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	<title>persiani Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Incontro con Shirin Ebadi</title>
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		<pubDate>Wed, 18 May 2016 05:28:21 +0000</pubDate>
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<p>Lo scorso 16 maggio, presso la Fondazione Corriere della sera, si è tenuto un incontro con Shirin Ebadi, Premio Nobel e prima donna giudice in Iran.</p>
<p>L&#8217;<i>Associazione per i Diritti umani</i> riporta alcuni stralci della serata e delle parole della Sig.ra Ebadi, autrice del libro intitolato <span style="color: #000000;"><i>Finché non saremo liberi. Iran. La mia lotta per i diritti umani</i></span><span style="color: #000000;"> edito da Bompiani. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>All&#8217;età di 63 anni ho perso tutto: in meno di un mese, il regime mi ha tolto il marito, il lavoro e le mie Ong. Ho riflettuto per una settimana alla fine della quale mi sono detta: “Sei libera, ricomincia a lavorare” e così ha fatto e ha scritto il libro per far conoscere la propria vita e, tramite questa, far conoscere la situazione politica e sociale dell&#8217;Iran di oggi. Ha perso il marito perchè il governo ha reso noto il suo tradimento andando, così, a minare un legame fortissimo, che durava da 37 anni e che ha portato alla mascita delle due figlie dell&#8217;avv. Ebadi. Ma per il Premio Nobel per la pace il tradimento del marito non è un tabù. Il vero tabù consiste nel nascondere o negare la verità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti dei suoi colleghi che lavoravano presso il centro per i Diritti umani sono ancora in carcere; anche la Sig.ra Ebadi ha vissuto in prigione per tre settimane, in isolamento. Cosa vuol dire? Vuol dire vivere in uno spazio di 1 metro emezzo per 2/3 metri; al pavimento una moquet sporca, pochissima luce; senza finestre che danno verso l&#8217;esterno. Vuol dire vivere senza contatti con il mondo esterno, senza tv, radio, colloqui con i parenti; vuol dire essere privati di orologi, occhiali, telefono. Gli psicologi la chiamano la “tortura bianca”.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-317.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5964" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5964 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-317.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (317)" width="332" height="199" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-317.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 837w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-317-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/05/untitled-317-768x461.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 332px) 100vw, 332px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una volta superato il periodo di isolamento, la pratica passa in tribunale e il detenuto può essere trasferito in una cella un po&#8217; più grande con altre persone.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Cosa prevedere per il futuro. Bisogna vedere, innanzitutto, se i riformisti arriveranno davvero al Potere. Khatami è stato Presidente per due mandati di seguito, quindi per otto anni, ma i suoi progetti – in campo legislativo ed esecutivo – non sono stati realizzati perchè nella Costituzione iraniana tutti i poteri sono concentrati nelle mani del Leader supremo e oggi è ancora così. La mia speranza, ha affermato Shirin Ebadi, è nella società civile perchè è molto attiva: i nostri giovani sono istruiti, sensibili alle questioni politiche e protestano. Inoltre, sono molto attivi anche i gruppi di femministe, anche se molte di loro sono in carcere, come Narges Mohammadi, in prigione da più di un anno, che ha creato una campagna di sostegno per le madri in carcere affinchè abbiano accesso al telefono, ogni giorno per qualche minuto, per poter parlare con i propri figli.Neanche il carcere ha potuto zittire le donne iraniane.