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	<title>politichesociali Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Infanzia rom, quasi 40 milioni di euro per progetti per l’inclusione</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Oct 2024 07:01:33 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="681" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17758" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/10/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td><strong>Associazione 21 Luglio: se ben gestito dalle amministrazioni sarà una svolta decisiva</strong> </td></tr></tbody></table></figure>



<figure class="wp-block-table"><table><tbody><tr><td>Sono 31 i progetti per l&#8217;inclusione dei minori rom dichiarati ammissibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che ne ha approvato la graduatoria finale. I progetti approvati saranno finanziati con un importo complessivo che sfiora i 40 milioni di euro, proveniente dalle risorse del Fondo Sociale Europeo, programmazione 2021-2027, &#8220;PN Inclusione e lotta alla Povertà&#8221;.<br>È la prima volta che  una somma così ingente viene destinata all’infanzia rom, considerato un importo complessivo medio di circa 1,3 milioni di euro per città. Tra esse spiccano alcune città metropolitane come Roma (2,2 milioni di euro), Milano (1,9 milioni di euro), Napoli (1,6 milioni di euro), Bologna (1,3 milioni di euro), Torino (1,3 milioni di euro) ma anche province dove la presenza di comunità rom risulta abbastanza esigua come Asti (1,8 milioni di euro), Selargius (1,5 milioni di euro), Genova (1,4 milioni di euro), Latina (960 mila euro) Stando alle ultime rilevazioni dell’Associazione 21 luglio, che da anni monitora costantemente la situazione degli insediamenti monoetnici, a oggi in Italia si contano 97 baraccopoli istituzionali abitate da 11.040 rom e sinti. Di queste, 43 sono insediamenti abitati da 7.200 rom, 50 da 3.700 sinti, e 2 insediamenti misti abitati da 140 tra rom e sinti. In totale sono circa 2.500 le famiglie rom e sinte che non hanno ancora un  alloggio adeguato. <br>Particolarmente grave è la situazione nella Città Metropolitana di Napoli, che ospita la più alta concentrazione di rom in emergenza abitativa in Italia, quasi 3.000 persone. Qui, la presenza di baraccopoli informali, le gravissime condizioni di precarietà nelle quali sono costretti a vivere gli abitanti e l’assenza di piani di superamento rappresentano una sfida importante. Per le azioni di inclusione dei minori rom, l’Avviso pubblico definisce un impegno di spesa pari a  1,9 milioni di euro per il Comune di Giugliano in Campania, 1,6 milioni di euro per la città di Napoli, 666 mila euro per il Comune di Casoria. <br>Secondo l’Associazione 21 luglio l’ingente investimento previsto, se utilizzato al meglio dalle Amministrazioni locali, potrà rappresentare una svolta decisiva nei processi di inclusione che, poggiandosi su piani di superamento dei “campi rom”, consentiranno ai minori presenti nelle città oggetto dell’intervento, di vedere rimosse le barriere che ostacolano il loro sano sviluppo. Un minore presente in un insediamento monoetnico, infatti, vive all’interno di un ascensore sociale bloccato dove le possibilità di un cambio di vita rappresenta una sfida quasi sempre insormontabile. Per Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio «l’occasione è importante e non può essere persa. Elevato infatti è il rischio che alcune amministrazioni non siano in grado di gestire al meglio le risorse per mancanza di personale adeguato, scarsa conoscenza del fenomeno, riproposizione di modelli di intervento fallimentari perché ancorati al passato. Per tale ragione l’Associazione 21 luglio, alla luce delle esperienze maturate, offre consulenza e sostegno a quelle amministrazioni che vorranno avvalersi del nostro supporto, al fine di orientare al meglio i fondi nel definire strategie di intervento efficaci, impattanti e sostenibili».</td></tr></tbody></table></figure>
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		<title>Regolarizzazione e indisponibilità del datore di lavoro: ASGI scrive agli Ispettorati</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2020 07:20:06 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="960" height="640" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/garden-2179095_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14331" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/garden-2179095_960_720.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/garden-2179095_960_720-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/garden-2179095_960_720-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure></div>



