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	<title>patrimonio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il bene confiscato diventa un progetto di housing sociale</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Oct 2022 06:55:04 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Dal 20 al 23 ottobre scorso si è svolto, a Milano, il “Festival dei beni confiscati alla mafia”; una manifestazione importante per capire e far conoscere la diffusione dei beni confiscati alla criminalità organizzata. La possiamo vedere in due modi, questa diffusione: il bicchiere mezzo vuoto riguarda la presenza della mafia sul nostro territorio. Il bicchiere mezzo pieno riguarda il fatto che lo Stato vince spesso e proprio questi beni confiscati sono la dimostrazione di una vittoria.</p>



<p>La legge dei beni confiscati nasce nel 1982, dopo l&#8217;omicidio del Generale Dalla Chiesa e dopo la morte di Pio La Torre, nel mese di settembre; il Parlamento approva questa proposta di legge che prevedeva l&#8217;introduzione nel codice penale del reato di associazione mafiosa secondo cui la mafia viene affrontata non più come una serie di singoli reati (furto, estorsione, spaccio), ma come qualcosa con la propria identità, per cui l&#8217;associazione mafiosa in sé diventa un reato. Inoltre, viene proposto e poi introdotto il sequestro e la confisca dei beni perchè la mafia si combatte non solo con la repressione, con gli arresti, ma anche colpendola nel patrimonio. Come funziona questa legge? Una persona indiziata di associazione mafiosa, indiziata non condannata, che abbia un patrimonio di cui non può dimostrare la liceità di acquisizione rischia la confisca; la confisca non aspetta la conclusione del processo penale, ma può essere fatta qualora una persona sia indiziata e al tempo stesso abbia un patrimonio incompatibile col suo reddito, ovvero un nullatenente, uno che ha un reddito basso di fronte a un patrimonio ingiustificabile può perdere il patrimonio grazie a questo meccanismo. Una legge rivoluzionaria che adesso all&#8217;estero stanno osservando per cercare di riprodurla.</p>



<p>Dall&#8217; 82 al &#8217;96, in quei 14 anni sono stati sequestrati 1200 beni. Un magistrato del pool antimafia, insieme a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Giuseppe Di Lello, aggiunge alla legge di confisca anche la possibilità di riassegnare i beni per una finalità sociale. Contemporaneamente sul territorio italiano nasce <em>Libera </em>con Don Ciotti, grazie a una raccolta di firme straordinaria per sostenere questa legge firmata anche dall&#8217;allora deputato Piersanti Mattarella. Dal 1996, quindi, i beni confiscati possono anche essere riconsegnati alla società per finalità sociali e da allora ad oggi c&#8217;è stata un&#8217;impennata: i beni confiscati sono 36.000 in Italia di cui 135 i beni confiscati attualmente in carico direttamente al Comune di Milano; qualcuno è stato messo in affitto perché non c&#8217;erano le condizioni per assegnarli come housing sociale gratuito.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16681" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma1-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p></p>



<p>Nella zona di Milano nord-est, in Via Mosso al numero civico 4, una traversa di Via Padova &#8211; una delle aree più multiculturali e vivaci della città &#8211; c&#8217;è un bene confiscato che da molto tempo si trova in condizioni di abbandono anche perché è un bene che richiedeva un certo investimento per sistemarlo. Il Municipio milanese ha colto al volo un&#8217;opportunità che è arrivata l&#8217;anno scorso grazie ai fondi europei del PNRR e lo ha candidato per una ristrutturazione che sarà terminata entro, se non prima, il 2026; diventerà un condominio con alloggi per 25 persone, in particolare famiglie con minori che vivono in una condizione di emergenza abitativa; piccole stanze, componibili e modulari realizzate in base alla composizione del nucleo e delle sue esigenze, per avere una risposta all&#8217;emergenza abitativa. Proprio di fronte all&#8217;edificio si erge un punto di comunità che è nato da alcuni mesi, un luogo di socializzazione, di promozione culturale, di inserimento lavorativo, di presa in carico, anche del bisogno e averlo così vicino può essere un punto di riferimento anche per chi andrà a vivere lì e viceversa.</p>



