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	<title>penitenizari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<title>penitenizari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<item>
		<title>L&#8217;iter burrascoso del decreto svuotacarceri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Jan 2014 06:30:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alla fine del 2013 è stato approvato, con il decreto legge n. 146, l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve entità come, ad esempio, lo spaccio di&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/r-CARCERE-large570.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="133" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Alla<br />
fine del 2013 è  stato approvato, con il decreto legge n. 146,<br />
l&#8217;abbassamento della pena massima da 6 a 5 anni per i reati di lieve<br />
entità come, ad esempio, lo spaccio di sostanze stupefacenti che è<br />
la principale causa del sovraffollamento degli istituti penitenziari<br />
italiani. Ma l&#8217;iter della riforma carceraria prosegue: dal 14<br />
gennaio, infatti, la Commissione Giustizia, in Senato, ha esaminato<br />
quattro ddl sui temi dell&#8217;amnistia e dell&#8217;indulto. </div>
<p>
Secondo<br />
l&#8217;articolo 1 del ddl 20, unificato al 21, &#8220;è <strong>concessa<br />
amnistia per tutti i reati commessi entro il 14 marzo 2013</strong><br />
per i quali – si legge &#8211; è stabilita una pena detentiva non<br />
superiore nel massimo a quattro anni, ovvero una pena pecuniaria&#8221;.<br />
All&#8217;articolo 3 del ddl si legge che &#8220;<strong>è<br />
concesso indulto, per tutti i reati commessi fino a tutto il 14 marzo<br />
2013</strong>,<br />
nella misura non superiore a tre anni per le pene detentive e non<br />
superiore a 10.000 euro per le pene pecuniarie&#8221;. Previste anche<br />
misure di revoca o esclusione dell&#8217;indulto e di rinuncia<br />
all&#8217;amnistia. Vengono affidate al ddl 21 altre norme che entrano più<br />
nello specifico sia dei reati previsti sia da quelli esclusi ma che<br />
ancora devono concludere l&#8217;iter di discussione in <strong>commissione<br />
Giustizia</strong>,<br />
presieduta da <strong>Francesco<br />
Nitto Palma</strong><br />
(Forza Italia). L&#8217;esame congiunto riprenderà l&#8217;8 gennaio 2014. Il<br />
ddl 21 prevede, per esempio, che l&#8217;indulto non si applica a pene per<br />
<strong>associazione<br />
mafiosa</strong><br />
anche straniera, <strong>riciclaggio</strong><br />
denaro sporco, <strong>strage</strong>,<br />
<strong>usura</strong>,<br />
<strong>sequestro<br />
di persona</strong><br />
a scopo d&#8217;<strong>estorsione</strong>,<br />
saccheggio, associazione a delinquere finalizzata al <strong>traffico<br />
di sostanze stupefacenti </strong>e<br />
anche produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti o<br />
psicotrope. Queste sono solo alcune delle novità introdotte dai due<br />
ddl, l&#8217;esame adesso entrerà nel vivo con il seguito della<br />
discussione e l&#8217;esame congiunto degli altri due dei quattro disegni<br />
di legge.</p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
 Non serve a risolvere il problema<br />
 del sovraffollamento, è molto peggio di un indulto. E, soprattutto,<br />
 premia i mafiosi”. Questo il commento del procuratore aggiunto di<br />
 Messina, Sebastiano Ardita, esaminando il decreto svuotacarceri.<br />
 Ardita è una delle persone più competenti in materia essendo stato<br />
 per nove anni direttore generale dei detenuti del Dipartimento<br />
 dell’amministrazione penitenziaria e spiega che le critiche più<br />
 pesanti riguardano la “liberazione anticipata speciale”, ovvero<br />
 la norma che porta da 45 a 75 i giorni di sconto concessi ogni sei<br />
 mesi di detenzione. Misura che prevede una retroattività al 2010.<br />
 “Avendo deciso di affrontare il sovraffollamento rinunciando alla<br />
 sanzione penale – scrive Ardita nella sua relazione –, il<br />
 legislatore d’urgenza sembrerebbe da un lato aver effettuato una<br />
 opzione minimale, e dunque certamente non in grado di risolvere il<br />
 problema dell’affollamento, e dall’altro avere scelto i soggetti<br />
 da scarcerare tra i mafiosi e i più pericolosi ( condannati a pene<br />
 lunghe) e solo in parte minima tra coloro che sono stati raggiunti<br />
 dall’intervento penale a pioggia (in primo luogo extracomunitari e<br />
 tossicodipendenti)”.</p>
