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	<title>pd Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Cosa ci lasciano i 100mila di Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 26 May 2017 07:35:13 +0000</pubDate>
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<p>di Luciano Muhlbauer (www.lucianomuhlbauer.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="sqs-block-content">
<p>C’è fretta di archiviare i 100mila di Milano e non semplicemente perché l’ennesima infamia targata Isis sposta di nuovo il dibattito pubblico verso il tema sicurezza, ma anche perché è più comodo così. Il 20 maggio è stato senz’altro un evento riuscito e, per giunta, in netta controtendenza non solo rispetto alle spinte culturali e politiche che in tutta Europa aprono spazi senza precedenti alle forze e tesi xenofobe, razziste e reazionarie, ma anche al posizionamento assunto dai principali tre poli della politica italiana -destre, M5S e Pd-, schierati tutti, sebbene con toni e intensità diversi, a favore di soluzioni securitarie. E allora meglio non perdere troppo tempo e relegare quella manifestazione nell’angolo delle belle marce festose, al massimo disturbate da qualche rompiballe, oppure esibirla come prova suprema della complicità dei “buonisti” con i delinquenti e gli “invasori”. In ogni caso, si tratta di togliere rilevanza politica all’evento o, meglio, non permettere che dai quei 100mila possa emergere qualcosa di politicamente rilevante e autonomo.</p>
</div>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8804 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="350" height="234" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 350w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/1495617548476-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 350px) 100vw, 350px" /></a></p>
<div class="sqs-block-content">
<p>Il 20 maggio dà fastidio a molti, anzitutto per la dimensione e la composizione della partecipazione. I 100mila (o i 60-70mila “reali”) rappresentano sicuramente la manifestazione antirazzista più grossa che si sia vista in Italia negli ultimi vent’anni e il corteo milanese in assoluto più partecipato dai tempi delle mobilitazioni per la pace del 2003. Non è stata una manifestazione segnata dagli spezzoni delle grandi organizzazioni, ma piuttosto da una moltitudine di associazioni e comitati e dalla presenza di persone non organizzate, cioè la cosiddetta “eccedenza”. Ed era una fotografia della Milano così com’è nella realtà, fatta di tanti colori e un po’ meticcia. C’erano gli autoctoni bianchi, molti, e gli autoctoni di seconda e terza generazione e c’erano i lavoratori migranti, le comunità e tanti richiedenti asilo. Non c’era un “noi” e un “loro”, ma uno spaccato di città reale che camminava insieme.</p>
<p>Chi ha partecipato a quella manifestazione voleva anzitutto schierarsi su una questione di fondo, per l’umanità e contro la disumanità, sul fatto che chi fugge da guerre, dittature o condizioni economiche insostenibili abbia il diritto di essere accolto e che non vada ributtato in mare e che i migranti e profughi che arrivano qui non sono invasori o nemici, ma esseri umani come noi. A prima vista può sembrare poco, ma non lo è, specie se accade dopo settimane di campagne mediatiche contro le Ong e un giorno dopo l’aggressione in Centrale e l’inqualificabile ondata di insulti e richieste di annullare il corteo da parte di Salvini e del Presidente regionale, Maroni.</p>
<p>Ma in quel corteo viveva anche la contraddizione che aveva segnato l’evento sin dalla sua gestazione, cioè il fatto che i primi promotori fossero anche esponenti di quel partito, il Pd, che a livello nazionale aveva prodotto la legge Minniti-Orlando sull’immigrazione e la legge Minniti sul decoro urbano, cioè delle norme che si pongono in piena continuità politica, culturale e operativa con la Bossi-Fini e con il pacchetto sicurezza di Maroni. Ne abbiamo già parlato su questo blog e su <em>il Manifesto</em> (vedi <a href="https://lucianomuhlbauer.it/new-blog/2017/5/9/non-si-pu-tenere-il-piede-in-due-scarpe-a-proposito-di-20-maggio?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Non si può tenere il piede in due scarpe</a>) e quindi non mi dilungo oltre in questa sede, se non per ricordare che la conseguente genericità e reticenza dell’appello “Insieme senza muri” aveva fatto sì che molte adesioni fossero accompagnate da esplicite dichiarazioni di contrarietà alla Minniti-Orlando (ad esempio Cgil-Cisl-Uil, Fiom e Arci) e, soprattutto, che nascesse <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Nessuna Persona è Ilegale</a>, una <a href="http://www.nessunapersonaeillegale.it/wp-content/uploads/2017/05/NePILL-def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">piattaforma </a>articolata che ha raccolta l’adesione di centinaia di realtà (associazioni, collettivi, comitati, spazi sociali, partiti ecc.) e degli stessi <a href="https://www.facebook.com/NooneisillegalMilano/posts/380933122301431?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">promotori</a> della manifestazione di Barcellona del 18 febbraio scorso.</p>
<p>Grazie alla piattaforma “Nessuna persona è illegale” la manifestazione ha evidenziato come la stragrande maggioranza dei presenti chiedesse la fine delle derive securitarie, comunque intitolate. Le coperte termiche oro-argento che gli attivisti della piattaforma distribuivano andavano a ruba, così come gli adesivi “No One Is Illegal” e i cartelli “No Minniti-Orlando”, e si potevano trovare ovunque nel corteo, dalla testa alla coda. Se non c’eravate, guardatevi i video e le photogallery che trovate in rete. Insomma, una manifestazione plurale e con molte diversità, ma con una chiara sintonia di fondo sul rifiuto non solo delle campagne d’odio di Salvini e dei fascisti, ma anche di ogni deriva securitaria.</p>
<p>Chi invece era in dissintonia con il sentire comune era il gruppo di esponenti del Pd che, munito di striscione e persino di cartelli inneggianti a Minniti, a un certo punto si è piazzato in testa al corteo, mettendosi attorno a Sala, Majorino, Grasso e Bonino e facendosi beffe delle belle parole dei giorni precedenti, che dicevano “i partiti stanno in fondo” o “i politici non stanno in testa”. Ovviamente, ne è nata una contestazione, peraltro assolutamente pacifica.</p>
<p>In realtà, questo episodio è di scarso interesse in questa sede, ma mi pareva corretto citarlo, poiché l’informazione che conta l’aveva trasformato in una sorta di<em> breaking news</em>, determinando una narrazione della giornata a dir poco tossica, dove da una parte ci sarebbero stati 100mila manifestanti e dall’altra 30 rompiballe che ce l’avevano con Minniti e che hanno “rovinato la festa”.</p>
<p>E quindi, al netto delle narrazioni mediatiche, che cosa ci lasciano i 100mila di Milano? Anzitutto, ci dicono che a Milano c’è ancora speranza. Sì, lo dico così, in maniera terribilmente generica, ma è un fatto che proprio la città italiana più coinvolta nel flusso migratorio non solo resiste ancora al risucchio reazionario, ma è anche in grado di produrre una reazione positiva di massa. E non è nemmeno la prima volta che accade, perché era già successo alla ex Caserma Montello nell’autunno scorso. Certo, le cose possono cambiare rapidamente, quindi inutile far finta che non ci saranno problemi in futuro, ma oggi dobbiamo prendere atto che c’è spazio per lavorare per un movimento antirazzista e dobbiamo agire di conseguenza. E questo non riguarda solo Milano, ma anche le altre città italiane.</p>
<p>Il secondo messaggio che ci lasciano i 100mila è che bisogna parlare chiaro, non essere ambigui. Dire “accoglienza e sicurezza” è una sciocchezza, perché non vuol dire nulla in termini concreti, ma in cambio giustifica tutto e il contrario di tutto. Dire “No Minniti Orlando” non è certo esauriente, ma rappresenta in maniera nitida il rifiuto delle derive securitarie, di quelle delle destre xenofobe e di quelle di chi le rincorre.</p>
<p>Infine, se quello che abbiamo detto ha un senso, allora la rete “Nessuna persona è illegale” deve continuare e allargarsi, come peraltro già annunciato prima del 20 maggio, facendo tesoro dell’esperienza e anche delle molte aspettative suscitate. E senza indugiare.</p>
<p>A Milano da troppo tempo manca un movimento antirazzista autonomo e politicamente rilevante. Forse ora, grazie al lavoro svolto e condiviso, c’è una possibilità. Come al solito, dipende solo noi.</p>
</div>