<p>La ristrutturazione dell&#8217;abitato di Via Mosso è un investimento abbastanza importante perché prevede oltre un milione di euro; la struttura è composta da tre corpi di fabbrica, cioè quello principale, che è a tre piani e poi i due corpi più piccoli che diventeranno locali di servizio. L&#8217;idea è quella di riqualificare tutto nell&#8217;insieme, ovviamente in modo attento anche riguardo alla parte estetica e ambientale (ad esempio con l&#8217;uso del fotovoltaico): si cercherà di offrire un luogo di accoglienza dignitoso per persone che vivono in una condizione difficile anche con con minori a carico così che quello che è stato il frutto di un crimine adesso diventa invece qualcosa che risponde a una missione sociale. Interessante anche ricordare che, sulla facciata dell&#8217;immobile che si vede da Via Padova è stato dipinto, anni fa, un murales realizzato con vernice che assorbe lo smog: ciò significa che, seppur in una condizione di abbandono, c&#8217;era già l&#8217;interesse da parte dei cittadini e degli abitanti del quartiere di dare un segnale di attenzione.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16682" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/ma3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></a></figure>



<p>Sempre rimanendo in zona Via Padova, c&#8217;è un altro spazio derivante da un bene confiscato: il <em>Belnet</em> (“Bello pulito” in dialetto meneghino) dove prima c&#8217;era una lavanderia che nascondeva una storia di traffici e di usura e che è stato assegnato a una cooperativa; oggi viene utilizzato dal quartiere per tantissime attività di socializzazione e di inclusione. E&#8217; anche vero però che, ad esempio, nella zona di Lecco &#8211; alta Brianza, in Lombardia &#8211; i beni confiscati vengono raccontati come un monumento di una cosa che “c&#8217;era una volta”, ora non più; non è affatto così, purtroppo. La mafia c&#8217;è ancora, ha cambiato modalità, ma esiste. E si può sconfiggere, ma un dato certo è che durante i mesi della pandemia sono stati registrati ben 14.000 passaggi societari, acquisizioni di quote societarie, dato assolutamente anomalo per una fase di fermo assoluto di tutto: il dato rappresenta l&#8217;acquisizione a buon mercato di società da parte della mafia che usa tali acquisizioni per avere accesso a contributi statali.</p>



<p>Il festival serve proprio a raccontare la presenza e la forza delle mafie, anche se non mettono le bombe, anche se non fanno più le stragi, ma agiscono diversamente e in maniera più subdola. Ma, ripetiamo, si può e si deve sconfiggere. E la confisca è uno degli strumenti più importanti ed efficaci dello Stato.</p>
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		<title>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Jun 2017 07:24:51 +0000</pubDate>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8968" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="546" height="796" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 546w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/attacco-all-arte-la-belezza-negata-206x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 206w" sizes="(max-width: 546px) 100vw, 546px" /></a></p>
<p>Il diritto alla bellezza. Il diritto all&#8217;Arte: dovrebbero essere diritti universali,appartenenti a tutti.</p>
<p>Ecco perchè è da leggere il saggio della giornalista Simona Maggiorelli intitolato <i>Attacco all&#8217;arte. La bellezza negata</i>, Asino d&#8217;oro edizioni.</p>
<p>La ricerca prende l&#8217;avvio dai celebri affreschi rupestri delle grotte di Chauvet e Lascaux in Francia e di Altamira in Spagna a cui si sono rifatti artisti moderni quali: Picasso, Matisse, Modigliani, Moore, Pollok e altri. Con l&#8217;apporto dello psichiatra Massimo Fagioli l&#8217;autrice cerca il significato profondo di quei tratti e di quelle figure, il legame tra pensiero e linguaggio figurativo, il bisogno e il desiderio di esprimere la realtà. Il Prof. Fagioli, nell&#8217;ultimo capitolo, avanza l&#8217;ipotesi che le donne siano state le prime artiste della Storia, le donne del Paleolitico. Le donne incinte o che avevano appena partorito, mentre l&#8217;uomo era a caccia, restavano nelle caverne, imparando a cuocere la carne, utilizzando il fuoco e, oltre a questo, iniziando a raffigurare ciò che le circonda, forse per caso, semplicemente stando con i loro bambini. C&#8217;è un discorso, alla base di questa teoria, che riguarda la differenza di genere: gli uomini tutelano la sopravvivenza, le donne sono più portate a sviluppare la creatività.</p>
