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	<title>prevenzione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>ASA: 40 anni di lotta contro l&#8217;HIV</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Dec 2025 09:07:44 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p><br>Oggi è la giornata mondiale contro l&#8217;Hiv e cosí ho di deciso di presentarvi ASA (Associazione Solidarietà Hiv). Sono venuto in contatto con questa realtà grazie al mio padre putativo Gianni e insieme abbiamo collaborato al mercatino dell&#8217;associazione per un po&#8217; di tempo. ASA opera sul territorio milanese da 1985 e alcune delle sue principali attività sono:</p>



<ul><li>Centralino informativo </li><li>Counseling telefonico e vis-à-vis</li><li>Assistenza psicologica specialistica e individuale </li><li>Hiv a quattrocchi: serate informative per persone con hiv, tenute da persone con hiv</li><li>Mercatino (BASAr) a cadenza mensile di raccolta fondi</li><li>Corsi di yoga</li><li>Omniateca: centro multimediale di documentazione (riviste italiane e straniere, opuscoli, manifesti e foto).<br>Tra le attività ci sono anche giornate di test rapidi hivy, sifilide, epatite C, in sede e all&#8217;esterno (locali, luoghi di aggregazione).<br>Intervisto ora, il presidente dell&#8217;associazione, ovvero l&#8217;infettivologo Massimo Cernuschi. <br>Puoi dirci qualcosa circa la diffusione del virus ad oggi?<br>L&#8217;amministrazione Trump col taglio dei finanziamenti al Welfare ha portato ad un blocco delle di  politiche di sostegno al trattamento e alla prevenzione del virus  soprattutto nell&#8217;Africa subsariana e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est. <br>Il dato più preoccupante, per quanto riguarda l&#8217;Italia, riguarda il continuo aumento delle persone a cui viene diagnosticata tardivamente l’infezione da HIV (con bassi CD4 o in AIDS), nel caso specifico, si tratta soprattutto di maschi eterosessuali.<br>Parlaci della Prep…<br>In Italia la Prep è solo in compresse, esistono da poco ma non ancora registrate le soluzioni iniettabili da prendere ogni 2/6 mesi. La prep è più efficace del profilattico, l&#8217;unico rischio è rappresentato dal non seguire le incazioni dei medici per questo le iniezioni sarebbero una soluzione migliore. <br>Estiste anche la Doxy Pep per le infezioni batteriche a trasmissione sessuale che consiste in un  antibiotico da prendere entro 72 ore dal rapporto a rischio. <br>Come trattano i media il tema dell&#8217;Hiv?<br>Si scrive solamente dei casi eclatanti; per esempio di coloro che vengono denunciati per non aver informato della propria  positività, spesso dimenticandosi di specificare che si tratta di persone in cura, da anni, con farmaci antiretrovirali.<br>ASA ha seguito un progetto dell&#8217;oms per formazione dei giornalisti che si è rivelato un insuccesso in quanto a partecipazione. Generalmente in occasione della giornata contro l&#8217;Hiv i giornali cercano sempre storie strappalacrime, quindi non si vuole davvero informare le persone sul questo tema.<br>Aggiungo che purtroppo non si fa campagna sul tema U=U perciò lo stigma verso le persone sieropositive resta, così come la paura del contagio. Le istituzioni per prime, tramite gli organi di stampa, non fanno passare il messaggio che attualmente chi ha il virus dell&#8217;hiv prende semplicemente una pillola al giorno.<br>Che impatto emotivo ha oggi lo scoprire di aver contratto il viris?<br>Lo stigma è ancora fortemente presente soprattutto nelle piccole realtà di provincia e questa spaventa e condiziona ancora molto soprattutto i persone con hiv. Ringrazio Massimo della disponibilità e vi invito ad a dare un occhio al sito di ASA anche per avere risposta alle varie domande sull&#8217;argomento trattato e per conoscere di più sull&#8217;associazione. </li><li>ASA ONLUS MILANO &#8211; Home Asa</li></ul>
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		<title>L&#8217;hinterland di Milano e la lotta alla criminalità</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Apr 2023 07:34:02 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Il prossimo 15 aprile alle ore 10.30 verrà inaugurato lo SPORTELLO SOLIDALE ANTIMAFIA “Davide Salluzzo”, fortemente voluto dal Comune di Corsico, da U.I.C.A.P.T.E., con il patrocinio dei Municipi di Assago, Buccinasco, Cesano Boscone, Cusago, Trezzano sul naviglio, Caritas Ambrosiana e Coop.</p>



<p>Saranno presnti: il Prefetto di Milano, Ranato Saccone; Simona Ronchi, Dirigente A.N.B.S.C., Stefano Martino Ventura, sindaco di Corsico, don Massimo Mapelli, Presidente U.C.A.P.T.E., Luigi cuomo, Presidente Associazione SOS Impresa, Maria Grazia Totti, Referente Ass. SOS Impresa Lombardia, Gianluca Vitali, Presidente Commissione Antimafia di Corsico.</p>