<p>L’ASGI ha ritenuto opportuno rappresentare una particolare criticità della procedura di regolarizzazione di cui all’art.103 del DL 34/2020, con riferimento a numerose segnalazioni pervenute dagli associati che evidenziano in tutto il territorio nazionale<strong> la diffusa indisponibilità di molti datori di lavoro a dichiarare rapporti di impiego irregolare già in corso</strong> nei settori di lavoro ammessi alla regolarizzazione (lavoro domestico, nell’agricoltura e attività connesse o nella pesca), che quindi rientrerebbero pacificamente nel campo di applicazione della norma in oggetto.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/06/2020_Ispettorati_Lavoro_Emersione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La lettera inviata dall’ASGI al Ministro del Lavoro e agli ispettorati</a></p>
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		<title>Prendersi cura degli ultimi. Intervista al presidente della Fondazione Ebbene</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Feb 2020 07:57:56 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="390" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/28515187_1608381325876138_5357475693563040293_o-1024x390.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/28515187_1608381325876138_5357475693563040293_o-1024x390.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/28515187_1608381325876138_5357475693563040293_o-300x114.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/02/28515187_1608381325876138_5357475693563040293_o-768x292.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Matteo Vairo </p>



<p>Il dibattito sul potere delle comunicazioni di massa si accende, con toni aspri e molto spesso gridati, ogni qual volta ci si trova in presenza di particolari tensioni politiche e sociali. </p>



<p>Senza generalizzare ritengo utile sottolineare le sempre più incombenti responsabilità dei media nel dibattimento pubblico che sta accompagnando la nostra quotidianità: non solo l’abuso di contenuti violenti e la propaganda politica urlata, ma anche l’ossequioso allineamento, la caduta della professionalità e della qualità informativa e, talvolta, l’offesa al buon senso e all’intelligenza del pubblico. </p>



<p>A tal proposito ricordo sempre con dispiacere un episodio vissuto durante il mio direttorato nel CAS di Zavattarello, nel pavese.&nbsp;</p>



<p>Proposi ad un periodico free press (anche se sarebbe meglio definirlo uno spreco di alberi) locale un approfondimento su quanto di buono i terribili “immiNgrati” ed i mostruosi “quelli che accompagnano gli immiNgrati” stessero facendo per la realtà comunale che ci ospitava; la risposta fu laconica e la conservo ancora oggi gelosamente nella mia casella mail a memoria futura: “Da voi va tutto bene, non avete appeal giornalisticamente parlando”.&nbsp;</p>



<p>Fu una doccia fredda per un giovane idealista 26enne come me ed il senso di rivalsa da quella mail mi ha portato ad una ricerca accorata, ed accurata, su quanto di buono il terzo settore offre e su quanto ancora può dire al fine di far emergere storie e realtà ormai troppo spesso etichettate di “inutile buonismo” e che invece sono preziose per tutta una fascia quasi del tutto dimenticata dal welfare state: gli ultimi.&nbsp;</p>



<p>“Si può sbagliare l’appartenenza politica, le amicizie..ma chi sceglie di stare dalla parte degli ultimi non sbaglia mai” amava dire Don Gallo, e questa scelta l’ha compiuta a pieno la Fondazione Ebbene, realtà che ho conosciuto con piacere qualche tempo fa e che oggi è un modello di economia circolare che agisce per contrastare le povertà, sostenere le giovani generazioni, contrastare le mafie e rigenerare i luoghi, combattendo la “cultura dello scarto” sulla scia di un cambiamento che si costruisce con il coinvolgimento e l’impegno di tutta la comunità. Nata a Catania nel 2012, la Fondazione è diventata un modello a livello nazionale ed agisce tramite i suoi Centri e Luoghi di Prossimità in diverse regioni italiane coinvolgendo direttamente i beneficiari dei suoi servizi in una logica lontana dall’assistenzialismo tristemente noto e diffuso nel settore, ma lavorando “con” le persone e non “per” le persone. La Fondazione è in cammino, è un organismo vivo ed il suo orizzonte è costituito dagli “invisibili” della società a cui i vari progetti attivi tentano di restituire un nome, è un progetto, una proposta sociale e culturale che viene rivolta a tutti coloro che intendono ascoltarla e cerca di essere una risposta alla “polverizzazione” dei legami di questi tempi, un luogo in cui misurarsi anche con le relazioni interpersonali e la loro fatica diventando una palestra per imparare a ricostruire capacità solidali.&nbsp;</p>



