<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>penitenziari Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/penitenziari/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/penitenziari/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Fri, 22 Mar 2019 07:33:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>penitenziari Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/penitenziari/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 07:33:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[buone pratiche]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[centro]]></category>
		<category><![CDATA[cooperazione]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[formazione]]></category>
		<category><![CDATA[funzionari]]></category>
		<category><![CDATA[garanzia]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[missione]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[palestinese]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziari]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[protocollo]]></category>
		<category><![CDATA[Ramallah]]></category>
		<category><![CDATA[sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[tortura]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12226</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/">Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia palestinese e l&#8217;Italia (con l&#8217; Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo) nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Karama&#8221;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12227" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="637" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>(da www.antigone.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Ramallah, 14 Marzo 2019 &#8211; Questa settimana, una delegazione italiana del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale e della nostra associazione ha svolto una missione in Palestina per realizzare una tre giorni di formazione rivolta ai funzionari del Ministero della Giustizia e ai suoi partner, allo scopo di presentare e trasferire best practices italiane e metodologie utilizzate nel monitoraggio dei diritti umani nei centri di privazione di libertà.</p>
<p>Questa missione si inserisce nel quadro del progetto Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone, finanziato da AICS Gerusalemme (Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo), e ribadisce la cooperazione su questo terreno, avviata con la visita dei funzionari del Ministero della Giustizia Palestinese presso l’omologo Ministero italiano a novembre 2014, sul tema “Diritti umani e organizzazione penitenziaria”.</p>
<p>Durante le giornate di formazione, gli esperti Michele Miravalle e Susanna Marietti hanno raccontato l’esperienza della nostra associazione ed analizzato gli strumenti adottati durante il monitoraggio, sia attraverso spiegazioni teoriche che esercizi partecipati, con un approfondimento sul carcere dal punto di vista di chi lo dirige o svolge funzioni di sicurezza, affrontato dal nostro Presidente Patrizio Gonnella.</p>
<p>Il Presidente del Garante Mauro Palma e il Responsabile delle Relazioni Internazionali Alessandro Albano hanno poi contribuito alle sessioni di formazione esplorando i compiti di un’istituzione di garanzia, con particolare riferimento alla Convenzione Internazionale contro la tortura e al suo protocollo aggiuntivo, cui la Palestina ha aderito e che prevede un meccanismo universale di controllo dei luoghi di detenzione.</p>
<p>Il Presidente Palma e il Presidente Gonnella, accompagnati dal Direttore AICS Cristina Natoli, hanno incontrato il Procuratore Generale Akram Alkahteb, che ha sottolineato gli eccellenti risultati della cooperazione tra Italia e Palestina in materia di tutela dei diritti dei minori.</p>
<p>Il Ministro della Giustizia Palestinese Ali Abu Diak ha infine accolto Palma, Gonnella e Natoli, insieme al Vice Console d’Italia a Gerusalemme Luigi Mattirolo, per ringraziare del supporto italiano all’istituzione della Unità per i Diritti Umani in seno al Ministero della Giustizia. In occasione dell’incontro, il Vice Console Mattirolo ha consegnato le chiavi di una vettura, donata dal progetto AICS e necessaria alla Unità per effettuare i monitoraggi nei centri di detenzione.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/">Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Jun 2017 11:15:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[avvocati]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cassazione]]></category>
