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	<title>paritàdigenere Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2023 14:36:39 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="747" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1024x747.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17302" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1024x747.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-300x219.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-768x560.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio-1536x1121.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/inizio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p></p>



<p>Un tintinnio arrabbiato liberato al cielo e che avanza per le strade del mondo.&nbsp; Chi usa un mazzo di chiavi. Chi usa la voce. Pentole fischietti e tamburi. Qualsiasi cosa pur di fare rumore, pur di farsi sentire&#8230; Per dare voce a tutte quelle donne e bambine, che insieme a Giulia Cecchettin, sono state brutalmente uccise da una cultura patriarcale e maschilista, storicamente radicata in troppi uomini  e in alcune donne.&nbsp;Le donne vengono spesso descritte come vittime. Questo è vero, ma non dobbiamo dimenticare che siamo anche tra i principali agenti del cambiamento nelle società. Un nome a caso? Rosa Parks.&nbsp;Decise e determinate nel conquistare insieme agli uomini uno spazio neutro dove una nuova concezione di essere sociale possa nascere e svilupparsi. Come Vida Movahed,&nbsp;<em>&nbsp;la ragazza di via della rivoluzione,</em>&nbsp;che nel 2017, si è tolta il velo e lo ha sventolato come una bandiera bianca, in una strada centrale di Teheran, ma ad oggi ancora in carcere, con l&#8217;accusa di incoraggiamento alla prostituzione.<br>Eravamo in tante e in tanti alla manifestazione del 25 novembre a Milano, organizzata dal movimento &#8221; Non una di meno&#8221;. A commuovermi è quasi sempre la vivace partecipazione maschile; a seguito del tragico fatto di Giulia, diverse migliaia di persone in vesti viola sono scese in piazza anche in Francia per condannare la violenza contro le donne. Scarpe rosse e bandiere tricolori anche a&nbsp;New York dove due ragazze italiane, in collaborazione con Italian Women USA Community, si sono date appuntamento in Times Square per manifestare un segnale di forte vicinanza con la famiglia Cecchettin e l&#8217;Italia. A Roma, anche Fiorella Mannoia, Malika Ayane, Noemi, Luca Zingaretti, Ferzan Ozpetec&nbsp;insieme ai 500 000&nbsp;manifestanti. A Istanbul tentano un corteo, purtroppo bloccato dalla polizia in tenuta antisommossa; 2 mila in corteo a Madrid, con i ministri del partito socialista. Non mancano le polemiche a Genova, contro l&#8217;idea di attuare corsi di autodifesa, dove si urla la  necessità di educazione e prevenzione. A Roma partecipa anche il presidente Mattarella, con il suo discorso: &#8221; Dietro alle violenze verso le donne, il fallimento della società&#8221;; A Palermo un coro di 80 donne che cantano in dialetto siciliano la &#8220;ninna nanna di tutte le matri&#8221;; In Brasile una fila di scarpe con nomi di donne sulla spiaggia di Copacabana a Rio. Cortei in Bulgaria, Turchia, Cile e Guatemala.T ante le camminate arrabbiate, anche a Messina, Parma, Ravenna, Viareggio, Trieste, Udine. A Rimini sfilano in 5 mila con 106 palloncini rossi.15 mila a Torino. In 30 mila&nbsp;ci arrabbiamo da Largo Cairoli fino in Duomo, a Milano.<br>&#8221;&nbsp;<em>Quando esco voglio essere libera, e non coraggiosa</em>.&#8221; Recita uno dei tanti cartelli, che faccio anche mio.<br>Sono tante le donne che si sono rispecchiate nella storia di Giulia Cecchettin, e grazie alla diffusione dei suoi messaggi vocali, sempre più donne stanno prendendo consapevolezza di ritrovarsi in qualche modo vittime di atteggiamenti manipolatori e aggressivi. Lo affermano i centri antiviolenza che hanno visto in questi giorni l&#8217;intensificarsi di segnalazioni.</p>