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E&#8217; molto forte anche il movimento operaio: il governo non permette di avere un sindacato, ma i lavoratori protestano di continuo e avranno un ruolo sempe più importante per la democrazia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tra Iran e Occidente il sentiero da percorrere è quello del reciproco rispetto: l&#8217;Italia, per rispetto nei confronti delle autorità iraniane, ha coperto le statue, ma l&#8217;Iran non ha rispettato allo stesso modo le donne (giornaliste) italiane e le ha costrette ad indossare il velo. Poi, però, Verasce ha aperto una filiale a Teheran&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il regime iraniano – attraverso la milizia – ha attaccato la mia Ong, arrestato i miei colleghi, ma il nostro lavoro non è finito in Iran: lavoriamo clandestinamente ed è per questo che mi minacciano di continuo, ci ha detto l&#8217;avv. Ebadi: io e mia figlia, ha continuato, torneremo in Iran quando potremo svolgere la nostra professione di avvocati e potremo difendere i nostri assistiti come i Ba&#8217;hai o gli studenti che protestano. Nel frattempo, viaggio e parlo e divento megafono per il mio popolo, utilizzando la mia libertà di espressione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La Sig.ra Ebadi dice di vedere in maniera positiva l&#8217;accordo sul nucleare perchè ha diminuito le sanzioni e sollevato la situazione economica della popolazione, ma manca ancora l&#8217;investimento estero. Gli investitori esteri non ci sono perchè l&#8217;Iran non ha una situazione politica stabile e perchè non sono stati ancora risolti i problemi con gli USA. Gli iraniani devono uscire dall&#8217;isolamento, anche se non è facile perchè il Potere è in mano ad una minornaza che non permette il progresso della società civile che, secondo il Premio Nobel, riuscirà a vincere perchè ci sono problemi interni allo stesso regime, tra le due autorità principali e queste divergenze nascono proprio dalle pressioni del popolo.</p>
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		<title>Elezioni in Iran: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Mar 2016 05:35:13 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha rivolto alcune domande alla giornalista Laura Silvia Battaglia sulle recenti elezioni in Iran. Ringraziamo molto Laura S. Battaglia. Qual è il ruolo dell&#8217;Iran nell&#8217;area mesopotamica? Il ruolo&#46;&#46;&#46;</p>
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<colgroup>
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<tbody>
<tr>
<td width="643">
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5390" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5390" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-34.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (34)" width="300" height="200" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;Associazione per i Diritti umani ha rivolto alcune domande alla giornalista Laura Silvia Battaglia sulle recenti elezioni in Iran.</p>
<p style="text-align: left;">Ringraziamo molto Laura S. Battaglia.</p>
</div>
<div id=":1gt" dir="LTR">
<div id=":1gv" dir="LTR">
<div id=":1gu" dir="LTR">
<p style="text-align: left;">Qual è il ruolo dell&#8217;Iran nell&#8217;area mesopotamica?</p>
<p style="text-align: left;">Il ruolo dell&#8217;Iran è assolutamente centrale e sempre di maggior peso, a mano a mano che il conflitto siriano vede una sempre maggiore e concreta ingerenza russa sul territorio, al fine di stabilirne un controllo. Non è un segreto per nessuno, infatti, che l&#8217;Iran,sostenendo gli alawiti e dunque il regime di Bashar al Assad abbia la necessità sia di fare quadrato con il vicino libanese (chiaramente con Hezbollah) che di estendere una supremazia regionale nel Mashreq, saldando il suo controllo della Siria con il controllo già ampiamente decretato in Iraq. Per riuscire pienamente in questo proposito non può fare altro che fornire un suo supporto militare (con le brigate Al-Quds e altre formazioni militari e para-militari sia al governo Assad che a quello di al-Abadi in Iraq per sconfiggere sia l&#8217;ormai abbastanza stabile