		<category><![CDATA[codice]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dibattito]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[Don Ciotti]]></category>
		<category><![CDATA[ergastolo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[mafie]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[malavita]]></category>
		<category><![CDATA[minacce]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziari]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[pm]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[Riina]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[sistema]]></category>
		<category><![CDATA[stragi]]></category>
		<category><![CDATA[tribunale]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=8932</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221; &#160; Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Patrizia Angelozzi (Iogiocopulito.it) un&#8217;altra &#8220;nostra&#8221; brava collaboratrice che per noi cura la rubrica &#8220;Scritture al sociale&#8221;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mi si consenta il quasi gioco di parole, in una polemica arrivata come un uragano, paragonabile ad un <strong>attentato terroristico della legalità</strong>:<br />
<em><strong>“La possibilità di ‘cure adeguate al proprio domicilio per Totò Riina, malato terminale</strong>“</em>.<br />
Nella definizione <em>“<strong>PER NON DIMENTICARE</strong>“</em> facciamo riferimento alle vittime, in questo caso, è necessario <strong>NON DIMENTICARE chi è Totò Riina</strong>. E non c’è <strong>‘pietas</strong>‘ che tenga…basterebbe anche solo il piccolo <strong><em>‘Matteo’,</em> il bambino sciolto nell’acido</strong>. Ma per chi ha la memoria corta o crede nel diritto per chi NON HA PIU’ DIRITTI, la voce strozzata di notizie come queste, possono far scrollare le ultime speranze di un Italia che voglia e possa restare garante della legalità.<br />
Senza dimenticare TUTTI i detenuti, ai quali non è stato e non sarà riservato l’esercitare la stessa richiesta. (e anche qui l’elenco è lungo)</p>
<p><strong>Chi è Totò Riina</strong></p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17045" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/riina.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="646" height="528" /></p>
<p>Nel <strong>1992</strong> venne condannato in contumacia all’ergastolo insieme con il boss <strong>Francesco Madonia</strong> per l’omicidio del capitano Emanuele Basile. Nell’ottobre del <strong>1993</strong> subisce la seconda condanna all’ergastolo, come mandante dell’omicidio del boss Vincenzo Puccio. Nel <strong>1994</strong>, altro ergastolo per l’omicidio di tre pentiti e quello di un cognato di <strong>Tommaso Buscetta</strong>. Nel 1995, nel processo per l’omicidio del tenente colonnello <strong>Giuseppe Russo</strong>, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con <strong>Bernardo Provenzano</strong>, <strong>Michele Greco</strong> e <strong>Leoluca Bagarella</strong>; lo stesso anno, nel processo per gli omicidi dei commissari Beppe Montana e Ninni Cassarà, venne pure condannato all’ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano, a cui seguì il processo per gli omicidi di Piersanti Mattarella, Pio La Torre e Michele Reina, nel quale gli viene inflitto un ulteriore ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Francesco Madonia e Nenè Geraci. Nel <strong>1996 </strong>Riina venne nuovamente condannato all’ergastolo per l’omicidio del giudice Antonino Scopelliti insieme con i boss Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Giuseppe Giacomo Gambino, Giuseppe Lucchese, Bernardo Brusca, Salvatore Montalto, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci e Pietro Aglieri. Sempre nel 1995, nel processo per l’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, del capo della mobile Boris Giuliano, e del professor Paolo Giaccone, Riina