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	<title>professionisti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Ritrovare il proprio equilibrio interiore attraverso il confronto con l&#8217;altro: i gruppi Ama (AutoMutuoAiuto)</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jan 2025 09:50:00 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p></p>



<p>di Martina Foglia</p>



<p></p>



<p>Avere una disabilità motoria grave come la mia non è facile da sopportare né tantomeno da gestire. Nella mia vita tante volte mi sono sentita sola nel senso lato del termine. Per buona parte della mia vita, ho sempre avuto amicizie con persone &#8220;normodotate&#8221;che pur essendo persone meravigliose sotto tanti punti di vista, di certo non potevano e non possono capire il mio grande dolore per la forte limitazione nel movimento, semplicemente perché non la vivono.<br>Dal 2016, cioè da quando ho iniziato a frequentare Spazio Vita Niguarda, il centro che tuttora frequento, la mia vita ha subito una svolta decisiva ed io mi sento e sono più consapevole dei miei limiti, di ciò che posso fare in autonomia imparando a chiedere, con maggior naturalezza, un semplice aiuto a chi mi supporta ogni giorno laddove non riesco ad &#8220;arrivare&#8221;.<br>Sono giunta a questa consapevolezza non solo perché ormai da nove anni frequento tutti i giorni questo centro, che mi porta a stare a contatto con persone che avendo anche loro una disabilità motoria importante succede molto spesso di doversi confrontare, sia su problematiche di praticità sia su problematiche di sofferenza emotiva, ma anche perché da anni, frequento, sempre all&#8217;interno di Spazio Vita, i gruppi AMA, ovvero i gruppi di Auto Mutuo Aiuto. Ho deciso di fare questo articolo sugli AMA per raccontare la mia esperienza di rinascita che mi ha aiutato e mi sta ancora aiutando a conoscere meglio me stessa, le mie potenzialità e le mie risorse attraverso il confronto con altre persone con disabilità e i loro caregiver, che molto spesso coincidono con i familiari stessi. Questi gruppi si svolgono due volte al mese di sabato da ottobre a maggio!<br>Voglio sottolineare l&#8217;importanza nei nostri gruppi della presenza di figure professionali (psicologi counselor e psicoterapeuti) che hanno il compito di &#8220;guidarci&#8221; in questo confronto e di moderare qualora i toni del confronto diventino accesi….<br>Per me è stata ed è un&#8217;esperienza sempre arricchente.<br>Ogni volta, quando torno a casa porto con me storie di vita ,episodi, racconti parole gesti sguardi altrui, che mi insegnano ad accettare maggiormente la mia disabilità e a conviverci nel modo più semplice e sereno possibile. Va detto, che il percorso di accettazione, secondo me è un percorso molto tortuoso e difficile da affrontare da soli, ecco perché ho scelto anche il supporto di questi gruppi. Questa realtà mi aiuta a vedere il problema da prospettive che non avevo mai considerato. Spiego meglio: i primi anni questi gruppi erano così suddivisi: da una parte solo persone con disabilità dall&#8217;altra solo caregivers e ogni gruppo aveva il suo moderatore e entrambi i gruppi proponevano un argomento scelto da uno dei membri a seconda dell&#8217;urgenza del momento.<br>Mi preme sottolineare che entrambi i gruppi erano separati anche fisicamente cioè ogni gruppo era in una stanza diversa anche abbastanza distante dall&#8217;altra così che i membri potessero esprimersi liberamente senza intromissioni da parte dei propri familiari. Andando avanti con gli anni i gruppi hanno si è pensato di cambiare la formula, a mio parere maggiormente efficace e estimolante, in quanto prevede un gruppo eterogeneo composto sia da caregivers che da persone con disabilità in modo da rendere ancora più produttivo il confronto, così che la problematica messa in discussione possa essere analizzata da punti di vista differenti rispetto al proprio . Questo permette a chi ha proposto il tema di cogliere più spunti e differenti visioni per poter appianare e risolvere la problematica. Affinché questa modalità sia efficace, è bene che la maggior parte delle volte all&#8217;interno di uno stesso gruppo non ci siano caregiver e persone con disabilità appartenenti allo stesso nucleo familiare: esempio madre e figlia padre figlio zia e nipote . Così facendo si permette sia alla persona con disabilità che alla famigliare di esprimersi in totale libertà senza condizionamenti. In questi ultimi due anni molto spesso gli argomenti sono proposti dai moderatori sotto forma di gioco, personalmente trovo questa formula vincente perché attraverso il gioco, che apparentemente può sembrare banale, emerge la nostra parte bambina e proprio così come fanno i bambini attraverso il gioco, anche nel nostro gruppo emergono con spontaneità e disinvoltura argomenti di discussione molto profondi e molto intensi che ci avvicinano, esperienze che seppur diverse hanno qualcosa in comune ovvero la sofferenza il disagio la difficoltà, ma anche la gioia l&#8217;orgoglio per i piccoli traguardi raggiunti con fatica e determinazione . A parer mio frequentando questi gruppi si impara tanto, si &#8220;impara&#8221;a vivere e convivere. Personalmente ho imparato che la simbiosi che avevo con mia mamma prima di frequentare questi gruppi è stata ed è dannosa perché quando sei in simbiosi i tuoi bisogni si confondono con quelli della persona con cui, non per tua volontà, hai creato questo tipo di rapporto. Le due identità pian piano si sovrappongono e non si riesce più a capire chi si è, cosa si vuole quali sono i propri obiettivi. Ecco la cosa più importante che ho imparato da questi gruppi è a scindere ovvero a capire che io esisto come persona singola, devo e posso crearmi il mio futuro la mia vita così come mia mamma deve e può crearsi il proprio futuro senza dipendere da me , entrambe abbiamo capito che l&#8217;amore che ci lega esisterà per sempre e che avremo bisogno ci saremo una per l&#8217;altra, ma è arrivato il momento di camminare da sole di affrontare ognuna le proprie difficoltà senza interferire in maniera ingerente con l&#8217; altra.<br>Ci possiamo confrontare, dare consigli ma al momento della scelta entrambe saremo sole, finalmente libere di scegliere e finalmente libere anche di sbagliare e poi di ritornare sulla strada giusta.<br>La cosa più bella che mi hanno insegnato questi gruppi è la capacità e la libertà di scegliere quello che io ritengo giusto per me e la capacità di rendermi conto che se una scelta non mi porta beneficio posso tranquillamente tornare sui miei passi. Ho anche imparato a esplorare emozioni con naturalezza senza averne paura così come sto cercando di accettare la convivenza con un dolore immenso più grande di me che pensavo di non poter riuscire a gestire&#8230; Posso tranquillamente dire che ho imparato e sto ancora imparando, ad AMArmi di più. </p>



