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	<title>parole Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ti parlo Luna</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2025 08:40:53 +0000</pubDate>
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<p></p>



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<p></p>



<p>di Jorida Dervishi Mbroci</p>



<p>Nella quiete della notte, un&#8217;anima smarrita si apre alla luna, confidandole le proprie paure e dolori. Tra le ombre della solitudine, nasce un dialogo intimo che porta una flebile speranza. La luna, immutabile nel suo splendore, diventa compagna di segreti, portando una luce di conforto nel buio dell&#8217;animo. Una storia di resilienza e legame si dipana tra lacrime e confidenze, tra un cuore spezzato e una presenza costante nel firmamento.</p>



<p>&#8220;La luna rimane il mio unico baluardo, la confidente delle notti mute in cui il dolore urla silenzioso. Nel suo bagliore, cerco conforto, una costante di cui ho disperato bisogno. Tra le ombre dell&#8217;abbandono, la sua presenza mi salva dall&#8217;oblio che avvolge il mio cuore solitario.&#8221;</p>



<p>“Ci sei sempre, vero?” mormoro, la voce appena un soffio nel vento. È la stessa domanda di sempre, ogni notte, quando tutto il resto tace e solo lei rimane ad ascoltarmi. Ho bisogno di sapere che almeno la luna non se ne andrà. Perché tutto il resto, tutto ciò che conoscevo, se n’è già andato. E dentro di me non è rimasto altro che un vuoto freddo, un’assenza che mi pesa sul petto come una pietra.</p>



<p>“Sai, a volte…” comincio, incerta, e poi l’aria si fa più tagliente, come se anche la notte trattenesse il fiato. “A volte ho paura. Non di qualcosa di preciso, ma di tutto. Della solitudine. Del tempo che passa e non restituisce nulla. Di non avere più nessuno a cui aggrapparmi.” La voce mi trema. “Ho perso troppo, Luna. E adesso non so più come andare avanti.”</p>



<p>Queste parole le ho già dette. Forse ieri, forse la settimana scorsa. Forse ogni sera da quando il mondo mi è crollato addosso. Ma non importa, perché lei non si stanca mai di ascoltare.</p>



<p>Il vento sospira tra gli alberi, una carezza gelida che mi sfiora la pelle. La luna rimane là, alta nel cielo, silenziosa e distante, eppure la sua luce è l’unica cosa che non mi fa sentire completamente persa.</p>



<p>“Mi capita di fingere che vada tutto bene, di sorridere quando dentro sento solo il vuoto. Ma la verità è che mi sento abbandonata. Come se il mondo mi avesse lasciata indietro, come se fossi diventata l’eco sbiadita di qualcosa che non esiste più.”</p>



<p>Chiudo gli occhi per un istante, il cuore che batte più forte. Il cielo sopra di me è immenso, sterminato, eppure dentro questa vastità io mi sento piccola, fragile, quasi trasparente.</p>



<p>“Ho bisogno di qualcuno che mi veda davvero, che non mi lasci scivolare via come se non esistessi. Ho bisogno di sapere che, anche se tutto sembra crollare, non sono davvero sola.”</p>



<p>La luna splende, immutabile, e nel suo bagliore c’è un riflesso che mi fa sentire meno spezzata. Lei non ha risposte da darmi, non ha parole da offrire, ma non importa. È qui. Mi ascolta. Come fa ogni sera, senza stancarsi mai.</p>



<p>“Forse è per questo che ti parlo, Luna,” sussurro, mentre la brezza mi accarezza il viso con la delicatezza di un ricordo. “Perché tu non mi abbandoni. Sei qui, sempre, senza condizioni, senza aspettative. E a volte, credo che sia l’unica cosa che riesca a darmi un po’ di pace.”</p>



<p>E così, sotto il suo sguardo silenzioso, sento il peso nel petto farsi un po’ più leggero. Un segreto sussurrato al cielo, una piccola, impercettibile liberazione. Forse domani sera sarò ancora qui, a dirle le stesse cose, a cercare risposte che non verranno mai. Ma almeno lei continuerà a esserci. Sempre.</p>
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		<title>Perché ascoltare e cantare De Andrè</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Mar 2024 12:55:37 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="825" height="464" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17452" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 825w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/an-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 825px) 100vw, 825px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Sabrina Minervini </p>



<p></p>



<p>“Tu prova ad avere un<br>mondo nel cuore e non<br>riesci ad esprimerlo con<br>le parole”</p>



<p><br>“Un matto”</p>



<p>Perché ho scelto proprio lui?<br>Ascoltando le canzoni di Fabrizio De André suggerite dal mio psicoterapeuta, il quale ha sempre sostenuto che questo cantautore fosse terapeutico per chi ha delle difficoltà di qualsiasi tipo, ho scoperto quanto rispecchiassero la mia vita e quanto tutt’ora sono attuali. Lui metteva al centro della sua visione del mondo gli emarginati, coloro che non riuscivano ad integrarsi nella società e quindi non avevano la possibilità di esprimersi, ha cercato di combattere contro il pregiudizio e la discriminazione sociale che tutt’oggi esiste.</p>



