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	<title>pediatra Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Bambini stranieri senza pediatra: Regione Veneto condannata per discriminazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 09:04:57 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/10/door-349807_640-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-41896"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>(da Asgi.it)</p><p>La Regione Veneto e l’ULSS3 devono riconoscere il diritto al servizio ambulatoriale pediatrico pubblico gratuito anche ai minori stranieri comunitari ed extracomunitari non regolarmente soggiornanti.</p></blockquote>



<p><br>E’ quanto ha stabilito il Tribunale di Venezia&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-venezia-ordinanza-19-ottobre-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">con l’ordinanza del 19 ottobre 2020</a>, riconoscendo come&nbsp;<strong>discriminatoria la mancata possibilità di accesso</strong>&nbsp;da parte dei minori in questione&nbsp;<strong>ad un servizio pubblico di pediatria.</strong></p>



<p>Secondo le attuali direttive inserite anche nelle linee guida regionali, infatti,&nbsp;<strong>i minori stranieri non regolarmente soggiornanti possono accedere alle prestazioni sanitarie unicamente tramite il Pronto Soccorso, senza poter fruire della disponibilità di un pediatra.</strong>Questa previsione di fatto li esclude dall’accesso al &nbsp;servizio pediatrico a libera scelta,&nbsp;<strong>di cui usufruiscono, invece, i minori italiani e soggiornanti regolari&nbsp;</strong>e nega loro l’assistenza di base come cura ordinaria e di monitoraggio della crescita in ottica &nbsp;preventiva.</p>



<p>Il caso è stata portato all’attenzione del Tribunale dall’ASGI anche presentando&nbsp;<strong>un report di Emergency sulle attività del suo Ambulatorio Pediatrico</strong>&nbsp;in cui si conferma il deficit assistenziale quale circostanza storica.</p>



<p><strong>Inoltre,&nbsp;</strong>come si legge nella medesima Ordinanza,&nbsp;<strong>la stessa difesa della Regione Veneto ha riconosciuto</strong>&nbsp;“&nbsp;<em>che effettivamente all’interno del Consultorio della Ulss 3 non esiste un servizio stabile (ufficio apposito) di pediatria di base per i soggetti &nbsp;in questione</em>”.</p>



<p><br>Il Tribunale ha verificato che” <em>è certo che il possesso della tessera STP per gli  extracomunitari (stranieri temporaneamente presenti) e della tessera ENI per i comunitari (europei  non iscritti) non consente l’accesso all’intera gamma, e alle stesse condizioni, delle prestazioni  sanitarie previste per la generalità della popolazione minorile. In particolare tali tessere consentono sì l’accesso alle cure indifferibili e urgenti, ma non anche la possibilità di scelta di un medico di famiglia, ovvero, trattandosi di minori, di un pediatra di libera  scelta, abilitato a prescrivere il normale accesso alle prestazioni specialistiche, agli esami di  laboratorio, ai trattamenti di terapia, ai ricoveri c.d. “programmati”. Ciò nonostante la parità di trattamento di tutti i minori sotto il profilo sanitario, a prescindere da qualsiasi altra condizione, sia garantita dalla Convenzione di New York del 20 Novembre 1989 sui diritti del fanciullo ed ancora più puntualmente dall’art. 63 del DPCM 12.01.2017 sui livelli essenziali di assistenza sanitaria, ove testualmente si sancisce che “i minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno sono iscritti al Servizio sanitario nazionale ed usufruiscono dell’assistenza sanitaria <strong>in condizioni di parità con i cittadini italiani</strong></em>”.<br><br>Il giudice ha così accertato<strong> il carattere discriminatorio del mancato riconoscimento a favore dei cittadini stranieri minori di età irregolarmente soggiornanti, sia comunitari che extracomunitari</strong>, di un servizio ambulatoriale pediatrico pubblico accessibile gratuitamente equiparabile al pediatra di libera scelta cui dà diritto l’iscrizione al SSN (rectius della DGR 753/2019) e ha condannato Regione Veneto e ULSS 3 a rimuovere la discriminazione riconoscendo tale servizio, quanto alla Regione Veneto nell’ambito delle linee guida in sede di programmazione dei servizi sanitari, e quanto all’ULSS 3 Serenissima in sede di approntamento dei medesimi servizi.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-venezia-ordinanza-19-ottobre-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">L’ordinanza</a></p>



