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	<title>protocollo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>La tutela contro la tortura in carcere in epoca Covid</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2021 07:03:38 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da antigone.it) Lo scorso giugno il Sottocomitato per la prevenzione della tortura e degli altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti delle Nazioni Unite ha pubblicato due pareri di follow-up in materia di&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>(da antigone.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="788" height="500" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/comitato_onu_tortura.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15505" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/comitato_onu_tortura.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 788w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/comitato_onu_tortura-300x190.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/07/comitato_onu_tortura-768x487.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 788px) 100vw, 788px" /></figure>



<p>Lo scorso giugno il Sottocomitato per la prevenzione della tortura e degli altri trattamenti o punizioni crudeli, inumani o degradanti delle Nazioni Unite ha pubblicato due pareri di follow-up in materia di detenzione in periodo pandemico. Questi aggiornamenti rappresentano il prosieguo di avvertenze che fin dall’esordio della diffusione del coronavirus Covid-19 la Sottocommissione si era premurata di produrre e sottoporre ai Paesi aderenti all’Opcat (il Protocollo opzionale alla Convenzione contro la tortura) un parere sui luoghi di detenzione (marzo 2020) e poi ancora un altro parere nell’aprile successivo agli Stati e ai Meccanismi nazionali di prevenzione (NPM). Ad entrambi il Sottocomitato aveva chiesto di fornire informazioni sulle misure che di lì in avanti si sarebbero adottate negli istituti di pena in risposta al pericolo virale. </p>



<p>Sono stati 49 su 90 Stati parte del protocollo, quelli a fornire delle risposte che hanno poi permesso il follow-up. Tra i membri dell’Unione europea le adesioni sono state di 19 paesi su 27 (Non hanno risposto: Belgio, Finlandia, Georgia, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lussemburgo, Repubblica Ceca e Repubblica Slovacca). Mentre sono stati 69 gli NPM che hanno segnalato al Sottocomitato i problemi riscontrati nei sistemi di reclusione di cui sono Garanti nel corso di questa emergenza pandemica.</p>



<p>Sulla base dei riscontri il Sottocomitato ha in via preliminare potuto riscontrare le capacità di adattamento di alcuni sistemi di giustizia penale nei quali vi è stata come risposta alla crisi sanitaria una riduzione nel numero della popolazione detenuta, la sensibilizzazione circa le modalità di contagio, una maggiore attenzione all’igiene, una intensificazione nell’assistenza sanitaria a persone con quadri clinici più complessi e, infine, l’importante introduzione di nuovi mezzi di comunicazione con il mondo esterno. Le misure per ridurre la popolazione detenuta hanno riguardato anzitutto lo sviluppo o il ricorso a misure non detentive per i detenuti con pene o con residui di pene brevi, per le donne incinte o con figli piccoli in carcere, condannati per reati non violenti che avessero scontato una parte significativa della loro pena, persone con gravi problemi di salute e/o disabilità. Inoltre si è fatto ricorso agli istituti della grazia o dell’amnistia e anche al braccialetto elettronico per la detenzione domiciliare. Non da ultimo vi è stata una riduzione del ricorso alla custodia di polizia. Per quanto attiene invece alle misure igieniche, vi è stata in via preliminare un’attenzione all’identificazione dei problemi di salute dei detenuti; sono stati poi limitati i trasferimenti, e istituite sezioni per l’isolamento sanitario e/o la quarantena. Sono stati dotati i detenuti e il personale di dispositivi di protezione individuale. Mentre la necessità di limitare gli accessi agli istituti ha visto impediti spesso i colloqui con i familiari e per contro l’introduzione negli istituti delle tecnologie e degli ausili per le videochiamate. In alcuni paesi sono stati rafforzati i sostegni psicologici, anche alle famiglie, così come le attività, scolastiche, sportive e ricreative.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia permangono per il Sottocomitato alcune preoccupazioni, in modo particolare relativamente a due aspetti: la mancanza di volontà politica di alcuni Stati di attuare le sue raccomandazioni e i mezzi forniti agli NPM per continuare a portare avanti il proprio lavoro di monitoraggio e tutela dei diritti.&nbsp; Per questa ragione sono stati introdotti protocolli di visita durante la pandemia. Anche tra gli NPM alcuni hanno saputo dimostrare la grande capacità d’azione durante la pandemia anche nel sottolineare i pericoli sottesi alle legislazioni d’emergenza. Il lavoro degli NPM, come sottolineato dal Sottocomitato nel documento CAT/OP/11, è essenziale nella prevenzione della tortura e dei trattamenti inumani e degradanti e per questo è importante che le visite e i monitoraggi continuino anche in questa situazione eccezionale.&nbsp;</p>



<p>Per quanto attiene alle preoccupazioni espresse dal Sottocomitato nei riguardi degli Stati parti dell’OPCAT si lamenta: un’insufficiente attenzione alla popolazione a rischio in detenzione; un inasprimento delle misure di sicurezza che viene giudicato sproporzionato; la sospensione di permessi e congedi domiciliari per i reclusi che prima vi avevano accesso; la mancanza di informazioni fornite ai familiari con tempestività. Inoltre non dappertutto sarebbero state predisposte misure alternative in grado di sopperire alla chiusura dei colloqui con i familiari. In alcuni luoghi sarebbero stati interrotti i programmi terapeutici, e non sarebbero stati forniti materiale igienico e dispositivi di protezione individuale a sufficienza. Vi sarebbero stati anche arresti massicci e arbitrari e un uso eccessivo della forza da parte della polizia per imporre il rispetto delle misure adottate per la pandemia.&nbsp;</p>



<p>Il Sottocomitato poi ha raccomandato l’adozione di ulteriori misure importanti per ridurre l’impatto della pandemia sugli istituti di pena. Intanto la vaccinazione massiva dei detenuti e del personale penitenziario. Il proseguimento nello screening della sintomatologia da Covid-19 unitamente all’adozione di misure di protezione, isolamento e verifica del contagio. Il miglioramento sia dell’igiene generale degli istituti che delle aree preposte alla quarantena e all’isolamento sanitario. Garantire il massimo della cura ai detenuti più vulnerabili e fornire tutto il supporto necessario agli NPM nel prosieguo del loro lavoro.</p>
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		<title>Siglato un protocollo d’intesa volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2021 06:32:13 +0000</pubDate>
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<p>Ieri, 30 giugno 2021, stato siglato a Roma presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il protocollo d’intesa tra <strong>Triantafillos Loukarelis</strong>, Direttore dell’Unar l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio dei Ministri (<strong>Unar</strong>) e <strong>Gian Battista Baccarini</strong> – Presidente della Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali (<strong>Fiaip</strong>) volto alla prevenzione e al contrasto di ogni tipo di discriminazione nel settore immobiliare.</p>



<p>L’accordo, di durata triennale, prevede la realizzazione congiunta di iniziative di formazione, informazione e sensibilizzazione, rivolte agli&nbsp;<strong>agenti immobiliari</strong>, finalizzate ad una migliore conoscenza degli strumenti normativi e di tutela, e l’emersione dei fenomeni di&nbsp;<strong>discriminazione&nbsp;</strong>legati alle procedure di&nbsp;<strong>compravendita&nbsp;</strong>o&nbsp;<strong>locazione di immobili</strong>.</p>



<p>In particolare, Unar e Fiaip, oltre ad istituire un tavolo tecnico di coordinamento, si sono impegnati a:</p>



