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	<title>protezioneinternazionale Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Protection4Olga: campagna per la difensora dei diritti umani, Olga Karatch</title>
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		<pubDate>Sun, 17 Sep 2023 09:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani partecipa alla seguente campagna e la divulga. (da GiuristiDemocratici) E&#8217; stata da poco lanciata la Campagna internazionale #protection4olga per chiedere protezione e asilo per la direttrice dell’organizzazione “Our House”&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17155" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-1024x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-768x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/09/Olga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1440w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Associazione Per i Diritti umani partecipa alla seguente campagna e la divulga.</p>



<p>(da GiuristiDemocratici)</p>



<p>E&#8217; stata da poco lanciata la Campagna internazionale<strong> #protection4olga</strong> per chiedere protezione e asilo per la direttrice dell’organizzazione “Our House” che da anni si batte per i diritti umani in Bielorussia, compreso il diritto all’obiezione di coscienza al servizio militare, e per questo è perseguitata e rischia la pena capitale nel proprio paese di origine dove è stata definita “terrorista”. Il 18 agosto scorso la Lituania ha negato l’asilo politico definendo Olga Karatch “persona che rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale della Repubblica di Lituania”. Le è stato invece concesso un permesso di residenza nel paese della durata di un anno. Aderiamo convintamente alla Campagna internazionale perché sia data immediata protezione alla difensora dei diritti umani Olga Karatch. </p>



<p>In seguito al rifiuto dell&#8217;asilo politico da parte delle autorità lituane alla costruttrice di pace bielorussa e difensore dei diritti umani Olga Karatch (Volha Karach), è appena stata lanciata la campagna internazionale #protection4olga&nbsp;<em>per</em>&nbsp;chiedere protezione e asilo per la direttrice dell&#8217;organizzazione&nbsp;<a href="https://news.house/?utm_source=rss&utm_medium=rss">&#8216;Our House</a>&nbsp;&#8216; .&nbsp;Da anni si batte per i diritti umani in Bielorussia, compreso il diritto all&#8217;obiezione di coscienza al servizio militare, ed è per questo perseguitata e rischia la pena capitale nel suo Paese d&#8217;origine, dove è stata etichettata dal regime come &#8220;terrorista&#8221;.</p>



<p>Il 18 agosto 2023, la Lituania le ha negato l&#8217;asilo politico, definendo Olga Karatch una &#8220;persona che rappresenta una minaccia per la sicurezza nazionale della Repubblica di Lituania&#8221;. Le è stato tuttavia concesso un soggiorno temporaneo nel paese per un anno, probabilmente a causa delle lettere internazionali di preoccupazione che alcuni politici e capi di fondazioni avevano scritto alle autorità e agli ambasciatori lituani in diversi Paesi. Ma questo status non le dà alcuna sicurezza riguardo al suo status: le autorità potrebbero in qualsiasi momento rinnegare questa decisione e decidere di deportarla.</p>



<p>Per questo motivo abbiamo avviato una campagna internazionale per la protezione immediata della difensore dei diritti umani e costruttrice della pace Olga Karatch.</p>



<p>La&nbsp;<a href="https://www.ohchr.org/sites/default/files/Documents/Issues/Defenders/Declaration/declaration.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Dichiarazione delle Nazioni Unite sui difensori dei diritti umani</a>&nbsp;adottata nel 1998 riconosce &#8220;il prezioso lavoro di individui, gruppi e associazioni nel contribuire all&#8217;effettiva eliminazione di tutte le violazioni dei diritti umani e delle libertà fondamentali dei popoli e degli individui&#8221;.</p>



<p>Olga Karatch, attraverso l’organizzazione da lei guidata, “Our House”, ha al suo attivo numerose attività di monitoraggio e difesa dei diritti umani in Bielorussia e dei cittadini bielorussi fuggiti in altri Paesi – come la Lituania – e per questo motivo anche la sua organizzazione è stata scelto dall&#8217;Ufficio&nbsp;<a href="https://www.ipb.org/the-international-peace-bureauipb-has-announced-its-intention-to-nominate-three-remarkable-organizations-with-a-focus-on-the-right-to-conscientious-objection-for-the-2024-nobel-peace-prize/?utm_source=rss&utm_medium=rss">internazionale per la pace per essere nominato per il Premio Nobel per la pace 2024</a>&nbsp;, insieme al Movimento russo degli obiettori di coscienza e al Movimento pacifista ucraino.</p>