<p>Dalla stampa:&nbsp;<a href="https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/10/ven-Pediatra-di-base-bambini-stranieri-irregolari-Emergency-Marghera-sentenza-tribunale-Venezia-0cbc38c0-348d-4c5a-82f4-e81209f882b0.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Minori stranieri, garantita l’assistenza. Lo dice il tribunale di Venezia</a>&nbsp;TGR Veneto, 29 ottobre 2020</p>
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		<title>“America latina: diritti negati”: Seni in rivolta</title>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2016 07:15:40 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">di Mayra Landaverde</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In Cile qualche anno fa un teatro ha proibito, scrivendolo anche nel proprio statuto, l’allattamento all’interno dello stabile. Allora, centinaia di mamme si sono piazzate davanti al teatro in questione e hanno tutte quante allattato i loro piccoli, hanno consegnato una lettera ai dirigenti e sono entrate per allattare più comode sulle poltrone del teatro.</p>
<p>Qualche mese fa, sempre in Cile, una ragazza tedesca era cacciata via da un ristorante perché allattava e senza coprirsi nemmeno un po’. “ Insomma, c’è gente che sta pranzando” ha detto il proprietario. In risposta, ancora centinaia di madri si sono organizzate per fare la “tetada” che è una specie di flash mob in cui tutte quante le mamme presenti allattano i propri figli.</p>
<p>In America latina ogni anno più e più donne non allattano nemmeno nei primi mesi di vita del neonato.</p>
<p>Dal quinto mese di gravidanza ho notato di avere il latte, in realtà non è latte vero e proprio ma comunque ero così contenta di averlo. Avrei potuto sfamare senza problemi mio figlio.</p>
<p>Quando mi hanno messo in braccio mio figlio ho pensato tre cose contemporaneamente: meno male questo dolore orrendo è finito, oh mamma questo bambino è uguale identico al papà, devo attaccarlo al seno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-348.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6054" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-348.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (348)" width="383" height="502" /></a></p>
<p>Non avevo mai sentito un amore così grande. Attaccarlo al seno nei primissimi momenti dalla nascita è consigliato per creare un rapporto intimo col proprio bambino.</p>
<p>Sono arrivati i sei mesi, l’età dello svezzamento che è un termine sbagliato, svezzare vuol dire non allattare più. Ora lo chiamano “Alimentazione complementare a richiesta”.</p>
<p>Io non ho seguito la “dieta” che mi ha consigliato la pediatra, semplicemente perché mio figlio era pronto a mangiare i piatti che mangiavamo noi. Perché una madre dovrebbe stressarsi ancora di più preparando delle pappette per il bimbo oltre a dover far da mangiare per il resto della famiglia? Ma siamo pazzi? Io non ci ho pensato nemmeno! Mio figlio, a sei mesi, mangiava un piattino di cuscus, tajine oppure di pasta e se non fosse musulmano gli avrei dato anche la carbonara. Lui mangia bene e mangia tutto: frutta, verdura, riso, pasta, carne ecc.</p>
<p>Ma il seno lo prende volentieri.</p>
<p>Tempo fa ho avuto una reazione allergica molto forte e sono finita al pronto soccorso. Da lì mi hanno mandato da un&#8217; allergologa. Non abbiamo mai capito a cosa fossi allergica ma ha notato nella mia cartella medica che non avevo le mestruazioni da parecchio tempo, quindi mi ha fatto domande a riguardo; ho riferito alla dottoressa che stavo allattando e che a mio avviso era del tutto normale che le mestruazioni non mi fossero ricomparse ancora dopo il parto. Lei si è stupita dalla mia scelta di allattare mio figlio otre i sei mesi e mi ha detto che non andava mica bene, di parlare subito col pediatra e andare di corsa dal ginecologo. Mentre lei mi diceva tutte queste stupidate vedevo soltanto la sua faccia schifata come per dire che donna pazza, allatta ancora.</p>
