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	<title>parlamento Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Le critiche al governo italiano per la mancata adesione a una dichiarazione europea sui diritti della comunità LGBT+</title>
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		<pubDate>Sun, 19 May 2024 09:14:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da ilpost.it) Era un documento perlopiù simbolico, l&#8217;Italia non lo ha firmato insieme ad altri 8 paesi e ne è nata una polemica politica Venerdì sera si è saputo che l’Italia non ha aderito&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da ilpost.it)</p>



<h2>Era un documento perlopiù simbolico, l&#8217;Italia non lo ha firmato insieme ad altri 8 paesi e ne è nata una polemica politica</h2>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17559" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/05/ita.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a><figcaption>La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni (S), con la ministra per la Famiglia, Eugenia Roccella (D), durante il convegno sulla transizione demografica in Europa, Roma, 12 aprile 2024. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI</figcaption></figure>



<p></p>



<p>Venerdì sera si è saputo che l’Italia non ha aderito a una dichiarazione del Consiglio dell’Unione Europea che aveva l’obiettivo di promuovere nei paesi membri politiche di uguaglianza e rispetto dei diritti umani verso le persone della comunità LGBT+. Ne sono nate molte critiche al governo italiano di Giorgia Meloni, soprattutto da membri dei partiti dell’opposizione.</p>



<p>Il Consiglio dell’Unione Europea è l’organo in cui sono rappresentati i governi dei 27 paesi membri e detiene il potere legislativo insieme al parlamento. La dichiarazione era stata proposta dalla presidenza di turno belga in occasione della Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia: è&nbsp;<a href="https://belgian-presidency.consilium.europa.eu/media/kvibjar1/declaration-final.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">un documento</a>&nbsp;dal valore perlopiù simbolico e senza particolari effetti concreti, che ribadisce concetti e valori già affermati in diversi trattati europei. Decidere di non aderire è insomma una presa di posizione politica, più che il tentativo di evitare imposizioni di qualche tipo: non hanno firmato il documento Italia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Croazia, Lituania, Lettonia, Repubblica Ceca e Slovacchia, 9 paesi su 27.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://adv.ilpost.it/~vda/___/s.php/?_=_&amp;bannerid=1665857&amp;campaignid=310013&amp;zoneid=101472&amp;loc=https%3A%2F%2Fwww.ilpost.it%2F2024%2F05%2F18%2Fcritiche-governo-dichiarazione-europea-diritti-lgbt%2F&amp;referer=https%3A%2F%2Fwww.google.com%2F&amp;cb=a5bdbf6b9e&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>L’agenzia di stampa&nbsp;<em>Ansa&nbsp;</em>ha contattato il ministero della Famiglia e delle Pari opportunità, competente sul tema, per chiedere come mai l’Italia abbia deciso di non aderire alla dichiarazione: fonti del ministero, ma non direttamente la ministra Eugenia Roccella, hanno riferito che il motivo è che la dichiarazione sarebbe troppo «sbilanciata sull’identità di genere, quindi ricalcherebbe fondamentalmente il contenuto della legge Zan».</p>



<p>Il disegno di legge (ddl) Zan è una&nbsp;<a href="https://www.ilpost.it/2021/05/06/ddl-zan-guida-critiche/?utm_source=rss&utm_medium=rss">proposta di legge</a>&nbsp;di cui si è parlato molto negli ultimi anni ma mai approvata dal parlamento, che prende il nome dal deputato del Partito Democratico che l’aveva avanzata, Alessandro Zan. Il PD era stato il principale partito promotore della legge, insieme al Movimento 5 Stelle, mentre la destra l’aveva fortemente osteggiata. Il disegno di legge interveniva&nbsp;su due articoli del codice penale e ampliava la cosiddetta legge Mancino inserendo accanto alle discriminazioni per razza, etnia e religione (già contemplate) anche le discriminazioni per sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità. Introduceva poi una serie di azioni per prevenirle.</p>



<p>A differenza della dichiarazione del Consiglio dell’Unione Europea, insomma, interveniva su materie giuridiche specifiche e avrebbe introdotto modifiche al codice penale italiano: la destra infatti per criticarlo aveva sempre sostenuto che il ddl Zan minacciasse la libertà di opinione e che in più non fosse necessario, perché i reati di omotransfobia rientrano già in un’aggravante comune del codice penale.</p>



<p>La dichiarazione del Consiglio invece contiene varie richieste di impegno su temi molto generici per «il continuo avanzamento dei diritti umani delle persone LGBTIQ in Europa». Tra questi ci sono, per esempio: l’«impegno a promuovere l’uguaglianza e a prevenire e combattere la&nbsp;discriminazione, in particolare sulla base dell’identità di genere»; «far progredire ulteriormente la protezione legale e il riconoscimento dei diritti fondamentali delle persone LGBTIQ»; «impegnarsi a continuare a sostenere il lavoro di accettazione sociale delle persone LGBTIQ»; insieme ad altri impegni simili (il testo integrale si può leggere&nbsp;<a href="https://belgian-presidency.consilium.europa.eu/media/kvibjar1/declaration-final.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">qui</a>).</p>