<p>Perchè è stato scelto proprio il 25 novembre come giornata mondiale contro i femminicidi e la violenza sulle donne? Per la storia di tre sorelle, Minerva e Maria Teresa Mirabal, che in data 25 novembre 1960 sono state violentate, seviziate e barbaramente uccise su ordine del dittatore Rafael Leonida Trujillo, nella Repubblica Dominicana. Le coraggiose <em>LAS MARIPOSAS</em> (Le Farfalle), nome in codice da loro usato, per le loro battaglie in nome della libertà e in opposizione al regime sanguinario e maschilista. </p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="660" height="370" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17304" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 660w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/mari-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 660px) 100vw, 660px" /></a></figure>



<p>L&#8217;uccisione delle tre sorelle Mirabal, contrariamente alle previsioni del dittatore, scosse le coscienze e Las Mariposas divennero un simbolo di forza e di resistenza. Nel 1980 durante il primo Incontro Internazionale Femminista in Colombia, la Repubblica Domenicana propose come emblema della violenza contro le donne il triplice assassinio delle sorelle Mirabal. Nel 1999 l&#8217;assemblea generale delle Nazioni Unite, con la risoluzione 54/134, ha designato il 25 novembre come Giornata Internazionale per l&#8217;eliminazione della violenza contro le donne, in onore de Las Mariposas.</p>



<p><br>Se domani non rispondo alle tue telefonate, mamma.<br>Se non ti dico che torno per cena.<br>Se domani, mami, vedi che il taxi non arriva.<br>Può darsi che io sia avvolta nelle lenzuola di un albergo,<br>su una strada, o in un sacco nero (Mara, Micaela, Majo, Mariana).<br>Può darsi che sia in una valigia o abbandonata su una spiaggia (Emily, Shirley).<br>Non spaventarti, mamma, se vedi che mi hanno pugnalata (Luz Marina).<br>Non urlare se vedi che mi hanno trascinata (Arlette).<br>Mammina, non piangere se ti dicono che mi hanno impalata (Lucía).<br>Ti diranno che sono stata io, che non ho urlato,<br>che erano i miei vestiti, che era l’alcol nel mio sangue.<br>Ti diranno che è stato per l’orario, perché ero da sola.<br>Che quello psicopatico del mio ex aveva dei motivi,<br>che lo avevo tradito, che ero una puttana.</p>



<p>Ti diranno che ho vissuto, mamma,<br>che mi ero permessa di volare troppo in alto in un mondo senz’aria.<br>Ti giuro, mamma, che sono morta combattendo.<br>Ti giuro, cara mamma, che ho urlato davvero forte mentre volavo.<br>Si ricorderà di me, ma’, saprà che sarò stata io a rovinarlo,<br>quando mi riconoscerà nel volto di tutte quelle che gli urleranno contro il mio nome.<br>Perché so, mamma, che tu non ti arrenderai.<br>Però, per quanto tu possa volerlo fare, non imbrigliare mia sorella.<br>Non rinchiudere le mie cugine, non vietare niente alle tue nipoti.<br>Non è colpa loro, mamma, così come non è stata nemmeno colpa mia.<br>Sono loro, saranno sempre loro, gli uomini.<br>Lotta per le loro ali, visto che le mie me le hanno tagliate.<br>Lotta perché siano libere e possano volare più in alto di me.<br>Combatti perché possano urlare più forte di me.<br>Perché possano vivere senza paura, mamma, proprio come ho fatto io.<br>Mammina, non piangere sulle mie ceneri.<br>Se domani sono io, mamma,<br>se domani non torno, distruggi tutto.<br>Se domani tocca a me, voglio essere l’ultima.</p>



<p>{Cristina Torres-Cáceres — Se domani non torno}. <strong><em>A Giulia</em></strong>.<br>* Nel titolo una poesia di Ivan&nbsp;<a href="http://www.i-v-a-n.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">http://www.i-v-a-n.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Divercitynsieme, la diversità come risorsa. Il programma dell&#8217;evento sull&#8217;inclusione sociale</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Apr 2023 09:00:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16917" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div-1447x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1447w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/jpg-div.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1653w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Care e cari,</p>



<p><strong><em>Associazione Per i diritti umani</em></strong> è felice di pubblicare il programma dell&#8217;evento da lei promosso intitolato: DIVERCITYNSIEME, LA DIVERSITA COME RISORSA.</p>



<p>Molte attività ludico-creative, tanta bella musica, cultura ad alto livello. Insomma, ce ne sarà per tutti i gusti! </p>