<p>Parliamo di questo “sogno” ed altro con Edoardo Barbarossa, Presidente della Fondazione:&nbsp;</p>



<p>• Catania 2012:nasce la Fondazione Ebbene.. ci racconti le radici di questa esperienza che parte dalla Sicilia e si estende in tutta Italia-&nbsp;</p>



<p>Ebbene nasce dalla voglia di migliorare la qualità della vita delle persone e delle comunità agendo con un’ottica nuova che non fosse quella della cooperazione sociale, dalla quale io stesso provengo, né quella del volontariato. Mettendo insieme le esperienze di alcune organizzazioni del terzo settore e il know how di molti professionisti con i quali abbiamo condiviso il progetto Ebbene, è nata una Fondazione che ha immaginato di sperimentare un modello che, partendo da Sud, riuscisse a viaggiare per lo stivale creando percorsi personalizzati di accompagnamento tarati sul nucleo familiare che impattassero positivamente sul territorio rendendolo protagonista.&nbsp;</p>



<p>Cuore della Fondazione sono i Centri di Prossimità (di cui uno anche qui a Milano) a cui si uniscono i Luoghi di Prossimità.. come traducono sul campo i principi della Fondazione?&nbsp;</p>



<p>I Centri sono l’agire quotidiano del modello di Prossimità di Ebbene. Sono spazi in cui si mette in campo un processo di economia circolare, aperti ad accogliere le persone che con le loro famiglie hanno bisogno di un sostegno. Non dobbiamo pensare obbligatoriamente a condizioni di fragilità estrema – anche se purtroppo sono le più numerose – ma anche solo a richieste di interventi per migliorare la qualità della propria vita. All’interno dei centri gli operatori mettono in campo le “<strong>4 A</strong>” <strong>Accoglienza, Ascolto, Accompagnamento, Autonomia </strong>rispondendo, ai bisogni evidenziati in una fase di pre-assestment, con un progetto personalizzato. I servizi che vengono erogati dai Centri – in proprio o attraverso convenzioni con agenzie del territorio &#8211; sono moltissimi e dipendono sia dalle richieste de territorio che dalle energie che esso stesso mette a disposizione. Dall’inserimento lavorativo al sostegno alimentare passando per i servizi previdenziali, alle attività aggregative, educative o sportive e molto altro. I <em>Luoghi di Prossimità </em>sono invece punti o progetti che rappresentano la Fondazione sul territorio all’interno dei quali si agisce rigenerando contesti degradati, ma non erogano servizi di Prossimità.&nbsp;</p>



<p>Con il Consorzio Sol.co promuovete diverse occasioni d’incontro come&nbsp;l’Happening della solidarietà e la Biennale della Solidarietà.. come è&nbsp;cambiato nel tempo il dibattito sulle politiche di welfare?&nbsp;</p>



<p>Happening così come Biennale sono luoghi privilegiati di confronto ma soprattutto laboratori in cui non ci si ferma alla narrazione di esperienze o alla divulgazione di profili scientifici, sono occasioni in cui si genera un dibattito produttivo al quale, se ben condotto, segue un’azione.&nbsp;</p>



<p>Il dibattito è cambiato moltissimo se guardiamo tre direzioni, quello della conoscenza, quello della consapevolezza e quello della relazione. Welfare, Terzo Settore e Prossimità non sono più termini tecnici compresi solo dagli operatori del settore ma di uso comune anche per i cittadini, il dibattito è diventato quindi più ampio perché gli attori che con comprensione vi partecipano sono aumentati.</p>



<p>Un dibattito più consapevole perchè le organizzazioni del Terzo Settore hanno gradualmente acquisito consapevolezza del loro ruolo e – dall’altro lato – le Istituzioni hanno compreso che solo l’azione sinergica può generare interventi realmente efficaci.&nbsp;</p>



<p>L’ultimo è quello della relazione. Occasioni come Biennale o Happening della Solidarietà sono occasioni per rinsaldare la relazione tra organizzazioni, cittadini, attori produttivi e Istituzioni in un processo che evidentemente è circolare. Credo sia finita l’epoca della comunicazione unidirezionale.</p>