venne condannato all’ergastolo insieme con Bernardo Provenzano, Giuseppe Calò, Bernardo Brusca, Francesco Madonia, Nenè Geraci e Francesco Spadaro. Nel <strong>1997</strong>, nel processo per la strage di Capaci in cui persero la vita il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e la scorta (Antonio Montinaro, Vito Schifani, Rocco Dicillo), Riina venne condannato all’ergastolo insieme con i boss Pietro Aglieri, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Raffaele Ganci, Nenè Geraci, Benedetto Spera, Nitto Santapaola, Bernardo Provenzano, Salvatore Montalto, Giuseppe Graviano e Matteo Motisi. Lo stesso anno, nel processo per l’omicidio del giudice Cesare Terranova, Riina ricevette un altro ergastolo insieme con Michele Greco, Bernardo Brusca, Giuseppe Calò, Nenè Geraci, Francesco Madonia e Bernardo Provenzano. Nel <strong>1998</strong> Riina <strong>venne condannato all’ergastolo</strong> insieme con il boss Mariano Agate per l’omicidio del giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto. Nel 1999, viene condannato all’ergastolo come mandante per la <strong>strage di via D’Amelio</strong>, in cui persero la vita il giudice Paolo Borsellino e cinque dei suoi uomini di scorta (Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina). Insieme con lui vengono condannati alla stessa pena i boss Pietro Aglieri, Salvatore Biondino, Carlo Greco, Giuseppe Graviano, Gaetano Scotto e Francesco Tagliavia.</p>
<p>Nel <strong>2000</strong> subisce <strong>un’ulteriore condanna all’ergastolo</strong> insieme con Giuseppe Graviano, Leoluca Bagarella e Bernardo Provenzano per l’attentato in Via dei Georgofili, in cui persero la vita 5 persone e subirono enormi danni musei e chiese, oltre che per gli attentati di Milano e Roma. Nel <strong>2002</strong>, per l’omicidio del giudice in pensione Alberto Giacomelli, Riina venne condannato all’ergastolo come mandante; lo stesso anno la Corte d’Assise di Caltanissetta condannò Riina all’ergastolo per l’omicidio del giudice Rocco Chinnici insieme con i boss Bernardo Provenzano, Raffaele Ganci, Antonino Madonia, Salvatore Buscemi, Nenè Geraci, Giuseppe Calò, Francesco Madonia, Salvatore e Giuseppe Montalto, Stefano Ganci e Vincenzo Galatolo; sempre lo stesso anno, Riina venne condannato nuovamente all’ergastolo insieme con il boss Vincenzo Virga per la strage di Pizzolungo, in cui persero la vita Barbara Rizzo e i suoi figli Salvatore e Giuseppe Asta, gemelli di 6 anni.</p>
<p>Nel <strong>2009</strong> Riina ricevette<strong> un altro ergastolo</strong> insieme con Bernardo Provenzano per la<strong> strage di viale Lazio</strong>. Nel febbraio 2010, ancora un ergastolo per Riina, che insieme con i boss Giuseppe Madonia, Gaetano Leonardo e Giacomo Sollami, decise nel 1983 l’omicidio di Giovanni Mungiovino, politico della DC che si era opposto alla mafia corleonese, Giuseppe Cammarata, scomparso nel 1989 e Salvatore Saitta, ucciso nel 1992. Il 10 giugno <strong>2011 </strong>viene assolto, per “incompletezza della prova” (ex art. 530 c.p.p.), dalla Corte d’Assise di Palermo per l’omicidio il 16 settembre 1970 del giornalista Mauro De Mauro. Il 26 gennaio <strong>2012</strong> gli viene inflitta una condanna all’ergastolo da parte della Corte di Assise di Milano perché ritenuto il mandante dell’omicidio di Alfio Trovato del 2 maggio 1992 avvenuto in via Palmanova a Milano. Il 14 aprile <strong>2015</strong> viene assolto dalla Corte d’Assise di Firenze dall’accusa di essere stato il mandante della Strage del Rapido 904 del 23 dicembre 1984 per mancanza di prove; il pubblico ministero aveva richiesto l’ergastolo per Riina che era l’unico imputato. Nel 1992 erano stati condannati Pippo Calò, Guido Cercola, Franco Di Agostino e l’artificiere tedesco Friedrich Schaudinn.</p>
