso spiegazioni teoriche che esercizi partecipati, con un approfondimento sul carcere dal punto di vista di chi lo dirige o svolge funzioni di sicurezza, affrontato dal nostro Presidente Patrizio Gonnella.</p>
<p>Il Presidente del Garante Mauro Palma e il Responsabile delle Relazioni Internazionali Alessandro Albano hanno poi contribuito alle sessioni di formazione esplorando i compiti di un’istituzione di garanzia, con particolare riferimento alla Convenzione Internazionale contro la tortura e al suo protocollo aggiuntivo, cui la Palestina ha aderito e che prevede un meccanismo universale di controllo dei luoghi di detenzione.</p>
<p>Il Presidente Palma e il Presidente Gonnella, accompagnati dal Direttore AICS Cristina Natoli, hanno incontrato il Procuratore Generale Akram Alkahteb, che ha sottolineato gli eccellenti risultati della cooperazione tra Italia e Palestina in materia di tutela dei diritti dei minori.</p>
<p>Il Ministro della Giustizia Palestinese Ali Abu Diak ha infine accolto Palma, Gonnella e Natoli, insieme al Vice Console d’Italia a Gerusalemme Luigi Mattirolo, per ringraziare del supporto italiano all’istituzione della Unità per i Diritti Umani in seno al Ministero della Giustizia. In occasione dell’incontro, il Vice Console Mattirolo ha consegnato le chiavi di una vettura, donata dal progetto AICS e necessaria alla Unità per effettuare i monitoraggi nei centri di detenzione.</p>
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		<title>WALL: quel muro intorno ai territori occupati della Cisgiordania</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Oct 2018 07:51:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; di Alessandra Montesanto &#160; Nel 2001 un giovane palestinese si fece saltare in aria in una discoteca di Tel Aviv: 81 ragazzi uccisi e 182 feriti. Gli israeliani iniziarono, da quel momento, a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">di Alessandra Montesanto</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11470" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/2-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>Nel 2001 un giovane palestinese si fece saltare in aria in una discoteca di Tel Aviv: 81 ragazzi uccisi e 182 feriti. Gli israeliani iniziarono, da quel momento, a costruire un muro di cemento, filo spinato, check point e torrette intorno ai territori occupati della Cisgiordania (la barriera ingloba, oggi, la maggior parte delle colonie israeliane e la quasi-totalità dei pozzi d&#8217;acqua). Parte da qui il film intitolato Wall, scritto e diretto da David Hare e presentato alla IVa edizione del festival Visioni dal Mondo, festival del documentario di Milano.</p>
<p>Wall, un titolo semplice, per una questione complessa e irrisolta. La Cisgiordania, detta anche West Bank, è una cerniera geografico-politica che separa da una parte i palestinesi e dall&#8217;altra gli israeliani. I primi, rinchiusi, privati della libertà di circolazione e impoveriti a causa della mancanza di scambi economici e commerciali con l&#8217;esterno; i secondi, che dichiarano di vergognarsi per la situazione pur sentendo la necessità di difendersi con un muro per veder garantita la propria sicurezza.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11471" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1200" height="900" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>David Hare è la voce narrante che cuce un puzzle di persone &#8211; note e comuni &#8211; viaggiando tra Gerusalemme, Nablus, una delle più grandi città della Cisgiordania, e Ramallah, capitale politica dell&#8217;Autorità palestinese: importanti sono, ad esempio, le riflessioni di alcuni arabi che vivono in tante città miste di Israele – Haifa, Tel Aviv, Jaffa, Ramle, Nazareth – persone che si trovano dentro i confini dello Stato israeliano, ma che si sentono sempre e comunque palestinesi.</p>
<p>Così come il territorio e gli abitanti della West Bank, anche il film è diviso in due capitoli che raccontano la vita nelle due zone: a Gerusalemme, città contesa e strumentalizzata, che ha perso il proprio antico fascino a causa della modernizzazione e a Nablus, rappresentata qui solo da un cafè in cui è appeso un ritratto simbolico di Saddam Hussein.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" src="https://player.vimeo.com/video/233828588?app_id=122963&utm_source=rss&utm_medium=rss" width="500" height="281" frameborder="0" title="WALL (Trailer)" webkitallowfullscreen mozallowfullscreen allowfullscreen></iframe></div>