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		<title>DDL sul cyberbullismo: una sfida partita dal 2013</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Aug 2016 09:04:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6723" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6723" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/th-76.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (76)" width="239" height="155" /></a></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha chiesto alla senatrice PD Elena Ferrara un articolo sulla legge riguardante il cyberbullismo. Eccolo, per voi! Ringraziamo tantissimo Elena Ferrara per questo suo contributo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Elena Ferrara</p>
<p>La morte di Carolina Picchio, prima vittima acclarata di cyberbullismo, fu un fatto tragico, che scosse tutta la comunità e l’opinione pubblica. Un episodio che spinse il padre Paolo Picchio ad impegnarsi per raccogliere il messaggio lasciato dalla figlia: “le parole fanno più male delle botte”. Proprio Carolina, allora 14enne, nella sua lettera d’addio il 5 gennaio 2013, auspicò che più nessuno potesse subire ciò che aveva coinvolto lei. Il web, d’altronde non ha coscienza. Dobbiamo essere noi, in quanto comunità, a costruirla assieme. Da oltre tre anni, dunque, è partita una sfida che mi ha vista in prima linea, anche in quanto insegnante di musica di Carolina durante l’intero triennio della secondaria di primo grado frequentata ad Oleggio. Non appena eletta in Senato ho portato la tematica all’attenzione della Commissione Diritti Umani ottenendo dal Presidente Luigi Manconi un incarico di referente condiviso con il senatore Mazzoni per un’apposita indagine conoscitiva sul fenomeno del cyberbullismo che in quel momento non era certo percepito come lo è attualmente.</p>
<p>Il disegno di legge</p>
<p>Dal lavoro svolto in Commissione Diritti Umani è nato un disegno di legge a prevenzione e contrasto del cyberbullismo, di cui sono prima firmataria, già approvato all’unanimità in Senato. Il ddl non è contro la Rete, ma pone le basi per costruire un nuovo principio di cittadinanza digitale. La proposta di legge, infatti, non ha carattere repressivo, bensì educativo e inclusivo. Il mio impegno è stato quello di partire dalle scuole e soprattutto dai ragazzi in tutto il territorio nazionale forte del contributo di tutti i soggetti preposti, a partire dal MIUR, dalla Polizia postale, dai Garanti privacy e Infanzia e adolescenza, dalle associazioni che lavorano da anni sul campo, di Agicom e dalle stesse aziende new media. Proprio queste ultime, per la prima volta e in maniera decisa, hanno dato tutto il proprio supporto: un impegno che risulta fondamentale per l’attuazione del disegno di legge. In tutti gli incontri con gli esperti, le procure minorili, autorità garanti e rappresentanti istituzionali e terzo settore è sempre emersa la necessità di mettere a sistema una formazione continua a partire dalla scuola e di riorganizzare le tante attività educative che ho riscontrato in oltre 70 incontri sui territori. “Aiutiamo i nostri ragazzi a non farsi del male tra loro e a capire che Internet è luogo di umanità, prima ancora che comunità. Un luogo che genera emozioni vere, anche nelle amicizie virtuali. Sarà infatti non tanto la scienza, ma l’etica ad insegnarci ad usare bene la tecnologia ed essere cittadini in una società immateriale”. La gravità del fenomeno che dal 2013 ha registrato altri episodi di suicidio ed ha aperto una breccia sul sommerso, richiede la massima urgenza al Parlamento. Il Senato approva, dopo un iter in prima commissione, relatore Francesco Palermo, il 20 maggio 2015 all’unanimità il ddl 1261.</p>
<p>Le azioni del MIUR</p>
<p>Va evidenziato che nell’aprile del 2015 il Ministero Istruzione, Università e Ricerca ha emanato le Linee di orientamento di prevenzione e contrasto al bullismo e al cyberbullismo ed ha anticipato alcune azioni previste dalla norma in attesa della sua definitiva approvazione. Anche in collegamento con attività respiro europeo il Miur da diversi anni ha costituito il Safer Internet Centre e progettato Generazioni connesse con azioni di prevenzione, di sostegno alle vittime e di indagine sul fenomeno. Senza dimenticare che nel luglio del 2015 la legge di riforma della scuola ha introdotto al comma 7 la lettera h) sviluppo delle competenze digitali degli studenti, con</p>
<p>particolare riguardo al pensiero computazionale, all&#8217;utilizzo critico e consapevole dei social network e dei media nonché alla produzione e ai legami con il mondo del lavoro;</p>
<p>Nell’ottobre del 2015, inoltre, il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e l’ASST Fatebenefratelli Sacco di Milano, primo ospedale d’Italia per bambini dopo la riforma di Regione Lombardia, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per attivare il primo “presidio operativo nazionale” per arginare i fenomeni illegali sul web. Un centro a coordinamento di una rete nazionale per trattare i casi in una logica di prossimità. Un passaggio importante a tutela delle persone in età evolutiva che tenta di dare una risposta alle continue sollecitazioni che giungono dai territori, inserendosi in un contesto di attenzione crescente delle Istituzioni per la promozione di un uso sicuro e consapevole del web da parte dei minori. I dati che il Centro porta all’attenzione sono confermano il costante aumento del disagio che colpisce bulli e vittime, così come crescono le denunce. Un centro che aspetta di partire e che vede il coinvolgimento attivo di Paolo Picchio: la nuova struttura, infatti, sarà intitolata proprio a Carolina.</p>
<p>I dati più recenti relativi al fenomeno:</p>
<p>·       Circa 4 ragazzi su 10 sono connessi oltre 6 ore al giorno. (i numeri di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per Generazioni Connesse, il Safer Internet Centre italiano)</p>
<p>·       Il 6% degli adolescenti e pre-adolescenti è vittima di cyberbullismo (ma è evidente che vi sia ancora tanto sommerso). Di questi l’11% ha tentato il suicidio; il 50% pratica autolesionismo o ha pensato al suicidio; il 77% si dichiara depresso o triste. (la ricerca di <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a>)</p>
<p>·       Secondo il 77% dei presidi ritiene che “Internet è l’ambiente dove più frequentemente si verificano casi di bullismo”; l’89% ritiene che sia “più difficile da intercettare rispetto al bullismo tradizionale” del quale risulterebbe “anche più doloroso”. Infine il 93% dei presidi ritiene che “l’esempio dei genitori influenzi molto i cyberbulli”. Non solo: l’81% dei presidi ritiene che i genitori minimizzino il problema del bullismo digitale. (la ricerca del Censis in collaborazione con la Polizia Postale)</p>
<p>·       Il 95% dei ragazzi possiede uno smartphone. (lo studio dell’Università di Firenze e <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per il Safer Internet Centre)</p>
<p>·       Il 98% dei ragazzi ha almeno un social network. L’83% degli adolescenti conosce un under 13 che ha aperto un profilo Facebook. Il 35% si dà appuntamento con qualcuno conosciuto sul web. 452.000 ragazzi (12%), contemporaneamente, non hanno accesso alla Rete. (i dati dallo studio Ipsos per Save The Children)</p>
<p>·       Il 13% dei ragazzi dichiara di aver inviato foto intime. (indagine del centro CREMIT dell’Università Cattolica di Milano)</p>
<p>·       Il 50% ha ricevuto immagini sessualmente esplicite da amici (studio Pepita Onlus)</p>
<p>·       L’85% dei ragazzi vuole corsi a scuola sull’uso dei social network (ricerca <a href="http://skuola.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Skuola.net</a> per la Polizia di Stato)</p>
<p>·       Il 25% dei ragazzi pratica vamping, ovvero ha l’abitudine di restare svegli la notte a chattare e navigare su internet. (i numeri di Telefono Azzurro e Doxa Kids)</p>
<p>I contenuti del ddl 1261</p>
<p>Il testo di legge approvato in Senato è rivolto ai minori, ovvero ai soggetti in età evolutiva e ha come finalità la tutela della loro dignità sia in qualità di vittime sia responsabili. Ecco i punti salienti:</p>
<p>– Definizione del fenomeno del cyberbullismo: non è di per sé un reato, ma tali atteggiamenti si configurano in casi di stalking, minacce, diffamazione, molestie, diffusione materiale pedo pornografico, furto d’identità, che, invece, violano la normativa e sono perseguibili anche penalmente.</p>
<p>– Rimozione contenuti offensivi dalla rete e dai social: previa segnalazione il materiale lesivo sarà direttamente rimosso dai gestori, intesi come prestatori di servizi della società dell’informazione, l’indicazione potrà pervenire direttamente dagli utenti dai quattordici anni in su, al di sotto di questa età sarà necessario il coinvolgimento da parte di un genitore.</p>