<p>Il secondo capitolo del saggio (dedicato alla memoria dell&#8217;archeologo siriano Khaled al-Assad) si occupa di iconoclastia e, ancora una volta, il punto di vista è molto originale: la Maggiorelli, infatti, sottolinea il fatto che accanirsi contro le opere d&#8217;arte sia un mezzo per procurare lesioni psichiche ad una popolazione, per colpire la società e per annientare la capacità di immaginazione che caratterizza l&#8217;umanità intera. Ma, dopo aver analizzato le motivazioni alla base dell&#8217;iconoclastia islamica (che non sempre fu tale) e dopo aver  spiegato  le motivazioni che inducono gli affiliati dell&#8217;Isis a compiere azioni di devastazione, viene preso in considerazione anche il nostro Passato, il “nostro” in quanto cristiani e occidentali: legittimati dalla conversione di Costantino, nel 313, una volta conquistato il Potere, i Cristiani da perseguitati diventarono feroci persecutori dei pagani. La crisi iconoclasta, poi, si conclude nell&#8217;843 quando viene stabilita l&#8217;ortodossia: icone fisse, immagini ieratiche disincarnate e astratte.</p>
<p>Il corpus del testo riguarda il nostro Paese: il saccheggio del patrimonio artistico in Italia e, secondo i dati e i riferimenti che vengono proposti al lettore, purtroppo, si evidenzia che tutti governi, dal dopoguerra in poi, non hanno tutelato il nostro Bene comune, anzi. Dalle ruberie durante il periodo nazifascista, all&#8217;impegno dei partigiani di recuparare alcune delle opere trafugate e vendute; dall&#8217;articolo 9 della Costituzione che recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della nazione” fino alla messa sul mercato proprio del nostro paesaggio, dei nostri monumenti, dei nostri edifici da parte di Craxi, Franceschini, Berlusconi, Renzi&#8230;per un intreccio mefistofelico tra interessi politici ed economici. Da dove ripartire si chiedono gli autori? (Tommaso Montanari ha scritto la prefazione del libro). Dal coraggio civile come quello dei tre dipendenti della biblioteca dei Girolamini di Napoli che hanno denunciato il saccheggio sistematico di opere antichissime.</p>
<p>Il dovere da parte della società civile, quindi, è anche un diritto alla Cultura perchè solo la Cultura e la Bellezza portano all&#8217;evoluzione psichica, emotiva, interiore e, quindi, indirizzano le scelte e i comportamenti umani.</p>
<p>Di seguito il video della presentazione del saggio al Salone del Libro di Torino, edizione 2017</p>
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/zcsm4i1Kdss?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Inviti per due eventi importanti. Vi aspettiamo!</title>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2017 13:31:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche  e cari amici, Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi ai seguenti due eventi: DIRITTI FONDAMENTALI DELLE POPOLAZIONI INDIGENE &#160; martedì 9 maggio, ore 11 &#8211; 13 Presso Urban Center,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/05/01/inviti-per-due-eventi-importanti-vi-aspettiamo/">Inviti per due eventi importanti. Vi aspettiamo!</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Care amiche  e cari amici, Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi ai seguenti due eventi:</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><br />
</u></span></span></p>
<p><strong>DIRITTI FONDAMENTALI DELLE POPOLAZIONI INDIGENE</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>martedì 9 maggio, ore 11 &#8211; 13</strong></p>
<p><strong>Presso Urban Center, Galleria Vittorio Emanuele II – Milano </strong><br />