<p>Entrando nello specifico…<br>Per spiegarvi che cosa intendo non posso che citare un paio di canzoni:<br>Ne’ “La città vecchia” si nota palesemente come De André riuscisse a guardare oltre le apparenze. Questa canzone infatti narra di persone che sono state marchiate dalla società per i loro sbagli e per questo vengono emarginati ciò che mi colpisce di questo testo è che il cantautore non dice che queste persone non debbano essere punite, ma di cercare di capirle e di provare a trattarle come persone senza giudicarle: “Se tu penserai se giudicherai da buon borghese li condannerai a 5000 anni più le spese, ma se capirai se li cercherai fino in fondo se no sono gigli son pur sempre figli vittime di questo mondo”. Da qui si può notare la sua lotta contro il pregiudizio.</p>



<p>“Un malato di cuore”<br>Sicuramente la canzone che mi rispecchia di più racconta di un ragazzo che inizialmente non voleva convivere con la sua malattia che lo ha costretto dalla nascita fino al suo diventare adulto a “farsi narrare la vita dagli occhi” ovvero essere obbligato a guardare la vita degli altri non potendo vivere completamente la propria, ma alla fine della canzone si nota il suo cambiamento nell’accogliere la sua condizione.<br>Questa canzone mi sta aiutando ad accettare le mie privazioni e difficoltà.</p>



<p></p>



<p>Citazioni:</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> Ebbi ben presto abbastanza chiaro che il mio lavoro doveva camminare su due binari: l&#8217;ansia per una giustizia sociale che ancora non esiste, e l&#8217;illusione di poter partecipare in qualche modo a un cambiamento del mondo. La seconda si è sbriciolata ben presto, la prima rimane.”<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/25fc.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="◼" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /> “Qualche volta dopo un concerto mi piacerebbe dire al pubblico che tutto quello che anno ascoltato è falso, assolutamente falso, perché io esprimo solo delle emozioni, dei sogni, ma per cambiare la realtà c’è bisogno di altro, di azioni concrete”.</p>



<p><br>Queste citazioni non provengono dalle sue canzoni ma semplicemente sono frasi tratte da discorsi, questo significa che il suo invito al cambiamento e la sua lotta contro l’ingiustizia sociale non solo sono presenti nelle canzoni ma anche in ciò che diceva.</p>



<p>E infine ricordiamoci che…:</p>



<p>Dai diamanti non nasce niente dal letame nascono i fior&#8230;“Via del campo”.</p>



<p>Questo era il suo modo per dire che da tutto ciò che all’apparenza sembra senza valore possono nascere grandi cose.</p>



<p><br>Grazie Fabrizio</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Scrivere d&#8217;Africa</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Nov 2023 09:19:31 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>E&#8217; da un po&#8217; di mesi che mi occupo di questa rubrica, che scrivo sulla situazione del continente africano. Non sono mai stato in Africa e sinceramente ho iniziato a scrivere senza troppa preparazione, ma spinto dalla voglia di fare.<br>Nel documentarmi, mi sono imbattuto nel libro “Parlare d&#8217;Africa – 50 parole chiave” di Luca Jourdan e Karin Pallaver pubblicato dalla Carocci. Il libro analizza proprio come i mass-media parlano di Africa. Leggendo questa pubblicazione, mi sono reso conto che forse sono stato un po&#8217; incosciente, diventare retorici è molto facile.<br>Il testo è una sorta di glossario, le 50 parole chiave appunto, necessarie per orientarsi nella storia e nell&#8217;attualità del continente africano. Adatto per chi, come il sottoscritto, si approccia per la prima volta o quasi, all&#8217;argomento. Un altro obiettivo del libro è di decostruire strereotipi. Gli autori si sono concentrati soprattutto sull&#8217;Africa subsahariana, ovvero l&#8217;area maggiormente interessata a luoghi comuni e rappresentazioni scorrette.<br>Non conosci l&#8217;Africa e vuoi saperne di più? Ti consiglio proprio questo libro. Ogni voce è volutamente breve e permette al lettore di acquisire le informazioni in modo chiaro e coinciso.</p>



