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	<title>parlamentari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Sopralluogo nel cpr di via Corelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 11 Jun 2021 12:59:32 +0000</pubDate>
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<p><img loading="lazy" alt="sopralluogo in via corelli.jpg" width="534px" height="526px" src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=cb3878bb60&amp;attid=0.2&amp;permmsgid=msg-f:1701951311793609339&amp;th=179e8bb36477da7b&amp;view=fimg&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ-LU1ybGnKXuSOFKXLMa1iwVeCr3dAyyzl_xH2Ci_TC0C5U-Ppdom5JZaPZXAkQ0hRYB_qMZBTDRLFza0JTMA3IcL-dqfQ3lZh5HBANazZpPRPIdy93xWfVgFs&amp;disp=emb&amp;realattid=bc07c4a1-4a15-4a88-b707-b7e6b5e6fa1d&utm_source=rss&utm_medium=rss"></p>



<p>L&#8217;isolamento, l&#8217;abbandono, l&#8217;assenza di informazione legale, di assistenza medica e psicologica, la superficialità mista a discrezionalità assoluta nella gestione dei diritti e l&#8217;abbrutimento dell&#8217;esasperazione per la chiusura in una gabbia senza senso da mesi: tutto quello che fin qui abbiamo raccontato grazie alle voci che ci giungevano da via Corelli abbiamo potuto toccarlo con mano, ed è stata solo una orribile conferma, per quella piccola parte di verità che ci è stato consentito di vedere.</p>



<p>Nei giorni 5 e 6 giugno (complessivamente per circa 15 ore) il senatore Gregorio De Falco &#8211; e la senatrice Simona Nocerino solo per la prima giornata -, che in quanto parlamentari hanno diritto di accesso ai CPR senza necessità di autorizzazione, hanno effettuato un sopralluogo nel centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli con loro collaboratrici legate alla nostra rete.</p>



<p>Nei prossimi giorni, metabolizzata l&#8217;esperienza, messi in ordine gli appunti, elaborate le immagini scioccanti, vi forniremo maggiori particolari, fermo che di quanto raccolto faremo segnalazioni alla stampa e a chi di dovere.</p>



<p>Dopo venti anni di silenzio e di morti di Stato, è infatti giunto il momento che l&#8217;opinione pubblica prenda coscienza e che le istituzioni vengano messe di fronte alle loro precise responsabilità, e alla verità del fatto che non è questione di situazioni contingenti o di modalità di gestione del singolo centro.</p>



<p>Infatti, a Torino dove giorni fa è morto Musa Balde, come a Milano e negli altri CPR d&#8217;Italia, l&#8217;umiliazione della dignità umana fino ad indurre all&#8217;autolesionismo e la quotidiana violazione dei diritti di difesa, alla salute, alla comunicazione (e prima ancora della libertà personale), sono la conseguenza inevitabile dell&#8217;istituto della detenzione amministrativa delle persone migranti prive di titolo di soggiorno, solo in quanto tali, e della funzione stessa dei centri di permanenza per il rimpatrio.<br><a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/959725031265670/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SOPRALLUOGO NEL CPR DI VIA CORELLI &#8211; L&#8217;ALIENAZIONE, L&#8217;ABBANDONO, GLI ABUSI DI STATO ED I SILENZI.</a><br><strong><br></strong><strong><br></strong><strong>/// Le ammissioni shock del gestore</strong><strong></strong></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://mail.google.com/mail/u/0?ui=2&amp;ik=cb3878bb60&amp;attid=0.1&amp;permmsgid=msg-f:1701951311793609339&amp;th=179e8bb36477da7b&amp;view=fimg&amp;sz=s0-l75-ft&amp;attbid=ANGjdJ9RfUFSppAmmgdGphdVjGa9bTSZAxim9FKYpsEFLyIH_ivWp06eUR-hRx1zu86bikLkFVFEWLi9zz-u9Dbpv7YtaSL7vJ_2J_HaUXzKyESYpTxAOvW-KmlGF6k&amp;disp=emb&amp;realattid=474c240c-ed0b-4147-965b-6d5d45c0a455&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="le ammissioni shock.jpg"/></figure>



<p><strong><br></strong><br>Si è interrotto l&#8217;idillio tra Prefettura ed i gestori del CPR di Milano, ora che dopo soli otto mesi dall&#8217;inaugurazione sono tanti e tanto gravi gli abusi e le violazioni di legge, e della stessa dignità umana, che si sono registrati.</p>



<p>E&#8217; infatti l&#8217;ora dello scaricabarile e del gettarsi la croce addosso reciprocamente, ora che la Prefettura (fin dalle premesse del nuovo bando 2021-22) ha dichiarato di non volersi avvalere della facoltà di conferma dell&#8217;attuale cooperativa per un altro anno e ora che per contro quest&#8217;ultima ha dichiarato che non si ricandiderà per il prossimo anno.</p>



<p>Ed ecco che nel momento delle accuse reciproche e in cui volano gli strali, arrivano ancora una volta le conferme di quanto da tempo andiamo denunciando, come già avvenuto con una eclatante intervista video del direttore del CPR, che vi abbiamo già proposto lo scorso 18 maggio, in cui quest&#8217;ultimo, anche psicologo, denunciava il dilagare di disturbi psichiatrici per la persistenza prolungata della detenzione da innocenti in un luogo così:&nbsp;<a href="https://bit.ly/3oFdhit?fbclid=IwAR1OHQcrN8c6DyDYlE7QI_t_1kO3vmbJURNSBi_cRHlud_6LFKRSmrp4kX4&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/3oFdhit</a>.</p>



<p>Già il 4 maggio, nel replicare ad un nostro post, il gestore aveva fatto altre gravi ammissioni in merito alla situazione interna e alla condizione dei trattenuti, ed in particolare dei tanti in situazione di particolare fragilità:&nbsp;<a href="https://bit.ly/3idQRU6?fbclid=IwAR0hv-bd0dYo6RoYDpxqutuyd0_bDXDvRg0ABt6Oir5BV2dJNLCJI4g-1N0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">bit.ly/3idQRU6</a></p>



<p>Ebbene, questa volta non abbiamo creduto ai nostri occhi quando ci siamo imbattuti in un altro post della pagina di&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/versoproboscs/?__cft__[0]=AZV42YsO1fpBcOYecQzVyNc9OSddikwb8QUHOc6eDz2HIHcUV0cbDWVB82v-1L70ppykfaBfBYglnhQa3GFd9GHOBZ-etevg9MZGU7n2G4eZE7s3iIhXeHhM2lKGmVlSDKBsbUPdjRA5C1sLUA3pAfAe_9v9nq09p6mtEzRBIc3Ifx_Ejn-L_pv-NV7TW9xzHgI&amp;__tn__=kK*F&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Versoprobo Scs</a>, non a caso risalente al 25 maggio, ovvero il giorno dopo la diffusione della notizia della morte di Musa Balde, e il giorno stesso in cui nel CPR di Milano si sono verificati gravi pestaggi da parte delle forze dell&#8217;ordine in tenuta antisommossa a danno di alcuni dei trattenuti, dopo averli trascinati nei locali del centro in cui non c&#8217;erano telecamere che potessero riprenderli: giorni caldi, in cui tanti erano stati i ricoveri, gli atti di autolesionismo e anche i tentativi di suicidio, anche ripetuti da parte delle stesse persone, dei quali vi abbiamo pure riferito. E giorni che sono ancora tali, caldi anzi incandescenti, in quella che ha tutta l&#8217;aria di essere una escalation verso il peggio.<br>Leggi su:&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/NoaiCPR/photos/a.360214287883417/956924271545746/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LE AMMISSIONI SHOCK DEL GESTORE DEL CPR DI MILANO: &#8220;TRATTENIMENTO SENZA SCOPO, IN VIOLAZIONE DELLA COSTITUZIONE, CON RIPERCUSSIONI SULLA SALUTE MENTALE&#8221;</a><br>E ancora:&nbsp;<br><a href="https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=959738421264331&amp;id=360195841218595&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&#8220;PEGGIO DI UN CARCERE, SENZA TUTELE PER LE PERSONE. COME FACCIAMO A DIRCI UN PAESE CIVILE? NOI CRITICHIAMO L&#8217;EGITTO MA FACCIAMO LA STESSA COSA IN TUTTI I CPR&#8221;</a></p>



<p>“Peggio di un carcere, senza tutele e regole per le persone”. Così due senatori della Repubblica hanno definito il Centro di permanenza per il rimpatrio di Milano. Gregorio De Falco del gruppo Misto e Simona Nocerino del M5S hanno visitato questo pomeriggio il Cpr di via Corelli. Hanno trovato al suo interno una situazione di abbandono, mala gestione e assenza di tutele nei confronti delle persone, stranieri e migranti, che vi sono ospitate.<br>Qui il racconto del senatore Gregorio De Falco ai microfoni di RadioPopolare:<br><a href="https://www.radiopopolare.it/la-politica-si-accorge-della-disumanita-dei-cpr-il-violento-attentato-jihadista-in-burkina-faso-e-le-altre-notizie-della-giornata/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.radiopopolare.it/la-politica-si-accorge-della-disumanita-dei-cpr-il-violento-attentato-jihadista-in-burkina-faso-e-le-altre-notizie-della-giornata/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>&#8220;<em>E&#8217; peggio di un carcere: in un carcere ci sono delle regole.(&#8230;) Non c&#8217;è tutela per le persone. Come facciamo a dirci un paese civile?</em><em>Noi critichiamo l&#8217;Egitto quando reitera i maniera in definita la carcerazione di Patrick Zaki. Bene, noi facciamo la stessa cosa in tutti i CPR!&#8221;</em></p>
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		<title>La Turchia si ritira dalla Convenzione di Istanbul, un colpo di Stato ai diritti delle donne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Mar 2021 08:52:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da radiobullets.com) Migliaia di persone stanno protestando chiedendo al presidente Recep Tayyip Erdogan di revocare la sua&#160;decisione di ritirarsi dal primo trattato vincolante al mondo per prevenire e combattere la violenza contro le donne.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da radiobullets.com)</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img src="https://www.radiobullets.com/wp-content/uploads/2021/03/women-sit-in-681x349-1-300x154.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-30123"/></figure></div>



<p>Migliaia di persone stanno protestando chiedendo al presidente Recep Tayyip Erdogan di revocare la sua&nbsp;decisione di ritirarsi dal primo trattato vincolante al mondo per prevenire e combattere la violenza contro le donne.</p>



<p>Il decreto immediato di&nbsp;Erdogan, che annulla la ratifica da parte della Turchia della Convenzione di Istanbul, è un duro colpo per i sostenitori dei diritti delle donne, che affermano che l’accordo è fondamentale per combattere&nbsp;la violenza domestica.</p>



<p>La Segretaria generale del Consiglio d’Europa, Marija Pejčinović Burić, ha definito la decisione “devastante”. «Questa mossa è un enorme ostacolo a questi sforzi e tanto più deplorevole perché compromette la protezione delle donne in Turchia, in tutta Europa e oltre», ha detto la Burić.</p>



<p>La Convenzione di Istanbul afferma che uomini e donne hanno pari diritti e obbliga le autorità statali a prendere provvedimenti per prevenire la violenza di genere contro le donne, proteggere le vittime e perseguire i responsabili.&nbsp;Alcuni funzionari del partito conservatore di Erdogan avevano chiesto una revisione dell’accordo, sostenendo che non è coerente con&nbsp;i valori della&nbsp;Turchia&nbsp;incoraggiando il divorzio e minando il nucleo familiare tradizionale.</p>



<p>I critici affermano anche che il trattato promuove l’omosessualità attraverso l’uso di categorie come genere, orientamento sessuale e identità di genere.&nbsp;Lo vedono come una minaccia per le famiglie turche.&nbsp;L’incitamento all’odio è in aumento in Turchia, persino il ministro degli Interni in un tweet ha&nbsp;descritto&nbsp;le persone LGBT&nbsp;come “pervertiti”.&nbsp;Erdogan rifiuta del tutto la loro esistenza.</p>



<p>I gruppi di donne e i loro alleati protestano per mantenere intatta la convenzione, dicono che la loro lotta lunga anni non sarà cancellata in una notte.</p>



<p>Anche se per il ministero degli Interni è una bugia, almeno così ha detto sabato, 77 donne sono state uccise dall’inizio dell’anno in Turchia, secondo la We Will Stop Femicide Platform. Secondo il gruppo, circa 409 donne sono state uccise nel 2020 e dozzine sono state trovate morte in circostanze sospette.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="680" height="381" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Ew515T8XAAA1xsj.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15182" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Ew515T8XAAA1xsj.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/Ew515T8XAAA1xsj-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></figure>



<p>Erdogan ha più volte sottolineato la “santità” della famiglia e ha invitato le donne ad avere tre figli.&nbsp;Il suo direttore delle comunicazioni, Fahrettin Altun, ha dichiarato che il motto del governo è «Famiglie potenti, società potente».</p>



<p>Molte donne subiscono violenza fisica o sessuale per mano dei loro mariti o partner, ma le statistiche ufficiali aggiornate non sono disponibili.&nbsp;La Convenzione di Istanbul richiede agli Stati di raccogliere dati.</p>



<p>La Turchia è stato il primo paese a firmare la “Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza contro le donne e la violenza domestica” del Consiglio d’Europa in un comitato dei ministri riunito a Istanbul nel 2011. La legge è entrata in vigore nel 2014 e la costituzione della Turchia afferma che gli accordi internazionali hanno forza di legge.&nbsp;Alcuni avvocati hanno affermato che il trattato è ancora attivo, sostenendo che il presidente non può ritirarsi senza l’approvazione del parlamento che ha ratificato la Convenzione di Istanbul nel 2012.&nbsp;Ma Erdogan ha acquisito ampi poteri con la sua rielezione nel 2018, mettendo in moto il passaggio della Turchia da un sistema di governo parlamentare a una presidenza esecutiva.</p>