<p>Gli Stati hanno l&#8217;obbligo di proteggere tutti i diritti umani e le libertà fondamentali di tutti i cittadini e, soprattutto per i difensori dei diritti umani che &#8220;frequentemente affrontano minacce e molestie e soffrono di insicurezza&#8221; &#8220;di adottare tutte le misure necessarie per garantire la protezione dei difensori dei diritti umani, a sia a livello locale che nazionale, anche in tempi di conflitto armato e di costruzione della pace&#8221;, come affermato nella&nbsp;<a href="https://documents-dds-ny.un.org/doc/UNDOC/GEN/N11/468/66/PDF/N1146866.pdf?OpenElement&utm_source=rss&utm_medium=rss">risoluzione 66/164 dell&#8217;Assemblea generale delle Nazioni Unite</a>&nbsp;.</p>



<p>Esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per il fatto che &#8220;in alcuni casi, la legislazione sulla sicurezza nazionale e l&#8217;antiterrorismo e altre misure, come le leggi che regolano le organizzazioni della società civile, sono state utilizzate in modo improprio per prendere di mira i difensori dei diritti umani o hanno ostacolato il loro lavoro e messo in pericolo la loro sicurezza in un modo contrario al diritto internazionale”, come affermato nella&nbsp;<a href="https://documents-dds-ny.un.org/doc/RESOLUTION/LTD/G13/120/26/PDF/G1312026.pdf?OpenElement&utm_source=rss&utm_medium=rss">Risoluzione 22/6 del 2013 del Consiglio per i diritti umani delle Nazioni Unite</a>&nbsp;sulla protezione dei difensori dei diritti umani, che impegna tutti gli Stati a proteggere e non criminalizzare coloro che lavorano per difendere i diritti umani.</p>



<ul><li>Pertanto, facciamo appello alle più alte autorità lituane, al Presidente della Repubblica di Lituania, al Primo Ministro e al Ministro degli Affari Esteri affinché rispettino gli standard internazionali e forniscano protezione e asilo alla difensore dei diritti umani bielorussa Olga Karatch, che si è rifugiata in Lituania.</li><li>La Lituania è anche membro dell&#8217;Unione Europea.&nbsp;Facciamo quindi appello anche alle istituzioni europee, alle missioni dell’UE (ambasciate e consolati degli Stati membri dell’UE e delegazioni della Commissione europea) che, come affermato nelle&nbsp;<a href="https://www.eeas.europa.eu/sites/default/files/eu_guidelines_hrd_en.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Linee guida dell’UE sui difensori dei diritti umani</a>&nbsp;, dovrebbero sostenere e proteggere i difensori dei diritti umani.</li><li>Chiediamo inoltre ai nostri governi nazionali di agire per garantire che la protezione dei difensori dei diritti umani sia garantita sempre e ovunque.</li><li>Chiediamo a tutta la società civile, dai singoli cittadini ai giornalisti e ai rappresentanti istituzionali di tutta Europa, di agire in difesa dei diritti umani e di coloro che li difendono.</li></ul>