<p>L&#8217;evento è rivolto a tutta la cittadinanza per abbattere gli stereotipi e i pregiudizi tramite la conoscenza reciproca, la riflessione, l&#8217;ascolto di persone che hanno un&#8217;esperienza di vita interessante da condividere, i colori e la bellezza dell&#8217;Arte che aiuta ad esprimere le emozioni&#8230;e tanto, tanto altro.</p>



<p>Siamo tutt* stranieri, siamo tutt*Lgbtq*, siamo tutt*disabili, siamo tutt* PERSONE, uniche nel modo di stare in questo mondo, nelle opportunità ricevute, nella capacità di reagire alle difficoltà, nella volontà di dare e di darsi agli Altri, ma tutte uguali nel provare sentimenti, nella possibilità di elaborare concetti e di farli circolare con il linguaggio (o i linguaggi), e nella consapevolezza di essere mortali. Quindi: vogliamoci bene perchè questa è l&#8217;unica via per far progredire l&#8217;umanità nel miglior modo possibile. </p>



<p>Diamo il buon esempio alle generazioni future e impariamo, anche, da loro. </p>



<p>Facciamo di ciascuno quel NOI che non ci farà sentire mai più soli di fronte al Destino, singolo e comune. </p>



<p>Vi aspettiam<strong>o: domenica 14 maggio, ore 11-18, presso biblioteca Chiesa Rossa, MILANO, Via San Domenico Savio, 3 (MM 2, linea verde, fermata ABBIATEGRASSO). </strong></p>



<p></p>



<p>Ed ecco a voi il PROGRAMMA!:</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="819" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16916" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-819x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 819w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-240x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento-768x960.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/04/programma-evento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 819px) 100vw, 819px" /></a></figure>
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		<title>Otto marzo tutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazara e minoranze in Afghanistan</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Feb 2023 07:48:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani è lieta di invitarvi all&#8217;evento intitolato &#8220;Otto marzotutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazare e minoranze in Afghanistan&#8221; che si terrà venerdì 10 marzo a partire dalle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/02/24/otto-marzo-tutto-lanno-e-in-tutto-il-mondo-donne-hazara-e-minoranze-in-afghanistan/">Otto marzo tutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazara e minoranze in Afghanistan</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="724" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16875" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-768x1087.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-1086x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1086w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1-1448x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1448w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Serata_10_03_23_OK-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1753w" sizes="(max-width: 724px) 100vw, 724px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani è lieta di invitarvi all&#8217;evento intitolato &#8220;Otto marzotutto l&#8217;anno e in tutto il mondo: donne hazare e minoranze in Afghanistan&#8221; che si terrà venerdì 10 marzo a partire dalle ore 21 (dalle ore 19.30, per chi vuole, sarà possibile gustare un aperitivo etnico) presso il circolo ACLI Lambrate &#8220;Giovanni Bianchi&#8221;, in Via Conte Rosso, 5 a Milano (MM2 Lambrate).</p>



<p>Sarà proiettato il documentario &#8220;BEHIND VENICE LUXURY&#8221; alla presenza del regista e attivista AMIN WAHIDI </p>



<p>Verrà presentato il saggio &#8220;VOCI DALL?HAZARISTAN&#8221; alla presenza dell&#8217;autore Claudio Concas </p>



<p>e saranno presenti alcune DONNE HAZARE (l&#8217;etnia hazara è la più perseguitata in Afghanistan) che daranno la loro importante testimonianza sulla violazione dei diritti, sulla loro lotta per la parità di genere e sull&#8217;importanza dell&#8217;impegno politico e sociale. </p>



<p>Con la collaborazione di ViviLambarte, del Tavolo per la Nonviolenza e del Municipio 3 </p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Di lavoro domestico si muore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 09:22:52 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) Di Gianluca Cicinelli Si chiamava Aizza Dunga, era filippina, aveva 34 anni ed è morta il 25 giugno scorso mentre puliva le finestre esterne dell’abitazione del suo datore di lavoro in Corso&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p></p>



<p>Di Gianluca Cicinelli</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="300" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/washing-dishes-1112077_1920-300x200-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15544"/></figure></div>