<p>L&#8217;inaugurazione dello sportello si terrà presso il Centro Sociale Falcone, Via G. Falcone, 5 – Corsico</p>



<p>Abbiamo avuto l&#8217;occasione di scambiare qualche parola con la ex sindaca del Comune di Corsico, in provincia di Milano, Maria Ferrucci, e con Gianluca Vitali, presidente della Commissione antimafia, sempre di Corsico che ringraziamo molto per la loro disponibilità.</p>



<p>Maria Ferrucci: bisogna considerare che il primo processo che ha portato alla sbarra più di 50 persone di Corsico è stato quello avviato in seguito all&#8217;arresto di Saverio Morabito nel 1993.</p>



<p>La vicenda, però, risale agli anni &#8217;80, perché poi il processo del &#8217;93 ha preso in considerazione reati commessi anche prima, dopo il racconto di Morabito, vicenda e racconto che sono stati riportati nel libro intitolato “Manager calibro 9. Vent&#8217;anni di malavita a Milano nel racconto del pentito Saverio Morabito” di Piero Colaprico e Luca fazzo e in cui si mette in evidenza come l&#8217;hinterland sia il centro del gruppo di mafiosi arrivati dalla Calabria, in particolare da Platì. I personaggi più grandi sono quelli che appartengono ai Sergi, ai Barbaro e ai Papalia. Queste sono le <em>&#8216;ndrine</em> più importanti e sicuramente inizialmente hanno come attività principale quella dei sequestri di persona e dello spaccio (negli anni &#8217;70 e &#8217;80); la nostra zona, infatti, in quel periodo aveva gli alberi pieni di siringhe conficcate&#8230; Negli anni &#8217;90 i cittadini non hanno ancora percezione di ciò che accade intorno a loro e nemmeno le istituzioni se si pensa che il prefetto, ancora nel 2010, diceva che la mafia sul territorio non c&#8217;era e, quindi, non vi era né da parte della società civile né da parte delle istituzioni la consapevolezza e la volontà di fare qualcosa.</p>



<p>Solo a partire dagli anni &#8217;90 (ricordiamo anche Tangentopoli, perchè tutto è collegato&#8230;) si iniziano a cogliere le connessioni tra criminalità, politica, economia, etc. E sicuramente la situazione cambia dopo il processo a seguito delle dichiarazioni di Morabito, ma vorrei anche aggiungere che una certa sensibilizzazione ai temi per la legalità è stata data dal libro/inchiesta di Roberto Saviano, “Gomorra”: oggi lo si considera in senso negativo (per i motivi che conosciamo, perchè gli argomenti sono stati manipolati a favore di un successo meramente commerciale, soprattutto da parte dello stesso autore), ma all&#8217;epoca ebbe un&#8217;importanza mediatica e culturale molto forte in quanto mise in luce una realtà che in molti, troppi tendevano a nascondere.</p>



<p>Proprio nel 2010 feci la proposta all&#8217;allora sindaco di Buccinasco, Loris Cereda, di istituire insieme un coordinamento sull&#8217;antimafia, in particolare per arginare i traffici della &#8216;ndrangheta, ma lui mi rispose ridendo, quasi deridendomi: “Ma guarda che la &#8216;ndrangheta non esiste”, disse. Cereda venne arrestato con l&#8217;accusa di corruzione.</p>



<p>Ma c&#8217;è di più.</p>



<p>Durante un consiglio comunale, alcune persone sono venute appositamente per intimidirmi nel momento in cui io ero ancora solo consigliera e stavo presentando una interpellanza sul “Festival dello stocco”. Perché questa manifestazione era stata organizzata con il coinvolgimento di persone poco pulite. Ho ricevuto, quindi, la “visita” di questi personaggi che hanno cominciato ad urlare di tutto e con il sindaco che non ha fatto una piega, cioè non mi ha neanche dato la propria solidarietà e non ha mai nominato la parola &#8216;ndrangheta in tutti e due i suoi interventi; questo per dirti che in un comune come Corsico c&#8217;è molto da fare perché, anche se si organizzano manifestazioni pubbliche, quando ci si trova davvero in situazioni delicate, non si fa o non si dice nulla di serio e di concreto per contrastare le azioni malavitose.</p>



<p>Gianluca Vitali: sono attualmente Presidente della Commissione antimafia. Ricordo che Corsico, purtroppo, è uno dei capoluoghi della &#8216;ndrangheta, insediatasi al Nord d&#8217;Italia, in Lombardia. Il nostro municipio non aveva mai istituito una commissione antimafia, invece nel 2020, quando sono andato in consiglio comunale, ho chiesto e voluto la Presidenza perchè credo che sia uno strumento istituzionale importantissimo. Dovrebbe essercene una in ogni Comune perchè si possono fare una serie di azioni che noi stiamo provando a mettere in atto sia sulla gestione dei beni confiscati &#8211; che è uno dei temi fondamentali secondo me nella lotta &#8211; sia anche nella diffusione della cultura, ovvero: nel fare eventi, andare nelle scuole, sensibilizzare in qualunque modo.</p>



