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	<title>procedura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Regolarizzazione 2020 a rischio fallimento: tempi lunghissimi e ostacoli burocratici</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2021 08:27:43 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il report della campagna Ero straniero Don Colmegna: È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini. Come promotori della Campagna Ero Straniero abbiamo svolto una ricognizione rispetto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><br>Il report della campagna Ero straniero  </strong><em>Don Colmegna: È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini.</em></p>



<p><br>Come promotori della Campagna Ero Straniero abbiamo svolto una <strong>ricognizione rispetto allo stato di avanzamento dell’esame delle domande di regolarizz</strong>azione  presentate da giugno ad agosto 2020, in seguito all’intervento del governo col decreto “rilancio” a maggio 2020. Abbiamo raccolto i dati dal Ministero dell’Interno e da Prefetture e Questure nei diversi territori &#8211; attraverso una serie di accessi agli atti &#8211; e informazioni dalle associazioni di tutela e patronati. Ne è emerso un quadro preoccupante in tutti i territori, con ritardi gravissimi e stime dei tempi di finalizzazione delle domande improbabili, di anni se non decenni. Il report che pubblichiamo &#8211; disponibile insieme ai dati complessivi sul <a rel="noreferrer noopener" href="http://erostraniero.it/regolarizzazione?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">sito</a> della campagna &#8211; ha l&#8217;obiettivo di <strong>mettere a fuoco le criticità riscontrate e chiedere al ministero dell’interno un intervento immediato</strong> per consentire a quante più persone di portare a termine la procedura avviata, vivere in sicurezza e lavorare legalmente nel nostro Paese.</p>



<p>«I dati emersi dal dettagliato rapporto di Ero Straniero ci spingono a dire che provvedimenti straordinari come le sanatorie sono importanti, ma non sufficienti.&nbsp;<strong>È sempre più urgente e improcrastinabile una riforma organica della legge sull’immigrazione che superi la Bossi-Fini.</strong>&nbsp;Non possiamo continuare a negare dei diritti fondamentali a centinaia di migliaia di persone che vivono e lavorano nel nostro Paese. Come, pensando in particolare alla realtà milanese, quanti sono impiegati nei lavori di cura dei nostri anziani», commenta<strong>&nbsp;don Virginio Colmegna</strong>, presidente della Casa della Carità.<br>Le&nbsp;<strong>conseguenze</strong>&nbsp;di tali enormi ritardi sono molto&nbsp;<strong>pesanti</strong>&nbsp;non solo sulla vita di chi ha fatto richiesta di emersione ed è ancora in attesa di risposta, costretto nel frattempo a restare nell’incertezza e nella precarietà. La situazione appare grave anche nella prospettiva dell’emergenza sanitaria e della campagna vaccinale anti-COVID in corso nel nostro Paese: è fondamentale che il maggior numero di persone in possesso dei requisiti esca il prima possibile dall’invisibilità, in modo da poter garantire l’accesso alle cure, una più efficace programmazione vaccinale e una quanto più ampia copertura della popolazione.</p>



<p>Dice in proposito don Colmegna: «Far uscire dall’invisibilità centinaia di migliaia di persone è a maggior ragione fondamentale in un momento delicato come quello che stiamo vivendo. Tra i&nbsp;<strong>diritti</strong>&nbsp;a cui avrebbero accesso c’è, per esempio, quello alla&nbsp;<strong>salute</strong>. Un anno di pandemia ci ha infatti insegnato quanto questo diritto sia irrinunciabile, per tutti».</p>