<p>– Segnalazione al garante della privacy: qualora entro le 24 ore successive al ricevimento dell’istanza il gestore non provvedesse alla rimozione si prevede l’intervento del Garante della Privacy il quale entro 48 ore dal ricevimento dell’atto ha facoltà di intervento.</p>
<p>– Procedura di ammonimento: in caso di reati compiuti da minorenni con età superiore ai 14 anni nei confronti di un altro minorenne è prevista applicazione procedura di ammonimento. Il Questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore. La sanzione in assenza di reiterazione cessa di avere conseguenze al compimento della maggiore età, nella logica di educare e responsabilizzare i giovani che anche solo inconsapevolmente si rendono attori di comportamenti penalmente perseguibili.</p>
<p>– Un referente per ogni autonomia scolastica: corsi di formazione per personale scolastico che dovranno garantire l’acquisizione di idonee competenze nell’ambito di azioni preventive a sostegno del minore.</p>
<p>– Educazione continua: l’educazione all’uso consapevole della rete trova continuità nel piano dell’offerta formativa in ogni ordine di scuola.</p>
<p>– Risorse formazione Polizia postale: nell’ambito di ciascun programma operativo nazionale sono stanziate idonee risorse alla formazione del personale specializzato alla tutela dei minori sul web. I fondi certi per la Polizia Postale sono per l’aggiornamento ai docenti, nella chiave di individuare un referente cyberbullismo per ogni autonomia scolastica e dare luogo alla formazione continua dedicata agli studenti.</p>
<p>– Tavolo interministeriale permanente: costituzione di un tavolo tecnico per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno. Il tavolo coordinato dal Miur include i Ministeri dell’Interno, Lavoro e Politiche sociali, Giustizia, Sviluppo Economico e della Salute; Anci, Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza, Garante Privacy, Comitato di applicazione del codice di autoregolamentazione media e minori, organizzazioni già coinvolte nel programma nazionale del Safer Internet Centre, nonché una rappresentanza delle associazioni studentesche e dei genitori.</p>
<p>– Marchio di qualità: adozione di un marchio da riconoscere ai fornitori di servizi di comunicazione aderenti ai progetti elaborati dal tavolo interministeriale.</p>
<p>In questo momento la norma è alla Camera (A.C. 3139) ed è stata abbinata ad altre proposte di legge già depositate. Nel passaggio in commissioni congiunte II e XII ha subito pesanti modifiche e, con la ripresa dei lavori parlamentari, si aprirà la discussione in aula.</p>
<p>Nel testo emendato si riscontrano elementi migliorativi e un aggiornamento rispetto alle norme nel frattempo intervenute soprattutto in ambito di riforma della scuola.</p>
<p>Senza volermi addentrare in dettagli temo però che si sia aperta una frattura rispetto allo spirito originario della norma che era incentrata sui minori e non aveva carattere sanzionatorio né di censura nei confronti del web. Il ricorso all’aggravante di pena con modifica dell’art. 612/b del Codice penale rappresenta in tal senso un’incoerenza che spero possa essere sanata nella prosecuzione della discussione.</p>
<p>Il problema nel frattempo si fa sempre più urgente e la politica è chiamata a dare la miglior risposta. In queste ultime settimane è intervenuto anche Papa Francesco che ha voluto incontrare il padre di Carolina Picchio<span style="color: #646464;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: small;">.</span></span></span> Il Santo Padre più volte si è interessato ai temi della sicurezza in Rete: “internet è un dono di Dio, in grado di offrire maggiori possibilità di incontro e di solidarietà tra tutti. Ma se da un lato la Rete – continua il Papa – con nuovi servizi e strumenti tecnologici dovrebbe semplificare e migliorare la qualità della vita, talvolta distoglie l’attenzione da quello che è veramente importante”. Alla Messa del Giubileo dei ragazzi Francesco lo ha ricordato nuovamente, sottolineando l’importanza delle emozioni e di come nessuno strumento possa sostituire il valore dell’empatia: “La vostra felicità non ha prezzo e non si commercia; non è un’app che si scarica sul telefonino: nemmeno la versione più aggiornata potrà aiutarvi a diventare liberi e grandi nell’amore”</p>
<p>Non abbiamo bisogno di reati che ci sono già, ma di interventi educativi per i nostri ragazzi perché possano accrescere la propria inclusione digitale!</p>
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		<title>Il diritto a vivere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jul 2016 06:25:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Pubblichiamo, in via eccezionale, un articolo dell&#8217;On. Maria Amato &#8211; Parlamentare della Camera dei Deputati nel gruppo del PD,  in Commissione XII affari sociali e sanità &#8211;  sul tema della disabilità e del territorio. E&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-69.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6305" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6305" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-69.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (69)" width="300" height="239" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Pubblichiamo, in via eccezionale, un articolo dell&#8217;On. Maria Amato &#8211;<br />
Parlamentare della Camera dei Deputati nel gruppo del PD,  in<br />
Commissione XII affari sociali e sanità &#8211;  sul tema della disabilità e del territorio. E ringraziamo Patrizia Angelozzi.</p>
<p>&nbsp;<br />
Il diritto alla bellezza è un diritto di tutti, a prescindere dalla propria abilità.</p>
<p>La costruzione di un modello culturale inclusivo passa attraverso il rispetto di questo diritto.<br />
Su questo principio si dovrebbe concretizzare l&#8217;idea di costruire percorsi sensoriali attraverso le città, nei musei, per i non vedenti, o per le persone con un sensorio iperattivo, che sanno cogliere i minimi particolari, perdendo la visione d&#8217;insieme.<br />
Non solo abbattimento di barriere architettoniche. L&#8217;utilizzo delle tecniche virtuali all&#8217;interno di sale in località di mare consentirebbe con costi di gestione di gran lunga inferiori a<br />
quelli di un museo del mare, la ricostruzione di un ambiente affascinante, un mondo fatto di equilibrio, di colori di suoni, di attività produttive, di tradizioni, accessibili a tutti, e<br />
affascinanti per tutti e lo stesso vale per località di montagna,ricostruendo un habitat in cui anche chi ha seri problemi motori può scoprire il colore del bosco o il rumore di un ruscello.<br />
Vivere la bellezza è l&#8217;esercizio del diritto alla gioia, dell&#8217;accesso al divertimento negli stabilimenti balneari, la costruzione di passerelle per raggiungere il mare anche con la sedia a rotelle, con piazzole di ombrelloni attrezzati e con la diffusione delle sedie job,<br />
con la spinta all&#8217;utilizzo della domotica nelle strutture recettive, attraverso progetti dedicati e sgravi fiscali. Sarebbe il segno che finalmente abbiamo imparato a prenderci cura delle persone ed avere a cuore il loro vivere. E se la montagna è faticosa, sentieri in quota<br />
percorribili con l&#8217;aiuto di piccoli ausili, consentirebbero a tutti il respiro magico delle nostre montagne. Non solo sociale, ma arte, natura e turismo come strumenti di felicità. Abruzzo Regione verde d&#8217;Europa diventa più &#8220;verde&#8221; se ha a cuore la fragilità, in cui tra i<br />
turismi trovi spazio anche il turismo inclusivo, e che questo sia un ambito di lavoro possibile in cui ognuno con la propria, particolare abilità possa trovare uno spazio.</p>
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		<title>Il “tira e molla” per i luoghi di culto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 May 2015 05:41:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A distanza di una settimana dalla ricorrenza del 25 aprile in cui si è manifestato per ogni forma di libertà e a pochi giorni di Expo 2015 a Milano, torna in evidenza, nell&#8217;agenda politica,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/05/luoghi-di-culto-norme-piu-severemilano-incontra-le-associazioni-islamiche_d2ccf6d2-9755-11e4-ab30-e814625d5a21_998_397_big_story_detail.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/05/luoghi-di-culto-norme-piu-severemilano-incontra-le-associazioni-islamiche_d2ccf6d2-9755-11e4-ab30-e814625d5a21_998_397_big_story_detail.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="127" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