<p>Ci stiamo impegnando tantissimo ed è molto utile il lavoro in rete: persone, istituzioni, associazioni, etc. Stiamo facendo un&#8217;attività molto importante per questa zona che sta diventando anche un po&#8217; un punto di riferimento in tutta la provincia di Milano. Stiamo cercando infatti, anche se a fatica, di coordinare i municipi con le Province, sulla falsa riga di ciò che è stato fatto a livello nazionale (tra le Commissioni antimafia regionali) perchè è importante trattare il tema in maniera organica. La criminalità organizzata è molto ben organizzata e per contrastarla dobbiamo farlo anche tutte e tutti noi.</p>
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		<title>Uno Stato forte ascolta e concede con ragionevolezza</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2022 12:00:50 +0000</pubDate>
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<p>di Patrizio Gonnella (da antigone.it)</p>



<p>La vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, in sciopero della fame contro il carcere duro del 41 bis, ci aiuta a fare alcune considerazioni intorno a ciò che dovrebbe essere la pena in una società democratica e ci porta ad affrontare questioni di grande rilievo giuridico ed etico. </p>



<p>In primo luogo si pone il tema delle modalità di esecuzione della sanzione carceraria nei confronti di una certa tipologia di detenuti. I regimi differenziati – come ad esempio il 41-bis – incidono significativamente sulla vita e i diritti delle persone recluse. Riducono notevolmente le occasioni di socializzazione, le possibilità di partecipazione alle attività interne all’istituto penitenziario nonché le relazioni con il mondo esterno. Sostanzialmente intervengono eliminando ogni opportunità di aderire a progetti di reintegrazione sociale.&nbsp;</p>



<p>La Corte Costituzionale, nella nota sentenza numero 376 del 1997, ha ben spiegato come anche nel caso del regime di cui all’art. 41-bis, pensato per contrastare la criminalità organizzata, sia necessario sempre tenere in adeguata considerazione l’articolo 27 della Costituzione, con i suoi riferimenti alla dignità umana e alla rieducazione del condannato. Il Comitato europeo per la prevenzione della tortura, nel suo rapporto rivolto alle autorità italiane relativo a una visita effettuata nel 2019, raccomandò alle stesse di effettuare sempre «una valutazione del rischio individuale che fornisca ragioni oggettive per la continuazione della misura». Il cosiddetto risk assessment deve essere fondato «non solo sull’assenza di informazioni che dimostrino che la persona in questione non è più legata a una determinata organizzazione».</p>



<p>Nel caso di Alfredo Cospito il trasferimento in un istituto con regime differenziato sopraggiunge dopo circa 10 anni di pena scontati in un diverso e meno gravoso trattamento penitenziario. Il Comitato di Strasburgo invece sollecita che vi sia sempre una valutazione estremamente rigorosa del caso individuale evitando standardizzazioni nel trattamento solo sulla base del titolo di reato. E proprio intorno a una accurata valutazione del rischio si sofferma anche la Raccomandazione del 2014 del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa rivolta ai Paesi membri sul trattamento dei detenuti ritenuti pericolosi.&nbsp;</p>



<p>Altro tema è quello dello sciopero della fame che il detenuto sta portando avanti mettendo a rischio la propria salute. Qua si pongono dilemmi etici che vanno risolti nel senso di assicurare al detenuto pieno rispetto alla scelta di autodeterminarsi intorno alle modalità di espressione del proprio dissenso, finanche astenendosi dal cibo. Uno Stato forte deve monitorare la salute della persona reclusa, offrire tutto il sostegno psico-sociale e medico possibile, ma sempre rispettando la sua volontà e ascoltando le sue ragioni. Uno Stato forte non deve temere di cambiare una propria decisione, se questo cambiamento produce una riduzione del tasso di sofferenza o comunque riporta un caso dentro un’area di ragionevolezza giuridica.</p>
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		<title>#Iorestoacasa e loro restano nel campo. Appello per una città solidale</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2021 08:58:02 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce all&#8217;appello di Associazione 21 luglio e lo divulga. “Io resto a casa”, il decreto emanato lo scorso 9 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare l’emergenza&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> aderisce all&#8217;appello di Associazione 21 luglio e lo divulga.</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="682" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15508" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/rom-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>“<strong>Io resto a casa</strong>”, il decreto emanato lo scorso 9 marzo dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, per fronteggiare l’emergenza da contagio Covid-19, ha giustamente imposto regole ferree all’intero Paese obbligando tutti, tra i vari provvedimenti, ad assumere atteggiamenti di responsabilità e ad uscire di casa solo per situazioni emergenziali o motivi di lavoro. A distanza di qualche giorno dall’entrata in vigore delle nuove norme,&nbsp;<strong>Associazione 21 luglio ha svolto un’indagine all’interno delle baraccopoli istituzionali della città di Roma</strong>&nbsp;riservate a famiglie di etnia rom, per capire come le norme contenute nel decreto possono impattare sulla vita di chi abita in emergenza abitativa. Nel rispetto delle restrizioni imposte dal Governo, i dati e le testimonianze sono state raccolte mediante interviste telefoniche svolte tra il 14 e il 17 marzo dai nostri operatori.</p>



