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	<title>piano Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Le ruspe comunali abbatteranno il campo rom di Castel Romano</title>
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		<pubDate>Fri, 10 Jul 2020 07:45:37 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="540" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14399" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI-768x405.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI-1536x809.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/GIORNI.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p><strong>Tra 2 mesi le ruspe comunali abbatteranno un’area del campo di Castel Romano. Associazione 21 luglio: «Ci si avvicina alla campagna elettorale: 3.300.000 euro già destinati all’inclusione dei residenti del “villaggio” ma evidentemente è più conveniente optare per lo sgombero»</strong></p>



<p><br>Porta la firma di Marco Cardilli, vice capo di Gabinetto della sindaca Virginia Raggi con delega in materia di Sicurezza Urbana e direttore ad interim dell’Ufficio Speciale Rom, Sinti e Caminanti del Comune di Roma il documento notificato lo scorso 3 luglio alle 28 famiglie dell’area F del “villaggio” di Castel Romano. «La S.V. – si legge nella missiva &#8211; <strong>dovrà lasciare il modulo abitativo</strong> chi attualmente occupa da cose e persone <strong>entro e non oltre il 10 settembre 2020</strong>». Per rendere più “accettabile” la decisione, il Comune di Roma offre la possibilità alle famiglie interessate di accedere ai benefici previsti dal “Piano rom” attraverso la sottoscrizione del Patto di Responsabilità Solidale per il quale, come riportato nella missiva, occorre esibire «tutta la documentazione necessaria (permessi di soggiorno, passaporti, carta d’identità, tessera sanitaria, dichiarazione ISEE, certificati iscrizioni scolastiche, stati di famiglie, certificazioni sanitarie)». Documentazione che, secondo il monitoraggio condotto da Associazione 21 luglio, <strong>non risulta essere in possesso delle famiglie</strong> in questione. «E di questa impossibilità oggettiva – secondo Associazione 21 luglio &#8211; il Comune di Roma non può non esserne a conoscenza».</p>



<p>La comunità rom dell’area F<br>Marginalità, abbandono, assenza di acqua e di fognature, cumuli di rifiuti, moduli abitativi degradati. È questo il quadro che emerge nel visitare l’area F dell’insediamento di Castel Romano, abitato da 98 persone originarie di&nbsp;<strong>Vlasenica città martire della guerra civile</strong>&nbsp;che dal 1992 al 1995 ha insanguinato la Bosnia-Erzegovina, di cui circa la metà (42) sono rappresentati da minori e di essi 18 con età compresa tra 0 e i 3 anni. Sull’area le famiglie erano state collocate dopo il violento sgombero del campo di Tor de’ Cenci, avvenuto il 28 settembre 2012. L’appalto per la costruzione dell’area F, dal valore di&nbsp;<strong>1,2 milioni di euro</strong>, era entrato anche nelle carte del processo dell’inchiesta denominata “Mafia Capitale” perché lo stesso riconducibile alle cooperative gestite da&nbsp;<strong>Salvatore Buzzi</strong>.<br>L’area F, insieme all’area K, all’area M e all’area ex Tor Pagnotta, è parte del “villaggio” di Castel Romano, nato nel 2005 nel cuore della Riserva Naturale di Malafede, a 25 km dal centro della città di Roma. Nel censimento effettuato dalla stessa Polizia Locale nel giugno 2019 si rilevava la presenza totale di&nbsp;<strong>542 persone di cui 282 sono rappresentati da minori</strong>.</p>