In seguito all&#8217;assemblea internazionale sui diritti fondamentali delle popolazioni indigene svoltasi il 17 Marzo 2017 presso la Camera dei Deputati, <a href="https://www.facebook.com/alicia.erazo.5?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/alicia.erazo.5&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNHd8jWGuDRXv8bZ402YsrTk-w9A5A&utm_source=rss&utm_medium=rss">Alicia Erazo</a> ed <a href="https://www.facebook.com/ilaria.rudisi?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/ilaria.rudisi&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNEygOsQhMCn1oxJuacXEZk5Ce70Mg&utm_source=rss&utm_medium=rss">Ilaria Rudisi</a> propongono una sessione informativa dedicata alla presentazione della risoluzione adottata durante l’Assemblea &#8211; e attualmente all’esame della III Commissione Affari Esteri della Camera dei Deputati &#8211; e più in generale sulla tutela del diritto alla natura e al territorio ancestrale delle popolazioni indigene.<br />
INTERVENGONO: <a href="https://www.facebook.com/martin.e.botero?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/martin.e.botero&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNFM01S0un1wkiE8SsfdyXN-uecTew&utm_source=rss&utm_medium=rss">Martin Eduardo Botero</a>, Presidente dello <a href="https://www.facebook.com/europeanctj.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/europeanctj.org/&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNFHvcDpRfEqKYhGm55VG3iucDY-ag&utm_source=rss&utm_medium=rss">European Center for Transitional Justice &#8211; ECTJ</a> <a href="https://www.facebook.com/ana.diaz.92102?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/ana.diaz.92102&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNFjqrlt7JWTUTn7MR3NtNZj-C26YA&utm_source=rss&utm_medium=rss">Ana Diaz</a>, Presidente Fondanzione <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=http%3A%2F%2F1-vote.org%2F&amp;h=ATOuqeEib9orJ8bhzaa61NOyhxHMsH4l2rP2p9GswA1mE5jCht961pebhiI3-MK0XObkSlty0F9wWzL5pKSQbyx35hX7Ndok_FdQf_JdzEoSn_YEN96NB5pZSFqvny3TQd4&amp;enc=AZOSiMe0kHWl9IdxoRHN7mPzQRSwY0sL2eX83nVrySvL6Jp6gLMih7HDZwFJBedE8lI&amp;s=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://l.facebook.com/l.php?u%3Dhttp%253A%252F%252F1-vote.org%252F%26h%3DATOuqeEib9orJ8bhzaa61NOyhxHMsH4l2rP2p9GswA1mE5jCht961pebhiI3-MK0XObkSlty0F9wWzL5pKSQbyx35hX7Ndok_FdQf_JdzEoSn_YEN96NB5pZSFqvny3TQd4%26enc%3DAZOSiMe0kHWl9IdxoRHN7mPzQRSwY0sL2eX83nVrySvL6Jp6gLMih7HDZwFJBedE8lI%26s%3D1&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNGRCoU1SxY8osJTbjDcQG0_gd6o5Q&utm_source=rss&utm_medium=rss">1-vote.org</a> <a href="https://www.facebook.com/alicia.erazo.5?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/alicia.erazo.5&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNHd8jWGuDRXv8bZ402YsrTk-w9A5A&utm_source=rss&utm_medium=rss">Alicia Erazo</a>, giornalista, referente italiana per il Consiglio Latinoamericano dei giornalisti <a href="https://www.facebook.com/alessandra.montesanto.73?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/alessandra.montesanto.73&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNE5NwGWbT1o9YWkWTw8sJ0m6eTjHg&utm_source=rss&utm_medium=rss">Alessandra Montesanto</a>, Associazione <a href="https://www.facebook.com/associazioneperidirittiumani/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/associazioneperidirittiumani/&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNG9v1g_zJm3T_uZPr7y4EclzXXAbg&utm_source=rss&utm_medium=rss">Per i Diritti Umani</a> Marzia Rosti, Università degli Studi di Milano Modera: <a href="https://www.facebook.com/ilaria.rudisi?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/ilaria.rudisi&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNEygOsQhMCn1oxJuacXEZk5Ce70Mg&utm_source=rss&utm_medium=rss">Ilaria Rudisi</a>, Ordine Avvocati di Milano<br />
ISCRIZIONI: <a href="https://docs.google.com/forms/d/1YpIdgS-osImmsxn8keKfb0O6mDNV4Q8flPcx3xyAwkg/edit?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://docs.google.com/forms/d/1YpIdgS-osImmsxn8keKfb0O6mDNV4Q8flPcx3xyAwkg/edit&amp;source=gmail&amp;ust=1493731687564000&amp;usg=AFQjCNGTkunAcLxASh_BfZOn5phMAjDK5g&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://docs.google.com/forms/d/1YpIdgS-osImmsxn8keKfb0O6mDNV4Q8flPcx3xyAwkg/edit?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u> </u></span></span></p>
<p>_________________________________________________________________________________</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GLI ORFANI BIANCHI: figlie e figli di donne immigrate</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>domenica 14 maggio, ore 17</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Festa dei popoli, VILLASANTA (MONZA)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Sul nostro sito www.peridirittiumani,?utm_source=rss&utm_medium=rss nei prossimi giorni, troverete i dettagli</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>INTERVENGONO:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>il giornalista ANTONIO BUOZZI</p>
