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	<title>Paolo Borsellino Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>Paolo Borsellino Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>La mafia mi rende nervoso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 Jul 2016 07:18:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha rivolto alcune domande a Isidoro Meli, autore del romanzo La mafia mi rende nervoso, Frassinelli ed. Dedichiamo questo post a Paolo Borsellino, agli uomini della scorta, alle&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"> </span></span></p>
<p><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> ha rivolto alcune domande a Isidoro Meli, autore del romanzo <em>La mafia mi rende nervoso, </em>Frassinelli ed.</p>
<p>Dedichiamo questo post a Paolo Borsellino, agli uomini della scorta, alle loro famiglie e a tutte e tutti coloro che hanno dato la vita per lottare contro la criminalità organizzata, auspicando nell&#8217;isolamento politico di certa gente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-402.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6361" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6361 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/untitled-402.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (402)" width="177" height="266" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ringraziamo Isidoro Meli.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Innanzitutto, perchè la scelta di mescolare i generi e di utilizzare l&#8217;ironia per parlare di mafia?</p>
<p>Quello di mescolare i generi è un imprinting caratteristico delle persone della mia età, cresciute in piena epoca postmoderna. Buona parte del cinema, della letteratura e della musica degli anni &#8217;80 e &#8217;90 &#8211; buona parte di quella interessante &#8211; rielabora gli schemi e gioca con le aspettative del pubblico. Oggi, principalmente a causa di internet, il meccanismo è diventato più naturale. Non si tratta più di giocare con i generi, ma di scegliere di volta in volta il registro che si ritiene più efficace, senza preconcetti e senza meta-discorsi &#8211; che invece, negli &#8217;80-&#8217;90, erano ingrediente abusato.</p>
<p>Per quanto riguarda l’ironia, si tratta di un suo sottogenere specifico: lo sfottò. Canzonatorio, adolescenziale, caldo. Ho scelto di usare lo sfottò per il calore e l’energia che aggiungono al testo.</p>
<p>Alla notizia del decesso di Bernardo Provenzano, alcuni hanno sostenuto che il 41bis fosse ormai esagerato, per una persona gravemente malata da tempo: qual è la sua opinione in proposito?</p>
<p>E’ una domanda semplicissima a cui rispondere, essendo io contrario allo strumento delle carceri. Credo che uno Stato debba basarsi su sistemi correttivi più umani e dunque più efficaci, o che quanto meno debba provarci: studiare la questione, porsi il problema che il carcere peggiora le persone, ed è un deterrente modesto.</p>
<p>Sulla legislazione antimafia non ho nulla da dire, essendo incompetente in materia. Immagino che certe norme abbiano avuto una loro efficacia. Se no le avrebbero cambiate, giusto?</p>
<p>Il protagonista del suo romanzo, Tommaso, è muto: il suo mutismo è simbolico?</p>
<p>No, o meglio non lo so. Quando l’ho reso muto non pensavo all’omertà. Durante una presentazione, un signore del pubblico ha sostenuto che il mutismo di Tommaso lo renda immune alla mafia. Perché la mafia comincia nel linguaggio. E se sei muto eviti il contagio. Che è una bella osservazione.</p>
<p>Quali sono i miti da scardinare quando si tratta di mafie?</p>
<p>Tutti. I miti non servono a niente. O meglio, servono sei vuoi darti all’epica, e di epica sulla mafia direi ce n’è già abbastanza.</p>
<p>Nell&#8217;introduzione si fa un elenco dei settori in cui la mafia è attiva: come si è infiltrata in tutta Italia, non solo al Sud?</p>
<p>Al sud, dalla mancanza dello Stato nel fornire i servizi essenziali per una comunità. Se non porti l’acqua ovunque, lo farà qualcun altro al posto tuo. E facendolo acquisirà potere. Se non garantisci la sicurezza di un territorio, la garantirà qualcun altro. E il territorio diventerà suo. Al nord, dalla legge del mercato. Se il mercato soffre per mancanza di liquidità, arriverà qualcuno con i liquidi, e si comprerà tutto quello che vuole.</p>
<p>Infine: dobiamo diventare cinici come Vittorio, l&#8217;altro personaggio-chiave della storia oppure c&#8217;è speranza?</p>
<p>Speranza che la mafia finisca? Finirà, o cambierà così tanto da finire, di fatto. Ma a quel punto? Sarà la fine dei nostri problemi? Dietro la mafia c’è il vuoto che ho descritto prima. Se il vuoto non viene colmato in tempo, se non si creeranno le condizioni per fare crescere una comunità, siamo punto e accapo.</p>