<p>Il testo della pellicola nasce da uno spettacolo teatrale del 2009, ma la resa sul grande schermo è ancora più potente grazie alla tecnica della motion picture: i corpi e volti degli attori sono stati ripresi frontalmente per poi essere elaborati con l&#8217;animazione digitale. La fotografia, inoltre, è monocromatica (sfumature di grigio che gettano ombra su un&#8217;area del mondo abbandonata a se stessa) per arrivare al finale dove i colori, invece, esplodono dai graffiti che, sul muro di cemento, urlano slogan di giustizia, speranza e Futuro. La grafica e la tecnica diventano, quindi, una possibilità per trasformare la realtà e una denuncia della mancanza di volontà, da parte anche della comunità internazionale, nel voler trovare una soluzione pacifica tra due popoli condannati entrambi alla paura e alla rabbia. Due popoli eternamente in conflitto ed immancabilmente sconfitti.</p>
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		<title>Ahed Tamimi, la ragazza palestinese arrestata dopo avere schiaffeggiato un soldato israeliano, ha patteggiato una pena di 8 mesi</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Mar 2018 10:50:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(Da www.ilpost.it) Ahed Tamimi, la ragazza palestinese arrestata dopo avere schiaffeggiato un soldato israeliano e diventata presto un’icona del movimento di resistenza palestinese, ha patteggiato una pena di 8 mesi in un tribunale militare israeliano.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/22/ahed-tamimi-la-ragazza-palestinese-arrestata-dopo-avere-schiaffeggiato-un-soldato-israeliano-ha-patteggiato-una-pena-di-8-mesi/">Ahed Tamimi, la ragazza palestinese arrestata dopo avere schiaffeggiato un soldato israeliano, ha patteggiato una pena di 8 mesi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p><img loading="lazy" class="alignleft wp-post-image" src="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2018/03/GettyImages-917650484-400x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" srcset="https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2018/03/GettyImages-917650484-400x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2018/03/GettyImages-917650484-768x383.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2018/03/GettyImages-917650484-680x339.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.ilpost.it/wp-content/uploads/2018/03/GettyImages-917650484.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w" alt="" width="400" height="200" /></div>
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<div class="adv_mob"></div>
<p>Ahed Tamimi, la ragazza palestinese <a href="https://www.ilpost.it/2018/01/14/ahed-tamimi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">arrestata dopo avere schiaffeggiato un soldato israeliano</a> e diventata presto un’icona del movimento di resistenza palestinese, ha patteggiato una pena di 8 mesi in un tribunale militare israeliano. Tamimi <a href="http://www.bbc.com/news/world-middle-east-43487885?utm_source=rss&utm_medium=rss">ha ammesso</a> la sua colpevolezza riguardo quattro capi di accusa per aggressione e istigazione alla violenza; in cambio l’accusa ne ha stralciati altri otto. Gaby Lasky, il suo avvocato, ha fatto sapere che Tamimi uscirà di prigione in estate perché ha già scontato parte della pena in attesa della sentenza definitiva.</p>
<p>Lasky ha aggiunto di avere accettato il patteggiamento perché il sistema legale israeliano previsto per i palestinesi «non assicura che sia fatta giustizia»; secondo il report di una ong israeliana che difende i diritti dei palestinesi, i tribunali militari come quello che hanno giudicato Tamimi <a href="https://972mag.com/in-israeli-military-courts-palestinian-minors-always-lose/133949/?utm_source=rss&utm_medium=rss">hanno un tasso di condanna del 95 per cento.</a></p>
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		<title>Lettera e petizione del padre di Ahmed Tamini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Feb 2018 07:36:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il processo all&#8217;attivista palestinese Ahmed Tamimi è slittato al 6 febbraio. Intanto il padre ha scritto una lettera e ha lanciato una petizione e Associazione per i Diritti umani chiede a tutte/i di firmarla.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il processo all&#8217;attivista palestinese Ahmed Tamimi è slittato al 6 febbraio. Intanto il padre ha scritto una lettera e ha lanciato una petizione e <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong> </em>chiede a tutte/i di firmarla. Grazie.</p>
<p><input name="cid" type="hidden" value="27228" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10083" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="631" height="316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 631w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/66_medium_5a69e99ed5b92_631x316-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 631px) 100vw, 631px" /></a></p>
<div class="content-btm"></div>
<div class="open-letter-intro">Firma la lettera ai leader mondiali:</div>