<ul><li>definire e promuovere annualmente attività congiunte di sensibilizzazione sui temi dell’antidiscriminazione con particolare riferimento al settore immobiliare;</li><li>collaborare a iniziative finalizzate a una migliore conoscenza da parte degli agenti immobiliari e dei cittadini degli strumenti normativi e delle strategie di contrasto e prevenzione delle situazioni di discriminazione;</li><li>realizzare momenti di formazione e aggiornamento rivolti agli agenti immobiliari iscritti alla FIAIP</li><li>realizzare campagne di sensibilizzazione e informazione volte alla prevenzione dei comportamenti xenofobi e discriminatori e alla promozione della consapevolezza sui diritti;</li></ul>



<p>“Mai più dinieghi discriminatori per chi rivendica il diritto ad avere una casa per sé e per la propria famiglia – dichiara&nbsp;<strong>Triantafillos Loukarelis</strong>&nbsp;–direttore dell’UNAR<strong>.</strong></p>



<p>Troppo spesso in questi anni abbiamo appreso di proprietari di casa che non hanno guardato all’affidabilità della persona, ma alla sua origine etnica, al colore della sua pelle, all’orientamento sessuale o all’identità di genere. Questo protocollo che sottoscriviamo insieme alla Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali, è in grado di fare la differenza, arginando ogni tipo di razzismo e stereotipo, evitando così l’umiliazione di persone che chiedono di vedere riconosciuto un diritto. Le attività congiunte di formazione e di sensibilizzazione – continua&nbsp;<strong>Loukarelis&nbsp;</strong>– forniranno gli strumenti per consentire il rispetto della legalità e della parità di trattamento. Nessuna agenzia immobiliare o agente dovranno assecondare pratiche discriminatorie in futuro. Questo è il nostro auspicio comune e lavoreremo per renderlo realtà.”</p>



<p>“Fare cultura per prevenire le discriminazioni, sensibilizzare le agenzie immobiliari e migliorare i rapporti culturali in questa materia nel Real Estate – dichiara&nbsp;<strong>Gian Battista Baccarini,</strong>&nbsp;Presidente Nazionale&nbsp;<strong>Fiaip</strong>&nbsp;– è sempre più importante. Con l’accordo, siglato oggi che insiste sullo specifico campo della parità di trattamento nella compravendita o locazione degli immobili, si effettua in Italia un altro passo importante per la tutela e la pari dignità delle vittime di ogni tipo di discriminazione, sia essa legata alla razza e/o origine etnica, alla religione, all’età, alla disabilità, all’orientamento sessuale o all’identità di genere delle persone”.</p>



<p>In allegato il protocollo d’intesa.</p>



<p><a target="_blank" href="http://www.unar.it/wp-content/uploads/2021/06/Protocollo-UNAR-FIAIP-30-GIUGNO-2021.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener">Protocollo UNAR-FIAIP 30 GIUGNO 2021</a></p>
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		<title>Sdegno dal mondo arabo per il comportamento inaccettabile e vergognoso nei confronti della von der Leyen</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Apr 2021 06:52:27 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale. L&#8217;incidente&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="538" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15214" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-1024x538.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-300x158.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan-768x403.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/04/ursula-von-der-leyen-erdogan.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Co-mai ,Amsi e Umem; mai più offese alle donne. Erdogan e Charles Michel chiedete scusa. Lanciamo il &#8220;Osservatorio #NoMaschilismo&#8221; contro le donne che non ha né colore né cultura e religione ma figlio dell&#8217;ignoranza personale.</p>



<p>L&#8217;incidente di protocollo, ribattezzato &#8220;sofagate&#8221;, durante la visita dei leader Ue in Turchia diventa un caso diplomatico. Martedì il presidente turco <strong>Erdogan </strong>ha prima lasciato in piedi poi fatto accomodare su un divano la presidente della Commissione europea, <strong>Ursula von der Leyen</strong>, mentre lui e il presidente del Consiglio Ue, <strong>Charles Michel,</strong> prendevano posto su due poltrone con le rispettive bandiere alle spalle.</p>



<p>Per questa volta la Commissione “ha preferito dare priorità alle questioni di sostanza rispetto al protocollo”, ma assicura che “saranno presi contatti di tutte le parti coinvolte perché non si ripeta in futuro“. La visita di Ursula von der Leyen e Charles Michel ad Ankara, dove hanno incontrato il presidente Recep Tayyip Erdoğan al palazzo presidenziale, è diventato un caso diplomatico; il comportamento dell’organizzazione turca al palazzo presidenziale dove è avvenuto l’incontro, che ha fatto trovare solo due sedie, una per il capo di Stato e l’altra per il presidente del Consiglio Ue, lasciando la presidente della commissione europea in disparte, ha imbarazzato il mondo, lasciando “sorpresa” la Von der Leyen, come ha spiegato il portavoce di Palazzo Berlaymont.</p>



<p>&#8220;Abbiamo aspettato 24 ore per esprimere il nostro sdegno da una parte e la solidarietà alla <strong>von der Leyen</strong> dall&#8217;altra parte sperando che arrivassero le scuse di Erdogan e Charles Michel. Purtroppo nessuno dei due ha preso una posizione forte contro questo comportamento inaccettabile sia durante (Era doveroso da parte di Michel ribellarsi subito durante la visita e non giustificarsi nel rispetto del protocollo) che dopo l&#8217;accaduto che ha registrato una gravissima mancanza di rispetto verso le donne nel mondo. Chiediamo adesso che facciano le loro scuse pubbliche e non si ripeta più e purtroppo il maschilismo sta espandendo nel mondo contro le donne e non ha colore ,religioni e culture ma una ignoranza personale .Cosi Dichiara il Presidente <strong>Foad Aodi</strong> a nome della Comunità del mondo arabo in Italia<strong>(Co-mai) </strong>,l&#8217;associazione medici di origine straniera <strong>(AMSI)</strong> ,Unione medica euro mediterranea<strong> (UMEM)</strong> e il movimento internazionale transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire che</strong> annuncia oltre il dipartimento contro la violenza sulle donne lanciamo il &#8220;Osservatorio <strong>#NoMaschilismo&#8221; </strong>contro le donne nel mondo del Movimento Uniti per Unire insieme alle associazioni e comunità aderenti  per ribadire il rispetto reciproco ,il rispetto dei diritti e doveri e nessuno può parlare o comportarsi in modo  scorretto a nome nostra offendendo le donne, le culture e le religioni.</p>
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		<title>No ai vaccini in farmacia, va valorizzato il ruolo del medico e la collaborazione interprofessionale</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2020 08:20:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Cosi l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) e L&#8217;Unione medica euro Mediterranea (UMEM) con il movimento internazionale  Transculturale interprofessionale Uniti per Unire esprimono subito la loro posizione determinata senza ambiguità riguardo i vaccini che vanno fatti esclusivamente dai&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="516" height="250" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14680" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 516w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/10/coronavirus-300x145.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 516px) 100vw, 516px" /></figure></div>



<p>Cosi l&#8217;Associazione medici di origine straniera in Italia <strong>(Amsi)</strong> e L&#8217;Unione medica euro Mediterranea <strong>(UMEM)</strong> con il movimento internazionale  Transculturale interprofessionale <strong>Uniti per Unire</strong> esprimono subito la loro posizione determinata senza ambiguità riguardo i vaccini che vanno fatti esclusivamente dai medici e negli studi medici per salvaguardare la salute dei pazienti e le persone e rispettare il ruolo di ogni professionista della sanità intensificando la collaborazione interprofessionale per combattere l&#8217;emergenza #Coronavirus perchè purtroppo la curva dei contagi è tornata a salire in Itali , in Europa e nel mondo.&#8221;Noi concordiamo con la posizione della <strong>Fnomceo</strong> e difendiamo come sempre sia i pazienti che i medici italiani e di origine straniera e collaborando con tutti i professionisti della sanità a livello internazionale compreso i farmacisti che hanno un ruolo molto importante da sempre nel mosaico sanitario mondiale&#8221;.</p>