Stato Islamico che altri gruppi combattenti di ispirazione qaedista in Siria (al-Nusra), sia movimenti di resistenza civile armatisi successivamente (Free Syrian Army), tutti comunque di ispirazione sunnita e afferenti all&#8217;asse politico Ankara-Ryad. La relazione sempre più stretta e congiunta con la Russia in ambito militare ha come effetto sia la volontà di opporsi all&#8217;asse citato, impegnandosi seppur non direttamente nella guerra in Yemen, sia quella di dimostrare ai Paesi della Lega araba che l&#8217;Iran può diventare la prima potenza regionale mantenendo mediamente saldi alcuni principi formali della sua politica estera molto cari alle popolazioni del Medio Oriente: l&#8217;odio verso Israele e l&#8217;odio verso l&#8217;America. Il nuovo spostamento in politica estera verso i Paesi europei e gli Stati Uniti, s&#8217;ha da vedere sostanzialmente come un ragionamento di opportunità in funzione della crescita economica del Paese e del suo peso politico nell&#8217;area; a livello internazionale ha la funzione di favorire un rafforzamento e una espansione come mai finora era stato concesso all&#8217;Iran a causa delle pesantissime sanzioni.</p>
<p style="text-align: left;">Quali saranno i cambiamenti possibili in termini di diritti civili?</p>
<p style="text-align: left;">Per il momento, gli iraniani hanno votato una linea politica che promette maggiore benessere, fine delle sanzioni, stabilità economica e ricchezza. Se quel che si promette è reale, ci sarà più denaro da spendere e più circolazione di merci e persone da e per l&#8217;estero, il che farà solo bene a una popolazione con una buona classe media, molto aperta a forme di metissage secolare e di ottima cultura generale, ai giovani e alle donne già scolarizzati, con posizioni di rilievo nella società locale. Certamente ci si potrà aspettare una pressione per la risoluzione di casi di ex oppositori politici oggi agli arresti (avvocati o attivisti della ex Onda Verde) e che potrebbero avere un iter giudiziario con una conclusione positiva dei processi a loro carico.</p>
<p style="text-align: left;">Cosa potranno aspettarsi le donne a seguito delle elezioni?</p>
<p style="text-align: left;">Se i riformisti riusciranno a dare seguito al programma elettorale ci si potrà aspettare maggiore apertura a candidature femminili in politica con (probabilmente) un maggiore freedom of speech sugli organi di stampa dei riformisti stessi. Ma ci si ricordi sempre che i riformisti hanno un fronte interno di oppositori molto agguerrito e che la Repubblica Islamica ha un unico vero garante che è l&#8217;ayatollah (attualmente Khamenei). Inoltre, che non si possono forzare i principi della giurisprudenza jafari che guidano le leggi e la società. Quindi, non ci aspettino né leggi sulla non obbligatorietà del velo, né riforme in giurisprudenza, dove la testimonianza di una donna in tribunale vale ancora la metà di quella di un bambino.</p>
<p style="text-align: left;">Quali sono le relazioni diplomatiche tra Iran e Italia e quali le loro conseguenze?</p>
<p style="text-align: left;">Relazioni ottime da moltissimi anni, diciamo pure da prima del 1979 e già da prima dell&#8217;imposizione dello scià Reza Pahlavi al governo dell&#8217;Iran dopo la rivoluzione abortita di Mossadeh. Non dobbiamo infatti dimenticare cosa c&#8217;era nella mente di Enrico Mattei, rispetto agli accordi da stringere con questo Paese in termini di mercato degli idrocarburi. Le conseguenze sono già investimenti da milioni di euro e di grande vantaggio che coinvolgono più di 300 aziende italiane in vari settori: idrocarburi, infrastrutture, automotive, siderurgico, manifatturiero, bancario, commerciale. Inoltre, al punto di vista strettamente culturale, l&#8217;Italia non ha mai abbandonato i rapporti con l&#8217;Iran, attraverso una buona politica di promozione, studio e conservazione dei siti archeologici e di tutto quel patrimonio culturale persiano di immenso valore storico.</p>
</div>
</div>
</div>