<p>l&#8217;attivista e Presidente A.D.R.I. (Associazione Donne Rumene In Italia), Silvia Dumitrache</p>
<p>Vicepresidente Associazione per i Diritti Umani, Alessandra Montesanto</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Vi aspettiamo!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="color: #0000ff;"><span lang="zxx"><u><strong>Per ulteriori informazioni anche sulle nostre attività rivolte alle scuole, potete scrivere a: <a href="mailto:info@peridirittiumani.com">info@peridirittiumani.com</a> </strong></u></span></span></p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: quello che dice la risoluzione Unesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Oct 2016 07:27:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi “Dire che Israele non ha alcun collegamento con il Monte del Tempio e il Muro Occidentale è come dire che la Cina non ha alcun collegamento con la Grande Muraglia o&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">di Monica Macchi</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">“<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Dire che Israele non ha alcun collegamento con il Monte del Tempio e il Muro Occidentale è come dire che la Cina non ha alcun collegamento con la Grande Muraglia o che Egitto che non ha alcun collegamento con le piramidi”.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Questa la reazione di Benjamin Netanyahu ma nessun articolo della risoluzione UNESCO la nega… perché non ne parla proprio visto che riguarda la condanna di Israele come potenza occupante ai danni di Al-Aqsa, di Hebron, di Betlemme e anche di Gaza!</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Ecco una parte del</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> testo della risoluzione “Palestina Occupata”, proposta da Algeria, Egitto, Libano, Marocco, Oman, Qatar e Sudan e approvata dalla commissione dell’Unesco con 24 voti favorevoli, 6 contrari e 26 astensioni </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">(qui si può leggere il testo originale completo: <a href="http://unesdoc.unesco.org/images/0024/002462/246215e.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://unesdoc.unesco.org/images/0024/002462/246215e.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Voti a favore</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: Algeria, Bangladesh, Brasile, Chad, Cina, Repubblica Domenicana, Egitto, Iran, Libano, Malesia, Marocco, Mauritius, Messico, Mozambico, Nicaragua, Nigeria, Oman, Pakistan, Qatar, Russia, Senegal, Sud Africa, Sudan e Vietnam.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Voti contrari</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: Estonia, Germania, Lituania, Paesi Bassi, Regno Unito e Stati Uniti.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Astenuti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: Albania, Argentina, Cameron, El Salvador, Francia, Ghana, Grecia, Guinea, Haiti, India, Italia, Costa d’Avorio, Giappone, Kenya, Nepal, Paraguay, Saint Vincent e Nevis, Slovenia, Korea del Sud, Spagna, Sri Lanka, Svezia, Togo, Trinidad e Tobago, Uganda e Ucraina.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Assenti</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">: Serbia e Turkmenistan.</span></span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">1. Avendo esaminato il documento 200EX/25,</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">2. Richiamandosi alle quattro disposizioni della convenzione di Ginevra (1949) ed ai relativi protocolli (1977), alle regolamentazioni del Tribunale dell’Aia in territori di guerra, alla convenzione dell’Aia per la protezione dei beni culturali in caso di conflitto armato (1954) ed ai relativi protocolli, alla Convenzione sui mezzi per proibire ed impedire l’importazione, l’esportazione ed il trasferimento illegale di beni culturali (1970) e alla Convenzione per la protezione del Patrimonio Culturale e Naturale Mondiale (1972), all’inserimento della Città Vecchia di Gerusalemme e delle sue mura tra i siti Patrimonio Culturale dell’Umanità (1972) e tra i siti del Patrimonio