<p>Il bando per il superamento del “villaggio attrezzato” di Castel Romano<br>Il 7 maggio 2019, il Comune di Roma, con&nbsp;<strong>Deliberazione n.80</strong>&nbsp;ha ravvisato l’opportunità di estendere anche all’insediamento di Castel Romano le misure volte al superamento dei “villaggi” introdotte con la&nbsp;<strong>Deliberazione della Giunta Capitolina n.70</strong>.<br>Il giorno dopo, l’8 maggio 2019 è stata resa pubblica la Determinazione dirigenziale QE/1426 per l’indizione di una gara per “Procedura aperta per l’affidamento dell’appalto relativo al Progetto di inclusione sociale per le persone rom, sinti e caminanti e superamento del villaggio attrezzato di Castel Romano” con l’obiettivo generale «<strong>del raggiungimento dell’autonomia dei soggetti coinvolti</strong>» e con i seguenti obiettivi specifici: «mappatura dei profili sociali dei singoli nuclei, delle risorse e del capitale sociale del campo; strutturazione e implementazione di progetti individualizzati di inclusione lavorativa per l’acquisizione della piena autonomia delle famiglie e dei singoli; sostegno all’abitare; il rimpatrio assistito; gestione dei servizi esclusivamente dedicati alla popolazione residente in età minore; accompagnamento e tutoring attivo con monitoraggio continuo».<br>L’affidamento prevede la durata di 24 mesi&nbsp;<strong>con inizio il 1° dicembre 2019 e la fine il 30 novembre 2021</strong>&nbsp;ed un chiaro cronoprogramma che dovrebbe concludersi nel 2021 con «l’accompagnamento degli ospiti in fase di fuoriuscita». L’importo di spesa è pari a&nbsp;<strong>1.826.260 euro</strong>. Ad essi va aggiunta la somma da erogare in contributi economici diretti in favore dei singoli nuclei familiari pari a&nbsp;<strong>1.500.000 euro.</strong><br>Il bando è stato aggiudicato il 21 gennaio 2020 ad una RTI avente come capofila la cooperativa sociale Astrolabio e, in qualità di mandante, Arci Solidarietà Onlus e la cooperativa sociale Speha Fresia.<br>Per&nbsp;il passaggio dalla baraccopoli all’inclusione abitativa&nbsp;è previsto: il reperimento di abitazioni attraverso il mercato immobiliare privato; il supporto motivazionale e materiale; il reperimento di alloggi attraverso l’associazionismo; i rientri volontari assistiti.<br>Per&nbsp;l’inclusione lavorativa&nbsp;è prevista: l’organizzazione di corsi di formazione finalizzati alla creazione in autonomia di realtà imprenditoriali; la creazione di relazioni fattive con il tessuto produttivo delle aree immediatamente limitrofe all’insediamento; moduli individuali; l’attivazione di tirocini formativi; l’attivazione di interventi economici che possano sostenere l’avvio di piccole realtà imprenditoriali.<br>Per&nbsp;la tutela dei minori&nbsp;presenti nel “villaggio” di Castel Romano è previsto l’utilizzo di un ludobus, di laboratori e doposcuola.</p>



<p>L’abbandono istituzionale e lo sgombero<br>Qualche settimana dopo l’aggiudicazione del bando per il superamento del “villaggio” è iniziato in Italia il lungo l<strong>ockdown</strong>&nbsp;nel corso del quale i residenti dell’insediamento hanno vissuto nel più totale&nbsp;<strong>abbandono istituzionale</strong>, segnato da forte deprivazione alimentare, da carenza idrica e, talvolta, anche elettrica.<br>Poi, alla fine dello stesso, agenti della Polizia Locale si sono presentati presso le famiglie dell’area F per notificare lo sgombero dell’area previsto per il 10 settembre.<br>Secondo Associazione 21 luglio, che dall’inizio del lockdown ha settimanalmente visitato l’insediamento lungo la via Pontina per distribuire “pacchi bebè”, tale notifica appare come&nbsp;<strong>un gravissimo atto segnato da inaudita violenza</strong>&nbsp;che sembra ripercorrere la storia dello sgombero di Camping River, avvenuto due anni fa quando, al termine della vicenda, quasi 300 persone finirono in strada strada sulla quale,&nbsp;<strong>parcellizzati in una miriade di insediamenti informali, molti ancora si trovano.&nbsp;</strong>Per tale ragione l’Associazione&nbsp;<strong>chiede l’immediata sospensione dell’azione di sgombero</strong>&nbsp;non comprendendo&nbsp;<strong>l’arbitraria esclusione&nbsp;<em>de facto</em>&nbsp;delle 28 famiglie</strong>&nbsp;dalle azioni già previste dal bando per il superamento del “villaggio”.</p>



<p>Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio, sottolinea come «per il “villaggio” di Castel Romano il Comune di Roma si è già impegnato per un percorso di due anni volto alla fuoriuscita graduale delle famiglie verso soluzioni abitative adeguate. Per fare ciò si sono destinati 3,3 milioni di euro di denaro pubblico Questa accelerazione verso lo sgombero <strong>potrebbe apparire incomprensibile</strong> e, da parte nostra, come Associazione per la tutela dei diritti umani, faremo il possibile per sostenere le famiglie vittime di questa azione istituzionale carica di violenza. Evidentemente – sostiene Stasolla – <strong>si sta iniziando la campagna elettorale e, come accaduto nel passato, l’accanimento verso che meno conta, a partire da donne e bambini in condizione di emarginazione sociale e povertà estrema, diventa ancora una volta la formula adottata per strappare facile consenso. </strong>Il nostro auspicio è che la battaglia per i diritti delle 28 famiglie non ci veda in condizione di solitudine e per questo ci attendiamo <strong>una chiara e ferma presa di posizione</strong><em> in primis</em> da parte delle organizzazioni coinvolte nel percorso del superamento del “villaggio”».</p>