<p>Di solito allattavo mio figlio per farlo dormire, ma se lui mi chiedeva il seno in qualsiasi ora della giornata io glielo davo. Perché non dovrei farlo? Sono sua mamma. Lo allattavo anche in pubblico, al parco, al centro commerciale, in metropolitana, sul tram. Ma non è sempre facile farlo, soprattutto per gli sguardi della gente a meno che non sei nel negozio della Chicco e sono tutte mamme che allattano. Mi è sembrato più di una volta di dare parecchio fastidio alle persone intorno a me mentre davo il seno a mio figlio. Erano sempre le donne a fare gesti, a cambiare posto a far dei commenti.</p>
<p>Ma dico, sto dando da mangiare a un neonato!</p>
<p>Due anni fa a una donna che allattava il figlio in un centro civico in Inghilterra è stato detto di andare in bagno perché metteva a disagio i musulmani. Mi viene proprio da ridere, per non piangere. Io ho allattato mio figlio in pubblico a Meknes, a Casablanca, a Marrakech e nessuno si è lamentato! Anzi, credo che da quelle parti l’allattamento sia una cosa davvero molto più naturale.</p>
<p>Ci sono mamme che allattano i propri figli fino ai 5 o 6 anni. Ci sono altre che non allattano mai per scelta. Sì, noi donne possiamo scegliere di farlo o no.</p>
<p>Siamo tutte madri diverse con metodi differenti e possiamo essere o non essere d’accordo, ma la nostra libertà di scelta non deve essere in discussione. E’ ora che le donne vadano in giro ad allattare ovunque!</p>
<p>Se viviamo in un mondo in cui le mamme devono nascondersi in bagno per allattare,stiamo proprio sbagliando strada.</p>
<p>Dar da mangiare ai figli è un atto di amore, per loro e per la vita stessa.</p>
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		<title>Il  VIDEO dell&#8217;incontro OPEN HEARTS, il cuore dei bambini di Emergency</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2014 04:03:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cari amici, &#160; siamo felici di pubblicare per voi il video dell&#8217;incontro che l&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha condotto con la Dott.ssa Manuela Valenti, pediatra che lavora per Emergency. &#160; Abbiamo parlato del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/05/13/il-video-dellincontro-open-hearts-i/">Il  VIDEO dell&#8217;incontro OPEN HEARTS, il cuore dei bambini di Emergency</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/5WS3DBJYQcY?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Cari<br />
amici,</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">siamo<br />
felici di pubblicare per voi il video dell&#8217;incontro che<br />
l&#8217;Associazione per i Diritti Umani ha condotto con la Dott.ssa<br />
Manuela Valenti, pediatra che lavora per Emergency.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">Abbiamo<br />
parlato del film OPEN HEARTS, candidato all&#8217;Oscar 2013, per<br />
riflettere sul tema della salute e di altri diritti. Ma è stata<br />
l&#8217;occasione per conoscere meglio anche alcune situazioni in Africa e<br />
in Afghanistan dove prestano il loro servizio i medici e Gino Strada.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">Siamo<br />
certi che vi farà piacere.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">L&#8217;incontro<br />
è stato organizzato da Fondazione AEM, Craem Milano e Associazione<br />
Libera Visionaria. Ringraziamo di cuore la Dott.ssa Valenti e gli organizzatori per questa opportunità.</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;"></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">Vi<br />
ricordiamo, infine, che tutti i video sono anche disponibili sul<br />
canale dedicato YOUTUBE dell&#8217;Associazione per i Diritti Umani</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Iscrizione dei bambini stranieri al Servizio Sanitario Regionale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Mar 2014 06:05:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dal 23 gennaio di quest&#8217;anno, i minori di 14 anni anche &#8220;irregolari&#8221;, ovvero figli di genitori non iscritti all&#8217;anagrafe, possono ricevere le cure necessarie. La disposizione arriva dopo l&#8217;apertura del Servizio civile nazionale agli&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 23 gennaio di quest&#8217;anno, i minori di 14 anni anche &#8220;irregolari&#8221;, ovvero figli di genitori non iscritti all&#8217;anagrafe, possono ricevere le cure necessarie. La disposizione arriva dopo l&#8217;apertura del Servizio civile nazionale agli stranieri. <br />