<p>Come forse avrete letto quest&#8217;anno la nostra associazione Per i Diritti Umani, si vuole focalizzare sul tema molto delicato della tutela della salute mentale e disagio psichico: ecco spiegato il motivo per cui ho scritto questo Articolo. I gruppi AMA(AutoMutuoAiuto) mi aiutano a trovare un equilibrio mentale che avevo perso.<br>Concludo dicendo che per me tutti i membri del gruppo sono ormai una famiglia e non vedo l&#8217;ora di rirendere gii incontri a gennaio. La vera conclusione di questo articolo però la voglio fare citando una frase di una canzone che secondo me rispecchia molto il senso di questi gruppi : &#8220;E per quanta strada ancora c&#8217;è da fare amerai il finale&#8221;.</p>
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		<title>Più di 150 medici stranieri rischiano di perdere l&#8217;accesso alla specializzazione a causa del permesso di soggiorno per studio</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Jan 2024 09:39:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi Così la richiesta e l&#8217;appello&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><strong><em>Foad Aodi: appello al Presidente della Repubblica e al Governo italiano ed i ministri competenti per risolvere la questione dei medici stranieri, basta muri contro di loro siamo stanchi</em></strong></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="200" height="200" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17346" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 200w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/01/amsi-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></figure></div>



<p>Così la richiesta e l&#8217;appello dell&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) insieme alla Commissione medici e professionisti della sanità stranieri &#8211; giovani e al Movimento Uniti per Unire al Presidente della repubblica e al Presidente del Governo Italiano e ai ministri competenti per risolvere e consentire ai medici stranieri che hanno superato la prova di ammissione di accedere alle specializzazioni senza muri burocratici; vista l&#8217;enorme carenza di medici specialisti e infermieri in Italia non è umano continuare a mettere muri contro i professionisti della sanità di origine straniera senza motivi validi anche perchè  in numerose regioni stanno salvando la sanità pubblica e privata.</p>



<p>.<strong>Quali sono i requisiti generali per l’accesso ai concorsi pubblici e all&#8217;esame di specializzazione? Cittadinanza italiana o cittadinanza di uno degli Stati membri dell’Unione Europea? Ai sensi dell’art. 38 D.Lgs. 165/01 e s.m.i, possono partecipare: i cittadini italiani o i cittadini di uno degli Stati Membri dell’Unione Europea e i loro familiari non aventi la cittadinanza di uno Stato membro, che siano titolari del diritto di soggiorno oppure i cittadini di Paesi terzi che siano titolari del permesso di soggiorno UE o che siano titolari dello status di rifugiato ovvero dello stato di protezione sussidiaria (ai candidati non italiani è in ogni caso richiesta un’adeguata conoscenza della lingua italiana).</strong></p>