<p><strong>Proprio mentre era sottoposto a regime di 41-bis, il 24 maggio 1994 </strong>durante una pausa del processo di primo grado a Reggio Calabria per l’uccisione del giudice Antonino Scopelliti fu raggiunto dal capo-redattore della Gazzetta del Sud Paolo Pollichieni, al quale rilasciò dichiarazioni minacciose contro il procuratore Giancarlo Caselli e altri rappresentanti delle istituzioni, lamentandosi delle severe condizioni imposte dal carcere duro. L’intervento di Riina causò l’apertura di un provvedimento disciplinare da parte del Consiglio Superiore della Magistratura contro il pubblico ministero Salvatore Boemi, accusato di non aver vigilato sul detenuto. Dopo pochi mesi dalle dichiarazioni del boss corleonese il<strong> regime di 41-bis</strong> (allora valido per soli tre anni, decorsi i quali decadeva la sua applicabilità) è stato rafforzato mediante vari interventi legislativi volti a renderlo prorogabile di anno in anno.</p>
<p>Nella <strong>primavera del 2003</strong> subisce un intervento chirurgico per problemi cardiaci, e nel maggio dello stesso anno viene ricoverato nell’ospedale di Ascoli Piceno per un infarto. Sempre nel 2003, a settembre, viene nuovamente ricoverato per problemi cardiaci. Il 22 maggio 2004, nell’udienza del processo di Firenze per la <strong>strage di via dei Georgofili</strong>, accusa il <strong>coinvolgimento dei servizi segreti nelle stragi di Capaci e via d’Amelio</strong>, e riferisce dei contatti fra l’allora colonnello Mario Mori e Vito Ciancimino, attraverso il figlio di lui Massimo al tempo non convocato in dibattimento. Trasferito nel carcere milanese di Opera, viene nuovamente ricoverato nel 2006 all’ospedale San Paolo di Milano, sempre per problemi cardiaci. Nel novembre 2013 trapela la notizia di minacce da parte di Riina nei confronti del magistrato Antonino Di Matteo, il pm che aveva retto l’accusa in numerosi procedimenti penali a suo carico. Il 4 marzo 2014 viene nuovamente ricoverato. Il 31 agosto 2014 i giornali riferiscono che nel novembre dell’anno prima<strong> Riina avrebbe rivolto minacce anche nei confronti di Don Luigi Ciotti</strong>. (da allora sotto scorta per ben due ‘condanne a morte’ da parte di Totò Riina…</p>
<p><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-17046" src="http://www.iogiocopulito.it/wp-content/uploads/2017/06/Don-Luigi-Ciotti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1400" height="933" /></p>
<p>Le parole di <strong> Don Luigi Ciotti<br />
(sotto scorta da anni per essere stato <em>‘condannato a morte’</em> da Totò Riina…)</strong></p>
<p><em><strong>“Il diritto a morire dignitosamente vale per ogni persona detenuta</strong>, in accordo a quella più ampia umanizzazione della pena che contrassegna la civiltà di un Paese, come ci ricorda la Costituzione. <strong>Non fa eccezione Toto Riina</strong>, al quale è giusto assicurare tutte le cure necessarie in carcere e, se occorre, in ospedale, affinché la detenzione non aggravi le sue condizioni di salute. Sull’ipotesi , avanzata dalla Cassazione , di una mutazione della pena detentiva in arresti domiciliari, sono certo che il Tribunale di Bologna valuterà con saggezza e piena cognizione di causa, tenendo conto di tutti i fattori in gioco. Perché certo c’è una persona malata, al quale lo Stato deve riservare un adeguato trattamento terapeutico a prescindere dai crimini commessi e dalla presenza o meno,  che in questo caso non c’è stata, di una presa di coscienza, di un percorso di ravvedimento e di conversione.</em></p>
<p><em><strong>Ma c’è anche una vicenda di violenza, di stragi e di sangue che ha causato tante vittime e il dolore insanabile dei loro famigliari. Molti di loro ho avuto la fortuna di conoscerli, e di apprezzarne il coraggio e la fermezza d’animo, la ricerca di verità e la speranza incrollabile nella giustizia, il rispetto per le istituzioni e la volontà di trasformare il dolore in impegno, in contributo alla costruzione di una società più giusta. </strong>C’è dunque un diritto del singolo, che va salvaguardato. Ma c’è anche una più ampia logica di giustizia di cui non si possono dimenticare le profonde e indiscutibili ragioni”.</em> <strong>Luigi Ciotti</strong></p>
<p>Una <strong>richiesta va allo Stato</strong>: la precisa applicazione di LEGGI a GARANTIRE tutele e per quanto sta accadendo in questi giorni, lasciare inciso nella nostra storia,  la parola GIUSTIZIA da abbinare ad  una COSA VERA che non ci faccia pensare mai più a <em><strong>‘COSA NOSTRA’</strong></em>…</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/">Non mi faccio &#8220;Capaci&#8221;&#8230;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/06/06/non-mi-faccio-capaci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Risarcimento ai detenuti reclusi in condizioni inumane</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Aug 2014 04:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[CEDU]]></category>