<p>Si chiamava Aizza Dunga, era filippina, aveva 34 anni ed è morta il 25 giugno scorso mentre puliva le finestre esterne dell’abitazione del suo datore di lavoro in Corso Concordia a Milano. Stessa sorte per Luisito Dimaano, 58 anni, filippino anch’egli, stava pulendo le finestre sempre a Milano ma in viale Monza, era l’8 aprile scorso. Si aggiungono a Marilou Reyes, 54 anni, filippina, stava pulendo le finestre a Milano in via Cesare Battisti nell’agosto di due anni fa. Erano tutti immigrati in regola con il permesso di soggiorno e assunti a norma di legge dai loro datori di lavoro. Per quanto ci è dato sapere si tratta di tragici incidenti, non risultano irregolarità commesse dai padroni di casa, per questo l’argomento da affrontare, la sicurezza sul lavoro, diventa un tema difficile da spostare dai principi generali a quanto avviene all’interno delle abitazioni. L’argomento è adesso in primo piano a causa di questa catena di morti sul lavoro, ma se nessuno può chiudere gli occhi dinanzi alla morte sono in troppi a chiudere gli occhi su incidenti non mortali ma gravi e spesso invalidanti per i collaboratori domestici che non vengono denunciati.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto2-300x261.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Questa immagine ha l'attributo alt vuoto; il nome del file è foto2-300x261.png"/></figure></div>



<p></p>



<p>2 milioni di lavoratori e lavoratrici domestiche in Italia lavorano in totale assenza di regole. 6 colf su 10 lavorano in nero.&nbsp;<a href="https://www.osservatoriolavorodomestico.it/rapporto-annuale-lavoro-domestico-2020?utm_source=rss&utm_medium=rss">L’Osservatorio Domina sul lavoro domestico ci racconta una storia diversa da quelle edulcorate dei giornali</a></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto3.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto3-300x222.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-114688"/></a></figure></div>



<p>Secondo i dati dell’Inps relativi al 2019, i lavoratori domestici regolari sono 849 mila, in lieve calo rispetto al 2018 (-1,8%). Negli ultimi anni sono costantemente aumentate le Badanti (+11,5% dal 2012) e diminuite le Colf (-32,1%). Sebbene gli stranieri siano ancora in maggioranza (70,3%) sono diminuiti, soprattutto tra le Colf e gli italiani sono aumentati, in prevalenza tra i e le Badanti. Gli 849 mila lavoratori domestici regolari portano oggi un gettito fiscale pari a 1,5 miliardi di euro. Manca però ancora molto per una piena espressione del potenziale: se tutti i lavoratori domestici, compresi gli irregolari, fossero in regola, il gettito fiscale arriverebbe a 3,6 miliardi annui. Nel 2019 le famiglie italiane hanno speso 15,1 miliardi di euro per i lavoratori domestici, tra retribuzione, contributi e Tfr, il che significa per lo Stato un risparmio in termini di welfare e assistenza, di oltre 10,9 miliardi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto4.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto4-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-114689"/></a></figure></div>



<p>La regolarizzazione inserita nel Decreto Rilancio del 2020 ha visto 177 mila domande di emersione di lavoratori domestici (85% del totale). Ciò ha portato nelle casse dello Stato oltre 100 milioni di euro (30,3 al netto delle spese amministrative), a cui potrebbero poi aggiungersi oltre 300 milioni di euro l’anno, dati dal gettito fiscale e contributivo dei lavoratori regolarizzati. Il lockdown ha portato un boom di assunzioni di lavoratori domestici: oltre 50 mila nel mese di Marzo, +58,5% rispetto al 2019. Inoltre, sono state effettuate 1,3 milioni di richieste di bonus baby sitter (per un importo potenziale di 1,7 miliardi) e nel I semestre 2020 sono stati movimentati quasi 270 milioni di euro attraverso il Libretto Famiglia (quasi 20 volte in più rispetto al 2019).</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><a href="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto5.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2021/07/foto5-300x286.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-114690"/></a></figure></div>



