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	<title>passaporto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;  Riflessioni di una vacanza a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 01:21:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Mayra Landaverde &#160; Voi tutti o quasi tutti che se non siete già in vacanza state comunque per partire. Voi che andrete al mare, in montagna, al fresco insomma. A voi stavo pensando&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: large;">di Mayra Landaverde</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9138" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="465" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/07/untitled-1093-300x233.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p><span style="font-size: large;">Voi tutti o quasi tutti che se non siete già in vacanza state comunque per partire. Voi che andrete al mare, in montagna, al fresco insomma. A voi stavo pensando adesso che in tanti andate proprio nel mio paese. Meta preferita per i viaggi di nozze soprattutto. Da immigrata in Italia è proprio una gran fortuna essere messicana. Tutti sorridono quando dico da dove vengo, certo fossimo negli Stati uniti si sorriderebbe di meno. A voi pensavo mentre da una finestra dell’ospedale Buzzi l’unica cosa che potevo ammirare era un palazzo alto con la scritta Regione Lombardia. Eh già, perché io questa estate sarà l’unica cosa che vedrò. La regione Lombardia. Neanche, diciamo che vedrò solo Milano. Ho il compito di far nascere una bambina. Che non avrà il passaporto italiano, avrà quello marocchino e quello messicano. Cioè, lei avrà dei passaporti che li “donano” una identità di luoghi che non ha mai visto, invece qui, dove nascerà verrà trattata da straniera. Dovrà fare la fila con la mamma al commissariato per rinnovare il permesso di soggiorno. Pensateci bene a queste parole. Permesso-di-soggiorno. Lei dovrà chiedere il permesso allo stato italiano di soggiornare qui, come l’ha chiesto anche mio primo figlio e come continuiamo a chiederlo ogni anno io e mio marito. E migliaia di altre persone, figli nati qui inclusi.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">So bene che tante persone lo ritengono giusto, chiedere il permesso di entrare, di soggiornare, qui però. Ora che si parla così tanto di frontiere di territorio, anzi, di difendere il territorio. Vorrei ricordare a tutte queste persone che di solito cominciano le loro frasi con: “Io non sono razzista ma…” </span></p>
<p><span style="font-size: large;">In America latina vivono milioni d’italiani. </span></p>
<p><span style="font-size: large;">In Perù</span></p>
<p><span style="font-size: large;"> fino al 2015 c’erano 35,000 italiani a viverci e lavorare. Più di un milione e mezzo di peruviani hanno origini italiane.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">In Brasile si trova la maggior quantità di discendenti da italiani nel mondo dopo gli Stati uniti. Gli italiani cominciarono ad arrivare dai tempi di Amerigo Vespucci.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Attualmente in Venezuela vivono circa 190,000 italiani dei quali più di 30,000 con cittadinanza venezuelana. Si, loro hanno dato la cittadinanza.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">E arriviamo al Messico. Nel mio paese lo scambio culturale o flusso migratorio, scegliete voi, con gli italiani cominciò dai tempi della conquista spagnola, dove numerosi religiosi che lavoravano già per la corona spagnola si sono stabiliti in Messico.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Quasi tutti gli italiani che sono arrivati ( e arrivano anche adesso) provengono dal nord. Prima il nord! dice qualcuno.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Più di un milione e mezzo di messicani hanno origini italiane.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Le seguenti città messicane sono composte per più del 90 per cento da gente italiana: Chipilo, Gutierrez Zamora, Zentla, Barreto y Lombardìa. Con accento sulla i.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Io scrivo queste parole non con cattiveria o con aria di vendetta, la mia intenzione non è quella di dirvi “Ecco, vedete anche voi andate di là!” ma così a titolo informativo, perché voi sappiate tutti che il mondo è mondo e a me le frontiere, invenzione dell’uomo per complicarci l’esistenza, mi fanno schifo e nel mio piccolino anche da una stanza di un ospedale, lotterò sempre per abbatterle. Tutte. Ovunque.</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Siete curiosi di vedere un italiano che se non parla veneto parla solo spagnolo con un accento più messicano del mio?</span></p>