<p>La segretaria del PD, Elly Schlein, ha criticato molto la decisione del governo, dicendo che «non è accettabile» e facendo notare che l’anno scorso invece lo stesso governo aveva firmato una dichiarazione simile proposta sempre per la Giornata mondiale contro l’omofobia, la transfobia e la bifobia: «Quest’anno non lo ha fatto per fare campagna sulla pelle delle persone discriminate», ha detto Schlein. Altre critiche simili sono arrivate anche dal Movimento 5 Stelle, mentre Ivan Scalfarotto di Italia Viva, responsabile Esteri del partito, ha sostenuto che questa decisione «mina la credibilità internazionale» del paese, «accomunandolo a nazioni dove i diritti da sempre sono negati e lo Stato di diritto soffre».</p>
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		<title>20 marzo 1994</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:09:40 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="373" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-300x140.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-768x358.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p><br>Si dice che il 20 marzo sia la giornata mondiale della felicità. Un&#8217;esperienza mai raggiunta, dai genitori di Ilaria Alpi, che si sono arditamente battuti per la ricerca della Verità.<br>Passano trent&#8217;anni per Luciana Riccardi e Giorgio Alpi, che nel frattempo invecchiano, e finiscono la loro vita, senza aver mai potuto fare luce e giustizia sull&#8217;omicidio dell&#8217;unica figlia.<br>Il 20 marzo del 1994, venivano assassinati a Mogadiscio, la giornalista italiana e fotoreporter Ilaria Alpi, e il cineoperatore Miran Hrovatin. Ilaria giunse per la prima volta  in Somalia nel dicembre 1992 per seguire, come inviata del TG3, la missione di pace Restore Hope, coordinata e promossa dalle Nazioni Unite per porre fine alla guerra civile scoppiata nel 1991, dopo la caduta di Siad Barre. Le inchieste della giornalista si sarebbero poi concentrate su un traffico internazionale di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e dislocati in alcuni Paesi africani in cambio di tangenti e di armi scambiate con i gruppi politici locali, vicende che avrebbero coinvolto i servizi segreti italiani e alte istituzioni italiane. Diversi documenti e testimonianze, affermano che Ilaria Alpi stava arrivando al cuore dei malaffari che legavano la Somalia all’Italia e ai Paesi dell’Est, dai quali provenivano gli armamenti, pagati col permesso di seppellire in loco le sostanze nocive.<br>Le circostanze in cui avvenne l&#8217;omicidio della giornalista e dell&#8217;operatore non furono mai del tutto chiarite, nonostante la battaglia della madre di Ilaria portata avanti fino alla morte avvenuta nel 2018.<br>Da allora è iniziata una vicenda processuale fatta di commissioni parlamentari, presunti tentativi di depistaggio, incarcerazioni, assoluzioni e richieste di archiviazione, senza mai riuscire a fare luce sul caso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<p><br>Per l’uccisione di Ilaria e Miran è stato condannato, in via definitiva, a ventisei anni di carcere uno dei presunti killer, Omar Hashi Hassan. Da tempo, però, numerose testimonianze e documenti mettono in discussione la sua colpevolezza. Infatti, Ali Rage Ahmed, detto “Gelle”, il principale accusatore di Hassan, sostiene di essere stato pagato per mentire su quella che a tutti gli effetti sarebbe stata un&#8217; esecuzione organizzata, e non l&#8217;assalto di sette teppistelli in cerca di monete. Da subito sono circolate le ipotesi più diverse sulla loro morte,  ma ci sono circostanze che inducono a ritenere che Ilaria avesse scoperto gravi illeciti, legati alla cooperazione. Elementi emersi da un’intervista che Ilaria realizzò a Abdullahi Moussa Bogor (sultano di Bosaso), che riferì di stretti rapporti intrattenuti tra alcuni funzionari italiani e il governo di Siad Barre, verso la fine degli anni ottanta. La registrazione dell&#8217;intervista è arrivata in Italia, incompleta, probabilmente manomessa; durava in tutto tredici minuti e le dichiarazioni del sultano risultavano spezzettate. Bogor, confermò che l’intervista rilasciata a Ilaria era almeno di due ore, non tredici minuti e che la giornalista gli aveva fatto parecchie domande sul traffico di armi e di rifiuti.  Quanto alle domande e alle relative risposte, però, non c’era traccia nella cassetta restituita alla Rai. Resta curioso il fatto, che insieme ad altri oggetti di Ilaria, sia sparito il taccuino dove lei era solita annotare le sue inchieste.<br>Siamo in tanti a notare un evidente interesse delle istituzioni nel voler tenere sepolta la Verità. Gli stessi che intendono ricordare ILARIA ALPI come una giovane donna forte, curiosa e coraggiosa &#8230; Una ragazza, che voleva soltanto raccontare l&#8217;inferno.</p>
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		<title>“Stay human. Africa”. Gas lacrimogeni a Dakar</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Feb 2024 10:32:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/manif-senegal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="640" height="427" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/manif-senegal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17413" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/manif-senegal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/02/manif-senegal-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il 9 febbraio scorso è giunta anche in Italia la notizia che a Dakar, capitale del Senegal, le forze di Polizia hanno lanciato gas lacrimogeni contro cittadine e cittadini, riunitosi in centro città davanti al Parlamento, per protestare contro la politica in atto del presidente del Paese, Macky Sall.</p>



<p>Gli agenti erano in tenuta antisommossa, alcuni manifestanti dell&#8217;opposizione hanno lanciato pietre contro di loro: si tratta della prima contestazione in vista delle prossime elezioni che, inizialmente, sarebbero dovute essere il 25 febbraio 2024, ma che sono state rinviate a fine anno, in data da destinarsi.</p>



<p>Si è aperta, così, una forte crisi politica in Senegal in quanto le forze di opposizione considerano l&#8217;ascesa al potere di Sall come un vero e proprio golpe costituzionale con il quale è stato prolungato, appunto, il suo mandato in maniera antidemocratica e illegittima. Così è stato confermato anche dal dipartimento di Stato americano.</p>



<p>Terremo monitorata la situazione perchè il Paese è caduto della confusione e nell&#8217;incertezza politica e questo, si sa, è pericoloso per la società civile e per le relazioni internazionali.</p>
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		<title>Rete NoBavaglio: appello a direttori, giornalisti e società civile. «Uniti contro chi vuole zittire l&#8217;informazione»</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/12/22/rete-nobavaglio-appello-a-direttori-giornalisti-e-societa-civile-uniti-contro-chi-vuole-zittire-linformazione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Dec 2023 09:19:41 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine». «Il divieto di pubblicare che&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="900" height="562" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17337" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/lib-768x480.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></figure>



<p>Monta la protesta contro il divieto di pubblicare le ordinanze di custodia cautelare approvato dalla Camera martedì 19 dicembre 2023. Croniste e cronisti «al fianco di Fnsi e Ordine».<a href="whatsapp://send?text=www.fnsi.it/rete-nobavaglio-appello-a-direttori-giornalisti-e-societa-civile-uniti-contro-chi-vuole-zittire-linformazione?utm_source=rss&utm_medium=rss"></a></p>