distanza di una settimana dalla ricorrenza del 25 aprile in cui si è<br />
manifestato per ogni forma di libertà e a pochi giorni di Expo 2015<br />
a Milano, torna in evidenza, nell&#8217;agenda politica, la questione della<br />
costruzione di nuovi luoghi di culto, soprattutto in Lombardia e nel<br />
capoluogo che accoglierà turisti provenienti da tutto il mondo e di<br />
ogni confessione religiosa.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A<br />
febbraio (come si legge nella nota in calce) il governo italiano ha<br />
impugnato la legge redatta da Roberto Maroni e dal Cosiglio regionale<br />
lombardo, legge definita “anti-moschee” in quanto andava ad<br />
intervenire con una serie di regole urbanistiche che, secondo Maroni,<br />
avrebbero contrastato l&#8217;abuso edilizio, mentre secondo gli<br />
oppositori, avrebbero violato il diritto di libertà religiosa.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ovviamente<br />
il centrodestra ha fatto sentire la propria voce. “Renzi ormai<br />
impugna ogni legge di Regione Lombardia, che si tratti di moschee,<br />
sanità o di nutrie. E&#8217; solo ritorsione, ma non ci intimidisce”;<br />
gli ha fatto eco Matteo Salvini che ha su Facebook ha scritto: “Il<br />
governo ha impugnato la legge regionale lombarda che regolamenta i<br />
nuovi luoghi di culto, in particolare le moschee. Renzi e Alfano,<br />
ecco i nuovi imam”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Al<br />
contrario per il segretario del PD lombardo, Alessandro Alfieri,<br />
“l&#8217;impugnativa era più che prevedibile perchè legiferare in modo<br />
ideologico e populista non può che portare a questi risultati” e<br />
Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali del Comune<br />
di Milano ha commentato con un “bravo Renzi” la decisione del<br />
governo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Si<br />
prevede ancora battaglia, ma speriamo che le delibere vadano nella<br />
direzione della ragionevolezza e del rispetto di tutte le<br />
confessioni.</div>
<p><strong>La nota del Governo:</strong><br />Legge<br />
Regione Lombardia n. 2 del 03/02/2015&nbsp; “<em>Modifiche<br />
alla legge regionale 11 marzo 2005, n. 12 (Legge per il governo del<br />
territorio) – Principi per la pianificazione delle attrezzature per<br />
servizi religiosi”&nbsp;</em>in<br />
quanto alcune disposizioni, al fine di regolamentare la realizzazione<br />
di &nbsp;luoghi di culto e di attrezzature religiose nel territorio<br />
regionale, impongono agli enti rappresentanti di organizzazioni<br />
religiose una serie di &nbsp;stringenti obblighi e requisiti che<br />
incidono sull’esercizio in concreto del diritto fondamentale e<br />
inviolabile della libertà religiosa, in violazione degli artt. 3, 8<br />
e 19 della Costituzione, nonché dell’art. 117, &nbsp;lett. c),<br />
&nbsp;Cost., &nbsp;per<em><br />
invasione &nbsp;nella competenza esclusiva dello Stato in materia di<br />
rapporti tra la Repubblica e le confessioni religiose</em>.<br />
Tali disposizioni regionali violano inoltre l’art. 117, primo e<br />
secondo comma, lett. a), Cost., per contrasto con i principi<br />
&nbsp;contenuti in trattati europei ed internazionali in materia di<br />
libertà di religione e di culto, nonché, prevedendo il<br />
coinvolgimento di organi statali preposti alla sicurezza pubblica,<br />
l’art. 117, comma 2, lett. h) &nbsp;Cost., che riserva alla<br />
competenza esclusiva dello Stato la materia dell’ordine pubblico e<br />
della sicurezza e l’art. 118, comma 3, Cost., che affida alla sola<br />
legge statale il potere di disciplinare forme di coordinamento fra<br />
Stato e Regioni nella materia della sicurezza pubblica.</p>
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		<item>
		<title></title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 May 2015 05:47:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti Umani in collaborazione con il Centro Asteria PRESENTA DIRITTI AL CENTRO: MIGRANTI e ACCOGLIENZA A MILANO Alla presenza di Pierfrancesco Majorino (assessore alle Politiche sociali) Caterina Sarfatti (legale presso il&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>in<br />
collaborazione con il Centro Asteria</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>PRESENTA</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>DIRITTI<br />
AL CENTRO:</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b><br />MIGRANTI<br />
e ACCOGLIENZA A MILANO</b></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Alla<br />
presenza di </b><b>Pierfrancesco<br />
Majorino (assessore alle Politiche sociali)  Caterina Sarfatti<br />
(legale presso il Comune di Milano) e LEMNAOUER AHMINE (regista)</b></div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="overview-summary-current"></a><br />
 
 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<table border="0" cellpadding="2" cellspacing="0" style="width: 592px;">
<tbody>
<tr>
<td width="220">
    <a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="overview-summary-past"></a></p>
</td>
<td valign="TOP" width="363"></td>
</tr>
<tr>
<th width="220">
</th>
<td width="363">
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>DOMENICA<br />
  10 MAGGIO</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>ORE<br />
  17.30</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
presso</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>CENTRO<br />
 ASTERIA</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
Piazza<br />
 Carrara 17.1, ang. Via G. Da Cermenate (MM Romolo, Famagosta)</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L’<b>Associazione<br />
 per i Diritti Umani</b><br />
 presenta il terzo appuntamento della serie di incontri dal titolo<br />
 “<b>DiRITTI<br />
 AL CENTRO</b>”,<br />
 che affronta, attraverso incontri con autori, registi ed esperti,<br />
 temi che spaziano dal lavoro, diritti delle donne in Italia e<br />
 all’estero, minori, carceri, immigrazione&#8230;</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
 ogni incontro l’Associazione per i Diritti Umani<b><br />
 </b>attraverso<br />
 la sua vicepresidente <b><br />
 Alessandra Montesanto</b>,<br />
 saggista e formatrice, vuole dar voce ad uno o più esperti della<br />
 tematica trattata e, attraverso uno scambio, anche con il pubblico,<br />
 vuole dare degli spunti  di riflessione sull’attualità e più in<br />
 generale sui grandi temi dei giorni nostri.</div>
<div align="CENTER" style="line-height: 0.18cm; margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
 questo incontro dal titolo <strong>MIGRANTI E ACCOGLIENZA A MILANO</strong> si<br />
 affronterà il tema delle MIGRAZIONI: quali le politiche sbagliate<br />
 in Europa, quali quelle locali per l&#8217;accoglienza dei migranti,<br />
 profughi e dei rifugiati. Come Milano ha accolto i siriani e gli<br />
 etiopi e molto altro. Presentazione del dossier “Milano, come<br />
 Lampedusa?” con inserti del documentario intitolato “La<br />
 trappola”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione4">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<b>IL<br />
 DOSSIER</b></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<table border="0" cellpadding="0" cellspacing="0" style="width: 643px;">
<tbody>
<tr>
<td valign="TOP" width="643">
<div style="font-weight: normal;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="main-content"></a>Migliaia<br />
    di profughi attraversano il Mediterraneo per raggiungere<br />
    l&#8217;Europa. Molti di loro approdano a Milano che è terra di<br />
    passaggio e spazio umanitario da cui ripartire per raggiungere i<br />
    Paesi desiderati. Questo libro racconta il vissuto delle fatiche,<br />
    speranze, difficoltà e delle assenze di alcuni e distrazioni di<br />
    altri.
    </div>
<p><strong><br />
    </strong><strong>PIERFRANCESCO<br />
    MAJORINO</strong></p>
<div style="font-weight: normal;">
<br />
&nbsp;&nbsp;<br />
&nbsp;&nbsp;&nbsp; </div>
<div style="font-weight: normal; margin-bottom: 0cm;">
Pierfrancesco<br />
    Majorino, politico e scrittore, è nato a Milano, città dove<br />
    vive e lavora, nel 1973.<br />Dal 2011 è l&#8217;Assessore alle<br />
    Politiche sociali e Cultura della salute della Giunta Pisapia e<br />
    Vicepresidente nazionale della Rete Città sane.<br />E&#8217; membro<br />
    dell&#8217;Assemblea nazionale del Partito Democratico.