<p><span style="font-size: large;">Ecco un video di una serie bellissima di reportage di alcune comunità di stranieri che vivono in Messico. Questo video parla di Chipilo, conosciuta comunità veneto messicana che non ha mai dimenticato da dove viene e sa bene dove si trova adesso.</span></p>
<p><a href="https://youtu.be/rarJz3ojAHw?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><span style="font-size: large;">https://youtu.be/rarJz3ojAHw?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></p>
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		<item>
		<title>Ministero dell’Economia: stabilito l’importo per il rilascio del nuovo documento elettronico per cittadini stranieri</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 05:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da ProgrammaIntegra.it) Dal 24 settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo documento elettronico per cittadini stranieri, apolidi e titolari di protezione internazionale, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto ministeriale&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>(da<br />
ProgrammaIntegra.it) </p>
<p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="more-10025"></a>Dal 24<br />
settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo documento elettronico<br />
per cittadini stranieri, apolidi e titolari di protezione<br />
internazionale, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con<br />
il decreto ministeriale del 14 settembre 2015, ha determinato il<br />
nuovo importo delle spese a carico dei soggetti richiedenti.</p>
<p>Il documento di viaggio viene<br />
rilasciato a apolidi, titolari di protezione internazionale e<br />
cittadini stranieri, che sono nell’impossibilità di farsi<br />
rilasciare un passaporto dalle autorità dei loro Paesi d’origine.</p>
<p>I Regolamenti del Consiglio Europeo<br />
hanno imposto l’adeguamento al formato elettronico, al fine di<br />
rendere questo documento più sicuro, difficilmente falsificabile.</p>
<p>Il nuovo documento è stampato<br />
dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha 32 pagine, è<br />
dotato di microchip e sono memorizzate le immagini del volto e due<br />
impronte digitali del titolare.</p>
<p>Il documento di viaggio viene<br />
rilasciato dalla Questura territorialmente competente al rilascio del<br />
titolo di soggiorno.</p>
<p>Dal 24 settembre non sarà più<br />
possibile emettere i precedenti documenti in formato cartaceo.</p>
<p>Il nuovo documento ha un costo di €<br />
42,22 e all’atto di presentazione della richiesta di rilascio deve<br />
essere consegnata la ricevuta di versamento su bollettino di conto<br />
corrente n.67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle<br />
Finanze – Dipartimento del Tesoro.</p>
<p><u><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-09-22&amp;atto.codiceRedazionale=15A07140&amp;elenco30giorni=true&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ministero<br />
Dell’Economia e delle Finanze_nuovo documento di viaggio_DM 14<br />
settembre 2015</a></u></p>
<p>Per saperne di più consulta le<br />
<u><a href="http://www.programmaintegra.it/wp/risorse/schede-tematiche/il-permesso-di-soggiorno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">schede<br />
tematiche sul permesso di soggiorno</a></u></p>
<p>Leggi anche:</p>
<p><u><a href="http://www.programmaintegra.it/wp/2012/10/sanatoria-2012-lavvocatura-dello-stato-chiarisce-quali-sono-i-documenti-validi-per-dimostrare-la-presenza-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sanatoria<br />
2012: l’Avvocatura dello Stato chiarisce quali sono i documenti<br />
validi per dimostrare la presenza in Italia</a></u></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
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		<item>
		<title>Per Emra e per tutti i giovani nati e cresciuti in Italia costretti ancora a sentirsi &#8220;stranieri&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Dec 2014 05:55:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Che le leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza siano un groviglio di ingiustizie e paradossi non è certo una novità. A volte però, ormai troppo spesso, le prassi amministrative di chi queste&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Che le<br />
leggi italiane in materia di immigrazione e cittadinanza siano un<br />
groviglio di ingiustizie e paradossi non è certo una novità. A<br />
volte però, ormai troppo spesso, le prassi amministrative di chi<br />
queste leggi dovrebbe &#8220;almeno&#8221; rispettare, riescono a<br />
spingersi oltre, rendendo ancor più feroci gli effetti delle norme:<br />