<p>Le norme ci sono. Diciamo che ci sarebbero. La Conferenza Generale dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro a Ginevra nel giugno 2011 varò una Convenzione sul Lavoro Dignitoso per i lavoratori e le lavoratrici domestiche, ratificata dall’Italia nel dicembre 2012, dove il punto che c’interessa approfondire è relativo alla sicurezza dell’ambiente lavorativo. I lavoratori domestici sono spesso considerati come cittadini di seconda classe. I casi di abusi dei lavoratori domestici sono quotidiani e colpiscono in particolare le donne immigrate. Un semplice taglio può risultare invalidante e portare al licenziamento del lavoratore non assistito dalla legge. Il problema, come sempre, è chi verifica che siano rispettate le norme economiche e quelle di sicurezza. E su questo punto è ancora lunga la strada da fare per garantire a chi lavora in questo settore i diritti per combattere contro basse remunerazioni, turni lunghissimi e assenza di tutele.</p>
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		<title>La nostra sorellanza</title>
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		<pubDate>Sat, 20 Feb 2021 10:13:34 +0000</pubDate>
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<p>E&#8217; con grande piacere e soddisfazione che oggi vi diamo la notizia dell&#8217;uscita di un libro sottile, ma molto importante. Si intitola <strong><em>&#8220;La nostra sorellanza&#8221;</em></strong> (uscito per Multimage); il titolo è anche quello del laboratorio da cui deriva, organizzato da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> e Progetto Aisha, un&#8217;associazione, guidata dalla bravissima Amina Al Zaeer, per dare sostegno alle donne vittime di violenza domestica. </p>



<p>Un laboratorio di donne italiane e straniere, di ogni fede, nazionalità, estrazione sociale; un laboratorio di scrittura creativa sull&#8217;espressione di Sè. </p>



<p>Grazie all&#8217;impegno delle donne, alla loro sensibilità e, in particolare, alla volontà di mettersi a nudo e in gioco, sono stati scritti testi, poesie, pensieri, lettere di grande profondità, emozionanti, di spessore. Testi che parlano di emozioni, sentimenti e bisogni universali. </p>



<p>Vorremmo che queste parole viaggiassero il più possibile per creare una rete affettiva e di conoscenza reciproca, per fare intercultura, per imparare a capirci e a rispettarci di più; vorremmo che andasse nelle <strong><em>scuole</em></strong> e in <strong><em>università </em></strong>come esperimento sociologico anche per continuare il progetto insieme; vorremmo organizzare presentazioni; vorremmo che i giornalisti ne dessero risalto. Crediamo nella ricerca sul campo e nella cultura che, dal basso, arriva sempre più in lato, per affermare i diritti di tutte e di tutti. </p>



<p>Se, infine, volete sostenerci, potete acquistare il libro (a 10 euro), scrivendo alla email: peridirittiumai@gmail.com, con il vostro nominativo- indirizzo compreso di CAP.  </p>



<p>Vi saremmo grate/i se vorrete seguirci nelle nostre avventure!</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="714" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15108" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2-300x209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/unnamed-5-2-768x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. L&#8217;Africa delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Sep 2020 06:53:22 +0000</pubDate>
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<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14661" width="635" height="476" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/09/IMG_20180103_173453-1-2048x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /><figcaption>sdr</figcaption></figure></div>



<p><em>Le donne insieme a me in questa foto sono donne forti, lavoratrici instancabili e portatrici di diritti e uguaglianza per coloro che, ancora, non credono nella parità dei sessi.</em></p>



<p><em>In strada.</em> Mia madre usava sempre questo lemma per chiedermi di andare a fare un po’ di spesa. Il centro del paese, l’unica strada asfaltata: l’unico punto del paese in cui si potevano trovare alcuni negozietti con beni di prima necessità, una bottega anni ‘90, un macellaio e una piccola cartoleria.</p>



<p>Anche se ad oggi questa accezione si è un po’ persa &#8211; le strade asfaltate sono praticamente tutte &#8211; viaggiando, torna il senso delle dolci parole di mia madre.</p>



<p>In Senegal, ma non solo, <em>in strada</em> (quindi, dove inizia l’asfalto) puoi trovare macellerie, botteghe, diversi <em>tailleur </em>e molte, moltissime donne che dietro al loro banchettino di legno vendono verdura, frutta, frittelle dolci e altre delizie fritte. Donne bellissime nei loro vestiti colorati che avvolgono frittelle in fogli di giornale, prendono 100 Cfa e proseguono con il cliente successivo.</p>



<p>Questa scena di tipica vita africana più di una volta ha fatto sorgere in me molteplici domande su cosa realmente si nascondesse dietro quel banchetto. Donne contente di lavorare fuori casa friggendo frittelle per tutta la vita o donne che vorrebbero fare di più ma che si sono abituate a questo stile di vita?</p>