<p>Il ministro della giustizia ha scritto su Twitter che mentre il parlamento approva i trattati che il potere esecutivo mette in vigore, l’esecutivo ha anche l’autorità di ritirarsi da essi.&nbsp;Le donne parlamentari del principale partito di opposizione turco hanno affermato che non riconosceranno il decreto e lo hanno definito un altro “colpo di Stato” al parlamento, che aveva accettato all’unanimità il trattato, e un’usurpazione dei diritti di 42 milioni di donne.</p>
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		<title>Lettera aperta ai parlamentari italiani ed europei. &#8220;La verità va gridata dai tetti&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Nov 2017 16:15:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI «LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI». UNO STESSO FILO LEGA LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9832" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="320" height="213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/11/135505-ld-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 320px) 100vw, 320px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>LETTERA APERTA AI PARLAMENTARI ITALIANI ED EUROPEI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>«</b></span><b>LA VERITA’ VA GRIDATA DAI TETTI</b><span style="font-family: Cambria, serif;"><b>».</b></span></p>
<p><b>UNO STESSO FILO LEGA </b><b>LE MORTI IN MARE DELL’11 OTTOBRE 2013 E QUELLE DEL 6 NOVEMBRE 2017: UNA POLITICA DI RESPINGIMENTO AFFIDATA ALL’ITALIA. CHIEDIAMO AI NOSTRI RAPPRESENTANTI DI AUDIRE I TESTIMONI DI QUELLE STRAGI E DI METTERE FINE ALLA SCELTA DISUMANA DEI RESPINGIMENTI IN LIBIA.</b></p>
<p>Gentili Membri del Parlamento europeo e della Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi in quanto rappresentanti della sola istituzione democratica dell&#8217;UE – il Parlamento – deputato a rappresentare i cittadini.</p>
<p>Gentili Onorevoli del Parlamento italiano,</p>
<p>siamo associazioni, Ong, singoli attivisti della società civile italiana ed europea che si rivolgono a voi perché assumiate la responsabilità che vi compete su decisioni gravide di conseguenze per il diritto internazionale e la democrazia, assunte a livello governativo in assenza di confronto e votazione nella sola sede istituzionale che rappresenta i cittadini.</p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che l’attivista italiano testimone del comportamento criminale tenuto lo scorso 6 novembre dalla guardia costiera libica – finanziata con fondi UE gestiti dall&#8217;Italia e addestrata da personale dell&#8217;UE – sia audito con urgenza dal Parlamento italiano e dal Parlamento europeo riunito in sessione plenaria, o dalla sua competente Commissione Libertà civili, giustizia e affari interni.</p>
<p>Cinque profughi sono annegati, tra questi un bambino di quattro anni, e almeno altri trentacinque risultano dispersi. Il materiale video pubblicato dalla Ong tedesca Sea-Watch<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">i</span></sup></a> mostra con chiarezza che la Guardia costiera libica, lungi dall’aver condotto un’operazione di <i>search and rescue</i>, ha agito in modo aggressivo e scoordinato per riportare i profughi in Libia, impedendo alla Ong e alle unità italiane e francesi presenti sulla scena del naufragio di procedere nelle operazioni di soccorso, già coordinate dal MRCC di Roma.</p>
<p>L’attivista Gennaro Giudetti ha affermato che la motovedetta libica «ha agganciato il gommone dei migranti, in quel momento bucato e quindi con decine di persone in mare, alcuni con il salvagente, molti altri senza nulla. […] Abbiamo dovuto farci largo tra persone che erano già annegate, per riuscire a raggiungere quelli che invece erano ancora in vita, per recuperarli. La situazione era abominevole: abbiamo tirato a bordo i superstiti con le braccia».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ii</span></sup></a></p>
<p>I quarantasette migranti recuperati in mare dall’equipaggio libico sono stati ammassati sul ponte e frustati per impedir loro di tuffarsi in mare e raggiungere i familiari a bordo dei gommoni della Sea-Watch3, che aveva intanto salvato cinquantanove persone. La motovedetta si è poi allontanata a tutta velocità, incurante del fatto che un naufrago fosse aggrappato a una cima sporgente da una paratia. La guardia costiera libica non si è fermata al disperato e ripetuto avvertimento dell’elicottero della Marina militare italiana, distintamente udibile sulle frequenze radio registrate dalla Sea-Watch 3.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iii</span></sup></a></p>
<p><b>«</b>È stato terribile, abbiamo visto l&#8217;uomo gridare verso la moglie e poi buttarsi in acqua<span style="font-family: Cambria, serif;">»</span>, ha detto Giudetti, <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>si è aggrappato alla cima che i libici usavano per far salire a bordo i naufraghi, ma a quel punto la motovedetta ha fatto un balzo in avanti trascinandolo via e non siamo riusciti a salvarlo. I libici sono stati violenti e incauti, picchiavano i migranti con funi e mazze e – per incredibile che possa sembrare – ci tiravano patate contro, per renderci più difficili i soccorsi».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">iv</span></sup></a></p>
<h2 class="western"><strong><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Un comportamento criminale, che viola le leggi internazionali e la legge del mare, rispondente alla volontà dei governi italiani e dell’Unione europea di bloccare l’arrivo dei profughi delegando alla Libia quella che altrimenti sarebbe una palese prassi di</span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> refoulement</i></span></span></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">, proibita dalla Convenzione europea dei diritti dell’Uomo.</span></span></span></strong></h2>
<p><b>CHIEDIAMO</b> che il governo italiano sia chiamato a rendere conto davanti al Parlamento europeo circa l’accordo stretto tra Italia e Tripoli lo scorso 2 febbraio,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">v</span></sup></a> alla luce del decreto con cui il ministero degli Esteri italiano ha conferito 2,5 milioni di euro al ministero dell&#8217;Interno per la rimessa in efficienza di quattro motovedette da consegnare alle autorità libiche. Tali fondi provengono dallo stanziamento di 200 milioni effettuato dal Parlamento italiano per il Fondo Africa destinato alla cooperazione,<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vi</span></sup></a> motivo per cui l’Associazione Studi Giuridici per l’Immigrazione (ASGI) ha notificato un ricorso al Tribunale Amministrativo del Lazio contro il Ministero degli affari Esteri e del Ministero dell’interno.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">vii</span></sup></a></p>
<p>Siamo preoccupati dal fatto che non vi sia alcun controllo sul reale utilizzo dei fondi UE in Libia. Questa preoccupazione sembra confermata dalla risposta data dalla Commissione europea all’interrogazione scritta presentata lo scorso 5 settembre da ventuno parlamentari europei con riferimento alla denuncia dell&#8217;Associated Press, secondo cui i fondi versati dall’Italia al governo di Tripoli finirebbero alle milizie coinvolte nel traffico di esseri umani. I deputati chiedevano quali garanzie vi fossero che «il considerevole sostegno al governo libico, anche attraverso il Fondo fiduciario di emergenza per l&#8217;Africa e con un progetto con una dotazione finanziaria pari a 46 milioni di euro», non finisse nelle mani dei trafficanti di uomini.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">viii</span></sup></a></p>
<p>La risposta della Commissione è un groviglio di frasi ipotetiche che trovano sintesi in un paradosso: non ci sono controlli, ma se dai controlli dovesse risultare qualcosa, allora i programmi dell’UE verrebbero sospesi.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">ix</span></sup></a></p>
<p><b>CHIEDIAMO </b>al governo italiano, come cittadini dell’Unione, una risposta all’altezza della gravità dei fatti – quella che non ha avuto nemmeno il Commissario per i diritti umani del Consiglio d’Europa, quando lo scorso 28 settembre ha chiesto chiarimenti in merito alla natura dell’accordo con la Libia e ai respingimenti di cui esso è causa.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">x</span></sup></a> La risposta del ministro dell’Interno Marco Minniti, infatti, è stata che non è l’Italia a respingere le persone, ma la Libia.<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xi</span></sup></a> Una risposta «sostanzialmente vuota e certamente irrispettosa a fronte della conoscenza delle reali politiche di delega, aiuto e supporto dell’Italia alla Libia ed al contemporaneo ostacolo posto alle attività di ricerca e salvataggio in mare da parte delle Ong operanti nel Mediterraneo centrale».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xii</span></sup></a></p>
<p>Il governo italiano e quello dell’Unione non possono non conoscere il rapporto del gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (UNSMIL), che già un anno fa elencava «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiarava che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani».</p>
<p>Secondo l’UNSMIL, «le intercettazioni di imbarcazioni di migranti da parte della guardia costiera libica hanno implicato azioni che possono costituire omicidi arbitrari».<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiii</span></sup></a></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>CHIEDIAMO</b></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di valutare, alla luce dell’autorevole serie di denunce della gravità della situazione in Libia,</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xiv</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> le affermazioni fatte da rappresentanti del governo italiano e della Commissione europea sulla bontà dell’accordo con la Libia e il suo finanziamento.</span></span><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xv</span></sup></a></span></span></p>
<p><b>CHIEDIAMO</b> ai nostri rappresentanti nelle istituzioni italiane ed europee di agire per ottenere verità e giustizia sul filo rosso che lega le morti in mare dell’11 ottobre 2013 a quelle del 6 novembre 2017. Uno stesso accordo di respingimento continua a uccidere, oltre ai profughi nel Mar Mediterraneo, la democrazia nei nostri Parlamenti. Questo accordo – interrotto solo dall’operazione Mare nostrum e, alla sua dismissione, dall’entrata in azione delle Ong nelle operazioni di ricerca e soccorso – mostra ora in piena luce il suo volto criminale.</p>
<p>Per questo riteniamo un atto politico e umano non rinviabile l’ascolto della testimonianza del “naufragio dei bambini” dell’11 ottobre 2013 – portata da chi ha ricostruito l’infamante vicenda, il giornalista Fabrizio Gatti, e, se opportuno, i legali dei medici siriani che hanno perso i figli nel naufragio<a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">xvi</span></sup></a> – e l’ascolto della testimonianza dell’eccidio del 6 novembre 2017, portata dall’attivista per i diritti umani Gennaro Giudetti. Come lui, siamo convinti che la verità vada <span style="font-family: Cambria, serif;">«</span>gridata dai tetti<span style="font-family: Cambria, serif;">», perché non ci sommerga.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per le vostre adesioni su Change.org: <a href="https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss"> https://www.change.org/p/naufragio-del-6-novembre-il-parlamento-ascolti-il-testimone-gennaro-giudetti-sui-crimini-della-libia?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="RIGHT">28 novembre 2017</p>
<p>Osservatorio Carta di Milano &#8211; La solidarietà non è reato</p>
<p>ADIF &#8211; Associazione Diritti e Frontiere</p>
<p>Associazione per i Diritti Umani</p>
<p>ASGI – Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione</p>
<p>ARCI</p>
<p>Associazione Costituzione Beni Comuni</p>
<p>Associazione K-Alma</p>
<p>Baobab Experience</p>
<p>Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>COSPE Onlus</p>
<p>Ex Opg &#8211; Je so&#8217; pazzo</p>
<p>Fondazione Casa della carità di Milano “Mario Abriani”</p>
<p>Hayat Onlus</p>
<p>Lunaria</p>
<p>Terre des Hommes Italia</p>
<p>ActionAid</p>
<p>Scuola di pace di Napoli</p>
<p>Maurizio Acerbo, segretario nazionale PRC</p>
<p>Vittorio Agnoletto, medico</p>
<p>Mario Agostinelli, Energia Felice</p>
<p>Alessandra Ballerini, avvocato</p>
<p>Diego Bianchi, conduttore televisivo, attore e regista</p>
<p>Daniele Biella, giornalista e scrittore</p>
<p>Stefano Bleggi, Progetto Melting Pot Europa</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Tony Bunyan, Statewatch</span></p>
<p>Paolo Cacciari, giornalista e scrittore</p>
<p>Enrico Calamai, ex console italiano a Buenos Aires</p>
<p>Annalisa Camilli, giornalista</p>
<p>Eleonora Camilli, giornalista</p>
<p>Cosimo Caridi, giornalista</p>
<p>Valerio Cataldi, giornalista</p>
<p>Francesca Chiavacci, presidente nazionale ARCI</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Laura Cima, scrittrice ecofemminista, Prima le persone</span></p>
<p>Don Luigi Ciotti, fondatore Associazione Gruppo Abele, presidente Associazione Libera</p>
<p>Marta Cosentino, giornalista</p>
<p>Andrea Costa, Baobab Experience Roma</p>
<p>Stefano Corradino, giornalista, direttore Articolo21</p>
<p>Raffaele Crocco, direttore Atlante delle guerre e dei conflitti del mondo</p>
<p><a name="_GoBack"></a> Chiara Cuttitta, facoltà di giurisprudenza Università degli Studi di Milano</p>
<p>Paolo Cuttitta, docente di diritto della migrazione Vrije Universiteit Amsterdam</p>
<p>Stefania Dall’Oglio, esperta in diritti umani e diritto dell’immigrazione, docente master in Peace Studies Università di Roma Tre</p>
<p>Adele Del Guercio, Università degli Studi di Napoli L’Orientale</p>
<p>Cristiana Dell’Anna, attrice</p>
<p>Don Vitaliano Della Sala, parroco Mercogliano, Avellino</p>
<p>Erri De Luca, scrittore</p>
<p>Pino De Lucia Lumeno, responsabile immigrazione Legacoop Calabria</p>
<p>Giuseppe De Marzo, responsabile nazionale Libera per le Politiche sociali</p>
<p>Laura Di Lucia Coletti, presidente Associazione L’Altra Europa Laboratorio Venezia</p>
<p>Emilio Drudi, giornalista</p>
<p>Anna Falcone, avvocato</p>
<p>Luca Fazio, giornalista</p>
<p>Ciro Ferrara, calciatore</p>
<p>Vincenzo Ferrara, presidente Fondazione Cannavaro-Ferrara</p>
<p>Francesca Fornario, giornalista e scrittrice</p>
<p>Stefano Galieni, responsabile migrazione PRC</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Riccardo Gatti, capomissione Proactiva Open Arms</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Beppe Giulietti, giornalista</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Patrizio Gonnella, presidente Antigone e Cild</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Maurizio Gressi, </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">segretario Presidente delegazione parlamentare italiana</span></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">presso </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Iniziativa Centro Europea (</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">InCE) al Senato</span></span></span></span></p>
<p>Gabriella Guido, portavoce Campagna LasciateCIEntrare</p>
<p>Ben Hayes, Transnational institute</p>
<p>Charles Heller, Research Fellow al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Co-fondatore Forensic Oceanography e WatchTheMed</p>
<p>Francesca Lacaita, insegnante, DiEM25 Milano</p>
<p>Gad Lerner, giornalista</p>
<p>Antonella Leto, Forum siciliano dei movimenti per l&#8217;Acqua ed i Beni Comuni</p>
<p>Corallina Lopez Curti, ricercatrice</p>
<p>Yasha Maccanico, ricercatore e giornalista, Statewatch, University of Bristol</p>
<p>Anna Maffei, Pastora Chiesa Battista di Milano</p>
<p>Corrado Maffia, presidente Scuola di Pace di Napoli</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonello Mangano, Terre libere</span></p>
<p>Francesca Mannocchi, giornalista</p>
<p>Lorenzo Marsili, direttore European Alternatives, coordinatore DiEM25</p>
<p>Maruego, rapper</p>
<p>Antonio Mazzeo, giornalista</p>
<p><span lang="en-US">Susi Meret, Associate Professor, Institute of Culture and Global Studies, Aalborg University, Denmark</span></p>
<p>Filippo Miraglia, presidente ARCS e vice presidente ARCI</p>
<p>Emilio Molinari, Comitato italiano per un Contratto mondiale sull&#8217;acqua</p>
<p>Tomaso Montanari, presidente Libertà e Giustizia</p>
<p>Flore Murard-Yovanovitch, giornalista</p>
<p>Grazia Naletto, presidente Lunaria</p>
<p>Moni Ovadia, attore, regista e scrittore</p>
<p>Ernesto Pagano, scrittore</p>
<p>Salvatore Palidda, professore Università di Genova</p>
<p>Simon Parker, docente di Scienze Politiche, Università di York</p>
<p>Chiara Parolin, avvocato</p>
<p>Stefano Pasta, giornalista, Sant’Egidio</p>
<p>Steve Peers, professore School of Law University of Essex</p>
<p>Riccardo Petrella, economista politico</p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;">Lorenzo Pezzani, ricercatore al Centre for Research Architecture, Goldsmiths, University of London. Cofondatore </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forensic Oceanoghraphy</i></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"> e </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>WatchTheMed</i></span></span></span></span></p>
<p>Francesco Piccinini, direttore Fanpage.it</p>
<p>Paola Pietrandrea, coordinatrice DiEM25</p>
<p>Gaetano Placido, giornalista</p>
<p>Nancy Porsia, giornalista</p>
<p>Sara Prestianni, responsabile migrazione Sinistra Italiana</p>
<p>Roberta Radich, Coordinamento No Triv</p>
<p>Paola Regina, avvocato</p>
<p>Annamaria Rivera, antropologa, attivista e studiosa antirazzista</p>
<p><span style="font-family: Cambria, serif;">Antonia Romano, consigliera comunale Trento</span></p>
<p>Silvia Rossetti, editor</p>
<p>Fabio Sanfilippo, giornalista</p>
<p>Roberto Saviano, scrittore</p>
<p>Nello Scavo, giornalista</p>
<p>Ilaria Sesana, giornalista</p>
<p>Mario Sommella, ex operaio, presidente Associazione Prima Le Persone</p>
<p>Barbara Spinelli, avvocato, Giuristi Democratici</p>
<p>Silvia Stilli, portavoce AOI (Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidarietà internazionale)</p>
<p>Massimo Torelli, L’Altra Europa con Tsipras</p>
<p>Fulvio Vassallo Paleologo, presidente ADIF</p>
<p>Valeria Verdolini, ricercatrice</p>