<p>Un modello di lettera da inviare alle autorità lituane&nbsp;<a href="https://www.miritalia.org/2023/08/23/protezione-e-asilo-per-olga-karatch-campagna-internazionale-protection4olga/modello-lettera-_protection4olga/?utm_source=rss&utm_medium=rss">può essere trovato qui</a>&nbsp;.&nbsp;Siete più che benvenuti ad usarlo e a difendere e sostenere adeguatamente i difensori dei diritti umani Olga Karatch.</p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Africa omofoba: Uganda, Kenya e gli altri</title>
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		<pubDate>Tue, 30 May 2023 07:40:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani A marzo scorso in Uganda è stata presentata una legge ANTI-LGBTI che conferma l&#8217;ergastolo a chi pratica l&#8217;omosessualità liberamente, aumenta di 10 anni la pena per tentata condotta omosessuale e introduce&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16991" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda-1536x1152.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/05/gay-in-uganda.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p>A marzo scorso in Uganda è stata presentata una legge ANTI-LGBTI che conferma l&#8217;ergastolo a chi pratica l&#8217;omosessualità liberamente, aumenta di 10 anni la pena per tentata condotta omosessuale e introduce la pena di morte per “Omosessualità aggravata”. L&#8217;aggravante riguarda comportamento recidivo, i sieropositivi e chi intrattiene relazioni omosessuali con minorenni e persone con<br>disabilità, negando a quest&#8217;ultimi la capacità di consentire a un rapporto sessuale. Alex Onzima, sottosegretario del governo ugandese, ha definito l&#8217;omosessualità peggio di un tumore maligno.<br>L&#8217;omosessualità è criminalizzata in più della metà dei 54 paesi africani. In Kenya la condotta omosessuale può portare fino a 14 anni di carcere, ma c&#8217;è chi spinge per l&#8217;ergastolo.<br>Il ministro dell&#8217;istruzione della Tanzania, Ezekiel Machogu, ha annunciato l&#8217;istituzione di un comitato, con a capo un arcivescovo della Chiesa Anglicana, per contrastare l&#8217;infiltrazione di una fantomatica agenda LGBTQ+.<br>Il caso della Tanzania ci porta a chiederci se sia stato proprio il colonialismo europeo a rendere l&#8217;Africa un continente omofobo.<br>Effettivamente, prima dell&#8217;epoca coloniale, molte culture tradizionali erano tolleranti nei confronti delle diverse sessualità.<br>Nella numerosa tribù ugandese Ganda, venivano attribuiti titoli maschili a certe donne dei clan che non svolgevano le mansioni tipiche delle appartenenti al loro sesso.<br>Possiamo affermare, più in generale, che esistono prove etnografiche dell&#8217;esistenza di relazioni omosessuali nell&#8217;Africa precoloniale.<br>Le leggi contro la sodomia in Africa hanno avuto terreno fertile grazie al Cristianesimo. La cultura africana è stata dipinta come primitiva e demoniaca dai missionari delle chiese occidentali.<br>Abbiamo, quindi, “esportato” l&#8217;eteronormatività nel continente africano.<br>Negli ultimi decenni, gruppi di evangelisti cristiani hanno contribuito a condannare l&#8217;attivismo in favore dei diritti umani e anche di quelli LGBT.<br>Oggi, nella maggior parte dei paesi dell&#8217;UE, chi vuole fare domanda di protezione internazionale sulla base del proprio orientamento sessuale deve produrre le prove di un comportamento persecutorio a suo danno, anche se il paese d&#8217;origine criminalizza l&#8217;omosessualità.<br>Nonostante il tragico quadro appena descritto, un diciannovenne gay ugandese si è detto disposto ad essere arrestato pur di essere quello che è, posizioni come questa ci portano a riflettere sul valore sociale e politico del coming out non solo nel continente africano. Nel nostro paese, non mancano quelli che considerano l&#8217;essere effemminati e che riducono l&#8217;orientamento sessuale ad una semplice<br>“questione di letto”, così, giusto per ricordare che l&#8217;omofobia non abbiamo inventata per sentirci discriminati.</p>
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		<title>La negazione del diritto di asilo</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 10:00:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Da un recente report del NAGA: il diritto d’asilo è un <strong>diritto fondamentale che viene violato quotidianamente dal Ministero dell’Interno</strong> impedendo alle persone di potere entrare presso gli uffici preposti alla presentazione della domanda di protezione internazionale. <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbjJN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Con Fanpage </strong></a>siamo stati davanti alla Questura i Milano per denunciare ciò che succede.</p>



<p>“Purtroppo la situazione che riscontriamo ogni giorno davanti alla Questura di Milano non è un caso isolato ma, piuttosto, un esempio di quello che, con alcune differenze nelle modalità, accade davanti alle Questure della maggior parte delle città italiane, soprattutto di quelle più grandi.” Commenta Anna Radice, presidente del Naga. “Ciò che succede è il risultato della&nbsp;<strong>scelta, fatta a livello nazionale, di</strong>&nbsp;<strong>non mettere a disposizione le risorse necessarie limitando, di fatto, il diritto d’asilo</strong>” prosegue la Presidente.</p>



<p> “Come Naga continueremo a monitorare la situazione, a metterci a disposizione di tutte le persone che ne hanno bisogno attraverso il nostro <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbkIj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centro Naga Har per richiedenti asilo rifugiati e vittime della tortura</a> e <strong>chiediamo con forza che le istituzioni mettano fine a questa grave violazione e rendano immediatamente possibile accedere alla questura</strong>” conclude Radice. <strong>Guarda il video: <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbjJN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></strong></p>