<p><br>Per informazioni: <a rel="noreferrer noopener" href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=ae11e5f5e5&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">stampa@21luglio.org</a>   A questo link video estratto dal documentario &#8220;COVI-Di Roma&#8221; di Davide Giorni <a rel="noreferrer noopener" href="https://bit.ly/3iwwDmm?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">https://bit.ly/3iwwDmm?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br>Area F Castel Romano &#8211; Foto di Davide Giorni</p>
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		<title>I palestinesi non si comprano in cambio della terra e del loro orgoglio</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jan 2020 08:14:37 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="457" height="305" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13586" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 457w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/2dee59817c82c5c7bc5bfdff04c3c588-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 457px) 100vw, 457px" /><figcaption>epa08173243 US President Donald J. Trump (R) shakes hands with  Prime Minister of Israel Benjamin Netanyahu while unveiling his Middle East peace plan in the East Room of the White House, in Washington, DC, USA, 28 January 2020. US President Donald J. Trump&#8217;s Middle East peace plan is expected to be rejected by Palestinian leaders, having withdrawn from engagement with the White House after Trump recognized Jerusalem as the capital of Israel. The proposal was announced while Netanyahu and his political rival, Benny Gantz, both visit Washington, DC.  EPA/MICHAEL REYNOLDS</figcaption></figure></div>



<p><strong>ll comunicato di Co-mai e U.I Arabi 48 . No alla proposta unilaterale di Trump ,i palestinesi non si comprano in cambio della terra e il loro orgolio* </strong></p>



<p>*Foad Aodi. E&#8217; la giornata del disastro per il mondo palestinese e arabo dopo quella del Nakba*</p>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia(Co-mai) e l&#8217;Unione Internazionale Arabi 48 commentano e non approvano la politica decisionale e unilaterale e offensiva di Trump contro i palestinesi. La delusione e&#8217; enorme viene proprio da una potenza mondiale che deve garantire i diritti umani e la pace nel mondo e fermare i conflitti e le guerre civili ,invece proclama una decisione unilaterale offendendo i palestinesi in cambio della terra e dei loro diritti, sovranità e indipendenza della Palestina  per la quale chiediamo due popoli e due stati con Gerusalemme capitale .Ormai con questa decisione è morto ogni tentativo a favore del dialogo e la pace in terra santa compreso il dialogo inter religioso a rischio così *Dichiara Foad Aodi Fondatore della Co-mai* che si appella a Papa Francesco per sostenere come sempre la pace, diritti umani e la giustizia nel mondo . </p>



<p></p>



<p><strong>La notizia (da ansa.it)</strong></p>



<p>La Lega araba ha condannato il piano illustrato da Donald Trump sul Medio Oriente sostenendo che si tratta di &#8220;una grande violazione dei diritti dei palestinesi&#8221;. In un comunicato il segretario generale della Lega Araba, Ahmed Aboul Gheit, ha sottolineato: &#8220;Studieremo minuziosamente la prospettiva americana e siamo aperti a tutti gli sforzi seri a favore della pace&#8221;. Ha tuttavia aggiunto che da &#8220;una lettura preliminare emerge una consistente violazione dei diritti legittimi dei palestinesi&#8221;.</p>



<p><strong>Botta e risposta sul piano anche nel Question Time alla Camera dei Comuni britannica</strong>. Il leader uscente dell&#8217;opposizione laburista lo ha attaccato apertamente come un inganno: &#8220;Non è un piano di pace&#8221;, ha detto, giudicandolo inaccettabile per qualunque leader palestinese e sfidando il premier conservatore Boris Johnson a dire agli Usa che &#8220;sbagliano&#8221; e che il Regno Unito resta schierato a favore di &#8220;un piano di pace vero, sostenuto a livello internazionale&#8221;.</p>



