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	<title>profugo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Il regista Aki Kaurismaki punta tutto sulla solidarietà</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Apr 2017 06:01:55 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/04/28/il-regista-aki-kaurismaki-punta-tutto-sulla-solidarieta/">Il regista Aki Kaurismaki punta tutto sulla solidarietà</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p>Un filo rosso lega le ultime due opere del regista finlandese Aki Kaurismaki: dopo <i>Miracolo a Le Havre </i>torna nelle sale con il suo ultimo film, secondo di una trilogia sui porti, e ambienta la storia nella sua Helsinki, affrontando ancora il tema delle migrazioni.</p>
<p>Vincitore dell&#8217;Orso d&#8217;Argento all&#8217;ultimo festival di Berlino per la Miglior regia, la pellicola intitolata <i>L&#8217;altro volto della speranza</i> avrebbe meritato altri premi: per la sceneggiatura e per la fotografia, ad esempio.</p>
<p>I dialoghi, come sempre, sono rarefatti, ma ogni frase – curata nei dettagli – rivela significati universali, profondi e attualissimi; la luce – quasi caravaggesca in alcune scene &#8211; ammanta di spiritualità personaggi realistici, veri: quell&#8217;umanità tanto cara all&#8217;autore, una umanità che resta ai margini della ricchezza e del potere, ma che sa ancora veicolare i valori positivi.</p>
<p>Un&#8217; inquadratura scura apre la prima scena e dal buio emerge il volto di un giovane uomo: si tratta di Khaled, un profugo siriano che, per fuggire dal Paese devastato dalla guerra, fugge su una nave che trasferisce carbone. L&#8217;uomo riesce ad arrivare in Finlandia, alla ricerca di pace e di un futuro sereno. Scena emblematica, già questa prima di apertura, che identifica lo straniero come “l&#8217;uomo nero” o come uno zombie che risorge dalle proprie ceneri.</p>
<p>Kaurismaki squaderna il tema del fenomeno migratorio dal punto di vista di chi lo vive sulla propria pelle, senza pìetas, ma sempre con grande lucidità, con quadri teatrali in cui la prossemica dei personaggi (compresa quella di un cagnolino) e degli oggetti retrò diventa funzionale alla storia e al suo commento.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/altrovoltodellasperanza-300x267.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-8596 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/04/altrovoltodellasperanza-300x267.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="267" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Waldemar Wilkstrom è un signore di mezza età, agente di commercio di camicie e cravatte che un giorno, all&#8217;improvviso, decide di abbandonare moglie e attività per poi vincere una somma di denaro al gioco d&#8217;azzardo e aprire un ristorante. I destini di Khaled e di Wilkstrom, all&#8217;inizio raccontati in montaggio parallelo e quindi separatamente, saranno destinati ad incrociarsi perchè i due uomini sono entrambi in cerca di un cambiamento, di libertà, di un piccolo attimo di felicità.</p>
<p>Intorno a loro ruotano i personaggi surreali, divertenti, malinconici di Helsinki, ma di quella città che molti non vedono: musicisti di strada, portuensi, bottegai&#8230;Tra questi emergono, ogni tanto, gruppi di skinheads, che con la loro ignoranza becera (uno di loro si rivolge a Khaled, dopo averlo picchiato, apostrofandolo “ebreuccio”) e la loro violenza cieca sottolineano il clima di xenofobia che pervade l&#8217;Europa contemporanea.</p>
<p>Nella sua analisi, Kaurismaki non risparmia nemmeno le istituzioni, che sebbene siamo nel Nord dell&#8217;Ue dove dicono che i sistemi di accoglienza siano i migliori, le sequenze che vedono Khaled a colloquio con l&#8217;impiegata dell&#8217;ufficio immigrazione lo riprendono in primo piano, serio, mentre tenta di far capire la propria situazione alla donna, algida, impassibile, entrambi in un&#8217;immagine dai colori freddi come coloro che hanno perso qualsiasi forma di empatia con il prossimo.</p>