    </div>
<div style="font-weight: normal;">
<br />
&nbsp;</div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p><b>CATERINA<br />
    SARFATTI</b></p>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p><a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="top-card"></a>Legale<br />
    e consulente del Comune di Milano. Precedentemente ha fatto parte<br />
    del Consiglio d&#8217;Europa per i rifugiati e  della <a href="https://www.linkedin.com/vsearch/p?company=Fédération+Internationale+des+Droits+de+l'Homme&amp;trk=prof-0-ovw-prev_pos&utm_source=rss&utm_medium=rss">Fédération<br />
    Internationale des Droits de l&#8217;Homme</a>.</p>
<p></p>
<div style="text-decoration: none;">
<b>LEMNAOUER<br />
    AHMINE</b></div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<p>Ahmine<br />
    nasce in Algeria ma vive da anni in <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia?utm_source=rss&utm_medium=rss">Italia</a></u>,<br />
    dove si è trasferito definitivamente nel 1994. Segue corsi sul<br />
    cinema e sulla TV. Dopo una lunga esperienza come <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pubblicità?utm_source=rss&utm_medium=rss">pubblicitàrio</a></u>,<br />
    approda alla realizzazione di <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Documentario?utm_source=rss&utm_medium=rss">documentari</a></u><br />
    per la <u><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Televisione?utm_source=rss&utm_medium=rss">TV</a></u>,<br />
    che raccontano spesso il viaggio e l&#8217;incontro. I suoi lavori sono<br />
    stati premiati in vari festival nazionali e internazionali.</p>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
<div style="font-weight: normal;">

    </div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>I bambini sanno: domande e risposte semplici e vere&#8230;dai più piccoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2015 04:22:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
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		<category><![CDATA[I bambini sanno]]></category>
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		<category><![CDATA[recensione]]></category>
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		<category><![CDATA[Veltroni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; &#160; Il nuovo documentario di Walter Veltroni, dal titolo I bambini sanno, è appena uscito nelle sale cinematografiche e fa riflettere il fatto che un uomo, adulto, padre e con un ruolo pubblico&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<iframe loading="lazy" width="320" height="266" class="YOUTUBE-iframe-video" data-thumbnail-src="https://i.ytimg.com/vi/_hXOqwDQNBc/0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" src="https://www.youtube.com/embed/_hXOqwDQNBc?feature=player_embedded&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il nuovo<br />
documentario di Walter Veltroni, dal titolo <em>I bambini sanno</em>, è<br />
appena uscito nelle sale cinematografiche e fa riflettere il<br />
fatto che un uomo, adulto, padre e con un ruolo pubblico importante<br />
si ponga all&#8217;altezza di bambino per cercare risposte e domande. Gli<br />
occhi, le espressioni, i gesti delle bimbe e dei bimbi riportano<br />
tutto ad una dimensione più umana, vera, genuina.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un<br />
lavoro interessante perchè affronta temi seri e universali, ma anche<br />
perchè li dipana senza infrastrutture ideologiche. Dare voce ai<br />
piccoli è come ritornare ad un terreno incontaminato, da dove si può<br />
ripartire per un futuro migliore.</p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani ha rivolto alcune domande a Walter Veltroni e lo<br />
ringrazia per questa opportunità.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Da quale<br />
assunto nasce il soggetto di questo documentario?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sono<br />
sempre stato molto affascinato dai bambini. Mi piace la loro purezza,<br />
il loro modo di vedere le cose. Si pongono tantissime domande.<br />
Anch’io lo ricordo sulla mia pelle, quando ero piccolo e mi<br />
ritrovavo la notte da solo nella mia stanza al buio, quello era il<br />
momento delle domande, la vita, la morte, la religione…Mi<br />
interessava  capire come ci vedono i bambini, come vedono il nostro<br />
paese oggi.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dove ha<br />
incontrato i bimbi che ha ripreso e perché la scelta di parlare con<br />
gli adulti e i cittadini di domani?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
visto 350 bambini in tutta Italia, alla fine ho scelto trentanove<br />
bambini dagli 8 ai 13 anni. In quella fascia d’età si interrogano<br />
su tutto poi, dopo i 13 anni, cominciano a darsi anche le risposte,<br />
per questo mi interessavano i bambini proprio di questa età. Sono<br />
all’avvio della vita, sono puri ma, allo stesso tempo, hanno una<br />
grande profondità.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Certo<br />
che ha posto loro domande impegnative&#8230;da qui il titolo del<br />
documentario: ce lo vuole spiegare?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per il<br />
titolo sono partito da una citazione di Saint Exupéry: “I grandi<br />
non capiscono mai niente da soli e i bambini si stufano di spiegargli<br />
tutto ogni volta.” Ho scelto il titolo prima di girare le<br />
interviste ma dopo ho capito che era giusto, che funzionava. Ho posto<br />
delle domande su temi complessi, la crisi, la religione, l’amore,<br />
l’omosessualità. I bambini hanno un loro sguardo su tutto,<br />
rispondono con grande semplicità ma, allo stesso tempo, le loro<br />
affermazioni sono dirette, efficaci, sorprendenti, oneste.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Interessante<br />
che un uomo adulto si confronti con i più piccoli: quale può<br />
essere, o dovrebbe la comunicazione oggi tra generazioni diverse?</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Credo<br />
che oggi ci sia poca comunicazione fra generazioni. Prendiamo il caso<br />
dei bambini, noi adulti non li ascoltiamo mai veramente e invece loro<br />
hanno una grande quantità di cose da dire. Nelle interviste del film<br />
mi pare si siano sentiti liberi, ascoltati davvero. Se prendevano una<br />
strada, li seguivo, andavo insieme a loro. A  parte la timidezza<br />
iniziale, erano a loro agio, nelle loro stanze mi hanno raccontato<br />
anche cose che non avevano mai detto a nessuno.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
comunicazione fra generazioni diverse ci aiuta a capirci meglio. Una<br />
bambina, dopo aver visto il film ha detto: “Spero di portarci i<br />
miei genitori così mi capiranno meglio.” Questa frase ci ha<br />
colpito a tal punto che abbiamo deciso di metterla sul manifesto del<br />
film.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
C&#8217;è un<br />
messaggio che vuole mandare, attraverso questo suo ultimo lavoro, a<br />
chi come lei si occupa di politica?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Direi<br />
che bisogna saper ascoltare e sapere quanto bisogno ci sia di<br />
comunità oggi.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Palestina, il voto italiano e le due letture dalla Terrasanta. Saeb Erekat e Yael Dayan: bene il riconoscimento. Ma Israele plaude per il contrario</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/04/07/palestina-il-voto-italiano-e-le-due/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2015 03:59:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Abu Mazen]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
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		<category><![CDATA[voto]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Umberto De Giovannangeli, L&#8217;Huffington Post &#160; La “limatura” dei verbi, l’edulcorazione di alcuni passaggi, le due mozioni che sembrano eludersi a vicenda, tutto questo relativizza ma non cancella la sostanza politica dell’evento consumatosi&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
di Umberto<br />
 De Giovannangeli, L&#8217;Huffington<br />
 Post
 </div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/n-PALESTINA-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/04/n-PALESTINA-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="166" width="400" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

 </div>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
 La “limatura” dei verbi,<br />
 l’edulcorazione di alcuni passaggi, <u><a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/02/27/riconoscimento-dello-stat_n_6767046.html?utm_hp_ref=italy&amp;utm_hp_ref=italy&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">le<br />
 due mozioni che sembrano eludersi a vicenda</a></u>,<br />
 tutto questo relativizza ma non cancella la sostanza politica<br />
 dell’evento consumatosi oggi a Montecitorio: dopo Francia, Spagna,<br />
 Gran Bretagna, Danimarca, Portogallo, Irlanda, Belgio, Svezia,<br />
 Lussemburgo, anche il Parlamento italiano si è espresso per il<br />
 riconoscimento dello Stato di Palestina. Decisione sofferta,<br />
 ritardata, con contraddizioni interne, ma la cui valenza politica,<br />