<p>«Il divieto di pubblicare che secreta le ordinanze di custodia cautelare e i contenuti fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare rappresenta un provvedimento autoritario gravissimo che non solo colpisce e limita il lavoro dei giornalisti ma soprattutto il diritto dei cittadini di essere informati e rende più indifese le stesse persone private della libertà». Così le giornaliste e i giornalisti della Rete NoBavaglio che rivolgono <a href="https://pressingweb.altervista.org/2023/12/rete-nobavaglio-appello-ai-direttori-di-testata-agli-operatori-dellinformazione-e-alla-societa-civile-giornalisti-e-cittadini-si-uniscano-nella-mobilitazione-contro-lennesima-legge-bavaglio/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un appello</a> a direttori di testate, operatori dell&#8217;informazione e società civile a unirsi ai cronisti nella mobilitazione contro «l&#8217;ennesima legge bavaglio».<br><br>Un provvedimento che rappresenta «la conferma dell&#8217;attacco all&#8217;informazione portato avanti negli ultimi anni dai poteri forti e dalla politica più brutta», incalza NoBavaglio, rilevando che «nel nostro Paese esiste un partito del bavaglio trasversale ai vari schieramenti parlamentari che vuole silenziare l&#8217;informazione per poter agire in modo indisturbato e senza avere addosso l&#8217;occhio mediatico».<br><br>Croniste e cronisti ricordano poi «l&#8217;alibi della difesa della privacy, del diritto all&#8217;oblio e della presunzione di innocenza del decreto Cartabia» e lamentano: «Si vuole condizionare l&#8217;indipendenza dell&#8217;informazione. La stessa riforma del reato di diffamazione in discussione in Parlamento non solo non risolve il problema delle querele-bavaglio ma toglie ulteriore autonomia ai giornalisti stabilendo multe onerose e l&#8217;obbligo di rettifica senza contradditorio. In questo clima di censura di Stato si contestualizza l&#8217;emendamento che proibisce la pubblicazione dei contenuti dell&#8217;ordinanza di custodia cautelare fino alla fine dell&#8217;udienza preliminare».<br><br>Di conseguenza, spiega NoBavaglio, «dal momento dell&#8217;arresto fino al processo, all&#8217;opinione pubblica per mesi sarà negato il diritto di essere informata su temi importati come la lotta alla corruzione e la lotta alla mafia. Ma non solo: non sarà possibile conoscere le accuse e le prove contestate alla persona finita in carcere. E quindi se si tratta di una reclusione legittima o eccessiva: di conseguenza saranno colpite anche le garanzie a tutela del cittadino indagato o arrestato. Con questo ulteriore atto il &#8220;partito trasversale del bavaglio&#8221; è riuscito a cancellare il ruolo di garanzia che la libera stampa riveste a tutela di tutti i cittadini, anche di quelli privati della libertà».<br><br>Le Rete NoBavaglio, «ancora una volta, è al fianco della Federazione della Stampa italiana e dell&#8217;Ordine dei giornalisti e si unisce <a href="https://www.fnsi.it/bavaglio-ordinanze-custodia-cautelare-appello-al-presidente-mattarella-non-firmi?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">all&#8217;appello rivolto al presidente della Repubblica</a>, Sergio Mattarella, di non firmare questo provvedimento liberticida. La Rete NoBavaglio – concludono croniste e cronisti – aderisce ad ogni forma di mobilitazione contro questo provvedimento e per garantire il diritto-dovere di informare e il diritto dei cittadini di essere informati. Come rete di giornalisti e cittadini ci rivolgiamo ai direttori delle testate giornalistiche e a tutti gli operatori dell&#8217;informazione chiedendo di dare vita a una campagna contro tutti i bavagli e di unirsi in una battaglia di civiltà e democrazia che deve creare un&#8217;alleanza tra mondo dell&#8217;informazione e cittadinanza attiva. Uno Stato davvero democratico dovrebbe favorire la verifica delle informazioni e non ostacolarla. Senza libertà non può esistere una informazione corretta e di qualità e senza informazione la libertà muore».</p>
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		<title>Opporsi all&#8217;attacco ai diritti umani e in difesa dell&#8217;indipendenza della Magistratura</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/10/07/opporsi-allattacco-ai-diritti-umani-e-in-difesa-dellindipendenza-della-magistratura/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 07 Oct 2023 10:58:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga la seguente lettera: Al Presidente della Repubblica Italiana Palazzo del Quirinale 00187 Roma, Italia Ai Membri del Parlamento Italiano Oggetto:&#160;Petizione per la Salvaguardia dei Diritti dei&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/10/07/opporsi-allattacco-ai-diritti-umani-e-in-difesa-dellindipendenza-della-magistratura/">Opporsi all&#8217;attacco ai diritti umani e in difesa dell&#8217;indipendenza della Magistratura</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17187" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-1024x576.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-300x169.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1-768x432.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/mg-1.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani sottoscrive e divulga la seguente lettera:</p>



<p></p>



<p>Al Presidente della Repubblica Italiana</p>



<p>Palazzo del Quirinale</p>



<p>00187 Roma, Italia</p>



<p>Ai Membri del Parlamento Italiano</p>



<p>Oggetto:&nbsp;<strong>Petizione per la Salvaguardia dei Diritti dei Migranti e la Tutela della Costituzione della Repubblica Italiana</strong></p>



<p>Egregi Signori e Signore,</p>



<p>Noi, cittadini e cittadine della Repubblica Italiana, preoccupati per la crescente minaccia alla legalità costituzionale e ai diritti fondamentali dei migranti nel nostro paese, ci rivolgiamo a voi in qualità di custodi della nostra democrazia e dei principi sanciti dalla Costituzione Italiana.</p>