<p>«<strong>Due sono i pilastri</strong>&nbsp;per una riforma della politica migratoria che abbiamo proposto con la legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero. Da una parte&nbsp;<strong>arginare le continue sacche di irregolarità</strong>&nbsp;che l’attuale sistema della richiesta di protezione internazionale produce. Questo lo possiamo fare attraverso&nbsp;<strong>l’introduzione di canali di ingresso per lavoro</strong>, che diano la possibilità di accedere per vie legali in Italia. E attraverso una&nbsp;<strong>regolarizzazione su base individuale</strong>&nbsp;delle persone straniere radicate nel nostro Paese. Dall’altra, una&nbsp;<strong>nuova legge sulla cittadinanza</strong>, che consenta a oltre un milione di italiani di fatto, ma non di diritto, di essere cittadini a pieno titolo», conclude don Colmegna.</p>



<p>Soluzioni, queste, previste nella&nbsp;<strong>proposta di legge di iniziativa popolare della campagna Ero straniero&nbsp;</strong>dal titolo Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari, depositata in Parlamento il 27 ottobre 2017 con&nbsp;<strong>oltre 90.000 firme</strong>&nbsp;e ora all’esame della Commissione affari costituzionali della Camera. Una proposta legislativa che rappresenta un&nbsp;<strong>forte segnale di discontinuità</strong>&nbsp;rispetto alla normativa esistente, la quale ha dimostrato ormai di essere del tutto inefficace per gestire le politiche di ingresso e soggiorno nel nostro Paese.&nbsp;<strong>Una riforma di cui c’è sempre più bisogno, visto l’aumento dell’impoverimento e della precarietà a cui stiamo assistendo, ma che il Parlamento fatica a fare propria.</strong></p>



<p><em>Ero Straniero è promossa da: Fondazione Casa della Carità “Angelo Abriani”, Radicali Italiani, ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, Oxfam Italia, ActionAid Italia, Fcei &#8211; Federazione Chiese Evangeliche in Italia, CILD, ACLI, Legambiente Onlus, ASCS &#8211; Agenzia Scalabriniana per la Cooperazione allo Sviluppo, AOI, con il sostegno di numerosi sindaci e decine di organizzazioni.</em></p>
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		<title>Siamo qui &#8211; Sanatoria subito</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Jul 2020 07:30:03 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="540" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-1024x540.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o-768x405.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/07/106393751_734809137090595_5086546322730684415_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1080w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Di seguito il comunicato della Campagna nazionale&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/siamoquisanatoriasubito/?__tn__=K-R&amp;eid=ARDSUUJZdz3BclKOvhzGxboAgYEBUdlFCT0IbL5TUWhDsXZPq-JPCZohoaSB4Vyxgdtp-HejfJG9xEhc&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDrRLhRoxA-nTTUFw0eIF7aUlnXBglgFlyvB2lPiRG7p2tpdVYFfZZj8LiTJ6LAnya0FseBOVukik1sDoAVXOlhs_5RNbgIs8Fap-HcFlXAy7jh-nGjZHl1bA9p-YpXE-rfVsQ_ytcoaFgzaF0SZEgdCSiLUOFJ-JmmdJ6YopEWIwSvf-GcT4l161YrIQD3Kv6XKWauNyVeIT1sZtJAqQnnH6iiqs_frnOA9SnWmaI5PH9MQxbWOfeTVfNVKZ-TpSXSW2gyi5PpPJfgooEhkwgAeLjhuj718lPkNWJLmxkAE7yaDBX8POqOwLIt18_PzucfYK0p9hGarkpcXUXTkoo&utm_source=rss&utm_medium=rss">Siamo qui &#8211; Sanatoria subito</a> sostenuta anche da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani.</em></strong></p>



<p>(da Meltingpot Europa)</p>



<p>&#8220;Il 1° giugno ha preso ufficialmente il via la procedura per l’emersione/regolarizzazione dei migranti presenti sul territorio nazionale. Se ad una prima lettura del decreto legge avevamo espresso un parere estremamente negativo, ora, dopo giorni di sportelli informativi e di osservatorio sulle procedure, possiamo dire con estrema certezza che le norme approvate sono un inganno per le migliaia di migranti in attesa della possibilità di emergere dalla condizione di annullamento civile e sociale in cui sono costrett*. Non solo lasceranno migliaia di persone senza permesso di soggiorno e senza diritti, ma produrranno discriminazioni, indurranno i migranti che hanno già un posto di lavoro ad abbandonarlo con il miraggio di regolarizzarsi nei limitati settori economici previsti dal decreto legge, alimenteranno le speculazioni ed i raggiri ai danni di migranti costrett* a cercare contratti di lavoro che vengono fatti pagare anche 8.000 euro!</p>