Per quanto riguarda la possibilità di accedere al Servizio Sanitario Regionale, la decisione affermativa&nbsp;fa seguito&nbsp;all&#8217; appello di molte associazioni e da Asgi (Avvocati Per Niente), Naga e Anolf-Cisl&nbsp;che, a dicembre 2013, avevano intentato una causa per discriminazione contro la Regione Lombardia.<br />
I genitori del minore possono recarsi in una Asl che accerta l&#8217;età, le condizioni e le circostanze per poi rilasciare un documento cartaceo con cui il paziente potrà essere essere ricevuto da un pediatra, eventualmente sempre lo stesso e anche per un numero di volte illimitato, anche se resta&nbsp;aperta la questione della scelta del professionista. I genitori dei bambini e dei ragazzi stranieri non possono ancora&nbsp;avere libertà di scelta del medico, a differenza di quanto accade per gli italiani. In ogni caso,&nbsp;la visita sarà pagata direttamente dalla Regione. </p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Di<br />
seguito le indicazioni in lingua francese e inglese</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
ulteriori informazioni consultare anche il sito del Naga:<br />
www.naga.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Contatti:<br />
<u><a href="mailto:naga@naga.it">naga@naga.it</a></u><br />
, tel- 02.58102599 – 349 1603305</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/aigjfejg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/03/aigjfejg.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="452" width="640" /></a></div>
<p></div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Pediatra<br />
per “minori irregolari” YOUTUBE</div>
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			</item>
		<item>
		<title>Il diritto di cittadinanza e il diritto alla salute</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 31 Jul 2013 04:52:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza sanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[Convenzione diritti fanciullo]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[pediatra]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Perchè il diritto di cittadinanza è connesso al diritto alla salute? Perchè, nella legge n.94 del 15 luglio 2009, è contenuto il cosiddetto “Pacchetto sicurezza” il quale, con l&#8217;intento di contrastare la criminalità, ha&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Perchè<br />
il diritto di cittadinanza è connesso al diritto alla salute?<br />
Perchè, nella legge n.94 del 15 luglio 2009, è contenuto il<br />
cosiddetto “Pacchetto sicurezza” il quale, con l&#8217;intento di<br />
contrastare la criminalità, ha introdotto, in Italia, il realto di<br />
“immigrazione clandestina”: il migrante senza permesso di<br />
soggiorno (perchè senza un lavoro e senza dimora, requisiti<br />
fondamentali per ottenere il documento), come conseguenza di questa<br />
disposizione di legge, non si reca in ospedale o non chiede cure<br />
adeguate, in caso di malattia, per paura di essere arrestato. Anche<br />
per questo motivo la Corte di giustizia europea, con la sentenza del<br />
28 aprile 2011, ha censurato l&#8217;introduzione del reato di<br />
clandestinità in Italia. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cosa<br />
succede a livello sanitario, quindi? Gli stranieri irregolari<br />
presenti in tutti gli Stati dell&#8217;UE si vedono garantite le cure di<br />
emergenza, ma non esiste, da parte dell&#8217;Unione Europea, garanzia per<br />
la loro assistenza medica e sociale, ovvero la tutela della salute<br />
delle persone irregolari è disciplinata dalle norme nazionali, con<br />
una grande variabilità tra i Paesi membri dell&#8217;UE.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
particolare, nel nostro Paese, il cittadino straniero può godere<br />
degli stessi diritti di uno italiano (si può, quindi, iscrivere al<br />
SSN, Servizio Sanitario nazionale) se cittadino comunitario,<br />
residente in maniera stabile e in possesso del permesso di soggiorno.<br />
Lo straniero, invece, sprovvisto del documento può usufruire di cure<br />
ambulatoriali o ospedaliere urgenti,  di cure continuative per<br />
malattie conclamate e di programmi di medicina preventiva,<br />
utilizzando i codici STP e ENI i quali permettono le sole cure<br />
essenziali e continuative, ma non l&#8217;assistenza di un medico di<br />
medicina generale.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/Salute-MINORI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/07/Salute-MINORI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questa<br />