<p><br>Concludo riportando passi di un saggio provocatorio di Binyavanga Wainaina (andate a vedere di chi si tratta) pubblicato su <em>Granta </em>nel 2005:<br>&#8220;Nel titolo, usate sempre le parole &#8216;Africa&#8217;, &#8216;nero&#8217;, “safari”. Nel sottotitolo, inserite termini come &#8216;Zanzibar&#8217;, &#8216;masai&#8217;, &#8216;zulu&#8217;, &#8216;zambesi&#8217;, &#8216;Congo&#8217;, &#8216;Nilo&#8217;, &#8216;grande&#8217;, &#8216;cielo&#8217;, &#8216;ombra&#8217;, &#8216;tamburi&#8217;, &#8216;sole&#8217; o &#8216;antico passato&#8217;. Altre parole utili sono &#8216;guerriglia&#8217;, &#8216;senza tempo&#8217;,<br>&#8216;primordiale&#8217; e &#8216;tribale&#8217;.<br>Mai mettere in copertina (ma neanche all’interno) la foto di un africano ben vestito e in salute, a meno che quell’africano non abbia vinto un Nobel. Usate, piuttosto, immagini di persone a torso nudo con costole in evidenza. Se proprio dovete ritrarre un africano, assicuratevi che indossi un abito tipico masai, zulu o dogon.<br>Nel testo, descrivete l’Africa come se fosse un paese caldo, polveroso con praterie ondulate, animali e piccoli, minuscoli esseri umani denutriti. Oppure caldo e umido, con popolazione di bassa statura che mangia scimmie. Non perdetevi in descrizioni accurate, l’Africa è grande: cinquantaquattro nazioni e novecento milioni di persone troppo impegnate a soffrire la fame, morire, combattere o emigrare per aver tempo di leggere il vostro libro.<br>Il continente è pieno di deserti, giungle, altipiani, savane e molti altri paesaggi, ma questo non interessa ai vostri lettori. Fate delle descrizioni romantiche, evocative, senza esagerare con i dettagli.<br>Ricordatevi di dire che gli africani hanno la musica e il ritmo nel sangue e che mangiano cose che nessun altro uomo è in grado di mangiare. Non citate mai riso, carne e grano: preferite, tra i piatti tipici del continente nero, cervello di scimmia, capra, serpente, vermi, larve e ogni sorta di selvaggina. E ricordatevi anche di aggiungere che voi siete riusciti a mangiare questi cibi e anzi che avete imparato a farveli piacere.</p>



<p>Soggetti vietati: scene di vita quotidiana, amore tra africani, riferimenti a scrittori o intellettuali, cenni a bambini scolarizzati che non soffrano di framboesia, Ebola o abbiano subìto mutilazioni genitali. Nel libro adottate un tono di voce sommesso e ammiccante con il lettore e un tono triste, alla “era esattamente quello che mi aspettavo”.<br>Chiarite subito che il vostro progressismo è senza macchia e dite quanto amate l’Africa e come vi sentite in armonia con quella terra e anzi, non potete viverne lontani. L’Africa è l’unico continente che si può amare: approfittatene! Se siete uomini, descrivete le torride foreste vergini. Se siete donne, parlate dell’Africa come di un uomo in giubbotto multitasche che sparisce nel tramonto.<br>L’Africa è da compatire, adorare o dominare. Ma qualsiasi punto di vista scegliate, assicuratevi di dare l’impressione che senza il vostro intervento l’Africa sarebbe spacciata…&#8221;.</p>



<p><br></p>
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		<title>Sono solo parole?</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2022 08:07:49 +0000</pubDate>
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<p>di Filippo Cinquemani </p>



<p><br>E&#8217; sotto gli occhi di tutti, o almeno sotto i miei, in quanto attivista, che stiamo vivendo un momento<br>di grande vivacità riguardo i movimenti sociali e culturali.<br>Un momento in cui si cerca, a volta con fatica, di andare sempre più verso l&#8217;inclusività sociale e non solo.<br>L’inclusività è un percorso che passa anche attraverso il linguaggio, cioè il modo in cui si dicono le cose e soprattutto si definiscono le persone.<br>Sinceramente, da persona gender fluid, non ho nessun problema a utilizzare il maschile per<br>definirmi o per essere definito. Sono sensibile però le istanze di molte persone che, da non-binarie<br>(né maschili né femminili) si trovano in difficoltà con una lingua che non sembra prevedere la loro<br>esistenza. Spesso, soprattutto per pigrizia, si liquida l&#8217;argomento con affermazioni del tipo: “si è sempre detto<br>così…”, oppure: “sono solo parole in fondo”; Sembrano questioni di poco conto, ma la lingua è il principale mezzo che utilizziamo per trasmettere la nostra visione del mondo.<br>Le parole hanno un peso, possono ferirci ma anche farci stare bene.<br>Già negli anni ottanta, la linguista e saggista Alma Sabatini nel libro “Il sessismo nella lingua<br>italiana” sottolineava come nel nostro uso della lingua italiana, lo spazio dato al maschile è ancora molto ampio e questo, in qualche modo, corrobora il principio della marginalità della donna e delle persone non binarie nella nostra società. In italiano, infatti, si usa tuttora il maschile, cosiddetto pervasivo, per riferirsi ad una folla che comprende persone di sesso e genere differente.<br>Le mie conclusioni sono quindi che, se il linguaggio non influenza la società spesso ne è lo specchio. La lingua ,del resto, come la società è in continuo cambiamento, anche se questo cambiamento non è sempre ben visibile. Escono ed entrano nel nostro vocabolario comune un numero non indifferente di parole.<br>Nel caso specifico, dell&#8217;adozione del neutro, ne sente la necessità una parte di popolazione che vuole essere riconosciuta ed è stufa di vivere nell&#8217;invisibilità dell&#8217;indefinito e indefinibile.<br>Possiamo quindi sforzarci di venire incontro a questo bisogno? Fosse facile. Non bisogna essere linguisti per accorgersi che la nostra lingua non prevede un neutro; ci sono però varie strategie pensate e adottate negli ultimi anni per venire incontro a<br>questa esigenza linguistica. I più diffusi sono: l&#8217;asterisco nello scritto, la circonlocuzione (care<br>persone…), la sostituzione della O con la U e lo SCHWA (nel caso non sapeste di che si tratta<br>consultate pure la rete).</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="615" height="861" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 615w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/09/Schwa-portrait-214x300.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 615px) 100vw, 615px" /></a></figure>