<p>La Siria di Kahled è un Paese devastato dalle potenze internazionali, dall&#8217;Isis, dal regime, dal conflitto che non è più solo civile; l&#8217;Occidente di Wilkstrom (e anche nostro) è un luogo di resilienza per i meno fortunati (i più abbienti scappano all&#8217;estero, come nel cameo della brava Kati Outinien, attrice feticcio del regista) e un posto escludente per chi è “diverso”: ma nel ristorante dai mille nomi – per sopravvivere alla crisi economica – aperto dall&#8217;ex rappresentante si concentra un microcosmo di persone sognatrici, ancora vitali, ricche soprattutto di quel senso di solidarietà che permette loro di “fare famiglia” pur nelle divergenze e di dare un senso a un&#8217;esistenza non facile, ma più soddisfacente di tante altre, aride e superficiali.</p>
<p>Una prima parte più seriosa, una seconda più grottesca; quadri che rimandano alla pittura di Edward Hopper; i giochi di luce e ombre perchè così è la vita; la musica diegetica che riporta sullo schermo un mondo antico con ballate folkloristiche o malinconiche: tutto questo è il Cinema di Aki Kaurismaki, un uomo, un poeta, un cineasta ribelle, critico e umano, molto umano che nutre ancora un po&#8217; di fiducia nei suoi simili.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p>&nbsp;</p>
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		<title>Crediti formativi per Giornalisti/Docenti/Studenti anno 2016/2017</title>
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		<pubDate>Sat, 03 Sep 2016 09:24:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani propone 4 incontri formativi rivolti a Gioralisti – Docenti – Studenti sui temi di attualità e legati ai diritti umani. A chi seguirà gli incontri verranno consegnati i CREDITI&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title"><em>Associazione per i Diritti umani</em> propone 4 incontri formativi rivolti a Gioralisti – Docenti – Studenti sui temi di attualità e legati ai diritti umani. A chi seguirà gli incontri verranno consegnati i CREDITI richiesti dagli albi e dal mondo scolastico per certificare l’aggiornamento professionale.</h1>
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<p>E questa è una delle prime novità proposte dall’<em>Associazione per i Diritti umani</em> per l’anno 2016/2017 !!  Seguiteci!!!</p>
<p><strong>PROGRAMMA</strong></p>
<p><strong>8 OTTOBRE, ore 9.30 – 12.30 Tra regimi e democrazie in Medioriente</strong></p>
<p>Incontro con il g<a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6449" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6449 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 215px) 100vw, 215px" srcset="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/acconcia-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" alt="acconcia" width="215" height="121" /></a>iornalista e saggista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=giuseppe+acconcia&utm_source=rss&utm_medium=rss">GIUSEPPE ACCONCIA</a></strong> per capire cosa sta accadendo nel <strong>mondo arabo</strong>, in particolare in <strong>Siria</strong> e nello <strong>Yemen</strong>, per conoscere i cambiamenti in atto in <strong>Iran</strong> e per approfondire il rapporto dell’Occidente con quest’area del mondo.</p>
<p>L’Europa e tutto l’Occidente sono collusi con Isis? Come distinguere tra Islam religioso e Islam politico?</p>
<p>Chiusura iscrizioni 30/09/2016</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>12 NOVEMBRE, ore 9.30 – 12.30 Migrazioni e politiche europee</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6450" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMQ==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="wp-image-6450 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="daniele-Biella" width="180" height="134" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/daniele-Biella-300x224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 180px) 100vw, 180px" /></a>Incontro con il giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=DANIELE+BIELLA&utm_source=rss&utm_medium=rss">DANIELE BIELLA</a></strong>, autore del libro “Nawal, l’angelo dei profughi” e <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=VERONICA+TEDESCHI&utm_source=rss&utm_medium=rss">VERONICA TEDESCHI</a></strong> (giurista).  Approfondimento sulle politiche italiane ed europee sul tema dell’<strong>accoglienza</strong>. Conoscere l’iter burocratico per accedere allo status di <strong>rifugiato</strong> e al <strong>permesso di soggiorno</strong> o di <strong>transito</strong> e capire anche quali sono le <strong>debolezze e la falle del  sistema culturale -sociale-politico in Italia e in Europa</strong>, in tema di migrazioni (con un approfondimento sulla distinzione tra migrante/rifugiato/profugo)</p>
