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	<title>prefettura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Al di là di quella porta</title>
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		<pubDate>Sun, 10 Nov 2024 09:53:08 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17777" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Osservare un Centro di Permanenza per il Rimpatrio equivale a guardare un oggetto&nbsp;<strong>oscuro</strong>&nbsp;e allo stesso tempo&nbsp;<strong>invisibile</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>nascosto</strong>&nbsp;da alte mura impenetrabili. Più che un luogo il CPR è un&nbsp;<strong>non-luogo</strong>, progettato per essere nascosto e nascondere gli&nbsp;<strong>orrori</strong>&nbsp;che contiene. L’osservazione del CPR, complicata da&nbsp;<strong>opacità</strong>&nbsp;e&nbsp;<strong>ostracismo</strong>, ha imposto l’utilizzo di un&nbsp;<strong>metodo flessibile</strong>&nbsp;e di&nbsp;<strong>fonti e interventi diversissimi</strong>. La classica raccolta dati da analizzare si è rivelata impossibile a fronte della sostanziale inesistenza di dati ufficiali disponibili, e del rifiuto delle autorità a fornire quanto richiesto. Analizzare un CPR significa quindi&nbsp;<strong>aggirare ostacoli, ipotizzare, strappare prove&nbsp;</strong>lottando in tribunale e&nbsp;<strong>raccogliendo informazioni&nbsp;</strong>da trattenuti, parenti e loro legali,&nbsp;<strong>diversificare le fonti e metterle a confronto</strong>. È così che abbiamo proceduto.</p>



<p>“<strong>Dati, testimonianze, ricerche, cartelle&nbsp;</strong><strong>cliniche, accessi agli atti, accessi civici generalizzati, sopralluoghi, verifiche&nbsp;</strong>ci hanno permesso di intravedere ciò che avviene in un CPR e che rendiamo oggi pubblico. Abbiamo rilevato&nbsp;<strong>abusi, violenze e discriminazioni&nbsp;</strong>in tutti gli ambiti che abbiamo investigato” affermano le attiviste e gli attivisti del Naga e della Rete Mai più Lager – No ai CPR. “<strong>Le persone che vengono portate in un CPR non hanno commesso reati</strong>, ma solo un&nbsp;<strong>illecito amministrativo</strong>, ovvero essere irregolari sul territorio. Già di per sé il trattenimento,&nbsp;<strong>la limitazione della libertà personale, risulta essere una misura sproporzionata</strong>, ma tutto ciò che ne consegue rende questa misura&nbsp;<strong>intollerabile, inaccettabile e disumana</strong>”.</p>



<p>“Abbiamo raccolto testimonianze che attestano una sistematica&nbsp;<strong>violaz</strong><strong>ione del diritto alle cure</strong>; la visita di idoneità al trattenimento o non è svolta o è svolta senza strumenti diagnostici adeguati; la ‘visita medica’ di formale presa in carico da parte dell’Ente Gestore comprende&nbsp;<strong>umiliazioni e abusi</strong>&nbsp;quali, per esempio, la denudazione delle persone appena arrivate alla presenza del personale medico e di agenti di polizia e l’obbligo di fare flessioni per espellere eventuali oggetti nascosti nell’ano; abbiamo verificato il&nbsp;<strong>trattenimento di persone con malattie gravi e croniche</strong>, come un tumore cerebrale e gravi problemi di salute mentale; frequente è la&nbsp;<strong>mancanza di&nbsp;</strong><strong>personale medico&nbsp;</strong>e la&nbsp;<strong>sommarietà della gestione delle cartelle cliniche</strong>&nbsp;costituisce la regola, come pure costante è una&nbsp;<strong>sovrabbondante elargizione di psicofarmaci senza alcuna prescrizione specialistica</strong>” proseguono dal Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p>“Abbiamo ricevuto video che attestano la presenza di<strong>&nbsp;vermi nel cibo</strong>. Inoltre, evanescenti sono le figure<strong>&nbsp;che si occupano di mediazione linguistica, interpretariato e assistenza psicologica,</strong>&nbsp;che pure dovrebbero essere presentie, per contro, è&nbsp;<strong>debordante la presenza di agenti</strong>&nbsp;delle forze dell’ordine. Numerosissime sono le testimonianze di diffusi<strong>&nbsp;episodi di autolesionismo</strong>, labbra cucite, lamette ingoiate, tentativi di suicidio – soprattutto per impiccagione – &nbsp;e di percosse.&nbsp;<strong>14 sono i morti, dal 2018 al 2022,</strong>&nbsp;<strong>nei CPR d’Italia, con un</strong><strong>’età media di 33 anni</strong>. Persone nelle mani dello Stato che sono state dichiarate in condizioni di salute compatibili con il trattenimento.&nbsp;<strong>A queste morti abbiamo provato a dare un</strong><strong>’identità, ma 5 deceduti su 14, sono morti senza nome.</strong>&nbsp;Per 4 di loro non si sa nulla, né della loro identità né delle cause e circostanze del decesso.<strong>&nbsp;Inoltre i rimpatri vengono spesso effettuati con modalità violente</strong>&nbsp;(ammanettamento, persone legate alle sedie e spesso stordite dai farmaci) e avvengono anche verso Paesi dove il rimpatriato, nato e sempre vissuto in Italia, non aveva mai messo piede prima” affermano le attiviste e gli attivisti.</p>



<p>“Il tutto accade in un contesto di sostanziale&nbsp;<strong>impraticabilità di una tutela legale effettiva.</strong>&nbsp;Infine, anche all’uscita dal CPR, che si venga rimpatriati o rilasciati sul territorio, continuano gli abusi, considerata la frequentissima<strong>&nbsp;mancata riconsegna, alla fine del trattenimento, di soldi&nbsp;</strong>mandati dai familiari ai trattenuti. Siamo drammaticamente consapevoli che&nbsp;<strong>tutto ciò è solo la punta dell’iceberg</strong>. Sotto si nasconde molto di più. Quello che succede nei CPR non è frutto di una&nbsp;<em>malagestione</em>&nbsp;dei Centri, ma di&nbsp;<strong>chiare scelte politiche</strong>&nbsp;che si traducono in&nbsp;<strong>prassi e pratiche amministrative e di gestione illecite</strong><strong>&nbsp;e disumane, finanziate dai soldi pubblici</strong>. Con questo report abbiamo fatto la nostra parte, abbiamo cercato di far luce su ciò che si vuole nascondere. Facciamo ora appello a tutte e tutti&nbsp;<strong>per un’attivazione volta a reclamare l’abolizione dei CPR e contemporaneamente chiediamo al Governo, al Ministero dell’Interno, alla Prefettura e all’Amministrazione Comunale di contribuire, ciascuno per quanto di competenza, ad attuare l’unica soluzione possibile, realistica e necessaria: chiudere tutti i CPR d’Italia</strong>” concludono le attiviste e gli attivisti del Naga e dalla Rete Mai più Lager – No ai CPR.</p>