quelle in materia di immigrazione e quelle che dovrebbe riconoscere a<br />
chi non ha visto nella sua vita altro paese che l’Italia, un<br />
passaporto italiano.&nbsp;&nbsp; </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/12/Emra-Gazi-834x280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/12/Emra-Gazi-834x280.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="107" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
E’<br />
così che è avvenuto anche nel caso di Emra, un ragazzo di 22 nato<br />
in Italia, residente a San Donà di Piave e oggi rinchiuso nel CIE di<br />
Bari Palese.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Erano<br />
i primi anni ’90 quando i genitori di Emra, cittadini &#8220;jugoslavi&#8221;<br />
lasciavano il loro paese a causa della guerra nei Balcani, per<br />
rifugiarsi in Italia. Ed è poco dopo il loro arrivo, nel 1992, a<br />
Secondigliano (NA), dove avevano stabilito la residenza, che nasceva<br />
Emra. Poi la famiglia intera, si trasferì in uno dei campi profughi<br />
di Mestre, dove, grazie al lavoro della Cooperativa Caracol e del<br />
Comune di Venezia, impegnati in un progetto di superamento della<br />
&#8220;forma campo&#8221;, vennero guidati nell’acquisizione di una<br />
abitazione, così come altre quattrocento persone.<br />Stabilitainsieme<br />
alla sua famiglia la residenza a San Donà di Piave nel 2000, Emra<br />
venne così iscritto nella &#8220;carta di soggiorno&#8221; del<br />
padre.<br />Ma è quattro anni fa, con il compimento della maggiore<br />
età, che la vita di Emra, come accade ad altre migliaia di giovani<br />
nati qui, deve fare i conti con la spietata normativa italiana.<br />Suo<br />
padre muore, lui non è cittadino jugoslavo (serbo), ma per l’Italia<br />
non esiste. Perché nonostante i certificati di nascita e gli<br />
attestati di iscrizione anagrafica che testimoniano una vita intera<br />
passata in Italia, <b>per le autorità italiane è straniero</b>,<br />
&#8220;entrato irregolarmente&#8221; e per questo dovrebbe essere<br />
espulso in un paese che non ha neppure mai visto. La Prefettura di<br />
Venezia ha infatti emesso nei suoi confronti un provvedimento di<br />
espulsione seguito da un ordine di trattenimento emesso dal Questore,<br />
nonostante le autorità serbe avessero accertato che Emra non era<br />
cittadino serbo.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Ad<br />
aggravare ancor di più una situazione già pesantemente segnata ci<br />
ha pensato il Giudice di Pace chiamato a convalidare il provvedimento<br />
di espulsione ed il trattenimento presso il CIE di Bari Palese dove<br />
Emra è rinchiuso dal 25 novembre..<br />In palese violazione della<br />
normativa vigente ed in contrasto con la consolidata giurisprudenza<br />
in materia, infatti, non è stato preso in considerazione quanto<br />
disposto dall’art 13 comma 2 bis del TUI che impone una attenta<br />
valutazione sulla natura dei vincoli familiari dell’interessato<br />
(Emra ha qui tutta la sua famiglia), sulla durata del suo soggiorno<br />
nel territorio nazionale (Emra è qui da tutta la vita) nonché sull’<br />
esistenza di legami familiari, culturali o sociali con il suo Paese<br />
d’origine (che è l’Italia perché Emra non ha mai visto la<br />
Serbia). Proprio in questi giorni è stato depositato dall’<u><a href="http://www.meltingpot.org/+-Avv-Uljana-Gazidede-+.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Avv.<br />
Uljana Gazidede</a></u><br />
(che collabora con Melting Pot Europa), il ricorso contro questo<br />
illegittimo provvedimento di espulsione. Ma non basta. Si tratta<br />
dell’ennesima vicenda che racconta come l’immediato<br />
riconoscimento dello <i>ius<br />
soli</i> e la chiusura di tutti<br />
i CIE non siano più rinviabili.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Per<br />
Emra, così come per le centinaia di persone rinchiuse nei CIE e le<br />
migliaia di giovani che rischiano di trovarsi nella sua stessa<br />
situazione, chiediamo giustizia.</b></div>
<p></p>
<h3 class="western">
Liberate subito<br />
Emra Gasi</h3>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<u><a href="http://www.meltingpot.org/IostoconEmra-Liberate-subito-Emra-Gasi-dal-CIE-di-Bari.html#.VIDItMlZiSo?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Sottoscrivi<br />
l’appello</a></u></div>
<p></p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/12/15/per-emra-e-per-tutti-i-giovani-nati-e/">Per Emra e per tutti i giovani nati e cresciuti in Italia costretti ancora a sentirsi &#8220;stranieri&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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