<p>Guido Viale, sociologo</p>
<p>Giacomo Zandonini, giornalista</p>
<p>Padre Alex Zanotelli, missionario comboniano</p>
<p>Padre Mussie Zerai, presidente Agenzia Habeshia</p>
<div id="sdendnote1">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym">i</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym">ii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Trascrizione della </span><span style="font-family: Cambria, serif;">registrazione:</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:13 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:01:33 [&#8230;] </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:03 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">00:02:17 </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Cambria, serif;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym">iv</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-size: small;"><b>.</b></span></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym">v</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym">vi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym">vii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> L’avvocato Giulia Crescini spiega: «Abbiamo chiesto un accesso agli atti e abbiamo visto che uno dei decreti del ministero parla di 2,5 milioni di euro per il trasporto e la sistemazione delle motovedette, soldi che rientrano quindi nel  finanziamento dell’apparato militare libico». <a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym">viii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Interrogazione di Elly Schlein alla Commissione europea, 5 settembre 2017, <a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span><span style="color: #00000a;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym">ix</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym">x</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym">xi</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym">xii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
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<div id="sdendnote13">
<p><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US"><i>Detained and dehumanized</i></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">13 dicembre 2016, </span></span><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;">. Si veda anche</span></span> <span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">S/2017/466 </span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-size: small;"><span lang="en-US">(final report of the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym">xiv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">●</span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><u>8 maggio 2017</u></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, il procuratore della Corte penale internazionale Fatou Bensouda riferisce al Consiglio di sicurezza dell’ONU sulle violazioni dei diritti umani in Libia, dicendosi «profondamente allarmata dai rapporti secondo cui migliaia di migranti vulnerabili, compresi donne e bambini, vengono detenuti in centri spesso in condizioni inumane». <a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">18 maggio 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Ong tedesca Sea-Watch denuncia alla Corte penale internazionale dell’Aja il tentato speronamento in acque internazionali da parte della guardia costiera libica mentre la sua nave si apprestava a eseguire un salvataggio, aveva aperto il fuoco ad altezza d’uomo contro un peschereccio carico di migranti e aveva riportato i migranti in Libia, violando il principio di non-refoulement. <a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">1° giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il gruppo di esperti sulla Libia del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite pubblica un rapporto che parla di «esecuzioni, torture, deprivazione di cibo, acqua e servizi igienici», e dichiara che «i trafficanti di esseri umani, il Dipartimento di contrasto all’immigrazione illegale libico e le guardia costiera libica sono direttamente coinvolti nelle violazioni dei diritti umani». </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> §104.</span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">19 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Human Rights Watch afferma che «le forze libiche hanno esibito un atteggiamento irresponsabile, tale da mettere in pericolo le persone a cui venivano in aiuto, e per questo motivo l’Italia e altri Paesi dell’Unione europea non dovrebbero cedere il controllo delle operazioni di soccorso in acque internazionali alle forze libiche». Judith Sunderland, </span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Ue: delegare i soccorsi alla Libia significa mettere vite a repentaglio,</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">20 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, il rappresentante speciale dell’ONU in Libia, Martin Kobler, afferma davanti alla Commissione affari esteri (AFET) del Parlamento europeo: «Sconsiglio di continuare la formazione della guardia costiera libica in assenza di un vigile controllo internazionale. […] Su Youtube potete vede tutto, comprese le guardie costiere libiche che respingono le persone e le gettano in acqua perché anneghino, oppure le riportano sulle spiagge. L’Unione europea dovrebbe cominciare a riflettere su come evitare le violazioni commesse da coloro che essa stessa sta formando». Martin Kobler</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens!, </span></em></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></span></em></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">21 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, Amnesty International lancia un monito alle istituzioni europee</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>:</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;"><b> </b></span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">«L’UE sta consentendo alla guardia costiera libica di riportare migranti e rifugiati sulla terraferma in un Paese dove le detenzioni illegali, la tortura e lo stupro sono la regola. Mentre rafforza l’operatività della guardia costiera libica, l’Unione chiude gli occhi di fronte ai gravi rischi insiti in questa cooperazione»</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span></em><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria, serif;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">28 giugno 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, l’Upper Tribunal di Londra sentenzia che non è possibile effettuare rimpatri in Libia in considerazione del livello di violenza nel Paese, tale da mettere a rischio la vita o l’incolumità delle persone. </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>The Immigration Acts</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">. </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>«</i></span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>»</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, <a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> <span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">15 agosto 2017</span></span></span></u><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">, </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Agnès Callamard, relatrice speciale dell’OHCHR sulle esecuzioni extra-giudiziarie, sommarie o arbitrarie, pubblica un rapporto in cui si legge che «alcuni Stati fanno affidamento su una politica di extraterritorialità per fermare i migranti prima che giungano sul loro territorio ed entrino nel loro controllo o giurisdizione [con riferimento al vertice informale sul Mediterraneo centrale tenutosi a Tallin il 6 luglio 2017]. Tali politiche possono includere assistenza, finanziamento e addestramento di agenzie di altri Paesi per l’arresto, la detenzione, il processo, il soccorso o lo sbarco e il rimpatrio di rifugiati e migranti. Queste politiche sollevano serie preoccupazioni quando le agenzie o gli Stati riceventi siano ritenuti responsabili di gravi violazioni dei diritti umani, compresa la violazione del diritto alla vita». </span></span></span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Unlawful death of refugees and migrants. Note by the Secretary General</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, 15 agosto 2017,</span><span style="font-family: Cambria, serif;"> <a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>, § 36, p. 17.</span></span></span></p>
<p><u>●</u><u> </u><span style="font-size: small;"><u>14 novembre 2017</u></span><span style="font-size: small;">, l’Alto commissario Onu per i diritti umani </span><span style="font-size: small;">Zeid Ra’ad Al Hussein dichiara «disumana la politica dell’Unione europea di assistere le autorità libiche nell’intercettare i migranti nel Mediterraneo e riportarli nelle terrificanti prigioni in Libia. La sofferenza dei migranti detenuti in Libia è un oltraggio alla coscienza dell’umanità», </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><u>● <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">Il 17 novembre 2017</span></span></u><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;"> l’Avvenire pubblica la notizia di un </span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">coordinamento comune italo-libico sul fronte delle operazioni SAR</span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">, </span></span><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym">xv</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">● </span><span style="font-family: Cambria, serif;">Il 28 giugno 2017, l</span><em><span style="font-family: Cambria, serif;">’</span></em><em><span style="font-family: Cambria, serif;">Alto rappresentante Federica Mogherini, in risposta a</span></em><i> </i><em><span style="font-family: Cambria, serif;">un’interrogazione parlamentare</span></em><span style="font-family: Cambria, serif;">,</span><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;">ha reiterato a nome della Commissione europea il sostegno, anche finanziario, alla guardia costiera libica, con un ossimoro che la strage del 6 novembre rende inaccettabile: «</span><span style="font-family: Cambria, serif;">L&#8217;UE finanzia la formazione della guardia costiera libica e sostiene una gestione della migrazione basata sui diritti in Libia», </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p>● <span style="font-size: small;">L’8 novembre 2017, a due giorni dalla strage al largo della Libia, il prefetto italiano Mario Morcone, capo di Gabinetto del ministero dell’Interno e consigliere del ministro Minniti, ha affermato: </span><span style="font-size: small;">«Io </span><span style="font-size: small;">non seguo le stupidaggini che dice Amnesty International, né il responsabile dei diritti umani europeo [il commissario dei Diritti umani del Consiglio d’Europa</span><span style="font-size: small;">, ndr]. </span><span style="font-size: small;">L’Italia non ha mai rispedito nessuno in Libia</span><span style="font-size: small;">. Noi abbiamo solo consentito che la Guardia costiera libica salvasse le persone e le riportasse in Libia, ma lo ha fatto la Guardia costiera libica, non lo hanno fatto le navi italiane». </span><span style="font-size: small;"><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Cambria, serif;">Alla</span><b> </b><span style="font-family: Cambria, serif;">richiesta di accesso agli atti sul numero di respingimenti in ciascun Paese, da maggio 2016 a maggio 2017, presentata dall’Associazione ADIF, è stato risposto che i respingimenti dall’Italia alla Libia sono stati 60, rispondenti a cittadini libici (di cui 5 donne e 55 uomini).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p><span style="font-family: Times, serif;"><span style="font-size: small;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym">xvi</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"></span></sup><span style="font-family: Cambria, serif;"> Nel documentario </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><i>Un unico destino</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;">, pubblicato il 14 ottobre 2017, il giornalista italiano Fabrizio Gatti ha ricostruito il naufragio del 13 ottobre 2013, nel quale morirono 268 profughi siriani in fuga dalla guerra, tra cui 60 bambini, a bordo di un barcone crivellato di colpi da un’unità libica: un massacro causato dalla volontaria omissione di soccorso della Marina italiana, il cui pattugliatore Libra, che si trovava a 45’ dalla scena del naufragio, è intervenuto più di cinque ore dopo la richiesta di aiuto, incalzato e costretto dalla Marina maltese. <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il 13 novembre 2017, dopo numerose richieste di archiviazione, il Giudice per le indagini preliminari di Roma ha stabilito che il comandante della sala operativa della Marina militare italiana e il collega della Guardia costiera debbano essere processati per omissione di atti di ufficio e omicidio colposo, </span><span style="font-size: small;">accogliendo gran parte delle richieste dei familiari delle vittime, rappresentati dagli avvocati Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi e Arturo Salerni.</span><span style="font-size: small;"> <a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>;</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/cronaca/2017/05/12/news/migranti_il_medico_del_naufragio_cosi_l_italia_ha_lasciato_annegare_i_miei_bambini-165222594/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">OPEN LETTER TO THE MEMBERS OF ITALIAN PARLIAMENT AND EUROPEAN PARLIAMENT</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>«THE TRUTH MUST BE SHOUTED FROM THE ROOFTOPS»</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>The deaths in the Mediterranean Sea on 11 October 2013 and on 6 November 2017 are bound by the same thread: the policy of rejecting migrants entrusted to Italy. We ask our representatives to convene the witnesses of those slaughters and listen to their testimonies, in order to stop the inhuman practice of returning migrants to Libya.</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Dear Members of the European Parliament and of the Committee on Civil Liberties, Justice and Home Affairs,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society, who call upon you as representatives of the only democratic institution of the EU &#8211; the Parliament &#8211; appointed to represent its citizens.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Honorable Members of the Italian Parliament,</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are associations, NGOs, individual activists from Italian and European civil society who ask you to assume your responsibility for the decisions adopted by governments, without a discussion and a vote in the only institution representing citizens, which are laden with consequences affecting both international law and democracy.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian activist who witnessed the criminal behavior by the Libyan Coast Guard on 6 November – financed through EU funding managed by Italy and trained by EU staff – be urgently heard in audition by the Italian Parliament and the European Parliament convened in a plenary session, or by its Civil Liberties, Justice and Home Affairs Committee, which is competent to address such issues.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">Five refugees drowned, including a four-year-old child, and at least another thirty-five people are missing. The video footage released by the German NGO, Sea-Watch,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1anc">i</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> clearly shows that the Libyan Coast Guard, far from undertaking a “search and rescue” operation, acted in an aggressive and uncoordinated way to bring the refugees back to Libya, preventing the NGO and the Italian and French naval units present on the scene of the shipwreck from carrying out rescue operations, which were already coordinated by the MRCC in Rome.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">A</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">ctivist Gennaro Giudetti stated that the Libyan patrol boat «hooked the migrants’ rubber dinghy, which was pierced at the time, and hence there were dozens of people in the sea, some with life jackets, and many others without anything. [&#8230;] We had to advance between those who had already drowned to manage to reach those who were still alive, to recover them. The situation was abominable: we pulled the survivors on board with our arms».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2anc">ii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The forty-seven migrants recovered at sea by the Libyan crew were packed on the deck and whipped to prevent them from diving into the sea and reaching their families on board of the Sea-Watch3 dinghies, which, in the meantime, had saved fifty-nine people. The patrol boat then headed away at full speed, disregarding of the fact that a shipwrecked person was clinging to a rope stretching out from a bulkhead. The Libyan coast guard did not even stop after the desperate and repeated warnings coming from the Italian Navy&#8217;s helicopter, although they were distinctly audible on the radio frequencies recorded by Sea-Watch 3.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3anc">iii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">«It was terrible, we saw the man shouting towards his wife and then diving into the water», said Gennaro Giudetti, «he clung to the rope that the Libyans used to bring the shipwrecked people on board, but in that moment the patrol boat leapt forward, dragging him away and we could not save him. The Libyans were violent and reckless, they beat the migrants with ropes and clubs, and &#8211; incredible as this may seem &#8211; they were throwing potatoes at us to make the rescue more difficult».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4anc">iv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is criminal behavior that violates international laws and the law of the sea, deriving from the will of Italian and European governments to block the arrival of refugees by delegating to Libya what would otherwise be a manifest practice of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><i>refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> forbidden by the European Convention of Human Rights.