<p><strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_Digitale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA IL REPORT COMPLETO</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/10/SINTESI_AL-DI-LA-DI-QUELLA-PORTA_DEF.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI</a> – <a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2023/11/BEYOND-THAT-DOOR-summary-EN.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">SCARICA LA SINTESI IN INGLESE</a></strong></p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17776" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/11/2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>
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		<title>L&#8217;hinterland di Milano e la lotta alla criminalità</title>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Il prossimo 15 aprile alle ore 10.30 verrà inaugurato lo SPORTELLO SOLIDALE ANTIMAFIA “Davide Salluzzo”, fortemente voluto dal Comune di Corsico, da U.I.C.A.P.T.E., con il patrocinio dei Municipi di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago, Trezzano sul naviglio, Caritas Ambrosiana e Coop.</p>



<p>Saranno presnti: il Prefetto di Milano, Ranato Saccone; Simona Ronchi, Dirigente A.N.B.S.C., Stefano Martino Ventura, sindaco di Corsico, don Massimo Mapelli, Presidente U.C.A.P.T.E., Luigi cuomo, Presidente Associazione SOS Impresa, Maria Grazia Totti, Referente Ass. SOS Impresa Lombardia, Gianluca Vitali, Presidente Commissione Antimafia di Corsico.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione dello sportello si terrà presso il Centro Sociale Falcone, Via G. Falcone, 5 – Corsico</p>



<p>Abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiare qualche parola con la ex sindaca del Comune di Corsico, in provincia di Milano, Maria Ferrucci, e con Gianluca Vitali, presidente della Commissione antimafia, sempre di Corsico che ringraziamo molto per la loro disponibilità.</p>



<p>Maria Ferrucci: bisogna considerare che il primo processo che ha portato alla sbarra più di 50 persone di Corsico è stato quello avviato in seguito all&#8217;arresto di Saverio Morabito nel 1993.</p>



<p>La vicenda, però, risale agli anni &#8217;80, perché poi il processo del &#8217;93 ha preso in considerazione reati commessi anche prima, dopo il racconto di Morabito, vicenda e racconto che sono stati riportati nel libro intitolato “Manager calibro 9. Vent&#8217;anni di malavita a Milano nel racconto del pentito Saverio Morabito” di Piero Colaprico e Luca fazzo e in cui si mette in evidenza come l&#8217;hinterland sia il centro del gruppo di mafiosi arrivati dalla Calabria, in particolare da Platì. I personaggi più grandi sono quelli che appartengono ai Sergi, ai Barbaro e ai Papalia. Queste sono le <em>&#8216;ndrine</em> più importanti e sicuramente inizialmente hanno come attività principale quella dei sequestri di persona e dello spaccio (negli anni &#8217;70 e &#8217;80); la nostra zona, infatti, in quel periodo aveva gli alberi pieni di siringhe conficcate&#8230; Negli anni &#8217;90 i cittadini non hanno ancora percezione di ciò che accade intorno a loro e nemmeno le istituzioni se si pensa che il prefetto, ancora nel 2010, diceva che la mafia sul territorio non c&#8217;era e, quindi, non vi era né da parte della società civile né da parte delle istituzioni la consapevolezza e la volontà di fare qualcosa.</p>



<p>Solo a partire dagli anni &#8217;90 (ricordiamo anche Tangentopoli, perchè tutto è collegato&#8230;) si iniziano a cogliere le connessioni tra criminalità, politica, economia, etc. E sicuramente la situazione cambia dopo il processo a seguito delle dichiarazioni di Morabito, ma vorrei anche aggiungere che una certa sensibilizzazione ai temi per la legalità è stata data dal libro/inchiesta di Roberto Saviano, “Gomorra”: oggi lo si considera in senso negativo (per i motivi che conosciamo, perchè gli argomenti sono stati manipolati a favore di un successo meramente commerciale, soprattutto da parte dello stesso autore), ma all&#8217;epoca ebbe un&#8217;importanza mediatica e culturale molto forte in quanto mise in luce una realtà che in molti, troppi tendevano a nascondere.</p>



<p>Proprio nel 2010 feci la proposta all&#8217;allora sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, di istituire insieme un coordinamento sull&#8217;antimafia, in particolare per arginare i traffici della &#8216;ndrangheta, ma lui mi rispose ridendo, quasi deridendomi: “Ma guarda che la &#8216;ndrangheta non esiste”, disse. Cereda venne arrestato con l&#8217;accusa di corruzione.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più.</p>



<p>Durante un consiglio comunale, alcune persone sono venute appositamente per intimidirmi nel momento in cui io ero ancora solo consigliera e stavo presentando una interpellanza sul “Festival dello stocco”. Perché questa manifestazione era stata organizzata con il coinvolgimento di persone poco pulite. Ho ricevuto, quindi, la “visita” di questi personaggi che hanno cominciato ad urlare di tutto e con il sindaco che non ha fatto una piega, cioè non mi ha neanche dato la propria solidarietà e non ha mai nominato la parola &#8216;ndrangheta in tutti e due i suoi interventi; questo per dirti che in un comune come Corsico c&#8217;è molto da fare perché, anche se si organizzano manifestazioni pubbliche, quando ci si trova davvero in situazioni delicate, non si fa o non si dice nulla di serio e di concreto per contrastare le azioni malavitose.</p>



<p>Gianluca Vitali: sono attualmente Presidente della Commissione antimafia. Ricordo che Corsico, purtroppo, è uno dei capoluoghi della &#8216;ndrangheta, insediatasi al Nord d&#8217;Italia, in Lombardia. Il nostro municipio non aveva mai istituito una commissione antimafia, invece nel 2020, quando sono andato in consiglio comunale, ho chiesto e voluto la Presidenza perchè credo che sia uno strumento istituzionale importantissimo. Dovrebbe essercene una in ogni Comune perchè si possono fare una serie di azioni che noi stiamo provando a mettere in atto sia sulla gestione dei beni confiscati &#8211; che è uno dei temi fondamentali secondo me nella lotta &#8211; sia anche nella diffusione della cultura, ovvero: nel fare eventi, andare nelle scuole, sensibilizzare in qualunque modo.</p>