<p>Citando le parole di Antonio Gramsci, &#8220;Se avessi fatto anch&#8217;io il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, sarebbe successo ciò che è successo?&#8221; oggi ci chiediamo se avremmo potuto evitare la situazione attuale, in cui i principi costituzionali sono sempre più messi in discussione e i diritti umani dei migranti sono spesso ignorati.</p>



<p>In particolare, vorremmo sottolineare l&#8217;importanza del recente atto di coraggio di un membro della magistratura italiana. Nell&#8217;esercizio corretto delle sue funzioni, ha applicato quanto espresso dalla Carta costituzionale. Come privato cittadino, ha difeso con determinazione e integrità la Costituzione Italiana, dimostrando la sua non indifferenza verso i diritti fondamentali di uomini e donne. La sua presenza in una manifestazione apartitica e non certo di propaganda elettorale, di solidarietà nei confronti dei migranti, insieme a numerosi cittadini che, come lui, hanno esercitato il loro fondamentale diritto di esprimere la propria opinione in merito alla difesa della vita, è a nostro avviso unicamente ennesima dimostrazione di senso civico a cui tutte/i dovremmo sentirci chiamati/laddove ravvisiamo violazioni dei diritti.</p>



<p>Tuttavia, la legalità costituzionale e i valori democratici sono minacciati da esponenti di forze politiche il cui strumento principale sembra ormai essere quello del dossieraggio e conseguente attacco personale per mezzo stampa , volto a &nbsp;delegittimare l’attività legittima e corretta del Magistrato. In uno stato di diritto, questi precedenti devono essere immediatamente rispediti al mittente, con chiarezza e determinazione onde evitare il ripetersi di dolorose esperienze di cui la storia ci ha resi consapevoli .</p>



<p>Ciò che è ancora più preoccupante è che abbiamo permesso a nemici della democrazia e dell&#8217;umanità di impadronirsi delle istituzioni della Repubblica. Questa è una situazione che non possiamo più ignorare o sottovalutare.</p>



<p>Pertanto, chiediamo a voi, rappresentanti eletti del popolo italiano, di adottare misure concrete per ripristinare la legalità costituzionale e garantire i diritti fondamentali delle persone che vengano a trovarsi in situazione di particolare vulnerabilità legislativa. Migranti e richiedenti asilo sono in questi anni coloro che più pagano le violazioni di normative costituzionali e di convenzioni internazionali. In particolare, invitiamo il Parlamento Italiano a impegnarsi in modo deciso e determinato per promuovere un&#8217;agenda di inclusione, rispetto dei diritti umani e giustizia sociale.</p>



<p>Il prossimo passo cruciale per la nostra mobilitazione sarà la manifestazione del 7 Ottobre a Roma, denominata &#8220;La Via Maestra,&#8221; dove migliaia di cittadini e cittadine si riuniranno per esprimere la loro solidarietà e il loro impegno per la difesa dei valori costituzionali. Chiediamo che anche voi vi uniate a questa voce collettiva in difesa della Costituzione Italiana e dei diritti dei migranti.</p>



<p>Chiediamo il vostro impegno per ristabilire la legalità costituzionale e per garantire che l&#8217;Italia torni ad essere un faro di democrazia, giustizia e solidarietà in Europa e nel mondo.</p>



<p>Con fiducia nella vostra azione, vi preghiamo di considerare questa petizione come un appello urgente a favore della salvaguardia dei diritti dei migranti e della tutela della Costituzione Italiana.</p>



<p></p>



<p>Per firmare la petizione: https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss<a href="https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/opporsi-all-attacco-ai-diritti-umani-e-all-indipendenza-della-magistratura?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Distinti saluti,</p>



<p>Mauro C. Zanella&nbsp;</p>



<p>Enrico Calamai</p>



<p>Maurizio Acerbo Segr. Nazionale PRC-SE&nbsp;</p>



<p>Gregorio De Falco&nbsp;</p>



<p>Giovanni Annaloro&nbsp;</p>



<p>Sara Zuffardi &nbsp;</p>



<p>Herta Manenti</p>



<p>Stefano Galieni&nbsp;</p>



<p>Anna Camposampiero&nbsp;</p>



<p>Paola Nunges&nbsp;</p>



<p>Luciana Menna&nbsp;</p>



<p>Calro Cartocci</p>



<p>Teresa Mecca</p>



<p>Marcozzi gabriele&nbsp;</p>



<p>Enrica Inghilleri&nbsp;</p>



<p>Angelica Perrone&nbsp;</p>



<p>Irene Rui</p>



<p>Paula Beatriz Amadio</p>



<p>Eleonora de Nardis</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani</p>



<p>Vittoria Pagliuca</p>



<p>Silvia Galiano</p>



<p>dgardo Maria Iozia Melitea&nbsp;</p>



<p>Fulvio Vassallo Paleologo ADIF</p>



<p>Fabio Maercelli, GIurista , presidente CRED&nbsp;</p>



<p>Francesca Zaccari</p>



<p>Anna Polo, Pressenza</p>



<p>MAJDI KARBAI</p>



<p>Elena Coniglio, Transform!italia, Proposte UILS</p>



<p>Dino Greco&nbsp;</p>



<p>Michela Becchis</p>



<p>Alessandro Ballerini&nbsp;</p>



<p>Federica Lupo</p>



<p>Doriana Sarli</p>
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		<title>Appello alle forze politiche che si candidano alle elezioni parlamentari del 25 settembre 2022</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/08/12/appello-alle-forze-politiche-che-si-candidano-alle-elezioni-parlamentari-del-25-settembre-2022/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Aug 2022 08:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga l&#8217;appello di ASGI Con l&#8217;approssimarsi delle elezioni politiche previste per domenica 25 settembre l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha ritenuto opportuno e urgente elaborare un elenco&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/08/12/appello-alle-forze-politiche-che-si-candidano-alle-elezioni-parlamentari-del-25-settembre-2022/">Appello alle forze politiche che si candidano alle elezioni parlamentari del 25 settembre 2022</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="423" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-1024x423.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16535" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-1024x423.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-300x124.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti-768x318.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/08/punti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br>Associazione Per i Diritti umani sostiene e divulga l&#8217;appello di ASGI </p>