a Rischio (1982), oltre che alle raccomandazioni, risoluzioni e decisioni dell’UNESCO sulla protezione del patrimonio culturale, così come alle risoluzioni e decisioni dell’UNESCO in riferimento a Gerusalemme, richiamandosi anche alle precedenti risoluzioni UNESCO in materia di ricostruzione e sviluppo di Gaza ed alle risoluzioni UNESCO relative ai siti palestinesi di Al-Kahlil/Hebron e Betlemme,</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">3. Affermando l’importanza che Gerusalemme e le sue mura rappresentano per le tre religioni monoteiste, affermando anche che in nessun modo la presente risoluzione, che intende salvaguardare il patrimonio culturale della Palestina e di Gerusalemme Est, riguarderà le risoluzioni prese in considerazione dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e le risoluzioni relative allo status legale di Palestina e Gerusalemme,</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">4. Condanna fermamente il rifiuto di Israele di implementare le precedenti decisioni UNESCO riguardanti Gerusalemme, in particolare il punto 185 EX/Ris. 14, sottolineando come non sia stata rispettata la propria richiesta al Direttore Generale di nominare, il prima possibile, un rappresentate permanente di stanza a Gerusalemme Est per riferire regolarmente quanto riguarda ogni aspetto di competenza UNESCO, né lo siano state le reiterate richieste successive in tal senso;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">5. Condanna fortemente il mancato rispetto da parte di Israele, potenza occupante, della cessazione dei continui scavi e lavori a Gerusalemme Est ed in particolare all’interno e nei dintorni della Città Vecchia, e rinnova la richiesta ad Israele, la potenza occupante, di proibire tutti questi lavori in base ai propri obblighi disposti da precedenti convenzioni e risoluzioni UNESCO;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">7. Chiede ad Israele, la potenza occupante, di ripristinare lo status quo precedente al settembre 2000, in base al quale il dipartimento giordano “Awqaf ” (Fondazione religiosa) esercitava senza impedimenti autorità esclusiva sulla moschea Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif ed il cui mandato si estendeva a tutte le questioni riguardanti l’amministrazione della moschea Al- Aqsa/Al-Haram Al-Sharif, inclusi il mantenimento, il restauro e la regolamentazione degli accessi;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">8. Condanna fortemente le sempre maggiori aggresioni israeliane e le misure illegali nei confronti dell’ Awqaf e del suo personale, e nei confronti della libertà di culto e dell’accesso dei musulmani alla loro moschea santa Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif, e chiede ad Israele, la potenza occupante, di rispettare lo status quo storico e di porre fine immediatamente a dette misure;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">9. Deplora fermamente le continue irruzioni di estremisti israeliani di destra e delle forze armate alla moschea Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif, e sollecita Israele, la potenza occupante, a mettere in atto le misure necessarie a prevenire violazioni provocatorie che non rispettino la santità e l’integrità della Moschea Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">10. Denuncia fermamente le continue aggressioni israeliane nei confronti dei civili, tra cui figure religiose e sacerdoti islamici, denuncia l’ingresso con la forza nelle varie moschee ed edifici storici del complesso Al-Aqsa/Al-Haram Al-Sharif da parte di funzionari israeliani, compresi quelli delle cosiddette “Antichità Israeliane” [IAA, l’autorità israeliana delle antichità, che dipende dal ministero della Cultura. Ndtr], l’arresto ed il ferimento di musulmani in preghiera e di guardie dell’Awqaf, e chiede ad Israele, la potenza occupante, di porre fine a queste aggressioni ed agli abusi che alimentano le tensioni sul terreno e tra le religioni;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">11. Disapprova le limitazioni imposte da Israele all’accesso alla Moschea Al-Aqsa/Al-Ḥaram Al-Sharif durante l’Eid Al-Adha del 2015 e le conseguenti violenze, e chiede ad Israele, la potenza occupante, di cessare ogni sorta di abusi contro la Moschea Al-Aqsa/Al-Ḥaram Al-Sharif;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">12. Condanna fermamente il rifiuto di Israele di concedere visti agli esperti UNESCO incaricati del progetto UNESCO presso il “Centro per i Manoscritti Islamici” di Al-Aqsa /Al-Ḥaram Al-Sharif, e chiede ad Israele di concedere il visto agli esperti UNESCO senza alcuna restrizione;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">25. Sottolinea con forte preoccupazione che Israele, la potenza occupante, non ha rispettato nessuna delle 12 risoluzioni del comitato esecutivo né le 6 del “Comitato per il Patrimonio Mondiale” , che richiedono la realizzazione della missione di monitoraggio nella Città Vecchia di Gerusalemme e delle sue mura.