<p>Ci stiamo impegnando tantissimo ed è molto utile il lavoro in rete: persone, istituzioni, associazioni, etc. Stiamo facendo un&#8217;attività molto importante per questa zona che sta diventando anche un po&#8217; un punto di riferimento in tutta la provincia di Milano. Stiamo cercando infatti, anche se a fatica, di coordinare i municipi con le Province, sulla falsa riga di ciò che è stato fatto a livello nazionale (tra le Commissioni antimafia regionali) perchè è importante trattare il tema in maniera organica. La criminalità organizzata è molto ben organizzata e per contrastarla dobbiamo farlo anche tutte e tutti noi.</p>
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		<title>Oltre i limiti della dignità (sempre più)</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Oct 2022 07:34:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da &#60;newsletter-nocpr@googlegroups.com>) Si è giunti ormai ben oltre i limiti del rispetto della dignità umana nella fortezza inaccessibile dove sono negati i diritti fondamentali della persona, nella città che si propone come modello di&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16675" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/10/sempre-piu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>(da &lt;newsletter-nocpr@googlegroups.com>)</p>



<p>Si è giunti ormai ben oltre i limiti del rispetto della dignità umana nella fortezza inaccessibile dove sono negati i diritti fondamentali della persona, nella città che si propone come modello di avanguardia anche nell&#8217;accoglienza.<br>In via Corelli, Milano perde essa stessa la propria dignità, e con lei chi ora, davanti a denunce, dossier e foto, non ha più alibi per dire &#8220;non sapevo&#8221;.<br>Con l&#8217;approssimarsi della fine del mandato del gestore Martinina S.r.l., vicino alla scadenza dell&#8217;appalto, questi sembra aver perso ogni vergogna e ogni interesse a fornire sopra la soglia della decenza i servizi per cui è profumatamente pagato: l&#8217;immondizia inonda le stanze, il cortile e la stessa sala mensa; i bagni sono delle cloache ributtanti; gli stessi pasti precotti, in quantità da fame in vaschette plasticate, vengono serviti anche tre volte di seguito e sono sempre maleodoranti; malati giacciono per terra lamentandosi dal dolore per ore prima di ricevere un qualche aiuto dal personale, più per porre fine al fastidio del pianto che per pietà.<br>Qualcuno dice che spesso sia più il personale amministrativo del centro, piuttosto che i dottori, a decidere, per più irrequieti che si ribellano a quello stato di prigionia senza senso e senza legge, la dose di tranquillanti che deve essere loro somministrata. E con troppa facilità si oltrepassano di gran lunga i limiti massimi prescritti nel dosaggio, praticando mini-TSO fai da te, così facendo di una prassi disumana, prima ancora che illegale, da lager nazista, una modalità vera e propria di gestione del centro.<br>Per il resto, dovendo anticipare anche il denaro per i medicinali, per i quali riceve solo un parziale rimborso dalla Prefettura, il gestore risparmia anche su quelli: tossicodipendenti in crisi di astinenza, ipertesi con continui svenimenti per l&#8217;ansia, soggetti con fragilità psichiche che esplodono con autolesionismo di ogni grado, fino ai tentativi di suicidio quotidiani, in quel contesto di alienazione e conflitto costante. Tutte patologie che non solo avrebbero dovuto essere considerate impeditive del trattenimento, ma che quantomeno avrebbero dovuto essere prese in carico.<br>Invece la regola è quella della degenerazione assoluta, come se il CPR servisse apposta per quello: privare della libertà personale, torturare nella carne e nella psiche, e poi sputare fuori: sulla strada, per i più &#8220;fortunati&#8221;, su un aereo, legati e sedati verso un paese dal quale si era fuggiti, per gli altri.<br>Ad appesantire il carico, il grave episodio del suicidio di un agente &#8211; uno tra i più gentili con i trattenuti -, sparatosi con un&#8217;arma rinvenuta nell&#8217;armeria che avrebbe dovuto essere chiusa e invece non lo era, che da un lato dimostra come il contesto del CPR non sia certo dei più leggeri, e dall&#8217;altro comprova l&#8217;assoluta insufficienza delle misure di sicurezza della struttura.<br>Dinanzi a tutto questo, la Prefettura, il soggetto appaltante cui fa capo il centro, non è vero che non monitora l&#8217;esecuzione dell&#8217;appalto: monitora, e lascia correre. Le sta bene così, è così che deve funzionare, per calpestare la dignità umana, a perenne monito per chi osa bussare alle porte dell&#8217;Europa per reclamare il maltolto da secoli di sfruttamento.<br><img alt="&#x26a1;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/26a1/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Così è stato finora sotto Ministri dell&#8217;Interno pretesamente &#8220;democratici&#8221;, e meglio non sarà sotto la direzione di un governo fascista.</p>



<p><br><img alt="&#x1f4a5;" src="https://fonts.gstatic.com/s/e/notoemoji/14.0/1f4a5/72.png?utm_source=rss&utm_medium=rss">Milano in via Corelli uccide la propria dignità, oltre a quella di migliaia di uomini.<br>Leggi i post e vedi le tante immagini inviateci dai trattenuti, ai seguenti link:</p>



<p><br><a href="https://www.facebook.com/360195841218595/posts/1277702799467890/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OLTRE I LIMITI DELLA DIGNITA&#8217;</a><br><a href="https://www.facebook.com/360195841218595/posts/1280227945882042/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">OLTRE I LIMITI DELLA DIGNITA&#8217; (sempre più)</a></p>
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		<title>Diritti negati al CPR di Palazzo San Gervasio. Report e raccomandazioni di ASGI</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/20/diritti-negati-al-cpr-di-palazzo-san-gervasio-report-e-raccomandazioni-di-asgi/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Jun 2022 08:50:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>(da inlimite.asgi.it) l report nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio in Basilicata descrive una condizione di isolamento, in cui il diritto alla difesa viene ostacolato e in cui&#46;&#46;&#46;</p>
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<h1></h1>



<p>(da inlimite.asgi.it)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://inlimine.asgi.it/wp-content/uploads/2022/06/IMG-20220314-WA0009-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-34511"/></figure>