<p>Il ruolo del medico va valorizzato di più e non togliere competenze che le compete da secoli, ci sorprende la politica che è passata in pochi mesi da definirci eroi a toglierci competenze. Noi applaudiamo alla politica quando fa il suo dovere e risolve le problematiche ma non possiamo accettare ingiustizie nei nostri confronti che possono scatenare anche scontri interprofessionali e mettere a rischio i pazienti. Per quanto riguarda l&#8217;emergenza Coronavirus è giusto sentire di più i consigli dei medici e applicare il protocollo cura a domicilio specialmente nei primi 5 giorni con quarantena fiduciaria e utilizzare i farmaci già conosciamo e approvate con efficacia senza ripetere gli sbagli di andare al pronto  soccorso di massa senza motivi urgenti e non recarsi  dai medici di famiglia senza appuntamenti .Questo protocollo è stato consigliato da Amsi e Umem in 72 Paesi . Nel mondo abbiamo circa l&#8217;80% dei guariti grazie alla cura a domicilio e al rispetto della quarantena fiduciaria  .<strong>Cosi dichiara Foad Aodi presidente Amsi e UMEM e membro del registro esperti Fnomceo</strong>.</p>
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		<title>Nessun protocollo contro il virus nei CPR</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2020 07:50:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nonostante la maggior parte dei voli di rimpatrio sia stata sospesa a causa dell’epidemia di coronavirus, i centri di detenzione per il rimpatrio italiani continuano a funzionare a pieno regime, senza che sia previsto&#46;&#46;&#46;</p>
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<p> </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="566" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/89959712_668960490342127_8927453888286556160_o-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13767" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/89959712_668960490342127_8927453888286556160_o-1024x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/89959712_668960490342127_8927453888286556160_o-300x166.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/89959712_668960490342127_8927453888286556160_o-768x424.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/89959712_668960490342127_8927453888286556160_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>&#8220;Nonostante la maggior parte dei voli di rimpatrio sia stata sospesa a causa dell’epidemia di coronavirus, i centri di detenzione per il rimpatrio italiani continuano a funzionare a pieno regime, senza che sia previsto nessun protocollo di sicurezza, né per gli ospiti né per gli operatori e i poliziotti che ci lavorano.</p>



<p>Sono circa quattrocento le persone rinchiuse nei Cpr italiani in un regime di detenzione amministrativa e se qualcuno dovesse risultare positivo al test del coronavirus, non ci sarebbe una procedura stabilita per affrontare la situazione.&#8221;</p>



<p>“Nessuno rispetta la distanza di sicurezza di un metro, non ci sono né mascherine, né guanti, né disinfettanti”, racconta la donna. “Chiediamo che ci facciano stare recluse in casa o che ci tengano nelle comunità, nei centri di accoglienza, ma non qui dentro, dove la sicurezza è impossibile”.</p>



<p>&#8220;(&#8230;) nessun documento ufficiale, né tantomeno il decreto governativo Cura Italia menziona le misure necessarie da adottare per garantire sicurezza in questo tipo di realtà&#8221;</p>



<p>&#8220;Il ministero dell’interno non ha mai risposto alle lettere del garante nazionale. “Il presupposto stesso dell’esistenza dei Cpr, cioè la possibilità del rimpatrio, è venuta meno. Quindi ci si chiede quale sia la legittimità dell’apertura di questi centri”&#8221;<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2020/03/20/cpr-coronavirus-covid-19-rimpatri?fbclid=IwAR3n2PwwYcMsbmu4VDyuBnIfZwF677R9yJ_jSHdR49Qn31V4fgIGlJnMAak&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.internazionale.it/notizie/annalisa-camilli/2020/03/20/cpr-coronavirus-covid-19-rimpatri?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Nelle succinte disposizioni del Ministero dell&#8217;interno, nelle quali per lo più sono superficialmente assommate tutte le casistiche (hotspot, centri di accoglienza e CPR), lo spazio dedicato a questi ultimi é sempre minimo, e si riduce alla raccomandazione di trovare locali adeguati all&#8217;osservazione della quarantena.</p>



<p>Che sia impossibile osservare le misure minime di sicurezza, e già quelle sulla distanza, in celle da 7, si finge di ignorarlo.<br>La paura nei centri é tanta, e aumenta ad ogni nuovo ingresso.</p>



<p>Sta di fatto che</p>



<p>&#8220;Resta aperto il problema della coerenza di un trattenimento finalizzato al rimpatrio nel momento in cui sono bloccate tutte le possibilità di arrivare nei Paesi di destinazione: problema che è ancor più rilevante per coloro che sono prossimi alla scadenza del numero massimo di giorni previsti per tale forma di trattenimento&#8221;,</p>



<p>come ha osservato lo stesso Garante Nazionale<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG7716&amp;modelId=10021&amp;fbclid=IwAR0piepTasVGFt_k5Uwp7sHY0wA0GpC5GSpPEn8Us6XW7GkZOPujyOqS06I&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/it/dettaglio_contenuto.page?contentId=CNG7716&amp;modelId=10021&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/26a0.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="⚠" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;Su tale presupposto, alcune associazioni di giuristi specializzati invitano i legali a richiedere il riesame del provvedimento di trattenimento dei loro assistiti. E qualche Giudice comincia ad accoglierlo! (v. commento)</p>



<p>Il CIE di Barcellona é stato chiuso giorni fa per tale motivo e forti nelle ultime ore sono le pressioni da più parti sul Governo spagnolo perché vi sia un provvedimento generale in tal senso<br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://www.niusdiario.es/sociedad/Liberan-internos-repatriados-cie-barceloa-coronavirus_18_2917170369.html?fbclid=IwAR2VeiAvY0LeVbtYK8xT8G48fs_j6QYMB4Usq3ly_SBbSOFk3LssJ0PqrHc&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.niusdiario.es/sociedad/Liberan-internos-repatriados-cie-barceloa-coronavirus_18_2917170369.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a><br><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://elpais.com/espana/2020-03-19/las-restricciones-por-el-coronavirus-paralizan-las-expulsiones-de-inmigrantes.html?fbclid=IwAR1Fal3Uo4LzBkn7MuRxUFblmzNsV_pm5jwJDhCIR06cQi6BmZ01vTcmNF4&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://elpais.com/espana/2020-03-19/las-restricciones-por-el-coronavirus-paralizan-las-expulsiones-de-inmigrantes.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f534.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="🔴" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" />&nbsp;Rinnoviamo l&#8217;appello alla chiusura immediata dei CPR per l&#8217;emergenza in corso<br>(<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F2QwrzSC%3Ffbclid%3DIwAR1nX5aa1_wMMlSJV4YXbH2tss7ZsZw69JivziGFqaX6iccvl23vxYUo3-k&amp;h=AT1dVCHRibH92os91Q4t7xc_VY4bgfN3_Sfr58cMZZMnuG8eqDlYDYcT_6tLJLDsZI_77INKdo6ARLidnUSTrvmKVu6lj93L13_4yLeRmw0I-_vLcM2mJ84RvuE8-dRyTA-Sptg9Aw&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://bit.ly/2QwrzSC?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).<br>Per adesioni: appellocoronacpr@gmail.com</p>



<p>Non vogliamo credere invece che si pensi ancora di aprirne di nuovi, in questo contesto.

