<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>peridirittiumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/peridirittiumani/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/peridirittiumani/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 23 Apr 2020 07:51:15 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>peridirittiumani Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/peridirittiumani/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Dittatura nell’epoca del Covid19</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/23/america-latina-diritti-negati-dittatura-nellepoca-del-covid19/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/23/america-latina-diritti-negati-dittatura-nellepoca-del-covid19/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Apr 2020 07:51:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[America latina: i diritti negati]]></category>
		<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[acqua]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Bolivia]]></category>
		<category><![CDATA[coronavirus]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Croce Rossa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[forniture]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[infrastrutture]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[manovre]]></category>
		<category><![CDATA[medicinali]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzione]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
		<category><![CDATA[quarantena]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<category><![CDATA[sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[venezuelani]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=13906</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Come si può comportare un regime come quello del Venezuela davanti ad una pandemia come il Coronavirus? Aiutando e assistendo il popolo? Emanando dei decreti o creando delle manovre economiche-sociali-sanitarie per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/23/america-latina-diritti-negati-dittatura-nellepoca-del-covid19/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Dittatura nell’epoca del Covid19</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="700" height="394" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13907" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina3-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></figure></div>



<p>di Tini Codazzi</p>



<p></p>



<p>Come si può comportare un regime come quello del Venezuela davanti ad una pandemia come il Coronavirus? Aiutando e assistendo il popolo? Emanando dei decreti o creando delle manovre economiche-sociali-sanitarie per proteggere la popolazione?  </p>



<p>La
Croce Rossa Venezuelana e la Associazione Venezuelana di Pediatria
affermano che il 70% degli ospedali in tutto il territorio nazionale
non ha acqua potabile, il 63% non ha luce, il 73% non ha gas. Le
Associazioni di medici affermano che il 92% non ha sapone di nessun
tipo, il 61% non ha mascherine, l’80% non ha guanti monouso. Senza
parlare di infrastrutture, forniture sanitarie e medicinali. Il caos
nel caos. 
</p>



<p>In
una situazione così complicata, in un paese dittatoriale, il
coronavirus, purtroppo, calza a pennello. A marzo, il regime ha
decretato la quarantena e il distanziamento sociale immediatamente,
in stile dittatoriale ha mandato sulle strade la polizia per
controllare la gente, per intimidirla, non è normale avere panico di
uscire per comprare il pane o le uova o avere paura di andare in un
ospedale perché si sospetta di aver contratto il virus. Se ti becca
un poliziotto bolivariano in vena di fare “il suo lavoro” ti fa
sparire. La repressione, adesso, è “legale”, la quarantena
dev’essere rispettata. L’isolamento si usa per continuare a
commettere delle arbitrarietà. Il Coronavirus è diventato un tema
di sicurezza nazionale e non un tema sanitario ed è una scusa
perfetta. 
</p>



<p>Rafael
Uzcátegui, direttore dell’ ONG Provea (Programa
Venezolano de Educación Acción en Derechos Humanos) ha
dichiarato in un intervista ne <em>El
País</em>: “Il
governo non ha voluto dire apertamente che sono sospese le garanzie
costituzionali e c’è una lacuna nel capire se è o non è legale
che ti fermino per strada… non ce stata nessuna risposta tecnica
davanti alla pandemia e piuttosto si è deciso di usare le forze
armate e le forze dell’ordine, al punto che c’è gente che non
parla dei propri sintomi per paura di essere presi dalle FAES (Forze
speciali della polizia su cui ci sono gravi accuse di violazione dei
diritti umani). Non esiste un protocollo di attuazione chiaro e
succedono molte arbitrarietà, tutto rimane alla discrezione delle
autorità locali, mettendo in difficoltà il lavoro umanitario di
molte organizzazioni e mettendo a rischio la popolazione che viene
seguita da queste ong.”  Provea ha ricevuto in questo ultimo mese
denunce per l’applicazione di torture fisiche alle persone che non
compiono da quarantena.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="750" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13908" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/mascherina4-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></figure></div>



<p>Alcune
cifre ufficiali dichiarate dalla propaganda di Maduro ci sono: 204
contagi e 9 morti. Insolito, improbabile, anzi, impossibile. 
</p>



<p>Chi ha il coraggio di denunciare numeri diversi, personale medico, giornalista o politico che sia, viene perseguitato, minacciato e perfino sequestrato. Non è un detenuto, è un sequestrato a tutti gli effetti perché la DGCIM (<em>Dirección General de Contrainteligencia Militar</em>) oppure la Polizia Nazionale Bolivariana insieme alle Forze Speciali (FAES), manco fosse un criminale di guerra-terrorista, irrompe improvvisamente a casa sua, senza mandato, controlla la proprietà e porta via senza spiegazione questa persona. Caso vuole che ultimamente sia successo a tre medici e a un infermiere, a due giornalisti, a un fotografo e a cinque membri dello staff del presidente interino Guaidó. Il giornalista Darvinson Rojas è stato sequestrato, insieme ai genitori il 21 marzo e rilasciato dopo 12 giorni. Il Dott. Julio Molino è agli arresti domiciliari e accusato di reato di incitazione all’odio e associazione per delinquere. Mauri Carrero e Demóstenes Quijada sono due membri dello staff di Guaidó sequestrati nel cuore della notte dalle rispettive case. La Carrero è ragioniere e Quijada è consulente. Non si conoscono le ragioni per la loro detenzione illegale e non si conosce il loro luogo di permanenza. Questi sono i nuovi <em>desaparecidos</em>, colpevoli di aver denunciato problemi negli ospedali, cifre diverse di contagi, notizie, colpevoli di aver informato e di fare il loro lavoro. Anche i giornalisti venezuelani all’estero, che hanno lasciato il paese perché perseguitati, vengono comunque perseguitati attraverso parenti e/o amici, di nuovo, grazie a questa nuova situazione.</p>



<p>La
risposta alle domande iniziali c’era già. Lo sapevamo appena si è
diffuso nel mondo il coronavirus… era solo questione di tempo,
sapevamo che poteva dare aria al regime. D’altro canto, sappiamo
anche che la pandemia, con i passo inclemente del tempo, potrebbe
essere un deterrente per smantellare definitivamente il regime.
Speriamo sia la seconda. 