<p><br>Come mi regolo io malgrado la mia pigrizia? Li uso un po&#8217; tutti, alcuni più di altri, soprattutto in contesti in cui questo può essere particolarmente apprezzato.<br>Ci vorrà molto tempo probabilmente perchè si affermi un&#8217;unica soluzione linguistica per formare il<br>neutro. Personalmente credo però che come la società è formata dai suoi componenti, così la<br>lingua la fanno i parlanti.</p>
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		<title>Un 25 aprile per la Liberazione e per la Pace</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Apr 2022 15:58:27 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16308" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0533-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>E si torna per le strade e nelle piazze (siamo a Milano), finalmente! tra i colori, i passi, il battito di cuori e di mani. Per celebrare la Liberazione dal Nazifascismo, per ringraziare i partigiani di ieri e di oggi, per dire NO a tutte le guerre e per invocare la Pace e la nonviolenza, che non è buonismo., ma è la ricerca di nuove modalità per risolvere i problemi dettati dai profitti e dalla sete di Potere. Si può fare, non è utopia: con le sanzioni, con le trattative, con il NO agli armamenti. Con l&#8217;Educazione alla Nonviolenza delle nuove generazioni, con il dialogo e la conoscenza reciproca.</p>



<p>Molte le parole, oggi, scritte, parlate, gridate, cantate: dalle parole giuste ai comportamenti giusti. La Storia, la Memoria devono essere tramandate ancora e ancora e ancora per far rimanere fertile il terreno della Giustizia.</p>



<p>Noi continuiamo a crederci e, speriamo, che lo siate anche voi. Solo insieme ce la faremo, andando oltre i pregiudizi e gli stereotipi, abbattendo la violenza anche nel quotidiano, con una mentalità aperta all&#8217;Altro e alle differenze, con la consapevolezza che non importa se si ha di più o di meno, tanto il destino è unico per tutt* e allora è meglio vivere in armonia, con un sorriso e una carezza, piuttosto che imbracciando armi vere o figurate. </p>



<p>&#8220;La verità è una, la giustizia è una. Gli errori e le ingiustizia variano all&#8217;infinito&#8221;. Simone Weil</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16310" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0529-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16311" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0544-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16312" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0535-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0550-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16314" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0526-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0558-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0560-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16317" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0552-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-9" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="683" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16320" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-683x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 683w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-200x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-768x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-1024x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-1365x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1365w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/04/DSC_0548-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1707w" sizes="(max-width: 683px) 100vw, 683px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



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		<title>Raccontarsi (a modo mio): Marjola Saliu</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Feb 2022 08:50:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Jorida Dervishi Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-812x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16126" width="519" height="655" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-812x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 812w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-238x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 238w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-768x969.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola-1218x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1218w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/02/Mariola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1624w" sizes="(max-width: 519px) 100vw, 519px" /></a></figure>



<p>A cura di Jorida Dervishi</p>



<p></p>



<p>Marjola Saliu, nata nel 1982 a Mallakaster, Albania da una famiglia di insegnanti. Cresciuta tra i libri, scopro prestissimo la mia passione per la scrittura. Scrivo poesie da quando avevo 12 anni vincendo anche diversi premi regionali. Laureata nel 2004 all&#8217;Università di Valona presso la Facoltà di Infermieristica Generale con il massimo dei voti. Nonostante il titolo di studio, la passione per la letteratura non mi ha mai abbandonata.</p>



<p>Da maggio 2007 vive in Italia. Nel 2017 ho partecipato al concorso Premio Internazionale di Poesia &#8221; Giulietta e Romeo Savorgnan&#8221; organizzato dall&#8217;Accademia Città di Udine e viene classificata quinta. La poesia (Il volto dell&#8217;anima) è stata inclusa nell&#8217; antologia che loro pubblicano ogni anno .</p>



<p>Scrive in entrambe le lingue.</p>



<p>A giugno del 2020 ha autopubblicato il suo primo e-book su Amazon Kindle &#8220;Il diritto di sognare&#8221;.</p>



<p>In collaborazione con un bravissimo autore emergente Dave Given, hapubblicato il dicembre scorso la raccolta poetica &#8221; L&#8217;amore è un apostrofo nero tra le parole distinti e distanti&#8221;</p>



<p></p>



<p>Marjola afferma:</p>



<p>la poesia mi accompagna da sempre. È la mia migliore amica, la mia confidente, la mia psicologa.</p>