<p>• Cosa ne pensa della deriva delle politiche sociali degli ultimi anni? Ed in questo contesto, come si inseriscono gli ultimi provvedimenti governativi come il reddito di cittadinanza?&nbsp;</p>



<p>Interventi disconnessi dalla realtà, più orientati a costruire dipendenze che a lavorare realmente per la dignità delle persone. E’ certamente un traguardo – più concettuale che tecnico – l’aver immaginato una misura universale con una programmazione estesa, l’errore è quello di pensare che interventi come il RdC possano risolvere la questione della povertà in Italia senza un piano complessivo di sostegno per le famiglie, un piano che viaggi grazie alla collaborazione del terzo settore e parallelamente a una strategia di Sviluppo del Paese che si diparta proprio da quel capitale Umano “assistito” e che in vece va trasformato in produttivo e generativo.&nbsp;</p>



<p>• Come valuta, attualmente, la rete di protezione sociale in Sicilia?&nbsp;</p>



<p>Fragile, più delle fragilità su cui dovrebbe incidere.&nbsp;</p>



<p>• Strizzando un occhio al futuro, cosa bolle nella già importante pentola della Fondazione?&nbsp;</p>



<p>Ebbene vuole intensificare l’applicazione del modello adattandola a nuovi contesti, a nuovi potenziali Centri di Prossimità. In questo senso il percorso si&nbsp;completa anche grazie a un lavoro di ricerca sull’impatto reale che il modello di Ebbene genera così da dialogare con maggiore forza anche con le Istituzioni che sono aperte a immaginare una nuova modalità di rispondere ai bisogni delle persone.&nbsp;<br></p>
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		<title>Minori stranieri non accompagnati: il rapporto sulle visite ai centri di accoglienza di Agia e UNHCR</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2019 09:00:39 +0000</pubDate>
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<h5>da <a href="http://www.garanteinfanzia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.garanteinfanzia.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></h5>



<p><em>Permanenze troppo lunghe, scarsità di informazioni, difficoltà di socializzazione: perfino giocare a calcio è un problema. Dall’ascolto delle esigenze degli ospiti di minore età raccomandazioni a Governo e istituzioni</em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="620" height="264" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/1377063_10153299709372308_5262796274969081503_n-620x264.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12802" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/1377063_10153299709372308_5262796274969081503_n-620x264.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/1377063_10153299709372308_5262796274969081503_n-620x264-300x128.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>È stata diffusa oggi l’anticipazione del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni”, relazione sulle visite nei centri emergenziali, di prima e seconda accoglienza in Italia realizzata congiuntamente dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (UNHCR). L’anticipazione è scaricabile sia dal sito dell’Agia (<a href="http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/report-agia-unhcr-6-18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/report-agia-unhcr-6-18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>) che da quello dell’UNHCR (<a href="https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/protezione/minori-non-accompagnati/ascolto-e-partecipazione?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/protezione/minori-non-accompagnati/ascolto-e-partecipazione?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>



<p><strong>I centri coinvolti.&nbsp;</strong>Il campione esaminato comprende strutture di Umbria, Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. Quindici i centri coinvolti, 134 i minori incontrati, 21 le nazionalità rappresentate nelle attività di ascolto e 17 anni l’età media dei ragazzi. Le visite – arricchite da attività laboratoriali su partecipazione e ascolto – proseguiranno fino a fine 2018, dopo di che sarà diffuso il rapporto conclusivo.</p>



<p><strong>I risultati.</strong>&nbsp;Nell’80% dei 15 centri visitati sono risultate carenti informazioni e orientamento, nel 53% di essi emerge la mancanza di attività di socializzazione, nel 47% delle 15 strutture coinvolte la permanenza in centri di prima accoglienza o emergenziali vanno ben oltre i 30 giorni previsti dalla legge. La problematica più segnalata dagli enti gestori è stata quella dei tempi gravosi per la nomina dei tutori. Ragazzi ed enti insieme hanno tra l’altro fatto rilevare l’impossibilità per i minori stranieri non accompagnati di tesserarsi con la Federazione gioco calcio.</p>



