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	<title>progresso Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Barriere architettoniche a Milano</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2021 07:22:13 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani (attivista, che ringraziamo molto per la sua collaborazione)</p>



<p></p>



<p>Domenica 27 giugno ho avuto modo di partecipare ad un&#8217;interessante iniziativa voluta da “I Disabili Pirata”, un collettivo di persone carrozzate e non che si occupa di sensibilizzare riguardo il problema delle barrire architettoniche.</p>



<p>L&#8217;esperimento sociale era volto a saggiare l&#8217;accessibilità di una città cosmopolita come Milano. I partecipanti sono stati persone con disabilità varie, caregiver e genitori con figli piccoli. Ci siamo portati dietro anche un paio di giornalisti, per documentare il tutto.</p>



<p>Non sono un carrozzato, ma ho vari amici che si muovono in carrozzina e ho avuto modo di vedere che girare per le strade delle nostre città, rappresenta una vera sfida, non solo per loro ma anche per chi è loro vicino. Così è stato anche questa volta.</p>



<p>Partendo da Piazza Duomo, come prima cosa, siamo andati alla ricerca di un bagno accessibile. Le ruote delle carrozzine s&#8217;incastravano regolarmente sulle lastre del pavè. Gli scivoli dei marciapiedi rischiavano di far ribaltare gli amici carrozzati. Il bagno l&#8217;abbiamo pure trovato, ma è stata dura.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="536" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/dis2-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15523" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/dis2-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/dis2-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/dis2-768x402.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/dis2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Successivamente abbiamo deciso di andare a vedere un film tutti insieme. Al Multisala Odeon, però, il personale di sala ci ha proposto di vedere film differenti visto che le sale possono ospitare solo un disabile alla volta o pochi di più. Si sa che quando si va al cinema in compagnia ognuno guarda un diverso film. E&#8217; stato interessante, però, vedere come il personale nei diversi posti in cui siamo stati faceva fronte ad una situazione inedita, o forse, troppo spesso ignorata. Al Libraccio di Via Santa Tecla, una commessa, a onor del vero molto gentile, non ha potuto farci entrare e ha esibito il diniego del Comune a collocare una pedana per l&#8217;ingresso delle persone disabili. A queste disavventure, dobbiamo aggiungere che è stato praticamente impossibile prendere i mezzi pubblici assieme.</p>



<p>Sì, la vita su quattro ruote non è certo facile, vista la difficoltà a compiere azioni banali, ad accedere a servizi tranquillamente disponibili per altri. Sono ancora troppi i problemi sia pratici sia culturali che rendono la nostra società abilista, da come sono pensate e realizzate le nostre città al modo in cui viene considerata la persona disabile.</p>



<p>Sono importanti realtà come <em>Disabili Pirata</em> perchè le persone e le istituzioni soprattutto non siano più indifferenti rispetto ai problemi di chi per troppo tempo ha taciuto. E&#8217; ora di mostrarsi e fare rete, cercando di superare i protagonismi, per una causa piu&#8217; nobile. Forse, oggi, saremo in grado di vedere solo qualche piccolo progresso rispetto a come viviamo la quotidianità, ma che tipo di società vogliamo lasciare a chi verrà dopo di noi?</p>
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		<title>“LibriLiberi”. La caduta del cielo</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Sep 2019 06:45:43 +0000</pubDate>
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<p>di Alessandra Montesanto 
</p>



<p>La foresta amazzonica è in fiamme e
pochi se ne preoccupano, credendo che sia un problema relativo e
circoscritto. Invece ci riguarda molto da vicino. Abbiamo ormai
perso, da questa parte del mondo, il contatto con la Natura; abbiamo
cercato di domarla in tutti i modi, nell&#8217;illusione di migliorare la
qualità delle nostre esistenze, ma abbiamo depredato la più grande
fonte di vita che avevamo a disposizione per ossigeno e acqua, per
legno e vegetali, per la fauna. Ma abbiamo preteso sempre di più per
la logica, contorta illusoria e prepotente, di essere superiori a
tutto e a tutti.</p>



<p>E allora bisogna leggere un testo,
originalissimo e denso: <em>La caduta del cielo. Parole di uno
sciamano yanomami</em>, per riportare i nostri piedi e i nostri cuori
su questa Terra. 
</p>



<p>Il libro (Edito da Nottetempo) è
scritto &#8211; o sarebbe meglio dire “trascritto” &#8211; dall&#8217;antropologo
Bruce Albert che ha trascorso anni nella comunità yanomani, nel nord
dell&#8217;Amazzonia brasiliana. E&#8217; entrato a far parte della famiglia di
Davi Kopenawa, con la fiducia che deriva dall&#8217;apertura mentale e
dalla mancanza di pregiudizio, e ha raccolto la testimonianza del
capofamiglia, sciamano e attivista per i diritti umani degli indios. 
</p>



<p>Un&#8217;esistenza epica, quella di Kopenawa,
che lo ha visto protagonista contro il colonialismo, cercatori d&#8217;oro,
missionari cattolici, imprenditori: insomma i Bianchi. Un&#8217;esistenza,
la sua, segnata fin dall&#8217;infanzia da una sensibilità fuori dal
comune, amplificata dall&#8217;educazione degli anziani che lo hanno
introdotto alle pratiche sciamaniche in un lungo e faticoso percorso
di iniziazione, raccontato nei primi capitoli di un
racconto/testimonianza davvero stupefacente: spiriti, visioni,
colori, forti emozioni. Tutto viene coinvolto nella possibilità di
un legame tra esseri umani e Cosmo, quando un Uomo (maschio, ma anche
femmina) entra in contatto con l&#8217;Universo. 
</p>



<p>Da lettori occidentali si possono
trovare, durante la lettura, alcuni riferimenti appartenenti alla
nostra cultura occidentale: le idee di Platone (realtà e
rappresentazione), la purificazione del corpo (Cristianesimo oppure
Ipazia che denigrava il proprio corpo per curarsi della propria
ricerca intellettuale), Lucrezio (per la concezione metamorfica degli
esseri naturali), ma anche questa sarebbe una sorta di
“colonizzazione” della cosmogonia e della mentalità yanomami. Si
tratta, invece, di una credenza, di uno stile di vita del tutto
diverso dal nostro, ma ugualmente autorevole. A partire dal concetto
di Spirito universale fino alla quotidianità, gli amerindi &#8211; e in
particolare gli sciamani &#8211; dimostrano, nella seconda parte del libro,
l&#8217;impotenza dell&#8217;individuo di fronte a forze superiori, benevole o
malevoli; sottolineano la futilità della nostra corsa al progresso,
nel momento in cui siamo tutti esseri a termine; spiegano che la
sopravvivenza delle generazioni future passa attraverso i nostri
comportamenti che devono tornare a rispettare l&#8217; Ambiente;
suggeriscono di non perdere il filo con il Cielo e i suoi abitanti,
per coltivare i valori positivi che collegano la nostra mente alle
stelle. Perchè siamo fatti della stessa sostanza, come ricordano le
lacrime e il mare.</p>
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