		<category><![CDATA[decreto]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[istituto]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[pena]]></category>
		<category><![CDATA[penitenziari]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[sovraffollamento]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/</guid>

					<description><![CDATA[<p>È stato approvato, nei giorni scorsi, in prima lettura alla Camera il disegno di legge che prevede il risarcimento in favore dei detenuti reclusi in “condizioni inumane” e ulteriori interventi in materia penitenziaria tesi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/">Risarcimento ai detenuti reclusi in condizioni inumane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/carceri-affidamento-in-prova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/08/carceri-affidamento-in-prova.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="206" width="400" /></a></div>
<p>
È stato approvato, nei giorni<br />
scorsi, in prima lettura alla Camera il disegno di legge che prevede<br />
il risarcimento in favore dei detenuti reclusi in “condizioni<br />
inumane” e ulteriori interventi in materia penitenziaria tesi a<br />
risolvere il problema del sovraffollamento carcerario.</p>
<p>Il decreto risponde a un obbligo<br />
assunto dall’Italia al Comitato dei ministri del Consiglio d’Europa<br />
del 5 giugno 2014 e scaturito dalla condanna dell’Italia da parte<br />
della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) per <strong>violazione<br />
dell’art. 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei<br />
diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali</strong>,<br />
nel quale è stabilito che «Nessuno può essere sottoposto a tortura<br />
né a pene o trattamenti inumani o degradanti» (va ricordato che la<br />
violazione dell’articolo 3 è alla base di numerose decisioni di<br />
condanna da parte della Corte europea dei diritti dell’uomo<br />
relative alle condizioni di detenzione).</p>
<p>Con la <strong>sentenza-pilota<br />
«Torreggiani contro Italia»</strong><br />
dell’8 gennaio 2013 la Corte europea ha certificato il<br />
malfunzionamento cronico del sistema penitenziario italiano<br />
accertando, nei casi esaminati, la violazione dell’articolo 3 della<br />
Convenzione a causa della situazione di sovraffollamento carcerario<br />
in cui i ricorrenti si sono trovati. La Corte ha ordinato alle<br />
autorità nazionali di approntare, nel termine di un anno dalla data<br />
in cui la sentenza in questione sarebbe divenuta definitiva, le<br />
misure necessarie che avessero effetti preventivi e compensativi e<br />
che garantissero una riparazione effettiva delle violazioni della<br />
Convenzione risultanti dal sovraffollamento carcerario in Italia.</p>
<p>Come abbiamo già evidenziato in<br />
altri nostri post, Il problema dell’eccessivo<br />
numero di detenuti rispetto<br />
alla dimensione delle carceri nazionali si trascina nel nostro Paese<br />
ormai da molti anni e questa emergenza torna ciclicamente a impegnare<br />
l’attività parlamentare.<br />Soltanto negli ultimi anni, mentre la<br />
capienza degli istituti è sostanzialmente migliorata (49.461 posti<br />
al 30 giugno 2014) a seguito, soprattutto, di interventi di<br />
ristrutturazione di padiglioni esistenti, si registra – anche<br />
grazie a numerosi interventi legislativi – una netta tendenza alla<br />
diminuzione delle presenze, fino ad arrivare ai 58.092 detenuti di<br />
oggi. Ci sono però ancora 8.631 detenuti in eccedenza rispetto ai<br />
posti previsti (sovraffollamento del 17%).</p>
<p>Il decreto votato dalla Camera<br />
interviene su diversi aspetti della questione carcere. Ad  esempio,<br />
il decreto inserisce nell’ordinamento penitenziario (legge n. 354<br />
del 1975) il nuovo art. 35-ter, con il quale si introducono rimedi<br />
risarcitori per i detenuti reclusi in “condizioni inumane”. In<br />
particolare:</p>
<p>1) Sconti di pena: è previsto un<br />