<p>Questo è il pessimo prodotto della scelta governativa che invece di affrontare il problema nella sua interezza e dal punto di vista primario dei diritti e delle garanzie, ha deciso di muoversi solo per provare a soddisfare le immediate esigenze del sistema economico e produttivo.</p>



<p>Fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 con la Campagna “Siamo qui – Sanatoria Subito!” abbiamo sostenuto che l’urgenza da affrontare era un’altra, quella dei diritti e della dignità delle persone, quella delle condizioni materiali di esistenza di chi è costretto all’invisibilità, a vivere senza alcuna prospettiva se non quella dello sfruttamento schiavistico, dei ricatti, della privazione della libertà per il solo fatto di non avere i documenti in regola.</p>



<p>Come se non bastasse, mentre le procedure sono già in corso, vengono volutamente mantenute nell’incertezza parti della normativa confuse e ambigue, che consentiranno interpretazione restrittive e arbitrarie da parte degli uffici preposti alla gestione e decisione delle pratiche.</p>



<p>Dobbiamo far emergere la nostra critica con forza, non possiamo limitarci ai commenti negativi restando immobili.</p>



<p>Per queste ragioni promuoviamo dal 18 al 27 giugno, nel quadro delle mobilitazioni per una sanatoria reale promosse dai Sans Papiers a livello europeo, una settimana di mobilitazioni territoriali che preparino e convergano in un appuntamento nazionale proprio nei giorni in cui la Camera discuterà la conversione del decreto in legge.</p>



<p>Facciamo appello a tutte le realtà sociali che hanno aderito all’appello di marzo per una sanatoria generalizzata e a tutt* coloro che in questi giorni sono sces* nelle piazze antirazziste a dare vita a manifestazioni, presidi, assemblee sotto le prefetture: sveliamo insieme questa sanatoria truffa messa in campo sulla pelle di migliaia di migranti!</p>



<p>Diamoci appuntamento venerdì 26 giugno a Roma alle 14 per andare a dire direttamente al governo che vogliamo spezzare le catene dell’irregolarità che tengono in ostaggio la vita e i corpi di migliaia di migranti!</p>



<p>Vogliamo che la possibilità di regolarizzarsi sia gratuita, estesa a tutti i settori lavorativi e prolungata oltre il 15 luglio. Vogliamo per tutt* coloro che si trovano sprovvisti di titolo di soggiorno o che abbiano il permesso scaduto anche prima del 31 ottobre del 2019, oppure che siano titolari di un permesso precario (come ad esempio i richiedenti asilo), occupati o in cerca di lavoro, il rilascio di un permesso di soggiorno di almeno per un anno, rinnovabile e convertibile in altro titolo di soggiorno, che veda come unico requisito la presenza in Italia.</p>



<p>Info: sanatoriasubito@gmail.com</p>



<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>



<p>LA PIATTAFORMA RIVENDICATIVA DELLA CAMPAGNA “SIAMO QUI &#8211; SANATORIA SUBITO”</p>



<p>1<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />. Estensione delle procedure di emersione/regolarizzazione a tutti i settori lavorativi.</p>



<p>2.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />In presenza di un rapporto di lavoro già regolarmente instaurato, anche se di natura stagionale, convertibilità del permesso di soggiorno per richiesta di asilo o, comunque, del permesso di soggiorno temporaneo che consente di svolgere attività lavorativa, in permesso di soggiorno per motivi di lavoro.</p>