<p><strong>&#8216;Uno stato ai palestinesi, Gerusalemme capitale d&#8217;Israele&#8217;.&nbsp;</strong>Donald Trump svela il suo piano di pace per il Medio Oriente.&nbsp;<strong>Ma Hamas rifiuta.&nbsp;</strong><br>Il presidente americano propone la soluzione dei due Stati con Gerusalemme est capitale della Palestina. Lo affermano fonti della Casa Bianca riprese da alcuni media Usa mentre il tycoon si appresta a illustrare il piano insieme a Benyamin Netanyahu.&nbsp;<strong>&#8220;La gente in Medio Oriente, soprattutto i giovani, sono pronti per un futuro migliore&#8221;.</strong><br><strong>&#8220;Quello di oggi è un grande passo verso la pace&#8221;:</strong>&nbsp;lo ha affermato Donald Trump annunciando il piano per il Medio Oriente. &#8220;E&#8217; giunto il momento per una svolta storica&#8221;, ha aggiunto.</p>



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<p>Il piano di pace Usa per il Medio Oriente conta 80 pagine ed è &#8220;il più dettagliato&#8221; mai presentato finora: lo ha detto Trump in una conferenza stampa congiunta con il premier israeliano Benyamin Netanyahu.<strong>&nbsp;&#8220;Gerusalemme resta la capitale indivisa di Israele&#8221;.&nbsp;</strong>Trump ha dichiarato che il premier israeliano gli ha detto che il piano di pace Usa per il Medio Oriente è una base per negoziati diretti.<br><br>Il piano di pace Usa per il Medio Oriente prevede investimenti per 50 miliardi di dollari a favore dei palestinesi:&nbsp;<strong>&#8220;Ci sono molti stati pronti ad investire&#8221;</strong>, ha assicurato Trump.&nbsp;&#8220;<strong>Questa potrebbe essere l&#8217;ultima opportunità</strong>&nbsp;per arrivare a una pace in Medio Oriente&#8221;, ha sottolineato il presidente Usa.<br><br>Trump ha annunciato che, se ci sarà l&#8217;accordo tra le parti, gli Usa apriranno un&#8217;ambasciata a Gerusalemme Est, confermando che quest&#8217;ultima potrebbe essere<strong>&nbsp;la capitale del futuro Stato palestinese</strong>.<br>Trump ha affermato di aver inviato una lettera al presidente dell&#8217;Autorità nazionale palestinese Abu Mazen sul piano di pace Usa per il Medio Oriente e ha evocato un<strong>&nbsp;tempo di 4 anni per negoziare</strong>.<br><br><strong>&#8220;Gerusalemme non è in vendita, e i nostri diritti non si barattano&#8221;</strong>. Lo ha detto il presidente palestinese Abu Mazen respingendo il piano di pace annunciato oggi dal presidente Usa Donald Trump.<br><br><strong>Il Piano di Trump &#8220;è aggressivo e provocherà molta ira&#8221;.</strong>&nbsp;Lo ha detto alla Reuters, riferita dai media israeliani, il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri secondo cui la parte del Piano che riguarda Gerusalemme &#8220;non ha senso&#8221;. &#8220;Gerusalemme &#8211; ha proseguito &#8211; sarà sempre una terra per i palestinesi. I palestinesi fronteggeranno questo Piano e Gerusalemme resterà sempre terra palestinese&#8221;.<br><br><strong>Il piano di Trump è &#8220;destinato al fallimento&#8221;.</strong>&nbsp;Così l&#8217;Iran boccia senza appello la proposta del presidente americano per una pace in Medio Oriente tra israeliani e palestinesi. &#8220;Il vergognoso piano americano imposto ai palestinesi è il tradimento del secolo ed è destinato al fallimento&#8221;, afferma il ministero degli Esteri in un comunicato. Sulla stessa linea gli alleati sciiti libanesi di Teheran, Hezbollah, secondo cui il piano Trump è &#8220;un tentativo di eliminare i diritti del popolo palestinese&#8221;.<br><br><strong>Gli Stati Uniti riconosceranno le colonie israeliane nei territori come parte di Israele</strong>. Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu illustrando il piano di pace di Donald Trump in una conferenza stampa a Washington. Secondo il piano, ha aggiunto, i rifugiati palestinesi non avranno diritto al ritorno in Israele. Netanyahu si è detto pronto a negoziare con i palestinesi un &#8220;cammino verso un futuro Stato&#8221;, ma a condizione che questi riconoscano Israele come uno &#8220;Stato ebraico&#8221;.</p>
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		<title>Piano rom della città di Roma. Dal Passato al Presente poco cambia</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jan 2020 09:25:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>PRESENTATO IL RAPPORTO SULL&#8217;IMPATTO GENERATO DAL &#8220;PIANO ROM&#8221; DELLA CITTA&#8217; DI ROMA.ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO: «INTENTI APPREZZABILI CON ESITI FALLIMENTARI»&#160; «Un&#160;Piano rom&#160;contraddittorio e poco trasparente, mai condiviso con la cittadinanza e caratterizzato dal rifiuto a&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong>PRESENTATO IL RAPPORTO SULL&#8217;IMPATTO GENERATO DAL &#8220;PIANO ROM&#8221; DELLA CITTA&#8217; DI ROMA.<br>ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO: «INTENTI APPREZZABILI CON ESITI FALLIMENTARI</strong>»&nbsp;</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="620" height="310" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/rom-zingari-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13565" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/rom-zingari-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/rom-zingari-1-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>«<strong>Un&nbsp;<em>Piano rom&nbsp;</em>contraddittorio e poco trasparente</strong>, mai condiviso con la cittadinanza e caratterizzato dal rifiuto a qualsiasi supporto esterno &#8211; compresa l’adesione a programmi europei -, accompagnato da una narrazione poco aderente alla realtà.&nbsp;<strong>Un&nbsp;<em>Piano&nbsp;</em>le cui azioni hanno avuto un impatto quasi insignificante se rapportate alle ingenti somme di denaro impegnate</strong>», questo l’impietoso giudizio espresso da&nbsp;<strong>Associazione 21 luglio&nbsp;</strong>che oggi nella Sala Stampa della Camera ha presentato un rapporto sul “Piano rom” della città di Roma a 30 mesi dalla sua presentazione.</p>