situazione si ripercuote anche sui figli degli stranieri irregolari:<br />
è difficile fare una stima della loro presenza, per cui diventano<br />
“invisibili”. Per quanto riguarda l&#8217;assistenza pediatrica, questi<br />
minori hanno diritto all&#8217;assistenza presso consultori familiari, i<br />
pronto soccorso, gli ospedali (ma solo per prestazioni urgenti), ma<br />
sono esclusi dal diritto di avere un pediatra di famiglia. &nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Non solo<br />
a livello europeo, ma anche in Italia la situazione cambia tra<br />
regione e regione.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
notizia di pochi giorni fa che il Consiglio regionale lombardo abbia<br />
bocciato una mozione con cui si chiedeva proprio di estendere il<br />
diritto ad avere il pediatra ai figli di immigrati senza permesso di<br />
soggiorno. Questa bocciatura va indiscutibilmente contro la<br />
“Convenzione sui diritti del fanciullo” secondo la quale tutti i<br />
minori, senza discriminzioni, devono avere accesso all&#8217;assitenza<br />
sanitaria e va contro anche alla Risoluzione A7-0032/2011 dell&#8217;8<br />
febbraio 2011 del Parlamento Europeo che invita gli Stati membri: “ad<br />
assicurare che i gruppi più vulnerabili, compresi i migranti<br />
sprovvisti di documenti, abbiano diritto e possano di fatto<br />
beneficiare della parità di accesso al sistema sanitario e a<br />
garantire che tutte le donne in gravidanza e i bambini,<br />
indipendentemente dal loro status, abbiano diritto alla protezione<br />
sociale quale definita nella loro legislazione nazionale, e di fatto<br />
la ricevano”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
A fronte<br />
della decisione del Consiglio regionale lombardo, le associazioni<br />
ASGI, Avvocati per Niente e Naga hanno intrapreso un&#8217;azione civile<br />
presso il Tribunale di Milano, affermando che: “ Il problema si<br />
pone sia per i bambini figli di cittadini stranieri senza permesso di<br />
soggiorno, sia per i figli di cittadini stranieri comunitari che non<br />
hanno i requisiti per l&#8217;iscrizione al Sistema sanitario nazionale. La<br />
disparità di accesso al sistema sanitario configura una una<br />
violazione del principio di parità di trattamento e costituisce<br />
pertanto discriminazione. I minori non possono mai essere considerati<br />
“irregolari”, indipendentemente dalla posizione giuridica dei<br />
genitori”.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
buona notizia, invece, c&#8217;è. Lunedi&#8217; 15 luglio 2013 a Polistena, in provincia<br />
di Reggio Calabria, Emergency ha aperto un Poliambulatorio, il terzo<br />
dell&#8217;Ong in Italia.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Nasce<br />
dalla collaborazione con Libera, la cooperativa Valle del Marro, la<br />
Parrocchia Santa Marina Vergine e la Fondazione “Il cuore si<br />
scioglie” di Unicoop Firenze.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Emergency<br />
aveva iniziato a lavorare in questa zona quasi due anni fa con un<br />
ambulatorio mobile; oggi si stabilisce a Polistena in un palazzo<br />
confiscato alla &#8216;ndrangheta per continuare a dare assistenza<br />
sanitaria soprattutto ai migranti che lavorano come braccianti nelle<br />
campagne di Gioia Tauro e anche a tutti coloro che necessitano di<br />
cure.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
particolare i pazienti accusano dolori muscolari e alle ossa,<br />
dermatiti e patologie gastrointestinali, malattie causate dalle<br />
difficli condizioni di vita e di lavoro.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Presso<br />
il Poliambulatorio tre mediatori culturali offrono consulenze<br />
socio-sanitarie e si occupano del rilascio del codice Stp (Straniero<br />
Temporaneamente Presente, che garantisce agli stranieri irregolari<br />
l&#8217;accesso al Servizio sanitario pubblico).</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Poliambulatorio<br />
di Polistena (RC)</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Via<br />
Catena 45, secondo piano</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Lunedì-Venerdì<br />
 ore: 9.00-18.00</div>
</div>
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