</span></span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> that the Italian Government be called to account to the European Parliament for the agreement reached between Italy and Tripoli on past 2 February,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5anc">v</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> in the light of the Decree through which the Italian Foreign Ministry allocated € 2.5 million to the Ministry of Interior to service four patrol boats and make them work efficiently, to be delivered to the Libyan authorities. These funds come from the 200 million euro allocation agreed by the Italian Parliament for the Africa Fund for Cooperation,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6anc">vi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> which is the reason why the Association for Juridical Studies on Immigration (ASGI) has notified submission of a complaint to the Lazio Regional Administrative Court against the Ministry of Foreign Affairs and the Ministry of the Interior.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7anc">vii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">We are worried about the fact that there is no control over the actual use of EU funds in Libya. This concern appears to be confirmed by the European Commission&#8217;s answer to the written question submitted to Parliament on 5 September by 21 MEPs in connection with the reports by Associated Press that the funds paid by Italy to the Tripoli government allegedly end up being received by the militias involved in trafficking human beings. The MEPs asked what guarantees there were that «the substantial support to the Libyan government, including through the Emergency Trust Fund for Africa and a project with a budget of € 46 million» would not end up in the hands of people traffickers.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8anc">viii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Commission&#8217;s answer was a tangle of hypothetical phrases that can be summarized as a paradox: there are no controls, but in case something should emerge from controls, then the EU programs would be suspended.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9anc">ix</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the Italian Government, as citizens of the Union, for a response which is proportionate to the seriousness of the facts &#8211; a response which even the Commissioner for Human Rights of the Council of Europe did not receive when, on 28 September, he asked for clarifications about the nature of the agreement with Libya and the returns it is causing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10anc">x</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Interior Minister Marco Minniti&#8217;s response was that it was not Italy who rejected people, but Libya which stopped them leaving.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11anc">xi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> Such an answer was «substantially meaningless and certainly disrespectful considering the knowledge of the actual policies of delegation, assistance and support by Italy to Libya, as well as the obstacle simultaneously placed in the way of the search and rescue efforts by NGOs operating in the central Mediterranean».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12anc">xii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">The Italian and European governments certainly know about the report by the Group of Experts on Libya of the United Nations Security Council (UNSMIL), which already listed «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitary fittings» one year ago, and stated that «human traffickers, the Libyan Illegal Immigration Department and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». According to UNSMIL, «the interceptions of migrant boats by the Libyan coast guard have entailed actions that may constitute arbitrary killings».</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13anc">xiii</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to evaluate, in the light of the authoritative series of reports on the seriousness of the situation in Libya,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14anc">xiv</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> the statements issued by representatives of the Italian Government and the European Commission on the positive nature of the agreement with Libya and its financing.</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15anc">xv</a></span></span></span></sup></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"><b>WE ASK</b></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> our representatives in the Italian and European institutions to act in order to obtain truth and justice about the thread which connects the deaths at sea on 11 October 2013 to those of 6 November 2017. The same agreement to prevent arrivals continues to kill, not only refugees in the Mediterranean Sea, but also democracy in our parliaments. This agreement – interrupted only by the Mare nostrum operation and, when it was disbanded, by the start of activities by NGOs in search and rescue operations – now displays in full its criminal side.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en">This is why we believe that listening to the testimony of the “shipwreck of children” on 11 October 2013 – by the person who reconstructed the shameful affair, journalist Fabrizio Gatti, and, if appropriate, the lawyers of the Syrian doctors who lost their children in the shipwreck,</span></span></span><sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: xx-small;"><span lang="en"><a class="sdendnoteanc" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16sym?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16anc">xvi</a></span></span></span></sup><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> – as well as listening to the testimony of the killings on 6 November 2017 by the human rights activist Gennaro Giudetti is a political and human act that can’t be postponed any longer. Like Giudetti, we strongly believe that the truth must be «shouted from the rooftops», to prevent it from overwhelming us. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">28 November 2017</span></span></p>
<div id="sdendnote1">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote1anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote1sym"><span style="color: #0000ff;">i</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.youtube.com/watch?time_continue=4&amp;v=_phI-f_yFXQ&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote2">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote2anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote2sym"><span style="color: #0000ff;">ii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.vita.it/it/article/2017/11/07/ministro-minniti-mi-incontri-le-racconto-lorrore/145020/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote3">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote3anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote3sym">iii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Trascript of the recording</span></span></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">:</span></span></span></strong></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:13 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Libyan coastguard, this is Italian Navy helicopter, people are jumping in the water. Stop your engine and please cooperate with Sea-Watch. Please, cooperate with Sea-Watch!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:01:33 [&#8230;] </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>This is Italian Navy helicopter, channel 16, we want you to stop now, NOW, NOW! Lybian coastguard, lybian coastguard, you have one person on the right side, please stop your engine! Stop your engine!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:03 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop your engine now! Stop your engine! You have [&#8230;] on right side, please, stop!</i></span></span></p>
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">00:02:17 </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><i>Stop! Stop! Stop! Stop your engine, stop your engine now. Stop your engine now, please!</i></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.youtube.com/watch?v=p4LU5-NoHVw&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><strong><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></strong></p>
</div>
<div id="sdendnote4">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote4anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote4sym"><span style="color: #0000ff;">iv</span></a><u><a href="http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff;">http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/07/news/migranti_almeno_30_dispersi_nell_ultimo_naufragio-180480763/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></u><b>.</b></p>
</div>
<div id="sdendnote5">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote5anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote5sym"><span style="color: #0000ff;">v</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italia-libia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.repubblica.it/esteri/2017/02/02/news/migranti_accordo_italialibia_ecco_cosa_contiene_in_memorandum-157464439/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote6">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote6anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote6sym"><span style="color: #0000ff;">vi</span></a> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote7">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote7anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote7sym"><span style="color: #0000ff;">vii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span lang="en">Lawyer Giulia Crescini explains: «We have asked for access to the files and we have seen that one of the ministry decrees concerns 2.5 million euros for the transportation and repairs of the patrol boats, money that hence forms part of the financing of the Libyan military apparatus». </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-italia-ricorso-fondi-cooperazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote8">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote8anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote8sym"><span style="color: #0000ff;">viii</span></a> Elly Schlein’s question to the European Commission, 5 September 2017. <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+WQ+E-2017-005531+0+DOC+XML+V0//IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote9">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote9anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote9sym"><span style="color: #0000ff;">ix</span></a> <span lang="en-GB">Barbara Spinelli: </span><span lang="en-GB"><i>Inadequate answer from the Commission. Two questions about Libya</i></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://barbara-spinelli.it/2017/11/09/insufficiente-risposta-della-commissione-due-interrogazioni-sulla-libia/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote10">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote10anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote10sym"><span style="color: #0000ff;">x</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rm.coe.int/letter-to-the-minister-of-interior-of-italy-regarding-government-s-res/168075baea?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote11">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote11anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote11sym"><span style="color: #0000ff;">xi</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2017/11/2017_10_11_lettera_Minniti_COE.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote12">
<p class="sdendnote"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote12anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote12sym"><span style="color: #0000ff;">xii</span></a></p>
<p class="sdendnote"><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://www.asgi.it/asilo-e-protezione-internazionale/libia-soccorsi-migranti/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span>.</p>
</div>
<div id="sdendnote13">
<p><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote13anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote13sym">xiii</a></span></span></p>
<p><sup></sup> <span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">United Nations Support Mission in Libya (UNMSIL) and Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights (OHCHR), </span></span></span></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>Detained and </i></span></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><i>dehumanized</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US">, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">13 december</span></span><b> </b><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">2016, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/Documents/Countries/LY/DetainedAndDehumanised_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote14">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote14anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote14sym"><span style="color: #0000ff;">xiv</span></a> <span style="font-size: medium;"><span lang="en">●</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en"> On 8 May 2017, the Attorney at the International Criminal Court Fatou Bensouda reports to the UN Security Council on human rights violations in Libya, saying she is «deeply alarmed by the reports that thousands of vulnerable migrants, including women and children, are detained in centers often in inhumane conditions». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://webtv.un.org/search/-fatou-bensouda-icc-prosecutor-on-the-situation-in-libya-security-council-7934th-meeting/5426325092001?term=bensouda&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">18 May 2017: </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">the German NGO Sea-Watch reports to the Hague</span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">International Criminal </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">Court the attempted ramming in international waters, by the Libyan Coast Guard, of their ship: while they were about to rescue some shipwrecked people, it opened fire at body height against a fishing vessel loaded with migrants and took migrants back to Libya, violating the principle of </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>non-refoulement</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">. </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><a href="https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://sea-watch.org/en/17246/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 1 June 2017, the Group of Experts about Libya of the United Nations Security Council published a report on «executions, acts of torture, deprivation of food, water and sanitation&#8217;, stating that «traffickers of human beings, the Libyan Department against illegal immigration and the Libyan Coast Guard are directly involved in human rights violations». </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Letter dated 1 June 2017 from the Panel of Experts on Libya established pursuant to resolution 1973 (2011) addressed to the President of the Security Council, §104.</i></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://reliefweb.int/sites/reliefweb.int/files/resources/N1711623.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">19 June 2017, Human Rights Watch states that «Libyan forces have shown an irresponsible attitude to endanger the people they are helping, and for this reason, Italy and other EU countries should not give up the control of rescue operations</span></span></span> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">in international waters to the Libyan forces». Judith Sunderland, EU: Delegating relief to Libya means putting lives at risk, </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;"><span lang="en-GB">https://www.hrw.org/it/news/2017/06/19/305148?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 20 June 2017, the UN Special Representative in Libya, Martin Kobler, said, in front of the European Parliament&#8217;s Foreign Affairs Committee (AFET): «It is not advisable to continue the formation of the Libyan Coast Guard without a vigilant international control. [&#8230;] On Youtube you can see everything, including the Libyan coast guards who block people and throw them into the water to drown, or they take them back to the beaches. The European Union should begin to reflect on how to avoid the violations committed by those who are trained by the European Union itself». Martin Kobler, </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>L’UE doit arrêter de former les garde-côtes libyens</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">!, </span></span></span></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://club.bruxelles2.eu/login/?_s2member_vars=catg..level..2..post..92279..LzIwMTcvMDYvbHVlLWRvaXQtYXJyZXRlci1kZS1mb3JtZXItbGVzLWdhcmRlLWNvdGVzLWxpYnllbnMtbWFydGluLWtvYmxlci8%3D&amp;_s2member_sig=1498912483-63cecc2e7e71c092e5dc074110ca679c&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><em><span style="color: #0000ff;"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><u>.</u></span></span></span></em></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">21 June 2017, Amnesty International warns the European institutions: «The EU is allowing the Libyan Coast Guard to take migrants and refugees back to the dry land in a country where illegal detentions, torture and rape are the rule. While strengthening the operations of the Libyan Coast Guard, the Union closes its eyes in the face of the serious risks inherent in this cooperation».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">https://www.amnesty.it/amnesty-international-sulla-richiesta-collaborazione-la-guardia-costiera-libica/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, the Upper Tribunal in London stated that it is not possible to enact repatriations to Libya, considering the level of violence present in the country, which is liable to endanger lives or safety of people. Upper Tribunal (Immigration and Asylum Chamber), The Immigration Acts. «The violence in Libya has reached such a high level that substantial grounds are shown for believing that a returning civilian would, solely on account of his presence on the territory of that country or region, face a real risk of being subject to a threat to his life or person».