<p><strong>La storia</strong>: sta succedendo in tutta Italia. Medici stranieri extracomunitari esclusi dalla specializzazione anche se vincitori di concorso. Hanno scelto di spostarsi dal loro Paese e luogo di origine per formarsi al meglio e iniziare un percorso formativo, ma si trovano in un limbo di insicurezze, con stipendi bloccati, con colleghi che decadono dalla graduatoria ogni tot giorni e con risposte ambigue e senza puri riferimenti di legge dalle segreterie universitarie, dal nord al sud. Chi di loro ha richiesto spiegazioni in merito ha ricevuto come risposta “seguirà il provvedimento motivato dell&#8217;esclusione “. I giovani medici, oltre il carico di stress dell&#8217;inizio di un nuovo percorso in un altro Paese, devono affrontare tutti i giorni anche la pressione da parte dell&#8217;università di provvedere al più presto con la conversione del permesso di studio in permesso di lavoro, pena esclusione dalla specializzazione, cosa attualmente impossibile per chi vuole iniziare un percorso di formazione inquadrato come borsa studio e che ha ricevuto dal Paese di provenienza un Visto di studio. Tale decisione è stata comunicata tramite decreto aggiuntivo del 23 novembre art 4 comma 4 dal MIUR agli Atenei ma in nessun modo ai medici direttamente interessati da questo provvedimento.&#8221; </p>



<p>L&#8217;Amsi insieme al Movimento Uniti per Unire esprime il suo rammarico per questo trattamento nei confronti dei giovani colleghi che vengono esclusi da un giorno all&#8217;altro e senza preavviso o un minimo di garanzie nonostante frequentassero regolarmente nei reparti ospedalieri a loro assegnati dalla Scuola di Specializzazione. ln Italia mancano medici, in tutte le specialità, e se il trattamento è questo non ci possiamo lamentare dei “cervelli in fuga” e delle carenze di personale SSN. Amsi ribadisce il suo impegno a sostenere tutti i professionisti della sanità italiani e di origine straniera come fa da sempre. Più di 1000 strutture e dipartimenti e poliambulatori e servizi pubblici e privati non hanno chiuso grazie all&#8217;ingresso dei professionisti della sanità di origine straniera; più di 3300 professionisti della sanità italiani hanno chiesto all&#8217;Amsi, da maggio del 2023, di volere lavorare all&#8217;estero (Paesi del Golfo) con aumento del 60% da settembre; più di 7 mila richieste di professionisti della sanità giunte all&#8217;Amsi negli ultimi 3 anni, più di 100 mila professionisti della sanità di origine straniera esercitano in Italia con un aumento del 45% di ingressi negli ultimi 3 anni e poi di 1000 convegni e congressi per tutte le professioni e tutte e nazionalità dal 2000 in collaborazione con le nostre associazioni e comunità appartenenti al Movimento Uniti per unire e Unione medica euro mediterranea (UMEM). &#8220;Sono alcune cifre che rendono la nostra realtà tra i primi difensori della sanità in Italia e anche all&#8217;estero e non accettiamo più muri, offese e distinzioni di professionisti e medici di serie A e serie B&#8221;, <strong>così dichiara Foad Aodi Presidente AMSI e docente a Contratto all&#8217;Università di Tor Vergata.</strong></p>



<p>Infine, l&#8217;Amsi si rivolge a tutti gli albi professionali di prendere posizione e tutelare i nostri colleghi perché siamo tutti medici italiani e rispettiamo i nostri doveri e la legge italiana, ma chiediamo che vengano rispettati i diritti senza discriminazione.</p>
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		<title>La fragilità e la violenza della Comunicazione</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2022 08:55:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Di solito non utilizzo però credo che, a volte, si debba usare una modalità altrettanto forte per far passare certi messaggi: mi riferisco al programma TV &#8220;Grande fratello&#8221; che, come nella&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto </p>



<p></p>



<p>Di  solito non utilizzo però credo che, a volte, si debba usare una modalità altrettanto forte per far passare certi messaggi: mi riferisco al programma TV &#8220;Grande fratello&#8221; che, come nella maggior parte della Comunicazione, è un contenitore di ignoranza, di violenza, di ipocrisia. Bene che oggi si parli apertamente di disagio mentale, meno bene che se ne parli in questi termini e per una trasmissione così becera , che mette sotto i riflettori una parte di cittadinanza in cui da una parte troppe persone hanno perso l&#8217;umanità e da un&#8217;altra, molte sono troppo sensibili per sopravvivere nella nostra epoca.</p>



<p>Da tempo mi batto anche per chi soffre di quelle malattie dell&#8217;anima che sono poco riconosciute a livello istituzionale e, tantomeno, a livello sociale. Mi sento indignata e affranta: studiando si capisce quanto la Cultura, la Comunicazione, la Politica influenzino la salute delle persone comprese i  BULLI (ADULTI e NON) che sono anche loro vittime di un sistema marcio, corrotto, privato di empatia, infarcito di disvalori, che ha lo stesso odore della cattiveria, lo stesso mutismo della paura, la stessa sordità del narcisismo, la stessa immobilità del vuoto più disperato e disperante. Che fare? Miguel De Unamuno scrive: &#8220;L&#8217;Uomo, dicono, è un animale razionale. Non so per qual motivo non si sia detto che è un animale affettivo o sentimentale. E forse quello che maggiormente lo distingue dagli altri animali è il sentimento e non la ragione&#8221;. Gli animali hanno, oggi, sicuramente più sentimento dell&#8217;Uomo calcolatore, arrivista, prepotente, superficiale e stupido, tanto stupido da non comprendere che tanto, alla fine, saremo tutti polvere o stelle. Non ci occupiamo di  di cibo, di sesso, di intrattenimento, di gossip, di moda, etc. Non importa, siamo fatti così. Vogliamo parlare di persone ancora tali, di fragilità, di amore, di solidarietà, di vicinanza, di ascolto. </p>