 oltre che simbolica, non sfugge al Governo israeliano che puntava<br />
 molto <u><a href="http://www.huffingtonpost.it/2015/01/15/naor-gilon-ambasciatore-israeliano-a-roma_n_6476294.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">sull’<br />
 &#8220;amico Matteo”</a></u><br />
 perché l’Italia non si unisse, neanche con qualche distinguo<br />
 filoisraeliano, al coro dei “filopalestinesi”.</p>
<p> Così non è stato. O almeno<br />
 questa è la lettura di chi vede il bicchiere mezzo pieno (sul<br />
 fronte palestinese) rispetto al voto di Montecitorio. Quel voto<br />
 intenderebbe rappresentare anche un sostegno a “Lady Pesc”,<br />
 Federica Mogherini, che non ha mai nascosto la sua <u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2014/11/08/news/mogherini_palestina-100066571/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">speranza<br />
 di veder nascere uno Stato palestinese</a></u>,<br />
 a fianco d’Israele, durante gli anni del suo mandato di Alto<br />
 Rappresentante della Politica Estera e di Sicurezza dell’Unione<br />
 Europea.</p>
<p> Il voto porta con sé strascichi<br />
 di politica interna, di letture “retrosceniste” sulle dinamiche<br />
 interne alle varie anime del Partito Democratico, sulla spaccatura<br />
 nella maggioranza poi ricomposta, almeno all’apparenza, con il<br />
 parere favorevole del governo a due mozioni: quella Pd, sostenuta<br />
 anche da Sel, che ha ottenuto 300 voti favorevoli e 45 contrari; e<br />
 quella stilata da Nce e Ap-Sc, approvata con 237 voti favorevoli e<br />
 84 contrari, e che ha già aperto discussioni sul “messaggio”<br />
 che la fronda di sinistra pieddina ha inteso lanciare al premier<br />
 “decisionista”.</p>
<p> Strascichi, per l’appunto.<br />
 Perché la sostanza è ben altra e investe il senso di marcia della<br />
 nostra politica estera, soprattutto nell’area per noi più<br />
 nevralgica, sul piano geopolitico e per la difesa degli interessi<br />
 nazionali: il Vicino Oriente. Un Vicino Oriente in fiamme: dalla<br />
 Libia alla Siria, dall’Iraq alla Palestina. Ad affermarsi, nel<br />
 mondo arabo, sono “Generali” o “Califfi”, mentre in<br />
 difficoltà, se non in rotta, sono le leadership moderate. Come<br />
 quella del presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen). L’<br />
 &#8220;intifada diplomatica” da lui voluta era ed è anche una<br />
 risposta alle spinte militariste che prendono corpo dall’azione<br />
 dei “lupi solitari” palestinesi e, soprattutto, dall’affermarsi<br />
 anche in Cisgiordania e a Gaza dei gruppi salafiti vicini allo Stato<br />
 islamico di Abu Bakr al-Baghdadi.</p>
<p> &#8220;C’è il diritto dei<br />
 palestinesi a un loro Stato e il diritto dello stato di Israele a<br />
 vivere in sicurezza di fronte a chi per statuto vorrebbe cancellarne<br />
 l’esistenza. La soluzione è quella dei due Stati, per la quale la<br />
 comunità internazionale si pronuncia da tempo, il che vuol dire il<br />
 diritto dei palestinesi a un loro Stato e il diritto dello Stato di<br />
 Israele a vivere in sicurezza, di fronte a chi vorrebbe addirittura<br />
 per statuto cancellarne la stessa esistenza&#8221;, ha rimarcato il<br />
 titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni, nel suo intervento in<br />
 Aula.</p>
<p> Il testo presentato dai<br />
 democratici impegna il governo &#8220;a continuare a sostenere in<br />
 ogni sede l&#8217;obiettivo della Costituzione di uno Stato palestinese<br />
 che conviva in pace, sicurezza e prosperità accanto allo Stato<br />
 d&#8217;Israele, sulla base del reciproco riconoscimento e con la piena<br />
 assunzione del reciproco impegno a garantire ai cittadini di vivere<br />
 in sicurezza al riparo da ogni violenza e da atti di terrorismo&#8221;.<br />
 C&#8217;è quindi l&#8217;impegno per il governo a &#8220;promuovere il<br />
 riconoscimento della Palestina quale Stato democratico e sovrano<br />
 entro i confini del 1967 e con Gerusalemme quale capitale condivisa,<br />
 tenendo pienamente in considerazione le preoccupazioni e gli<br />
 interessi legittimi dello Stato di Israele&#8221;.</p>
<p> Un messaggio, quest’ultimo che<br />
 intendeva essere rassicurante per il governo israeliano. E in parte<br />
 c’è riuscito, vista la prima <u><a href="https://twitter.com/portavoceIsrael/status/571285278918352896/photo/1?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">reazione<br />
 a caldo dell’Ambasciata d’Israele</a></u>:</p>
<blockquote><p>
“Accogliamo<br />
 positivamente – recita una nota dell’Ambasciata &#8211; la scelta del<br />
 Parlamento italiano di non riconoscere lo Stato palestinese e di<br />
 aver preferito sostenere il negoziato diretto fra Israele e i<br />
 palestinesi, sulla base del principio dei due Stati, come giusta via<br />
 per conseguire la pace. Così come scritto all&#8217;inizio della mozione:<br />
 &#8220;La soluzione potrà essere raggiunta soltanto attraverso i<br />
 negoziati&#8221;. Tutti i governi d&#8217;Israele, a partire dagli accordi<br />
 di Oslo, hanno accettato e fatto propria l&#8217;idea di due Stati per due<br />
 popoli. Dopo le elezioni e la formazione di un nuovo governo in<br />
 Israele a marzo , è necessario che i palestinesi decidano di<br />
 tornare al tavolo delle trattative senza precondizioni, per portare<br />
 avanti la pace e la sicurezza fra i due popoli”.</p></blockquote>
<p>Resta il fatto che la nota<br />
 dell’Ambasciata israeliana glissa sul fatto che, nella mozione Pd,<br />
 si fa esplicito riferimento a uno Stato palestinese “con<br />
 Gerusalemme quale capitale condivisa” e a uno Stato “sovrano<br />
 entro i confini del 1967”: due punti su cui il governo israeliano<br />
 in carica si è detto sempre contrario.</p>
<p> Di segno opposto a quella della<br />
 sede diplomatica dello Stato ebraico a Roma, sono le reazioni, e le<br />
 letture, date a caldo dai palestinesi e dagli israeliani aperti<br />
 sostenitori del dialogo. “Il voto del Parlamento italiano è un<br />
 atto politico importante, che può dare un nuovo impulso al<br />
 negoziato e far capire ai governanti israeliani che l’Europa<br />
 intende giocare un ruolo da protagonista nello scenario<br />
 mediorientale”, dice all’Hp il capo negoziatore dell’Anp, Saeb<br />
 Erekat. “Il problema &#8211; aggiunge Erekat – non è dichiararsi a<br />
 parole favorevoli al negoziato, ma esserlo con i fatti. E ogni atto<br />
 compiuto dai governanti israeliani è andato nella direzione<br />
 opposta: dalla colonizzazione dei Territori all’assedio di Gaza”.</p>
<p> Sulla stessa lunghezza d’onda è<br />
 Yael Dayan, scrittrice israeliana, più volte parlamentare<br />
 laburista, <u><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2014/12/07/news/israele_oz_grossman_yehoshua_palestina-102347383/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">una<br />
 delle 800 personalità israeliane firmatarie di un appello rivolto<br />
 all’Europa</a></u><br />
 perché riconoscesse lo Stato di Palestina. “Apprezzo la scelta<br />
 del Parlamento italiano – dice la figlia dell’eroe della Guerra<br />
 dei Sei giorni, il generale Moshe Dayan, raggiunta telefonicamente a<br />
 Tel Aviv dall’Hp – e da israeliana che ha combattuto per la<br />
 sicurezza del proprio Paese, non la considero un atto di ostilità,<br />
 ma al contrario di amicizia verso Israele. Penso questo perché sono<br />
 convinta che la nascita di uno Stato palestinese non rappresenti un<br />
 cedimento al “nemico” ma un investimento sul futuro per Israele.<br />
 Un futuro che le destre mettono a repentaglio, riproponendo una<br />
 politica fondata su una cultura militarista, cavalcando<br />
 l’insicurezza e vendendo una illusione: quella di una pace a costo<br />
 zero”.</p>
<p> “È terribile odiare ed essere<br />
 odiati per così tanto tempo. È estenuante occupare ed essere<br />
 occupati per così tanto tempo. Questa liberazione riguarda anche<br />
 noi israeliani”, le fa eco David Grossman, tra i più affermati<br />
 scrittori israeliani, anche lui, come Yael Dayan, tra i promotori<br />
 dell’appello all’Europa.</p>
<p> Resta la rabbia dei falchi. Il<br />
 pronunciamento del Parlamento italiano interviene nel vivo della<br />
 campagna elettorale in Israele – si vota il 17 marzo – e a pochi<br />
 giorni dal viaggio negli Stati Uniti di Benjamin Netanyahu –<br />
 parlerà al Congresso ma non sarà ricevuto dal presidente Barack<br />
 Obama – e stride con quanto sostenuto dai leader delle destre<br />
 dello Stato ebraico, decisamente ostili, per ragioni ideologiche o<br />
 di sicurezza, alla nascita di uno Stato palestinese, con o senza<br />
 negoziati diretti. Un tema, questo, che è parte della campagna<br />
 elettorale in corso, nella quale le destre sottolineano che non c’è<br />
 differenza fra Hamas e l’Isis, e che Abu Mazen ha scelto di<br />
 “governare con i terroristi (Hamas, ndr) sacrificando la pace”.</p>
<p> Sul versante opposto, il leader<br />
 dei Laburisti, Yitzhak Herzog, mette in evidenza come “le chiusure<br />
 di Netanyahu hanno rafforzato gli estremisti nel campo palestinese e<br />
 incrinato le relazioni tra Israele e l’Amministrazione Obama”.<br />
 Herzog ha anche annunciato che, se diventerà primo ministro, si<br />