<p>In alcune baraccopoli, dopo la pubblicazione del decreto del 9 marzo 2020 si sono intensificati i controlli della Polizia Locale già presente in maniera stabile all’ingresso degli insediamenti.&nbsp;<strong>In alcuni casi gli abitanti avvertono il peso di restrizioni</strong>&nbsp;che impongono l’uscita solo a piedi e dilazionata nel tempo o rispettosa della norma che impone il metro di distanza anche all’interno delle autovetture. In relazione al contagio sono in molti a sentirsi più protetti all’interno dell’insediamento che fuori, durante le uscite si equipaggiano di dispositivi autoprodotti poiché nulla è stato consegnato loro per contrastare il contagio. Non solo,&nbsp;<strong>in nessuna baraccopoli è stata segnalata la presenza di operatori sanitari</strong>&nbsp;disponibili per la distribuzione del materiale o fornire informazioni. Restano quindi le azioni raccomandate attraverso la tv e che sono praticabili, però, laddove le condizioni igieniche lo permettono o dove almeno c’è disponibilità di acqua corrente.</p>



<p>Le famiglie presenti nelle baraccopoli della Capitale non hanno più la possibilità di svolgere l’attività lavorativa e, con le risorse disponibili ad oggi, non potranno far fronte ai giorni che verranno: un aspetto se possibile ancora più tragico che ghettizza chi vive ai margini. Anche&nbsp;<strong>la solidarietà in tempi di contagio è relegata ad eccezioni sporadiche</strong>&nbsp;per paura del contatto fisico e bambini e anziani rischiano di non avere la sussistenza quotidiana. Ad aggravare un quadro già drammatico anche la sospensione dell’attività scolastica e l’impossibilità di utilizzare strumenti tecnologici indispensabili a seguire un’eventuale didattica a distanza pone i minori in età scolare in uno stato di grave isolamento in rapporto ai coetanei e agli insegnanti.</p>



<p>A dispetto di “Io resto a casa”, per chi vive in emergenza abitativa lo slogan giusto potrebbe essere&nbsp;<strong>“Io resto nel campo” ad indicare le conseguenze prodotte dal decreto di una maggiore emarginazione e segregazione</strong>&nbsp;rispetto a quella già vissuta quotidianamente. Ma cosa accadrebbe se in uno degli insediamenti venisse riscontrata anche una sola positività?</p>



<p><strong>Tutti gli abitanti sarebbero posti in quarantena?</strong> L’appello di Associazione 21 luglio alla sindaca di Roma Virginia Raggi e al prefetto di Roma Gerarda Pantalone affinchè: si individuino nelle baraccopoli romane situazioni di fragilità e si provveda a fornire beni di prima necessità <strong>garantendo condizioni igienico-sanitarie</strong> e accesso all’acqua potabile; si provveda a incrementare la rete di volontariato sociale all’interno delle baraccopoli; si disponga la presenza di personale sanitario che illustri strumentazioni e misure da adottare. Nell’appello viene infine chiesto di predisporre per tempo <strong>adeguati piani sanitari da adottare in caso di positività</strong> all’interno di una delle baraccopoli romane.</p>



<p><strong><em>Egregia Sindaca Virginia Raggi,</em></strong><br><strong><em>Egregio Prefetto Gerarda Pantalone,</em></strong></p>



<p><em>Vi scrivo per esprimervi profonda preoccupazione circa la condizione di salute di oltre 6000 persone che vivono in emergenza abitativa presso le&nbsp;baraccopoli monoetniche della Capitale in un momento di emergenza sanitaria che l’OMS ha dichiarato pandemia.</em></p>



<p><em>Vi chiedo di mappare all’interno degli insediamenti formali e informali le condizioni di maggiore fragilità con l’obiettivo di garantire, in particolare ai minori e agli anziani, la distribuzione beni di prima necessità; di garantire all’interno di ogni singolo insediamento condizioni igienico-sanitarie adeguate assicurando in primis l’accesso all’acqua potabile; di assicurare all’interno degli insediamenti la presenza di operatori sanitari e di mediatori culturali che possano provvedere ad illustrare le misure di prevenzione raccomandate dal decreto del 9 marzo 2020 e distribuire agli abitanti dispositivi di protezione individuali; di rinforzare e coordinare una rete di volontariato sociale al fine di monitorare in maniera capillare le condizioni igienico-sanitarie e la salute di quanti vivono nelle baraccopoli della Capitale; di predisporre per tempo, in caso di riscontro di una o più positività al Covid-19 all’interno degli insediamenti formali, un adeguato e tempestivo piano di intervento sanitario, al fine di evitare che la città arrivi impreparata a tale evento</em>.</p>