<p>Chiusura iscrizioni 2/10/2016</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>18 FEBBRAIO, ore 9.30 – 12.30 La scuola per combattere le mafie</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6451" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMg==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6451 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="serena uccello" width="205" height="115" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/serena-uccello-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 205px) 100vw, 205px" /></a>Incontro con la giornalista <a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=SERENA+UCCELLO&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>SERENA UCCELLO</strong></a>, autrice del romanzo/inchiesta “Generazione Rosarno”: il libro è tratto da un’esperienza che la giornalista ha fatto con gli alunni di un liceo della cittadina calabrese, parenti di boss mafiosi. Si affrontano i temi delle forme di <strong>lotta alla criminalità</strong>, dell’importanza dell’<strong>istruzione</strong>, di scelte etiche e libere per cittadini onesti e consapevoli; assenza o presenza dello Stato; coraggio di coloro (intellettuali e non) che, ogni giorno, si battono per affermare l’<strong>educazione alla legalità</strong> e i valori positivi.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 10/02/2017</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>25 MARZO, ore 9.30 – 12.30 Le nuove forme di schiavitù e la lotta alla tratta degli esseri umani</strong></p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6452" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMw==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class=" wp-image-6452 alignleft" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="anna pozzi" width="203" height="153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 480w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/anna-pozzi-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 203px) 100vw, 203px" /></a>Incontro con la giornalista <strong><a href="http://www.peridirittiumani.com/?s=ANNA+POZZI&utm_source=rss&utm_medium=rss">ANNA POZZI</a></strong>, aiutrice del saggio “Mercanti di schiavi. Tratta e schiavitù nel XXI secolo”: si identificano le <strong>forme di schiavitù</strong>, evidenti e sotterranee, in atto nelle società contemporanee dei Paesi poveri, ma anche in aree ricche del mondo.</p>
<p>Cosa si intende per tratta? Quali le finalità e chi ne è maggiormente coinvolto? In particolare verrà fatto riferimento alle condizioni dei minori e alle possibili forme di tutela.</p>
<p>Chiusura iscrizioni 18/03/2017</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Numero minimo di partecipanti ad incontro: 15 persone. Gli incontri si terranno presso il Centro Asteria, Piazza Carrara 17.1 – ang. Via G. da Cermenate, 2  (MM2 –  Romolo – Milano)</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Costo a partecipante per ogni singolo incontro: 20 euro<br />
</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>GIORNALISTI, INSEGNANTI, STUDENTI per i crediti  e per partecipare agli incontri sono pregati di iscriversi mandando il nominativo e il titolo dell’incontro a:  </strong><a href="mailto:peridirittiumani@gmail.com"><strong>peridirittiumani@gmail.com</strong></a></p>
</div>
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		<title>L&#8217;ospite di Mohammad Amin Wahidi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2014 04:38:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Ha ottenuto molto successo all&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema di Venezia, il cortometraggio intitolato L&#8217;ospite di Mohammad Amin Wahidi, giovane regista e poeta afghano, rifugiato politico in Italia. L&#8217;autore, infatti, appartiene all&#8217;etnia&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
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<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="rso1"></a>Ha<br />
ottenuto molto successo all&#8217;ultima edizione della Mostra del Cinema<br />
di Venezia, il cortometraggio intitolato L&#8217;ospite di <em>Mohammad<br />
Amin Wahidi, giovane regista e poeta afghano, rifugiato politico in<br />
Italia. </em>
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<em>L&#8217;autore,<br />