<p> La misura prevista dal decreto si<br />
 applica a tutti i detenuti, 416-bis compresi, perché si basa come<br />
 unico presupposto sull’“opera di rieducazione. Che,<br />
 attenzione, non vuol dire altro che colloqui con la famiglia,<br />
 attività teatrali, attività sportive. Nessuno escluso, dunque. Ma<br />
 quanto la liberazione anticipata inciderà realmente sul problema<br />
 per cui Strasburgo rischia di condannarci, e cioè il<br />
 sovraffollamento? Non potrà che incidere in modo molto marginale<br />
 – scrive Ardita – &#8220;potendo riguardare al più qualche migliaio di<br />
 soggetti.</p>
<p> Non usciranno certo di galera i<br />
 poveri cristi, o saranno pochissimi, mentre verranno premiati –<br />
 non si sa a fronte di cosa – coloro che sono stati condannati a<br />
 pene lunghe. TRADOTTO: chi deve scontare, da sentenza, sei anni di<br />
 carcere potrebbe uscire dopo tre anni e mezzo. “Anche un<br />
 penitenziarista poco esperto – prosegue il procuratore aggiunto –<br />
 può ben comprendere come uno strumento così concepito venga a<br />
 minare alle fondamenta i principi stessi del trattamento<br />
 penitenziario, che presuppone sempre percorsi nei quali i benefici<br />
 siano il frutto di sacrificio, attraverso la revisione critica del<br />
 proprio passato criminale e la provata volontà di reinserirsi nel<br />
 tessuto sociale”.</p>
<p> Un regalo, bello e buono, a chi ha<br />
 commesso gravi delitti e non ha mostrato neanche il minimo segno di<br />
 pentimento. C’è poi un altro elemento che vale la pena<br />
 evidenziare. Il ministro Cancellieri ha messo in piedi il decreto<br />
 per svuotare le carceri sovraffollate, ma coloro che hanno condanne<br />
 pesanti, i criminali veri, sono in celle doppie o al massimo triple,<br />
 non sono certo stipati come bestie sulle brandine a quattro piani.</p>
<p> Più che rispondere alle accuse di<br />
 Strasburgo, il provvedimento potrebbe tornare utile a delinquenti<br />
 dentro i nostri confini&#8221;. Ardita conclude la sua relazione con<br />
 una domanda importante: perché destinare il costo sociale di<br />
 quest’operazione ai cittadini, che ne pagherebbero la<br />
 pericolosità, visto che – statisticamente – il numero dei reati<br />
 aumenterebbe?</p>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione2">
<div style="font-weight: normal;">
Intanto<br />
 vi segnaliamo la seguente iniziativa che ci sembra utile e<br />
 interessante</div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/01/carcerazioni_jpg_w202_h.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></div>
<div style="font-weight: normal;">
&nbsp;</div>
</div>
<div dir="LTR" id="Sezione3">
<h2 class="western" style="font-weight: normal;">
carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</h2>
<p>Sono<br />
 la libertà e la sua privazione i temi centrali dell&#8217;iniziativa<br />
 <strong>carcerAzioni.<br />
 Prigionie dei nostri tempi</strong>,<br />
 che dal <strong>7<br />
 dicembre 2013</strong><br />
 all&#8217;<strong>11<br />
 aprile 2014</strong><br />
 coinvolgerà alcuni spazi dedicati alla cultura di Roma Capitale &#8211;<br />
 Casa della Memoria e della Storia, Casa dei Teatri, Sala Santa Rita,<br />
 Nuovo Cinema Aquila, Teatro di Villa Torlonia &#8211; oltre al Museo<br />
 storico della Liberazione di Via Tasso e al Museo Laboratorio della<br />
 Mente.</p>
<p> Attraverso<br />
 <strong>mostre,<br />
 incontri, letture, proiezioni, laboratori e performance</strong>,<br />
 <em>carcerAzioni</em><br />
 ricerca e approfondisce il significato di libertà, un valore oggi<br />
 sempre più negletto, incerto ed esposto al rischio di perdita delle<br />
 garanzie conquistate nella storia dell&#8217;umanità. La prigionia nelle<br />
 carceri, l&#8217;isolamento dal mondo per scelta o impedimento fisico, il<br />
 disagio esistenziale diventano <strong>temi</strong><br />
 di una serie di <strong>appuntamenti</strong>,<br />
 momenti di approfondimento che aprono lo sguardo sull&#8217;altro per<br />
 riconoscervi la nostra stessa condizione, soltanto apparentemente<br />
 differente.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
 scelta del tema nasce dall&#8217;osservazione delle enormi trasformazioni<br />
 a cui tutti assistiamo e che stanno modificando anche il nostro<br />
 quotidiano, come le trasmigrazioni da un bacino all&#8217;altro del<br />
 Mediterraneo, dal Sud al Nord del mondo, causa di tragiche<br />
 sofferenze umane. Il mondo occidentale e democratico è uno snodo<br />