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		<title>XXI Anniversario delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio: le Navi della legalità e un libro</title>
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		<pubDate>Thu, 23 May 2013 04:11:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Più di 20.000 studenti, di 800 scuole, di 13 Paesi europei sono saliti, ieri, sulle Navi della legalità, dai porti di Civitavecchia e di Napoli: sono giunti a Pelrmo per commemorare il XXI anniversario&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Più di<br />
20.000 studenti, di 800 scuole, di 13 Paesi europei sono saliti,<br />
ieri, sulle Navi della legalità, dai porti di Civitavecchia e di<br />
Napoli: sono giunti a Pelrmo per commemorare il XXI anniversario<br />
delle stragi di Capaci e via D&#8217;Amelio, che cade il 23 maggio, in cui<br />
morirono i magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Francesca<br />
Morvillo, le donne e gli uomini delle loro scorte.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Le<br />
navi della legalità” è il progetto di educazione alla Legalità<br />
promosso dal Miur e dalla Fondazione “Giovanni e Francesca<br />
Falcone”:  <i>Le nuove rotte<br />
dell&#8217;impegno. Geografia e legalità, </i>questo<br />
il titolo scelto per il tema di quest&#8217;anno. I<br />
ragazzi hanno partecipato ad un concorso nazionale e, oggi,<br />
partecipano alla cerimonia istituzionale che si svolgerà, come di<br />
consueto, nell&#8217;Aula Bunker del carcere Ucciardone di Palermo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Durante<br />
il viaggio sulle navi gli studenti, e i docenti accompagnatori, hanno<br />
potuto confrontarsi con importanti figure delle associazioni<br />
antimafia e dello Stato. La nave salpata da Civitavecchia ha ospitato<br />
il Presidente del Senato, Piero Grasso, il Ministro dell&#8217;Istruzione,<br />
Maria Chiara Carrozza, il presidente Rai, Anna Maria Tarantola e il<br />
Prof. Nando Dalla Chiesa. Sulla nave salpata da Napoli sono<br />
intervenuti: il sottosegretario all&#8217;Istruzione, Marco Rossi Doria, il<br />
Presidente di Libera, don Luigi Ciotti, il Commissario Straordinario<br />
Antiracket, Giancarlo Trevisone e l&#8217;imprenditore &#8211; e testimone di<br />
giustizia &#8211; Pino Masciari.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
termine della giornata di commemorazione, tutti i partecipanti si<br />
raduneranno di fronte all&#8217;Albero Falcone, simbolo universale di<br />
Legalità, diventato bene culturale tutelato dalla Regione Sicilia e<br />
dallo Stato italiano.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Giovanni<br />
Falcone: un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente. I tuoi<br />
sogni, il nostro futuro. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di Maria<br />
Falcone e Francesca Barra. Rizzoli</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/FALCONE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/FALCONE.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Sono<br />
nato nello stesso quartiere di olti di loro. Conosco a fondo l&#8217;anima<br />
siciliana. Da un&#8217;inflessione di voce, da una strizzatina d&#8217;occhi<br />
capisco molto di più che da lunghi discorsi”. Queste sono le<br />
parole di Giovanni Falcone, riferendosi agli uomini d&#8217;onore, che la<br />
sorella, Maria Falcone, riporta nei suoi ricordi del fratello. Del<br />
grande magistrato ricorda anche la sua passione per piccole papere<br />
che collezionava e comprava in giro per il mondo. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
ritratto inedito e rigoroso di Falcone, quello che emerge nel libro<br />
“Giovanni Falcone: un eroe solo. Il tuo lavoro, il nostro presente.<br />
I tuoi sogni, il nostro futuro”, scritto a quattro mani da Maria<br />
Falcone e dalla giornalista Francesca Barra, edito da Rizzoli.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
un eroe solo? Perchè il magistrato, durante  la sua carriera, è<br />
stato attaccato da tanti per la sua coerenza; perchè molti<br />
detrattori hanno criticato il suo metodo investigativo e le tecniche<br />
di coordinamento da lui approntate per portare avanti la lotta alla<br />
criminalità organizzata; perchè la verità è scomoda, ancora oggi.<br />
Dopo il mancato tettanato nei suoi confronti all&#8217;Addaura, lo stesso<br />
Falcone disse: “ Questo è il Paese felice in cui, se ti si pone<br />
una bomba sotto casa, e la bomba per fortuna non esplode, la colpa è<br />
tua che non l&#8217;hai fatta esplodere”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ecco<br />
perchè Maria Falcone e Francesca Barra hanno ritenuto importante<br />
ricordare i momenti salienti della vita del magistrato, la sua<br />
avventura umana e professionale: per lasciare alle nuove generazioni<br />