<p><em>l report nel Centro di Permanenza per il Rimpatrio (CPR) di Palazzo San Gervasio in Basilicata descrive una condizione di isolamento, in cui il diritto alla difesa viene ostacolato e in cui il diritto alla salute fisica e psicologica non viene rispettat</em>o.</p>



<p>La difficoltà di accedere a informazioni sulle condizioni di detenzione ci ha indotti a fare richiesta formale alla Prefettura per visitare la struttura. La visita si è svolta il 14 febbraio 2021. Parallelamente, ASGI ha formulato istanze di accesso civico generalizzato volte ad ottenere informazioni e dati in particolare con riferimento ai servizi. Da ultimo, l’<a href="https://inlimine.asgi.it/il-cpr-di-palazzo-san-gervasio-alcuni-riscontri-dalla-pubblica-amministrazione/?utm_source=rss&utm_medium=rss">accesso civico è stato riscontrato</a>&nbsp;dalla Prefettura di Potenza con comunicazione del 6 aprile 2022 unitamente ai relativi allegati.</p>



<p>Tanto la visita quanto le risposte ai quesiti formulati da ASGI fanno emergere numerose e gravi criticità con riguardo tanto alle condizioni materiali del trattenimento quanto, e soprattutto, con riferimento al rispetto dei diritti delle persone trattenute.&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/06/Report-San-Gervasio_17giugno.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">IL REPORT</a></p>



<h3>Isolamento fisico e telefoni requisiti</h3>



<p>Il Centro di Permanenza per il Rimpatrio di Palazzo San Gervasio è situato al confine tra Basilicata e Puglia nella estrema periferia del Comune. Nelle vicinanze non vi sono abitazioni ma solamente un distributore di benzina e un bar, oltre a diverse aziende.</p>



<p>Come da prassi attuata in diversi CPR, l’uso dei telefoni non è consentito o è estremamente limitato. Tutti i telefoni vengono sequestrati all’atto dell’ingresso e presi in consegna dall’ ente gestore che, secondo quanto precisato dalla&nbsp;<a href="https://inlimine.asgi.it/wp-content/uploads/2022/04/Riscontro-Prefettura-di-Potenza-6.4.2022.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Prefettura</a>, provvede a custodirli all’interno di armadietti a ciò predisposti.&nbsp;</p>



<p>Sono stati installati all’interno del CPR 12 apparecchi telefonici fissi ma, come dichiarato sia dalla Questura che dalla Cooperativa, non sono funzionanti per mancanza di linea. Di fatto, le persone trattenute possono effettuare chiamate per mezzo di due telefoni cellulari messi a disposizione dall’ente gestore con scheda acquistabile con il pocket money e privi di fotocamera come da&nbsp;<a href="https://inlimine.asgi.it/wp-content/uploads/2022/04/Riscontro-Prefettura-di-Potenza-6.4.2022.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">disposizioni del Questore</a>. Sempre per disposizione della Questura – per non precisate ragioni – la durata massima della telefonata è di 5 minuti.&nbsp;</p>



<p>È stato anche precisato che le telefonate sono alternative all’accesso ad altri servizi offerti in modo quotidiano come la possibilità di tagliare la barba. Risulta che, nel CPR di Palazzo San Gervasio,&nbsp;&nbsp;l’accesso alle comunicazioni con l’esterno e la libertà di corrispondenza, in violazione delle disposizioni del TU, non sono&nbsp;&nbsp;garantiti in maniera piena.</p>



<h3>Ostacoli al diritto di difesa</h3>



<p>È purtroppo prassi consolidata del Giudice di Pace di Melfi far pervenire le comunicazioni attinenti le udienze con meno di 24 ore di preavviso e senza che sia data comunicazione del provvedimento con il quale la Questura procede alla richiesta di convalida e/o di proroga. Una prassi che crea evidenti difficoltà organizzative ai difensori e lede il diritto di difesa non consentendo uno studio adeguato del singolo caso, impedendo anche di avere un colloquio preventivo con il proprio assistito prima dell’udienza.&nbsp;</p>



<p>Ad onor del vero, le informazioni raccolte attraverso interlocuzioni precedenti e successive alla visita e alcune “denunce” da parte di associazioni e avvocati, testimoniano che sono numerosi i casi in cui è stato reso difficile, se non addirittura impossibile, allo straniero trattenuto di effettuare la nomina di un difensore di fiducia sia prima, sia durante, sia dopo l’udienza di convalida del trattenimento.</p>



<h3>Uso di psicofarmaci e diritto alla salute</h3>



<p>Le maggiori patologie riscontrate all’interno del CPR riguardano disturbi comportamentali e problemi psichici. Per l’assistenza psicologica e psichiatrica è stato stipulato un Protocollo con l’Azienda sanitaria di Potenza. Il medico presente presso la struttura nel rispondere alle domande ha ammesso un massiccio utilizzo di psicofarmaci (Rivotril, Ansiolin, ecc.) da parte dei trattenuti. A detta sempre del medico, molte delle persone presenti nel CPR non sanno neppure la ragione della loro “detenzione” e questo è un fattore fortemente destabilizzante. Di fatto, il medico ha evidenziato carenze informative che incidono anche sullo stato psico-fisico dei trattenuti. Per quanto concerne il supporto psicologico fornito dal gestore del centro nel&nbsp;<a href="https://inlimine.asgi.it/wp-content/uploads/2022/04/Riscontro-Prefettura-di-Potenza-6.4.2022.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">riscontro del 6 aprile 2022</a>&nbsp;la Prefettura riferisce che l’assistenza psicologica e psichiatrica è garantita come da capitolato d’appalto. Inoltre, in maniera significativa, riferisce che dal primo luglio 2021 non sono state effettuate visite/colloqui psichiatrici o psicologici dal personale dell’ATS.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Il trattenimento dei cittadini stranieri al fine del loro rimpatrio costituisce un unicum tra le ipotesi di privazione della libertà personale, non motivata dalla commissione di un reato o finalità di prevenzione in quanto è una misura che non è necessariamente motivata da esigenze di tutela della sicurezza e dell’ordine pubblico.&nbsp;</p>



<p>I CPR non sono dei carceri. Per alcuni versi, questo indebolisce, piuttosto&nbsp;&nbsp;che aumentare, le tutele dei soggetti che sono ristretti.</p>