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		<title>#NOCPR: “Ognuno faccia il suo, per non essere complice”: lettera a Sindaco, Consiglio e Giunta del Comune di Milano</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 06:33:18 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="896" height="672" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 896w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/121834462_810436029527905_143605543369766488_n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 896px) 100vw, 896px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://static.xx.fbcdn.net/rsrc.php/v3/yR/r/ZwEccUSRMY2.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Tutti"/></figure>



<p>Al Sindaco della città metropolitana di Milano Al presidente del Consiglio Comunale di Milano Alla Giunta di Milano Al Consiglio comunale di Milano La rete Mai più Lager – No ai CPR è attiva sul territorio di Milano da ormai più di due anni. Nata in occasione delle dichiarazioni dell’allora ministro dell’interno nell’agosto del 2018, in questi due anni la rete si è spesa per denunciare -insieme alle scelte di politiche relative alle persone migranti e non solo &#8211; le conseguenze nefaste delle aperture dei Centri di Permanenza per il Rimpatrio, i CPR, a partire da quelli già aperti sul territorio nazionale, e per chiedere con forza che né a Milano, né altrove si continuassero ad aprire questi luoghi di detenzione di persone che vengono private della libertà e dei diritti basilari, solo perché migranti. In questo periodo di tempo, forti delle differenze tra le realtà e le persone che animano la rete, abbiamo cercato alleanze, organizzato iniziative sia di piazza che di informazione, e chiesto prese di posizione: facili quando il ministero degli interni era occupato dal segretario della Lega, sono diventate apparentemente molto più difficili con il cambio di governo. Cambiamento che &#8211; a nostro avviso &#8211; non ha avuto quella ricaduta realmente positiva sulle scelte politiche relative alle persone migranti e a una visione della società che rimane tendenzialmente securitaria. </p>



<p>Nemmeno l’emergenza sanitaria ha bloccato l’apertura del CPR di via Corelli, evidentemente ritenuto una priorità per questo paese, e a dieci giorni dall’apertura ci sono stati i primi disordini, e le notizie che ci giungono in maniera difficoltosa ci parlano di coperte consegnate tardi nonostante le temperature ormai basse, di impossibilità di comunicare, di telefoni sequestrati insieme a effetti personali e vestiti, di deportazioni lampo, che, grazie ai trattati firmati di recente, stanno interessando centinaia di persone, che appena sbarcate dalla Tunisia vengono prima caricate su navi-quarantena e poi smistate verso i vari CPR d’Italia, senza nessuna garanzia che vengano rispettati gli obblighi di informativa circa il diritto di poter fare richiesta di protezione internazionale.</p>



<p>Un intero quartiere totalmente militarizzato. L’assessore regionale alla sicurezza festeggia, noi ci vergognamo.La città di Milano, come tutti e tutte sanno, è città medaglia d’oro alla Resistenza.È una città con un tessuto sociale forte, ha sempre dimostrato di avere spirito di solidarietà e di cittadinanza civica, anche nel periodo difficile che stiamo vivendo. Noi, come cittadini e cittadine che fanno di questo spirito il motore delle proprie azioni, che si riconoscono nei valori di uguaglianza sanciti dalla nostra Costituzione e nei diritti che da essa e in essa sono tutelati, chiediamo con forza oggi al Sindaco Sala, al presidente del Consiglio Comunale Lamberto Bertolè, alla giunta e al Consiglio comunale, di far sentire la propria voce al governo, composto in parte dalla stessa soggettività politica che governa oggi Milano, perché il CPR di Corelli sia chiuso, e con esso, a cascata, tutti i CPR esistenti sul territorio nazionale. Crediamo che Milano debba e possa avere voce in capitolo. Ma deve essere una voce che si faccia sentire. Molti e molte di noi ricordano bene cosa sono stati i CPT, cosa sono stati i CIE e quante sofferenze ci sono state prima che venissero chiusi. Sappiamo bene cosa sono i CPR. La rete Mai più Lager – No ai CPR continuerà la mobilitazione diffusa e permanente fuori dai palazzi, con un solo obiettivo: chiudere i lager di Stato, a Milano come altrove. Ognuno faccia il suo, per non essere complice.</p>