abbuono di 1 giorno ogni 10 passati in celle sovraffollate, se la<br />
pena è ancora da espiare.</p>
<p>2) Rimborso in denaro: spetta un<br />
rimborso di 8 euro per ogni giornata in cui si è subito il<br />
pregiudizio per i casi in cui:</p>
<div style="border: currentColor; padding: 0cm;">
la<br />
pena sia stata già scontata (la richiesta, in questo caso, va fatta<br />
entro 6 mesi dalla fine della detenzione);</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; padding: 0cm;">
il<br />
residuo di pena da espiare non permette l’attuazione integrale<br />
della citata detrazione percentuale (perché, ad esempio, sono più<br />
numerosi i giorni da “abbuonare” a titolo di risarcimento che<br />
quelli effettivi residui da scontare);</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; padding: 0cm;">
il<br />
periodo detentivo trascorso in violazione dell’art. 3 CEDU sia<br />
stato inferiore a 15 giorni;</div>
<p></p>
<div style="border: currentColor; padding: 0cm;">
il<br />
pregiudizio di cui all’art. 3 CEDU sia stato subito in custodia<br />
cautelare non computabile nella determinazione della pena.</div>
<p>
La competenza per l’adozione di<br />
tali provvedimenti è in capo al magistrato di sorveglianza, che<br />
procede su istanza del detenuto (o del difensore munito di procura<br />
speciale). Da qui al 2016 per i risarcimenti saranno disponibili <strong>20,3<br />
milioni di euro</strong>.</p>
<p><strong>Inoltre, v</strong>iene<br />
modificato l’articolo 275 del codice di procedura penale, sui<br />
criteri di scelta delle misure cautelari, in modo da limitare il<br />
ricorso alla custodia cautelare in carcere. In presenza di una<br />
prospettata sospensione condizionale della pena, il nuovo testo del<br />
comma 2-bis conferma la norma, ma specifica che a non poter essere<br />
applicata è la misura della custodia cautelare “in carcere o<br />
quella degli arresti domiciliari”, volendo con tale specificazione<br />
far sì che risultino escluse dall’ambito applicativo della nuova<br />
disposizione la custodia cautelare in istituto a custodia attenuata<br />
per detenute madri e la custodia cautelare in luogo di cura.</p>
<p>Viene poi stabilito il divieto di<br />
custodia cautelare in carcere in caso di pena non superiore ai 3<br />
anni. In altri termini, se il giudice ritiene che all`esito del<br />
giudizio la pena irrogata non sarà superiore ai 3 anni, per esigenze<br />
cautelari potrà applicare solo gli arresti domiciliari. La norma non<br />
vale però per i delitti ad elevata pericolosità sociale (tra cui<br />
associazione mafiosa e terrorismo, omicidio, incendio doloso<br />
boschivo, rapina ed estorsione, furto in abitazione, stalking e<br />
maltrattamenti in famiglia) e in mancanza di un luogo idoneo per i<br />
domiciliari (un’abitazione o altro luogo di privata dimora ovvero<br />
un luogo pubblico di cura e assistenza o una casa famiglia protetta).</p>
<p><strong>Vengono<br />
introdotte norme di favore per i minori estese anche agli under 25<br />
(art. 5): </strong>le<br />
norme di favore previste dal diritto minorile sui provvedimenti<br />
restrittivi si estendono a chi non ha ancora 25 anni (anziché 21<br />
come oggi). In sostanza, se un ragazzo deve espiare la pena dopo aver<br />
compiuto i 18 anni ma per un reato commesso da minorenne,<br />
l’esecuzione di pene detentive e alternative o misure cautelari<br />
sarà disciplinata dal procedimento minorile e affidata al personale<br />
dei servizi minorili fino ai 25 anni. Sempre che il giudice, pur<br />
tenendo conto delle finalità rieducative, non lo ritenga socialmente<br />
pericoloso.</p>
<p><strong>Più<br />
magistrati di sorveglianza, maggiore efficienza del personale<br />
dell&#8217;amministrazione penitenziaria e controlli sull&#8217;edilizia<br />
penitenziaria: questi sono altri articoli previsti nel nuovo testo.<br />
Tutto </strong>ciò,<br />
in ragione delle particolari esigenze che caratterizzano l’attuale<br />
situazione carceraria. </p>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/">Risarcimento ai detenuti reclusi in condizioni inumane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/08/29/risarcimento-ai-detenuti-reclusi-in/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