<p>Essere donna in Africa può essere faticoso, può significare lottare giornalmente per ottenere gli stessi diritti di un uomo, può significare ingiustizia e sottomissione. Ma può anche significare amore, famiglia e rispetto.</p>



<p>Spostandosi dal Senegal verso altri Paesi africani, magari tra i più radicali, troviamo donne non incluse nella società, che ancora oggi, nel 2019, risulta prettamente maschilista e ostile al cambiamento.</p>



<p>La condizione femminile in Africa non è riassumibile per grandi settori, non si può affermare, come fanno molti, che in Africa subsahariana le donne siano più rispettate rispetto alle donne dell’Africa centrale. L’approccio al mondo femminile è vario e difforme in tutto il continente.</p>



<p>Come abbiamo visto, in Senegal le donne possono lavorare e guadagnare, seppur in maniera discreta, a differenza di altri Paesi in cui questo è vietato. Nella carta costituzionale ghanese, per esempio, si leggono pari diritti per donne e uomini ma, nella realtà, questi diritti si affievoliscono sempre di più uscendo dalle città e addentrandosi nei villaggi, dove possiamo trovare mamme con circa 5 figli a testa e con un’età media di 20 anni, costrette a rimanere a casa con i figli, senza possibilità di crescere e lavorare.</p>



<p>A dispetto della lentezza del cambiamento di mentalità che si sta avendo in quasi tutta l’Africa, non si deve essere pessimisti rispetto alla possibilità di avere in futuro un vero partenariato fra uomini e donne fondato non solo sull’uguaglianza dei diritti ma su quella nei fatti.</p>



<p>Le prime conquiste sono arrivate già nell’anno passato: a partire dalla stessa Dakar che ha visto il primo sindaco donna nella persona di Soham El Wardini.</p>



<p>Dopo Soham il nome di Sahle-Work Zewde imperversò su tutti i giornali internazionali, come la prima donna presidente dell’Etiopia e unico capo di stato donna in carica in tutto il continente Africano. L’elezione di Sahle arrivò in un momento storico molto importante, una settimana dopo che Abiy Ahmad, primo ministro riformista, nominò un gabinetto in cui metà dei posti furono attribuiti a delle donne.</p>



<p>Le donne africane sono, quindi, spesso costrette in un mondo maschilista e ostile, le donne africane sono mamme dolcissime che stanno a capo di tutta la famiglia.<br>Le donne africane sono colorate, aperte e fondamentali per il futuro dell’intero continente.</p>
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		<title>Parità di genere. Intervista a Andrea Catizone</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Dec 2019 07:53:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato, per voi, Andrea Catizone e la ringrazia moltissimo per la disponibilità. Ecco le parole dell&#8217;avvocato. di Alessandra Montesanto Perchè, alle soglie del 2020, è ancora necessario discutere&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong> ha intervistato, per voi,  Andrea Catizone e la ringrazia moltissimo per la disponibilità. Ecco le parole dell&#8217;avvocato. </p>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="694" height="694" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13379" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 694w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/17861773_297687337318175_4538109940803564887_n-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 694px) 100vw, 694px" /></figure></div>



<p>Perchè, alle soglie del 2020, è ancora necessario discutere di parità di genere?  </p>



<p>Fondamentalmente perché ancora oggi  la parità non è stata ancora raggiunta nonostante le previsioni normative a tutti i livelli affermino il diritto di eguaglianza tra donna e uomo. Abbiamo fatto molti progressi sul piano dell’affermazione dei diritti, meno su quello della loro attuazione. Oggi le donne hanno obiettivamente meno opportunità degli uomini per potersi affermare, per poter realizzare le proprie ambizioni, per poter vedersi riconosciuta la professionalità che abbiamo acquisito nel corso del tempo. Dunque è necessario e quanto mai opportuno anche perché i diritti delle donne sono stati considerati dei Diritti Umani e dunque universalmente riconosciuti e tutelati da parte di tutti.   </p>



<p>Alcuni temi forti sono la parità di salario e i congedi parentali: potremmo prendere esempio da altri Paesi europei? <em>I</em></p>