<p>Attraverso lei riesco a capirmi meglio e di conseguenza anche a capire gli altri e farmi capire.</p>



<p>Per una persona timida e introversa come me è stata ed è un importante canale di comunicazione con il mondo esterno.</p>



<p>Scrivendo sono riuscita a costruire ponti che mi hanno portato al cuore di tante meravigliose persone.</p>



<p>La poesia è in gran parte emozione e quindi si nutre di qualsiasi cosa che mi fa emozionare.</p>



<p>Questo può essere un soffio di vento, il mare, le onde, l&#8217;universo intero ma soprattutto le persone.</p>



<p>Le persone con le loro storie, le loro passioni, le loro preoccupazioni.</p>



<p>Divento ricca ogni volta che qualcuno leggendomi, prende il coraggio di scrivermi raccontando un pezzo del proprio cuore e della propria vita.</p>



<p>La poesia può passare solo da cuore a cuore secondo me. Non c&#8217;è altra via.</p>



<p>E se quello che scrivo sarà rimasto in almeno uno di questi cuori, ne sarà valsa la pena.</p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccola rivoluzione</p>



<p>che mi fai scoppiare dentro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>ogni volta che ti sposti</p>



<p>per mettermi al centro.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>tutta, intera, senza esclusione alcuna</p>



<p>tu mi hai</p>



<p>in un modo assoluto e profondo</p>



<p>come non hai mai avuto nessuna.</p>



<p>Tu mi hai</p>



<p>in ogni piccolo respiro</p>



<p>mi hai</p>



<p>anche quando cerchi di prendermi in giro.</p>



<p>Mi hai, ti ho, ci abbiamo</p>



<p>e fino ad ora l&#8217;amore che conoscevamo</p>



<p>era un involucro vuoto e deserto</p>



<p>ora che mi hai, ora che ti ho</p>



<p>tutto l&#8217;universo abbiamo dentro.</p>



<p>…</p>



<p>Ci può essere mai musica dentro la morte?</p>



<p>O siamo noi che per paura la vestiamo di suoni?</p>



<p>Ci può essere mai una melodia</p>



<p>Quando insieme all&#8217;innocenza</p>



<p>Ti bruciano la vita e i sogni?</p>



<p>Che musica può esserci dentro l&#8217;oblio</p>



<p>Dentro la miseria,la fame,la paura</p>



<p>Che musica c&#8217;è dentro un addio</p>



<p>Che spera di trovare a questo mal di vivere, oltremare una cura.</p>



<p>Ci può essere musica dentro la morte</p>



<p>In questo viaggio insensato chiamato storia</p>



<p>Ci inventiamo alibi per non vedere la nostra brutta sorte</p>



<p>Alziamo il volume per non sentire le urla della memoria.</p>



<p>Può mai vivere la musica dentro il vuoto</p>



<p>Questo grande vuoto in cui tutti ormai viviamo</p>



<p>Il mare diventa una montagna di vite dimenticate</p>



<p>E noi intanto altre morti fintamente commemoriamo.</p>



<p>…</p>



<p>Mi sento così piccola</p>



<p>e nonostante questo</p>



<p>sembra che non ci sia</p>



<p>posto per me</p>



<p>in questo grande universo&#8230;</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Ric-amati. Fili d&#8217;arte e parole&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2020 08:05:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato la fotografa e artista Romina Pilotti che, con la poetessa Agnese Coppola, ha realizzato il progetto Ric-amati. Fili d&#8217;arte e parole: diritti delle donne e impegno civile&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>ha intervistato la fotografa e artista <strong>Romina Pilotti</strong> che, con la poetessa <strong>Agnese Coppola</strong>, ha realizzato il progetto <em>Ric-amati. Fili d&#8217;arte e parole: </em>diritti delle donne e impegno civile e tanta sensibilità sono i tratti comuni delle due professioniste e delle loro opere.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="600" height="635" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Locandina_600-opt72.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14510" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Locandina_600-opt72.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Locandina_600-opt72-283x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 283w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure></div>



<p>Di Alessandra Montesanto</p>



<p>Lo scorso 11 agosto è stata inaugurata la mostra “Ric-amati” presso la sala Artemedia di Cervia. Da dove nasce questo suo ultimo lavoro?</p>



<p>Il progetto &#8220;Ric-amati. Fili d&#8217;arte e parole&#8221; nasce da un incontro, quello di due donne che hanno voluto coniugare la propria arte con l&#8217;impegno civile.<br>Ho conosciuto la poetessa Agnese Coppola una sera di giugno, in occasione di un reading poetico organizzato presso la Casa-museo &#8220;Alda Merini&#8221; a Milano. Un incontro proficuo per entrambe, che ci ha incoraggiato a riflettere sulla condizione femminile e che ci ha spinto infine, ad ideare il progetto Ric-amati per valorizzare la donna.<br>Io avevo realizzato, in precedenza, alcuni scatti sulle mani di donna che ricamano, pertanto, ho deciso di continuare a lavorare con questo soggetto.<br>Ric-amati, nato con un significato metaforico &#8211; la donna che ricama se stessa, che tesse la vita e le relazioni &#8211; , nel tempo ha acquisito un valore documentaristico; ho fotografato donne in tutta Italia e in Europa e molte tipologie di ricamo e lavori a maglia: macramé, chiacchierino, tombolo, punto d&#8217;Irlanda, lavorazioni celtiche, etc. Pertanto, oggi, questo progetto si presta a diverse interpretazioni, come momento di riflessione sulla condizione femminile, ma anche come recupero e valorizzazione del lavoro manuale e artigianale e rispetto delle tradizioni tessili locali.</p>