<p>Grandi attese si erano sollevate nella città di Roma il 31 maggio 2017, dopo che la sindaca Virginia Raggi aveva presentato con grande enfasi in Campidoglio il “Piano rom” della Capitale per il superamento degli insediamenti formali, un documento che l’allora capo politico del Movimento 5 Stelle non aveva esitato a definire «<strong>un capolavoro da applausi</strong>», rappresentando il primo tentativo di una Giunta Capitolina di adoperarsi esplicitamente in un’azione organica di superamento degli insediamenti monoetnici presenti sul territorio.</p>



<p>Dopo due anni e mezzo da quel giorno però, l’Amministrazione Capitolina non ha mai provveduto a rendere pubbliche relazioni di monitoraggio al fine di condividere il reale impatto delle azioni previste dal&nbsp;<em>Piano.&nbsp;</em>«Definire un bilancio – è riportato nella premessa rapporto – risulta arduo. Su questo tema infatti l’azione della Giunta è stata caratterizzata&nbsp;<strong>da scarsa trasparenza</strong>&nbsp;e quando numeri e dati sono stati prodotti gli stessi&nbsp;<strong>non sempre hanno trovato aderenza con la realtà fattuale</strong>».</p>



<p>Per colmare tale deficit, Associazione 21 luglio ha presentato oggi alla stampa il report “<strong>Dove restano le briciole. I propositi del Piano rom e ciò che rimane negli insediamenti della Capitale</strong>”. Si tratta di uno studio lungo e meticoloso, effettuato grazie all’ausilio di atti pubblici, documenti anche inediti, testimonianze raccolte tra operatori del Terzo Settore e all’interno degli insediamenti,&nbsp;<em>in primis&nbsp;</em>quelli direttamente coinvolti dal&nbsp;<em>Piano</em>: Camping River, La Barbuta e Monachina.</p>



<p>Sono anzitutto i numeri a fornire i primi elementi del fallimento delle azioni del&nbsp;<em>Piano<strong>:&nbsp;</strong></em><strong>il “Patto di Responsabilità Solidale”</strong>&nbsp;&#8211; che rappresenta il “vincolo contrattuale” che lega l’Amministrazione ad ogni nucleo che intende partecipare alle azioni inclusive del&nbsp;<em>Piano&nbsp;</em>negli insediamenti di prossimo superamento (La Barbuta e Monachina) &#8211;&nbsp;<strong>è stato sottoscritto solo dal 19% delle famiglie</strong>. Sotto il profilo alloggiativo&nbsp;<strong>non risulta siano stati erogati supporti per il&nbsp;<em>buono casa</em></strong><em>;&nbsp;</em>sul versante lavoro, ad eccezione di tirocini e borse lavoro,&nbsp;<strong>non sono mai partite le&nbsp;<em>start up</em>&nbsp;previste dal&nbsp;<em>Piano</em></strong>; nella progettualità di recupero ambientale&nbsp;<strong>una sola persona</strong>&nbsp;risulta essere stata coinvolta. Drammatici sono i numeri&nbsp;<strong>sul fronte scolastico</strong>&nbsp;dove negli ultimi 3 anni&nbsp;<strong>si è assistito a un decremento dei minori rom iscritti del 56%.</strong></p>