</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Moshen Tasha Wahidi: un giovane artista afghano espone a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2016 12:23:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“MOHSEN TAASHA WAHIDI: BEYOND THE CURTAIN” mostra personale a cura di Marco Menenguzzo   &#160; © Mohsen Taasha Wahidi, The Red Curtain, 2010, matite colorate su carta, 22,5x34cm. Courtesy Theca Gallery. Theca Gallery inaugura&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">“<span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">MOHSEN TAASHA WAHIDI: BEYOND THE CURTAIN”</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span lang="it-IT">mostra personale a cura di Marco Menenguzzo</span></span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff0000;"><span lang="it-IT"> </span></span></span></span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/rev1558041.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5045" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5045" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/01/rev1558041.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="rev155804(1)" width="180" height="264" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #1a1a1a;">© Mohsen Taasha Wahidi, The Red Curtain, 2010, matite colorate su carta, 22,5x34cm. Courtesy Theca Gallery.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="de-DE"><b>Theca Gallery </b></span><span lang="de-DE">inaugura la </span><span lang="de-DE"><b>stagione espositiva 2016</b></span><span lang="de-DE"> con la mostra </span><span lang="de-DE"><b>personale</b></span><span lang="de-DE"> dell’</span><span lang="de-DE"><b>artista afgano “</b></span><span lang="de-DE"><i>Mohsen Taasha Wahidi: beyond the curtain“</i></span><span lang="de-DE">, </span><span lang="de-DE"><b>a cura</b></span><span lang="de-DE"> di </span><span lang="de-DE"><b>Marco Meneguzzo</b></span><span lang="de-DE">. L’artista rappresentato da Theca Gallery è stato esposto nel 2015 al </span><span lang="de-DE"><b>Padiglione Nazionale dell’Iran</b></span><span lang="de-DE"> alla </span><span lang="de-DE"><b>56° Biennale d’arte di Venezia</b></span><span lang="de-DE"> nella mostra curata da Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia </span>“<span lang="de-DE"><i>The Great Game</i></span>”<span lang="de-DE">. A Venezia sono state esposte tre opere dell’artista appartenenti a tre differenti cicli di lavori: </span>“<i>The Red Curtain</i>” (2010) e “<i>In the Seventh Sky</i>” (2012) entrambi precedentemente esposti a dOCUMENTA(13) nell’edizione diretta <span style="color: #00000a;">da Carolyn Christov Bakargiev,</span> unitamente a “<i>Untitled Miniature / Kala Minar</i>” (2013) opera presentata nella mostra americana “<i>Art Amongst War: Visual Culture in Afghanistan</i>” a cura di Deborah Hutton, presso il Sarnoff College Museum of Arts, in New Jersey nel 2014. L’artista oltre ad aver partecipato all’edizione di Kassel di dOCUMENTA(13) è stato esposto nello stesso annno anche nella sede distaccata di Kabul di dOCUMENTA(13) a cura di Andrea Viliani e Aman Mojadidi. L’opera di Mohsen Taasha Wahidi è caratterizzata da un forte radicamento alla cultura millenaria della sua terra (la Persia), temi da cui parte per sviluppare una riflessione critica sulla situazione sociopolitica dei luoghi in cui vive (Afghanistan e Pakistan). L’artista è stato parte del gruppo di artisti “Roschd” (“<i>Il fiorire</i>”), movimento che ha poi lasciato fondando il gruppo di artista Hazara “<i><b>Bad Artists</b></i>”, in seguito chiamati “<i>Taasha Artists</i>” (“Artisti Nascosti”), appellativo assunto poi dall’artista stesso nel suo nome d’arte. I suoi lavori raccontano una storia ferita, ritratta di volta in volta nella fusione di sagome umane senza volto, versi coranici e grida spezzate. Nelle sue opere Mohsen Taasha Wahidi unisce la sapienza della parola scritta, che usa spesso come sfondo oppure disegnando e dipingendo direttamente su pagine di Corano, all’uso simbolico del colore (rosso) e di dettagli iconografici ripresi sia dalla tradizione compositiva e grafica mediorientale.