<p>3.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;In assenza di un rapporto di lavoro in essere, convertibilità del permesso di soggiorno per richiesta di asilo o, comunque, del permesso di soggiorno temporaneo già detenuto, in permesso di soggiorno per attesa occupazione secondo le modalità previste dall’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998. In assenza di una pregressa titolarità del permesso di soggiorno, il cittadino straniero formula istanza di rilascio di un permesso di soggiorno temporaneo che consente lo svolgimento di attività lavorativa. Alla scadenza del permesso di soggiorno temporaneo, il cittadino straniero che abbia instaurato un rapporto di lavoro può convertire il permesso di soggiorno temporaneo in permesso di soggiorno per lavoro. Qualora il cittadino straniero abbia svolto attività lavorativa, ma il relativo contratto sia cessato può richiedere un permesso di soggiorno per attesa occupazione secondo le modalità previste dall’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998.</p>



<p>4.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Il richiedente asilo che scelga di accedere alle procedure di emersione/regolarizzazione, in esito all’espletamento della procedura formula istanza di conversione del permesso di soggiorno per richiesta di asilo nel permesso di soggiorno a cui avrebbe diritto. Qualora per qualsiasi ragione la conversione non abbia luogo è automaticamente ripristinato il permesso di soggiorno per richiesta di asilo di cui era titolare.</p>



<p>5.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />La presenza sul territorio nazionale utile all’accesso alle procedure è quella antecedente all’entrata in vigore del Decreto Legge. Il requisito della presenza in Italia può essere autocertificato ai sensi di legge. In ogni caso, il requisito della presenza in Italia può essere provato attraverso riscontri documentali che, indipendentemente dalla natura e dalla provenienza, siano idonei a confermare il fatto della presenza sul territorio nazionale.</p>



<p>6.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Abrogazione delle differenziazioni nell’accesso alle procedure basate sull’intervenuta scadenza o meno del titolo di soggiorno già detenuto. Dove permanga il riferimento alla scadenza del titolo di soggiorno, tale scadenza dovrà essere riferita al periodo antecedente all’entrata in vigore del D.L. In ogni caso il richiamo alla scadenza dovrà intendersi come riferita all’originaria scadenza del permesso di soggiorno, a prescindere dalle eventuali proroghe disposte in conseguenza all’emergenza Covid-19.</p>



<p>7.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Abrogazione del contributo forfettario per gli oneri di procedura.</p>



<p>8.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />Ai fini delle procedure di emersione/regolarizzazione dove non fosse da subito nella disponibilità dell’interessato il passaporto in corso di validità o documento equipollente, l’identità personale del cittadino straniero viene accertata e documentata, attraverso l’esibizione del passaporto scaduto o di altri documenti di identità in possesso del cittadino straniero, compreso il titolo di viaggio eventualmente già conseguito, unitamente alla documentazione comprovante l’intervenuta richiesta di rilascio o di rinnovo del passaporto.</p>



<p>9.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />I procedimenti sospesi nei confronti del cittadino straniero vengono archiviati sia in conseguenza al rilascio del permesso di soggiorno, sia nel caso in cui le procedure attivate non giungano a termini per cause indipendenti dalla volontà e dalle condotte dell’interessato.</p>



<p>10.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;Qualora nel corso dell’espletamento della procedura finalizzata all’emersione di rapporti di lavoro già in essere, emergano motivi ostativi riconducibili alla figura del datore di lavoro, la procedura viene archiviata con il contestuale rilascio al lavoratore di un permesso di soggiorno per attesa occupazione disciplinato ai sensi dell’art.22, co.11, del D.lgs. n.286/1998.</p>