<p>Di contro sono&nbsp;<strong>104 gli sgomberi forzati</strong>&nbsp;registrati dal giorno della presentazione del&nbsp;<em>Piano</em>&nbsp;con un impegno di spesa stimato in&nbsp;<strong>3.300.000 euro</strong>; preoccupa&nbsp;<strong>il “travaso” di circa 800 persone dagli insediamenti formali a quelli informali</strong>&nbsp;che nella Capitale sono saliti a più di 300; rappresenta un allarme la volontà dell’Amministrazione Comunale&nbsp;<strong>di realizzare nuovi “centri di raccolta” per soli rom</strong>&nbsp;riproponendo soluzioni abitative già sperimentate nel passato con evidenti fallimenti.</p>



<p>Davanti a questi numeri Associazione 21 luglio chiede al Campidoglio «<strong>una battuta di arresto</strong>» senza la quale, si legge nel rapporto, «l’attuale Piano, come un treno senza freni, continuerà testardamente a scontrarsi con il muro della realtà. E il campo rom, come in passato, continuerà a restare il luogo della marginalità sociale “<strong>dove restano le briciole</strong>” di promesse non mantenute, finanziamenti mal gestiti, progettualità irrealizzabili».</p>



<p>Nel corso della presentazione Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio ha ribadito: «<strong>Chiediamo alla sindaca di sospendere ogni futura azione e di assumere il maturo coraggio dell’autocritica, in un atteggiamento che ponga al centro gli interessi della città e dei suoi cittadini, dentro e fuori le baraccopoli</strong>. Per questo chiediamo l’istituzione di un <strong>Tavolo cittadino</strong> dove, in un dialogo tra le diverse realtà, si possano rileggere le azioni del Piano, individuare le criticità, definire nuove linee di azione, ricucire rapporti di fiducia. In assenza di ciò, lo affermiamo dal giorno successivo alla sua presentazione, questo <em>Piano </em>continuerà a naufragare e ancora una volta assisteremo, come nel passato, allo sperpero di denaro pubblico accompagnato da violazioni sistematiche dei diritti umani».</p>