<p>Ogni aggettivo che ho utilizzato in questo articolo ne contiene molti altri; esprime concetti e riflessioni che, spero, vengano fatte seriamente nelle scuole e su quegli organi di stampa e di informazione che davvero sentono l&#8217;urgenza di raddrizzare il tiro verso una direzione pulita, sana, saggia della vita individuale e collettiva. </p>



<p>Di solito non intervengo molto su questo giornale online per dare spazio e voce a chi è più esperto di me, a chi vive sulla propria pelle le situazioni su cui diamo le notizie, ma ho sentito la necessità di scrivere questo breve editoriale perchè, purtroppo, in molti seguono la tv generalista e i mi occupo da anni di Comunicazione e ho sentito il dovere, anche dal punto di vista deontologico, di commentare quello che sta accadendo nel mio adorato-odiato Paese. </p>
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		<title>Mattia Maestri: stereotipi sulla criminalità organizzata di stampo mafioso</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2021 07:29:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Come ci immaginiamo il mafioso? Partendo dal look, ad esempio: oggi lo stereotipo è che la mafia si vesta in maniera molto elegante, con giacca e cravatta; che viva nei grattacieli,&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong>Come ci immaginiamo il mafioso?</strong> Partendo dal look, ad esempio: oggi lo stereotipo è che la mafia si vesta in maniera molto elegante, con giacca e cravatta; che viva nei grattacieli, che non indossi più la coppola, che giri con la valigetta 24ore e che, quindi, sia diversa dalla mafia di fine &#8216;800 &#8211; inizio &#8216;900 dove i gabellotti, gestori dei feudi per conto dei padroni si servivano di guardie armate che difendevano i terreni dai briganti. La mafia NON nasce dal brigantaggio, ma dal rapporto di potere che si sviluppa tra borghesia agraria e contadini, attraverso le figure del gabellotto. I briganti facevano razzia di quelle terre e mettevano in pericolo il lavoro dei gabellotti e delle guardie armate, oltre che le proprietà dei borghesi.</p>



<p>I mafiosi di oggi si vestono <em>casual</em>, non sono affatto eleganti, non sono acculturati, non giocano in borsa: questo vorrebbe dire staccare la mafia dal territorio. Il controllo del territorio, invece, è totale.</p>



<p><strong>I mafiosi sono brave persone.</strong> Tommaso Buscetta, collaboratore di giustizia, denuncia la frangia corleonese (Totò Riina, Bagarella, etc.) che nella seconda faida di mafia prendono il potere in Sicilia; si passa dalla mafia palermitana a quella corleonese a capo di Cosa nostra. Buscetta dice che quando dominavano loro, la mafia palermitana, la mafia aveva dei valori, era solidale con le persone, quando arrivano i corleonesi scoppia l&#8217;uso della violenza (ricordiamo le stragi di Capaci e di Via d&#8217;Amelio, ovviamente). Altro stereotipo perchè questo è solo il personale parere di Tommaso Buscetta; infatti nel suo caso non si può parlare di “pentito”, ma di “collaboratore di giustizia” perchè lui non si è mai pentito delle azioni commesse. In realtà, la mafia aveva usato la ferocia anche prima del 1984. Quello di Buscetta è un modo di configurare un sistema valoriale mafioso per renderlo in qualche modo legittimo.</p>



<p>Se la violenza non è evidente, questo NON vuol dire che la mafia non c&#8217;è, anzi: vuol dire che il territorio è ben controllato dalle cosche e che la mafia sostituisce lo Stato su quel territorio.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15567" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf2-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Libero Grassi, 1991: è un imprenditore che viene ucciso in Sicilia, a Palermo. In quel momento era l&#8217;unico che quando gli chiedono di pagare il pizzo, si ribella. Lo lasciano da solo, viene isolato dai suoi stessi colleghi (Confindustria si scuserà tanti anni dopo), nonostante sia andato anche in tv a denunciare questa attività della criminalità organizzata. Al mafioso conviene toglierlo di mezzo perchè non ha opposizione da parte di qualcuno e il suo omicidio serve da monito per chi vorrebbe denunciare. Solo tredici anni dopo, sempre in Sicilia, nasce “Addio pizzo”, un&#8217;associazione antiracket: però Libero Grassi ha perso la vita e la violenza permane.</p>