<p>Quando è iniziato il suo percorso professionale?</p>



<p>Credo di aver sempre amato la fotografia, fin da quando ero una ragazzina. Potevo stare ore a guardare delle fotografie e mi piaceva farmi fotografare dai miei familiari. Qualche volta utilizzavo una macchina fotografica di cartone &#8220;usa e getta&#8221;, ma notavo che, nonostante la limitatezza dello strumento, le mie foto non erano niente male. Poi, ho iniziato a scattare foto con la mia prima macchina fotografica, una semplice pocket, ricevuta in regalo. Nel tempo, l&#8217;interesse per la fotografia é cresciuto e così ho iniziato a frequentare fotoclub, a leggere libri e a visitare le mostre dei grandi e piccoli nomi della fotografia.<br>Ho capito che la fotografia era diventata per me una vera passione quando una mia foto è stata selezionata per un&#8217;importante mostra collettiva esposta a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Da quel giorno non mi sono piú fermata. Ho iniziato a pensare e a lavorare per progetti, non più limitandomi a scattare una &#8221; bella foto&#8221; e consapevole che il mio percorso fotografico fosse solo all&#8217;inizio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="301" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Romina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14511"/><figcaption>Romina Pilotti</figcaption></figure>



<p>Il tema dei diritti delle donne fa parte della sua ricerca artistico/fotografica: ci racconta come affronta questo argomento, qual è il suo approccio?</p>



<p>Sento la responsabilità dei lavori che realizzo e non riesco a scattare &#8220;a cuor leggero&#8221;; mi pongo sempre tante domande sul messaggio che voglio far arrivare e sul come farlo arrivare al meglio.<br>Su alcune tematiche non si puó essere superficiali e occorre utilizzare con attenzione immagini e parole. Ecco! Anche le parole sono importanti e, non a caso, sono una parte fondamentale del progetto Ric-amati.<br>Sento, inoltre, come un mio bisogno quello di promuovere i diritti delle donne attraverso i miei lavori. Ogni giorno, le donne sono oggetto di pressioni psicologiche, di attenzioni indesiderate, di pregiudizi, da parte sia di altre donne che degli uomini. Le racconto un episodio accadutomi proprio ieri sera durante la mia mostra, mentre ero con una cara amica. Un uomo si avvicina all&#8217;ingresso della sala, scrutando me e la mia amica dalla testa ai piedi, poi ci rivolge queste parole: &#8220;Dove sono i vostri uomini?&#8221;. Mi sono sentita offesa e irritata. Mi chiedo come, in un paese civile, si possa considerare il valore di una donna dal fatto che abbia o meno un uomo accanto. Lo trovo vergognoso!</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14512" width="214" height="213" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 758w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola-300x298.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/agnesecoppola-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 214px) 100vw, 214px" /><figcaption>Agnese Coppola</figcaption></figure>



<p>Spesso ama scattare le fotografie in verticale, perchè?</p>



<p>Sí, é vero, la gran parte dei miei scatti ha un formato verticale, ma non é una scelta ragionata o voluta; credo sia una questione di gusto, come chi predilige un colore piuttosto che un altro. In realtà, l&#8217;occhio umano preferisce scattare in orizzontale, per un fatto neurologico &#8211; i nostri occhi sono uno accanto all&#8217;altro -, ma il formato verticale, a volte, può offrire maggiore dinamismo all&#8217;immagine. Inoltre, io sono una ritrattista, pertanto l&#8217;inquadratura verticale é più congeniale a questo genere fotografico. Oltre a ciò, non saprei dirti perché lo preferisco!</p>



<p>Tornando al progetto “Ric-Amati” (bellissimo titolo): cosa si sente di suggerire alle donne per imparare ad amarsi di più?</p>



<p>Ric-amati é un titolo pensato e a cui io e Agnese Coppola siamo giunte dopo l&#8217;originario &#8220;Con il fucile carico&#8221;, tratto da una biografia sulla poetessa americana, Emily Dickinson.<br>Ric-amati é un invito alla donna ad amarsi, a costruire la propria identità, a tessere se stessa,<br>ma non saprei quale consiglio dare alle donne per accrescere la propria autostima. Credo che ognuna possa trovare forza e motivazione in ogni aspetto della propria vita, nella famiglia, negli affetti, nell&#8217;arte, nel fare volontariato, nello sport, etc. Posso dirti, invece, quello che è stato importante per me: il mio lavoro, i viaggi e, soprattutto, i libri. La letteratura e la poesia sono stati fondamentali per la mia crescita. Come vedi, torniamo sempre lí, alle parole e al loro potere.</p>
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		<title>Quinto libro bianco sul razzismo in Italia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 09 Jul 2020 08:06:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da labottegadelbarbieri.org) Il 14 luglio presentazione online A distanza di undici anni dalla pubblicazione della prima edizione,&#160;martedì 14 luglio 2020&#160;alle ore 18&#160;Lunaria&#160;presenta in un evento online&#160;Cronache di ordinario razzismo. Quinto libro bianco sul razzismo&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da labottegadelbarbieri.org)</p>