 farà promotore di un “piano Marshall” per la smilitarizzazione<br />
 e la ricostruzione di Gaza.</p>
<p> In proposito, a sei mesi dal<br />
 cessate il fuoco che ha messo fine all’operazione “Protective<br />
 Edge”, Oxfam ha lanciato l’allarme sulla disperata situazione in<br />
 cui ancora versano gli 1,8 milioni di persone che vivono nella<br />
 Striscia, a causa delle carenze e progressive riduzioni delle<br />
 quantità di materiali da costruzione in entrata a Gaza. A farne le<br />
 spese sono le circa 100.000 persone, di cui la metà bambini, che<br />
 ancora sono costrette a vivere in rifugi e sistemazioni temporanee,<br />
 mentre decine di migliaia di famiglie vivono in abitazioni<br />
 gravemente danneggiate dai bombardamenti della scorsa estate. Senza<br />
 la fine del blocco israeliano a Gaza &#8211; avverte l’Ong con sede<br />
 centrale a Londra &#8211; ci vorrà oltre un secolo per completare la<br />
 ricostruzione di case, scuole e ospedali.</p>
<p> Herzog – un dei leader del<br />
 “Blocco sionista” di centrosinistra &#8211; ha anche sottolineato che<br />
 “pace e sviluppo degli insediamenti sono tra loro inconciliabili”.<br />
 L’esatto opposto di ciò che pensano, e fanno, le destre<br />
 israeliane. Secondo uno studio dell’associazione israeliana <u><a href="http://peacenow.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Peace<br />
 Now</a></u>, i<br />
 bandi per le nuove costruzioni sono triplicati dal 2013 rispetto al<br />
 precedente governo, sempre guidato da Netanyahu. Sono state fatte<br />
 4.485 gare d’appalto nel 2014 e 3.710 nel 2013 (2007 erano state<br />
 meno di 900). L’incremento demografico annuale dei coloni è di<br />
 circa il 5,5%, contro l’1,7% degli altri israeliani.</p>
<p> Le considerazioni avanzate dal<br />
 leader laburista israeliano sullo stato (pessimo) dei rapporti tra<br />
 Netanyahu e Obama trovano conferma nelle parole della la consigliera<br />
 per la sicurezza nazionale del presidente Obama, Susan Rice, secondo<br />
 cui la visita che il premier israeliano farà a Washington il 3<br />
 marzo sarà &#8220;distruttiva&#8221;. E a Netanyahu, che rilancia la<br />
 linea “interventista” contro l’Iran, il segretario di Stato<br />
 Usa, John Kerry, risponde seccamente: ci ha spinto a invadere<br />
 l’Iraq, visto com’è finita?</p>
<p> Per il riconoscimento dello Stato<br />
 di Palestina si batte da tempo Mairead Corrigan Maguire, premio<br />
 Nobel per la pace nel 1976: “Se i governi europei avessero un<br />
 sussulto d’orgoglio, se credessero davvero a quei principi<br />
 universali di cui si fanno vanto – afferma Maguire – allora non<br />
 dovrebbero perdere un attimo in più e seguire l’esempio svedese,<br />
 compiendo un atto riparatorio che sarebbe dovuto accadere già da<br />
 tempo: riconoscere lo Stato palestinese. Per farlo non c’è<br />
 bisogno del “permesso” d’Israele”.<br />
 </p>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/04/07/palestina-il-voto-italiano-e-le-due/">Palestina, il voto italiano e le due letture dalla Terrasanta. Saeb Erekat e Yael Dayan: bene il riconoscimento. Ma Israele plaude per il contrario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title></title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 07:09:00 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riceviamo questa comunicazione che riteniamo interessante, per chi è a Roma Espulsi trattenuti. Gli esiti estremi dell’immigrazione in Italia &#160; Presentazione del libro: “Crimini contro l’ospitalità. Vita e violenza nei centri per stranieri” 24&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="text-align: center;">
<p> Riceviamo questa comunicazione che riteniamo interessante, per chi è a Roma</p>
<p>Espulsi trattenuti. Gli esiti estremi dell’immigrazione in Italia</p></div>
<div style="text-align: center;">
&nbsp;</div>
<p></p>
<div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Presentazione<br />
del libro:</div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm;">
“<b>Crimini<br />
contro l’ospitalità. </b><i><b>Vita<br />
e violenza nei centri per stranieri</b></i>”</div>
<p></p>
<div align="CENTER" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
<u>24<br />
Novembre, ore 17 – Sala della Mercede, Via della Mercede 55</u></div>
<p></p>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0.5cm; text-decoration: none;">
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" lang="it-IT" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Un<br />
libro di denuncia politica e un reportage filosofico.
</div>
<p></p>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0.5cm;">
Un<br />
viaggio nei <b>CIE</b>,<br />
quei Centri di Identificazione ed Espulsione dove vengono trattenuti<br />
gli immigrati irregolari in attesa del ripatrio. Un limbo invisibile<br />
e nascosto, spesso collocato ai margini delle città, dove vengono<br />
relegate le vittime della Fortezza Europa. Nei CIE vengono private<br />
della libertà personale donne<br />
e uomini che<br />
non hanno commesso alcun reato. Esso è descritto come “campo”, e<br />
i detenuti sono chiamati &#8220;ospiti&#8221;. Eppure troppo spesso<br />
siamo in presenza di un luogo del non diritto, dove la legge è<br />
emanazione diretta di chi ha responsabilità di controllo in<br />
quell&#8217;istante.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Ne<br />
parleranno con <u><a href="http://www.ilmelangolo.com/index.php?page=shop.product_details&amp;flypage=flypage.tpl&amp;product_id=3802&amp;category_id=524&amp;option=com_virtuemart&amp;Itemid=59&amp;vmcchk=1&amp;Itemid=59&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">l’autrice</a></u><br />
del libro <b>Donatella<br />
Di Cesare</b></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>On.<br />
Khalid Chaouki</b>,<br />
deputato del PD, Coordinatore intergruppo immigrazione</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>On.<br />
Gennaro Migliore</b>,<br />
deputato PD, Presidente Commissione d’inchiesta Centri di<br />
accoglienza</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Roberto<br />
Zaccaria</b>,<br />
Costituzionalista, ex presidente Rai, Presidente del Cir (Consiglio<br />
Italiano per i Rifugiati)</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Simone<br />
Regazzoni</b>,<br />
docente universitario, filosofo e scrittore</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Gabriella<br />
Guido</b>,<br />
coordinatrice della campagna “LasciateCIEntrare”</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Modera:<br />
<b>Iman<br />
Sabbah</b>,<br />
giornalista di RaiNews</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
<b>Donatella<br />
Di Cesare </b>è<br />
professore ordinario di Filosofia Teoretica all’Università La<br />
Sapienza di Roma.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
Per<br />
accreditarsi all’evento segnalare il proprio nominativo a Silvia De<br />
Marchi <u><a href="mailto:silvia.demarchi@camera.it" target="_blank">silvia.demarchi@camera.it</a></u></p>
</div>
<p></p>
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			</item>
		<item>
		<title>Verso l&#8217;abolizione del reato di clandestinità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 27 Jan 2014 06:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Con 182 sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene il “rilievo penale delle condotte di violazione&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/Clandestini-640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/Clandestini-640.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="167" width="320" /></a></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Con 182<br />
sì, 16 no e 7 astenuti è passata in Senato, nei giorni scorsi, la<br />
norma che abroga il reato di immigrazione clandestina, ma si mantiene<br />
il “rilievo penale delle condotte di violazione dei provvedimenti<br />
amministrativi adottati in materia”. Il reato, quindi, da una lato<br />
viene abolito e, dall&#8217;altro, viene trasformato in illecito<br />
amministrativo.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Maria Ferri, ha spiegato: “Chi<br />
per la prima volta entra clandestinamente nel nostro Paese non verrà<br />
sottoposto a procedimento penale, ma verrà espulso. Ma, se<br />
rientrasse, a quel punto commetterebbe reato” e ha precisato che:<br />
“Lo Stato deve regolare i flussi migratori in modo compatibile con<br />
le concrete possibilità di accogliere i migranti e questo non solo<br />
per ragioni di ordine pubblico, ma anche per motivi umanitari. A<br />
persone che cercano di sfuggire da situazioni di estrema indigenza e<br />
spesso disumane dobbiamo garantire un&#8217;ospitalità dignitosa. Occorre,<br />
invece, continuare a punire con severità chi sfrutta e favorisce<br />
questi fenomeni migratori incontrollati che possono causare tragedie<br />
come quelle di Lampedusa”; infine, dal punto di vista tecnico,<br />
Ferri ha aggiunto: “ La sanzione penale appare sproporzionata e<br />
ingiustificata e quella pecuniaria è di fatto ineseguibile<br />
considerato che i migranti sono privi di qualsiasi bene. Oltretutto<br />
il numero delle persone che potrebbero essere potenzialmente<br />