<p><strong>Dal punto di vista culturale la mafia è cambiata?</strong> No. Qualche figlio di boss ha frequentato l&#8217;università, ma permane l&#8217;arretratezza culturale; le occupazioni, quando la mafia giunge al Nord, sono umili; oggi si tende a centralizzare l&#8217;uso di professionisti nella criminalità organizzata, ovvero si tende a pensare che oggi i mafiosi siano ai vertici della società: è vero ci sono delle figure a libro paga dell&#8217;organizzazione, ma NON SONO dell&#8217;organizzazione stessa. Sono figure intermedie, di supporto alle cosche. Fanno parte della “zona grigia” che è la forza mimetizzata della mafia. Il giudice Falcone, nel 1980, si reca da Franck Coppola e gli chiede: “Che cos&#8217;è la mafia” e il vecchio boss risponde: “Tre magistrati vorrebbero diventare Procuratore della Repubblica (magistrati): uno è intelligentissimo, il secondo gode dell&#8217;appoggio dei partiti di governo, il terzo è un cretino, ma proprio lui otterrà il posto. Questa è la mafia”. Se lo Stato si basa sulla corruzione e sul clientelismo, il posto lo prenderebbe il secondo; invece il cretino fa quello che vuole la mafia senza chiedere niente oppure senza nemmeno rendersene conto.</p>



<p><strong>La mafia dà lavoro: ennesimo stereotipo.</strong> Da quando decide di investire nel traffico di stupefacenti, in particolare, la mafia acquisisce un dirompente potere economico e sociale: se voglio comprare cocaina, vado in latinoamerica. In quei Paesi un chilo di coca costa 1.000 euro. Porto quel chilo di cocaina a Cisliano e lo rivendo a 40/50.000 euro. Quel chilo può diventare anche di più, se alla coca pura si aggiungono addittivi. Ci troviamo, quindi organizzazioni mafiose che fatturano miliardi in un mercato totalmente illegale. Dove mettono tutto questo contante? Non possono depositarlo in banca per cui comprano locali, ristoranti, casinò, etc. in modo da riciclare il denaro sporco. Nei locali battono gli scontrini di entrate che in realtà non ci sono. Questi locali (pizzerie, pub e altro) sono intestati ai prestanome. Ecco che la mafia “dà lavoro”, anche se non i prestanome non hanno contratti, non hanno contributi, non hanno un orario determinato e sono sfruttati dai mafiosi che li tengono sotto il loro giogo.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15568" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf3-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Altro esempio è il caporalato: nel caso di chi schiavizza le persone (soprattutto straniere) che lavorano nei campi agricoli. La mafia “dà lavoro”, ma in realtà quel lavoro è dipendenza, sfruttamento, schiavitù.</p>



<p>Per queste situazioni spesso si sente dire: “E ma io cosa posso farci? Non sono mica un magistrato”: questa è la deresponsabilizzazione del cittadino. In realtà, tutti possono denunciare, ribellarsi, etc. Bisogna fare una lotta sociale e culturale, partendo dalle piccole azioni quotidiane per iniziare a sconfiggere la mentalità mafiosa, anche con l&#8217;istruzione e l&#8217;educazione alla legalità perchè se il popolo è emancipato può decidere di non rivolgersi più alle mafie.</p>



<p><strong>La mafia non esiste, è un fenomeno marginale o è un fenomeno recente.</strong></p>



<p>La mafia, in Lombardia, Piemonte, Liguria, Emilia Romagna, arriva negli anni &#8217;50 e come ci arriva? Per due motivi: una causa è una legge dello Stato che riguarda il <em>confino.</em></p>



<p>Durante la Seconda guerra mondiale, le persone che non erano d&#8217;accordo con il fascismo, venivano messe al confino (soggiorno obbligato), cioè mandate lontano per evitare che le loro idee si diffondessero e potessero diventare un problema per il regime. L&#8217;istituto del soggiorno obbligato per i mafiosi ha, più o meno, la stessa funzione: una legge del 1956, modificata nel &#8217;65, imponeva agli indiziati di far parte di un&#8217;organizzazione mafiosa di essere spediti in un Comune lontano da aree metropolitane in modo da impedire loro di mantenere i contatti con altri mafiosi, continui a compiere reati e a mantenere il controllo sul territorio di riferimento. Il problema, però, è che i mafiosi, con questo spostamento, costituiscono nuove cellule criminali (&#8216;ndrine) nel nuovo territorio. Facciamo l&#8217;esempio di Buccinasco (in provincia di Milano): è un paese che negli anni &#8217;50-&#8217;60 non esisteva. Era tutta campagna con poche case. Oggi ha 30.000 abitanti perchè è stato popolato da persone che dalla Calabria hanno ricreato lo stesso contesto da cui sono partiti.</p>