</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/04/23/america-latina-diritti-negati-dittatura-nellepoca-del-covid19/">&#8220;America latina. Diritti negati&#8221;. Dittatura nell’epoca del Covid19</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/04/23/america-latina-diritti-negati-dittatura-nellepoca-del-covid19/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Staffette partigiane</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/24/staffette-partigiane/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/24/staffette-partigiane/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Apr 2019 08:06:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Minori]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[25aprile]]></category>
		<category><![CDATA[alunni]]></category>
		<category><![CDATA[antifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[bambine]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[bologna]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[eroi]]></category>
		<category><![CDATA[esercito]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[fumetto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giovani]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[insegnanti]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[manifesti]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[neofascismo]]></category>
		<category><![CDATA[odio]]></category>
		<category><![CDATA[partigiane]]></category>
		<category><![CDATA[partigiani]]></category>
		<category><![CDATA[pedagogia]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[popoli]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[ragazzi]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[scuole]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[staffetta]]></category>
		<category><![CDATA[Storia]]></category>
		<category><![CDATA[strade]]></category>
		<category><![CDATA[testimone]]></category>
		<category><![CDATA[uguaglianza]]></category>
		<category><![CDATA[valori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12351</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto 25 aprile. Una data storica, importante che, come ogni anno, va celebrata. Mai come di questi tempi, in cui odio &#8211; razzismo &#8211; xenofobia &#8211; neofascismo dilagano nella nostra società, dobbiamo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/24/staffette-partigiane/">Staffette partigiane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p><strong>25 aprile</strong>. Una data storica, importante che, come ogni anno, va celebrata. Mai come di questi tempi, in cui odio &#8211; razzismo &#8211; xenofobia &#8211; neofascismo dilagano nella nostra società, dobbiamo riflettere e far conoscere ai giovani e giovanissimi il Passato affinché ci aiutino ad arginare i nostri errori, le nostre azioni volontariamente contrarie al Bene comune, le percezioni manipolate: la propaganda, l&#8217;avidità, la sete di Potere, il senso di superiorità, la mediocrità intellettuale. Abbiamo lottato per ideali positivi e ora vorrebbero appiattirci sulle logiche del profitto, usando anche i nostri corpi (oltre che la nostra mente e il nostro spirito). Usiamoli, invece, per portare avanti il testimone di chi ci ha preceduti, come tedofori che riportano luce in n&#8217;epoca buia, tanto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A Bologna, città ancora aperta &#8211; solidale &#8211; consapevole, per le strade: un progetto utile, chiaro, necessario.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12352" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104358-e1556092497209-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12353" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104410-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12354" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104416-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12355" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104431-e1556092554596-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12356" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104446-e1556092582780-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12357" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2240" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2240w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899-146x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 146w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899-768x1580.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104505-e1556092611899-498x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 498w" sizes="(max-width: 2240px) 100vw, 2240px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12358" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="2240" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516-300x146.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516-768x373.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/20190413_104516-1024x498.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/24/staffette-partigiane/">Staffette partigiane</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/04/24/staffette-partigiane/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/30/adesso-basta-alle-strumentalizzazioni-sulla-salute-dei-migranti-per-aumentare-la-paura-degli-italiani-e-degli-europei-nei-confronti-dei-migranti-e-dei-rifugiati/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/30/adesso-basta-alle-strumentalizzazioni-sulla-salute-dei-migranti-per-aumentare-la-paura-degli-italiani-e-degli-europei-nei-confronti-dei-migranti-e-dei-rifugiati/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jan 2019 07:37:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[ambulatori]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[assistenza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[cure]]></category>
		<category><![CDATA[decreto sicurezza]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[discriminazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Foad Aodi]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[immigrati]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[irregolari]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[malattie]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Oms]]></category>
		<category><![CDATA[ospedali]]></category>
		<category><![CDATA[paura]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[permesso di soggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[pubblico]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[scafisti]]></category>
		<category><![CDATA[Servizio sanitario]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[SSN]]></category>
		<category><![CDATA[stranieri]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11997</guid>

					<description><![CDATA[<p>AMSI e UMEM; Appello a recarsi al #SsnSenzaPaura ,adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati . Grande&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/30/adesso-basta-alle-strumentalizzazioni-sulla-salute-dei-migranti-per-aumentare-la-paura-degli-italiani-e-degli-europei-nei-confronti-dei-migranti-e-dei-rifugiati/">Adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><b>AMSI e UMEM; Appello a recarsi al #SsnSenzaPaura ,adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati .</b></p>
</div>
<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11999" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/FOTO-CONGRESSO-AMSI-2-1-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">Grande soddisfazione viene espressa dall’ Associazione Medici di Origine straniera in Italia<b><i>( AMSI)</i></b>e dalla Confederazione Internazionale-Unione Medica Euro Mediterranea <i>(</i><b><i>UMEM</i></b><i>) </i>insieme a tutte le associazioni aderenti al movimento Internazionale Uniti per Unire, dopo il recente rapporto curato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità, che ha sancito la totale inconsistenza delle teorie che affermano che “gli immigrati portano in Europa gravi malattie”. Secondo l’OMS , infatti, si tratta di un “falso mito” che non corrisponde alla realtà dei fatti anzi,sempre secondo questo studio, la loro situazione sanitaria tende a peggiorare solo dopo essere entrati sul suolo europeo. Lo studio si è  basato sull’ analisi di  oltre 13mila documenti raccolti nei 54 paesi che fanno parte della regione Europa dell&#8217;Oms. L’AMSI e l’UMEM applaudono a questo minuzioso ed accurato lavoro realizzato dall’ OMS che contiene dati e fatti che da tempo le due associazioni affermano in maniera scientifica , chiara ed inequivocabile<i>. </i><b><i>Il prof. Foad Aodi</i></b><i>, </i>Medico Fisiatra  fondatore delle due associazioni  e consigliere dell&#8217;<b><i>Omceo di Roma</i></b>in cui coordina l&#8217;Area Rapporti  con i Comuni e Affari Esteri,con il polso della situazione sulla salute globale,sulla sanità e sull’immigrazione dice: “sono molto soddisfatto del lavoro dell&#8217;OMS, il quale smentisce il &#8220;falso mito&#8221;  degli immigrati come portatori di malattie. Alcuni politicanti hanno spesso strumentalizzato utilizzando il tema della salute e la situazione dei migranti, aumentando  pregiudizi e  paura nei loro confronti. Noi , sin dal 2000, con gli ambulatori Amsi aperti a tutti gli stranieri ribadiamo che gli immigrati non sono assolutamente portatori di malattie dall&#8217;estero, ma si ammalano spesso dopo l’arrivo in Europa e in Italia, sopratutto gli irregolari per motivi economici, abitativi , per lavori pesanti a cui sono costretti a sottoporsi. Molti di loro giungono in Europa   già affetti da disturbi come l’ansia e la depressione per il tragico tragitto della speranza nel mare oltre violenze e aggressioni dagli scafisti. Il tutto dopo i tanti disagi in cui si trovano durante il  tragitto della speranza -continua Aodi – il quale elenca le richieste di visita più diffuse tra i migranti irregolari : “visite ginecologiche ed ostetriche( frutto di violenze sessuali e conseguenti gravidanze senza controlli  medici); visite ortopediche e fisiatriche (causate da lavori pesanti come lavori edili ,la raccolta di pomodori in nero),visite pediatriche (il 35%delle circoncisioni sono clandestine e il 15% di esse causano complicanze come infezioni, provocando problemi psicologici e depressivi per i genitori) visite oculistiche,di otorinolaringoiatria, odontoiatre ( per la scarsa igiene),visite gastroenterologiche ( causate dall’ingerenza di cibo freddo , dalla malnutrizione , dallo stress e dal freddo)visite cardiologiche e psichiatriche (ipertensione arteriosa e crisi depressive).</div>