<p>Con l&#8217;approssimarsi delle elezioni politiche previste per domenica 25 settembre l’Associazione per gli Studi Giuridici sull’Immigrazione ha ritenuto opportuno e urgente <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/xQ91zXaQCixSgyVjRxUQYmDM7jdu1lJZbZFK3Q3-9gvDfMZvD95355aF6ExcyAonJW6KR6lkkYRpGoLjNGWp0wpUUPvlyPm6u56Iq3WcgUJnutSMy9IMOQKtwOf4CGstuj0-yYJqXXc1dJ7GvXu6ozO1EWeTUaZkDuA1Mu6SIK_PNGiv6y0_yyZc8iPBQVq7ee7ZuPzztwvwlAOZehVFFh0mYuydUEH_4ubScbFERwIXC4VusIxw7rYGDYeYs4rgNc_mJl7q4_S_R4zSn9rANtm1PdqfHwrOXcykilAV1DG0ztHEytOyYgAb0Nu_4jJRWlO16oHhtv1RLPMqSJl41tbyrv9EjxtNyRqUzglcB1pDjAb62SiAn_BbJ3WCeIMzCAC6zDSwmB-xZMg2WsNopjg?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>elaborare un elenco di priorità da sottoporre ai candidati e alle candidate</strong></a>, come già accaduto a partire dal 2013. Al tempo quando l&#8217;ASGI chiedeva l&#8217;impegno a sottoscrivere i contenuti di <a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/yf80cveO_XfQg114syXDD_2cRwf2_AJ79oAUbUnD00lOCStfKSA48T4NSjECr16j-IFR60oey8LgV1brrRHnjRACa6OhQTuRmGuEu_woRoQV21iqngqw3LcvSNZsVjx5jnfKaO_oC9-bihFi5MUzSUqrwCx_fMfvdoSvCF5jSlHIo7O5t8yN86G1uCbSjubCQzhxTdjUZ3EXFDwic8uzojZEVuSMn1XJg_pqTH0WTZEHKC2TLbHYz11OfNEFX6oIBiaKTDY23OYs4_7MRdcvz0N7pDrUuTCgloi-vl8kn32dNKvRUPGkqAQVHMT1uC4glz_As-_NJisgoQyMRHbU5uPBurm8cg6MBBnBG889P7SFWFqjQuDOkLedkZ1V2V3fPbxgWlELSl-4GbCzXLOsBafk6cp_L8PTYUYA3w?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">un manifesto in 10 punti</a>, i temi dell’immigrazione e dei diritti di cittadinanza risultavano troppo assenti nei programmi elettorali dei partiti. A quasi 10 anni da allora, ci troviamo in una situazione profondamente cambiata dove<strong> oggi si rischia, al contrario, la strumentalizzazione dei temi dell&#8217;immigrazione,</strong> la diminuzione della tutela dei diritti per chi chiede protezione o viene sfruttato e il perdurare del mancato riconoscimento dei diritti di cittadinanza e di uguaglianza a quanti vivono in Italia, e spesso vi sono nati, ma non sono riconosciuti cittadini italiani. <strong>Per ogni punto proponiamo alcune sintetiche misure, concrete e non demagogiche</strong>, volte a promuovere adeguate politiche di integrazione sociale dei cittadini stranieri nel rispetto dei diritti fondamentali previsti dalle normative italiane, europee e internazionali . <strong>A chi si candida a far parte del Parlamento italiano chiediamo di impegnarsi con coraggio </strong>nella nuova legislatura per una riforma che porti l&#8217;Italia ad adeguare le norme del diritto dell’immigrazione, dell’asilo e della cittadinanza alle attuali esigenze della società. Società che si è nel frattempo consolidata e va guidata ad affrontare nuove sfide derivanti dalle crisi internazionali e dal cambiamento climatico, <strong>rafforzandone i legami di uguaglianza e di comunità così come sanciti dai principi costituzionali e dai trattati internazionali</strong>, e non  creando divisioni sociali.</p>



<p></p>



<p>A questo link gli 10 punti:    </p>



<p><a href="https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/eH47-3IaAOED41rwJM_yoVWZVQcUT_MDPcMa-J63mMOgqMEVKaxrseGKHY7Z9UAg_B8y9Wo3M8Ueo36Ev2I6GcqgMSyHVFbpas0ImBsbGszHJM-Id_XH9KEEMz1HY7bgD4J_6xn_PVzDmQ1eIIyaO5-yKeIrF0WE-JBlarkK01iKBehuruGV3Mhlcng28waBZ1leGkOU44iHc50Fp2lt1RWg6d7xenhOxstsN3ieYnceW_z34O4YuP6H-sAJOzMFra5_6UxE5x73veBZaxRA_pCZLtTRiEkDLBPNZV8sYlNAZEKakBAMii_Kk3lFnlWfv04esfOCzxEkOIVWye_eHsmBR9mLHayyeIDnSPSCrJIV5gSYoSrsMyczuw4v_TmHJdMPXXoLRA13EAyfTO5-1K41J69gxHfB?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://2iwat.r.ag.d.sendibm3.com/mk/cl/f/eH47-3IaAOED41rwJM_yoVWZVQcUT_MDPcMa-J63mMOgqMEVKaxrseGKHY7Z9UAg_B8y9Wo3M8Ueo36Ev2I6GcqgMSyHVFbpas0ImBsbGszHJM-Id_XH9KEEMz1HY7bgD4J_6xn_PVzDmQ1eIIyaO5-yKeIrF0WE-JBlarkK01iKBehuruGV3Mhlcng28waBZ1leGkOU44iHc50Fp2lt1RWg6d7xenhOxstsN3ieYnceW_z34O4YuP6H-sAJOzMFra5_6UxE5x73veBZaxRA_pCZLtTRiEkDLBPNZV8sYlNAZEKakBAMii_Kk3lFnlWfv04esfOCzxEkOIVWye_eHsmBR9mLHayyeIDnSPSCrJIV5gSYoSrsMyczuw4v_TmHJdMPXXoLRA13EAyfTO5-1K41J69gxHfB?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>La conferenza sul futuro dell&#8217;Europa: concluso l&#8217;esperimento democratico dell&#8217;Unione europea</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 May 2022 07:51:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione. Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16380" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/madd.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p></p>