<p>Secondo motivo di arrivo della mafie al Nord: le migrazioni interne. Dopo la guerra, milioni di meridionli si sono spostati dal Sud per cercare condizioni migliori di vita nelle regioni settentrionali perchè qui stavano nascendo le fabbriche. All&#8217;interno di questi gruppi si insinuano membri di associazioni mafiose: da Platì (in Calabria) arrivano a Buccinasco molte persone, che non vogliono cercare un lavoro onesto, ma vogliono controllare quel territorio. Paradossalmente, le prime vittime dei mafiosi al Nord, le prime persone a cui si chiedeva il pizzo erano proprio i meridionali stessi, i compaesani che avvevano aperto un&#8217;attività legale. In questo modo in Lombardia si insediano le grandi organizzazioni criminali: Camorra, &#8216;Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa nostra (poi dalla Lombardia è facile che si spostino nel resto d&#8217;Europa e del mondo). In particolare, <strong>oggi</strong> domina la &#8216;Ndrangheta dopo che Cosa nostra subisce un forte attacco da parte dello Stato a seguito delle stragi del &#8217;92-&#8217;93.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15569" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf4-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p><strong>La mafia si trova solo nelle grandi città: non è vero. </strong>Le mafie accerchiano le grandi città attraverso la conquista di territori piccoli, l&#8217;hinterland. I piccoli paesi vengono controllati più facilmente perchè se agisco in un territorio minore, il fatto non finisce sulla stampa nazionale né le indagini vengono fatte da una Procura importante. Nelle metropoli, invece, si fanno gli affari più grossi. Inoltre, nei territori più piccoli è meno facile dare il voto al candidato di preferenza quando vengono indette le elezioni: al Sud, votare una persona precisa al Consiglio comunale, per esempio, è quasi d&#8217;obbligo perchè ci si conosce tutti; al Nord accade molto meno, il voto di preferenza è solo al 25%, si vota soltanto la lista. In questo modo all&#8217;organizzazione mafiosa che vuole controllare un territorio specifico anche dal punto di vista dell&#8217;amministrazione locale bastano pochi voti per ottenere il risultato.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15570" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/08/maf5-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p>Negli anni &#8217;80 -&#8217;90 la mafia si inserisce nel movimento terra in Lombardia: Rocco Papalia ha creato, in quel periodo, un vero e proprio sistema. O che l&#8217;appalto lo vincesse lui (e le sue &#8216;ndrine) o che lo vincessero aziende pulite, queste ultime dovevano comunque pagargli la mazzetta. Le mafie si inseriscono, così, nel mondo dell&#8217;edilizia, in particolare, ma anche nella politica (con il voto di scambio soprattutto per riciclare denaro tramite attività di facciata) e nell&#8217;imprenditoria privata (quando le banche non posso più erogare soldi). Questa è una sorta di “colonizzazione al contrario” perchè abbiamo la regione più povera d&#8217;Italia (la Calabria) che va a colonizzare settori dell&#8217;economia più ricca d&#8217;Italia. Perchè la &#8216;Ndrangheta non va ad investire in Calabria?: per un processo di mimetizzazione, ma il motivo principale è che, per vivere in Calabria, dovrà sempre avere lì persone che hanno bisogno di lei, persone che chiedono favori.</p>



<p></p>



<p></p>



<p>Osservatorio sulla criminalità organizzata dell&#8217;Università degli Studi di Milano4, diretto dal Prof. Nando Dalla Chiesa</p>



<p>Libera Masseria, di Cisliano (bene confiscato alla mafia)</p>
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		<title>Coronavirus. Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera. Chiediamo borse di studio per i figli.</title>
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					<description><![CDATA[<p>Coronavirus ,Foad Aodi (Amsi); Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo),Chiediamo borse di studio per i figli. Amsi e UMEM ;nella seconda&#46;&#46;&#46;</p>
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<p><em><strong>Coronavirus ,Foad Aodi (Amsi); Deceduti 259 medici di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo),Chiediamo borse di studio per i figli.</strong></em></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="804" height="804" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14902" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 804w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/12/unnamed-3-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 804px) 100vw, 804px" /></figure>