<p>Milano, 15 ottobre 2020Rete Mai Più Lager – No ai CPR(Lettera consegnata ad alcun* consiglier* in occasione del presidio <a href="https://www.facebook.com/events/1209407429443621/?utm_source=rss&utm_medium=rss">L&#8217;inferno del CPR &#8211; Il gioco dell&#8217;oca con le pedine umane</a> del 15 ottobre 2020)</p>
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		<title>19ma edizione Rapporto Immigrazione sull&#8217;immigrazione</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Oct 2020 07:45:32 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/12/19ma-edizione-rapporto-immigrazione-sullimmigrazione/">19ma edizione Rapporto Immigrazione sull&#8217;immigrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="620" height="422" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14701" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/rapportocaritasmigrantes2020-300x204.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>È stato presentato il 09 ottobre in diretta streaming il <a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Rapporto Immigrazione 2020 di Caritas Italiana e Fondazione Migrantes</strong></a>. </p>



<p>La 19ma  edizione del Rapporto ha come titolo “conoscere per comprendere”, una delle coppie di verbi indicata da Papa Francesco nel suo Messaggio per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato. Dopo un’analisi del <strong>contesto internazionale</strong>, indaga gli aspetti principali dell’immigrazione in Italia, come <strong>demografia, presenze, lavoro, scuola, economia, salute, giustizia, integrazione e appartenenza religiosa</strong>. A dati e all’analisi di ogni tema, si accompagnano anche diverse <strong>raccomandazioni</strong>. Su <a href="http://www.inmigration.caritas.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.inmigration.caritas.it?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> e <a href="http://www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.migrantes.it/rapportoimmigrazione2020?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>  sono disponibili i principali dati nazionali e le schede territoriali.</p>



<p><br> “Questa edizione del Rapporto Immigrazione – scrivono gli autori del Rapporto – si colloca in un contesto che riesce solo parzialmente a fotografare gli effetti della pandemia sulla mobilità umana.  Gli spunti che sono emersi dai dati relativi al 2019 sono comunque ricchi di stimoli e di tendenze, che possiamo esaminare in relazione ai diversi ambiti trattati dal Rapporto, compendiandoli con i risultati di vari monitoraggi nel frattempo realizzati dalle nostre reti per stimare proprio l’<strong>impatto del Covid in differenti ambiti</strong>: la povertà, il lavoro, la scuola, la salute dei migranti e delle persone fragili”. Caritas e Migrantes prendono inoltre atto, “con viva soddisfazione”, del recente via libera (6.10.2020), del Consiglio dei Ministri al decreto legge contenente<strong> disposizioni urgenti in materia di immigrazione, protezione internazionale e complementare</strong>, contenente modifiche dei c.d. decreti sicurezza (d.l. 113/2018 e 53/3019), convertiti in l. n. 132/2018 e 138/2019 . “Molte delle raccomandazioni contenute nel Rapporto hanno sottolineato, nei vari temi affrontati, l’<strong>importanza di favorire i percorsi di regolarità</strong> dei cittadini migranti nel nostro Paese, attraverso un ampio riconoscimento della convertibilità in motivi lavorativi del permesso di soggiorno detenuto ad altro titolo, al fine di invertire la tendenza all’approccio securitario da un lato, o assistenzialistico dall’altro, adottando definitivamente una strategia di potenziamento dei percorsi di integrazione, che contemplasse la promozione di interventi normativi volti a sostenere la presenza e l’inserimento socio-economico dei cittadini stranieri. Auspichiamo dunque – concludono – che i decisori politici proseguano in questo percorso di legalità e integrazione, sostenendolo oltre che con l’importante processo di <strong>revisione delle norme</strong>, anche con <strong>politiche attive di supporto</strong>”.   </p>



<p>Scarica<a href="https://inmigration.caritas.it/schede/RICM_2020_Finale.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Versione integrale)</strong></a></p>



<p><strong><a href="https://inmigration.caritas.it/schede/sintesi_XXIX_RICM.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">XXIX Rapporto Immigrazione 2020 CARITAS E MIGRANTES “Conoscere per comprendere” (Sintesi) </a></strong></p>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/10/12/19ma-edizione-rapporto-immigrazione-sullimmigrazione/">19ma edizione Rapporto Immigrazione sull&#8217;immigrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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