incriminate sarebbe tale da intasare completamente la macchina della<br />
giustizia penale, soprattutto nei luoghi di sbarco”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;Onorevole<br />
Khalid Chaouki, esponente dei Nuovi Italiani del Partito Democratico,<br />
ha così commentato il voto della Commissione Giustizia: “Con il<br />
voto al Senato inizia un percorso che, in tempi brevi, dovrà<br />
cancellare questo odioso reato che criminalizza i sopravvissuti alla<br />
drammatica tragedia di Lampedusa e porre le basi per una nuova legge<br />
sull&#8217;immigrazione”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
L&#8217;emendamento<br />
è stato presentato dal Movimento 5 Stelle che ha precisato:<br />
“Rimangono in piedi tutti i procedimenti per l&#8217;espulsione e tutte<br />
le altre fattispecie di reato collegati, compresi dalla Bossi-Fini.<br />
Alla prova dei fatti il &#8216;reato di clandestinità&#8217; non ha risolto<br />
nulla aggravando solo i costi per la Giustizia con meno sicurezza per<br />
le strade, senza combattere il fenomeno e lo sfruttamento legato a<br />
quest&#8217;ultimo, addirittura aggravandolo&#8230;Con questo procedimento il<br />
clandestino rimane clandestino, ma sarà più facile procedere con le<br />
espulsioni. Con questo emendamento le espulsioni dei cittadini<br />
irregolari potranno procedere per via civile, senza inghippi, senza<br />
inutili spese burocratiche (che gravano sulle tasche dei cittadini<br />
italiani), chi troverà persone in mezzo al mare potrà salvarle<br />
senza incorrere in nessun tipo di reato. Non lasceremo più morire<br />
nessuno in maniera inumana, ci sarà più sicurezza, più legalità,<br />
più umanità”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La Lega<br />
Nord ha risposto a queste parole e a questo voto promettendo<br />
battaglia:
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“L&#8217;abolizione<br />
del reato di clandestinità è una vergogna”, ha affermato Massimo<br />
Bitonci, chiedendo che il Ministro Alfano e tutto il Pdl “siano<br />
coerenti con quanto fatto e detto fino ad oggi” e che sia posto<br />
rimedio a “questo grave errore”.
</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Khalid for president ! : il documentario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 12 Jul 2013 04:36:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Khalid Chaouki Khalid for president ! ripercorre le tappe del percorso, politico e personale, di Khalid Chaouki, giornalista italiano di origine marocchina e primo deputato italiano di Seconda Generazione eletto al Parlamento Italiano nelle&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/07/12/khalid-for-president-il-documentario/">Khalid for president ! : il documentario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p></p>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; page-break-after: auto; page-break-before: auto; page-break-inside: auto; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">

</div>
<table align="center" cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;">
<tbody>
<tr>
<td style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/Khalid-Chaouki.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: auto; margin-right: auto;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/Khalid-Chaouki.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td class="tr-caption" style="text-align: center;">Khalid Chaouki</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<i>Khalid<br />
for president ! </i>ripercorre<br />
le tappe del percorso, politico e personale, di Khalid Chaouki,<br />
giornalista italiano di origine marocchina e primo deputato italiano<br />
di Seconda Generazione eletto al Parlamento Italiano nelle fila del<br />
Partito Democratico.
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
Il<br />
lavoro cinematografico è stato prodotto da Babel ed è stato scritto<br />
e diretto da Arrigo Benedetti: Khalid Chaouki, nato in Marocco nel<br />
1983, a soli 9 anni, si trasferisce con la famiglia in Italia,<br />
crescendo tra Parma e Raggio Emilia.
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
Nel<br />
documentario Khalid racconta senza la vita politica &#8211; con la sua<br />
elezione a deputato della XVII Legislatura della Repubblica Italiana<br />
nella circoscrizione XX Campania 2 per il PD &#8211; ma racconta anche<br />
della sua famiglia e dell&#8217;Islam.
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">

</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
Il<br />
documentario andrà in onda questa sera, venerdì 12 luglio 2013, su<br />
Cielo, alle ore 21.00</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
con<br />
repliche fino al 18 agosto. </div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">

</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">

</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">
<p>Abbiamo<br />
intervistato Arrigo Benedetti
</div>
<div align="LEFT" style="background: transparent; line-height: 100%; margin-bottom: 0cm; orphans: 0; widows: 0;">

</div>
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Il<br />
documentario è stato preceduto da una sceneggiatura? Come avete<br />
preparato il film?</div>
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</div>
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Il<br />
documentario è nato per caso. Durante la presentazione dei candidati<br />
nuovi italiani alla sede del PD Khalid (che giá conoscevo) mi disse<br />
che stava per cominciare la sua campagna elettorale. Prima tappa<br />
Lampedusa. La sceneggiatura è stata scritta dai fatti dai suoi<br />
impegni dai suoi viaggi.</div>
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</div>
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Quanto<br />
è difficile, per un nuovo italiano, essere considerato italiano?</div>
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</div>
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Per<br />
quanto possa vale la risposta di un italiano penso che sia abbastanza<br />
difficile. Ma la cosa più paradossale è che è ancora più<br />
difficile per quelli che sono più italiani di tutti, cioè i nuovi<br />
italiani di seconda generazione. È più conflittuale per questi<br />
ragazzi perché lo sentono molto di più, in modo quasi viscerale. E<br />
rimanere sospesi in uno stato di attesa non fa sentire loro<br />
pienamente cittadini.</div>
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</div>
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Come<br />
conciliare le due culture di appartenenza, quella italiana e quella<br />
marocchina?</div>
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</div>
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Guardate<br />
Il documentario e le scene dove si racconta la famiglia di Khalid.<br />
Guardate le seconde generazioni che vivono in Italia e amano il<br />
tricolore parlano con forte accento regionale ma senza dimenticare da<br />
dove vengono.</div>
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</div>
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Qual<br />
è il futuro dell&#8217;Italia quando si parla di immigrazione, di<br />
inclusione e di “seconde generazioni”?</div>
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</div>
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Il<br />
futuro dell&#8217;Italia si lega al futuro dei flussi migratori di tutto il<br />
pianeta. L&#8217;immigrazione è ancora il grande tema. Lo è nell&#8217;Unione<br />
Europea, negli Stati Uniti. L&#8217;Italia deve affrontare l&#8217;immigrazione<br />
con un&#8217;ottica di consapevolezza del fenomeno globale, e cercare di<br />
reinterpretare quello che accade in una chiave nazionale, dove<br />
l&#8217;inclusione e la partecipazione alla vita civile sono i presupposti<br />
per poter gestire qualcosa spesso più grande di noi.</div>
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</div>
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Dal<br />
punto di vista cinematografico: sembra che, in alcuni  momenti, la<br />
cinepresa sospenda la narrazione, come a voler lasciare alcuni minuti<br />
allo spettatore per formulare riflessioni&#8230;Quali altre scelte di<br />
regia o di sonoro sono state fatte nel raccontare questa storia?</div>
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</div>
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Sì<br />
è vero la sospensione ha quella funzione. E i luoghi sono<br />
fondamentali per dare allo spettatore anche un immaginario non solo<br />
narrativo ma anche visivo. Sono luoghi simbolici. Macchina a spalla,<br />
audio ambiente, una sorta di inseguimento del protagonista. Un<br />
tentativo anche di lasciare alla sorpresa un ruolo importante. La<br />
fotografia e la musica, che spesso è non musica, rende il<br />
documentario meno giornalistico e ogni tanto quasi di finzione, anche<br />
se tutto quello che si racconta è la realtà.</div>
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</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
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</div>
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</div>
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