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.statewatch.org/news/2017/jun/uk-immigration-asylum-tribunal-zmm-v-home-sec-returns-to-libya-28-6-17.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">15 August </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">2017, Agnès Callamard, Special Rapporteur of the OHCHR on extrajudicial, summary or arbitrary executions, publishes a report stating that «some states rely on an extraterritoriality policy to stop migrants before they reach their territory and enter their control or jurisdiction [with reference to the informal summit on the Central Mediterranean held in Tallinn on 6 July 2017]. These policies may include assistance, funding and training of other country agencies for the arrest, detention, process, rescue or landing and repatriation of refugees and migrants. These policies raise serious concerns when the agencies or recipient states are held responsible for serious human rights violations, including the violation of the right to life». Unlawful death of refugees and migrants. Note</span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> by the Secretary General, 15 agosto 2017. </span></span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://undocs.org/A/72/335?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> , § 36, p. 17.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 14 November 2017, the UN High Commissioner for Human Rights, Zeid Ra&#8217;ad Al Hussein, declared «inhumane EU policy to assist the Libyan authorities in intercepting migrants in the Mediterranean and taking them back to the terrible prisons in Libya. The suffering of migrants detained in Libya is an outrage to the conscience of humanity».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.ohchr.org/EN/NewsEvents/Pages/DisplayNews.aspx?NewsID=22393&amp;LangID=E&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p>● <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 17 November 2017, “L’Avvenire” publishes the news of a «joint Italo-Libyan coordination on the SAR front». </span></span></span><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://cartadiroma.waypress.eu//RassegnaStampa/LeggiArticolo.aspx?codice=SIM5021.TIF&amp;subcod=20171117&amp;numPag=1&amp;&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<div id="sdendnote15">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote15anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote15sym"><span style="color: #0000ff;">xv</span></a> <span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 28 June 2017, High Representative Federica Mogherini, in response to a parliamentary question, in the name of the European Commission, reaffirmed the support, also financial, to the Libyan Coast Guard with an oxymoron that the 6 November massacre makes unacceptable: «The EU finances the training of the Libyan Coast Guard and supports the rights-based management of migration in Libya».</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.europarl.europa.eu/sides/getAllAnswers.do?reference=E-2017-001542&amp;language=IT&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">On 8 November 2017, two days after the massacre off the Libyan coast, Italian Prefect Mario Morcone, head of the Cabinet of the Interior Ministry and Advisor of Minister Minniti, said: «I don’t care about stupid things Amnesty International or the person responsible for European human rights (Council of Europe Human Rights Commissioner, ndr)say. Italy has never sent anyone back to Libya. We only allowed the Libyan Coast Guard to rescue people and take them back to Libya, but the Libyan Coast Guard did so, Italian ships did not».</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/554175/Polemica-Morcone-Caritas-Falsita-sulla-Libia-l-Italia-non-respinge?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">. </span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">An access to documents request on the number of returns to each country, from May 2016 to May 2017, submitted by the ADIF (Associazione Diritti e Frontiere) Association, the answer was that the returns from Italy to Libya were 60, corresponding to Libyan citizens (5 women and 55 men).</span></span></span></p>
</div>
<div id="sdendnote16">
<p align="JUSTIFY"><a class="sdendnotesym" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-admin/post-new.php#sdendnote16anc?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="sdendnote16sym"><span style="color: #0000ff;">xvi</span></a><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"> I</span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB">n the documentary </span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"><i>Un unico destino</i></span></span></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-GB"> (“One unique Fate”), published on 14 October 2017, Italian reporter Fabrizio Gatti reconstructed the shipwreck on 13 October 2013, in which 268 Syrian refugees fleeing the war, including 60 children, died in a boat which sank, riddled with bullets by a Libyan unit: a massacre caused by the voluntary omission of rescue by the Italian Navy, whose patrol boat Libra, which was 45 minutes away from the scene of the shipwreck, intervened more than five hours after the request for help, urged and compelled to do so by the Maltese Navy.</span></span></span> <span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-family: Cambria;"><span style="color: #0000ff; font-size: medium;">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2013/11/07/news/la-verita-sul-naufragio-di-lampedusa-quella-strage-si-poteva-evitare-1.140363?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></u></span><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p lang="en-GB" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;">On 13 November 2017, after many applications to dismiss the case, the Judge for Preliminary Investigations in Rome ruled that the commander of the Operational Room of the Italian Navy and his colleague of the Coast Guard have to be prosecuted for negligence of duty and manslaughter, granting a large part of the requests of the victims’ families, represented by lawyers Alessandra Ballerini, Emiliano Benzi and Arturo Salerni. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #0000ff;"><u><span style="font-family: Cambria;"><span style="font-size: medium;"><a href="http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://espresso.repubblica.it/inchieste/2017/11/13/news/strage-dei-bambini-le-motivazioni-del-giudice-quegli-ufficiali-hanno-ritardato-i-soccorsi-1.314253?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></u></span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2017 06:31:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto &#160; Strasburgo, 12 settembre 2017 &#160; &#160; Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo dopo la dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Barbara Spinelli: Africa prigione a cielo aperto</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Strasburgo, 12 settembre 2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9321" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/08/th-157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="162" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Barbara Spinelli è intervenuta nel corso della seduta Plenaria del Parlamento europeo dopo la dichiarazione del Vicepresidente della Commissione/Alto rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza Federica Mogherini, sui “Recenti sviluppi in materia di migrazione”.<strong><br />
</strong></em></p>
<p><em>Di seguito l’intervento:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Immagino che il vicepresidente Mogherini conosca i moniti dell’Alto Commissariato Onu e di Medici senza frontiere, a proposito degli effetti degli accordi di Parigi su Libia, Ciad e Niger. Nei moniti si parla di campi di detenzione libici dove i migranti subiscono violenze e morte. L’allarme delle Ong concerne anche il controllo da parte del Ciad e del Niger delle rotte di fuga, a Sud della Libia. Saranno loro – assistiti da forze europee – a controllare le oasi dove le carovane si fermano per dissetarsi. Le nuove rotte saranno minate o prive di pozzi d’acqua.</p>
<p>La verità è che l’Africa diverrà una nostra prigione, dalle inaudite proporzioni, che co-finanziamo. E la cosa più impressionante è che l’Unione è al corrente di questo. Non ignora che l’80 per cento degli sfollati già è in Africa. Che in Europa arriva una parte minima. Che la Libia non ha firmato la convenzione di Ginevra.</p>
<p>Ciononostante, l’Unione si rallegra della diminuzione dei flussi, degli<em> smuggler</em> beffati. Questo rallegrarsi è il capitolo più nero della sua storia presente. Nei comunicati, l’ipocrisia giunge sino a sostenere che questo avverrà rispettando i diritti dell’uomo. Definire “inaccettabili” i centri di detenzione libici è del tutto insensato, Signora Mogherini, visto che l’Unione li ha accettati.</p>
<p>La cosa sicura è che l’Unione non potrà dire, quando sarà chiamata a render conto – perché prima o poi lo sarà: “Non sapevamo”».</p>
<p>_______________________________________________________</p>
<p><strong>Trasmettiamo, inoltre, alla vostra attenzione il discorso integrale sullo stato dell’Unione europea 2017 pronunciato pochi giorni fa dal Presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker davanti al Parlamento europeo.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il documento contiene anche la lettera di intenti indirizzata al Presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e al Primo Ministro estone Jüri Ratas, nella quale vengono illustrate nel dettaglio le azioni legislative ed il programma di lavoro della Commissione del 2018.</p>
<p>Per leggere il documento, cliccare su questo link:</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/juncker_soua-2017_letter.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">juncker_soua-2017_letter</a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei conflitti più drammatici e gravi al mondo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2017 08:40:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;appello ai parlamentari italiani presentato il 21 giugno alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento umanitario. Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><span style="color: #111111; font-size: large;">L&#8217;appello ai parlamentari italiani presentato il 21 giugno alla Camera da Reti e associazioni della pace, dei diritti umani e dell’intervento umanitario.<br />
Le bombe italiane fanno stragi di civili in Yemen, alimentando uno dei conflitti più drammatici e gravi al mondo<br />
</span></em></p>
<div>
<p>Presentata a Roma, in una partecipata conferenza stampa alla Camera dei Deputati, la proposta di mozione parlamentare predisposta da alcune organizzazioni e reti della società civile italiana a riguardo del conflitto in Yemen.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/yemen-guerra-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9102" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/yemen-guerra-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="800" height="540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/yemen-guerra-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/yemen-guerra-1-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/yemen-guerra-1-768x518.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></p>
<div>
<p>«Si fermino le forniture militari verso Arabia Saudita e propri alleati» è il punto principale della proposta, lanciata da Amnesty International Sezione Italiana, Fondazione Finanza Etica, Movimento dei Focolari in Italia, Oxfam Italia, Rete Italiana per il Disarmo, Rete per la Pace. Il testo di mozione riprende e rilancia quello della Risoluzione votata dal Parlamento Europeo (a febbraio 2016 e a metà giugno 2017) che per ben due volte ha richiesto di «avviare un’iniziativa finalizzata all’imposizione da parte dell’UE di un embargo sulle armi nei confronti dell’Arabia Saudita, tenuto conto delle gravi accuse di violazione del diritto umanitario internazionale da parte di tale paese nello Yemen».</p>
<p>Nel corso della conferenza stampa sono stati richiamati da Archivio Disarmo i dati delle forniture militari italiane verso Arabia Saudita e Medio Oriente, mentre Amnesty International Italia, Ofxam Italia e Medici Senza Frontiere hanno evidenziato le drammatiche situazioni umanitarie e di violazione dei diritti umani in Yemen, in particolare ricordando gli attacchi subiti dagli ospedali in questi due anni di guerra e la situazione socio-sanitaria completamente degenerata (da cui è derivata l’attuale epidemia di colera).</p>
<p>Dopo aver illustrato il contenuto dell’Appello ai parlamentari, e i dati riportati anche nel testo di Mozione, si è dato spazio al «Comitato Riconversione RWM per la pace, il lavoro sostenibile, la riconversione dell’industria bellica, il disarmo» composto da oltre 20 organizzazioni della Sardegna che ha riportato all’attenzione nazionale le azioni locali per la riconversione produttiva dell’industria bellica nel Sulcis Iglesiente. Iniziativa derivata proprio come azione territoriale di reazione alla produzione e vendita di ordigni della RWM Italia verso l’Arabia Saudita.</p>
<p>Hanno poi portato sostegno alle iniziative in programma i rappresentanti di Fondazione Finanza Etica, Rete della Pace, Movimento dei Focolari in Italia, Rete Italiana per il Disarmo.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1070.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-9103 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1070.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="150" /></a></p>
<div>
<p>Nel corso dell’incontro si è infine ricordato che secondo il “<i>Rapporto finale del gruppo di esperti sullo Yemen</i>” inviato lo scorso 27 gennaio 2017 al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, dichiara che «Il conflitto ha visto diffuse violazioni del diritto umanitario internazionale da tutte le parti in conflitto. Il gruppo di esperti ha condotto indagini dettagliate su questi fatti ed ha motivi sufficienti per affermare che la coalizione guidata dall’Arabia Saudita non ha rispettato il diritto umanitario internazionale in almeno 10 attacchi aerei diretti su abitazioni, mercati, fabbriche e su un ospedale». Da qui la richiesta di compiere azioni che riportino al centro i principi e le prescrizioni della normativa italiana (legge 185/90) e del Trattato sul Commercio delle Armi ratificato dall’Italia nel luglio 2014:</p>
<p>Bloccare l’esportazione di armi all’Arabia Saudita e a tutti Paesi coinvolti nel conflitto armato in Yemen<br />
Attivare e finanziare il fondo per la riconversione previsto nella stessa legge 185/90 contemporaneamente ad una discussione pubblica sull’impatto del complesso militare-industriale</p>
<p><b>Alcune dichiarazioni dei referenti delle organizzazioni promotrici dell’Appello ai parlamentari</b></p>
<p>“<i>La situazione oggi in Yemen è più che drammatica: un conflitto sporco che va avanti da più di due anni e di cui conosciamo poco forse anche perché pochi saranno i profughi che verranno in Italia da quelle zone. E così il disinteresse è generale! Una situazione che deve finire, per salvaguardare i diritti umani della popolazione yemenita”</i></p>
</div>
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		<title>Libertà per gli uomini e le donne dell’HDP, fuori la Turchia dal Consiglio d’Europa, canali umanitari per i profughi</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/11/06/liberta-per-gli-uomini-e-le-donne-dellhdp-fuori-la-turchia-dal-consiglio-deuropa-canali-umanitari-per-i-profughi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sun, 06 Nov 2016 07:57:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fonte: (A-dif.org) http://www.a-dif.org/2016/11/05/liberta-per-gli-uomini-e-le-donne-dellhdp-fuori-la-turchia-dal-consiglio-deuropa-canali-umanitari-per-i-profughi/ Gli arresti di parlamentari e dei vertici del partito HDP segnano il punto di non ritorno dell’involuzione autoritaria voluta da Erdogan dopo il tentativo fallito di colpo di stato. In Turchia&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="entry-title"></h1>
<p class="entry-meta"><span class="byline"><span class="author vcard">Fonte: (A-dif.org) <a href="http://www.a-dif.org/2016/11/05/liberta-per-gli-uomini-e-le-donne-dellhdp-fuori-la-turchia-dal-consiglio-deuropa-canali-umanitari-per-i-profughi/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.a-dif.org/2016/11/05/liberta-per-gli-uomini-e-le-donne-dellhdp-fuori-la-turchia-dal-consiglio-deuropa-canali-umanitari-per-i-profughi/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span></span></p>
<div class="entry-content">
<p>Gli arresti di parlamentari e dei vertici del partito HDP segnano il punto di non ritorno dell’involuzione autoritaria voluta da Erdogan dopo il tentativo fallito di colpo di stato. In Turchia è la fine dello stato di diritto e delle libertà democratiche. Le regioni curde sono in stato di guerra sotto coprifuoco. Al confine con la Siria si spara sui profughi. Sono stati bloccati i social media e le manifestazioni dell’opposizione vengono represse nel sangue.</p>