infatti, appartiene all&#8217;etnia hazara, un&#8217;etnia discriminata nel Paese<br />
martoriato da anni. </em>
</div>
<p></p>
<div dir="LTR" id="Sezione1">
La carriera di Amin inizia in<br />
 Afghanistan, quando ancora giovanissimo comincia a presentare due<br />
 programmi televisivi, uno dedicato al cinema e l’altro<br />
 all’insegnamento della lingua inglese. Le minacce da parte dei<br />
 talebani iniziano in questo periodo.  Nel  2007 realizza <em>Le<br />
 chiavi del paradiso</em>, un<br />
 film d’accusa contro i talebani e la loro ideologia oscurantista<br />
 per il quale le minacce di morte diventano sempre più concrete. I<br />
 suoi genitori lo convincono ad abbandonare l&#8217;Afghanistan, due amici<br />
 giornalisti lo aiutano ad ottenere un visto e l’asilo politico in<br />
 Italia. Amin giunge così a Milano dove ancora oggi lavora.</div>
<p></p>
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<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/09/images-5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="400" width="276" /></a></div>
<p></p>
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</div>
<p>Abbiamo intervistato Amin Wahidi che ringraziamo moltissimo.</p>
<p>Partiamo dal titolo del film: un titolo semplice, ma molto significativo. “L&#8217;ospite”, infatti, si riferisce sia al turista (possibilmente benestante) sia allo straniero immigrato o rifugiato o profugo&#8230;</p>
<p>La scelta di girare a Venezia immagino che sia stata dettata proprio dal fatto che sia una delle città più turistiche del mondo e dell&#8217;Italia: quali difficoltà incontra, invece, un richiedente asilo nel nostro Paese? </p>
<p>Prima di tutto vi ringrazio per il vostro tempo e per l’opportunità che mi date di poter esprimermi con questa intervista. </p>
<p>La scelta di Venezia come location per il corto, è stata simbolicamente fatta, perché Venezia è un porto dove tutti gli anni milioni di stranieri entrano e sono ben accolti, ma sono turisti e non rifugiati e molto importante vedere la differenza tra accoglienze un turista e un richiedente asilo. Poi ci sono stati tanti respingimenti dei richiedenti asilo da Venezia perciò abbiamo scelto Venezia. </p>
<p>Dunque, il primo problema per un richiedente asilo è la definizione della parola CLANDESTINO che si da a una persona che è scappata dalla sua terra; una persona che fugge dal suo paese per i problemi politici e quando arriva in Italia o in Europa, si considera subito un CLANDESTINO e noi con questo corto vogliamo definire in altro modo l’identità delle persone richiedenti asilo.</p>
<p>Poi ci sono altre difficoltà: i respingimenti, tempi lunghi per le procedure delle richieste, mancanza dei posti nei centri d’accoglienza etc.</p>
<p>Uno dei temi principali del tuo corto è quello dell&#8217;accoglienza: sei un afghano hazara che vive, studia e lavora da alcuni anni a Milano. E&#8217; una città accogliente ?</p>
<p>Milano in generale si considera come una città di cemento, non solo per gli stranieri come richiedenti asilo o immigrati che vengono dagli altri paesi, ma anche per gli Italiani che vengono dal sud del paese, all’inizio per un periodo è difficile trovarsi proprio accolti, ma con il tempo, quando si fanno le conoscenze e le amicizie le cose cambiano, però molto lentamente. </p>
<p>Personalmente sono stato molto fortunato, grazie al comune di Milano sono stato inserito in uno delle aziende più prestigiose del paese, alla Feltrinelli dove ho un lavoro, con l’aiuto del quale sono riuscito a finire lo studio e sto continuando a fare il cinema. </p>
<p>Però, “con un solo fiore non viene primavera” è un detto nostro, quindi vuol dire che i casi come il mio non sono tanti. Ci sono tanti rifugiati che hanno bisogno di essere aiutati come me, tra cui ci saranno anche i talenti del futuro che un giorno potranno alzare la bandiera d’Italia a livello mondiale.&nbsp; </p>
<p>Qual è, per te, il significato della parola “esilio” ?</p>
<p>Per chi non ha mai provato sulla pelle l&#8217; essere in “esilio”, non è facile definire il significato della parola però per me, che ho passato quasi due terzo della mia vita in esilio (durante la guerra civile, vivevamo in Pakistan) lo definirei cosi: “ quando sei in esilio, sei come una freccia lanciata dall&#8217; arco nel buio verso nessun luogo e non sai dove sarai conficcato alla fine”. Questa è la sensazione che può avere sempre con sè uno che vive a lungo in esilio. </p>