<div dir="auto">Infine Aodi ricorda l&#8217;aumento del 35% delle richieste di informazioni riguardo l&#8217;assistenza sanitaria, richieste in forte aumento dopo il decreto sicurezza , dove emerge la paura di recarsi nelle strutture sanitarie pubbliche a causa della scadenza del permesso di soggiorno.</div>
<div dir="auto">Facciamo un appello a tutti gli albi professionali per intensificare l’ informazione ed aderire al nostro appello  rivolto a  tutti gli immigrati regolari e irregolari  di recarsi al #SsnSenzaPaura e ribadiamo #Noinondenunciamo gli immigrati irregolari . Diciamo basta ai morti in mare che nel giro di 15 giorni hanno superato il numero di più di 200 vittime .Secondo i nostri medici locali sono molto di piu quelli che si imbarcano e muoino.  E non si sa spesso più nulla di loro , neanche in base al numero delle persone che partono &#8211; conclude Aodi.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/30/adesso-basta-alle-strumentalizzazioni-sulla-salute-dei-migranti-per-aumentare-la-paura-degli-italiani-e-degli-europei-nei-confronti-dei-migranti-e-dei-rifugiati/">Adesso basta alle strumentalizzazioni sulla salute dei migranti per aumentare la paura degli italiani e degli europei nei confronti dei migranti e dei rifugiati</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/30/adesso-basta-alle-strumentalizzazioni-sulla-salute-dei-migranti-per-aumentare-la-paura-degli-italiani-e-degli-europei-nei-confronti-dei-migranti-e-dei-rifugiati/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Franco CFA, economia colonialista o moneta libera</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/28/stay-human-africa-franco-cfa-economia-colonialista-o-moneta-libera/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/28/stay-human-africa-franco-cfa-economia-colonialista-o-moneta-libera/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jan 2019 07:48:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[africani]]></category>
		<category><![CDATA[beni]]></category>
		<category><![CDATA[CFA]]></category>
		<category><![CDATA[colonialismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[esportazioni]]></category>
		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[euro]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[materie prime]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[moneta]]></category>
		<category><![CDATA[Paesi]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[prezzo]]></category>
		<category><![CDATA[prodotti]]></category>
		<category><![CDATA[produttori]]></category>
		<category><![CDATA[risorse]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[sovranità]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11987</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Dopo le ultime dichiarazioni sul Franco CFA di diversi politici italiani, è bene fare chiarezza su alcuni punti e sulle caratteristiche di questa moneta. Cominciamo con il dire che il Franco&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/28/stay-human-africa-franco-cfa-economia-colonialista-o-moneta-libera/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Franco CFA, economia colonialista o moneta libera</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/franco-fca.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11988" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/franco-fca.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="716" height="393" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/franco-fca.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 716w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/franco-fca-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 716px) 100vw, 716px" /></a></b></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">di Veronica Tedeschi</p>
<p align="JUSTIFY">Dopo le ultime dichiarazioni sul Franco CFA di diversi politici italiani, è bene fare chiarezza su alcuni punti e sulle caratteristiche di questa moneta.</p>
<p align="JUSTIFY">Cominciamo con il dire che il Franco CFA occidentale (Franc Communautè Financière Africaine) è la moneta utilizzata da 8 stati indipendenti africani: Benin, Burkina Faso, Guinea-Bissau, Costa d’Avorio, Mali, Niger, Senegal e Togo e si collega anche al Franco CFA centrale che viene utilizzato da altri 6 paesi. 14 stati in tutto che condividono, quindi, la stessa moneta che ha un tasso di cambio fisso che fa discutere diversi economisti.</p>
<p align="JUSTIFY">I paesi della zona Franco CFA sono “costretti” a lasciare in deposito in Francia il 65% dei proventi delle loro esportazioni, chiamate “riserve in valuta estera”. Per chiarire meglio, facciamo un esempio reale con il Burkina-Faso che, in questo momento di forte crisi, non è in grado di pagare i propri funzionari; a fronte di un’esportazione di prodotti per il valore di 1 miliardo di euro (per esempio nel caso di esportazioni di materie prime), automaticamente dovrà lasciare in Francia un deposito di 650 milioni di euro.</p>
<p align="JUSTIFY">Perché? Per il motivo già citato: il 65% delle riserve valutarie di tali paesi sono depositate in un conto di transazione della Banque de France a Parigi. Secondo l’ex ministro della Prospettiva e della Valutazione delle politiche pubbliche in Togo, gli africani dovrebbero, in cambio, poter attingere dalle eccedenze delle riserve di cambio depositate al Tesoro pubblico francese per finanziare la crescita economica della regione. I politici degli Stati africani coinvolti in questa situazione, però, non agiscono per una sorta di “sudditanza volontaria” dei dirigenti che accettano ancora soldi fisicamente fabbricati in Francia, che produce l’ultima moneta coloniale ancora presente al mondo.</p>
<p align="JUSTIFY">Negli anni 90 il Franco CFA subì una grossa svalutazione di circa il 50%, richiesta dagli stati parte per cercare di ristabilire la competività internazionale delle esportazioni africane. Tale svalutazione causò, però, anche il crollo del 40% del potere d’acquisto della popolazione e, ancora una volta, inutile ribadirlo, quelli che maggiormente pagarono le conseguenze di questa situazione furono gli Stati più poveri.</p>
<p align="JUSTIFY">Considerato, inoltre, che il grosso export di queste regioni è sicuramente la produzione agricola, una costante diminuzione del prezzo di prodotti quali cotone, caffè o cacao rese sempre più necessaria la stipula di convenzioni per garantire il valore d’acquisto dei produttori locali. Inutile dire che questo tipo di economia non sia la più conveniente per paesi come quelli citati, che nascono già con alte problematiche di povertà e disagio sociale.</p>
<p align="JUSTIFY">Moltissime proteste si sono sviluppate negli ultimi anni in tutti questi paesi e, in parallelo, anche in molte capitali europee per richiedere alla Francia la restituzione all’Africa subsahariana di autonomia economica.</p>
<p align="JUSTIFY">A queste proteste si aggiungono le voci di studiosi ed economisti, come Nicolas Agbohou, economista e docente universitario che nel suo libro <em>Il Franco Cfa e l’Euro contro l’Africa</em> accusa duramente la Francia e la sua economia coloniale. Secondo Nicolas “gli africani sono esseri umani a pieno titolo come tutti gli altri. In quanto tali, è importante che gli africani siano liberi di condurre la politica monetaria che soddisfi meglio le proprie aspettative” e ancora, “Nessun paese può svilupparsi senza l’indipendenza monetaria. Abbiamo bisogno di una nuova moneta comune che non sia guidata dall’estero. Bisogna buttare nell’immondizia i principi che reggono il Franco CFA”.</p>
<p align="JUSTIFY">Siamo davanti ad una delicata questione di sovranità monetaria che riaccende intere popolazioni ad un “patriottismo economico”. Una lotta politica e cittadina che si sta sviluppando attraverso manifestazioni sempre più grandi.</p>
<p align="JUSTIFY">Il Franco CFA non rimane l’unica causa dell’immigrazione dall’Africa “nera” ma, sicuramente, è necessaria un’economia libera e autonoma che, vista l’abbondanza di materie prime presenti su tutto il territorio, condurrebbe l’Africa subsahariana verso una crescita immediata e un grande sviluppo economico.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/28/stay-human-africa-franco-cfa-economia-colonialista-o-moneta-libera/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Franco CFA, economia colonialista o moneta libera</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/28/stay-human-africa-franco-cfa-economia-colonialista-o-moneta-libera/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Shoah &#8211; Il genocidio dei Porrajmos</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/27/shoah-il-genocidio-dei-porrajmos/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/27/shoah-il-genocidio-dei-porrajmos/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jan 2019 10:17:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunità]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[espulsione]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[genocidio]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[lager]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[nazifascismo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Olocausto]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[persecuzioni]]></category>
		<category><![CDATA[porrajmos]]></category>
		<category><![CDATA[pulizia etnica]]></category>
		<category><![CDATA[razza]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
		<category><![CDATA[Rom]]></category>
		<category><![CDATA[shoah]]></category>
		<category><![CDATA[Sinti]]></category>
		<category><![CDATA[sopravvissuti]]></category>
		<category><![CDATA[sterminio]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[tzigani]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[zingari]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11980</guid>