</p>
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		<title>Traduzioni decalogo del Ministero per il coronavirus: English, español, français, 中国,românesc, العربية</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/02/25/traduzioni-decalogo-del-ministero-per-il-coronavirus-english-espanol-francais-%e4%b8%ad%e5%9b%bdromanesc-%d8%a7%d9%84%d8%b9%d8%b1%d8%a8%d9%8a%d8%a9/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Feb 2020 08:55:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da www.naga.it) NEW CORONAVIRUS – 10 TIPS TO FOLLOWThese are the official tips of the Italian Ministry of Health: 1) Wash your hands often2) Avoid to get close to people affected by acute respiratory&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h2></h2>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://i2.wp.com/naga.it/wp-content/uploads/2020/02/coronavirus.jpg?fit=1914%2C405&amp;ssl=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p></p>



<p>(da www.naga.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>NEW CORONAVIRUS – 10 TIPS TO FOLLOW<br>These are the official tips of the Italian Ministry of Health:</p>



<p>1) Wash your hands often<br>2) Avoid to get close to people affected by acute respiratory infections<br>3) Don’t touch your eyes, nose, and mouth with your hands<br>4) If you sneeze or cough, cover your mouth and nose<br>5) Don’t take antiviral or antibiotic drugs unless prescribed by a doctor<br>6) Clean surfaces with disinfectants based on chlorine or alcohol<br>7) Use a mask only if you suspect to be ill or if you look after someone who is ill<br>8 ) Products made in China and parcels from China are not dangerous<br>9) If you have fever or cough or are back from China for less than 14 days, call the free number 1500 (only in Lombardy also 800894545)<br>10) Pets don’t spread the new coronavirus</p>



<p>NUEVO CORONAVIRUS – 10 RECOMENDACIONES DE SEGUIR<br>A continuación las recomendaciones del Ministerio de la Salud Italiano:</p>



<p>1) Lávate las manos con frecuencia<br>2) Evita el contacto cercano con personas que sufren infecciones respiratorias agudas<br>3) No toques los ojos, la nariz y la boca con las manos<br>4) Cúbrete la boca y la nariz si estornudas o toses<br>5) No tomes medicamentos antivirales o antibióticos a menos que te los recete su médico.<br>6) Limpia las superficies con desinfectantes a base de cloro o alcohol.<br>7) Usa la máscara de protección solo si sospechas que estás enfermo o si ayudas a personas enfermas<br>8) Los productos Made in China o los paquetes recebidos de China no son peligrosos.<br>9 ) Contacta el número verde 1500 (en Lombardia también 800894545) si tienes fiebre o tos o regrasaste de China desde menos de 14 días.<br>10) Las mascotas no transmiten el nuevo coronavirus</p>



<p>NOUVEAU CORONAVIRUS – 10 CONSEILS A SUIVRE<br>Ceux sont les conseils officiels du Ministère de la Santé Italien:</p>



<p>1) Lave souvent tes mains<br>2) Évite les contacts étroits avec les personnes qui souffrent d’infections respiratoires aiguës<br>3) Ne touche pas avec les mains tes yeux, ton nez et ta bouche<br>4) Couvre ta bouche et ton nez quand tu dois éternuer ou tousser<br>5) Ne prends pas des médicaments antivirales ou antibiotiques sauf sur prescription d’un médecin<br>6) Nettoie les surfaces avec des désinfectants à base de chlore ou d’alcool<br>7) Porte un masque seulement si tu suspectes d’être malade ou si tu prends soin de personnes malades<br>8 ) Les produits fabriqués en Chine et les paquets en provenance de Chine ne sont pas dangereux<br>9) Appelle le numéro gratuit 1500 (seulement en Lombardie même 800894545) si tu as la fièvre ou la toux ou si tu viens de rentrer de la Chine depuis moins de 14 jours<br>10) Les animaux domestiques ne répandent pas le nouveau coronavirus</p>



<p>為了面對冠狀病毒:<br>1。多洗手<br>2。別跟傷病的人在一起<br>3。手別接觸眼睛與<br>4。如果感冒就用口罩<br>5。吃抗生素之前先問醫生<br>6。用乙醇洗滌劑以洗家<br>7。如果您覺得自己生病或拰會幫生病的人就用口罩，不然不需要用<br>8。中國商品與從中國來的東西一定是安全的<br>9。如果感冒與發燒或您剛剛從中國回來了就給1500號碼打電話(如果您住在lombardia省，也可以給800894545打電話)<br>10。家裡的寵物不會生病，別怕</p>



<p>1) Spala-te des pe maini<br>2) Evitați contactul strâns cu persoanele care suferă de infecții respiratorii acute<br>3) Nu vă atingeți ochii, nasul și gura cu mâinile<br>4) Acoperiți gura și nasul dacă strângeți sau tuseți<br>5) Nu luați medicamente antivirale sau antibiotice decât dacă este prescris de medicul dumneavoastră<br>6) Curățați suprafețele cu dezinfectanți clorici sau alcool<br>7) Folosiți masca numai dacă bănuiți că sunteți bolnav sau ajutați bolnavul<br>8 ) Produsele fabricate în China și pachetele primite din China nu sunt periculoase<br>9) Contactați numărul gratuit 1500 dacă aveți febră sau tuse și v-ați întors din China mai puțin de 14 zile<br>10) Animalele de companie nu răspândesc noul coronavirus</p>



<p>.مرض كورونا فيروس المتجددل<br>.١٠ نصائح يجب اتباعها، هذه النصائح رسمية موصى بها من وزارة الصحة الايطالية<br>.١ – اغسل يديك بشكل متكرر<br>.٢- تجنب ملامسة الأشخاص الذين يعانون من التهابات الجهاز التنفسي.<br>.٣- لا تلمس بيدك العينين والفم والانف<br>.٤- غطِّ الفم والأنف في حال العطاس او السعال<br>.٥- لا تأخذ أدوية مضادة للفيروسات او مضادات حيوية من دون وصفة من الطبيب<br>. ٦- نظف الأسطح (الطاولات – أسطح المطبخ) بمطهرات من الكلور او الكحول<br>.٧- استخدم القناع فقط في حال شعرت بالمرض او مساعدتك لشخص مريض<br>٩- اتصل بالرقم الاخضر المجاني 1500 ( في محافظة لومبارديا 800894545 ) اذا كنت تعاني من الحمى أو السعال او ان كنت قد عدت من الصين منذ مدة اقل من ١٤ يوم<br>١٠- الحيوانات الأليفة لا تنقل العدوى لمرض فيروس كورونا.<a href="https://naga.it/#facebook?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank"><br>

</a></p>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Nazioni Unite, considerazioni sulla nuova bozza del trattato su diritti umani e imprese﻿</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Oct 2019 08:08:53 +0000</pubDate>
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<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="710" height="232" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/43480157534_c3ce2fcd45_o-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13137" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/43480157534_c3ce2fcd45_o-1.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 710w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/43480157534_c3ce2fcd45_o-1-300x98.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></figure></div>



<p><strong>N</strong></p>



<p>di
Fabiana Brigante</p>



<p>Un
ulteriore passo in avanti si è registrato nel percorso verso la
conclusione di un trattato in materia di diritti umani e imprese. Il
gruppo di lavoro intergovernativo del&nbsp;Consiglio
per i diritti umani&nbsp;delle
Nazioni Unite ha infatti approvato una nuova bozza che verrà
discussa durante il <em>Business
and Human Rights Forum</em>
che si terrà a Ginevra dal 14 al 18 ottobre. 
</p>