<p>Il progetto del regime è ben definito dal suo agire. Da una parte l’AKP, il partito di Erdogan, si va sempre più configurando nella sua matrice nazionalista-islamista, per togliere consenso ai concorrenti nello stesso alveo di voti e garantirsi maggiore appoggio popolare. Dall’altra, la demolizione sistematica dei luoghi che hanno segnato la storia della nascita della Turchia laica di Ataturk, con tutte le sue contraddizioni (è recente l’avvio della demolizione del mausoleo e l’abbattimento degli alberi di <a href="http://www.repubblica.it/esteri/2016/11/02/news/gezi_park_e_l_edificio_ataturk_verso_la_demolizione-151136143/?ref=search&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Gezi Park</strong></a> per far posto a una moschea e a una caserma) si coniuga con il tentativo di estirpare l’HDP, partito composto da curdi e da esperienze della sinistra politica e sociale turca.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2298 alignleft" src="http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/fighen.jpg?resize=300%2C157&utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/fighen.jpg?resize=300%2C157&utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/fighen.jpg?resize=768%2C402&utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/fighen.jpg?resize=1024%2C536&utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/fighen.jpg?w=1200&utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" alt="fighen" width="300" height="157" />I due copresidenti dell’HDP, entrambi arrestati benché parlamentari (l’immunità è stata revocata con legge dello Stato ben prima del golpe, anche per reati di opinione) sono il simbolo di una Turchia diversa. La giornalista <strong>Figen Yüksekdağ</strong> (nella foto) è stata recentemente in Italia, ospite di Rifondazione Comunista, e ha incontrato giornalisti e parlamentari, tra cui il presidente del Comitato per la Tutela dei Diritti Umani Luigi Manconi, a cui ha di fatto predetto ciò che sarebbe avvenuto da lì a pochi mesi. Poi è ripartita per Istanbul, dove avrebbe dovuto attendere una coincidenza (aerea?) per Ankara. Confidava di poter rivedere casa, è stata invece arrestata in un’operazione di “controterrorismo”.</p>
<p>Il governo di Erdogan si è arrogato persino il potere di sostituire i giudici e gli avvocati durante i processi, quando la piega dei procedimenti non risulta gradita. Le ultime voci libere sono sul punto di essere ridotte al silenzio. Il fascismo turco sta assumendo una dimensione popolare che ricorda l’albore dei nazifascismi europei costruiti sul consenso di masse sempre più ampie. Lo sbocco di quell’esperienza storica fu la seconda guerra mondiale. Oggi la Turchia rischia di diventare la miccia capace di far deflagrare il conflitto globale già in corso. La Turchia, che rischia di precipitare nella guerra civile a causa delle scelte di Erdogan, è tuttora un paese in cui persistono fortissime diseguaglianze sociali. Ripetendo vecchi schemi anziché affrontare le cause del disagio generalizzato, si cerca il capro espiatorio nelle retoriche della sicurezza, nell’espansionismo verso un “impero ottomano”, nell’etnicizzazione dei problemi (non solo in chiave anti curda) e si invoca uno “Stato forte” che riporti l’antico ordine.</p>
<p><strong>Ormai in Turchia si può davvero parlare di un contro golpe. Secondo i dati forniti nel corso dell’estate da Amnesty, dopo il tentativo fallito di putch del 15 luglio sarebbero stati emessi ordini di cattura nei confronti di 89 giornalisti, 40 dei quali sono stati arrestati. </strong>Da allora, il numero di coloro, volendo garantire libertà di informazione, hanno subito un simile provvedimento si è oltremodo ampliato. Il secondo decreto dello stato d’emergenza, dopo quello che aveva esteso da 4 a 30 giorni la detenzione preventiva, ha comportato la <strong>chiusura di 131 organi d’informazione, tanto che la libertà d’espressione già di per sé scarsa è oggi effettivamente uccisa, con l’alibi dell’“attentato alla sicurezza dello Stato” e dei “legami con il terrorismo”</strong>. Non è possibile dare dati definitivi, le chiusure di giornali e gli arresti indiscriminati degli oppositori si susseguono giorno dopo giorno, ed è prevedibile che da questa nuova ondata repressiva possano scattare a valanga ulteriori provvedimenti di privazione generalizzata di ogni libertà.</p>
<p><strong>In base ai dati forniti da Amnesty, da quando Erdogan è tornato nel pieno possesso dei suoi poteri sono state uccise almeno 208 persone</strong> e ne sono state<strong> ferite oltre 1400</strong>. Sono state <strong>arrestate oltre 15.000 persone</strong>, e più di<strong> 50.000 sono state sospese o rimosse dal proprio incarico. Tra queste </strong>giudici, procuratori, funzionari di polizia. La situazione nei territori curdi è catastrofica, non si riesce neppure a stilare una lista dei nomi delle vittime. Decine i sindaci destituiti e tanti i paesi e le città in regime di occupazione militare. Ma la dittatura è calata su tutta la Turchia.</p>
<p><strong>Nell’intero paese, oltre 1000 scuole private sono state chiuse</strong> e 138.000 alunni sono stati trasferiti nelle scuole di stato. <strong><a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2016/07/21/turchia-un-appello-in-difesa-della-liberta-dei-docenti/2923767/?utm_source=rss&utm_medium=rss">I loro docenti sono stati licenziati</a></strong>, molti si sono visti ritirare il passaporto e altri – non diversamente da giudici e avvocati, nel mirino del governo – sono stati privati di tutti i beni. Secondo le informazioni raccolte da Amnesty, i <strong>detenuti </strong>in custodia di polizia a Istanbul e Ankara sono<strong> costretti a rimanere fino a 48 ore in posizioni che provocano dolore fisico, sono privati di cibo, acqua e cure mediche, insultati e minacciati e, in diversi casi, sottoposti a brutali pestaggi e torture, </strong>tra cui lo stupro. La Turchia ha sospeso la giurisdizione della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo. Erdogan non riconosce più i giudici della Corte di Strasburgo che da anni continuano a condannare la Turchia per violazioni dempre più gravi dei diritti umani. Il Consiglio d’Europa deve reagire a questa mossa liberticida e sanzionare la Turchia con la misura dell’esclusione immediata.</p>
<p><strong>Quello che succede oggi in Turchia è anche conseguenza dell’indifferenza e della complicità dell’Unione Europea e dei paesi occidentali rispetto alle gravissime violazioni dei diritti umani che si verificano da anni in quel paese. </strong>I massacri ai danni della popolazione civile curda e gli arresti di giornalisti, docenti, avvocati e semplici cittadini che sono stati accusati di simpatizzare per il PKK sono stati ignorati da una comunità internazionale interessata solo a sfruttare la posizione strategica della Turchia nei tanti conflitti regionali che la circondano ed a esternalizzare i controlli di frontiera per delegare a Erdogan il compito di garante delle frontiere esterne dell’Unione Europea.</p>
<p>Intere regioni del territorio turco, ovunque abitino comunità curde, sono sottoposte da tempo a rastrellamenti e non si contano i casi di sparizioni forzate, torture e stupri da parte di squadre speciali o di elementi dell’esercito turco. Vittime di queste azioni sono tutte le minoranze etniche, politiche e religiose: iazidi, turcomanni, caldei, cristiani e chiunque appaia pericoloso agli occhi del sovrano.</p>
<p>Ai confini con la Siria, truppe che rispondono al governo di Erdogan hanno aperto il fuoco su profughi siriani in fuga dalle violenze dell’ISIS e dai bombardamenti di Assad. Di fatto, l’esercito turco fa parte dell’alleanza che in Iraq sta tentando di riconquistare la città di Mosul, non già per strapparla all’Isis ma perché, secondo il sogno di Erdogan, Mosul è città turca come lo è un’ampia fascia del territorio siriano. Un progetto espansionistico prima sostenuto dall’occidente e oggi non osteggiato dalla Russia, per cui la Turchia sembra non incontrare ostacoli. La grande Turchia potrebbe sorgere su questo spargimento di sangue, continuando ad essere un carcere a cielo aperto per chi fugge dalle guerre.</p>
<p>Già da tempo era impossibile considerare la Turchia un “paese terzo sicuro” verso cui respingere i richiedenti asilo e concludere accordi per contrastare quella che viene definita “immigrazione illegale”, tuttavia – ignorando quanto i media democratici turchi denunciavano da anni – si è concluso a tutti i costi un accordo tra Unione Europea e Turchia che adesso Erdogan mette all’incasso alzando il prezzo del ricatto e chiedendo l’abolizione dell’obbligo di visto per i cittadini turchi che intendano recarsi in Europa.</p>
<p>Viene rivendicata la libertà di circolazione in Europa per i cittadini turchi, al centro degli accordi del 18 marzo scorso con l’Unione Europea, in cambio del fermo dei siriani, mentre vengono revocati migliaia di passaporti a persone che sono soltanto sospettate di opposizione politica rispetto alla svolta fascista di quello che si avvia a diventare un vero e proprio califfo. D’altra parte sono noti i favori che il regime turco ha fatto ai terroristi di ISIS quando ha permesso loro rifornimenti e zone franche di movimento, per colpire alle spalle i curdi che avevano liberato le città del Rojava.</p>
<p><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-2303 alignleft" src="http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/erdogan-putin-.jpg?resize=300%2C150&utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" srcset="http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/erdogan-putin-.jpg?resize=300%2C150&utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, http://i2.wp.com/www.a-dif.org/wp-content/uploads/2016/11/erdogan-putin-.jpg?w=620&utm_source=rss&utm_medium=rss 620w" alt="erdogan-putin" width="300" height="150" />In Turchia è <strong>stato di polizia</strong>. Non sono più solo gli oppositori filo curdi ad essere nel mirino. Si può essere arrestati perché inseriti in una lista di proscrizione, perché si è magistrati o avvocati indipendenti, perché si fa il mestiere di giornalista, perché si insegna in una scuola privata, perché si sono fatte dichiarazioni scomode in un’aula universitaria, e scomparire per sempre senza neppure poter comunicare con gli avvocati e con le famiglie. Le epurazioni all’interno delle forze armate stanno completando la fascistizzazione dello stato. Il dibattito sulla reintroduzione della pena di morte rischia a questo punto di essere un paravento dietro al quale si nasconderà la completa trasformazione dello stato turco in una dittatura personale ad ampio sostegno popolare. Se si vuole dare una risposta efficace ad Erdogan e ai suoi sponsor internazionali, dagli emirati del Qatar alla <a href="http://www.b92.net/eng/news/world.php?yyyy=2016&amp;amp;mm=07&amp;amp;dd=21&amp;amp;nav_id=98678&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Russia di Putin</strong></a>, occorre una politica internazionale che offra soluzioni al conflitto siriano, riconosca l’autonomia del popolo curdo, sostituisca le iniziative diplomatiche ai bombardamenti aerei che in Iraq ed Afghanistan possono solo cementare solidarietà tra gli estremismi.</p>
<p>L’Unione Europea dovrebbe recuperare una presenza unitaria sullo scenario internazionale e rispettare rigorosamente lo stato di diritto all’interno e fuori dei suoi confini.</p>
<p>Sarà molto importante la risposta che daranno gli Stati europei alle richieste di asilo provenienti da cittadini turchi. Ogni diniego potrebbe significare una legittimazione del regime di Erdogan e delle violenze che sta perpetrando. La Germania di Angela Merkel, adesso nel mirino di Erdogan, dovrebbe riconoscere il colossale errore commesso quando a Bruxelles e a Berlino si è pensato di mettere in mano al governo turco la politica estera europea in materia di immigrazione, concedendo 6 miliardi di euro per chiudere la rotta balcanica. Vediamo oggi con quali risultati.</p>
<p>La Turchia va espulsa dal Consiglio d’Europa perché ha denunciato la giurisdizione della Corte Europea dei diritti dell’Uomo per sottrarsi alle condanne che potrebbe ricevere, più spesso che in passato, dalla Corte di Strasburgo. La Grecia e gli altri paesi europei devono rispettare i Trattati internazionali, la Convenzione di Ginevra, i Regolamenti e le Direttive europee che garantiscono il diritto alla protezione internazionale e vietano trattamenti inumani o degradanti. Nessuno <a href="https://www.left.it/2016/07/22/il-suicidio-della-politica-realista-che-baratta-liberta-e-diritti/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>scambio</strong></a> è possibile tra il rispetto della dignità umana e ragioni economiche o militari.</p>
<p>Sulla base di quello che è successo in questi ultimi giorni, <a href="http://www.statewatch.org/analyses/no-289-eu-turkey-legal-analysis.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>l’accordo</strong></a> stipulato tra Unione Europea e Turchia, che già appariva in contrasto con le Direttive europee in materia di protezione internazionale e con il Regolamento frontiere Schengen n. 562 del 2006, risulta ancora più in contrasto con le Carte internazionali che dovrebbero garantire i diritti fondamentali della persona umana, oltre che con le <a href="http://statewatch.org/news/2016/jun/eu-turkey-second-progress-report.htm?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>norme europee</strong></a> in materia di rimpatri e di accesso alla procedura di asilo.</p>
<p>Alla luce degli arresti di massa in Turchia, si può escludere che il governo di Erdogan possa adempiere le condizioni previste dagli accordi stipulati con l’Unione Europea. L’avvicinamento tra Turchia e Russia dopo il fallito colpo di stato getta un’ombra sinistra sui futuri rapporti tra la Turchia e l’Unione Europea. <strong>Che ruolo potrà avere un’Unione priva di una politica estera comune e preoccupata soltanto dall’arrivo di altri richiedenti asilo? L’Unione Europea non ha ancora una lista di “paesi terzi sicuri” vincolante per tutti gli stati e non può imporre alla Grecia il respingimento di siriani che siano entrati irregolarmente nel suo territorio. Come reagirà alla probabile denuncia degli accordi da parte di Erdogan?</strong></p>
<p><strong>Oppure abolirà l’obbligo di visto per i cittadini turchi che Erdogan deciderà di far arrivare in Europa, selezionandoli naturalmente tra i suoi sostenitori, perché agli altri sta ritirando i passaporti?</strong></p>
<p><strong>Quanto riusciranno a pesare le critiche che gli stati europei stanno rivolgendo al califfo turco, sul piano delle pesanti violazioni dei diritti umani di cui si sta macchiando?</strong></p>
<p>L’Unione Europea deve sospendere immediatamente tutte le misure attuative dell’accordo stipulato con la Turchia il 18 marzo scorso, bloccare tutte le trattative per l’ingresso della Turchia in Europa e predisporre missioni di soccorso e centri di accoglienza per i profughi, non solo siriani, nel Dodecaneso e nei Balcani.</p>
<p>O ci si prepara oggi, o ci troveremo, tra qualche mese, di fronte a una nuova emergenza umanitaria. Nessuno si illuda che Erdogan non ritorni a usare l’arma del ricatto sui profughi. Non basterà, allora, il <strong><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-3901452/Austria-sends-soldiers-Hungary-s-border-Serbia-following-Turkish-threats-ABANDON-deal-stem-flow-migrants-Europe.html?ITO=1490&amp;ns_mchannel=rss&amp;ns_campaign=1490&utm_source=rss&utm_medium=rss">muro di soldati</a> </strong>che l’Austria sta erigendo ai suoi confini con la Serbia e la Croazia.</p>
<p>Rimane sempre più incerta la sorte dei cittadini siriani presenti in Turchia, oltre tre milioni di persone. Si vedrà se Erdogan continuerà a usarli come arma di ricatto nei confronti dell’Unione Europea, riaprendo la possibilità di fuga, o se rispetterà l’accordo chiuso con la Merkel e poi ratificato dall’Unione. In Turchia, in Grecia e in Bulgaria, per queste persone, alla vigilia di un inverno che si preannuncia durissimo, sarà comunque catastrofe umanitaria.</p>
<p>Secondo alcuni osservatori, il piano di Erdogan in materia è semplicemente diabolico: per una parte dei richiedenti asilo, quelli più compatibili con il suo regime, la prima tappa potrebbe essere quella di ampliare i permessi di soggiorno per motivi di lavoro, in maniera tale da divenire concorrenziali con i lavoratori turchi e far crollare ogni velleità di opposizione politica dei sindacati. Ma l’asticella del ricatto potrebbe spostarsi più in alto: trasferire i rifugiati nelle aree occidentali del paese, causando una vera e propria modifica demografica, per poi cominciare a concedere a una parte dei siriani la cittadinanza turca. In pratica, ad accordo con l’UE a regime, i “neo-turchi” potrebbero spostarsi in Europa sensa bisogno di visto. Una minaccia con cui ottenere dall’Europa altri soldi e mano libera nei propri progetti.</p>
<p>Molti cittadini europei, insieme ai partiti populisti che raccolgono consensi sempre più ampi, non vogliono più accogliere profughi e i nuovi rapporti strategici tra Turchia e Russia rischiano di legittimare la politica di Erdogan e di allontanare le speranze di pace in Siria, o in quello che ne rimane. <strong>Occorrono canali legali di ingresso in Europa. Gli accordi con le dittature – come le intese tra Unione europea e stati africani, maturate nell’ambito del Processo di Khartoum – hanno già dimostrato effetti fallimentari e insostenibili dal punto di vista umanitario, con un aumento insostenibile delle vittime.</strong></p>
<p>Se le minacce di Erdogan nei confronrti dell’Unione europea avranno seguito, le politiche di <a href="http://www.lavoce.info/archives/42182/porte-girevoli-nel-controllo-delle-frontiere-europee/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>subordinazione</strong></a> nei confronti di stati che non rispettano gli standard minimi di garanzia dei diritti umani potrebbero cominciare a produrre effetti devastanti in territorio europeo. Se ne accorgerebbero forse anche quei cittadini che continuano a sostenere governi che predicano la pace e la sicurezza e si pongono a fianco dei dittatori e dei califfati, fornendo armi e supporto politico per diffondere odio, guerra e distruzione nel mondo.</p>