					<description><![CDATA[<p>(Da www.21luglio.org) «Inizialmente solo per gli ebrei esistevano le camere a gas, unicamente per loro. In un secondo momento, nell’estate del 1944, purtroppo anche per gli zingari fu decretata la stessa “soluzione finale”. Li&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/27/shoah-il-genocidio-dei-porrajmos/">Shoah &#8211; Il genocidio dei Porrajmos</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<header class="post-header">
<h1 class="gdlr-blog-title"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11981" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="750" height="394" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 750w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/porrajmos-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 750px) 100vw, 750px" /></a></h1>
<div class="clear">(Da www.21luglio.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss</div>
</header>
<div class="gdlr-blog-content">
<p><em>«Inizialmente solo per gli ebrei esistevano le camere a gas, unicamente per loro. In un secondo momento, nell’estate del 1944, purtroppo anche per gli zingari fu decretata la stessa “soluzione finale”. Li hanno mandati a morire nelle camere a gas. Ebrei e zingari morivano per gas»</em> (Pietro Terracina, sopravvissuto ad Auschwitz)</p>
<h3>Porrajmos: 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</h3>
<p>Il 27 gennaio si celebra in Italia la <strong>Giornata della Memoria</strong> – riconosciuta grazie alla Legge n.211 del 20 luglio 2000 – che ricorda lo sterminio del popolo ebraico, la <strong>Shoah</strong>, ma che dimentica di commemorare anche <strong>i 500mila rom e sinti vittime del genocidio nazi-fascista</strong>. Una storia segnata dalla persecuzione su base etnica che, in tempi e con modalità differenti, ha colpito le comunità rom e sinte in Italia nel ventennio fascista: il Porrajoms.</p>
<h3>I quattro periodi del Porrajmos</h3>
<p>Sono quattro i periodi del “Porrajmos”, la violenta azione che in Italia ha inghiottito nel vortice dello sterminio centinaia di famiglia colpevoli solo di appartenere ad una “razza” giudicata senza speranza di conversione. Il primo periodo è inaugurato con la Circolare del Ministero degli Interni del 19 febbraio 1926 che dispone il respingimento delle carovane entrate nel territorio “anche se munite di regolare passaporto” e l’espulsione di quelle soggiornati di origine straniera. Il secondo periodo è racchiuso trail 1938 e il 1942 e risulta segnato da una pulizia etnica organizzata presso le frontiere. Il terzo periodo si inaugura con un Ordine emanato l’11 settembre 1940 dal Capo della Polizia Nazionale che ordina, per i rom di nazionalità italiana “certa o presunta” il rastrellamento “nel più breve tempo possibile” e il concentramento “sotto rigorosa vigilanza in località meglio adatte in ciascuna Provincia”. L’ultimo periodo, il quarto, parla il drammatico linguaggio della “soluzione finale” verso i campi di sterminio.</p>
</div>
<p><span style="color: #ff0000;">PER CHI SI TROVA A ROMA</span></p>
<div class="gdlr-blog-content">
<h3>Da Largo 16 ottobre a piazza degli Zingari per abbracciare le due Memorie</h3>
<p>All’interno della Settimana della Memoria, <strong>Associazione 21 luglio</strong>, con il patrocinio di <strong>Progetto Memoria</strong> – Associazione che si compone di sopravvissuti ai lager e testimoni diretti e indiretti -, organizza domenica 3 febbraio alle ore 11,00 una passeggiata urbana nel cuore di Roma per unire, in un unico abbraccio le Memorie delle due persecuzioni. La passeggiata avrà inizio <strong>alle ore 11,00 presso Largo 16 ottobre 1943</strong> con la testimonianza del sopravvissuto Lello Dell’Ariccia. I partecipanti si sposteranno poi in una passeggiata libera verso <strong>Piazza degli Zingari</strong> dove lo strorico Luca Bravi, accompagnato da alcune testimonianze, racconterà la vicenda del Porrajmos in Italia.</p>
<h3>L’evento si concluderà in piazza degli Zingari</h3>
<p>L’evento, accompagnato da musica tzigana, dalle canzoni di Maurizio Di Veroli e dalle riflessioni della giornalista Annalisi Camilli e dell’antropologo Piero Vereni, si concluderà in Piazza degli Zingari alle ore 12,30 con un omaggio presso la targa che ricorda lo sterminio del popolo rom.Ogni singolo partecipante è invitato <strong>a portare un fiore da deporre in piazza degli Zingari</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/27/shoah-il-genocidio-dei-porrajmos/">Shoah &#8211; Il genocidio dei Porrajmos</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/27/shoah-il-genocidio-dei-porrajmos/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Venezuela. Abbiamo un presidente</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/26/venezuela-abbiamo-un-presidente/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/26/venezuela-abbiamo-un-presidente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 26 Jan 2019 07:09:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Americhe]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Ambasciata]]></category>
		<category><![CDATA[Americalatina]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[canale umanitario]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Juan Guaidò]]></category>
		<category><![CDATA[Maduro]]></category>
		<category><![CDATA[manifestazione]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nazione]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONU]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[Presidente]]></category>
		<category><![CDATA[proteste]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[repressione]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Venezuela]]></category>
		<category><![CDATA[venezuelani]]></category>
		<category><![CDATA[voto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11974</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Si chiama Juan Guaidó. Lo scorso 23 gennaio, data molto importante per la storia del Venezuela (in questo giorno nel 1958 ci fu un “golpe de estado” per rovesciare la allora&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/26/venezuela-abbiamo-un-presidente/">Venezuela. Abbiamo un presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/guaido-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/guaido-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="524" height="349" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/guaido-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 524w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/guaido-5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 524px) 100vw, 524px" /></a></p>
<p>di Tini Codazzi</p>
<p>Si chiama Juan Guaidó. Lo scorso 23 gennaio, data molto importante per la storia del Venezuela (in questo giorno nel 1958 ci fu un “golpe de estado” per rovesciare la allora dittatura militare di Marcos Pérez Jiménez), davanti a migliaia e migliaia di venezuelani ha fatto giuramento come presidente ad interim del Venezuela, in un enorme assemblea cittadina allestita in una piazza della capitale. Obiettivo: portare il paese ad un momento di transizione per poi chiamare ad elezioni libere e democratiche e aprire il canale umanitario.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Guaido-Maduro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Guaido-Maduro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="780" height="585" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Guaido-Maduro.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 780w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Guaido-Maduro-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/Guaido-Maduro-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 780px) 100vw, 780px" /></a></p>
<p>Questo è un passo avanti molto importante per il paese. Molti funzionari di polizia e militari in diverse località della nazione si sono uniti al popolo, invece di aggredirli come di solito succedeva durante le proteste, si sono aggiunti per accompagnare i cittadini comuni. Una grande cosa, un segnale che qualcosa veramente e finalmente sta succedendo all’interno delle forze dell’ordine e all’interno dell’armata, che sempre è stata a fianco dell’usurpatore-dittatore. Ebbene, non più. Immediatamente sono arrivate le dichiarazioni del governo degli Stati Uniti riconoscendo Guaidó presidente e l’effetto domino si è fatto sentire subito: Paraguay, Argentina, Canada, Colombia, Peru, Costa Rica, Brasile, Cile, Giappone, Kosovo, Ecuador, ONU, Francia, Gran Bretagna, Germania, Guatemala, hanno fatto la stessa cosa. Aspettiamo ancora una risposta più decisa e positiva dall’UE.</p>
<p>Come risposta, Maduro ha dato un ultimatum al governo statunitense, il personale dell’Ambasciata dovrebbe lasciare territorio venezuelano entro le 72 ore. Oggi, mentre questo articolo sta uscendo dovrebbe scadere il tempo. Russia e Cina si sono schierate con Maduro. Cosa succederà?</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/protesta-23-gennaio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11977" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/protesta-23-gennaio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="640" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/protesta-23-gennaio.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 640w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/protesta-23-gennaio-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 640px) 100vw, 640px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il giorno 23, il popolo ha camminato durante ore per le strade delle principali città del paese e dopo il giuramento di Guaidó, sono iniziati i problemi. Gruppi di comandos di paramilitari armati e gestiti dall’usurpatore hanno fatto irruzione in modo violento in certe zone del paese con il seguente risultato: 364 detenuti, più di 70 feriti, 3 saccheggi a negozi, 4 incursioni nelle proprietà private, 32 fatti di repressione selvaggia, 34 denunce per abuso di potere, 13 denunce per uso di arma da fuoco, 26 persone assassinate all’interno delle manifestazioni tra il 22 e il 24 gennaio. Queste cifre vengono fornite e aggiornate dal “Foro Penal“ e dall’ “Observatorio Venezolano de Conflictividad Social”. Non ci aspettavamo un comportamento civile, democratico e degno da parte di questi personaggi.</p>