<p>Il 14 luglio presentazione online</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.labottegadelbarbieri.org/?attachment_id=97086&utm_source=rss&utm_medium=rss"><img src="http://www.labottegadelbarbieri.org/wp-content/uploads/2020/07/Razzismo-LibrBiancoIMMAG.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-97086"/></a></figure>



<p>A distanza di undici anni dalla pubblicazione della prima edizione,&nbsp;<strong>martedì 14 luglio 2020&nbsp;</strong>alle ore 18&nbsp;<strong>Lunaria</strong>&nbsp;presenta in un evento online&nbsp;<strong>Cronache di ordinario razzismo. Quinto libro bianco sul razzismo in Italia.&nbsp;</strong>Partecipano: Paola Andrisani (Lunaria), Paola Barretta (Carta di Roma), Giuseppe Faso (Straniamenti), Grazia Naletto (Lunaria), Annamaria Rivera (antropologa). Coordina: Eleonora Camilli, giornalista di Redattore Sociale.</p>



<p>Il&nbsp;<strong>Quinto libro bianco sul razzismo in Italia</strong>&nbsp;allunga lo sguardo su dodici anni di&nbsp;<em><strong>Cronache di Ordinario Razzismo</strong></em><em>.&nbsp;</em>Si chiude nel pieno delle proteste scoppiate in tutto il mondo al grido&nbsp;<em>Black Lives Matter</em>.</p>



<p><strong>Tra il 1° gennaio 2008 e il 31 marzo 2020</strong>&nbsp;Lunaria ha documentato&nbsp;<strong>7.426 Cronache di ordinario razzismo.</strong>&nbsp;Il libro ne propone una lettura con cinque contributi di analisi introduttivi e ventidue storie esemplari, scelte perché hanno avuto&nbsp;<strong>un iter giudiziario significativo&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>perché mostrano le diverse forme che può assumere l’interazione tra i&nbsp;</strong><em><strong>discorsi</strong></em><strong>, le&nbsp;</strong><em><strong>politiche&nbsp;</strong></em><strong>e i&nbsp;</strong><em><strong>comportamenti sociali</strong></em><strong>&nbsp;discriminatori</strong>. L’analisi è resa possibile grazie al lavoro quotidiano di monitoraggio, denuncia, informazione e sensibilizzazione realizzato con il sito&nbsp;<a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>www.cronachediordinariorazzismo.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a>.&nbsp;</p>



<p>Lungi dall’essere un fenomeno residuale e sporadico, il razzismo è&nbsp;<strong>radicato&nbsp;</strong>nella storia del Belpaese ed è innanzitutto&nbsp;<strong>razzismo istituzionale</strong>&nbsp;che attraversa in mille forme i dodici anni intercorsi tra il Governo Berlusconi IV (2008-2011) e il secondo Governo Conte (2019-2020)<em>.&nbsp;</em></p>



<p>Con un esercizio di&nbsp;<strong>memoria,</strong>&nbsp;il libro indaga&nbsp;<strong>l’intreccio stringente, sistemico e perverso</strong>&nbsp;tra le&nbsp;<strong>parole cattive&nbsp;</strong>di chi conta, le&nbsp;<strong>rappresentazioni distorte</strong>&nbsp;di chi racconta,&nbsp;<strong>le offese violente</strong>&nbsp;di chi commenta online e le&nbsp;<strong>violenze razziste fisiche</strong>&nbsp;compiute individualmente, in gruppo o, magari, avvalendosi del potere che deriva da un incarico istituzionale.&nbsp;</p>



<p>L’edizione 2020 del libro bianco è come di consueto il frutto di un&nbsp;<strong>lavoro collettivo</strong>. Hanno contribuito a realizzarlo: Paola Andrisani, Paola Barretta, Sergio Bontempelli, Giuseppe Faso, Francesca Giuliani, Veronica Iesuè, Martino Mazzonis, Grazia Naletto, Leone Palmeri, Elisa Pini, Annamaria Rivera, Roberta Salzano.</p>



<p>Per partecipare alla presentazione online è possibile iscriversi&nbsp;<strong>entro le 14 del 13 luglio</strong>&nbsp;scrivendo qui:&nbsp;<a href="mailto:comunicazione@lunaria.org">comunicazione@lunaria.org</a></p>