<p><br>Amsi e UMEM ;nella seconda ondata sono deceduti 80 medici di cui Mohammad Alì Zaraket di origine libanese (Medico di medicina generale e odontoiatra) e  Kassem El Malak di origine palestinese (Odontoiatra) così l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi ) ,Unione medica euromediterranea (UMEM) ,la comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) ed il Movimento internazionale interprofessionale Uniti per Unire esprimono condoglianze ai familiari dei 259 medici italiani di cui 15 medici di origine straniera (12 medici di famiglia ,2 odontoiatri ed un cardiologo ) e  ricordando che nella seconda ondata sono deceduti 80 medici di cui il dr.Mohammad Alì Zaraket di origine libanese , membro dell&#8217;Ufficio di presidenza Amsi e Coordinatore Organizzativo Co-mai -Medico di medicina generale e odontoiatra, e  Kassem El Malak di origine palestinese -Odontoiatra. Sono tutti colleghi deceduti mentre stavano garantendo il diritto alla salute di tutti senza distinzione, insieme a numerosi professionisti della sanità italiani e di origine straniera che hanno fatto il loro dovere fino alla fine e devono essere ricordati sempre come martiri del dovere. &#8220;Grazie alla preparazione e professionalità dei medici e professionisti della sanità italiani e di origine straniera ,La sanità italiana gode di un apprezzamento e fama mondiale ,ma purtroppo spesso sono stati lasciati da soli dalla politica, inascoltati ,indifesi e non valorizzati .Il SSN italiano ha bisogno di una svolta radicale e mettere al centro dell&#8217;attenzione i pazienti , i professionisti della sanità ,la meritocrazia, ,la solidarietà e l&#8217;umanizzazione, difendendo il diritto alla salute, del lavoro e dell&#8217;eguaglianza combattendo lo sfruttamento lavorativo, la fuga dei cervelli all&#8217;estero , la disorganizzazione e le barriere burocratiche. Noi, da sempre siamo impegnati a favore dell&#8217;Italia e degli italiani con responsabilità e serietà e continueremo a farlo .Facciamo un appello al governo italiano di tutelare di più i professionisti della sanità italiani e di origine straniera senza classificarli più in seria A e B ,di estendere la campagna di vaccinazione a tutti i professionisti della sanità sia nella sanità pubblica che privata senza distinzione, di sbloccare la situazione tragica dei medici specializzandi e giovani e di tutelare le fasce deboli compreso i migranti regolari e irregolari .Cosi dichiara Foad Aodi Presidente Amsi e Co-mai e Membro Registro Esperti Fnomceo che chiede inoltre di istituire borse di studio per gli orfani  dei martiri del dovere e sostegno alle loro famiglie , viste le numerose difficoltà che affrontano per la perdita dei loro cari (numerosi tra i medici di origine straniera deceduti sono stati sepolti nei loro Paesi d&#8217;origine). Proprio per questo, per il riconoscimento dell&#8217;operato prezioso del dr. Mohammad Alì Zaraket, gli Uffici di presidenza Co-mai ed Amsi hanno inserito nell&#8217;organigramma sua figlia, Dr.ssa Fatima Zaraket medico cardiologo e continuiamo il nostro sostegno ai familiari e figli. </p>
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		<title>Pandemia in Yemen e regimi autoritari in Medioriente</title>
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		<pubDate>Fri, 01 May 2020 13:40:03 +0000</pubDate>
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<p>Care amiche e cari amici, vi segnaliamo lo streaming di domani pomeriggio, sabato 2 maggio, alle ore 15 con la giornalista, reporter <strong>Laura Silvia Battaglia</strong> e il suo intervento che riguarda la pandemia Covid- 19 in Yemen, per poi allargare il discorso alla crisi umanitaria e ai regimi autoritari in Medioriente.</p>



<p>Anche questa diretta streaming sul nostro canale Youtube fa parte della rassegna di incontri organizzati da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> di Milano, dal titolo &#8221; Perchè occuparsi di diritti umani, oggi più che mai?&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Infermiera accanto ai più deboli e il diritto alla cura</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2020 09:02:56 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="693" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-1024x693.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13930" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-300x203.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/eeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee-1-768x520.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>medical doctor comforting senior patient</figcaption></figure></div>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>pubblica, oggi per voi, il video con Marie Claire Gegera, infermiera e responsabile APS in Burundi, che ci ha raccontato della sua esperienza, insieme al suo staff, con gli anziani in tempi di Covid-19. </p>



<p></p>



<p>Vi aspettiamo per la prossima diretta streaming: mercoledì 29 aprile, alle ore 15 con il Prof. Foad Aodi</p>



<p>Grazie!</p>



<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
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		<title>Perchè occuparsi di diritti umani, oggi più che mai</title>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1021" height="606" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13858" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1021w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-300x178.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/ppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-768x456.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1021px) 100vw, 1021px" /></figure></div>



<p>Care amiche e cari amici,</p>



<p>vi ricordiamo i prossimi streaming organizzati da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani, </em></strong>con il sostegno del C.I.D.U.</p>



<p>VideoDirette sul canale Youtube dell&#8217;associazione (a cui potete iscrivervi) e poi ripostate qui e su tutti i nostri canali social. Potete scoprire quelle già effettuate, nei giorni scorsi, con alcuni professionisti su temi di stretta attualità!</p>



<p>Per garantire una corretta informazione, per rimanere aggiornati sulla situazione in Italia e nel mondo, per monitorare la tutela dei diritti fondamentali di tutte e di tutti.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13857" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/flyer.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p></p>
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		<title>Collaborazione con C.I.D.U. e iniziative in streaming: &#8220;Perchè occuparsi di diritti umani. Oggi più che mai&#8221;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 07:35:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Milano, 26 marzo 2020 Associazione Per i Diritti umani è lieta di annunciare la collaborazione con C.I.D.U. (Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) Il CIDU è stato istituito nel 1978 come organo che le&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="638" height="359" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13785" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 638w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/dichiarazione-universale-dei-diritti-delluomo-1-638-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<p>Milano, 26 marzo 2020</p>



<p></p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani
</strong></em>è lieta di annunciare la collaborazione con C.I.D.U.
(Comitato Interministeriale per i Diritti Umani) 
</p>



<p>Il CIDU è stato istituito nel 1978
come organo che le Nazioni Unite definiscono ‘National Mechanism
for Reporting and Follow-up’ ed è oggi considerato una ‘best
practice’ a livello internazionale.</p>



<p>In questo momento storico è più che
mai importante monitorare la tutela dei diritti umani e civili. Molte
le categorie di persone e le popolazioni che già soffrivano prima
del divulgarsi della pandemia per guerre, fame, discriminazioni
politiche e religiose, cambiamenti climatici, ingiustizia economica.
Oggi la loro situazione è ancora più grave, sono ancora più in
pericolo. Ma anche chi vive e viveva in una condizione privilegiata
si trova a fare i conti con la paura e la perdita. 
</p>