<p>In Europa ci sono dei Paesi più virtuosi in termini di attenzione al tema della maternità. Gli indicatori dimostrano che le donne lasciano il lavoro in occasione della nascita del primo figlio e quando rientrano nel posto di lavoro non riescono a recuperare la stessa mansione o livello di professionalità che avevano prima. Ecco perché la maggior parte delle donne decide di rinunciare a metter al mondo dei figli e dedicarsi solo al lavoro con il risultato che le donne sono più infelici, il paese invecchia e le donne devono occuparsi dei familiari anziani avendo, comunque delle ripercussioni sulla loro vita lavorativa e professionale. Oggi le donne guadagnano meno degli uomini a parità di qualifica professionale, ciò significa che lavorano due mesi gratuitamente e questo non è accettabile anche perché determina un effetto sulle scelte della famiglia, oltre che essere una grave violazione del diritto di uguaglianza: infatti se la donna guadagna meno del marito quando nascerà il figlio per ragioni semplici di economia domestica sarà la donna a restare a casa. Il congedo di paternità è stato aumentato a 7 giorni ed è un segnale importante, tuttavia se a questo non si accompagnano politiche a favore della natalità e della maternità come primo punto dell’agenda dell’attività delle Istituzioni allora non basta aumentare di due giorni  il congedo di paternità. La misura degli asili nido gratis da gennaio, ad esempio è un ottimo segnale in quella direzione, il Governo prende sul serio in considerazione le esigenze dei genitori di avere dei servizi pubblici che collaborano con le famiglie per fare crescere i figli.    </p>



<p>Come contrastare la cultura maschilista e patriarcale, ancora vigente in Italia, che porta, purtroppo, a perpetrare continue violenze contro le donne? </p>



<p>La violenza contro le donne è un dramma che investe non solo il nostro Paese purtroppo ed è in costante aumento, mentre diminuisce la commissione rati contro la persona. Sul piano delle previsioni normative molti passi in avanti sono stati fatti, a partire dalla ratifica della Convenzione di Istanbul che ha indirizzato gli Stati nell’assumere una serie di misure che combattessero contro questo orrendo crimine verso le donne. A partire dal riconoscimento di aggravi di pena se il reo è legato affettivamente alla donna, alla legge sugli orfani vittime di femminicidio, alla serie di norme che aumenta le pene e modifica il processo in caso di violenza contro le donne attuando un meccanismo di protezione della donna dal momento della denuncia, a Codice Rosa, ancora troppo poco attuato nelle regioni, che stabilisce un dialogo tra gli organismi  che intervengono in caso di violenza contro le donne – dal pronto soccorso ai tribunali &#8211;  molto si è fatto sul piano della Punizione. La Convenzione di Istanbul è invece poco applicata per quanto riguarda la parte relativa alla Protezione e soprattutto alla Prevenzione: sono le tre P che segnano l’impianto della  convenzione medesima. In questo senso dunque occorre lavorare molto sull’abbattimento degli stereotipi, non solo femminili, ma anche maschili, fare formazione nelle scuole, non abbandonare i cittadini ma continuare con un processo di formazione ed educazione.  </p>



<p>Quali sono gli (altri) ostacoli che impediscono il raggiungimento di una parità tra donne e uomini? </p>



<p>Certamente un fattore culturale, ma non solo. Serve abbattere anche le diseguaglianze economiche, combattere il linguaggio sessista, rivedere i libri di testo delle scuole in cui le donne vengono ancora rappresentate come quelle che stanno a casa a fare i mestieri, mentre il padre è fuori a lavorare. C’è un profondo lavoro di formazione di nuove mentalità e nuove generazioni che sappiano riconoscere le differenze tra uomo e donne e le sappiano valorizzare. Serve soprattutto cercare di coinvolgere gli uomini in questo processo di costruzione di una società più giusta ed uguale, perché finora si è pensato che i temi che riguardino le donne dovessero essere trattati solo dalle donne: invece serve in patto tra uomini e donne che sia capace di cambiare il paradigma dei rapporti affettivi, sociali e che dia pari dignità a tutti gli esseri umani, che insomma applichi l’art. 3 della Costituzione soprattutto nella sua parte di uguaglianza sostanziale di abbattimento delle barriere e degli  ostacoli.  </p>