<p>Il 9 maggio 2022 si è conclusa a Strasburgo la Conferenza sul futuro dell’Europa, dopo un anno esatto dalla sua inaugurazione.</p>



<p>Questa nuova iniziativa congiunta del Parlamento, del Consiglio e della Commissione dell’Unione europea è stata pensata per rispondere al desiderio più volte espresso dai cittadini europei di essere maggiormente coinvolti nel processo decisionale dell’Unione.</p>



<p>A partire da maggio 2021, infatti, quattro panel di cittadini provenienti da ogni Paese membro, composti ciascuno da duecento persone, si sono periodicamente incontrati per discutere di alcune tematiche europee, dalla democrazia alla salute, dalla migrazione all’istruzione.</p>



<p>Nel corso di questi incontri, a cui sono succeduti poi anche dibattiti con le stesse istituzioni europee, i panel di cittadini hanno discusso e elaborato delle idee per il futuro dell’Europa, idee sfociate poi in quarantanove proposte di obiettivi e misure concrete da rispettare e attuare nei prossimi anni.</p>



<p>La possibilità di fare sentire la propria voce non è stata in realtà garantita solamente agli ottocento membri dei quattro panel, ma a tutti i cittadini degli Stati membri.</p>



<p>Ciò è stato possibile in particolare attraverso l’organizzazione di eventi nazionali e transazionali, oltre che per mezzo della creazione di un panel ad hoc nell’ambito di ciascun singolo Stato. Ogni cittadino ha inoltre avuto la possibilità di presentare le proprie idee e proposte sulla piattaforma digitale dedicata alla Conferenza, oltre che di interagire con altri cittadini attraverso la stessa. L’insieme di queste proposte, nazionali e online, è stato infine discusso durante i dibattiti tra cittadini e tra cittadini e rappresentanti delle istituzioni.</p>



<p>Se però le attività della Conferenza sono state apprezzate sia dalle istituzioni che dai cittadini, al momento, ora che questo innovativo “esperimento democratico” si è concluso, numerose perplessità sorgono circa il destino di queste proposte.</p>



<p>Il Parlamento, il Consiglio e la Commissione dovranno infatti decidere nei prossimi mesi come ciascuna di queste istituzioni possa rendere effettivi i risultati della Conferenza e prepararsi per organizzare un incontro nell’autunno 2022 per aggiornare i cittadini su quanto fatto fino ad allora.</p>



<p>Già il Parlamento europeo ha avanzato l’ipotesi di percorrere la strada della riforma dei Trattati istitutivi dell’Unione per potere integrare le proposte nel diritto comunitario, modificando dunque quest’ultimo nei suoi testi fondamentali. Se la possibilità di avviare questa procedura è stata accennata anche dalla Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e dal Presidente francese Emmanuel Macron, diversi Stati si sono però mostrati reticenti a eventuali riforme.</p>



<p>Pagina ufficiale della Conferenza: <a href="https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.europarl.europa.eu/news/it/headlines/priorities/conferenza-sul-futuro-dell-europa?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Piattaforma online della Conferenza: <a href="https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/?locale=it&amp;pk_source=website&amp;pk_medium=link&amp;pk_campaign=europarl&amp;pk_content=headlines_editorial&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Pagina dedicata agli eventi in Italia: <a href="https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://futureu.europa.eu/pages/italy?locale=it&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Tunisia: una decisione storica del presidente Kais Saied che ascolta il popolo e licenzia la politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Jul 2021 07:08:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tunisia ,Foad Aodi(Co-mai): Una decisione storica del presidente Kais che ascolta il popolo e licenzia la politica Amsi,Co-mai e UMEM: in Tunisia 563.930 contagiati e 18 mila morti, in Africa più di 6.4 contagiati ,162.875 morti&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-tunisia-ansa-2-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15534" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-tunisia-ansa-2-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-tunisia-ansa-2-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-tunisia-ansa-2-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/proteste-tunisia-ansa-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>(Ansa.it)</figcaption></figure>



<p>Tunisia ,Foad Aodi(Co-mai): Una decisione storica del presidente Kais che ascolta il popolo e licenzia la politica <br>Amsi,Co-mai e UMEM: in Tunisia 563.930 contagiati e 18 mila morti, in Africa più di 6.4 contagiati ,162.875 morti e circa 1,5% vaccinati ,il programma Covax ha fallito ,chi sbaglia paga e non solo in Tunisia.</p>



<p></p>



<p>Il  25.07 è stata una giornata molto tesa in Tunisia con numerose manifestazioni da parte del popolo tunisino , in maggioranza giovani, per numerosi motivi che vanno dalla crisi politica ,economica ,aumento della disoccupazione e dell&#8217;immigrazione irregolare al fallimento totale nella gestione sanitaria .La Tunisia nelle ultime settimane ha registrato numeri alti di contagi ,morti ,con ospedali e professionisti alla sanità  al collasso ,dove manca tutto compreso medicinali ,bombole di ossigeno e vaccini, come denunciamo da settimane. Il presidente tunisino <strong>Kais Saied </strong>ha annunciato a sorpresa in tarda serata di ieri la sospensione del parlamento e il licenziamento del primo ministro <strong>Hichem Mechichi </strong>,secondo l&#8217;articolo 80 della costituzione tunisina ,dopo una giornata di proteste popolari contro il sistema politico in atto. Subito dopo l&#8217;annuncio di Saied, a seguito di una riunione di emergenza a Cartagine con i vertici della sicurezza e dell&#8217;esercito, molti cittadini si sono riversati nelle strade suonando i clacson delle automobili in segno di giubilo e festeggiamenti.</p>



