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	<title>Piazza Tahrir Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>La rivoluzione egiziana non è (solo) un blog di Internet</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Jan 2013 07:20:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“La storia si fa nelle strade, non su Internet” Wahel Ghonim, (creatore della pagina Facebook “Siamo tutti Khaled Said,” nominato da Time, “persona più influente del 2011”) Una delle chiavi interpretative dei 18 giorni&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
</p>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
 “<i>La<br />
storia si fa nelle strade, non su Internet”</i></div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
<i>Wahel<br />
Ghonim, </i>
</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
(creatore<br />
della pagina Facebook “Siamo tutti Khaled Said,”</div>
<div align="RIGHT" style="margin-bottom: 0cm;">
nominato<br />
da Time, “persona più influente del 2011”)</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Una<br />
delle chiavi interpretative dei 18 giorni di Tahrir è stata la<br />
“rivoluzione via Internet”. In effetti Internet ha creato spazi<br />
virtuali di incontro in cui l’anonimato ha rafforzato il senso di<br />
protezione e ha permesso il superamento della paura, fino a quel<br />
momento categoria chiave.</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Dal<br />
canto suo il regime abituato ad esercitare una ferrea censura sulla<br />
sceneggiatura di film e pièces teatrali  e un controllo pervasivo<br />
sui media non ha capito i meccanismi e le possibilità di<br />
circolazione della parola e di connessione in una rete. Celebre la<br />
definizione sprezzante di Gamal Mubarak sugli internauti come “<i>amebe<br />
bloccate davanti al loro schermo che non sarebbero mai usciti dalle<br />
stanze in cui erano rintanati</i>”.<br />
Internet è stato così semplicemente ignorato fino a quando Ibrahim<br />
al-Masry ha postato l’intervento “la mia arma è la mia macchina<br />
fotografica” pubblicando, dopo gli scontri seguiti alla bomba fuori<br />
la chiesa Al Qiddisayn ad Alessandria, un video di un soldato che<br />
colpisce un manifestante inerme e sanguinante sopra le dichiarazioni<br />
del ministero degli Interni che negava vi fossero scontri e feriti.<br />
Ma gli stessi blogger riconoscono che tutto questo non basta: sulla<br />
pagina “Siamo tutti Khaled Said” sono numerosissimi i post che<br />
identificano il 25 gennaio come il giorno in cui organizzarsi e<br />
alzare la voce nel mondo reale in mezzo agli egiziani; per questo<br />
viene chiesto di fare un passaparola tramite gli sms perché “non è<br />
possibile raggiungere la classe operaia egiziana via internet o<br />
Facebook. Tutti sottolineano dunque come il vero punto di svolta sia<br />
scendere nelle strade per rivendicare i diritti: lo stesso Ghonim<br />
dichiara “<i>l’energia<br />
si è trasferita dal mondo virtuale a quello reale il motore della<br />
presa di coscienza e il fulcro di tutte le decisioni è diventata<br />
piazza Tahrir e la rete d’ora in poi servirà solo a commentare”</i></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
regime ancora una volta si affida alla vecchia strategia di<br />
cooptazione dei media di regime ormai logora e questa volta i<br />
risultati sono tragicomici: il 15 gennaio, giorno della fuga di Ben<br />
Ali dalla Tunisia (e mentre gli egiziani iniziano a cantare “O’balna<br />
O’balna” “Speriamo di essere i prossimi”) uno dei maggiori<br />
quotidiani titolava “Crescita vertiginosa dell’Egitto! Mubarak<br />
porta il Paese ai livelli più alti mai conseguiti in materia di<br />
sicurezza economica”; il 25 gennaio, i canali televisivi egiziani<br />
dedicano l’intera giornata alla celebrazione del giornata della<br />
polizia alternandola a video musicali; ed il 9 febbraio Suleiman<br />
ordina ai manifestanti: “andate a lavorare, smettetela di<br />
spaventare i turisti tornate alle vostre vite, salvate l’economia<br />
del paese” parlando di una congiura di non meglio specificate<br />
“forze occulte manipolatrici”. </div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/prima-foto-monica.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/prima-foto-monica.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="281" /></a></div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
Proprio<br />
per questo ruolo e per il fatto che anche al Cairo, ma soprattutto<br />
nel resto dell’Egitto pochi hanno accesso a Internet si sono<br />
sviluppati movimenti come i kaddabun e i mosireen<br />
<u><a href="http://www.indiegogo.com/Mosireen?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.indiegogo.com/Mosireen?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u><br />
che sostengono il citizen journalism e montano piccoli cinema<br />
all’aperto per mostrare video che ancor oggi la tv di stato non<br />
mostra.  Questi due movimenti sono nati in seguito al brutale<br />
pestaggio di una ragazza che rimane seminuda sul selciato della<br />
piazza da parte dell’esercito:</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
(Avvertenza:<br />
il video è un po&#8217; forte)</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div>
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0">http://www.youtube.com/watch?&utm_source=rss&utm_medium=rss</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1">v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-2">embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;</a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=4iboFV-yeTE&amp;feature=player_embedded&amp;skipcontrinter=1&amp;bpctr=1358680938&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-3">bpctr=1358680938</a></div>
<div>
&nbsp;</div>
<div>
&nbsp;</p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo video ha fatto il giro della<br />
rete con una dedica in arabo&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
الى<br />
المغيبين اللذين يعتقدون ان الجيش و الشعب<br />
ايد واحده &#8230;.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
&nbsp;هل<br />
هؤلاء هم خير جنود الارض ؟!؟</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Per<br />
chi non c’era e crede che l’esercito e il popolo siano una mano<br />
sola</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Sarebbe questo l’esercito migliore<br />
della terra?!?”&nbsp;</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questo video è stato importante anche<br />
perché ha squarciato il velo sulla “politica strategica” che vi<br />
era dietro le molestie a Tahrir: servivano a spaventare le donne e<br />
tenerle in casa e nello stesso tempo a screditare i rivoluzionari<br />
facendo il gioco di Mubarak “O io o il caos”. In questo senso si<br />
può leggere l’affermazione di El Hamalawy  uno dei blogger più<br />
influenti, secondo cui “la rivoluzione non sarà twitterata”: la<br />
rete è stata e continua ad essere il supporto della piazza; supporto<br />
non sostituto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un progetto questo interessante da<br />
seguire anche perché è uno specchio dei problemi degli egiziani e<br />
sta cambiando forma: non solo le bugie dei militari, ma anche i<br />
diritti umani, la crisi economica, l’istruzione … aspetti che<br />
toccano la vita di tutti i giorni e che sono quelli che interessano<br />
davvero agli egiziani…ma spesso fuori dall’agenda politica  come<br />
dimostra questa vignetta:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Vignetta-egitto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/01/Vignetta-egitto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="286" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Macchi Monica</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<u><a href="http://www.formacinema.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.formacinema.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
curatrice<br />
sezione Tahrir Square</div>
<div align="JUSTIFY" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
</div>
</div>
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