<p>Ormai ho cominciato a non sentirmi più in esilio. Ho la mia seconda casa che è l’Italia. Spero che le cose cambino verso il meglio. Ho fatto anche la domanda per la cittadinanza italiana. Mi considero una persona con due cuori, uno legato al paese natale e uno al paese in cui vivo attualmente. </p>
<p>Quando è nato questo progetto e che significato ha per te e per tutti i rifugiati politici?</p>
<p>Il progetto è nato l’anno scorso quando ho ospitato una persona respinta dalla Norvegia in Italia, era un mio paesano che non conoscevo, ma aveva bisogno di restare un notte da me, e poi chiedere asilo, ora lui è un rifugiato in Italia. Da lì è venuta l’idea di questo corto. Quando tu vuoi ospitare una persona in difficoltà ma la legge e le norme non te lo permettono tu devi decidere come agire, considerando la tua coscienza oppure vedendo la dura e sporca realtà che ti circonda.</p>
<p>Prendendo quest’idea di base, abbiamo discusso in cinque e finalmente la sceneggiatura è stata scritta. </p>
<p>Tecnicamente questo corto è un lavoro realizzato a low-budget oppure diciamo quasi no-budget però per la forma di espressione, per il linguaggio, per il contenuto, per la storia e per il coraggio di cominciare un dibattito serio e per far aprire gli occhi delle persone, io penso che è un lavoro molto importante specialmente per i rifugiati politici e spero di poterlo proiettare in tutte le città italiane e nei centri rifugiati. </p>
<p>Gli attori sono stati bravissimi, quasi tutti professionisti ed era un lavoro fatto con passione</p>
<p>Il corto segue una storia semplice e lineare e la durata è di quasi venti minuti; tutto accade in una notte. </p>
<p>Cosa significa per te il PREMIO CITTA’ DI VENEZIA 2014?</p>
<p>Sono molto contento ed emozionato di aver vinto questo prestigioso premio perché mi ha dato nuove energie e la speranza di poter lavorare meglio e continuare il cinema di denuncia sociale, il cinema per i diritti umani e il cinema umano. </p>
<p>Più che altro, mi ha dato la speranza di potere essere ascoltato anche se fai un film che forse non piace a tutti, però almeno ci sono delle persone sensibili al tema che ti capiscono e ti fanno vedere agli altri. Questo conta molto per me. </p>
<p>Non solo il riconoscimento del premio ma anche la mia presenza al festival è stata utile per me, per conoscere tante persone nuove in ambito cinematografico e fare contatti magari per collaborazioni future. </p>
<p>Poi la cosa piu’ importante di tutto è il risultato ottenuto; l’emozione delle persone che ho visto durante la proiezione. Almeno un paio di persone hanno pianto sulla scena finale del film. Questo e’ importantissimo per me: vuol dire sono riuscito a fare quello che volevo. Sono contento di poter aprire il dibattito su un tema di cui non si parla. Alla fine dopo la proiezione tante persone tra gli spettatori hanno partecipato al dibattio finale con tanto entusiasmo e alla fine ci hanno applaudito a lungo. </p>
<p>Finora putroppo non contavo molto sui festival, nemmeno pensavo di partecipare a festival dove c&#8217; è tanta concorrenza, perche’ pensavo di fare film per il mio cuore, per quello che credo e per quello che mi piace, però poi dopo che visto che i festival possono portare delle altre possibilita’ e possono aprire delle nuove porte, e posso fare vedere agli altri anche i lavori particolari, ho deciso di sì. Da ora in poi contero’ sui festival e proverò a mandare tutti i miei lavori futuri ai festival.</p>
<p>Altri progetti del futuro?</p>
<p>I soggetti scritti sono diversi, pero come priorità ho due sceneggiature proprio pronte: una per un docu-fiction e l’altra per un mediometraggio e se tutto andrà bene, dobbiamo finire di girare entro fine ottobre di quest&#8217; anno. Per il momento siamo nella fase di pre-produzione, stiamo cercando le location che ci servono e stiamo facendo anche casting degli attori/attrici in questi giorni. </p>
<p>Questo mediometraggio sara’ sempre un film indipendente, low budget con tanti attori/attrici e ambientato a Milano. Il tema è multiculturalismo e integrazione delle persone non nate in Italia. L’altro docu-fiction e’ un pò particolare, ma non voglio rivelare il trama ancora, credo che sia troppo presto per parlarne. </p>
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</div>
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