<p></p>



<p>Per firmare l&#8217;appello: <a href="https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.21luglio.org/iorestoacasa-e-loro-restano-nel-campo/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Siglato un protocollo d’intesa volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 06:32:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15481" width="461" height="370" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-300x241.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/protocollo-unar-fiaip-768x617.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 461px) 100vw, 461px" /></figure>



<p>Ieri, 30 giugno 2021, stato siglato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il protocollo d’intesa tra <strong>Triantafillos Loukarelis</strong>, Direttore dell’Unar l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (<strong>Unar</strong>) e <strong>Gian Battista Baccarini</strong> – Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (<strong>Fiaip</strong>) volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare.</p>



<p>L’accordo, di durata triennale, prevede la realizzazione congiunta di iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte agli&nbsp;<strong>agenti immobiliari</strong>, finalizzate ad una migliore conoscenza degli strumenti normativi e di tutela, e l’emersione dei fenomeni di&nbsp;<strong>discriminazione&nbsp;</strong>legati alle procedure di&nbsp;<strong>compravendita&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>locazione di immobili</strong>.</p>



<p>In particolare, Unar e Fiaip, oltre ad istituire un tavolo tecnico di coordinamento, si sono impegnati a:</p>



<ul><li>definire e promuovere annualmente attività congiunte di sensibilizzazione sui temi dell’antidiscriminazione con particolare riferimento al settore immobiliare;</li><li>collaborare a iniziative finalizzate a una migliore conoscenza da parte degli agenti immobiliari e dei cittadini degli strumenti normativi e delle strategie di contrasto e prevenzione delle situazioni di discriminazione;</li><li>realizzare momenti di formazione e aggiornamento rivolti agli agenti immobiliari iscritti alla FIAIP</li><li>realizzare campagne di sensibilizzazione e informazione volte alla prevenzione dei comportamenti xenofobi e discriminatori e alla promozione della consapevolezza sui diritti;</li></ul>



<p>“Mai più dinieghi discriminatori per chi rivendica il diritto ad avere una casa per sé e per la propria famiglia – dichiara&nbsp;<strong>Triantafillos Loukarelis</strong>&nbsp;–direttore dell’UNAR<strong>.</strong></p>



<p>Troppo spesso in questi anni abbiamo appreso di proprietari di casa che non hanno guardato all’affidabilità della persona, ma alla sua origine etnica, al colore della sua pelle, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Questo protocollo che sottoscriviamo insieme alla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è in grado di fare la differenza, arginando ogni tipo di razzismo e stereotipo, evitando così l’umiliazione di persone che chiedono di vedere riconosciuto un diritto. Le attività congiunte di formazione e di sensibilizzazione – continua&nbsp;<strong>Loukarelis&nbsp;</strong>– forniranno gli strumenti per consentire il rispetto della legalità e della parità di trattamento. Nessuna agenzia immobiliare o agente dovranno assecondare pratiche discriminatorie in futuro. Questo è il nostro auspicio comune e lavoreremo per renderlo realtà.”</p>



<p>“Fare cultura per prevenire le discriminazioni, sensibilizzare le agenzie immobiliari e migliorare i rapporti culturali in questa materia nel Real Estate – dichiara&nbsp;<strong>Gian Battista Baccarini,</strong>&nbsp;Presidente Nazionale&nbsp;<strong>Fiaip</strong>&nbsp;– è sempre più importante. Con l’accordo, siglato oggi che insiste sullo specifico campo della parità di trattamento nella compravendita o locazione degli immobili, si effettua in Italia un altro passo importante per la tutela e la pari dignità delle vittime di ogni tipo di discriminazione, sia essa legata alla razza e/o origine etnica, alla religione, all’età, alla disabilità, all’orientamento sessuale o all’identità di genere delle persone”.</p>



<p>In allegato il protocollo d’intesa.</p>



<p><a target="_blank" href="http://www.unar.it/wp-content/uploads/2021/06/Protocollo-UNAR-FIAIP-30-GIUGNO-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener">Protocollo UNAR-FIAIP 30 GIUGNO 2021</a></p>
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		<title>Uniti per Unire: nasce l&#8217;osservatorio internazionale anti-violenza sulle donne</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2021 07:27:24 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="804" height="804" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15147" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 804w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/03/unnamed-3-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></figure>