l&#8217;eredità vera e profonda di un Uomo che, nonostante tutto, ha<br />
sempre avuto un amore profondo per lo Stato, un forte senso della<br />
Patria, un grande rispetto per la giustizia e per l&#8217;autorità. Ed è<br />
fondamentale che le genrazioni future (ma non solo) si confrontino<br />
ancora con modelli positivi, divenuti “eroi” loro malgrado.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
volume è arricchito dagli interventi di Leonardo Guarnotta, che ha<br />
scritto la premessa, di Loris D&#8217;ambrosio e da Sergio Lari, autore<br />
della postfazione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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		<title>E&#8217; Stato la mafia: spettacolo teatrale (e un concorso in ricordo di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino e una graphic novel)</title>
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		<pubDate>Mon, 11 Feb 2013 06:49:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; possibile assistere, nei teatri italiani, allo spettacolo E&#8217; Stato la mafia di e con Marco Travaglio, per la regia di Stefania De Santis, in cui il giornalista &#8211; con il suo solito sarcasmo&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/per-questo-mi-chiamo-giovanni-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/travaglio2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/02/travaglio2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="213" /></a></div>
<div style="text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: center;">
</div>
<div style="text-align: left;">
E&#8217; possibile assistere, nei teatri italiani, allo spettacolo <i>E&#8217; Stato la mafia</i> di e con Marco Travaglio, per la regia di Stefania De Santis, in cui il giornalista &#8211; con il suo solito sarcasmo &#8211; elenca una raffica di informazioni sulla collusione tra i vertici dello Stato e quelli della mafia.</div>
<div style="text-align: left;">
Solo due poltrone rosse vanno a formare una scenografia minimalista che lascia spazio all&#8217;ascolto delle parole e alla riflessione. L&#8217;arrangiamento musicale di Valentino Corvino accompagna, a tratti,&nbsp; i monologhi di Travaglio, intervallati dagli interventi di Isabella Ferrari che recita versi di artisti, politici e intellettuali che, in passato, hanno lottato contro la mafia e la corruzione del pensiero, dei comportamenti, delle scelte: Gaber, pasolini, Calamandrei, Pertini&#8230;per citarne solo alcuni.</div>
<div style="text-align: left;">
Un coro, un controcanto, quello dell&#8217;attrice, che fa tirare per un attimo un sospiro di sollievo e suscita l&#8217;emozione della nostalgia dal momento in cui &#8211; dagli anni &#8217;90 ad oggi, sia a destra, sia a sinistra &#8211; l&#8217;affresco del nostro Paese è diventato sempre più desolante.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div style="text-align: left;">
In occasione dello spettacolo, Il Fatto Quotidiano lancia il CONCORSO &#8220;UN RICORDO DI GIOVANNI FALCONE e PAOLO BORSELLINO&#8221;. I lettori possono mandare un articolo, un racconto, un pensiero di massimo 3000 battute, all&#8217;indirizzo email:&nbsp; e.liuzzi@ilfattoquotidiano.it entro il 22 febbraio alle ore 12.&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
I primi dieci selezionati vinceranno un biglietto per lo spettacolo insieme ad una copia del libro PROMEMORIA e alla pubblicazione sul sito www.fattoquotidiano.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div style="text-align: left;">
Per chi ancora non lo conoscesse, segnaliamo un fumetto, o meglio una graphic novel, dal titolo <i>Per questo mi chiamo Giovanni </i>di Claudio Stassi, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di Luigi Garlando, edito da Rizzoli.</div>
<div style="text-align: left;">
Giovanni è un bambino siciliano che frequenta la scuola, a Palermo, e non ha il coraggio di affrontare Tonio, un compagno prepotente, che tratta male tutti coloro che non lo assecondano.&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
Il papà di Giovanni, per il decimo compleanno del ragazzino, gli regala una giornata speciale: una gita attraverso la città, attraverso le strade, le piazze, gli edifici mentre gli racconta la storia del guidice Giovanni Falcone.</div>
<div style="text-align: left;">
Gli acquarelli di Stassi &#8211; tenui nei colori e delicati nei tratti &#8211; contrastano con la drammaticità del male raccontato, ma sottolineano la bellezza e la poesia del rapporto padre-figlio: di un padre che &#8211; attraverso la vicenda del giudice Falcone &#8211; insegna al figlio i valori della coerenza, dell&#8217;onestà e il rispetto per la legalità e per la vita.</div>
<div style="text-align: left;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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