 fondamentale per tornare a discutere di libertà dell&#8217;individuo<br />
 contemporaneo, di prigioni come metafora dell&#8217;esistenza umana, di<br />
 segregazione come vera e propria chiusura al mondo, impedimento come<br />
 reclusione. Un approfondimento sul &#8220;carcere&#8221; nel senso<br />
 etimologico della parola, dal latino &#8220;càrcer&#8221; &#8211; recinto,<br />
 chiuso e quindi prigione &#8211; che ha radice dal verbo co-èrcio da cui<br />
 il significato di luogo ove si restringe, si rinchiude ed anche si<br />
 castiga e si punisce.</div>
</div>
<p></p>
<div style="font-weight: normal;">
Per il programma completo della<br />
manifestazione: www.comune.roma.it/cultura?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
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			</item>
		<item>
		<title>I detenuti incontrano i cittadini</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/12/19/i-detenuti-incontrano-i-cittadini/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Dec 2013 06:51:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Mentre il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti. L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217;&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Mentre<br />
il Consiglio dei Ministri dà via libera al decreto sulle carceri (di<br />
cui parleremo nei prossimi giorni), noi diamo voce anche ai detenuti.<br />
L&#8217;Associazione per i Diritti Umani, ha partecipato ad un&#8217; importante<br />
iniziativa per capire meglio come si vive, o meglio si sopravvive,<br />
negli istituti penitenziari italiani.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Come si<br />
fa a muoversi, per mesi o per anni, in una cella di pochi metri<br />
quadri? Fino a ventuno ore al giorno e con cinque persone<br />
accanto&#8230;Come si fa a far trascorrere un tempo infinito senza avere<br />
nulla da fare? Come è possibile salvaguardare la propria dignità?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Queste e<br />
molte altre domande hanno dato vita all&#8217;incontro che si è tenuto, a<br />
fine novembre, presso l&#8217;Urban Center di Milano, incontro al quale<br />
hanno partecipato</div>
<p><strong>Davide<br />
Dutto, </strong>fotografo<br />
&#8211; coautore con Michele Marziani del libro &#8220;<strong>Il<br />
gambero nero</strong>&#8221;<br />
(Edizioni Cibele) e promotore dell&#8217;associazione &#8220;Sapori reclusi&#8221;<br />
che, partendo dal comune bisogno </p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/12/dutto-ok.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="177" width="320" /></a></div>
<p>dell&#8217;uomo di nutrirsi, vuole riunire<br />
uomini e donne che vivono nascosti agli occhi dei più, con il resto<br />
della società &#8211;  e <strong>Giorgia<br />
Gay, </strong>antropologa,<br />
giornalista ed autrice dell&#8217;e-book .<strong><i>..<br />
e per casa una cella &#8211; I detenuti e lo spazio: tattiche di reazione e<br />
domesticazione, </i></strong><br />
una ricerca sulla percezione e l&#8217;utilizzo dello spazio in una<br />
comunità ristretta.</p>
<div style="font-weight: normal;">
La<br />
serata ha visto la partecipazione significativa,di due detenuti del<br />
carcere di Bollate e di Opera che hanno raccontato la loro<br />
esperienza, ma hanno posto l&#8217;accento anche sulle difficoltà di<br />
coloro che si trovano ancora nelle strutture penitenziarie e di<br />
coloro che sono usciti, ma che fanno fatica a reintegrarsi nella<br />
società.</div>
<p>Al<br />
dibattito sono intervenuti, infine, anche <strong>Emilio<br />
Caravatti</strong><br />
e <strong>Lorenzo<br />
Consales</strong>,<br />
docenti a contratto del Politecnico di Milano che hanno raccontato la<br />
loro esperienza di interazione tra studenti di architettura e persone<br />
detenute sulla riprogettazione degli spazi del carcere.</p>
<p><em>L&#8217;Associazione<br />
per i Diritti Umani  vi propone il video dei momenti più<br />
interessanti. (Vi ricordiamo che potete vedere il materiale filmato della nostra associazione anche sul canale dedicato Youtube)</em><br />
<em><br /></em></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<p><em><br /></em></p>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/12/19/i-detenuti-incontrano-i-cittadini/">I detenuti incontrano i cittadini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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