</span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">La mostra che Theca Gallery ha organizzato a Milano “<span lang="de-DE"><b>Mohsen Taasha Wahidi: beyond the curtain</b></span><span lang="de-DE">“ presenta alcuni dei lavori più significativi dell’artista realizzati tra il 2010 e il 2015. In mostra è possibile vedere le tre opere provenieti dalla 56° Biennale di Venezia, alcune opere provenienti da dOCUMENTA(13), il ciclo delle Miniature presentato in USA e infine l’ultima serie di lavori prodotti dall’artista in Pakistan nel 2015 appositamente per la mostra milanese. Concluderà il percorso espositivo l’opera che era stata voluta dal gallerista per la prima mostra personale a Lugano dell’artista (2013) </span>“<i>MAIN d13 | one KaBuL (&#8230;) two TESsin [THE RIVERS]</i>”<i>, </i>a suggello di quel ponte fecondo tra Afghanistan e Italia che Alighiero Boetti aveva con il Paese di origine di Mohsen Taasha Wahidi. L’opera “<span style="color: #1a1a1a;"><i>AIIEOOEI LGHRBTT [portrait]” </i></span><span style="color: #1a1a1a;">per motivi di censura a cui l’artista è sottoposto non arrivò mai in tempo per la mostra in Svizzera e sarà mostrata quindi per la prima volta a Milano.</span></span></span></span></p>
<p><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff2c21;">L’esposizione è visitabile dal martedì al venerdì con orario 14-20 e il sabato dalle ore 14 alle 19, il mattino su appuntamento.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT" align="JUSTIFY"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Mohsen Taasha Wahidi</b></span></span></p>
<p lang="en-US" align="JUSTIFY"><span style="color: #1c1c1c;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="it-IT">Nato a Kabul nel 1991 è uno dei giovani artisti più interessanti nel panorama delle arti visive afghane. Scoperto a livello internazionale nel 2012 in occasione della sua partecipazione a dOCUMENTA(13) a Kassel, curata da Carolyn Christov-Bakargiev e a dOCUMENTA(13) a Kabul, curata da Andrea Viliani e Aman Mojadidi. L’opera di Moshen Taasha è prevalentemente pittorica ecaratterizzata da un forte radicamento nella cultura millenaria della sua terra (la Persia), temi da cui parte per sviluppare una riflessione critica sulla situazione sociopolitica dei luoghi in cui vive (Afghanistan e Pakistan). Di etnia Hazara, minoranza di origini turco-mongoliche e fede sciita, Moshen Taasha Wahidi si appassiona al disegno da giovanissimo e coltiva le sue doti nell’Institute of Fine Arts di Kabul e nell’ambito di workshops sull’arte contemporanea organizzati nella città da artisti internazionali, come Ashkan Sepahwand, Adrian Villar Rojas, Chu e Emeric Lhuisset. Dopo aver fatto parte del gruppo “Roschd” (“Il fiorire”), il giovane lo lascia, a causa di frizioni etniche e politiche e fonda i “Bad Artists”, in seguito chiamati “Taasha Artists” (“Artisti Nascosti”), appellativo assunto poi dall’artista nel suo nome d’arte. Il lavoro di Moshen Taasha (“nascosto”) Wahidi racchiude nella vivacità dei suoi colori e nella finezza dei suoi tratti grafici sprazzi di luce e di ombra, di bellezza e di morte. I fogli leggeri di carta calligrafica su cui disegna e dipinge sono al contempo fragili specchi e potenti critiche alla società. I suoi lavori raccontano una storia ferita, ritratta di volta in volta nella fusione di sagome umane senza volto, versi coranici e grida spezzate. Caratteristica del suo lavoro sono i rossi scarlatti che appaiono violenti nelle sue serie. La morte in Taasha non è più fine tragica provocata da un nemico, ma secondo l’insegnamento del poeta, astronomo e filosofo persiano Jalāl ad- Dīn Muhammad Balkhī – meglio noto in Occidente come Rumi (XIII sec. d.C.) –, la morte è l’inizio di un nuovo percorso dello spirito. Theca Gallery nel 2013 organizza la mostra personale: “MAIN d13 | one KaBuL (&#8230;) two TESsin [THE RIVERS]” e lo stesso anno è esposto in una duplice mostra a Budapest, la prima “Memoriae of a Collection”, allestita da Theca Gallery, la seconda, invece, una mostra internazionale curata da Délia Vèkony sul tema della migrazione: “La Grand Migration” entrambe le mostre sono state