<p>In due giorni, il presidente Guaidó si è già messo al lavoro per intraprendere il cammino verso l’uscita della crisi, in primis, come aveva promesso, ha chiesto di aprire il canale umanitario. Stati Uniti ha risposto subito, aiuterà il paese con 20 milioni di $. Ha confermato che l’obiettivo è mandare via l’usurpatore, fare un governo di transizione e indire elezioni libere e democratiche. Il prossimo passo è approvare in parlamento una legge di amnistia, vi saprò dire più avanti di cosa si tratta. Insomma, fermare la persecuzione e l’odio per poter iniziare a lavorare seriamente per il paese. Ha chiesto al popolo venezuelano di fare uno sforzo ed essere disposti a perdonare. Tanto di cappello.</p>
<p>Bisogna fare una precisazione importante. Vorrei chiarire il termine autoproclamato la stampa nazionale ed internazionale dichiara a proposito del presidente incaricato del Venezuela Juan Guaidó. Non si è autoproclamato presidente. Juan Guaidó è stato eletto dall&#8217;Assemblea Nazionale, ovvero dal Parlamento venezuelano, l&#8217;unico organismo governativo autonomo e regolarmente eletto nella nazione. Nel 2016, il Consiglio Elettorale Nazionale (CNE) ha annullato un referendum revocatorio organizzato secondo le modalità costituzionali e dove ha perso il quesito di Nicolas Maduro che chiedeva se il popolo voleva un altro suo periodo presidenziale. Nel 2017, la magistratura ha delegittimato l&#8217;Assemblea Nazionale, per poi tornare sui suoi passi grazie al duro responso internazionale, anche nel 2017, quando attraverso la magistratura Maduro ha sostituito l&#8217;Assemblea Nazionale con l&#8217;Assemblea Costituente, senza fare un referendum popolare come lo richiede la Costituzione, e poi ha indetto le elezioni anticipate, ha nuovamente sorpassato l&#8217;Assemblea Nazionale e ignorato e violato le leggi della Costituzione. Ergo, l&#8217;Assemblea Costituente è illegale e le elezioni pure.  In assenza di una reale divisione dei poteri e davanti al mancato rispetto dei requisiti minimi per le elezioni libere ed attendibili (riscontrati da l’UE, l’OHCHR, il gruppo di Lima e l&#8217;OSA), la seconda rielezione di Nicolas Maduro è illegittima. L&#8217;ex Presidente Nicolas Maduro ha terminato il suo mandato il 10 gennaio 2019 e, in presenza del vuoto legislativo creatosi, Juan Guaidó ha prestato giuramento davanti al popolo (sovrano) al fine di indire nuove elezioni. Quindi, non si è autoproclamato, ha fatto quello che dice la Costituzione nel momento in cui, in mancanza di un presidente, lui è la figura con la più alta autorità del paese.</p>
<p>Juan Guaidó è a tutti gli effetti il presidente incaricato del Venezuela.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/26/venezuela-abbiamo-un-presidente/">Venezuela. Abbiamo un presidente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/26/venezuela-abbiamo-un-presidente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quando l&#8217;architettura è sociale e sostenibile</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/23/quando-larchitettura-e-sociale-e-sostenibile/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/23/quando-larchitettura-e-sociale-e-sostenibile/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Jan 2019 08:26:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[architetti]]></category>
		<category><![CDATA[architetto]]></category>
		<category><![CDATA[architettura]]></category>
		<category><![CDATA[Atene]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[campo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dignità]]></category>
		<category><![CDATA[disciplina]]></category>
		<category><![CDATA[emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[estetica]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Haiti]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[materia]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Niger]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[poveri]]></category>
		<category><![CDATA[povertà]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[progetti]]></category>
		<category><![CDATA[progetto]]></category>
		<category><![CDATA[rispetto]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibile]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spazi]]></category>
		<category><![CDATA[strutture]]></category>
		<category><![CDATA[studenti]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[università]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11964</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ha intervistato l&#8217;architetto Bonaventura Visconti Di Modrone, dello studio ABMV che ha sede a Milano e Zurigo. Con il collega Leo Bettini Oberkalmsteiner, realizza progetti di architettura sociale e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/23/quando-larchitettura-e-sociale-e-sostenibile/">Quando l&#8217;architettura è sociale e sostenibile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani</strong></em> ha intervistato l&#8217;architetto Bonaventura Visconti Di Modrone, dello studio ABMV che ha sede a Milano e Zurigo. Con il collega Leo Bettini Oberkalmsteiner, realizza progetti di architettura sociale e sostenibile, in autonomia.</p>
<p>Ringraziamo molto Bonaventura Visconti Di Modrone per la sua disponibilità.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/c_383_52c16132-b035-43fd-b0ec-3de311f75993.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11965" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/c_383_52c16132-b035-43fd-b0ec-3de311f75993.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="472" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/c_383_52c16132-b035-43fd-b0ec-3de311f75993.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 472w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/c_383_52c16132-b035-43fd-b0ec-3de311f75993-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 472px) 100vw, 472px" /></a></p>
<p>Intervista a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><strong>Perchè avete pensato di occuparvi di Architettura sociale?</strong></p>
<p>Non ci definiamo architetti sociali, o meglio, non solo sociali.</p>
<p>Crediamo nell’importanza di sviluppare quanti più degli Obbiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite possibile.</p>
<p>Per noi questi obbiettivi rappresentano un manuale di buone pratiche utili come guida in ogni progetto.</p>
<p>In questo preciso momento storico e dato il contesto che ci circonda ci siamo avvicinati all’architettura sociale perché vediamo in essa uno strumento per migliorare la qualità della vita delle persone.</p>
<p>L’architettura non solo fornisce un riparo ma trasmette idee e soprattutto definisce il contesto fisico in cui viviamo.</p>
<p>Crediamo che vivere ed interagire in un contesto pensato e costruito a scala più umana possa stimolare nuovi comportamenti e cambiamenti positivi.</p>
<p><strong>Da quando è nato il vostro studio e quali sono i progetti già in essere?</strong></p>
<p>Lo studio è nato nel 2017.</p>
<p>Ad ora abbiamo realizzato due progetti e stiamo lavorando al terzo.</p>
<p>&#8211; Il primo è stato un orfanotrofio nel sud di Haiti per i 40 bambini della Ong Ayitimoun yo.</p>
<p>&#8211; Il secondo, autopromosso, è stato Maidan tent.</p>
<p>Una struttura mobile che funge da spazio comune e di aggregazione per campi profughi e per situazioni di emergenza post calamità naturali. Le tendopoli sono si efficaci e di rapida installazione ma spesso trascurano l’importanza della socialità e dell’interazione. Crediamo che questi siano aspetti fondamentali per superare traumi e per ritrovare una propria stabilità.</p>
<p>&#8211; Il terzo, in fase di prossima realizzazione, è lo sviluppo di un nuovo insediamento di 70 ettari nella regione di Diffa, Niger, con la Ong italiana CISP. Quest’ultimo è un progetto a tre livelli, il primo riguarda la definizione a scala urbanistica dell’insediamento, il secondo il rapporto tra le parcelle che compongono i quartieri e gli spazi comuni ed il terzo riguarda la suddivisione degli spazi interni delle singole unità abitative con le costruzioni che le compongono.</p>
<p>Questo progetto, molto più grande dei precedenti, indaga la possibilità di creare un contesto che possa dare stabilità.</p>
<p>Vorremo sviluppare un insediamento che abbia le caratteristiche basiche per la creazione di una comunità stabile in un ambiente sicuro e che generi sviluppo, anche economico.</p>
<p><strong>Su quali valori basate le idee dei vostri interventi?</strong></p>
<p>Ogni progetto ha le sue caratteristiche ma i valori costanti alla base di ognuno sono principalmente:</p>
<p>&#8211; Il rispetto, per la cultura e per i bisogni delle persone che ne beneficeranno.</p>
<p>Non vogliamo imporre idee o soluzioni, nel nostro caso architettoniche, che possano risultare aliene o non coerenti con le necessità o il contesto in cui si inseriscono.</p>
<p>&#8211; L’equità, crediamo infatti che ogni persona e ogni contesto meritino progetti di qualità, anche estetica.</p>
<p>&#8211; Il rispetto per le risorse naturali del luogo e globali, questa forse è la sfida più grande.</p>
<p><strong>Come vi siete preparati per mettere in campo il progetto nel campo profughi nel Nord di Atene e a Niamey, in Niger?</strong></p>
<p>Per realizzare la Maidan tent a Ritsona ci sono voluti mesi di sopralluoghi, interviste con gli abitanti del campo e con le Ong che vi operano, riunioni con IOM e un lungo periodo di test in Italia per monitorare il prototipo della tenda.</p>
<p>E’ stato fondamentale visitare il campo più e più volte per intercettare le reali necessità dei residenti e per svolgere riunioni con i rappresentanti eletti dalla comunità. Senza questo lavoro fondamentale dubito che saremmo riusciti a comprendere le reali dinamiche di vita del campo e quindi a porci le domande giuste per proporre un progetto solido ed efficace.</p>
<p>Per quanto riguarda il progetto in Niger, anche in questo caso c’è stato un grande lavoro di scambio e dibattito.</p>
<p>Data la scala molto maggiore dell’intervento ed il contesto di sicurezza più precario rispetto alla Grecia, in questo caso il dialogo è avvenuto per la gran parte con il team locale del CISP che, oltre a lavorare nel paese da un decennio, è formato dalla maggioranza da nigerini.</p>
<p>Ad Haiti – e negli altri Paesi – collaborate con le autorità locali?</p>