<div class="open-letter-intro"></div>
<div class="open-letter-intro-quote"><i>&#8220;Chiediamo la liberazione di Ahed e di tutti i bambini e minori palestinesi detenuti ingiustamente nelle prigioni militari.</p>
<p>La comunità internazionale deve mettere fine ai maltrattamenti e alla detenzione di minorenni in queste carceri. Si è passato ogni limite.</p>
<p>Ad Ahed e a tutti gli altri ragazzi nelle prigioni militari israeliane: siamo con voi, e vi portiamo nel cuore. Non ci fermeremo finché non sarete liberi. Non siete soli.&#8221;</i></div>
<p><b>Maggiori informazioni</b>:</p>
<p>Un mese fa <b>i soldati sono entrati nella nostra casa nel cuore della notte per arrestare mia figlia 16enne</b>. Oggi è ancora rinchiusa in una cella al gelo.</p>
<p>Ho dedicato la mia vita alla resistenza civile. È per questo che ora l&#8217;esercito trattiene mia figlia: vogliono toglierci la speranza. Ma da 8 anni sono anche membro di Avaaz, e ho visto la forza e i risultati che può raggiungere la nostra comunità quando è unita contro l&#8217;ingiustizia.</p>
<p>Il caso della mia bambina va in aula tra pochi giorni, il 6 febbraio &#8212; ma nel 99% dei casi quando l&#8217;imputato è palestinese, anche se si tratta di ragazzi, i tribunali militari israeliani arrivano a una condanna. <b>Vi prego di unirvi al mio appello qui sotto, </b> &#8212; lo faremo arrivare direttamente ai leader di tutto il mondo.</p>
<p>Quando l&#8217;ho vista in tribunale era pallida e tremava, era in manette e sofferente. Avrei voluto piangere ma non potevo, dovevo essere forte per lei.</p>
<p>Poi il giudice ha negato il rilascio su cauzione e ora Ahed rischia di restare in prigione per mesi o anni prima ancora di arrivare a un processo. Non c&#8217;è ragione che giustifichi tutto questo! L&#8217;hanno portata via per aver schiaffeggiato un ufficiale armato fino ai denti, dopo che i soldati avevano sparato a suo cugino più piccolo fratturandogli il cranio. Ma invece di fare qualcosa per chi ha sparato a un bambino, se la prendono con mia figlia e ora la stanno accusando anche di altri 12 crimini.</p>
<p><b>Dal 2000 ad oggi sono stati arrestati oltre 12mila bambini e ragazzi palestinesi</b>! A prescindere dalla posizione di ognuno di noi su questo conflitto, nessun bambino dovrebbe finire in un carcere militare senza almeno un giusto processo, rischiando abusi di ogni tipo!</p>
<p>Sto contattando personalmente ambasciatori e consoli, ma <b>la mia voce da sola non basta</b>. Per questo vi chiedo di unirvi a me. Sappiamo che il tribunale militare non vuole attirare l&#8217;attenzione internazionale e che i politici israeliani vogliono evitare che la storia dei minori in carcere diventi uno scandalo pubblico. <b>Firma ora &#8212; abbiamo pochi giorni</b>.</p>
<p>La forza e la passione di questo movimento per la libertà, la giustizia e la creazione di un mondo migliore per i nostri figli mi hanno sempre ispirato. Per questo vi scrivo, perché so che se c&#8217;è qualcuno o qualcosa che può liberare Ahed e gli altri bambini incarcerati, è Avaaz.</p>
<p>Bassem Al-Tamimi con il team di Avaaz</p>
<p>PS: Il team di Avaaz ha preparato <a title="Link: https://avaazpress.s3.amazonaws.com/Child+Detention+Fact+Sheet_IT.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" href="https://avaazpress.s3.amazonaws.com/Child+Detention+Fact+Sheet_IT.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="nofollow">una scheda informativa</a> con un approfondimento sul trattamento dei minori palestinesi da parte dell&#8217;esercito israeliano. (In inglese, una traduzione in italiano sarà disponibile al più presto allo stesso link).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Per firmare la petizione: https://secure.avaaz.org/campaign/it/free_ahed_global_loc/?slideshow&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></p>
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		<title>Quando una ragazza dai capelli rossi sfida i soldati</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Jan 2018 09:33:05 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_10004" style="width: 640px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img aria-describedby="caption-attachment-10004" loading="lazy" class="size-full wp-image-10004" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="630" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 630w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/ahed-tamimi-a-16yearold-palestinian-protests-before-israeli-forces-in-picture-id897118250-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 630px) 100vw, 630px" /></a><p id="caption-attachment-10004" class="wp-caption-text">Ahed Tamimi (L), a 16-year-old Palestinian, protests before Israeli forces in the West Bank village of Nabi Saleh, north of Ramallah, on May 12, 2016, after a demonstration following Friday prayers in solidarity with Palestinian prisoners on hunger strike in Israeli jails.<br />Israel&#8217;s army arrested Ahed Tamimi on December 19, 2017, after a video went viral of her slapping Israeli soldiers in the occupied West Bank as they remained impassive. / AFP PHOTO / ABBAS MOMANI (Photo credit should read ABBAS MOMANI/AFP/Getty Images)</p></div></p>