<p>Ecco, quindi, che <em><strong>Associazione
Per i Diritti umani </strong></em>ritiene importante continuare
nell&#8217;impegno per la sensibilizzazione e per una corretta informazione
per porre ulteriori basi di buone pratiche e per rendere più attiva
la cittadinanza nel creare un Futuro migliore per tutte e per tutti. 
</p>



<p><em><strong>Associazione Per i Diritti umani </strong></em>e CIDU propongono un programma di videoconferenze, in diretta sul canale YOUTUBE dell&#8217;associazione stessa <a href="https://www.youtube.com/c/AssociazioneperiDirittiUmani?utm_source=rss&utm_medium=rss">(https://www.youtube.com/c/AssociazioneperiDirittiUmani)?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> alla presenza di vari professionisti (giornalisti, avvocati, attivisti, scrittori, medici) che parleranno di un diritto umano e civile, legati all&#8217;attualità.</p>



<p>Comunichiamo, quindi, il calendario
delle prime tre conferenze:</p>



<p><strong>Lunedì 30 marzo, ore 15 GIUSEPPE
ACCONCIA, giornalista. Coronavirus in Africa e in Medioriente</strong></p>



<p><strong>Venerdì 3 aprile, ore 15 MATTEO
VAIRO, responsabile di comunità di accoglienza. Donne vittime di
tratta, paura e accoglienza. </strong>
</p>



<p><strong>Lunedì 6 aprile, ore 15.30
VALENTINA DI PRISCO, attivista. La tutela della salute in Venezuela e
in America latina.</strong></p>



<p><strong>A breve sul nostro sito
</strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>www.peridirittiumani.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong>
e sui nostri canali social potrete trovare il programma delle nuove
conferenze che si terranno da metà aprile e nei mesi sucessivi.</strong></p>



<p><strong>Per ulteriori informazioni:
</strong><a href="mailto:info@peridirittiumani.com"><strong>info@peridirittiumani.com</strong></a><strong>
/recapito telefonico: +39 333.56.17.914</strong></p>
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		<title>Coronavirus,Foad Aodi (Amsi): grazie a Conte e Sileri per aver inserito la possibilità di reclutamento di medici stranieri nel decreto Cura Italia</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Mar 2020 09:25:17 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="480" height="294" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13770" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/AMSI-05_0-300x184.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 480px) 100vw, 480px" /></figure></div>



<p><em>Cosi l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia&nbsp;<strong>(Amsi)</strong>&nbsp;e L&#8217;Unione Medica Euro Mediterranea (<strong>UMEM)</strong>&nbsp;ringraziano il Presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e il Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri per aver inserito come proposto da Amsi &nbsp;e UMEM tramite il Presidente Foad Aodi direttamente al Vice Ministro della Salute Sileri con il quale era in contatto continuo.</em><br><em>È &nbsp;stato inserito come segue nell&#8217;art. 13 &#8211; Deroga delle norme in materia di riconoscimento delle qualifiche professionali sanitarie.1. Per la durata dell&#8217;emergenza epidemiologica da COVID-19, in deroga agli articoli 49 e 50 del decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999 n. 394 e successive modificazioni, e alle disposizioni di cui al decreto legislativo 6 novembre 2007 n. 206 e successive modificazioni, è consentito l&#8217;esercizio temporaneo di qualifiche professionali sanitarie ai professionisti che intendono esercitare sul territorio nazionale una professione sanitaria conseguita all&#8217;estero regolata da specifiche direttive dell&#8217;Unione europea. Gli interessati presentano istanza corredata di un certificato di iscrizione all&#8217;albo del Paese di provenienza alle regioni e Province autonome, che possono procedere al reclutamento temporaneo di tali professionisti ai sensi degli articoli 1 e 2 del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14.</em></p>



<p><em>&#8220;È &nbsp;un passaggio importante ,insieme a quello per &nbsp;i medici neolaureati,per poter reclutare più medici possibili e affrontare questa gravissima emergenza da &nbsp;Coronavirus che sta registrando un altissimo numero di contagiati,morti &nbsp;tra di loro anche medici e professionisti della sanità. facciamo le nostre condoglianze ai familiari di tutti i deceduti cittadini e professionisti della sanità italiani e di origine straniera (ci sono 4 morti di cui un medico di origine siriana) a nome dell&#8217;Amsi e Umem così&nbsp;<strong>dichiara il Presidente Amsi e UMEM Foad Aodi nonchè membro del Registro Esperi Fnomceo&nbsp;</strong>che lancia il suo appello a tutti i medici e infermieri italiani e di origine straniera iscritti agli ordini professionali&nbsp; o in fase di riconoscimento dei loro titoli che sono disponibili a dare il loro contributo nei vari ospedali dove ci sono richieste, di comunicarcelo. Dobbiamo continuare tutti uniti per salvare la salute di chi soffre o in difficoltà e sostenere la nostra preziosa sanità italiana e il SSN compreso quello lombardo del quale condividiamo l&#8217;appello.</em></p>
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