<p>È quindi fondamentale che la società civile eserciti un ruolo autonomo di monitoraggio e supervisione in aggiunta a quello che la vigente legislazione demanda alla pubblica amministrazione in particolare laddove la stessa&nbsp;&nbsp;non svolga efficacemente tale ruolo.<a href="https://inlimine.asgi.it/diritti-negati-al-cpr-di-palazzo-san-gervasio-report-e-raccomandazioni-di-asgi/?utm_source=sendinblue&amp;utm_campaign=InLimine%2032022&amp;utm_medium=email#&utm_source=rss&utm_medium=rss">IL REPORT E LE RACCOMANDAZIONI DI ASGI</a></p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p>Altri report recenti di ASGI sui CPR:</p>



<p><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2022/03/Report-CPR-Milano.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Report accesso e monitoraggio CPR Milano, marzo 2022</a></p>



<p>Libro nero di ASGI sul CPR di Torino:&nbsp;<a href="https://en.asgi.it/wp-content/uploads/2021/09/asgi_cpr_turin_it.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Italiano</a><a href="https://en.asgi.it/wp-content/uploads/2021/09/asgi_cpr_turin_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;– Inglese</a><a href="https://en.asgi.it/wp-content/uploads/2021/09/asgi_cpr_turin_fr.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;– Francese</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/20/diritti-negati-al-cpr-di-palazzo-san-gervasio-report-e-raccomandazioni-di-asgi/">Diritti negati al CPR di Palazzo San Gervasio. Report e raccomandazioni di ASGI</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>Il ministero dell&#8217;interno scopre il disagio psichico nei CPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Oct 2021 07:41:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Chissà se si riferisce anche al sopralluogo oggetto di &#8220;Delle pene senza delitti&#8221; quando, con la circolare di qualche giorno fa il Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;Interno&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15735" width="778" height="778" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 945w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/10/cpr-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 778px) 100vw, 778px" /></figure>



<p>Chissà se si riferisce anche al sopralluogo oggetto di &#8220;Delle pene senza delitti&#8221; quando, con la circolare di qualche giorno fa il Direttore del Dipartimento per le libertà civili e l&#8217;immigrazione del Ministero dell&#8217;Interno parla di &#8220;rapporti relativi alla visite nei CPR, redatti dal Garante nazionale delle persone private della libertà personale nonché da altri soggetti che a vario titolo hanno avuto accesso a tali Centri&#8221;, che avrebbero rappresentato &#8220;talune carenze nell&#8217;assistenza di natura socio-psicologica a favore dei trattenuti&#8221;.</p>



<p>Quella che ci ha coinvolto ha originato in verità anche un esposto penale con richiesta di sequestro della struttura proprio in ragione della carenza di ogni assistenza medica, a danno soprattutto dei tantissimi in condizioni di estrema fragilità psicologica.</p>



<p>Fatto sta che, subito dopo la notizia del nostro esposto, dieci giorni dopo in pieno agosto, la Prefettura di Milano e l&#8217;ATS pare abbiano stipulato un protocollo sulla cui applicazione saremo a vigilare (sicuri che, se davvero è stato firmato, resterà solo un pezzo di carta generalgenerico per evitare il sequestro), mentre ora compare questa circolare in cui improvvisamente il Ministero dell&#8217;Interno si accorge della situazione sanitaria &#8211; degenerata ormai da decenni &#8211; nei CPR e invita tutti i centri a stipulare tali protocolli con le ASL di riferimento.</p>



<p>Non manca poi il consueto richiamo ad &#8220;accordi di collaborazione con enti, associazioni di volontariato e cooperative di solidarietà sociale, anche al fine di favorire lo svolgimento di attività ricreative all&#8217;interno dei Centri&#8221;,&nbsp;chiamando così ancora una volta il terzo settore e il volontariato a togliere le castagne dal fuoco e a legittimare in qualche modo, con la propria presenza, questi luoghi che vanno invece categoricamente boicottati fino a che non riusciranno più a funzionare e dovranno chiudere.</p>



<p>Non manca neppure la chiusa retorica, che finge di confidare che la sentita esortazione di facciata sia davvero volta ad essere raccolta nei fatti:</p>



<p>&#8220;nell&#8217;evidenziare, in linea generale, l&#8217;importanza di attivare ogni utile iniziativa volta al miglioramento complessivo dei servizi a favore delle persone trattenute, nell&#8217;ottica di alleviare l&#8217;afflittività della permanenza nei centri e di assicurare il pieno rispetto dei diritti delle persone trattenute e della loro dignità, si resta in attesa di conoscere le iniziative assunte&#8221;.</p>



<p>Noi restiamo convinti e convinte che non sia tollerabile mettere in condizioni di &#8220;afflittività&#8221;, privare della libertà personale e della dignità, e quindi deportare persone che non possono non commettere l&#8217;illecito di non possedere un permesso che il nostro ordinamento non permette di acquisire. Il tutto in un sistema in cui allo stesso tempo sotto vari profili fa comodo a troppi che esistano sacche di persone ricattabili e sfruttabili, meglio se possano fungere anche da &#8220;bau bau&#8221; per lavorare su paure ataviche a scopi elettorali.</p>



<p>Con la vita e la dignità delle persone, specie se innocenti (ma anche se colpevoli di reato) non si possono fare i propri calcoli elettorali o giochi di deterrenza o le proprie prove di fedeltà ad una UE sempre più rinchiusa nella propria fortezza a preservare le ricchezze saccheggiate per secoli a chi ora bussa alla porta.</p>



<p>I CPR vanno chiusi e riviste tutte le politiche che sono alla loro base, senza ipocrisie e retoriche da circolare, più provocatorie che altro.</p>



<p>Ad ogni modo, ben venga, nel frattempo, la sostanziale ammissione di una situazione di gravità, se faranno davvero seguito provvedimenti concreti a breve.</p>
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		<title>CPR di via Corelli? Non si entra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Sep 2021 06:46:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da pressenza.com) Mercoledì 15 settembre dalle 17,30 in poi Presidio in Corso Monforte angolo via Vivaio, Milano Mercoledì 15 settembre avremmo dovuto entrare con altri giornalisti all’interno di alcuni Centri di Permanenza e Rimpatrio&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da pressenza.com)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="820" height="462" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Cpr-1-820x462-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15617" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Cpr-1-820x462-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 820w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Cpr-1-820x462-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/09/Cpr-1-820x462-1-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 820px) 100vw, 820px" /></figure>