<p>Così, la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ,l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ,l&#8217;unione medica euro mediterranea (Umem) e il Movimento internazionale Transculturale interprofessionale Uniti per Unire esprimono i loro auguri a tutte le donne di tutti i paesi del mondo invitando tutti a difendere i diritti ,la libertà, la sicurezza e l&#8217;autonomia delle donne. Oggi un giorno importante a livello mondiale per la festa delle donne che deve far riflettere tutti per quanto riguarda l&#8217;importanza del ruolo delle donne nelle società tutti i giorni, non solo l&#8217;8 marzo. Le donne hanno vinto numerose battaglie ma dobbiamo far ancora tanto per combattere la violenza contro le donne e rispettare tutti i loro diritti.</p>



<p>&#8220;Le nostre associazioni e comunità da anni sono contro la violenza sulle donne con iniziative pubbliche ,sportello online e assistenza sanitaria, valorizzando il ruolo delle donne. Per questo lanciamo oggi l&#8217;osservatorio internazionale anti-violenza sulle donne di Uniti per Unire, Amsi ,Co-mai e Umem per intensificare il nostro impegno tutti i giorni con iniziative,ricerca ,statistiche e proposte&#8221;, così dichiara il presidente Amsi e Co-mai e membro registro esperti Fnomceo, Foad Aodi, lanciando il *#Manifesto dell&#8217;Osservatorio internazionale Anti-violenza sulle Donne con statistiche del 2020 e proposte per il futuro.</p>



<p>*Statistiche*</p>



<p>Sono aumentate del 40% le patologie ortopediche di cui il 60% sono donne nel periodo del coronavirus, per motivi di eccessivo impegno professionale e casalingo, scarsa attività fisica , stress e sovrappeso.</p>



<p>Sono aumentate le crisi famigliari in Italia e nel mondo di circa 25% ,per colpa della crisi economica famigliare e del lockdown.</p>



<p>Sono in aumento continuo le violenze sessuali contro le donne migranti durante i loro &#8220;viaggi della speranza&#8221; e nel mare.</p>



<p>Sono in aumento le discriminazioni ed i pregiudizi contro le donne musulmane e dottoresse con il velo sui posti di lavoro.</p>



<p>In Italia e in Europa sono pochissime le donne che indossano il burqa ; ci sono già leggi che chiedono il viso scoperto per l&#8217;identificazione in pubblico e vanno rispettate ed attuate per tutte.</p>



<p>Il 55% dei professionisti della sanità di origine straniera sono donne( circa 40.000), molto impegnate nella difesa dei diritti di tutte le donne e i pazienti.</p>



<p>Ecco le nostre&nbsp;proposte:</p>



<p>Intensificare i centri anti-violenza con sportelli d&#8217;ascolto ed online con collaborazione interprofessionale , per sostenere le donne nel superare il tunnel della sofferenza.</p>



<p>Consentire a tutte le donne, in tutti i paesi, di svolgere in libertà e senza ostacoli burocratici le loro attività professionali ,attività fisica e la partecipazione a manifestazioni pubbliche.</p>



<p>Sostenere i figli delle donne che hanno subito violenza e&nbsp;promuovere progetti di riabilitazione gratuiti per il loro rinserimento nella società senza traumi.&nbsp;</p>



<p>Rispettare il principio dell&#8217;eguaglianza per tutte e chi sbaglia paga senza sconto ne&#8217; giustificazioni.</p>



<p>Intensificare la prevenzione e l&#8217;assistenza sanitaria per le donne migranti senza permesso di soggiorno</p>



<p>Combattere la mutilazione genitale femminile con leggi internazionali chiare e senza ambiguità.</p>



<p>Combattere ogni forma di disinformazione, pregiudizio, discriminazione contro le donne di altre religioni o culture.</p>



<p>Questi sono i punti che hanno una priorità nel trovare soluzioni concrete da parte delle istituzioni per combattere ogni forma di violenza contro le donne: fisica, verbale ,mentale e sessuale. Non saremo mai liberi se non ce&#8217; una libertà , rispetto dei diritti e sicurezza completa per tutte le donne,  in tutti i paesi del mondo, così chiude Aodi. </p>
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		<title>Covid-19. &#8220;Urge rispettare tutti i consigli medici: No ai litigi e spettacoli politicizzati tra esperti in Tv&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/08/19/covid-19-urge-rispettare-tutti-i-consigli-medici-no-ai-litigi-e-spettacoli-politicizzati-tra-esperti-in-tv/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2020 07:36:51 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Covid-19 &#8220;Urge rispettare tutti i consigli medici: No ai litigi e spettacoli politicizzati tra esperti in Tv&#8221;. Così l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l&#8217;unione  medica euro mediterranea (UMEM) con il&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14516" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Coronavirus-nel-mondo_1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Covid-19 &#8220;Urge rispettare tutti i consigli medici: No ai litigi e spettacoli politicizzati tra esperti in Tv&#8221;.</p>