<p>Da tempo, in buona parte del pianeta, governano novelli apprendisti stregoni capaci di elaborare progetti tattici di breve durata che innescano rapidamente meccanismi non più controllabili, con il risultato di risvegliare moloch antichi e di divenire portatori endemici di guerra. Nel frattempo nelle piazze turche e di mezza Europa, ma ovviamente nel silenzio mediatico, si protesta contro l’avvento di questo nuovo fascismo. Le dichiarazioni di Junker, secondo cui la Turchia in questa maniera si allontana dall’Europa sono insufficienti, la Danimarca ha richiamato l’ambasciatore ma è ancora nulla rispetto alla gravità della situazione.</p>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/06/liberta-per-gli-uomini-e-le-donne-dellhdp-fuori-la-turchia-dal-consiglio-deuropa-canali-umanitari-per-i-profughi/">Libertà per gli uomini e le donne dell’HDP, fuori la Turchia dal Consiglio d’Europa, canali umanitari per i profughi</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Barbara Spinelli e Marie-Christine Vergiat scrivono ai ministri italiani dell’Interno e degli Affari esteri: «Sia fatta luce sul rimpatrio forzato di 40 profughi sudanesi e sulla natura degli accordi, anche finanziari, tra Italia e Sudan»</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2016 14:49:42 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6901" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/th-21.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Le eurodeputate Barbara Spinelli e Marie-Christine Vergiat hanno inviato una lettera sottoscritta da 23 parlamentari europei al ministro dell’Interno italiano Angelino Alfano, al ministro degli Affari esteri Paolo Gentiloni, al capo della Polizia di Stato Franco Gabrielli – e per conoscenza all’Alto Commissariato per i Rifugiati dell’ONU e all’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni – a proposito del rimpatrio forzato di 40 cittadini sudanesi avvenuto lo scorso agosto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Tale espulsione di massa», scrivono, «ha portato alla luce l’esistenza di un Memorandum d’intesa con il Sudan sottoscritto il 3 agosto a Roma dal capo della polizia italiana Franco Gabrielli e dal suo omologo sudanese, generale Hashim Osman Al Hussein, alla presenza di funzionari del ministero dell&#8217;Interno e del ministero degli Affari esteri. Un accordo tenuto a lungo segreto, mai discusso né ratificato dal Parlamento italiano, che prevede la collaborazione delle polizie dei rispettivi Paesi nella gestione delle migrazioni e delle frontiere».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In cambio dell’erogazione di 1,8 miliardi di euro da parte del Fondo Fiduciario per l’Africa (EUTF), cui l’Italia contribuisce con 10 milioni di euro, «dittature come quella sudanese diventano partner dell’Unione nel processo di esternalizzazione del controllo delle frontiere, ricevendo finanziamenti che mescolano in maniera molto rischiosa gli aiuti allo sviluppo e misure probabilmente repressive contro i migranti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La cosa è particolarmente preoccupante, affermano le eurodeputate, perché «secondo numerose fonti, tra i beneficiari dei Fondi europei per la gestione dei flussi migratori ci saranno le milizie <em>Janjawid</em>, note per la pulizia etnica attuata nel Darfur. Quel che si teme è che simili accordi, anche con il contributo di tali milizie, abbiano come scopo non dichiarato quello di impedire ai profughi eritrei, etiopi e sudanesi di raggiungere la Libia e attraversare il Mediterraneo». Non va dimenticato che la Corte penale internazionale ha emesso un mandato di arresto contro il Presidente del Sudan Omar al-Bashir per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I parlamentari europei co-firmatari della lettera ricordano che il mancato passaggio del Memorandum d’intesa alle Camere costituisce una violazione dell’art. 80 della Costituzione italiana e chiedono che «sia fatta luce sulla natura degli accordi, anche finanziari, con il Sudan. In questo ambito ricordiamo che il fondo fiduciario UE per l’Africa è in gran parte finanziato con fondi per lo sviluppo, e che questi ultimi non devono essere condizionati a politiche di controllo e dissuasione dei flussi migratori».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;"><i>Alla cortese attenzione: </i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">del Ministro dell’Interno </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">on. Angelino Alfano</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">del Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">on. Paolo Gentiloni</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">del Capo della Polizia di Stato, direttore generale della Pubblica Sicurezza</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">Prefetto Franco Gabrielli</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;"><i>e per conoscenza:</i></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">all’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">dott. Filippo Grandi,</span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">al Direttore generale dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM) </span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-size: small;">ambasciatore William Lacy Swing</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Bruxelles, ottobre 2016</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Gentili Onorevoli Angelino Alfano e Paolo Gentiloni, gentile Prefetto Franco Gabrielli,</span></p>
<p><span style="font-size: small;">ci rivolgiamo a voi in merito al rimpatrio forzato avvenuto lo scorso 24 agosto di 40 profughi sudanesi arrestati a Ventimiglia e dintorni, condotti all’aeroporto di Torino-Caselle e caricati su un volo charter Egyptair con destinazione Khartoum.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Tale espulsione di massa, la cui legittimità è stata contestata da associazioni, ong e parlamentari, ha portato alla luce l’esistenza di un</span><span style="font-size: small;"> Memorandum d’intesa con il Sudan</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote1sym" name="sdfootnote1anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">1</span></sup></a><span style="font-size: small;"> sottoscritto il 3 agosto a Roma dal capo della polizia italiana Franco Gabrielli e dal suo omologo sudanese, generale Hashim Osman Al Hussein, alla presenza di funzionari del ministero dell&#8217;Interno e del ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Un accordo tenuto a lungo segreto, mai discusso né ratificato dal Parlamento italiano, che prevede la collaborazione delle polizie dei rispettivi Paesi nella gestione delle migrazioni e delle frontiere. Il comunicato diffuso dall&#8217;Ambasciata italiana a Khartoum precisa che l’accordo «si iscrive nel più ampio quadro di cooperazione tra Sudan e Unione Europea sui temi migratori: in particolare il Processo di Khartoum, lanciato in Italia nell&#8217;autunno del 2014, e il Fondo fiduciario d&#8217;emergenza dell&#8217;Unione europea per la stabilità e la lotta contro le cause profonde della migrazione irregolare e del fenomeno degli sfollati in Africa, lanciato nel novembre 2015 al vertice di La Valletta».</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote2sym" name="sdfootnote2anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">2</span></sup></a></p>
<p><span style="font-size: small;">In cambio dell’erogazione di 1,8 miliardi di euro da parte del Fondo Fiduciario per l’Africa (EUTF), dittature come quella sudanese diventano in tal modo partner dell’Unione nel processo di esternalizzazione del controllo delle frontiere. Ricordiamo che la Corte penale internazionale ha emesso nel 2009 un mandato di arresto contro il Presidente del Sudan Omar al-Bashir per crimini di guerra e crimini contro l’umanità.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">L’Italia contribuisce all’EUTF con 10 milioni di euro, collocandosi tra i primi due Paesi erogatori. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il Fondo fiduciario di emergenza dell’Unione dovrebbe erogare al Sudan 173 milioni di euro complessivi, destinati allo sviluppo e alla gestione dei migranti, mescolando in maniera molto rischiosa gli aiuti allo sviluppo e misure probabilmente repressive contro i migranti.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Il Memorandum d’intesa con il Sudan ha un ruolo precursore. Interrogato da</span><span style="font-size: small;"> associazioni, giornalisti e parlamentari, il Prefetto Gabrielli ha peraltro difeso la scelta di non sottoporlo a esame parlamentare: «É uno strumento di cooperazione di polizia e non necessita di un passaggio in Parlamento».</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote3sym" name="sdfootnote3anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">3</span></sup></a> <span style="font-size: small;">«Quanto alla presunta illegalità dell&#8217;accordo in base al quale i migranti sono stati rimpatriati», ha aggiunto in un’intervista successiva, «occorre precisare che l’accordo è stato regolarmente firmato con uno Stato che gode del pieno riconoscimento internazionale del nostro Paese».</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote4sym" name="sdfootnote4anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">4</span></sup></a><span style="font-size: small;"> Un pieno riconoscimento concesso a uno Stato i cui richiedenti asilo, nel 2015, hanno ottenuto dall’Italia la protezione umanitaria nel 60 per cento dei casi. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Secondo numerose fonti, tra i beneficiari dei fondi europei per la gestione dei flussi migratori ci saranno le milizie </span><span style="font-size: small;"><i>Janjawid</i></span><span style="font-size: small;">, o Rapid Support Forces (RSF), note per la pulizia etnica attuata nel Darfur. Quel che si teme è che simili accordi, anche con il contributo di tali milizie, abbiano come scopo non dichiarato quello di impedire ai profughi eritrei, etiopi e sudanesi di raggiungere la Libia e attraversare il Mediterraneo. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">Lo scorso 30 agosto, durante una conferenza stampa tenutasi a Khartoum presso il ministero della Difesa sudanese, il comandante dell’Rsf Mohamed Hamdan  Daglo (detto Hametti) ha sostenuto di controllare il traffico dei migranti per conto dell’Europa e ha lasciato intendere che, se l’Unione non aumenterà il suo già notevole sostegno economico, le milizie al suo comando potrebbero sospendere le operazioni nel deserto libico e facilitare la ripresa degli attraversamenti del Mediterraneo.</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote5sym" name="sdfootnote5anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">5</span></sup></a><span style="font-size: small;"> Le milizie sono state dispiegate ai confini settentrionali del Paese dallo scorso maggio: in circa tre mesi, in diverse operazioni, hanno fermato almeno 800 migranti, per la maggior parte eritrei, immediatamente rimpatriati. Malgrado la smentita della delegazione dell’UE a Khartoum,</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote6sym" name="sdfootnote6anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">6</span></sup></a><span style="font-size: small;"> Yasser Arman, il segretario generale del Sudan People’s Liberation Movement-North (Splm-N) – il movimento di opposizione armata che combatte il governo di Khartoum nel Sud Kordofan e nel Blue Nile – ha affermato di avere le prove del piano del governo sudanese inteso a rafforzare le Rsf con i fondi europei, affidando loro il controllo dei confini, e si è appellato all’UE perché non contribuisca a prolungare i conflitti aperti in Sudan.</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote7sym" name="sdfootnote7anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">7</span></sup></a></p>
<p><span style="font-size: small;">Chiediamo che parte abbia il governo italiano in questo piano, anche alla luce della denuncia avanzata da Yasser Arman: </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-size: small;">Abbiamo accurate informazioni secondo cui esiste un piano dell’Unione Europea per finanziare le RSF. In particolare la Germania metterebbe a disposizione il denaro necessario, mentre all’Italia è stato affidato il supporto logistico</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">».</span></span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote8sym" name="sdfootnote8anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">8</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"> Tale accusa, confermata da fonti diplomatiche ONU a Khartoum, secondo il corrispondente di “Africa Express”,</span></span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote9sym" name="sdfootnote9anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">9</span></sup></a><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"> è stata ripresa </span></span><span style="font-size: small;">dall’eurodeputato Ignazio Corrao, secondo il quale </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-size: small;">l’Italia sarebbe stata incaricata di fornire supporto logistico alle milizie </span><span style="font-size: small;"><i>Janjawid</i></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-size: small;">.</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote10sym" name="sdfootnote10anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">10</span></sup></a></p>
<p><span style="font-size: small;">Rileviamo che il Memorandum d’intesa costituisce un atto politico che si iscrive nel contesto della cooperazione tra Sudan e Unione Europea in materia di immigrazione. La pretesa natura di atto puramente interno e amministrativo è smentita nello stesso Preambolo.</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote11sym" name="sdfootnote11anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">11</span></sup></a><span style="font-size: small;"> Per questo motivo, riteniamo che il mancato passaggio alle Camere costituisca una violazione dell’art. </span><span style="font-size: small;">80 della Costituzione italiana</span><span style="font-size: small;">.</span><a class="sdfootnoteanc" href="#sdfootnote12sym" name="sdfootnote12anc"><sup><span style="font-size: xx-small;">12</span></sup></a></p>
<p><span style="font-size: small;">Alle autorità italiane, chiediamo inoltre un chiarimento sul rimpatrio forzato dei 40 profughi sudanesi, avvenuto lo scorso agosto.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Domandiamo infine che sia fatta luce sulla natura legale degli accordi, anche finanziari, con il Sudan. In questo ambito ricordiamo che il </span><span style="font-size: small;">Fondo fiduciario UE per l’Africa</span><span style="font-size: small;"> è in gran parte finanziato con fondi per lo sviluppo, e che questi ultimi non devono essere condizionati a politiche di controllo e dissuasione dei flussi migratori. </span></p>
<p><span style="font-size: small;">In attesa di una gentile risposta inviamo distinti saluti,</span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Barbara SPINELLI &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Marie-Christine VERGIAT &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Maite PAGAZAURTUNDÚA RUIZ &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>ALDE </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ana GOMES &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>S&amp;D </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Ignazio CORRAO &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>EFDD </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Laura FERRARA &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>EFDD </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Josu JUARISTI ABAUNZ &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Estefanía TORRES MARTÍNEZ &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Bodil VALERO &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>Greens/EFA </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tamás MESZERICS &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>Greens/EFA </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dimitrios PAPADIMOULIS &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Stefan ECK &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Kostadinka KUNEVA &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL</i></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Malin BJÖRK &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Eva JOLY- </span><span style="font-size: medium;"><i>Greens/EFA </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Fabio Massimo CASTALDO &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>EFDD </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Julie WARD &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>S&amp;D </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Elly SCHLEIN &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>S&amp;D </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Tania GONZÁLEZ PEÑAS &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Rina Ronja KARI &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Marina ALBIOL GUZMÁN &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">Paloma LÓPEZ BERMEJO &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Bart STAES &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>Greens/EFA </i></span></span></span></p>
<p lang="en-US"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Patrick LE HYARIC &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></span></span></p>
<p><span style="font-size: medium;">João PIMENTA LOPES &#8211; </span><span style="font-size: medium;"><i>GUE/NGL </i></span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote1anc" name="sdfootnote1sym">1</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Memorandum d’intesa tra il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno italiano e la Polizia nazionale del Ministero dell’Interno sudanese per la lotta alla criminalità, gestione delle frontiere e dei flussi migratori ed in materia di rimpatrio, 3 agosto 2016</i></span><span style="font-size: small;">, <a href="http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2016/10/accordo-polizia-Italia-Sudan_rev.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.asgi.it/wp-content/uploads/2016/10/accordo-polizia-Italia-Sudan_rev.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote2anc" name="sdfootnote2sym">2</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Firmato memorandum di intesa tra Italia e Sudan su migrazione</i></span><span style="font-size: small;">, “Stranieri in Italia”, 5 agosto 2016, <a href="http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/firmato-memorandum-di-intesa-tra-italia-e-sudan-su-migrazione.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.stranieriinitalia.it/attualita/attualita/attualita-sp-754/firmato-memorandum-di-intesa-tra-italia-e-sudan-su-migrazione.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote3anc" name="sdfootnote3sym">3</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Migranti rimpatriati in Sudan, </i></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"><i>“</i></span></span><span style="font-size: small;"><i>tutto regolare”</i></span><span style="font-size: small;">, “L’Avvenire”, 28 settembre 2016. <a href="http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/migranti-rimpatriati-in-sudan-gabrielli.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.avvenire.it/Cronaca/Pagine/migranti-rimpatriati-in-sudan-gabrielli.aspx?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote4anc" name="sdfootnote4sym">4</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Migranti: Dipartimento Ps, regolare rimpatrio 40 sudanesi</i></span><span style="font-size: small;">, “Libero”, 6 settembre 2016, <a href="http://www.liberoquotidiano.it/news/ultim-ora/11960544/migranti-dipartimento-ps-regolare-rimpatrio-40-sudanesi.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.liberoquotidiano.it/news/ultim-ora/11960544/migranti-dipartimento-ps-regolare-rimpatrio-40-sudanesi.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote5">