<p><strong>Mercoledì 15 settembre dalle 17,30 in poi</strong></p>



<p><strong>Presidio in Corso Monforte angolo via Vivaio, Milano</strong></p>



<p>Mercoledì 15 settembre avremmo dovuto entrare con altri giornalisti all’interno di alcuni Centri di Permanenza e Rimpatrio in Italia; lo avevamo annunciato due mesi fa, avevamo fatto le richieste formali e per tempo. L’<a href="https://www.pressenza.com/it/2021/07/appello-ai-giornalisti-entriamo-tutti-nei-cpr/?utm_source=rss&utm_medium=rss">appello</a>&nbsp;pubblicato su Pressenza aveva ricevuto moltissime adesioni di giornalisti e attivisti.</p>



<p>Pochi giorni prima della data ci è stato comunicato che “a causa delle situazione emergenziale” le visite non erano possibili. Stessa risposta dalla Prefettura di Gorizia, mentre a Roma e Torino tutto tace.</p>



<p>Non si può vedere, non si può sapere, non si può raccontare come vivono gli immigrati rinchiusi nei Centri di Permanenza e Rimpatrio. E non si può fare a meno di chiedersi che cosa abbia da nascondere il Ministero dell’Interno, su indicazione del quale la visita è stata negata.</p>



<p>O forse sì, lo sappiamo: due conferenze stampa alla&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2021/09/cpr-luoghi-oscuri-e-abbietti-conferenza-stampa-alla-camera-dei-deputati/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Camera dei Deputati</a>&nbsp;e al&nbsp;<a href="https://www.pressenza.com/it/2021/09/la-vergogna-dei-cpr-entra-in-senato/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Senato</a>&nbsp;hanno riportato le testimonianze dirette degli attivisti e dei pochi parlamentari che sono riusciti a entrare nei CPR – luoghi dove i diritti più elementari sono negati, luoghi di solitudine, abusi e disperazione. E a questi parlamentari sensibili è stato chiesto di presentare un’interrogazione al Ministro dell’Interno.</p>



<p>Come giornalisti, come attivisti, come esseri umani solidali non possiamo accettare questa vergogna.</p>



<p>Denunciamo la situazione in cui versano i Centri di Permanenza e Rimpatrio.</p>



<p>Denunciamo un sistema che pretende di mantenere un enorme cono d’ombra su questi luoghi.</p>



<p>Rivendichiamo il diritto alla trasparenza e chiediamo a tutta la cittadinanza attiva e sensibile di partecipare al presidio del 15 settembre.</p>



<p>Info e adesioni:</p>



<p><a href="mailto:pressenza.milano@pressenza.com">pressenza.milano@pressenza.com</a></p>
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		<title>Appello ai giornalisti: entriamo tutti nei CPR</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 21 Jul 2021 10:17:08 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p> (da pressenza.it &#8211; <a href="https://www.pressenza.com/it/author/redazione-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Redazione Italia</a>)</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce e divulga l&#8217;appello e la campagna. </p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://cdn77.pressenza.com/wp-content/uploads/2020/02/Cpr-1-720x406.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="CPR"/><figcaption>(Foto di LasciateCIEntrare &#8211; https://www.lasciatecientrare.it/)?utm_source=rss&utm_medium=rss</figcaption></figure>



<p>Negli ultimi tempi varie Prefetture hanno negato a diversi giornalisti la possibilità di entrare in visita nei CPR; questi dinieghi hanno anche interessato il redattore milanese di Pressenza Andrea de Lotto, ma si tratta di un dettaglio.</p>



<p>La verità è che, senza motivazioni di alcun genere, si impedisce ai giornalisti di fare il loro mestiere, che è quello di raccontare tutti gli aspetti della vita sociale. E dunque anche quell’aspetto chiamato “immigrazione”, che genera così tanti conflitti e così tanti morti, oltre a violazioni palesi dei diritti umani, sofferenza, illegalità e ingiustizia.</p>



<p>Invitiamo i colleghi giornalisti di tutte le testate a chiedere di entrare nel CPR più vicino a casa loro – che sia a Milano, Torino, Gradisca di Isonzo (Gorizia), Roma, Brindisi, Bari, Caltanissetta, Macomer (Nuoro), Trapani e Palazzo San Gervasio (Potenza) – per constatare se i diritti umani vengono rispettati, le leggi applicate, le persone trattate con quella dignità a cui ha diritto ogni essere umano, semplicemente per il fatto di vivere.</p>



<p><strong>Chi aderisce alla campagna dovrebbe comunicarlo alla mail&nbsp;<a href="mailto:redazioneitalia@pressenza.com">redazioneitalia@pressenza.com</a>&nbsp;e fare al più presto richiesta all’Ufficio di Gabinetto della Prefettura di competenza per entrare nel CPR che ritiene più idoneo il 15 settembre.</strong></p>



<p>Prime adesioni (associazioni e giornalisti):</p>



<p>Daniele Barbieri – La Bottega del Barbieri</p>



<p>Alessandro Graziadei – Unimondo</p>



<p>Alessandra Montesanto – Associazione per i diritti umani</p>



<p>Stefano Galieni – Left</p>



<p>Patrizia Cecconi – Oltre il mare</p>



<p>Stefano Corradino – Articolo 21</p>



<p>Rete Antirazzista di Firenze</p>



<p>Roberta Ferruti – Rete dei Comuni Solidali</p>



<p>Gianluca Carmosino – Comune-info</p>



<p>Stephen Ogongo – Cara Italia</p>



<p>La Città invisibile, perunaltracittà – Firenze</p>



<p>Rodrigo Andrea Rivas, giornalista in pensione</p>



<p>Maria Teresa Messidoro – Associazione Lisangà culture in movimento, Val Susa</p>



<p>Anna Mieli – Cospe</p>



<p>Checchino Antonini – Popoff</p>



<p>Yasmine Accardo – LasciateCIEntrare</p>



<p>Giansandro Merli – Il Manifesto</p>



<p>Alfonso Di Stefano – Rete antirazzista catanese</p>



<p>Patrick Boylan – Peacelink, Roma</p>



<p>Stefano Bleggi – Progetto Melting Pot Europa</p>



<p>Cecilia Capanna – Roma</p>



<p>Angela Caponnetto, giornalista – Roma</p>



<p>Alessandra Ballerini – Genova</p>



<p>Riccardo Alfonso – Fidest</p>
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		<title>La befana arriva in Prefettura per chiedere la convocazione per la sanatoria</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 Jan 2021 08:29:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>(da todocambia.net)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="543" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14957" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 543w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/unnamed-2-1-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 543px) 100vw, 543px" /></figure>