<p>Quale può essere il ruolo dell&#8217;informazione, dell&#8217;istruzione e delle istituzioni per affermare l&#8217;uguaglianza di genere?</p>



<p>L’informazione è un fattore di costruzione e di equilibrio dello Stato democratico che non può o deve essere sottovalutato. Del resto il principio costituzionale della libertà di informazione, dimostra che già nei lavori preparatori alla Costituzione si riconosceva un ruolo para istituzionale alla stampa. Dunque la responsabilità di ogni giornalista è quella di essere consapevole che l’uso di una parola piuttosto che un’altra determina degli effetti nella società; che abbandonarsi a facili schemi che rimettono in moto degli stereotipi provoca una lesione di diritti fondamentali di rispetto della dignità degli esseri umani. Recentemente la Presidente Iotti è stata definita come una donna brava a letto da parte di un giornalista: ecco questo è un modo di parlare che non deve trovare spazio e che deve essere bandito perché non fa ridere, è sessista e denigra non solo la figura di una grande donna quale la Presidente Iotti che ha dedicato la sua vita alle Istituzioni, ma anche di tutte le donne.  </p>



<p>Lei è stata vittima di disparità? </p>



<p>Non credo che esista una donna sulla faccia della terra che non sia stata vittima di un comportamento discriminatorio.  Quello che conta, in quei momenti, è non fare un passo indietro, ma affermare i propri diritti e non cedere a compromessi. Si può raggiungere il successo anche senza vendere se stesse e molte donne oggi dimostrano che tanta strada bisogna fare, ma anche che tanta strada è già stata avanti. La libertà è una conquista continua diceva la mia adorata Angela Davis  in una delle sue lezioni magistrali e non bisogna mai fermarsi.  </p>
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		<title>Uomini, a dar voce alle Donne</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Nov 2018 09:15:28 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11700" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-3-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-3-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></b></p>
<p><b>Uno spettacolo meraviglioso, di Uomini fortemente motivati contro la violenza sulle Donne.</b></p>
<p>di Patrizia Angelozzi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Sono stati otto uomini a interpretare la lotta alla violenza sulle Donne</b>, coraggiosi e sensibili tanto da rapire il pubblico creando una atmosfera contagiosa ed emozionante.<br />
In una performance teatrale suggestiva, ascoltare dalle loro voci i racconti di donne che hanno subito, è stato molto importante.</p>
<p>Per sei giorni <b>un gruppo di soli uomini</b>, guidati dalla <b>regista Paola Leone</b>, partendo dalla fiaba di Charles Perrault Barbablù, ha indagato sul tema della violenza di genere senza pregiudizi.<br />
<b>I racconti intimi di tante donne</b> vittime di violenza sono stati affidati <b>ai protagonisti che prestando il corpo e la voce ne hanno raccontano la storia</b>.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11701" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="640" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/io-ci-provo-foto-5-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p><b>Amadou, Andrea, Enzo, Francesco, Marco, Massimiliano, Francis e Pietro</b>. <b>Di età diverse tra loro,</b> dai diciotto anni agli anta, provenienti da Paesi diversi, lingue e culture e <b>tutti d’accordo sull’essere contro la violenza alle donne e dalla parte delle donne.</b><br />
I partecipanti di questa splendida performance per la tappa in Abruzzo, sono di <b>Vasto , Comune che ha fortemente voluto, insieme al Centro antiviolenza Donna Attiva,</b> sensibilizzare in modo nuovo ed efficace nella splendida cornice del Teatro Rossetti.</p>
<p>Le spose di BB, è un laboratorio teatrale per soli uomini sul tema della violenza di genere. All’interno di IO CI PROVO, che porta la firma all’ideazione e alla regia di Paola Leone, aiuto regista Gianluca Rollo, Musiche e sound design Filippo Bubbico, Film Maker Stelvio Attanasi e alle luci Andrea Pelusi.</p>
<p>Per info sui laboratori<br />
<a href="https://www.facebook.com/iociprovolaboratorio/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/iociprovolaboratorio/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><strong><span style="color: #ff0000;">25 novembre. Giornata internazionale per l&#8217;Eliminazione della Violenza sulle Donne</span></strong></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/25/uomini-a-dar-voce-alle-donne/">Uomini, a dar voce alle Donne</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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