<p><em><br></em>&#8220;Quello che è successo ieri in Tunisia è molto importante dal punto di vista politico e popolare. Ci auguriamo che tutti i paesi di buona volontà , la Commissione Europea e i paesi arabi possano aiutare subito la Tunisia nell&#8217;affrontare la grave crisi sanitaria e della pandemia. Ad oggi la Tunisia ha ricevuto aiuti e più di 3,2 milioni di dosi ; con la previsione di superare le 5 milioni di dosi dopo la metà di agosto ,tutto in donazione e con aiuti dalla Cina ,Francia ,Algeria ,Egitto ,Italia ,Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi. </p>



<p>La Tunisia è nella quarta ondata e registra più di 563.930 contagiati e 18 mila morti dall&#8217;inizio della pandemia ,come numerosi paesi arabi ,africani e sud americani dove i numeri sono in aumento per colpa delle nuove varianti sia internazionali che locali (Algerina ,Tunisina ,Libica ,Africane), che sono circa 27 varianti. In Africa più di 6.4 milioni di contagiati ,162.875 morti e circa 1,5% vaccinati. Il programma Covax ha fallito. Chi sbaglia paga e non solo in Tunisia<strong>. </strong>&#8220;Urge sostenere la Tunisia e Paesi arabi e africani; servono tamponi che hanno la capacità di identificare le nuove varianti; controllare di più l&#8217;immigrazione proveniente dai paesi entranti nella quarta ondata; fornire più vaccini; promuovere campagne di informazione giusta e responsabile per combattere ogni disinformazione o affermazione irresponsabile, senza evidenze scientifiche,&#8221; cosi sintetizza e di nuovo denuncia  la situazione tragica in Tunisia e in Africa <strong>Foad Aodi , Presidente Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e La Comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) , membro della Commissione Salute Globale della Fnomceo </strong>che avverte Europa e Italia: anche in Italia e in Europa ce&#8217; protesta in piazza e disinformazione con dichiarazioni che non aiutano ad aumentare la percentuale dei vaccinati come questa ultima che gira in Italia e che va chiarita subito: &#8220;i vaccinati contagiano come i non vaccinati&#8221; .</p>
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		<title>#EroStraniero: domande di regolarizzazione</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2021 06:57:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Stallo delle domande di regolarizzazione: terzo settore, sindacati e associazioni di categoria scrivono a governo e parlamento affinché si intervenga subito sui ritardi e vengano superate le sanatorie e riformato l’intero sistema “Laregolarizzazionestraordinariadel2020èinunasituazionedistallo,conpesanticonseguenze in&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1024x586.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15466" width="761" height="435" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1024x586.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-300x172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-768x439.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-1536x878.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/ero-straniero-scaled-1-2048x1171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 761px) 100vw, 761px" /></figure>



<p><em><strong>Stallo delle domande di regolarizzazione: terzo settore, sindacati e associazioni di categoria scrivono a governo e parlamento affinché si intervenga subito sui ritardi e vengano superate le sanatorie e riformato l’intero sistema</strong></em></p>



<p>“<em>La</em><em>regolarizzazione</em><em>straordinaria</em><em>del</em><em>2020</em><em>è</em><em>in</em><em>una</em><em><strong>situazione</strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong>stallo,</strong></em><em><strong>con</strong></em><em><strong>pesanti</strong></em><em><strong>conseguenze in termini di sicurezza sociale e sanitaria e di legalità per il nostro Paese</strong></em><strong>”</strong>. Così si legge nella <strong>lettera aperta &#8211; in allegato &#8211; inviata ieri 20 aprile </strong>da decine di organizzazioni ai ministri dell’interno, della salute, del lavoro e delle politiche agricole, al presidente della Camera e al presidente della Commissione affari costituzionali della stessa Camera, per chiedere: al governo di intervenire e portare a termine quanto prima l’iter delle oltre 200.000 domande presentate; al parlamento, di riprendere l’esame della proposta di legge popolare di riforma della normativa sull’immigrazione, fermo da più di un anno.</p>



<p>La lettera, promossa dalla campagna Ero straniero<sup>1</sup>, è stata sottoscritta dalle principali realtà impegnate sui temi dell’asilo e dell’immigrazione (Tavolo salute e immigrazione, Tavolo asilo nazionale, Forum per cambiare l’ordine delle cose, Io accolgo, Amsi-medici di origine straniera in Italia), da sindacati nazionali (Cgil, Uil, Usb), dal mondo cooperativo (Alleanza delle cooperative italiane-agroalimentare, e cioè Confcooperative Fedagripesca, Legacoop Agroalimentare, Agci Agrital, insieme a Legacoopsociali) e da alcune associazioni di categoria e realtà (Assindatcolf- Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico, Professione in famiglia, Osservatorio Placido Rizzotto-Flai CGIL, ASeS-Agricoltori Solidarietà e Sviluppo della CIA-Agricoltori italiani), operanti nei settori interessati dal provvedimento straordinario di emersione approvato quasi un anno fa (lavoro domestico e di cura, agricoltura).</p>



<p>Il ritardo enorme con cui sta procedendo l’esame delle domande di emersione, documentato dal lavoro di monitoraggio della campagna Ero straniero, con poche migliaia di permessi di soggiorno rilasciati rispetto alle oltre 200.000 domande presentate, si sta traducendo nell’<strong>impossibilità, di fatto, per decine di migliaia di persone di accedere pienamente ai servizi,alle prestazioni sociali,alle tutele e ai diritti previsti per chi lavora nel nostro Paese</strong>.</p>



<p>Un esempio tra tutti: nonostante la normativa preveda l’accesso al sistema sanitario nazionale anche per i cittadini stranieri in attesa di essere regolarizzati, nella realtà, in molti territori, tale possibilità viene negata. Accade infatti che senza il permesso di soggiorno non venga</p>



<p><sup>1 </sup><em><u>Ero straniero</u></em> è promossa da: Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, Oxfam Italia, ActionAid Italia, Fcei &#8211; Federazione Chiese Evangeliche in Italia, CILD, ACLI, Legambiente Onlus, Terra!, ASCS &#8211; Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.</p>