<p>Sono discordanti le ultimissime notizie riguardanti la liberazione o meno di <a href="http://www.dailymail.co.uk/wires/afp/article-5226709/Israel-charges-Palestinian-teen-viral-slap-video.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ahed Tamimi ,</a> la 16enne di Ramallah, divenuta “simbolo della resistenza palestinese” che deve rispondere di 12 capi d’accusa, in seguito alla diffusione di un video, divenuto virale, nel quale colpisce con schiaffi e calci dei soldati israeliani in Cisgiordania.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa sarebbe la prova del “crimine” di <a href="https://twitter.com/hashtag/AhedTamimi?src=hash&amp;ref_src=twsrc%5Etfw&utm_source=rss&utm_medium=rss">#AhedTamimi</a>…<a href="https://t.co/0bciWzmrfW?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://t.co/0bciWzmrfW?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ahed e la cugina – Nour, 20 anni, già incriminata – si avvicinano a due soldati israeliani, li esortano ad andarsene, li spintonano e li prendono a schiaffi. Loro non rispondono alle provocazioni e in seguito sosterranno di essersi trovati in quella zona per impedire ai palestinesi di lanciare pietre contro gli automobilisti israeliani.</p>
<p>Il 19 dicembre scorso la ragazza è stata arrestata a causa di questo episodio, divenendo un simbolo per i palestinesi, che hanno riempito i social media con elogi e parole di sostegno e hanno dato il via a diverse campagne, chiedendo la sua liberazione.</p>
<p>L’accusa, dal canto suo, sta cercando di sgretolare questa immagine di eroina costruita intorno alla sua persona, definendo la ragazza una pedina nelle mani della famiglia, che le chiederebbe di esibirsi in rimostranze sceniche, così da diventare il volto della protesta e raccogliere consensi intorno alla causa.</p>
<p>Con lei in carcere c’è anche la madre Nariman, accusata, tra l’altro, di utilizzare Facebook per “incitare le persone a commettere attacchi terroristici”. L’8 gennaio si terrà la prossima udienza e madre e figlia rimarranno in custodia almeno fino a quella data. I pm hanno chiesto che la detenzione prosegua sino alla fine del processo. In caso di condanna, le attendono diversi anni di prigione.</p>
<p>Chi la difende, sostiene che alla base dell’arresto della minorenne ci sarebbe il fatto che il suo volto sia diventato il simbolo di quella che viene definita la “nuova coraggiosa giovane generazione palestinese”, nel tentativo di tenerla lontana dalle rivolte e dai riflettori per lungo tempo.</p>
<p>Seguiremo la sua vicenda, statene certi!</p>
<p><img class="no-display appear" alt="" data-mep="2339745" data-credit="Getty Images" /><br />
<img class="no-display appear" alt="" data-mep="2339746" data-credit="Getty Images" /></p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 07:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi L’iniziativa di Sunshine4Palestine è assolutamente da sostenere perché fornisce competenze specifiche e scientifiche a studentesse palestinesi che, a loro volta, le diffonderanno: uno strumento concreto per uscire dalla difficile situazione in&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724-300x212.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724-768x543.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></b></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>L’iniziativa di Sunshine4Palestine </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>è assolutamente da sostenere</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>perché fornisce competenze specifiche e scientifiche</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>a studentesse palestinesi che, a loro volta, le diffonderanno:</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>uno strumento concreto per uscire dalla difficile situazione </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>in cui si trova la Palestina tutta</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;">Moni Ovadia</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Sunshine4Palestine è una ong italo-inglese-palestinese​ fondata nel gennaio del 2013 da un gruppo di scienziati, fisici ed ingegneri che, in collaborazione con la facoltà di Scienze dell&#8217;Università di Betlemme  e col riconoscimento della <a href="http://www.eps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Società Europea di Fisica</a>, ha lanciato il progetto “Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine”  per contribuire a risolvere le carenze di elettricità e di acqua attraverso tecnologie ecosostenibili e soluzioni low cost.</p>
