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	<title>Pierfrancesco Majorino Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Maledetto amore mio: un romanzo, la periferia, l&#8217;umanità</title>
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		<pubDate>Thu, 10 Apr 2014 03:54:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pierfrancesco Majorino non è solo l&#8217;Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, ma è anche uno scrittore. E&#8217; da poco stato pubblicato, per Laurana Editore, il suo nuovo romanzo intitolato Maledetto amore mio,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<p>
Pierfrancesco Majorino non è solo<br />
l&#8217;Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Milano, ma è anche<br />
uno scrittore. E&#8217; da poco stato pubblicato, per Laurana Editore, il<br />
suo nuovo romanzo intitolato <i>Maledetto<br />
amore mio</i>, ambientato in<br />
una periferia milanese, sconvolta dal suicidio di Markus, un uomo<br />
grande e grosso che, un giorno, decide di gettarsi da un balcone. In<br />
quel palazzo popolare vivono anche Lisa, una donna anziana e il<br />
vecchio Ivo; Erika che ama Thomas e Little Boy. Generazioni diverse,<br />
italiani e stranieri, un microcosmo di persone che animano una<br />
comunità che deve fare i conti con problemi quotidiani e sentimenti<br />
universali. Un romanzo profondo che mette in scena la commedia della<br />
vita, più o meno amara, ma che vale sempre la pena vivere fino in<br />
fondo.</p>
<p>
Abbiamo intervistato per voi<br />
Pierfrancesco Majorino che ringraziamo molto per il tempo che ci ha<br />
dedicato.</p>
<p>
Una storia ambientata in una<br />
periferia contemporanea, quella milanese, per parlare di amore e di<br />
solitudine: sembra una contraddizione, ma non lo è&#8230;</p>
<p>No, infatti non è una<br />
contraddizione. Non vi è niente di più ricco, vario, denso di un<br />
quartiere popolare. Con le sue passioni, le sue solitudini, i suoi<br />
legami. La solitudine e l&#8217;amore vanno poi sempre insieme. La ricerca<br />
dell&#8217;altro, il proprio vuoto, il desiderio: impossibile non<br />
&#8220;mescolare&#8221; ingredienti simili. Almeno per me.</p>
<p>Un uomo si toglie la vita,<br />
gettandosi da un balcone: si può dire che anche i corpi delle<br />
persone, in questo racconto, siano centrali? E perché?</p>
<p>Il corpo delle persone è centrale,<br />
per me. Forse lo è anche perchè sono una persona timida, riservata,<br />
&#8220;pudica&#8221;. Che tende a mantenere nella vita le distanze. E<br />
quindi se scrivo, se mi butto nel vortice delle vite altrui, lo<br />
faccio andando a caccia anche di ciò rispetto a cui sono più<br />
distante o sento maggiore curiosità e inquietudine. Quindi,<br />
nell&#8217;importanza dei corpi, assolutamente da voi &#8220;colta&#8221;, vi<br />
è la mia curiosità che un po&#8217; libero, attraverso la scrittura. </p>
<p>
C&#8217;è un muro che separa le<br />
generazioni: i figli non comunicano con i genitori. Quali sono le<br />
aspettative dei giovani e quali le disillusioni degli adulti?</p>
<p>
Sul tema generazione<br />
giovani-adulti: non siamo di fronte ad un saggio, è bene ricordarlo.<br />
Mi interessa sempre, e lo dico pure da figlio di genitori separati e<br />
padre, ahimè poi separato, di un bimbo a cui è attaccatissimo,<br />
raccontare delle distanze e delle ricerche degli altri, anche dentro<br />
le famiglie e tra le generazioni e sulle famiglie mi interessa la<br />
pluralità, cioè il fatto che le famiglie oggi siano veramente tante<br />
e diverse e che la &#8220;famiglia&#8221; una, univoca, non esista più.<br />
Poi venendo alla domanda, beh, vi rispondo se faccio una saggio&#8230; </p>
<p>Si intrecciano storie di persone<br />
eterogenee, che si muovono all&#8217;interno di una comunità composta da<br />
italiani e stranieri, donne e uomini, giovani e vecchi: come trovare<br />
un&#8217;armonia quando tutto sembra andare alla deriva?</p>
<p>Ancora: l&#8217;equilibrio nella<br />
diversità&#8230; Beh, diciamo che non lo so, non voglio dare risposte.<br />
Credo solo che la società debba guardare con fiducia alla propria<br />
ricchezza. Questa idea positiva della società plurale mi accompagna,<br />
sono gli occhi con cui guardo quel che vedo facendo il politico,<br />
l&#8217;assessore, lo scrittore e probabilmente tutto ciò si vede. Questo<br />
non è buonismo: anzi, in politica, la capacità di guardare alla<br />
pluralità della società domanda scelte molto più radicali di<br />
quelle fatte sin qui, ad es. sulle azioni contro le povertà, perchè<br />
i poveri non devono essere invisibili, o sul piano dei diritti civili<br />
e del loro riconoscimento. Potrei cavarmela in questo modo. Il<br />
romanzo parla di vita vera e quindi non può scappare, non può far<br />
finta che oggi il mondo sia disordinato, problematico, vario e<br />
difficile. </p>
<p>Lo stile narrativo mescola durezza<br />
e poesia, malinconia e speranza: forse la speranza consiste anche nel<br />
&#8220;fare famiglia&#8221;?</p>
<p>No, la speranza consiste nel<br />
vivere: come si vuole e come si è, nel rispetto degli altri e della<br />
propria dignità.</p>
<p></p>
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