<p>11.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f539.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔹" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;In esito alle modifiche apportate in sede di conversione del D.L. è necessario prevedere l’apertura di una nuova finestra temporale al fine di consentire la presentazione delle istanze precedentemente precluse o, comunque, non presentate per scadenza dei termini.&#8221;</p>
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		<title>Naga: Noi li aiutiamo in casa nostra. Anche così</title>
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		<pubDate>Sun, 03 Jul 2016 07:41:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Alcune testimonianze del Naga, associazione attiva Milano nell&#8217;accoglienza ai migranti, profughi e rifugiati ( e non solo). &#160; Noi li aiutiamo a casa nostra. Anche così. Arrivo al Naga bardata come se fosse novembre.&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Alcune testimonianze del Naga, associazione attiva Milano nell&#8217;accoglienza ai migranti, profughi e rifugiati ( e non solo).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><a href="http://www.naga.it/index.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.naga.it/index.php&amp;source=gmail&amp;ust=1467617623011000&amp;usg=AFQjCNG4cYleqbGdR20ZxW1LM4NqULXnrA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">Noi li aiutiamo a casa nostra. Anche così.</span></a><br />
</strong><br />
Arrivo al Naga bardata come se fosse novembre. Piove e fa pure freddo, in questo maggio autunnale. Guardo in sala di attesa e mi colpisce il celeste. E&#8217; il celeste di una canottiera di una ragazzina. Avrà 10 anni, ha una canottiera estiva ed è tutta bagnata. Ci sono anche suo fratello e sua mamma. Sono rom, vivevano vicino a Viale Cassala e ora vivono, invece, per strada. Mi dice la mamma che sono solo loro tre. Non hanno neanche la tenda, una conoscente ce l&#8217;ha, ma è troppo piccola e non c&#8217;entrano tutti. Dormono per strada e stamani hanno trovato riparo nella nostra sala d&#8217;attesa, i bambini disegnano e provano ad asciugarsi. Le magliette però sono tutte bagnate. Al Naga non distribuiamo vestiti, ma vederli così fa venire troppo freddo. Allora gli propongo due vecchie magliette del Naga realizzate tanti anni fa, grigie con il logo verde. Sono troppo grandi e ai bimbi non piacciono. Prendo le forbici e le taglio: così vanno bene. Almeno le spalle sono coperte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6236" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6236" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (243)" width="480" height="270" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-243-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></a><br />
Uno spazio in cui rifugiarsi se fuori piove e si hanno tante cose di cui discutere. Meno male che abbiamo comprato il bollitore: alle ragazze noi offriamo sempre del tè caldo d&#8217;inverno e al bar di Via Novara dove chiedevamo di riempirci i thermos con l&#8217;acqua calda hanno iniziato a farci storie&#8230; Allora abbiamo comprato il bollitore: così chi arriva per primo prepara il tè e lo porta in uscita.<br />
Ieri era domenica e pioveva, e i primi di noi che alle 9.00 sono arrivati hanno potuto preparare qualcosa di caldo per tutti.<br />
Lavagna, fogli per gli appunti, qualche torta per resistere tutta la mattina a parlare di quello che facciamo e di come lo facciamo: Cabiria, l&#8217;unità di strada del Naga, nasce nel 1995 e fa informazione e prevenzione per chi si prostituisce.<br />
Diritto alla salute, non discriminazione, empowerment&#8230; Stavamo parlando di questo quando un uomo, altissimo, segaligno, con la camicia leggera ancora umida, è entrato.<br />
Aveva bisogno di andare in bagno e la porta del Naga era aperta.<br />
La strada la conosceva, ci ha salutato a bassa voce, come quando entri e la gente parla e non vuoi disturbare ma sei educato e non puoi non farlo.<br />