<p>Dopo la settimana di mobilitazione di dicembre per i diritti delle persone immigrate, organizzata da associazioni, cittadini e cittadine native e migranti, una delegazione accoglierà l&#8217;arrivo della befana per portare i suoi doni in Prefettura.<strong></strong></p>



<p><strong>NON POSSIAMO PIÚ ASPETTARE</strong></p>



<p>Avremmo voluto che l&#8217;ultima “Sanatoria” rappresentasse un&#8217;opportunità per tutte le persone immigrate che si trovano irregolarmente sul territorio italiano, perché l&#8217;emergenza sanitaria causata dal Covid-19 imponeva allo Stato la tutela del diritto alla salute per tutte e tutti. Invece, hanno avuto accesso alla regolarizzazione persone occupate e occupabili in due soli settori, la cura alla persona e il comparto agro-alimentare. In provincia di Milano e Monza-Brianza sono state 26.144, il maggior numero di persone su tutto il territorio italiano.<strong></strong></p>



<p><strong>25.989 lavoratori e lavoratrici immigrate attendono ancora la convocazione in Prefettura per la sottoscrizione del contratto di soggiorno e nessuno di loro ha accesso alle misure di sostegno previste dal Governo per rispondere ai bisogni elementari (casa e cibo), vista anche l&#8217;impossibilità di lavorare nel frattempo.</strong></p>



<p>L&#8217;incertezza rispetto ai tempi pone le persone richiedenti in una condizione di ulteriore rischio nell&#8217;attuale situazione di emergenza sanitaria, può venir meno l’impegno dei datori di lavoro a mantenere la promessa dell’assunzione, così come le difficoltà procedurali mettono a rischio l’esito positivo della domanda.</p>



<p>Il Ministero degli Interni ha sollecitato le Prefettura ad accelerare le convocazioni e dal mese di gennaio nuovi lavoratori interinali dovrebbero entrare nell&#8217;organico della Prefettura di Milano a tempo determinato, non sappiamo però con quali mansioni nelle attività dello Sportello Unico Immigrazione, che non è dedicato esclusivamente alla “Sanatoria”.<strong></strong></p>



<p><strong>Esiste una carenza strutturale che affligge da sempre gli sportelli per il disbrigo delle pratiche di soggiorno e pensiamo vada affrontata perché questi appelli producano cambiamenti reali.</strong></p>



<p>La delegazione consegnerà, venerdì 8 gennaio alle ore 17.30, oltre ai doni della Befana una lettera al Prefetto di Milano per sollecitare un impegno concreto nel garantire a lavoratori e lavoratrici il diritto alla regolarizzazione richiesta, senza che subiscano i disagi causati da una condizione d&#8217;incertezza a tempo indeterminato.</p>



<p>Associazioni, cittadini e cittadine migranti e native promuoveranno nei prossimi mesi la mobilitazione Fridays for Migrants perché i diritti delle persone immigrate vengano rispettati.</p>
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		<title>Violato il diritto di difesa e alla comunicazione nel centro di detenzione per migranti di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Dec 2020 08:48:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ASGI, Naga, LasciateCIEntrare e Mai più Lager – No ai CPR: ” Chi è trattenuto in un centro di detenzione ha il diritto di parlare con i suoi avvocati”. (Da asgi.it) Con una lettera&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/12/21/violato-il-diritto-di-difesa-e-alla-comunicazione-nel-centro-di-detenzione-per-migranti-di-milano/">Violato il diritto di difesa e alla comunicazione nel centro di detenzione per migranti di Milano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/phone-969409_640_pixabay.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-42326"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>ASGI, Naga, LasciateCIEntrare e Mai più Lager – No ai CPR: ” Chi è trattenuto in un centro di detenzione ha il diritto di parlare con i suoi avvocati”.</p></blockquote>



<p>(Da asgi.it)</p>



<p>Con una lettera inviata il 27 novembre 2020 <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/2020_11_27_CPR_Milano_segnalazione-garanti-diritto-di-difesa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">al Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale</a>, ai Garanti dei detenuti della Regione Lombardia e del Comune di Milano, <a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/12/2020_11_27_CPR_Milano_Segnalazione-tribunale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">al Presidente del Tribunale di Milano e al Referente della Sezione Immigrazione e Stupefacenti-Ufficio del Giudice di Pace</a>, ASGI e Naga hanno denunciato diverse violazioni rilevate all’interno del centro per i rimpatri di Milano.</p>



<p><strong>A seguito di una quarantena disposta dal medico della struttura&nbsp;</strong>come conseguenza dell’accertata positività di due cittadini stranieri trattenuti, per tutto il periodo di svolgimento dell’isolamento fiduciario,&nbsp;<strong>sono state rilevate prassi&nbsp;illegali e fortemente lesive dei diritti fondamentali</strong>.</p>



<p>Misure che si inseriscono in un quadro già fortemente critico per quanto concerne le modalità di svolgimento dei colloqui con avvocati e la libertà di corrispondenza anche telefonica con il mondo esterno.&nbsp;</p>



<p>In particolare si è verificato che:</p>



<ul><li>A seguito della messa in quarantena della struttura per presenza di casi positivi COVID al suo interno, è stato<strong>&nbsp;impedito l’incontro dei detenuti con i rispettivi&nbsp; legali</strong>&nbsp;impedendo l’esercizio del diritto di difesa in sede di udienza di convalida o proroga del trattenimento e una corretta e continua informativa sulla propria condizione giuridica da parte del difensore. Ai difensori dei cittadini stranieri trattenuti è stato illegittimamente impedito da parte delle autorità competenti l’accesso e lo svolgimento di colloqui, rendendo di fatto impraticabile l’esercizio del diritto di difesa, diritto inviolabile e preminente tutelato dalla Costituzione non derogabile sulla base del presupposto del rischio sanitario.&nbsp;</li></ul>



<ul><li>È stata rilevata&nbsp;<strong>l’assenza di mediatori&nbsp;</strong>professionisti in loco.</li></ul>



<ul><li>È stata riscontrata<strong>&nbsp;la mancanza di riservatezza nel corso dei colloqui&nbsp;</strong>tra difensore e assistito alla luce della costante presenza delle autorità di pubblica sicurezza.&nbsp;</li></ul>