<p><strong><a rel="noreferrer noopener" href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=5c68c9b0b7&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">SCARICA VERSIONE INTEGRALE</a></strong><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=7aedc8e91a&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank"><strong>SCARICA VERSIONE DIVULGATIVA</strong></a><br></p>
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		<title>Fake plan: piano di superamento dei campi Rom</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Jun 2017 07:22:41 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Fake Plan</strong>, “Piano Bufala”. E’ questo il termine utilizzato da Associazione 21 luglio nel corso della conferenza stampa organizzata oggi, per entrare nel merito del “Piano di superamento dei campi rom” presentato in Campidoglio il 31 maggio scorso dalla sindaca Virginia Raggi e dall’assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale Laura Baldassarre.</p>
<p>«Il 31 maggio – ha affermato Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio – per la prima volta ci siamo trovati di fronte alla presentazione di un <strong>Fake Plan</strong>, un <strong>“Piano Bufala” </strong>che ha rivelato la preoccupante incapacità di questa Amministrazione di comprendere e risolvere la questione. Nel corso della conferenza stampa organizzata dalle autorità capitoline si sono elencati principi generali di buon senso e date indicazioni di massima in ordine all’abitare delle comunità rom in emergenza abitativa, al processo di scolarizzazione e di inserimento lavorativo senza però che nessuno riuscisse realmente a comprendere obiettivi del “Piano”, azioni, tempi e budget. La cosa sorprendente, poi, è stata che è stato presentato un Piano in assenza dello stesso, <strong>visto che nessuno, né prima né dopo l’evento, ha avuto modo di visionarne il testo</strong>».</p>
<p>L’unico dato concreto espresso dalla sindaca è stato <strong>l’impegno di superare, attraverso l’utilizzo di fondi europei, i due insediamenti La Barbuta e Monachina. </strong>Per farlo – ha spiegato la prima cittadina – verranno impiegati <strong>3,8 milioni di euro</strong> con un tempo previsto per il superamento <strong>non superiore ai 24 mesi</strong>.</p>
<p>E’ su questa azione che <strong>Associazione 21 luglio ha operato nei giorni scorsi un approfondito lavoro di ricerca che ha portato al reperimento del “Piano Operativo di Roma Capitale”</strong>, redatto dalle autorità capitoline nell’aprile 2017, per l’utilizzo dei 37.770.000 euro assegnati dalla Commissione Europea alla Capitale attraverso il PON Metro (Programma Operativo Nazionale “Città Metropolitane 2014 – 2020”). All’interno dell’Asse 3 sono riportate le azioni previste per l’inclusione delle comunità attraverso un’azione denominata <strong>“Tutte le strade portano a Rom” per la quale è previsto, come dichiarato dalla sindaca, un impegno di spesa di 3,8 milioni di euro. </strong></p>
<p>Saranno sufficienti tali risorse per superare entro due anni gli insediamenti di Monachina e La Barbuta come assicurato dalla prima cittadina?</p>
<p>Il progetto ha come punto di partenza un target di riferimento i 505 rom di origine bosniaca e macedone presenti a La Barbuta e i 113 rom di origine prevalentemente bosniaca residenti a Monachina per un totale di 113 nuclei familiari. Quale però il target reale destinatario dell’azione? «Si stima – si legge nel Piano Operativo &#8211; che circa il <strong>10% dei Rom</strong> presenti nei campi deciderà di sottoscrivere il <strong>Patto di Responsabilità Solidale</strong> e di partecipare attivamente ai percorsi di accompagnamento all’occupazione e alla casa». I risultati attesi dall’Azione prevedono infatti il coinvolgimento, entro la fine del progetto, di «60 individui». <strong>Saranno pertanto solo una decina le famiglie rom, ad uscire entro tre anni dai due insediamenti.</strong></p>
<p>Il progetto si articola su 4 azioni: Mappatura delle risorse, Azioni per l’inclusione lavorativa (con attivazione di tirocini formativi e il sostegno economico utile all’avvio di piccole realtà imprenditoriali), <strong>Azioni per l’inclusione abitativa (che si sviluppa in: reperimento di alloggi per quanti già autonomamente possano sostenere le spese; supporto motivazionale e materiale per quanti già capaci di autonomia; reperimento di alloggi attraverso l’Associazionismo per nuclei in condizioni di particolare fragilità)</strong>; Monitoraggio e valutazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8980" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="760" height="461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 760w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/untitled-1035-300x182.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 760px) 100vw, 760px" /></a></p>
<p>Secondo il cronoprogramma fissato, nelle prossime settimane verrà presentato il bando e si procederà all’aggiudicazione del progetto; dal 1° ottobre 2017 si inizieranno le azioni che <strong>termineranno il 30 marzo 2020</strong>. Il cronoprogramma finanziario prevede una spesa di 50.000 euro nel 2018, di 672.000 euro nel 2019, di 1.389.000 euro nel 2020, di 1.689.000 nel 2021.</p>
<p><strong>In sintesi l’azione concreta fissata dal “Piano di superamento dei campi rom” della Capitale prevede <u>entro la Primavera del 2020 la fuoriuscita dall’insediamento di La Barbuta e Monachina di 11 famiglie (circa 60 persone) per una spesa a famiglia pari a 345.454 euro ed una spesa procapite superiore ai 63.000 euro</u></strong>.</p>