<p>Così l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e l&#8217;unione  medica euro mediterranea (UMEM) con il nostro Movimento  Uniti per Unire (UxU) avvertono che ormai non si può sbagliare più decisioni, programmazione e prevenzione nei confronti del Coronavirus. Tutti devono essere responsabili nelle loro decisioni: governo, politici ,società civile per arrivare al più presto a zero contagi prima dell&#8217;inizio dell&#8217;inverno.</p>



<p>&#8220;Purtroppo tante volte siamo stati inascoltati e censurati in Italia ,al contrario nei vari paesi Euro Mediterranei e 72 paesi dove siamo presenti con i nostri rappresentanti locali che divulgano i nostri consigli e proposte che  sono state accolte in tempo; apertura dei confini graduali ,tamponi rapidi ai confini, avere un PCR delle ultime 72 ore per chi desidera rientrare nei paesi di origine e per i turisti,i migranti rappresentano circa il 6% dei contagiati dall&#8217;inizio dell&#8217;epidemia&#8221; così dichiara Foad Aodi &#8211; presidente Amsi e UMEM e Membro del registro esperti e del Gdl Salute Globale Fnomceo &#8211; che lancia il suo appello al Governo italiano di coinvolgere di più i professionisti della sanità , gli albi professionali e le associazioni di categoria per avere più informazione e proposte riguardo la battaglia contro il Coronavirus nei prossimi mesi. Non è consentito più sbagliare, non è più consentito guerre tra esperti in TV e guerre tra i membri del CTS che non hanno rassicurato l&#8217;opinione pubblica e sono nati due partiti in Italia (Pro e Contro le Mascherine e le chiusure) per colpa di queste guerre sterili e mediatiche e consigli e decisioni sbagliate e non tempestive.Da gennaio siamo impegnati all&#8217;estero con TV e giornali (più di 1000 interviste, confronti e citazioni)e non abbiamo mai assistito a spettacoli e confronti politicizzati come quelli visti in Italia per colpa dei litigi tra  esperti e virologi, conclude Aodi.</p>



<p>Riproponiamo oggi il video di approfondimento realizzato con il Prof. Aodi durante il lockdown per l&#8217;iniziativa &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221; organizzata da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong>.  Dedicate un po&#8217; del vostro tempo per ascoltare le sue parole&#8230;</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="Coronavirus nel mondo. Prevenzione – diagnosi, statistiche – cura" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/UQwD4uW8XH0?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</div></figure>



<p></p>
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		<title>Coronavirus: il 40% nel mondo dei contagi sono d&#8217;importazione ,il problema non sono solo i migranti irregolari che sono il 2% del totale</title>
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		<pubDate>Fri, 31 Jul 2020 07:11:55 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="800" height="400" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14467" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/Libia-migranti-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /><figcaption>AT SEA &#8211; JUNE 8: Migrants aboard HMS Bulwark having been rescued by Royal Marines, following their attempt to reach Italy on by boat from Libya, on June 8, 2015 in transit to Catania, Sicily. The Royal Navy has reportedly rescued 1200 migrants in the Mediterranean in the last 12 hours. (Photo by Rowan Griffiths &#8211; Pool /Gety Images)</figcaption></figure></div>



<p><strong><em><br>Amsi ,UMEM e UXU : bene controllare tutti i provenienti dai Paesi in cui l&#8217;epidemia è in fase acuta, ma urge intensificare anche gli accordi bilaterali.</em></strong></p>



<p>Così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia <strong>(Amsi)</strong> ,Comunità del mondo arabo in Italia <strong>(Co-mai)</strong> e l&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea<strong> (Umem) </strong>presentano le loro statistiche riguardo il Coronavirus nel mondo e in Italia grazie alla collaborazione dei nostri rappresentanti in 72 paesi e le numerose ricerche e studi internazionali con esperti in materia.</p>



<p> Il  40% dei contagiati nel mondo sono d&#8217;importazione, persone provenienti da Paesi in cui l&#8217;epidemia è in fase acuta</p>



<p>l’85% dei contagiati sono concentrati in circa 10 Paesi </p>



<p> i motivi dell’ aumento dei contagiati a giugno sono: contagi d&#8217;importazione, mancanza di rispetto delle tre regole importanti (mascherine, distanziamento sociale ed igiene )</p>



<p>aumento del numero dei guariti e curati a casa grazie al protocollo terapia a domicilio in particolare i primi 5 giorni consigliato da UMEM e Amsi in 72 Paesi è aumentata l&#8217;immigrazione irregolare a giugno verso la Libia e l&#8217;Europa, ma sono circa il 2% dei contagiati in Europa</p>



<p>i migranti regolari e irregolari contagiati dall&#8217;inizio della crisi in Italia sono il 6% del totale ,in Europa sono l&#8217;8% dei contagiati .</p>