<ul><li>Durante il periodo dell’emergenza sanitaria è stata&nbsp;<strong>estesa la prassi del sequestro del proprio telefono</strong>&nbsp;<strong>anche a CPR dove precedentemente non era praticata</strong>. Il CPR di Milano non fa eccezione. Questo nonostante la legge preveda che agli stranieri trattenuti in un CPR “è assicurata in ogni caso la libertà di corrispondenza anche telefonica con l’esterno”. Una tale prassi evidentemente non tutela&nbsp; il diritto alla corrispondenza in entrata e in uscita e, di conseguenza, limita gravemente la possibilità di accedere all’informazione, al diritto di difesa, al diritto all’unità familiare, diritti che, nella contemporaneità, sono infatti legati alla possibilità di usufruire di molteplici forme di comunicazione telematica.</li></ul>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>“<em><strong>Esistono garanzie</strong>&nbsp;per coloro che vedono limitata la libertà personale nei luoghi di detenzione, eppure le misure recentemente adottate presso il CPR di Milano per l’isolamento sanitario hanno comportato gravi limitazioni dei diritti dei cittadini stranieri trattenuti</em>” hanno denunciato le associazioni.</p></blockquote>



<p>La Questura di Milano, per tramite dell’amministrazione del centro, ha dichiarato che il protocollo emergenziale è stato adottato dalla Prefettura a seguito di quarantena disposta dal medico della struttura come conseguenza dell’accertata positività di due cittadini stranieri trattenuti, circostanza che desta preoccupazione anche con riferimento all’adozione delle garanzie necessarie ad evitare la diffusione del virus tra i cittadini ristretti. Le misure limitative sarebbero quindi terminate il 30 novembre rilevata l’assenza di positività al tampone di controllo di tutte le persone trattenute.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Tuttavia, è verosimile che in un periodo come quello attuale, di emergenza sanitaria, quando il centro sarà nuovamente completamente operativo, si presenteranno nuovamente situazioni simili ed è quindi fondamentale ribadire alle autorità competenti la totale illegittimità delle misure limitative attuate.</p></blockquote>



<p>Quella verificatasi a Milano è una situazione ormai di fatto generalizzata, riscontrabile purtroppo in molti CPR di Italia e che va contrastata e denunciata.</p>



<p>Come abbiamo replicato all’amministrazione della struttura milanese, e segnalato all’amministrazione concedente, cioè la Prefettura, di fatto responsabile della struttura stessa,&nbsp;<strong>se le autorità competenti non possono garantire i diritti&nbsp;</strong>in questione anche in vigenza dei protocolli necessari per la tutela della salute delle persone trattenute, del personale e dei legali, riteniamo che<strong>&nbsp;i CPR&nbsp; debbano cessare la propria attività</strong>.</p>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>Non può infatti tollerarsi che vengano applicate – in una situazione che purtroppo non può dirsi emergenziale ma anzi sempre più ricorrente –&nbsp; ulteriori restrizioni all’esercizio delle&nbsp; già minime garanzie di tutela dei diritti fondamentali dei cittadini stranieri, presupposto alla base delle proteste degli ultimi giorni, in aggiunta a quelle ordinariamente praticate in tali centri, a nostro avviso in maniera illegittima sotto più profili.</p></blockquote>
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		<title>Regione Piemonte: la proposta del disegno di legge dell&#8217;assessore Ricca preoccupa Associazione 21 luglio perchè viola i diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 04:09:30 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p><br>  “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”. È questo il titolo della proposta del disegno di legge presentato nella giornata di lunedì 28 ottobre da <strong>Fabrizio Ricca, assessore alla sicurezza della Regione Piemonte</strong>. Un documento che ricalca un’altra proposta di legge presentata dal gruppo Lega nel 2015 (n.122) e licenziata con voto contrario il 29 giugno nel 2017 dal Consiglio regionale del Piemonte.<br><strong>Associazione 21 luglio ha inviato una lettera al presidente della Regione Piemonte</strong> per esprimere preoccupazione e per chiedere di vigilare attentamente sulla proposta del disegno di legge che, se approvato, comporterebbe una violazione dei diritti umani ponendosi in contrasto con gli obblighi costituzionali, con le norme comunitarie e internazionali.</p>



<p><strong>Le motivazioni di Associazione 21 luglio</strong></p>



<p>La proposta del disegno di legge, secondo Associazione 21 luglio, più che “regolamentare il nomadismo”&nbsp;<strong>nasconde la volontà di adottare una legge ad hoc per soggetti e gruppi di persone individuate su base etnica</strong>, identificate come rom. Tra i vari punti contenuti nel testo (che possono essere approfonditi nel link in basso) Associazione 21 luglio esprime preoccupazione per l’installazione in dette “<strong>aree di transito</strong>” di impianti di videosorveglianza, ricordando tra l’altro che l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo per funzioni istituzionali di cui sia realmente titolare in base all’ordinamento di riferimento. Diversamente, il trattamento non è lecito». Tra le criticità evidenziate compaiono, inoltre, i requisiti di accesso alle aree come la provenienza del reddito e l’idoneità morale dei soggetti che ne fanno richiesta. Perplessità viene espressa anche per i principi che potrebbero portare alla revoca dell’autorizzazione e al permanere nelle “aree di transito”.</p>



<p>Nel documento presentato dall’assessore Ricca viene ripresa nuovamente l’idea della creazione di un “<strong>Osservatorio regionale</strong>” sul monitoraggio dei flussi e il “contrasto all’abusivismo” con la presenza di «tre componenti delle Forze dell’ordine, di concerto con le Prefetture». Associazione 21 luglio evidenzia come la Corte Costituzionale abbia più volte ribadito che le forme di collaborazione e di coordinamento coinvolgenti compiti ed attribuzioni di organi dello Stato non possono essere disciplinate unilateralmente dall’attività legislativa regionale essendo necessaria la loro previsione da parte della legge statale o da parte di accordi tra i soggetti istituzionali coinvolti.</p>



<p>«La proposta del disegno di legge si pone in netto contrasto con normative comunitarie e internazionali e rappresenta, di fatto, una violazione dei diritti umani – dichiara Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio -.&nbsp;<strong>Chiediamo che l’azione politica sia rispettosa delle norme</strong>, degli articoli della Costituzione e dei diritti individuali di ognuno e su questo continueremo a vigilare».</p>



<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=02d565702e&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LA LETTERA DI ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO</a></p>
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