<h1 class="western"><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote5anc" name="sdfootnote5sym">5</a><sup><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"></span></span></sup> <span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"><i>Sudan says it is combating illegal migration ‘on behalf of Europe</i></span></span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">’, “Sudan Tribune”, 30 agosto 2016,</span></span> <span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;"><a href="http://www.sudantribune.com/spip.php?article60087&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.sudantribune.com/spip.php?article60087&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></span></h1>
</div>
<div id="sdfootnote6">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote6anc" name="sdfootnote6sym">6</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Sudan. L’UE smentisce che fondi europei finanzino i Janjawid</i></span><span style="font-size: small;">, “Nigrizia”, 7 settembre 2016, <a href="http://www.nigrizia.it/notizia/sudan-lue-smentisce-che-fondi-europei-finanzino-i-janjaweed?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.nigrizia.it/notizia/sudan-lue-smentisce-che-fondi-europei-finanzino-i-janjaweed?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote7">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote7anc" name="sdfootnote7sym">7</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Bianca Saini, </span><span style="font-size: small;"><i>Khartoum non si accontenta</i></span><span style="font-size: small;">, “Nigrizia”, 5 settembre 2016, <a href="http://www.nigrizia.it/notizia/khartoum-non-si-accontenta?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.nigrizia.it/notizia/khartoum-non-si-accontenta?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote8">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote8anc" name="sdfootnote8sym">8</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Massimo A. Alberizzi, </span><span style="font-size: small;"><i>Sudan: nella guerra contro i migranti l’Italia finanzia e aiuta i Janjaweed, </i></span><span style="font-size: small;">“Africa Express”, 4 settembre 2016, <a href="http://www.africa-express.info/2016/09/05/sudan-nella-guerra-contro-i-migranti-litalia-finanzia-e-aiuta-i-janjaweed/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.africa-express.info/2016/09/05/sudan-nella-guerra-contro-i-migranti-litalia-finanzia-e-aiuta-i-janjaweed/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote9">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote9anc" name="sdfootnote9sym">9</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Ivi.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote10">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote10anc" name="sdfootnote10sym">10</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Ignazio Corrao, </span><span style="font-size: small;"><i>L’aiuto italiano/europeo alle milizie Janjaweed per fermare i migranti</i></span><span style="font-size: small;">, 7 settembre 2016, <a href="http://www.ignaziocorrao.it/laiuto-italiano-europeo-alle-milizie-janjaweed/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.ignaziocorrao.it/laiuto-italiano-europeo-alle-milizie-janjaweed/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote11">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote11anc" name="sdfootnote11sym">11</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup><span style="font-size: small;"> Memorandum d’Intesa, </span><span style="font-size: small;"><i>Preambolo</i></span><span style="font-size: small;">: </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-size: small;">Le Parti intendono promuovere e sviluppare la collaborazione di polizia per la prevenzione e il contrasto alla criminalità nelle sue varie forme, con particolare riferimento </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">[…]</span></span><span style="font-size: small;"> a tratta di persone e traffico di migranti, immigrazione irregolare, </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">[</span></span><span style="font-size: small;">…</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">]</span></span><span style="font-size: small;"> gestione delle frontiere e dei flussi migratori e in materia di rimpatrio, nonché della prevenzione e contrasto del terrorismo internazionale</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-size: small;">.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote12">
<p><a class="sdfootnotesym" href="#sdfootnote12anc" name="sdfootnote12sym">12</a><sup><span style="font-size: small;"></span></sup> <span style="font-size: small;"><i>Costituzione della Repubblica Italiana</i></span><span style="font-size: small;">, Parte II, Titolo I, Sezione II: </span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">«</span></span><span style="font-size: small;">Le Camere autorizzano con legge la ratifica dei trattati internazionali [</span><em><a href="https://www.senato.it/1025?sezione=128&amp;articolo_numero_articolo=87&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #0000ff;"><span style="font-size: small;"><u>cfr. art. 87 c. 8</u></span></span></a></em><span style="font-size: small;">] che sono di natura politica, o prevedono arbitrati o regolamenti giudiziari, o importano variazioni del territorio od oneri alle finanze o modificazioni di leggi [</span><em><span style="font-size: small;">cfr. artt. </span></em><a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&amp;articolo_numero_articolo=72&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;"><i>72 c. 4</i></span></a><em><span style="font-size: small;">, </span></em><a href="https://www.senato.it/1025?sezione=127&amp;articolo_numero_articolo=75&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;"><i>75 c. 2</i></span></a><em><span style="font-size: small;">, </span></em><a href="https://www.senato.it/1025?sezione=140&amp;articolo_numero_articolo=V&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="font-size: small;"><i>V</i></span></a><span style="font-size: small;">]</span><span style="font-family: Cambria, serif;"><span style="font-size: small;">»</span></span><span style="font-size: small;">. </span></p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>58 parlamentari europei chiedono un intervento dell&#8217;Alto Rappresentante Federica Mogherini nella vicenda di Ahmed Abdallah</title>
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		<pubDate>Sun, 01 May 2016 10:02:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Barbara Spinelli e altri 58 parlamentari europei chiedono un intervento dell&#8217;Alto Rappresentante Federica Mogherini nella vicenda di Ahmed Abdallah &#160; Cinquantanove parlamentari europei hanno sottoscritto una lettera promossa da Barbara Spinelli indirizzata all&#8217;Alto&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5302" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5302" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/02/th-21-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (21)" width="300" height="200" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Barbara Spinelli e altri 58 parlamentari europei chiedono un intervento dell&#8217;Alto Rappresentante Federica Mogherini nella vicenda di Ahmed Abdallah</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Cinquantanove parlamentari europei hanno sottoscritto una lettera promossa da Barbara Spinelli indirizzata all&#8217;Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli Affari esteri e la politica di sicurezza e Vice Presidente della Commissione europea Federica Mogherini a seguito dell&#8217;arresto e del fermo di Ahmed Abdallah, co-fondatore della Commissione egiziana per i Diritti e le Libertà.</em></p>
<p><em> </em></p>
<p>Il 25 aprile 2016, il Dr. Ahmed Abdallah, co-fondatore della Commissione egiziana per i Diritti e le Libertà, è stato arrestato e incriminato per varie accuse di terrorismo. La Commissione egiziana per i Diritti e le Libertà ha acquisito notorietà grazie al proprio lavoro di indagine sui casi di sparizioni forzate in Egitto e per il sostegno offerto agli avvocati italiani ed egiziani che si stanno occupando del caso di Giulio Regeni. Insieme al Dr. Abdallah, altri 46 attivisti sono stati convocati a seguito delle proteste scoppiate al Cairo dopo la decisione del Governo egiziano di consegnare le isole di Tinar e Sanafir all&#8217;Arabia Saudita. Più di 100 persone sono state arrestate in otto diversi governatorati dell&#8217;Egitto, compresi il Cairo ed Alessandria.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con questa lettera i Parlamentari europei esprimono, ancora una volta, la propria profonda preoccupazione per il rispetto dei diritti umani nel Paese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Il 10 marzo 2016, il Parlamento europeo ha approvato una Risoluzione sull&#8217;Egitto denunciando, al paragrafo 5, &#8220;le continue vessazioni subite dalla Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF) a causa del ruolo svolto nella campagna ‘Stop alle Sparizioni Forzate’ in Egitto&#8221;. Il Parlamento europeo ha richiesto, in varie Risoluzioni, al governo egiziano di dare priorità alla tutela e promozione dei diritti umani e di garantire la responsabilità per violazioni di tali diritti».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Chiediamo l&#8217;immediato rilascio di tutte le persone detenute e condannate per il solo fatto di aver esercitato il proprio diritto alla libertà di espressione e di manifestazione pacifica. Chiediamo inoltre all&#8217;Alto Rappresentante/Vice Presidente della Commissione Federica Mogherini di permettere allo staff legale della delegazione europea al Cairo di seguire e monitorare da vicino lo svolgimento dei processi di coloro che siano stati accusati di tali crimini, incluso il Dr. Ahmed Abdallah».</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Inoltre, sollecitiamo gli Stati Membri a rispettare la Posizione Comune 2008/944/PESC recante criteri per l&#8217;esportazione di armi convenzionali che devono essere da essi applicati per la concessione delle relative licenze».</p>
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		<title>Ancora il parlamento Ue sul caso Regeni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Mar 2016 10:12:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; La maggioranza dei parlamentari europei chiede verità e giustizia su Giulio Regeni   Il 10 marzo il Parlamento europeo riunito a Strasburgo in seduta plenaria ha votato a grande maggioranza (588 a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/thJA2YKORB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5444" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5444" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/thJA2YKORB.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="thJA2YKORB" width="300" height="230" /></a></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La maggioranza dei parlamentari europei chiede verità e giustizia su Giulio Regeni</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Il 10 marzo il Parlamento europeo riunito a Strasburgo in seduta plenaria ha votato a grande maggioranza (588 a favore, 10 contrari, 59 astenuti) la “Risoluzione Comune sull&#8217;Egitto, in particolare il caso di Giulio Regeni” (2016/2608(RSP))</em><em>. </em></p>
<p><em>Relatori per la Risoluzione GUE/NGL: Barbara Spinelli &#8211; Eleonora Forenza</em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Dopo il voto, Barbara Spinelli  ha rilasciato la seguente dichiarazione:</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>«Oggi il Parlamento europeo ha votato a grande maggioranza una Risoluzione Comune sulla situazione in Egitto che fa seguito al brutale omicidio del ricercatore italiano Giulio Regeni. Si è trattato senza dubbio di un compromesso al ribasso, figlio dell&#8217;intransigente riluttanza di alcuni gruppi politici &#8211; nello specifico PPE ed ECR &#8211; a prendere in considerazione le tante criticità del regime, che pure avevamo rilevato nella Risoluzione del GUE/NGL di cui sono stata co-relatore.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PPE ed ECR hanno tentato di dare il primato alla cooperazione strategica con l&#8217;Egitto. Per questo si sono opposti a nostri specifici paragrafi che criticavano gli interventi militari in Libia favoriti dal Cairo, la politica migratoria e di asilo concordata tra Unione ed Egitto, il ruolo strategico assegnato all&#8217;Egitto nella lotta antiterrorismo contro l&#8217;ISIS, la sorte infine del cittadino irlandese Ibrahim Halawa, la cui condanna a morte è continuamente rinviata ma non revocata.</p>
<p>Tuttavia la tenacia di altri gruppi politici &#8211; GUE/NGL e Verdi in primis &#8211; ci ha permesso di preservare e sollevare alcuni punti importanti. La Risoluzione evidenzia il clima di intimidazione e violenza generalizzata che contraddistingue il Paese, le sparizioni forzate, l&#8217;impunità di cui gode in genere la violenza. Questo il contesto in cui è avvenuto l&#8217;assassinio di Regeni.</p>
<p>Al suo caso si aggiungono le minacce e intimidazioni nei confronti dei difensori dei diritti umani, tra cui la Commissione Egiziana per i Diritti e le Libertà, espressamente nominata grazie al GUE-NGL. Nei confronti di questi ultimi chiediamo un&#8217;azione concreta di protezione da parte dell&#8217;Alto Rappresentante dell&#8217;Unione per gli affari esteri e della Delegazione UE al Cairo, oltre che una definitiva cancellazione dei divieti di viaggio imposti ad alcuni di essi da parte del Governo egiziano. Come sottolineato nella Risoluzione, il diritto e la tutela dei diritti fondamentali devono rappresentare il fondamento delle relazioni tra l&#8217;UE e l&#8217;Egitto. Questo è esplicitamente sancito &#8211; prosegue la Risoluzione &#8211; nell&#8217;articolo 2 dell&#8217;Accordo di Associazione UE-Egitto e nella nuova Costituzione egiziana. Anche qui, su nostra iniziativa sono espressamente richiamati 3 articoli della Costituzione: 52 (proibizione della tortura), 73 (libertà di riunione) e 93 (carattere vincolante del diritto internazionale dei diritti umani).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nonostante tutte le sue debolezze e la mancanza di una chiara condanna delle alleanze strategiche tra UE ed Egitto, soprattutto per quanto riguarda la Libia, e della condotta repressiva evidente verso Halawa e i seguaci del partito di Morsi, ho deciso di co-firmare e sostenere questa Risoluzione, soprattutto per il paragrafo in cui si chiede un&#8217;inchiesta congiunta &#8220;rapida, trasparente e imparziale&#8221; sulla tortura e l&#8217;omicidio di Giulio Regeni. Malgrado tutto ritengo che la risoluzione rappresenti un segnale rivolto alle autorità egiziane, nella speranza che la voce del Parlamento europeo possa costituire un  impulso verso la ricerca della verità. La famiglia di Giulio Regeni, cui vanno la mia amicizia e solidarietà, meritava questo tentativo da parte nostra».</p>
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		<title>Assistenza sanitaria ai conviventi dello stesso sesso</title>
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		<pubDate>Fri, 17 May 2013 04:04:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per cinque anni, nella scorsa legislatura, Anna Paola Concia aveva provato a far passare il provvedimento per la concessione dell&#8217;assistenza sanitaria ai conviventi dei deputati dello stesso genere: ma non ci era riuscita. Ora,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Matrimoni_gay_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/05/Matrimoni_gay_.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="136" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
cinque anni, nella scorsa legislatura, Anna Paola Concia aveva<br />
provato a far passare il provvedimento per la concessione<br />
dell&#8217;assistenza sanitaria ai conviventi dei deputati dello stesso<br />
genere: ma non ci era riuscita.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ora,<br />
invece, l&#8217;Ufficio di presidenza della Camera ha stabilito come, con<br />
il pagamento di una somma pattuita, l&#8217;assistenza sanitaria<br />
integrativa debbe essere riconosciuta anche ai parlamentari che<br />
convivono con persone del medesimo sesso: tale disposizione è già<br />
vigente per i deputati e i senatori eterosessuali che convivono o che<br />
sono legati dal vincolo del matrimonio, ma il fatto che sia stato<br />
esteso anche alle coppie omosessuali è un piccolo, ma importante<br />
passo avanti nel riconoscimento delle coppie di fatto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ivan<br />
Scalfarotto, esponente del Pd, ha affermato: “ Può sembrare un<br />
semplice atto amministrativo e invece ha una valenza universale, ora<br />
è giusto riconoscere gli stessi diritti a tutti i cittadini, che non<br />
vanno riconosciuti solo ai parlamentari, ma a tutti gli italiani. Se<br />
si riconosce una famiglia <i>more<br />
uxorio </i>questa<br />
deve essere sia omosessuale che eterosessuale, come riconosciuto<br />
anche da sentenza della Corte di Cassazione e della Corte<br />
costituzionale”. A fronte di queste parole, la Lega ha votato<br />
contro il provvedimento e il Movimento 5 Stelle si è astenuto.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
dibattito sulle coppie omosessuali, in italia, è ancora lungo e<br />
sarà, sicuramente, ancora faticoso, ma la decisione dell&#8217;Ufficio<br />
presidenza della Camera segna un goal a favore della lotta alla<br />
discriminazione.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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