<p>Sono
passati cinque anni da quando nel luglio 2014 il Consiglio dei
diritti umani delle Nazioni Unite ha votato per la prima volta
l’inizio delle negoziazioni allo scopo di creare uno strumento
giuridicamente vincolante che regoli le attività commerciali al fine
di assicurare che esse si svolgano nel pieno rispetto dei diritti
fondamentali. 
</p>



<p>Nella
presente rubrica già si era discusso della pubblicazione, nel luglio
2018, della prima bozza ufficiale del trattato. Il <em>Draft
Zero</em>
è stato oggetto di animati dibattiti tra società civile,
accademici, governi ed imprese. Tale bozza, rivisitata a seguito
delle numerose consultazioni e trattative tra i diversi attori in
gioco durante le precedenti sessioni sul tema in seno alle Nazioni
Unite, servirà da canovaccio per gli ulteriori negoziati che si
terranno a Ginevra nei prossimi giorni. 
</p>



<p>Scopo
dichiarato del trattato, così come enunciato nell’articolo 2, è
quello di “rafforzare il rispetto, la promozione e la protezione
dei diritti umani nel contesto delle attività commerciali”, nonché
di promuovere e rafforzare la cooperazione internazionale per
prevenire tali violazioni, garantendo in caso contrario un accesso
effettivo alla giustizia per le vittime.</p>



<p>Il
<em>revised
draft</em>
ha accolto alcune tra le proposte di modifica avanzate da membri
accademici ed esponenti di organizzazioni non governative al
concludersi della quarta sessione del gruppo di lavoro che si era
tenuta lo scorso anno. Si è deciso, in primo luogo, di inserire nel
preambolo un richiamo ai Principi Guida delle Nazioni Unite su
Imprese e Diritti Umani (UNGPs) che mancava nella precedente bozza,
sottolineando la complementarità del processo del trattato con gli
UNGPs. I due strumenti, infatti, possono e devono rafforzarsi a
vicenda.</p>



<p>Una
modifica importante riguarda l’ambito di applicazione del trattato,
riferito adesso a “tutte le attività commerciali, comprese ma non
limitate a quelle di carattere transnazionale” (articolo 3). La
iniziale esenzione, nella prima bozza del trattato, delle attività
di piccole e medie imprese aveva fatto molto discutere la comunità
internazionale; ciò avrebbe ridotto sensibilmente la portata del
trattato in quanto alcuni casi eclatanti di violazioni dei diritti
umani coinvolgono proprio le piccole imprese. Basti pensare, ad
esempio, al caso di avvelenamento da mercurio dei lavoratori
sudafricani che ha visto coinvolta <em>Thor
Chemicals</em>,
o alle violente repressioni ai danni degli attivisti ambientali in
Perù ad opera della compagnia mineraria <em>Rio
Blanco Copper</em>.

</p>



<p>Ulteriore
scopo del trattato è quello di garantire alle vittime di abusi un
accesso effettivo alla giustizia. La definizione di vittime fornita
dal trattato è quella di “qualsiasi persona o gruppo di persone
che individualmente o collettivamente hanno sofferto o hanno
affermato di aver subito violazioni dei diritti umani” (articolo
1).</p>



<p>L’articolo
4 inoltre ribadisce il diritto delle vittime di essere trattate con
umanità e nel rispetto della loro dignità e dei diritti
fondamentali: sono menzionati espressamente il diritto alla vita,
integrità personale, libertà di opinione e di espressione, riunione
e associazione pacifiche e libera circolazione. 
</p>



<p>Tuttavia,
alcuni esperti hanno sostenuto che una lacuna nell’attuale versione
del trattato sia quella di non menzionare espressamente le minoranze
quali soggetti che richiedono una particolare tutela; i sostenitori
di questa tesi hanno evidenziato che tale omissione sia incompatibile
tanto con il diritto internazionale dei diritti umani quanto con
l’approccio scelto dagli UNGPs.</p>



<p>Per
citare alcuni esempi, il Patto Internazionale relativo ai Diritti
Civili e Politici (ICCPR) e il Patto Internazionale relativo ai
Diritti Economici, Sociali e Culturali (ICESCR) prevedono il rispetto
dei diritti delle persone senza discriminazioni fondate su, tra gli
altri, razza, colore, lingua, religione e origine nazionale (articoli
2.1 e 2.2, rispettivamente). 
</p>



<p>Allo
stesso modo, i Principi Guida elencano le “minoranze nazionali o
etniche, religiose e linguistiche” come una categoria di individui
che richiede un’attenzione speciale. 
</p>



<p>Invero,
le violazioni dei diritti delle minoranze si verificano in tutte le
regioni del mondo ma non hanno ancora ricevuto considerazione
adeguata nel campo di imprese e diritti umani. Basti pensare alle
violazioni del cd. diritto alla terra delle popolazioni indigene, le
quali sono state in numerose occasioni private delle proprie terre da
parte dei governi che le hanno successivamente date in concessione ad
imprese private per permettere a queste ultime lo sfruttamento delle
risorse naturali. 
</p>



<p>Dunque,
poiché il progetto di trattato non solo riflette ma influenza anche
gli sviluppi nel settore delle imprese e dei diritti umani,
l’inclusione delle minoranze nello stesso darebbe un segnale
importante non solo agli Stati, che dovrebbero includere
esplicitamente le minoranze nei loro Piani d’Azione Nazionali, ma
anche alle imprese.</p>



<p>Per
quel che concerne le garanzie di accesso effettivo alla giustizia e
ai rimedi per le vittime di violazioni dei diritti umani e abusi nel
contesto delle attività commerciali, l’articolo 6 del nuovo
progetto di trattato stabilisce l’obbligo per gli stati parti di
“assicurare che la loro legislazione nazionale preveda un sistema
completo e adeguato di responsabilità legale”.</p>



<p>È
stato da più parti riconosciuto che l’adozione su base volontaria
di misure di protezione, sebbene importante, non sia sufficiente a
garantire il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese. Il
fallimento di tale tipo di approccio ha alimentato il crescente
movimento che spinge verso l’imposizione di un obbligo di <em>due
diligence</em>
in materia di diritti umani a livello nazionale e regionale. 
</p>



<p>In
ambito europeo è stata la Francia a guidare il cambiamento in tal
senso con la sua <em>loi
relative au devoir de vigilance des sociétés mères et des
entreprises donneuses d’ordre</em>
del  2017, con la quale imponeva alle imprese multinazionali con sede
legale in Francia l’obbligo di vigilanza sulle attività svolte
dalle società controllate. 
</p>



<p>L’articolo
6 pone inoltre uno standard di responsabilità legale di una società
in relazione al danno causato da un’altra società, il quale viene
raggiunto tutte le volte in cui una società controlli o supervisioni
le attività svolte dal soggetto autore materiale della condotta
dannosa, indipendentemente dal luogo in cui quest’ultimo si trovi.
Tuttavia, la portata di questa disposizione è ridotta dal
riferimento al “rapporto contrattuale” tra le due società; tale
precisazione non tiene conto dei modi potenzialmente vasti in cui si
esplicano i rapporti tra soggetti che svolgono attività commerciali.