<p align="JUSTIFY">Così un gruppo di dieci studentesse, dopo essere state formate per diventare divulgatrici scientifiche (e hanno già avviato a loro volta percorsi di formazione nelle scuole!), utilizzando materiali facilmente reperibili anche in situazioni di criticità estrema come quelle in Palestina, hanno realizzato batterie e lampade solari​ con materiali di scarto e riciclati.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Un altro progetto molto importante è stato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto del Jenin Charitable Hospital a Gaza, che lo ha reso autosufficiente da un punto di vista energetico per 17 ore al giorno, punto di riferimento indispensabile visto che nell’ultimo periodo nella Striscia l’elettricità è disponibile a singhiozzo e per pochissime ore.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Per altre informazioni e per sostenere il progetto: </span></span><a href="https://it.ulule.com/science4people/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #c0392b;"><span style="font-family: serif;">https://it.ulule.com/science4people/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9977" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Hebron in War binder</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Oct 2017 07:20:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>War binder è uno dei documentari presentato al Nazra Palestine Short Film Festival di Venezia (che girerà anche per Firenze, Roma, Bologna, Napoli, Gerusalemme, Ramallah e Gaza) e ci porta dentro la realtà di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: large;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9524" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3243" height="1293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3243w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1-300x120.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1-768x306.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/loc-1-1024x408.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3243px) 100vw, 3243px" /></a></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">War binder</span></span></span></em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> è uno dei documentari presentato al</span></span></span><em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> Nazra Palestine Short Film Festival di Venezia (che girerà anche per</span></span></span></em><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> Firenze, Roma, Bologna, Napoli, Gerusalemme, Ramallah e Gaza) e ci porta dentro la realtà di Hebron e delle impunità di coloni e soldati.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Ecco la presentazione del documentario fatta dalla giornalista Cecilia Dalla Negra:</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p><div style="width: 1920px;" class="wp-video"><!--[if lt IE 9]><script>document.createElement('video');</script><![endif]-->
<video class="wp-video-shortcode" id="video-9523-1" width="1920" height="1080" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/warbinder.mp4?_=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/warbinder.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/warbinder.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></video></div></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Ed ecco un approfondimento sulla situazione di Hebron:</span></span></span></p>
<p><div style="width: 1920px;" class="wp-video"><video class="wp-video-shortcode" id="video-9523-2" width="1920" height="1080" preload="metadata" controls="controls"><source type="video/mp4" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/hebron.mp4?_=2&utm_source=rss&utm_medium=rss" /><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/hebron.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/hebron.mp4?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></video></div></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #333333;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Qui potete leggere la mia recensione del film “This is my land Hebron” a cui si accenna nel video :</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.formacinema.it/critica-internazionale/medio-oriente/medio-oriente-2/187-my-land-is-hebron?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">http://www.formacinema.it/critica-internazionale/medio-oriente/medio-oriente-2/187-my-land-is-hebron?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/10/06/venerdislam-hebron-in-war-binder/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Hebron in War binder</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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