<p>Sia ad Haiti che in Niger sono state le Ong che si sono interfacciate con le autorità locali individuando le necessità ed intessendo rapporti di collaborazione. Per quanto riguarda il progetto Maidan tent in Grecia invece abbiamo dapprima contattato l’aeronautica greca, responsabile del campo di Ritsona e poi abbiamo stretto un forte legame di collaborazione con IOM che ha fatto da tramite con il Ministero delle Migrazioni greco.</p>
<p><strong>Quali sono i progetti per il prossimo Futuro?</strong></p>
<p>Per ora, oltre a portare avanti la Maidan tent ed il progetto in Niger, stiamo pensando di sviluppare un’idea collaterale ma complementare al progetto a Diffa.</p>
<p>Vedere con il CISP se sia possibile utilizzare la sabbia del deserto come materiale da costruzione e se si possano realizzare strutture solide con tecniche costruttive autoportanti che non richiedano né cemento né malta.</p>
<p>Se questo fosse possibile ridurrebbe di molto i costi di costruzione e permetterebbe cosi a molte più persone di costruirsi una casa in maniera autonoma.</p>
<p>Il progetto che ci piacerebbe? Qualcosa di relativo all’acqua o all’energia!</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/20.Foto_DelfinoSistoLegnani_e_MarcoCappelletti-657x360.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11966" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/20.Foto_DelfinoSistoLegnani_e_MarcoCappelletti-657x360.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="657" height="360" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/20.Foto_DelfinoSistoLegnani_e_MarcoCappelletti-657x360.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 657w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/20.Foto_DelfinoSistoLegnani_e_MarcoCappelletti-657x360-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 657px) 100vw, 657px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/23/quando-larchitettura-e-sociale-e-sostenibile/">Quando l&#8217;architettura è sociale e sostenibile</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/23/quando-larchitettura-e-sociale-e-sostenibile/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Bloody fish</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/22/imprese-e-diritti-umani-bloody-fish/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/22/imprese-e-diritti-umani-bloody-fish/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Jan 2019 07:44:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese e Diritti Umani]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Birmania]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[fame]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[ILO]]></category>
		<category><![CDATA[imprese]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[ittico]]></category>
		<category><![CDATA[lavoratori]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[manodopera]]></category>
		<category><![CDATA[mare]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Myanmar]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[pesca]]></category>
		<category><![CDATA[pescatori]]></category>
		<category><![CDATA[pescherecci]]></category>
		<category><![CDATA[retribuzione]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento]]></category>
		<category><![CDATA[sviluppo]]></category>
		<category><![CDATA[Tailandia]]></category>
		<category><![CDATA[traffico]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11959</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Cecilia Grillo L&#8217;industria dell’esportazione di frutti di mare, business dal valore di miliardi di dollari che vede coinvolti i mari e le coste tailandesi, risulta profondamente intaccata dal fenomeno delle violazioni di diritti&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/22/imprese-e-diritti-umani-bloody-fish/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Bloody fish</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p lang="it-IT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_224968781713901.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11960" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_224968781713901.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="299" height="168" /></a></p>
<p lang="it-IT">di Cecilia Grillo</p>
<p lang="it-IT">L&#8217;industria dell’esportazione di frutti di mare, business dal valore di miliardi di dollari che vede coinvolti i mari e le coste tailandesi, risulta profondamente intaccata dal fenomeno delle violazioni di diritti umani. Nonostante le ripetute promesse da parte del governo locale di eliminare fenomeni quali schiavitù, lavoro forzato e la diffusa tratta di esseri umani nel settore peschereccio, abusi dei diritti umani sostanziali fanno da sfondo al panorama dell’industria ittica orientale.</p>
<p><span lang="it-IT">Steve Trent, direttore esecutivo della </span><span lang="it-IT">Environmental Justice Foundation</span><span lang="it-IT"> (EJF), che ha lavorato con il governo tailandese nell’implementazione delle sue riforme politiche, ha sottolineato come dovrebbe essere posta maggior attenzione al fine di assicurare che coloro che vendono prodotti ittici ai consumatori si assumano la responsabilità di garantire che le catene di approvvigionamento non agiscano in costante violazione di diritti umani.</span></p>
<p lang="it-IT">Le prime avvisaglie del fenomeno del traffico di essere umani all’interno dei pescherecci tailandesi sono riconducibili al periodo successivo alle devastazioni di Typhoon Gay del 1989, disastro che ha provocato l&#8217;affondamento di oltre 200 pescherecci e causato almeno 458 morti, per la maggior parte membri di equipaggi di pescatori della povera regione nordorientale della Tailandia.</p>
<p><span lang="it-IT">Mentre prima di tale calamità naturale le attività di pesca erano concentrate principalmente nel vicino Golfo tailandese e nell’Oceano delle Andamane, zone relativamente ricche di risorse marine e naturali, a seguito di Typhoon Gay gli equipaggi tailandesi hanno abbandonato il settore, lasciando i restanti proprietari di barche in un disperato bisogno di forza lavoro. Birmani, cambogiani e alcuni lavoratori migranti laotiani hanno iniziato a essere reclutati per rimpiazzare gli equipaggi tailandesi in rapido declino: migranti e </span><span lang="it-IT">brokers </span><span lang="it-IT">sono diventati i protagonisti di questo nuovo processo di tratta di esseri umani.</span></p>
<p lang="it-IT">Inoltre fra gli anni ‘70 e ‘80 la Tailandia è stata spettatrice di una rapida modernizzazione e industrializzazione del settore ittico dovuta al verificarsi di un significativo calo delle attività di pesca e soprattutto all’aumento dei costi di gestione e dei prezzi del carburante.</p>
<p lang="it-IT">Come risultato di Typhoon Gay, di questi e di altri fattori, il settore ittico tailandese è stato spettatore di cambiamenti drammatici che hanno riguardato sia il reclutamento della forza lavoro che le condizioni lavorative dei pescatori.</p>
<p><span lang="it-IT">Negli ultimi anni sono stati numerosi i </span><span lang="it-IT">report</span><span lang="it-IT"> di ONG e organizzazioni internazionali e centinaia le testimonianze che hanno evidenziato il peggioramento delle condizioni lavorative, estenuanti, a cui vengono sottoposti quotidianamente i pescatori, migrati in Tailandia nella speranza utopistica di ottenere migliori condizioni di vita e di lavoro.</span></p>
<p lang="it-IT">I pescherecci tailandesi percorrono le acque territoriali di dozzine di nazioni, in particolare Myanmar, Cambogia, India, Indonesia, Malesia e Vietnam, e viaggiano fino alla Somalia e in altre parti della costa dell’Africa orientale: negli ultimi quarant’anni, la Tailandia si è affermata come una delle principali nazioni produttrici di pesce del mondo.</p>
<p><span lang="it-IT">Tuttavia, con il passaggio del tempo si è sempre maggiormente sviluppato il fenomeno del traffico di esseri umani nei pescherecci tailandesi: Human Rights Watch ha rilevato molteplici fattori indicanti lo svilupparsi di pratiche di lavoro forzato che gli organi di ispezione tailandesi non riescono a gestire in modo adeguato o sistematico, fra questi sono comprese le cattive condizioni lavorative; la sottrazione dei documenti di identità dei pescatori da parte dei </span><span lang="it-IT">brokers</span><span lang="it-IT">; salari trattenuti; orari di lavoro eccessivi.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Molti pescatori migranti, che si recano in Tailandia nella speranza di poter ottenere le risorse necessarie per mantenere le proprie famiglie nelle povere regioni di Myanmar, Cambogia, Indonesia, vengono spesso ingannati o rapiti dai cosiddetti </span><span lang="it-IT">brokers</span><span lang="it-IT">, che li rivendono ai capitani tailandesi, per cifre comprese tra US $ 500 e US $ 1.000 per schiavo.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Un sondaggio del 2009 condotto dal </span><em><span lang="it-IT">United Nations Inter-Agency Project on Human Trafficking</span></em><span lang="it-IT"> (UNIAP) ha rilevato che il 59% dei migranti intervistati a bordo di imbarcazioni tailandesi ha testimoniato che almeno un proprio compagno, durante la permanenza in mare, è stato vittima di omicidio perpetrato da parte dei proprietari dei pescherecci.</span></p>
<p><span lang="it-IT">In una sentenza insolitamente critica dell’ILO </span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span lang="it-IT">(</span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span lang="it-IT"><i>International Labour Organisation</i></span></span><span style="font-family: Georgia, serif;"><span lang="it-IT">), </span></span><span lang="it-IT">il governo tailandese è stato esortato a porre rimedio agli abusi perpetuati sulle navi da pesca che operano nelle acque tailandesi: il fenomeno del lavoro forzato è infatti ancora dilagante nonostante la nuova legislazione governativa e le continue pressioni da parte dell&#8217;UE e degli Stati Uniti.</span></p>