<p>Ma non è la sola azione. Il prossimo 30 giugno, infatti, è prevista <strong>la fine della convenzione tra il Comune di Roma e l’ente gestore del Camping River</strong>, dove sono accolte 120 famiglie rom. A seguito degli esiti della Commissione che il 1° giugno 2017 ha giudicato come <strong>inidonea</strong> l’unica offerta presentata all’interno del Bando per il «reperimento di un’area attrezzata bel territorio del Municipio XV o limitrofi» per l’accoglienza delle suddette famiglie, l’Amministrazione Capitolina,<strong> in assenza di qualsiasi programmazione</strong>, sarà chiamata a reperire in un mese una soluzione adeguata alle 550 persone che, altrimenti, si ritroverebbero per strada.</p>
<p>«Approssimazione, incoerenza, dilettantismo. Sono questi – secondo Associazione 21 luglio &#8211; i tratti svelati dal Fake Plan. La sindaca ha sostenuto che è finita con questa Giunta la “mangiatoia di Mafia Capitale”. In realtà, il progetto di superamento di La Barbuta e Monachina potrà riformare l’humus ideale nel quale interessi criminali troveranno spazio per attecchire e radicarsi attorno alla “questione rom”. Con il Fake Plan della Giunta Raggi si è però fatta chiarezza. Nelle prossime settimane riporteremo in Consiglio Comunale la <strong>Delibera di iniziativa popolare del Comitato Accogliamoci per il superamento dei campi</strong> <strong>rom</strong> e i consiglieri capitolini saranno chiamati a decidere tra il Fake Plan della Raggi, che ora conosciamo, e la proposta sottoscritta da 6.000 cittadini romani».</p>
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		<title>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2016 07:52:34 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Roma avvia l’iter per il superamento delle baraccopoli rom. Associazione 21 luglio: «questo è il primo segnale di inversione di rotta registrato nella Capitale. Per la sua credibilità attendiamo l’approvazione della Delibera di Iniziativa Popolare per il “superamento dei campi”»</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6549" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="DSC_0391" width="3872" height="2592" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3872w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-300x201.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-768x514.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/DSC_0391-1024x685.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 3872px) 100vw, 3872px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Con una Memoria di Giunta a firma della sindaca Virginia Raggi, il 18 novembre scorso la Giunta Capitolina ha indicato al Dipartimento Politiche Sociali e della Salute di Roma Capitale l’adozione di un Piano di Lavoro cittadino denominato “Progetto Inclusione Rom”.</p>
<p>Nel testo della Memoria si sottolinea come le linee politiche adottate nel passato in riferimento alle baraccopoli per soli rom abbiano prodotto «il risultato di moltiplicare da un lato insicurezza e conflitti nelle periferie e dall’altro di aumentare il livello di emarginazione delle popolazioni Rom, Caminanti e Sinti, senza garantire alcun processo di inclusione sociale nonostante le ingenti risorse economiche investite nel settore». Il punto nodale, viene affermato, è la questione abitativa che «influisce sulla condizione di vita dei singoli soggetti e della comunità perché incide sulle possibilità di accesso ai servizi, di vita sociale con le altre popolazioni residenti oltre che sulle opportunità di accesso al lavoro e all’istruzione» e per tale ragione, in una prospettiva di approccio interdisciplinare, viene adottato un Workplan “Progetto Inclusione Rom” con indicazione sintetica delle azioni nel periodo gennaio-luglio 2017.</p>
<p>Il Piano di Lavoro prevede, tra le altre cose, il coinvolgimento della Regione Lazio, dell’Ufficio Nazionale Antidiscriminazione Razziale, del Ministero del Lavoro e dell’ANCI, l’avvio di accertamenti patrimoniali, due delibere (la prima per l’istituzione di un Tavolo, la seconda per il superamento degli insediamenti), la preparazione di un bando e Capitolato Europeo, incontri con cittadini rom e non rom, la costruzione di un network di organizzazioni.</p>
<p>Associazione 21 luglio esprime una cauta soddisfazione per il documento prodotto dalla Giunta Capitolina. «Registriamo – sottolinea l’organizzazione – come per la prima volta nella Capitale venga prodotto un cronoprogramma per l’avvio del processo per il superamento delle baraccopoli abitate dai rom. Il segnale è quindi importante e non di poco conto».</p>
<p>Secondo Associazione 21 luglio è fondamentale come la questione abitativa sia stata posta al centro in un quadro dove l’approccio interdisciplinare appare condizione indispensabile per l&#8217;avvio di un lavoro fondato su basi solide.«Auspichiamo – conclude Associazione 21 luglio &#8211; che la Memoria di Giunta rappresenti lo spartiacque con le politiche passate, l’inizio della fine del “sistema campi” che negli anni ha prodotto lesione dei diritti umani, fenomeni corruttivi e assistenzialismo inconcludente. Lo sarà realmente se ad essa seguirà il congelamento dei bandi milionari che nei prossimi mesi potrebbero ridare vita ad un perverso sistema di realizzazione e gestione di nuovi insediamenti. Ma la cartina di tornasole sarà la discussione nell&#8217;Aula dell’Assemblea Capitolina della “Delibera di iniziativa popolare per il superamento dei campi” sottoscritta da 6.000 cittadini romani che avverrà entro gennaio 2017. La sua approvazione, sollecitata dal Comitato “Accogliamoci” di cui Associazione 21 luglio è parte, potrà essere il segnale concreto e definitivo di un&#8217;inversione di rotta da tanti auspicato che potrà consentire alla città di Roma di relegare al passato la vergognosa e tragica stagione delle baraccopoli per soli rom».</p>
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