<p><em>&#8220;Sono statistiche che ci invitano tutti a non abbassare la guardia e continuare a rispettare le tre regole importanti e controllare bene tutti i confini (aeroporti ,pullman, auto ,treni e mare ) per combattere il Coronavirus d&#8217;importazione senza distinzione in particolare nelle regioni dove c’è maggiore mobilità e dove si sono registrati contagi e focolai come il Lazio ,Veneto , Lombardia ,Puglia ,Trento ,Piemonte Liguria ,Sicilia ,Calabria ,Basilicata ed Emilia Romagna . Sicuramente va combattuta anche l&#8217;immigrazione irregolare che è in aumento nel mese di giugno e vanno tutelati diritti umani e universali in particolare in Libia e aiutare i Paesi di origine nelle loro battaglie contro l&#8217;immigrazione irregolare con progetti concreti di cooperazione internazionale in loco e far rispettare gli accordi bilaterali. </em></p>



<p><em>Ribadiamo le nostre proposte e richieste urgenti al Governo Italiano:</em></p>



<p>Tessera prevenzione Covid 19 per i migranti irregolari in tutte le regioni</p>



<p>aumentare i controlli sanitari nei centri dei migranti in Italia</p>



<p>controllare tutti i provenienti dai Paesi a rischio sia migranti che turisti</p>



<p>coinvolgere di più i medici e i professionisti della sanità ed i medici di famiglia e i pediatri di origine straniera e italiani per intensificare la prevenzione e superare la difficoltà linguistica e paura di rivolgersi alle strutture pubbliche per non essere denunciati </p>



<p>sostenere la Tunisia in questo momento difficile che sta provocando una maggiore immigrazione verso l&#8217;Italia ,Francia ed i Paesi europei</p>



<p>aver un ruolo più incisivo in Libia a favore dei diritti umani e evitare tragedie e uccisioni dei migranti nei CPR come è successo ultimamente e succede da sempre con il silenzio di tutti</p>



<p>rivedere il sostegno ,il finanziamento e il rispetto dei diritti umani e universali della Guardia costiera libica .</p>
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		<title>Carceri italiane e diritti umani</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Jun 2020 09:14:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco, per voi, il webinar con Patrizio GONNELLA, presidente Antigone Onlus, sulla situazione delle carceri italiane e&#8230;una notizia fresca fresca. Associazione Per i Diritti umani organizza questi incontri virtuali per divulgare la cultura dei&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="500" height="384" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14232" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 500w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/cccccccccccccccccccccccccccccccccccccccc-300x230.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 500px) 100vw, 500px" /></figure></div>



<p>Ecco, per voi, il webinar con <strong>Patrizio GONNELLA</strong>, presidente Antigone Onlus, sulla situazione delle <strong>carceri </strong>italiane e&#8230;una notizia fresca fresca.</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>organizza questi incontri virtuali per divulgare la cultura dei diritti umani, per monitorarli, per fare istanze che migliorino la <strong>qualità della vita di tutte e di tutti</strong>, a scopo di studio e informativo, per sensibilizzare&#8230;Seguiteci!</p>



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<div class="video-container"><iframe loading="lazy" title="In lockdown: fuori e dentro il carcere" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/H6urz2m8jM8?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
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<p></p>
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		<title>Foad Aodi: Coronavirus nel mondo. Diagnosi, cura e diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 May 2020 07:44:38 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="293" height="172" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/hhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13959"/></figure></div>



<p> Il Prof. Foad Aodi &#8211; Presidente Amsi e Umem, membro GDL Salute Globale Fnomceo &#8211; ha preso parte all&#8217;iniziativa online dal titolo &#8216;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;, organizzata da Associazione Per i Diritti umani.In questo momento storico è più che mai importante monitorare la tutela dei diritti umani e civili. Ecco, quindi, che Associazione Per i Diritti umani continua il suo lavoro nella sensibilizzazione e per una corretta informazione attraverso un fitto programma di conferenze in diretta, sul suo canale Youtube alla presenza di vari professionisti (medici, avvocati, scrittori, professori) e attivisti per approfondire ancora e sempre i temi legati alla stretta attualità.</p>



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<p><br>Il Prof.Foad Aodi nel suo intervento ha ringraziato l&#8217;EsercitoBianco augurando a tutti Buon Primo maggio sia chi lavora oggi di turno o chi sta a casa in quarantena .Inoltre ha illustrato la Ricerca di Amsi(Associazione medici di origine straniera in Italia)e UMEM(Unione Medica Euro Mediterranea )in 72 paesi su Coronavirus Prevenzione ,Diffusione ,Diagnosi ,Cura e sistemi sanitari a confronti mettendo l&#8217;accento  sui diritti umani ,sulle cose positive le buone pratiche oltre gli sbagli iniziali e mediatici chiudendo l&#8217;intervento con delle denunce e mancanza da parte della politica riguardo Il SSN e l&#8217;esercito bianco internazionale, dei diritti e doveri dei professionisti della sanità di origine straniera in Italia.  </p>
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