<p>rilasciata la tessera sanitaria, ma senza quest’ultima è estremamente difficile rientrare nella campagna vaccinale anti-COVID in corso. “<em>Tale situazione di stallo ha, dunque, inevitabilmente un <strong>impatto anche a livello di salute pubblica</strong> nel contesto di emergenza sanitaria che stiamo vivendo”,</em>si sottolinea nella lettera. Senza permesso di soggiorno, inoltre, diventa complicato anche aprire un conto corrente, necessario per l’accredito dello stipendio di chi sta già lavorando, o avere l&#8217;Isee, con cui usufruire delle agevolazioni economiche per le mense scolastiche per chi ha un reddito basso.</p>



<p>C’è poi un altro aspetto da prendere in considerazione: un anno fa, con lo scoppio in Italia della pandemia, si è rischiato uno stop al comparto agroalimentare, vista la mancanza di lavoratori stranieri stagionali impossibilitati a entrare nel nostro Paese. Da qui il provvedimento straordinario di emersione inserito nel cd. decreto “rilancio”. “<em>A un anno di distanza, </em><em><strong>all’avvio di una nuova</strong></em><em><strong>stagione di raccolta, sarebbe paradossale non portare a conclusione rapidamente le decine di</strong></em><em><strong>migliaia</strong></em><em><strong>di</strong></em><em><strong>pratiche</strong></em><em><strong>in</strong></em><em><strong>istruttoria</strong></em><em>,</em><em>consentendo</em><em>alle</em><em>persone che hanno inoltrato domanda di</em><em>lavorare in sicurezza e andando incontro alla richiesta di manodopera dei datori di lavoro</em>”, si legge nella lettera.</p>



<p>Alla luce di tali considerazioni, le organizzazioni firmatarie chiedono quindi:</p>



<p><strong>-al Governo,e in particolare ai ministeri dell’interno e della salute,</strong> di intervenire immediatamente per velocizzare l’iter delle domande, in modo che le 200.000 persone sospese, in attesa di risposta, possano al più presto essere assunte; e di chiarire ai propri uffici che i cittadini stranieri in attesa del permesso di soggiorno godono, sino alla conclusione della procedura, di tutti i diritti connessi allo status di lavoratore regolare.</p>



<p>&#8211; <strong>al Parlamento</strong>, di riprendere quanto prima l’esame della <strong>proposta di legge di iniziativa popolare</strong> della campagna <em>Erostraniero</em> in Commissione affari costituzionali della Camera, riformando la normativa in vigore, ormai superata. “<em>Nonsaràsufficientequest’ultimoprovvedimentostraordinarioacontrastarelacreazionedinuovairregolarità,comedimostraquanto accaduto negli ultimi vent’anni”, </em>concludono le organizzazioni. “<em><strong>Serve un intervento che permetta di ampliare le maglie della regolarizzazione e favorire legalità e integrazione, </strong>a partiredauno<strong>strumentodiemersionesubaseindividuale</strong>-sempreaccessibile,senzabisognodisanatorie &#8211; che dia la possibilità a chi rimane senza documenti di mettersi in regola a fronte della disponibilità di un contratto di lavoro o di un effettivo radicamento nel territorio. E più a monte, servono <strong>nuovi meccanismi legali di ingresso per lavoro </strong>o ricerca lavoro. Soluzioni, queste, previste nella proposta di legge popolare all’ esame della Camera, la cui approvazione non può più aspettare”.</em></p>
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		<title>Maternità surrogata o gestazione per altri: il deposito della PDL per la legalizzazione e subito abbinamento in commissione Giustizia</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2021 08:12:40 +0000</pubDate>
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<p>La surrogazione di maternità o maternità surrogata o <strong>gestazione</strong> per altri (spesso abbreviata in <strong>GPA</strong>) è una forma di procreazione assistita in cui una donna provvede alla <strong>gestazione</strong> per conto di una o più persone, che saranno il genitore o i genitori del nascituro.</p>



<p>Pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione Luca Coscioni e Certi Diritti</p>



<p><em>&#8220;Ringraziamo le deputate e i deputati Guia Termini, Doriana Sarli,&nbsp; Riccardo Magi, Nicola Fratoianni ed Elisa Siragusa, depositari della proposta per la regolamentazione della gestazione solidale per altri. Un testo nato dal lavoro straordinario di numerosi giuristi e realtà associative per i diritti civili e la salute riproduttiva che è stato incardinato dall&#8217;associazione Coscioni e Certi Diritti.&#8221;</em></p>



<p>Lo dicono&nbsp;<strong>Filomena Gallo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>Leonardo Monaco</strong>&nbsp;rispettivamente segretari dell&#8217;Associazione Luca Coscioni e dell&#8217;Associazione Certi Diritti.</p>



<p><em>&#8220;Un Parlamento rispettoso della più alta giurisprudenza e dei diritti dei cittadini non meritava di esprimere solo la proposta repressiva e illiberale firmata Meloni e Carfagna. Auspichiamo l&#8217;abbinamento della nuova proposta all&#8217;iter in corso, per rendere partecipi del confronto tutte le voci impegnate a superare il turismo riproduttivo e le discriminazioni nei confronti degli aspiranti genitori&#8221;</em></p>



<p>Aggiungono in conclusione&nbsp;<strong>F. Gallo</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>L. Monaco</strong>:&nbsp;<em>&#8220;Lavorare per mettere a disposizione dei parlamentari una proposta di regolamentazione italiana della gestazione per altri solidale è il nostro modo di partecipare a un dibattito in cui persone singole e coppie chiedono alternative al &#8216;turismo dei diritti&#8217;, unica via percorribile a causa degli ultimi divieti della legge 40 del 2004. Nel 2021, anche alla luce dei recenti ammonimenti della Consulta sui diritti dei bambini delle famiglie arcobaleno, una risposta repressiva rappresenterebbe un colpevole passo indietro. La regolamentazione, infine, è anche un&#8217;arma fondamentale per ostacolare qualsiasi forma di sfruttamento e mancanza di tutela per tutti i soggetti coinvolti. Solo una legge tutelerà le gestanti, i nati e coloro che provano a fare famiglia con figli.&#8221;</em></p>
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