</p>



<p>Circa
la responsabilità legale ed il diritto al risarcimento per le
vittime si ritiene che, tra tutte, siano le disposizioni di cui
all’articolo 6, paragrafo 7 a distinguersi per portata ed impatto
potenziali. Quest’ultimo dispone che gli stati parti devono
impegnarsi ad assicurare che la loro legislazione nazionale preveda
la responsabilità penale, civile o amministrativa delle persone
giuridiche per i seguenti reati: 
</p>



<p>“crimini
di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio; tortura;
trattamenti crudeli, inumani o degradanti; sparizione forzata;
esecuzione stragiudiziale; lavoro forzato; sfratto forzato;
schiavitù; sgombero coatto di persone; tratta di esseri umani,
compreso lo sfruttamento sessuale; violenza sessuale e di genere”. 
</p>



<p>Tale
articolo fornisce, per la prima volta, un elenco definito di reati
che normalmente innescano sanzioni penali conformemente ai principi
del diritto internazionale. Per quanto riguarda le imprese, tale
responsabilità potrebbe essere civile, amministrativa o penale; la
scelta del tipo di responsabilità è rimessa agli stati, date le
pratiche divergenti tra i diversi sistemi giuridici. Sarà onere di
ciascuno stato adottare misure che risultino appropriate al fine di
stabilire la responsabilità delle imprese per i reati enunciati
nell’articolo 6. 
</p>



<p>Una
disposizione di questo tipo è stata accolta favorevolmente da alcuni
membri della comunità internazionale, in quanto rispettosa del
potere degli stati di scegliere che tipo di responsabilità far
derivare da una specifica condotta. Molti stati, infatti, non
ammettono nei propri sistemi giuridici la responsabilità penale
delle persone giuridiche. 
</p>



<p>È
probabile che l’articolo 6 genererà discussioni e contrasti in
relazione all’elenco dei reati inclusi e alle loro definizioni;
tuttavia, la sua inclusione nel progetto di trattato è un passo
avanti che supera il linguaggio utilizzato nel <em>draft
zero</em>.
Quest’ultimo si riferiva genericamente a “crimini riconosciuti
dal diritto internazionale”, in violazione del principio di
legalità, il quale richiede definizioni chiare dei reati per motivi
di certezza del diritto. 
</p>



<p>La
nuova bozza apporta anche alcuni cambiamenti circa il rapporto tra il
trattato con altri accordi internazionali, in particolare quelli
relativi al commercio e agli investimenti internazionali. La bozza
zero prendeva in esame tale relazione nel suo articolo 13, disponendo
che gli eventuali futuri accordi commerciali e di investimento,
negoziati sia tra gli stati parti che tra essi e terze parti, non
dovessero contenere alcuna disposizione in conflitto con il trattato.
Si prevedeva inoltre che tali eventuali futuri accordi dovessero
essere interpretati in modo tale da non inficiare la capacità degli
stati di rispettare i propri obblighi derivanti dal trattato.</p>



<p>Come
è facile intuire, questa disposizione ha subito numerose critiche da
parte degli stati durante la quarta sessione del gruppo di lavoro; in
molti si sono opposti alla affermazione di superiorità degli
obblighi derivanti dal trattato rispetto agli obblighi previsti dagli
accordi commerciali e di investimento. 
</p>



<p>Per
far fronte a tali preoccupazioni, il <em>revised
draft</em>
ha sostituito i paragrafi controversi con un singolo paragrafo
(inserito nell’articolo 12) di portata più limitata, ma che mira a
garantire che l’interpretazione e l’applicazione del trattato e
degli accordi commerciali e di investimento risultino tra loro
compatibili.</p>



<p>L’attuale
formulazione recita: 
</p>



<p>“Gli
Stati Parti convengono che qualsiasi accordo bilaterale o
multilaterale, inclusi accordi regionali o sub-regionali, su
questioni rilevanti ai fini del presente (strumento giuridicamente
vincolante) e dei suoi protocolli, deve essere compatibile e deve
essere interpretato in conformità con i loro obblighi ai sensi del
presente (strumento giuridicamente vincolante) e dei suoi
protocolli”.</p>



<p>Questo
approccio, sebbene sia meno ambizioso rispetto a quanto previsto
dalla precedente formulazione, renderebbe il nuovo progetto di
trattato più facilmente accettabile dagli stati, dunque impedendo il
rischio che vi siano numerose defezioni nella ratifica. 
</p>



<p>Ciò
non esclude che le future sessioni possano tentare di salvare alcuni
degli elementi dal progetto zero o aggiungerne degli altri per
rendere tale strumento più efficace. Alcuni autori, ad esempio,
hanno proposto di imporre agli Stati l’obbligo, tra gli altri, di
subordinare la conclusione di nuovi accordi commerciali e di
investimento successivi all’entrata in vigore del trattato a
specifiche procedure di verifica ed approvazione.</p>



<p>Da
quanto esposto emerge che il trattato offre una grande opportunità
per accelerare e rafforzare il movimento che mira a garantire il
rispetto dei diritti umani da parte delle imprese. Se da un lato tale
progetto rappresenta senz’altro un passo significativo nella giusta
direzione, ulteriori chiarimenti sono necessari circa il rapporto tra
prevenzione e riparazione delle violazioni dei diritti umani. 
</p>