E a noi, questa cosa che la porta sia aperta, un po&#8217; come a casa, per ritrovarsi a discutere, a bere del tè, a mangiare un boccone, quando fuori non è freddo ma piove, piove in continuazione&#8230; Ecco a noi questa cosa qui, questa casa speciale, piace davvero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6237" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-large wp-image-6237" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (246)" width="720" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-246.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1092w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Mercoledì pomeriggio. Come tutte le settimane arrivi in Har e ti fai subito prendere dalle varie richieste. A un certo punto ti passano il telefono, una signora che stai aiutando per la richiesta asilo ti chiede se può passare perché la burocrazia ha creato nuovi ostacoli. Le dici che la aspetti più tardi ma ti passa subito di mente: nuovo turno, nuovi utenti, avanti il prossimo. Arriva, un&#8217;ora dopo. Ti aggiorna sulla situazione e tu provi a dare delle risposte convincenti. Ci provi sempre. Prima di salutarsi ti dice &#8220;Ci sarebbe un&#8217;ultima cosa se non ti dispiace&#8221; e tu già immagini si tratti di qualcosa di assurdo per cui non avrei una risposta altrettanto convincente. Invece lei ti sorprende tirando fuori un barattolo di <i>dulce de leche</i> fatto in casa come regalo proprio per te perché sa che ti piace, perché sei argentina e ha ragione quando ti dice che ti &#8220;scorre nelle vene&#8221;. E in questi casi capisci che parlare di &#8220;utenza&#8221; è estremamente riduttivo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Torni al Naga dopo una notte in strada piena di vento e densa di parole, di storie e di sguardi. Come sempre, del resto. E, anche se sono quasi le due e domani si lavora, anche se devi ancora pulire il thermos, mettere a posto i biscotti, i preservativi, il faldone con i volantini e tutto il resto, anche se senti che ti stai ammalando e che ci vorrà ancora del tempo prima di addormentarti, ti ricordi che ne vale la pena. Sempre. E che lo spirito di Italo è più vivo che mai. Al Naga. A noi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6238" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6238" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="unnamed (245)" width="270" height="480" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 270w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/unnamed-245-169x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w" sizes="(max-width: 270px) 100vw, 270px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando vado a chiamare il prossimo utente in sala d&#8217;attesa, e nell&#8217;angolo vedo due ragazzini, rimango perplesso: non saranno i figli di qualcuno, lasciati lì ad aspettare?<br />
&#8220;Per l&#8217;avvocato?&#8221; chiedo esitando; si alzano subito e mi vengono incontro.<br />
D. ha compiuto 18 anni a gennaio, ma non lo diresti mai: non un accenno di barba, occhi grandi da bambino.<br />
Il colloquio è complicato: nonostante sia qui da più di un anno, di italiano sa poche parole, al Naga c&#8217;è confusione, lui parla sottovoce in francese e io fatico molto a capire quello che mi dice; per fortuna l&#8217;altro ragazzo &#8211; che scoprirò essere suo fratello minore &#8211; ogni tanto mi aiuta traducendo qualche parte.<br />
Ad aprile gli hanno revocato le misure di accoglienza: ci facciamo raccontare che cosa è successo, e viene fuori l&#8217;incredibile. Ha passato un anno inutile in un &#8220;centro di accoglienza&#8221; ricavato in un residence poco fuori Trento; in tutto quel tempo, non solo non ha imparato l&#8217;italiano, ma non gli hanno neppure fissato un appuntamento per chiedere la protezione internazionale, non gli hanno procurato un permesso di soggiorno (era minorenne, sarebbe stato facile) e di conseguenza non ha carta d&#8217;identità né tessera sanitaria: colpa della Questura, dicono, che è intasata e non riesce ad evadere le richieste. All&#8217;inizio di aprile insieme ad altri ospiti partecipa a una manifestazione contro questo stato di cose: c&#8217;è qualche tensione, ma nessun incidente; qualche giorno dopo, &#8220;casualmente&#8221; arriva la decisione &#8211; durissima &#8211; di allontanarlo insieme ad altri ragazzi (lui ci parla di 7 in tutto, la stampa riporta 9); negano che la causa sia la manifestazione, parlano di reiterate minacce (che poi non sono che spintoni) nei mesi precedenti&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
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