<p>Tra le proposte dei ‘minori’: sostegno all’integrazione personalizzato; incontro con le comunità locali per combattere episodi di razzismo, contatto con famiglie per conoscere la cultura italiana. “Potremmo passare le domeniche insieme” dicono. E ancora: corsi di italiano, possibilità di socializzare con i coetanei e tutori volontari in grado di attivare un rapporto di conoscenza, rispetto reciproco e fiducia. L’anticipazione segnala una serie di “protection gaps” specifici. Tra di essi la promiscuità con gli ospiti adulti, la permanenza dei minorenni fino ed oltre il compimento della maggiore età, le restrizioni della facoltà di movimento e la mancanza di condizioni di vita adeguate alla minore età.</p>



<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.unhcr.it/wp-content/uploads/2018/06/msna-centri-di-accoglienza.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img src="https://www.unhcr.it/wp-content/uploads/2018/06/msna-centri-di-accoglienza-970x485.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12079"/></a></figure>



<p><strong>La nota alle istituzioni.</strong>&nbsp;“Mi preme richiamare l’attenzione sulle raccomandazioni contenute nel rapporto, che sono il risultato dei processi di consultazione delle persone di minore età ascoltate dall’Autorità nel corso delle visite” dice la Garante Filomena Albano. L’Autorità ha rivolto questo appello, con una nota, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, ai ministeri dell’Interno, della Giustizia, della Sanità, del Lavoro e Politiche sociali, nonché al vicepresidente del Csm, ai tribunali per i minorenni, ai presidenti delle Regioni e ai garanti per l’infanzia regionali.</p>



<p>“L’Autorità garante deve essere il ponte tra la persona di minore età e le istituzioni nell’obiettivo di perseguire il diritto all’uguaglianza. Attraverso l’ascolto istituzionale, si intercettano le richieste e i bisogni, traducendoli in diritti e si individuano le modalità̀ per renderli esigibili, portando le istanze di bambini e ragazzi davanti alle istituzioni” afferma la Garante Filomena Albano.</p>



<p>“L’ascolto delle persone di minore età è indispensabile per far emergere i loro bisogni e le loro opinioni, e quindi, assicurare il rispetto dei loro diritti” aggiunge Felipe Camargo, Rappresentante dell’UNHCR per il Sud Europa. “Con questa importante iniziativa, vogliamo assicurare a questi bambini e adolescenti in condizioni di particolare vulnerabilità misure di protezione adeguate a soddisfare le loro specifiche esigenze di protezione e sviluppo. In particolare, dalle attività fin ora realizzate con i minori, è emerso con forza, il bisogno di essere supportati nel loro percorso di integrazione, in un contesto di accoglienza che deve essere dignitoso e rispettoso del loro superiore interesse” conclude Camargo.</p>



<p><strong>Le raccomandazioni.&nbsp;</strong>È stata ribadita dall’anticipazione del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni” la necessità di garantire e promuovere spazi protetti di ascolto per i minorenni che giungono in Italia da soli e che hanno dunque specifiche esigenze di protezione, tanto più se fuggono da conflitti o da persecuzioni.</p>



<p>Tra le richieste dei ragazzi, tradotte in raccomandazioni, quella frequentissima di “gentilezza e rispetto nelle comunicazioni”. A tribunali e garanti è stato raccomandato di assicurare informazioni esaustive sulla figura e i compiti dei tutori, dei quali è stata sollecitata ancora una volta la nomina. È stato altresì chiesto di chiarire e uniformare su tutto il territorio l’applicazione della procedura di ricongiungimento familiare dei minori non accompagnati ai sensi di Dublino III. Non risulta sia stato fatto circolare l’opuscolo informativo per dare ai richiedenti asilo informazioni corrette e omogenee sulla procedura.</p>



<p>L’anticipazione del rapporto Agia-UNHCR sollecita i responsabili a far in modo che “eventuali permanenze in centri di accoglienza straordinaria e strutture a non alta qualificazione siano contenute nei tempi strettamente necessari”. Altra raccomandazione quella di attivare le procedure di accertamento dell’età solo qualora ci siano fondati dubbi su di essa e sempre su disposizione della Procura presso il Tribunale per i minorenni. Ai servizi sociali, infine, è stato chiesto di vigilare su chi realizza, a livello locale, gli interventi sociali.</p>
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