<p>Alcune
preoccupazioni devono ancora essere affrontate e verranno affrontate
nella prossima, vicinissima sessione. Nonostante ciò, la società
civile sembra essere concorde nel considerare nuova bozza più forte
del <em>draft
zero</em>,
sia dal punto di vista politico che sostanziale. 
</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Mar 2019 07:33:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/03/22/associazione-antigone-in-palestina-per-la-tutela-dei-diritti-umani-dei-detenuti/">Associazione Antigone in Palestina per la tutela dei diritti umani dei detenuti</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Associazione Antigone, in questi giorni, si è recata in Palestina per un corso di formazione sul monitoraggio dei diritti umani nei centri di detenzione, una buona e riuscita collaborazione tra il Ministero della Giustizia palestinese e l&#8217;Italia (con l&#8217; Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo) nell&#8217;ambito del progetto &#8220;Karama&#8221;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12227" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="637" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/Visita_Palestina-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>(da www.antigone.it)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>
<p>Ramallah, 14 Marzo 2019 &#8211; Questa settimana, una delegazione italiana del Garante dei diritti dei detenuti e delle persone private della libertà personale e della nostra associazione ha svolto una missione in Palestina per realizzare una tre giorni di formazione rivolta ai funzionari del Ministero della Giustizia e ai suoi partner, allo scopo di presentare e trasferire best practices italiane e metodologie utilizzate nel monitoraggio dei diritti umani nei centri di privazione di libertà.</p>
<p>Questa missione si inserisce nel quadro del progetto Karama: verso un sistema rispettoso dei diritti umani e della dignità delle persone, finanziato da AICS Gerusalemme (Agenzia Italiana per la cooperazione allo Sviluppo), e ribadisce la cooperazione su questo terreno, avviata con la visita dei funzionari del Ministero della Giustizia Palestinese presso l’omologo Ministero italiano a novembre 2014, sul tema “Diritti umani e organizzazione penitenziaria”.</p>
<p>Durante le giornate di formazione, gli esperti Michele Miravalle e Susanna Marietti hanno raccontato l’esperienza della nostra associazione ed analizzato gli strumenti adottati durante il monitoraggio, sia attraverso spiegazioni teoriche che esercizi partecipati, con un approfondimento sul carcere dal punto di vista di chi lo dirige o svolge funzioni di sicurezza, affrontato dal nostro Presidente Patrizio Gonnella.</p>
<p>Il Presidente del Garante Mauro Palma e il Responsabile delle Relazioni Internazionali Alessandro Albano hanno poi contribuito alle sessioni di formazione esplorando i compiti di un’istituzione di garanzia, con particolare riferimento alla Convenzione Internazionale contro la tortura e al suo protocollo aggiuntivo, cui la Palestina ha aderito e che prevede un meccanismo universale di controllo dei luoghi di detenzione.</p>
<p>Il Presidente Palma e il Presidente Gonnella, accompagnati dal Direttore AICS Cristina Natoli, hanno incontrato il Procuratore Generale Akram Alkahteb, che ha sottolineato gli eccellenti risultati della cooperazione tra Italia e Palestina in materia di tutela dei diritti dei minori.</p>
<p>Il Ministro della Giustizia Palestinese Ali Abu Diak ha infine accolto Palma, Gonnella e Natoli, insieme al Vice Console d’Italia a Gerusalemme Luigi Mattirolo, per ringraziare del supporto italiano all’istituzione della Unità per i Diritti Umani in seno al Ministero della Giustizia. In occasione dell’incontro, il Vice Console Mattirolo ha consegnato le chiavi di una vettura, donata dal progetto AICS e necessaria alla Unità per effettuare i monitoraggi nei centri di detenzione.</p>
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		<title>&#8220;Imprese e diritti umani&#8221;. Trattato su diritti umani ed imprese: le novità della IV Sessione del Gruppo di Lavoro Intergovernativo delle Nazioni Unite</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Oct 2018 07:30:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/binding-treaty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11581" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/binding-treaty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="830" height="553" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/binding-treaty.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 830w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/binding-treaty-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/binding-treaty-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 830px) 100vw, 830px" /></a></p>
<p align="CENTER">
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Fabiana Brigante</p>
<p align="JUSTIFY">Nel giugno 2014, il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite ha istituito, con l’adozione della risoluzione 26/9, un gruppo di lavoro intergovernativo aperto sulle società transnazionali e altre imprese commerciali (IGWG) con il compito di elaborare uno strumento internazionale giuridicamente vincolante (“The Treaty”) per regolare, nel diritto internazionale in materia di diritti umani, le attività di imprese transnazionali e di altre imprese commerciali.</p>
<p align="JUSTIFY">Il movimento – formato da accademici, esperti, esponenti di organizzazioni non governative – che ha sostenuto l’adozione di un trattato su imprese e diritti umani nasce dalla consapevolezza dell’esigenza di colmare il vuoto normativo nel quale operano gli enti del settore privato, il quale ha generato un clima diffuso di impunità per le violazioni dei diritti umani di cui le imprese siano – direttamente o indirettamente – responsabili.</p>
<p align="JUSTIFY">La notizia di un trattato vincolante per le imprese è stata accolta con favore dalla società civile, la quale ha visto nel trattato uno strumento atto a controbilanciare le conseguenze incontrollate della globalizzazione, in particolare le asimmetrie di potere fra Stati, collettività di individui ed imprese in termini di accesso alla giustizia e protezione dei diritti umani, specialmente nelle aree più depresse del mondo.</p>
<p align="JUSTIFY">La quarta sessione del gruppo di lavoro intergovernativo aperto si è svolta dal 15 al 19 ottobre nella sala XX del <em>Palais des Nations</em>, a Ginevra. L’obiettivo della sessione era quello di discutere la “Bozza Zero” (the Zero Draft) del trattato, nonché il progetto di protocollo opzionale ad esso allegato.</p>
<p align="JUSTIFY">In vista di questo importante appuntamento, il 1° ottobre più di 150 esperti del settore ed importanti accademici hanno pubblicato una lettera aperta di sostegno per il processo del trattato; ribadendo la necessità di ulteriori miglioramenti e revisioni della Bozza Zero per adempiere adeguatamente al mandato del gruppo di lavoro, la lettera riconosce che la <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Draft Zero</i></span></span> costituisce una base preziosa per ulteriori negoziati. Ed è proprio per questo che la lettera formula un invito agli Stati ad impegnarsi nel condurre tali negoziati in modo costruttivo ed in buona fede, al fine di addivenire ad un risultato che rifletta gli obiettivi comuni di tutte le parti interessate di promuovere il rispetto dei diritti umani da parte delle imprese e un migliore accesso a rimedi efficaci per le vittime di tali violazioni.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma vediamo nel concreto cosa è accaduto a Ginevra durante questo quarto round di negoziati:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giorno 1</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; </span></span>All’apertura della sessione, Kate Gilmore – vice dell’Alto Commissario ONU per i diritti umani – ha manifestato il suo apprezzamento per l’ampia partecipazione di rappresentanti della società civile che si sono recati a Ginevra, tra cui 280 membri accreditati e 25 esperti che hanno partecipato come relatori. La Gilmore ha inoltre invitato i partecipanti ad impegnarsi in modo costruttivo in questo complesso processo, chiarendo che i Principi Guida dell’ONU su Imprese e Diritti Umani (UNGPs) e un trattato vincolante in materia dovrebbero essere complementari e non in concorrenza l’uno con l’altro. Il presidente relatore Luis Gallegos ha proceduto alla prima lettura, presentando in dettaglio la Bozza Zero, a partire dall’articolo 2, in cui si esplica lo scopo del trattato, e dell’articolo 8 circa i diritti delle vittime di abusi. Tra i vari commenti quello dell’eurodeputato Molly Scott Cato, che ha giudicato deplorevole la riluttanza dell’Unione Europea ad impegnarsi più attivamente nei negoziati. A tale riguardo, pare opportuno specificare che nel periodo precedente la sessione, l’UE aveva già confermato la propria presenza durante i negoziati, chiarendo tuttavia che non avrebbe fatto commenti sul contenuto della Bozza Zero. Anche gli Stati Membri dell’UE erano stati invitati a non rilasciare dichiarazioni orali sul contenuto della Bozza<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giorno 2</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> – </span></span>Il secondo giorno è iniziato con un incontro tra membri della società civile e alcuni rappresentanti dell’Unione Europea. Infatti, Jerome Bellion, rappresentante dell’UE presso l’ONU a Ginevra, e Sophie Kammerer del Servizio Europeo per l’Azione Esterna (SEAE), hanno invitato i delegati della società civile a una riunione informale per uno scambio sull’impegno dell’UE nel processo dei negoziati. Come risultato della linea d’azione adottata dall’UE, numerosi rappresentanti degli Stati membri dell’UE sono stati partecipanti silenti della riunione, ad eccezione della Francia. Seppure la loro presenza possa essere interpretata come un segnale positivo in termini di coinvolgimento e interesse da parte dell’Unione Europea, molti partecipanti della società civile sono tuttavia rimasti delusi dallo scambio molto superficiale<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Tra gli argomenti prominenti di questa sessione, la discussione circa l’ambito di applicazione del trattato: molte le richieste di estenderne l’applicazione a tutti i tipi di imprese e non solo a quelle le cui attività abbiano una dimensione transnazionale.</p>