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">31. Condanna fortemente il continuo blocco israeliano della Striscia di Gaza, che condiziona pesantemente il libero flusso di personale e degli aiuti umanitari, così come l’intollerabile numero di vittime tra i bambini palestinesi, gli attacchi alle scuole e ad altri edifici educativi e culturali, e la negazione del diritto all’istruzione, e chiede ad Israele, la potenza occupante, di porre immediatamente fine al blocco;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">32. Rinnova la richiesta al direttore generale di ripristinare, il prima possibile, la presenza dell’UNESCO a Gaza per poter assicurare la rapida ricostruzione di scuole, università, siti culturali, istituzioni, centri di comunicazione e luoghi di culto che sono stati distrutti o danneggiati nelle successive guerre contro Gaza;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-620.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7266" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-620.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-620" width="960" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-620.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-620-300x200.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-620-768x513.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">III I DUE SITI PALESTINESI DI AL-ḤARAM AL IBRĀHĪMĪ/TOMBA DEI PATRIARCHI AD AL-KHALĪL/HEBRON E DELLA MOSCHEA BILĀL IBN RABĀḤ /TOMBA DI RACHELE A BETLEMME</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">35. Riafferma che i due siti in oggetto, situati ad Al-Khalil/Hebron ed a Betlemme sono parte integrante della Palestina;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">36. Condivide la convinzione affermata dalla comunità internazionale secondo cui i due siti sono importanti dal punto di vista religioso per ebraismo, cristianesimo e islam;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">37. Disapprova fortemente l’attuale prosecuzione di scavi, lavori e costruzione di strade private per i coloni da parte di Israele e di un muro di separazione all’interno della città vecchia di Al-Khalil/Hebron, che danneggia l’integrità del sito, e condanna il conseguente impedimento alla liberta di movimento e di accesso a luoghi di preghiera. Chiede ad Israele, la potenza occupante, di porre fine a tali violazioni in base alle disposizioni delle importanti convenzioni, decisioni e risoluzioni dell’UNESCO.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">38. Deplora profondamente il nuovo ciclo di violenza, iniziato nell’ottobre 2015, nel contesto di una costante aggressione da parte dei coloni israeliani e di altri gruppi estremisti verso i residenti palestinesi, inclusi studenti, e chiede ad Israele di impedire tali aggressioni;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">39. Denuncia l’impatto visivo del muro di separazione nel sito della Moschea Bilal Ibn Rabaḥ Mosque/Tomba di Rachele a Betlemme, così come l’assoluto divieto di accesso per i fedeli cristiani e musulmani palestinesi al sito, e chiede alle autorità israeliane di riportare il paesaggio all’aspetto originale e rimuovere il divieto di accesso.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Perché nessun titolo di giornale sulle violazioni della potenza occupante e le restrizioni alla libertà di culto dei fedeli musulmani? E a quando reazioni indignate sulle continue provocazione di ministri che vorrebbero issare la bandiera israeliana sul Monte del Tempio e di rabbini che sostengono la demolizione di Al Aqsa per far riemergere il Tempio di Salomone?!?</span></span></p>
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