<p><span lang="it-IT">Il reclutamento dei lavoratori nel settore della pesca tailandese rimane in gran parte disciplinato da processi di reclutamento informali che spesso sono connessi ad abusi e alla tratta di esseri umani. Molti pescatori vengono venduti ai proprietari di pescherecci (ad un certo prezzo pro capite, il </span><em><span lang="it-IT">ka hua</span></em><span lang="it-IT"><em>,</em> il costo addebitato dai trafficanti e pagato dai rappresentanti dei pescherecci per i pescatori vittime della tratta). Un pescatore trafficato deve in seguito lavorare per ripagare il proprio </span><em><span lang="it-IT">ka hua</span></em><span lang="it-IT"> prima di poter ricevere la retribuzione per il lavoro svolto. A seconda dell’ammontare del </span><em><span lang="it-IT">ka hua</span></em><span lang="it-IT">, un pescatore potrebbe lavorare da uno a otto mesi prima di poter ricevere qualsiasi tipo di retribuzione. </span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11961" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1320" height="770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145-300x175.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145-768x448.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/received_2164568887206145-1024x597.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1320px) 100vw, 1320px" /></a></p>
<p><span lang="it-IT">Secondo quanto riportato da </span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span lang="it-IT"><i>GreenPeace International</i></span></span></span><span style="color: #333333;"><span style="font-family: Georgia, serif;"><span lang="it-IT">, </span></span></span><span lang="it-IT">in relazione al traffico di esseri umani celato dietro l’attività ittica svolta lungo le coste tailandesi, il pesce pescato con queste modalità “può finire nelle filiere delle grandi compagnie tailandesi che producono prodotti ittici per i mercati internazionali. In particolare, potrebbe esserci un elevato rischio che il pesce pescato da tali flotte sia stato utilizzato per produrre surimi o il cibo per animali, venduto poi nei supermercati di tutto il mondo, tra cui anche quelli italiani”.</span></p>
<p><span lang="it-IT">La Tailandia deve dotarsi di nuovi e ulteriori strumenti legali che trattino il lavoro forzato quale reato autonomo e che lo vietino in tutte le sue fattispecie. Il governo tailandese ha dichiarato che sta ora valutando attivamente la possibilità di ratificare il Protocollo ILO del 2014 relativo alla Convenzione sul lavoro forzato, che obbligherebbe la Tailandia a sviluppare pratiche volte a combattere il fenomeno del lavoro forzato. </span>Inoltre, alla Tailandia sarebbe richiesto di sviluppare un piano d’azione nazionale per adottare<span style="font-family: Georgia, serif;"> “</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><i>effective measures to prevent and eliminate its use, to provide to victims protection and access to appropriate and effective remedies, such as compensation, and to sanction the perpetrators of forced or compulsory labour”.</i></span></p>
<p>Il protocollo sollecita inoltre la Tailandia a<span style="font-family: Georgia, serif;"> “</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><i>take effective measures for the identification, release, protection, recovery and rehabilitation of all victims of forced or compulsory labour</i></span><span style="font-family: Georgia, serif;">” </span>e aintraprendere <span style="font-family: Georgia, serif;">“</span><span style="font-family: Georgia, serif;"><i>efforts to ensure that … coverage and enforcement of legislation relevant to the prevention of forced or compulsory labour, including labour law as appropriate, apply to all workers and all sectors of the economy</i></span><span style="font-family: Georgia, serif;">”. </span></p>
<p lang="it-IT">Luisa Ragher, vicepresidente della delegazione dell’Unione europea in Tailandia, ha affermato che l’Unione Europea si impegna a lavorare a fianco del governo tailandese per affrontare le violazioni e gli abusi dei diritti dei lavoratori.</p>
<p lang="it-IT">Ha affermato infatti “il governo tailandese ha dato alta priorità alla risoluzione del problema del traffico di esseri umani e del lavoro forzato nei mari tailandesi. Ci sono ancora carenze, ma sono stati compiuti progressi e siamo fiduciosi del loro impegno per migliorare le cose. Stiamo lavorando intensamente all’apertura di una più ampia discussione sui diritti dei lavoratori”.</p>
<p lang="it-IT">Tante tuttavia sono le iniziative provenienti dal settore privato che possono essere condotte nel tentativo di ostacolare il fenomeno della tratta di esseri umani nei mari tailandesi, quali, fra le altre, supportare proposte internazionali intese ad aumentare la trasparenza e la tracciabilità nelle catene di approvvigionamento di prodotti ittici e l’impegno da parte di importatori e rivenditori di prodotti di pesca tailandesi nel dimostrare che le proprie catene di approvvigionamento sono esenti dalle pratiche del traffico di esseri umani e da altre violazioni di diritti umani.</p>
<p lang="it-IT">Inoltre anche i consumatori rivestono un ruolo importante nella riduzione del fenomeno della tratta degli esseri umani e del lavoro forzato, ad esempio tentando sempre di assicurarsi che tutti i prodotti ittici acquistati siano stati ottenuti attraverso l’utilizzo di pratiche sostenibili e senza l’impiego di manodopera trafficata o abusata.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/22/imprese-e-diritti-umani-bloody-fish/">&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Bloody fish</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/22/imprese-e-diritti-umani-bloody-fish/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La donna elettrica: una donna contro il sistema</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/19/la-donna-elettrica-una-donna-contro-il-sistema/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/19/la-donna-elettrica-una-donna-contro-il-sistema/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Jan 2019 09:02:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[adozione]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[Finlandia]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[generazioni]]></category>
		<category><![CDATA[La donna elettrica]]></category>
		<category><![CDATA[lotta]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[multinazionali]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[paesaggio]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[recensione]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[spettatori]]></category>
		<category><![CDATA[terra]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11952</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Islanda, oggi. Sembra di essere in un altro tempo, in un&#8217;altra dimensione: pianure estese, cieli aperti, Natura incontaminata, o quasi. A riportarci alla realtà è Halla, una signora di mezza età&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/19/la-donna-elettrica-una-donna-contro-il-sistema/">La donna elettrica: una donna contro il sistema</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11953" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="1829" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina-768x1097.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/la-donna-elettrica-locandina-717x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 717w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Islanda, oggi. Sembra di essere in un altro tempo, in un&#8217;altra dimensione: pianure estese, cieli aperti, Natura incontaminata, o quasi. A riportarci alla realtà è Halla, una signora di mezza età dalla doppia vita: è una serena e pacata insegnate del coro della comunità, ma anche una tenace e battagliera attivista, impegnata a combattere l&#8217;industria di alluminio che sta cercando di affermarsi sul territorio in cui lei è nata e cresciuta.</p>
<p>Halla è la protagonista del nuovo film di Benedikt Erlingsson, il cui titolo originale è <i>Woman at war</i>, molto più significativo della pessima traduzione italiana <i>La donna elettrica</i>. E&#8217; una vera e propria guerra quella che Halla &#8211; aiutata da un amico che si fa passare per suo cugino e da un timido funzionario del Ministero – mette in atto per salvaguardare la sua Terra dall&#8217;arrogante invasione delle multimazionali. “Sua” perchè Halla vive in maniera simbiotica con la Natura che la circonda: riesce a rannicchiarsi tra le rocce, incede spavalda nel fango, si nasconde sotto la pelle di pecora, si sporca. Il suo alter ego è la sorella gemella, Asa, che ha deciso, invece, di purificare prima se stessa con la meditazione e vorrebbe recarsi in India per vivere in un hashram. Mentre, un giorno qualsiasi, la tv proietta immagini disturbanti relative ai disastri ambientali, Halla riceve una telefonata ormai inaspettata: dopo quattro anni è stata accettata la sua richiesta di adozione. Una bambina (di nuovo torna la figura femminile) la sta aspettando.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/La-donna-elettrica-recensione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11954" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/La-donna-elettrica-recensione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="867" height="578" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/La-donna-elettrica-recensione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 867w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/La-donna-elettrica-recensione-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/La-donna-elettrica-recensione-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 867px) 100vw, 867px" /></a></p>
<p>Come uno degli alberi che punteggiano il paesaggio, Halla ha le radici affondate nella tradizione e lo sguardo puntato verso il Futuro che vorrebbe tutelare per poterlo dare in dote alle generazioni che verranno. La sua è una lotta pericolosa, rischia la libertà e la propria incolumità fisica, ma nulla teme, questa donna che ricorda tanto Don Chisciotte. Nella comunità in cui si muove, pochissimi conoscono la vera identità della boicottatrice della linea elettrica e anche la sorella non sarebbe in grado di accettare la sua attività. Ma il Destino è più potente degli esseri umani e riserva sempre qualche sorpresa che ci costringe a rivedere le nostre priorità. La sceneggiatura,a questo punto, presenta un altro, intelligentissimo colpo di scena che, ovviamente, non sveliamo.</p>