<p>La presentazione sarà trasmessa anche in diretta Facebook sulla pagina di Cronache di ordinario Razzismo&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/cronacheor/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.facebook.com/cronacheor/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Il libro bianco&nbsp;<strong>sarà disponibile online</strong>&nbsp;a partire dalle 19 del&nbsp;<strong>14 luglio</strong>&nbsp;qui:&nbsp;<a href="http://www.cronachediordinariorazzismo.org/quinto-libro-bianco/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.cronachediordinariorazzismo.org/quinto-libro-bianco/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>La lettera di Patrick Zaki</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jul 2020 07:39:11 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Patrick-George-Zaki-1280x720-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14343" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Patrick-George-Zaki-1280x720-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Patrick-George-Zaki-1280x720-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Patrick-George-Zaki-1280x720-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Patrick-George-Zaki-1280x720-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Scrive di stare bene, Patrick Zaki. Nonostante i 149 giorni in un carcere egiziano senza alcun processo, torture e percosse. Eppure, in una lettera datata 21 giugno, dice di stare bene e ricorda con affetto i propri cari, la famiglia e i compagni di Bologna. </p>



<p>&#8220;Cari, sto bene e in buona salute, spero che anche voi siate al sicuro e stiate bene. Famiglia, amici, amici di lavoro e dell&#8217;università di Bologna, mi mancate tanto, più di quanto io possa esprimere in poche parole. Spero che stiate tutti bene e che la Corona non abbia colpito nessuno dei nostri cari [&#8230;]Un giorno sarò libero e tornerò alla normalità, e ancora meglio di prima&#8221;.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="690" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106985499_162608958643522_2521578500680500569_o-1024x690.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14342" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106985499_162608958643522_2521578500680500569_o-1024x690.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106985499_162608958643522_2521578500680500569_o-300x202.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106985499_162608958643522_2521578500680500569_o-768x517.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106985499_162608958643522_2521578500680500569_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1030w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>A noi il dovere di farlo tornare libero, di far pressione sulle istituzioni (altro che accordi con l&#8217;Egitto!). Tutti noi, attivisti, giornalisti e cittadini comuni continuiamo a unire le forza affinchè Zaki non diventi un altro caso Regeni, sarebbe una vergogna e una sconfitta che non potremmo più sopportare. </p>



<p></p>



<p></p>



<p><br></p>



<p></p>



<p> <a href="https://www.facebook.com/hashtag/patricklibero?__eep__=6&amp;source=feed_text&amp;epa=HASHTAG&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARAnU5Y1ncCYjIY2SXS7Vu9EeTG9of1dXaIXQDHCRX3OXbuvAIbsrYYjfEs09A9ZEk1CBE2ZPc3cajgUuCXY6a2BS0qbHv88PHMqK5HVy6c_npqESO9q-YxmmxnYFE3r45HHu_eNCPRK2oLstZceRWtMEUwMNBXlwWz6jYIBfrJN_9rDbxOIbIcFj4mEhTwUtlVa6QARFtHZCFHyVbVx9XL4MCCUDMPOBb94rPgPJVCWTmrMMJLphSMMfOgaJtcEwIgoWO0ZaGgrtpPLlQUFSNDNNUMAd_HVVDhE3PwUu-fNM748HnoK-oRjd_-SM5z8n47NuIHwudPOpQ2FQl93Qww&amp;__tn__=%2ANK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#PatrickLibero</a></p>
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		<title>Il Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva</title>
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		<pubDate>Sun, 10 May 2020 08:17:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Parole ostili. Il potere delle parole: commuovono, uniscono, scaldano il cuore. Oppure feriscono, offendono, allontanano.In Rete, spesso l’aggressività domina tra tweet, post, status e stories.È vero che i social media sono luoghi virtuali, ma&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="834" height="834" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14022" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 834w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1-768x768.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1-80x80.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/po_logo-1-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 834px) 100vw, 834px" /></figure></div>



<p><strong>Parole ostili.</strong> Il potere delle parole: commuovono, uniscono, scaldano il cuore. Oppure feriscono, offendono, allontanano.<br>In Rete, spesso l’aggressività domina tra tweet, post, status e stories.<br>È vero che i social media sono luoghi virtuali, ma è vero che le persone che vi si incontrano sono reali, e che le conseguenze sono reali.<br>Per questo oggi, specie in Rete, dobbiamo stare attenti a come usiamo le parole.</p>



<p>Anche <strong><em>Associazione per i Diritti Umani </em></strong>ha contribuito, con altre realtà, alla stesura del <strong>Manifesto della comunicazione non ostile e inclusiva</strong>, presentato ieri, 9 maggio 2020, a Trieste: dieci principi di stile a cui ispirarsi per scegliere parole giuste, parole che sappiano superare le differenze, oltrepassare i pregiudizi e abbattere i muri dell’incomprensione. Parole che ci liberino dalle etichette, che non ci isolino, che non ci facciano sentire sbagliati. È il Manifesto di chi quotidianamente rischia di restare ai margini.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="724" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR-1024x724.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14023" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR-1024x724.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR-768x543.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR-1536x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Manifesto-inclusione-OR.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Per altri materiali: paroleostili.it </p>
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