ospitate presso l’Art Market Fair della capitale ungherese. Il 2014 è un anno ricco di partecipazioni collettive di Taasha, si ricordano “White Light | White Heat” a Lugano e “Segno e disegno” a cura di Valerio Dehò, direttore del Kunst Museum di Merano oltre alla personale organizzata sempre da Theca Gallery in Lituania, a Vilnius: “I was used to be there. An Unforgettable Stay (I would love to say)”. Di particolare rilievo internazionale è poi la mostra collettiva allestita in USA: “Art Amongst War: Visual Culture in Afghanistan” curata da Deborah Hutton, presso il Sarnoff College of Arts, in New Jersey. La mostra è accompagnata da un catalogo arricchito da saggi critici frutto della ventennale ricerca svolta da Emily Croll e dal suo dipartimento universitario sulle diverse tipologie di arte praticate in Afghanistan tra il 1991 e il 2014. In USA è esposta una parte della serie “Untitled Miniature / Kala Minar”. Quest’ultimo lavoro, insieme a “The Red Curtain” e “In the Seventh Sky” sono le tre opere scelte dai curatori, Marco Meneguzzo e Mazdak Faiznia, per il Padiglione Nazionale dell’Iran alla 56° Biennale d’arte di Venezia, 2015. “The Great Game” è il titolo emblematico dell’esposizione veneziana nella quale saranno esposti insieme a Mohsen Taasha Wahidi altri importanti artisti internazionali provenienti da: Iran, Pakistan, India, Iraq, Azerbaijan e Afghanistan. Tema del padiglione è rappresentare attraverso l’arte contemporanea di quei luoghi la consapevolezza delle problematiche socio-politiche proprie dell’area geografica. L’esposizione rappresenta quindi l’aspetto metaforico delle complessità e delle forze in atto in quell’inesauribile scacchiere di potere. Significative sul tema sono le ultime opere realizzate da Mohsen Taasha Wahidi nel 2014 in Pakistan, serie intitolata “Memorial” e “Untitled”, in cui il fango lascia il posto alla foglio d’oro e restano sempre presenti il rosso e il nero in primo piano, mentre sullo sfondo compaiono archetipi delle geometrie islamiche color ceruleo. “Beyond The Red Curtain” è la mostra personale di Mohsen Taasha Wahidi a cura di Marco Meneguzzo che Theca Gallery ha voluto presentare in apertura della stagione espositiva 2016 a Milano, esposizione che raccoglie i lavori dell’artista esposti internazionalmente, da Kassel a Venezia al New Jersey, accompgnato da un catalogo monografico realizzato per l’occasione.</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><b>DATE della MOSTRA</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff2c21;"><b>21 gennaio – 5 marzo 2016</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><b>INAUGURAZIONE della MOSTRA</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff2c21;"><b>Giovedì 21 gennaio 2016</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #ff2c21;"><b>Ore 19.00</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><b>SEDE DELLA MOSTRA</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Theca Gallery <span style="color: #222222;"><br />
</span>Via Tadino, 22</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">Milano (IT)</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">20124</span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><b>INFO</b></span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="de-DE"><b>Phone |</b></span><span lang="de-DE"> +39 380.68.36.439</span><span style="color: #222222;"><span lang="de-DE"><br />
</span></span><span lang="en-US"><b>Web |</b></span><span lang="en-US"> www.theca-art.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></span></span></p>
<p lang="it-IT"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;"><span lang="en-US"><b>Mail |</b></span></span></span> <span style="color: #1155cc;"><span style="font-family: Helvetica, serif;"><span style="font-size: xx-small;"><span lang="de-DE"><u><a href="mailto:gallery@theca-art.com"><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><span style="font-size: medium;">gallery@theca-art.com</span></span></a></u></span></span></span></span></span></span></p>
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