<p>Interessante e originale anche la scelta di inserire in maniera diegetica la colonna sonora, suonata da un gruppetto di musicisti che interviene sullo schermo a esprimere le emozioni provate, di volta in volta, dalla protagonista, con un risultato che fa pensare a una costruzione teatrale delle inquadrature. Compaiono, inoltre, tre donne, con abiti tradizionali (anch&#8217;essi con un significato ben preciso che lasciamo agli spettatori decifrare) come le moire e come il coro della tragedia greca che, con distacco, osserva e commenta le vicende di questa umanità, così forte e così fragile.</p>
<p>Raffinata, quindi, questa pellicola che, con humor tutto nordeuropeo, identifica la donna in Madre Natura: dolce vichinga, Halla, è capace di rischiare per il Bene comune e in grado di ridimensionarsi perchè ha capito che salvare anche solo una vita, vuol dire salvarle tutte.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/19/la-donna-elettrica-una-donna-contro-il-sistema/">La donna elettrica: una donna contro il sistema</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/19/la-donna-elettrica-una-donna-contro-il-sistema/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le donne dell&#8217;Ucraina. Intervista a Giulia Corsalini</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/15/le-donne-dellucraina-intervista-a-giulia-corsalini/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/15/le-donne-dellucraina-intervista-a-giulia-corsalini/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jan 2019 07:39:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Donne]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Letteratura e Saggi]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Società]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[autrice]]></category>
		<category><![CDATA[badanti]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[est]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[felicità]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[futuro]]></category>
		<category><![CDATA[genitori]]></category>
		<category><![CDATA[Giulia Corsalini]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ingiustizie]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[Kiev]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[lettura]]></category>
		<category><![CDATA[libro]]></category>
		<category><![CDATA[mariti]]></category>
		<category><![CDATA[narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[origine]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[romanzo]]></category>
		<category><![CDATA[russa]]></category>
		<category><![CDATA[Russia]]></category>
		<category><![CDATA[scrittrice]]></category>
		<category><![CDATA[solitudine]]></category>
		<category><![CDATA[studio]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11939</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo La lettrice di Cechov, edito da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/15/le-donne-dellucraina-intervista-a-giulia-corsalini/">Le donne dell&#8217;Ucraina. Intervista a Giulia Corsalini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha avuto il piacere di intervistare Giulia Corsalini, docente e autrice di critica letteraria, qui al suo esordio nella narrativa con il romanzo <em>La lettrice di Cechov, </em>edito da Nottetempo.</p>
<p>Ringraziamo molto Giulia Corsalini per la sua disponibilità</p>
<p>Intervista a cura di Alessandra Montesanto</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11940" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="282" height="407" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 282w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/9788874527274_0_0_407_751-208x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 208w" sizes="(max-width: 282px) 100vw, 282px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Perché ha deciso di raccontare questa storia?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa storia è nata diversi anni fa. A quel tempo scrivevo soprattutto racconti. In Università , nell&#8217;Istituto di Italianistica in cui lavoravo, si parlava di una giovane donna ucraina, una badante, che, frequentando la biblioteca di Slavistica nelle ore libere, si era fatta apprezzare come studiosa e aveva ottenuto un contratto di docenza. La biblioteca di Russo non era nello stesso piano del nostro Istituto e questa collega forse la incrociavo per le scale ma non l&#8217;ho mai conosciuta, né ho saputo in seguito più nulla di lei. La notizia è passata così; poi, ad un certo punto, non so come, è diventata il nucleo di un racconto. Su questa storia sono tornata e ritornata, finché ne è nato un romanzo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come si è documentata per tratteggiare il personaggio di Nina, simbolo di tutte le donne (in particolare dell&#8217;Est Europa), costrette a lasciare i figli e i mariti nella terra d&#8217;origine per venire in Italia a svolgere professioni poco appaganti?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Negli ultimi anni ho conosciuto diverse donne ucraine e di alcune sono diventata amica; così so molto delle loro vite, del loro lavoro e delle famiglie lontane. La distanza dei figli naturalmente è l&#8217;aspetto più difficile e doloroso della loro esperienza e quello che, come madre, faccio più fatica a comprendere. Per le donne che vengono dalle terre dell&#8217;est dell&#8217;Ucraina, terre devastate da un conflitto terribile e poco noto, la lontananza è ancora più drammatica. Per un certo periodo, una di loro, mentre parlava con il figlio al telefono, sentiva il boato dei bombardamenti su Donetsk (questo figlio, che si è laureato mentre lei era in Italia e vive solo, è il suo unico affetto e per tre anni la guerra le ha reso impossibile raggiungerlo). Ma è un&#8217;altra storia.</p>
<p>Ho letto dei libri, romanzi e saggi sull&#8217;argomento e poi ho fatto un viaggio a Kiev; ho visitato questa città storica, attraversata dal Dnepr, molto bella; ho partecipato ai riti ortodossi; ho mangiato i piatti tipici; ho preso l&#8217;aereo nel piccolo aeroporto vicino alla città, dal quale partono le badanti più fortunate, che riescono ad evitare il viaggio di due giornate in pulmini male in arnese e ad acquistare un volo low-cost; eravamo insieme, lì al gate, in un&#8217;alba freddissima.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta l&#8217;Ucraina era considerata “Russia”. Vuole spiegarci qual è il legame tra la storia di Nina e la Letteratura russa (Čechov, in particolare) e italiana?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina è una donna colta, una studiosa di Letteratura russa. In particolare ha una passione per Čechov e questa passione, che in un primo tempo rappresenta soprattutto un conforto per la sua solitudine, diviene motore della vicenda.</p>
<p>E&#8217; per studiare Čechov che Nina inizia a frequentare la biblioteca di Slavistica dell&#8217;Università della cittadina in cui lavora come badante ed è lì che trova una controversa possibilità di riscatto.</p>
<p>I racconti dello scrittore e drammaturgo russo diventano oggetto di analisi e materia di insegnamento per Nina. Allo stesso tempo quella scrittura è aspirazione della voce narrante, che insegue la stessa qualità di naturalezza nella narrazione della propria vita e tenta di rimodulare l&#8217;arco melodico della pagina čechoviana; una musicalità malinconica e interiore, attraverso la quale il pathos della disillusione e il senso dell&#8217;inadempienza dei destini si fondono alla persistenza del sogno.</p>
<p>La Letteratura italiana resta sullo sfondo; Nina cerca di capire in che modo Čechov abbia influenzato gli scrittori italiani, ma non espone che in linea generale i risultati del suo lavoro; arriva a dire che per il narratore italiano la scrittura di Čechov rappresenta un&#8217;aspirazione più che un modello; dietro la ricerca di un&#8217;arte non formale e libera da intenzionalità secondarie &#8211; abbellimenti stilistici, sperimentazione, ammaestramenti di ogni tipo &#8211;  c&#8217;è spesso la lezione čechoviana.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il suo romanzo affronta il tema della solitudine, ma non appartiene solo a Nina&#8230;Tutti i personaggi ne soffrono. Credo anche che, per la struttura e la scrittura, il  testo si potrebbe trasporre in una pièce. Cosa pensa di queste considerazioni?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ognuno dei personaggi vive una sua forma di solitudine, che per tutti è comunque principalmente senso della perdita degli esseri amati, con i quali si sono condivisi giorni e consuetudini, e fedeltà tenace a ciò che quei legami hanno rappresentato. Nina è sola soprattutto perché non può più comunicare con la figlia Kàtja, la figlia lo è perché non riesce a giustificare la madre; e Giulio De Felice, il professore di Letteratura russa, è solo perché, anche lui, non sa perdonare la moglie, che non ha mai smesso di amare. Ci sono stati dei motivi di incomprensione, delle fratture che sono diventate insanabili, ci sono stati il dolore e la morte, e il passato è ormai per ognuno il tempo di una felicità compromessa e irrecuperabile, a cui tuttavia non si vuole rinunciare.</p>
<p>Il romanzo ha scene, dialoghi, atmosfere, descrizioni di interni che penso si prestino alla trasformazione del testo in una pièce drammatica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Qual è il Futuro sognato da Nina e quale, invece, quello realizzabile?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Nina, che è appunto un&#8217;appassionata lettrice di Čechov, avverte il carattere illusorio e velleitario delle proprie aspirazioni per il futuro nel momento stesso in cui si concede il diritto di nutrirle; allo stesso tempo non rinuncia ad avere delle aspettative di bene che riguardano la figlia, sé, gli altri; aspettative per un verso indefinite, come se il bene fosse difficile da formulare, per l&#8217;altro poggiate su alcuni gesti concreti e avvertimenti vivi: mettere insieme dei risparmi per aiutare Kàtja, scrivere un saggio che la accrediti tra gli studiosi, assumersi una responsabilità di tipo umanitario, provare sdegno per le ingiustizie. Malgrado tutto, Nina ha una predisposizione alla fiducia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/01/15/le-donne-dellucraina-intervista-a-giulia-corsalini/">Le donne dell&#8217;Ucraina. Intervista a Giulia Corsalini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/01/15/le-donne-dellucraina-intervista-a-giulia-corsalini/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