<p align="JUSTIFY">Paul de Clerck, membro di <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Friends of the Earth Europe</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> (FoEE) </span></span>ha chiesto, nel suo intervento, ai delegati di allineare le loro posizioni nei diversi processi internazionali in corso riguardanti la politiche commerciali, rivendicando il principio della supremazia dei diritti umani sugli interessi commerciali. Molti altri relatori hanno seguito questa linea, esortando gli Stati a fornire una protezione adeguata per i difensori dei diritti umani. Sia il preambolo che l’articolo 8 della Bozza Zero sono le parti appropriate del testo per riconoscere il ruolo importante che gli attivisti rivestono sul campo.</p>
<p align="JUSTIFY">In un clima di generale fermento, non sono mancate le esternazioni di perplessità sul contenuto della Bozza Zero:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Makbule Sahan, della Confederazione sindacale internazionale (CIS), ha espresso una preoccupazione relativa agli accordi commerciali e di investimento. La<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> D</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>raft Zero</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>sostiene Sahan, non è ancora in grado di garantire il primato dei diritti umani sul commercio e sugli investimenti. La CIS ha proposto una disposizione per integrare le clausole sui diritti umani negli accordi commerciali e di investimento. Altra perplessità riguardava le ampie disposizioni sulla sovranità nazionale, che potrebbero potenzialmente compromettere l’impatto del futuro trattato vincolante in tema di accesso alla giustizia.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Per quanto riguarda gli interventi statali, la Federazione Russa ha ribadito il proprio scetticismo nei confronti di un trattato vincolante in generale, esprimendo dubbi, tra le altre cose, circa la scelta della legge applicabile per il contenzioso (articolo 7). È stato da più parti sostenuto che i propri tribunali non sarebbero in grado di affrontare un processo applicando la legge di un paese terzo.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>La Svizzera ha espresso preoccupazione circa l’affermazione del primato del trattato sugli accordi commerciali e di investimento. In particolare, il delegato ha chiesto cosa succederebbe nel caso in cui una delle parti dell’accordo (commerciale o di investimento) non fosse anche firmataria del trattato.</p>
<p align="JUSTIFY">L’ONG tedesca <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Bread for the World</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>in collaborazione con <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>ECCJ, CIDSE, FoEE, Global Policy Forum </i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">e</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i> SOMO</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>aveva programmato un evento collaterale volto a mettere in relazione il processo del trattato con gli UNGPs e gli sviluppi a livello europeo. L’evento, tuttavia, è stato annullato perché nessun rappresentante degli stati membri dell’UE era disposto a unirsi al gruppo e ha parlato al di fuori della linea ufficiale imposta dall’UE.</p>
<p align="JUSTIFY">La chiusura dell’UE in questa fase dei negoziati non è passata inosservata ai partecipanti della sessione. Erica Mendez di Friends of the Earth Mozambico ha parlato dei disastri ambientali causati dalle fuoriuscite di petrolio dell’industria estrattiva o gli effetti negativi dell’agricoltura monoculturale in diversi paesi africani. Le comunità affette attualmente non hanno mezzi efficaci per fermare le corporazioni transnazionali da pratiche abusive. Pur senza menzionare esplicitamente l’UE, la Mendez ha criticato i paesi del nord che hanno ripetutamente tentato di bloccare il processo di adozione del trattato invece di sostenere la giustizia e la responsabilità. Ha sostenuto la necessità di un tribunale internazionale invece del solo coordinamento statale per facilitare un vero accesso alla giustizia. Ha anche sottolineato la necessità di prevedere la possibilità di azioni collettive dinanzi ad un simile tribunale.</p>
<p align="JUSTIFY">Durante la sessione pomeridiana, la Francia ha preso la parola per presentare le lezioni apprese dopo l’approvazione, nel 2017, della legge sull’obbligo di vigilanza, legge che impone alle imprese di una certa dimensione la pubblicazione annuale di un piano di vigilanza che misuri e corregga l’impatto dell’operato di imprese, controllate e subappaltatori sulle persone e sull’ambiente. Il rappresentante francese ha spiegato il campo di applicazione della legge francese (5.000 dipendenti in Francia e 10.000 se una società francese ha dipendenti all&#8217;estero) e ha sottolineato che la prevenzione dovrebbe essere al centro di tutte le altre disposizioni, essendo la principale garanzia per il rispetto dei diritti umani, a condizione che si renda possibile l’accesso ad un meccanismo di responsabilità. Facendo riferimento al “tema caldo” circa l’opportunità o meno di estendere l’ambito del trattato a tutte le imprese, il relatore Gallegos ha sottolineato che la legge francese ha evidenziato la necessità di una differenziazione tra le diverse dimensioni delle aziende, cosa che può essere più facilmente realizzata a livello nazionale.</p>
<p align="JUSTIFY">McCorquodale ha respinto le preoccupazioni sollevate dalla Cina in merito ad un quadro giuridico internazionale per la dovuta diligenza. A suo avviso, questo concetto ha già un potere e una comprensione internazionali molto forti, non ultimo in base a diversi casi di contenzioso internazionale. Nel suo intervento, aveva discusso di distinguere tra il concetto di <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due diligence</i></span></span> dei diritti umani in termini di valutazione del rischio commerciale e dunque in termini convenienza di un determinato affare in contrapposizione alla <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due diligence</i></span></span> dei diritti umani tesa ad un’efficace prevenzione e protezione. Ha chiarito che questo aspetto deve essere reso più preciso nell’articolo 9 della Bozza Zero.</p>
<p align="JUSTIFY">Anche l’OCSE ha fatto riferimento alla <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due diligence</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>in particolare alle sue linee guida sulla <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>due diligence</i></span></span> dei diritti umani, che potrebbero servire da base già concordata a livello internazionale per iniziare. La campagna <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Clean Clothes</i></span></span> ha supportato questo suggerimento e ha convenuto sulla necessità di un migliore allineamento con i quattro principi delineati negli UNGPs al fine di evitare confusione e per una efficace attuazione degli stessi.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giorno 3</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; </span></span>Il terzo giorno dei negoziati è stato dedicato agli articoli 10, 11 e 12 della Bozza Zero, rispettivamente dedicati alla responsabilità legale, all’assistenza giudiziaria e alla cooperazione internazionale. Tra gli esperti del panel Surya Deva, del gruppo di lavoro delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani, David Bilchitz, dell’Università di Johannesburg, Richard Meeran, dello studio legale britannico Leigh Day e Maddalena Neglia, della Federazione Internazionale dei Diritti Umani.</p>
<p align="JUSTIFY">Surya Deva ha criticato il fatto che l’articolo 10 si basi solo su sanzioni reattive. A suo avviso, dovrebbero essere applicate sanzioni amministrative preventive in caso di violazione degli obblighi di dovuta diligenza.</p>
<p align="JUSTIFY">David Bilchitz ha illustrato l’attuale mancanza di applicazione da parte dei tribunali nazionali delle norme esistenti sui diritti umani. È necessario, secondo Bilchitz, un trattato vincolante internazionale per colmare queste lacune nel diritto interno, perché può andare oltre i limiti degli attuali Stati. Ha anche proposto di includere obblighi diretti per le imprese transnazionali, in quegli stati in cui la legislazione nazionale non sia efficacemente applicata.</p>
<p align="JUSTIFY">Olivier De Schutter, professore presso l’Università di Lovanio e Special Rapporteur dell’ONU sul diritto al cibo, ha spiegato che la Bozza Zero, in base alle attuali definizioni dell’articolo 3 sullo scopo del trattato, si applica effettivamente a tutte le società, mentre il limite è fissato alla natura transnazionale delle attività commerciali. De Schutter ha sostenuto che l’articolo 4.2 – dedicato alle definizioni – lascia qualche incertezza e nella sua forma attuale non copre automaticamente le attività di sussidiarie, affiliate o subappaltatori nelle catene di approvvigionamento, che, di per sé, non avrebbero attività transnazionali. Ha anche suggerito di includere le imprese di proprietà statale “a scopo di lucro” operanti ad esempio nei servizi pubblici e nei servizi di estrazione.</p>
<p align="JUSTIFY">Infine, sulla definizione delle vittime<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Clean Clothes Campaign</i></span></span> e <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Sudwind</i></span></span> hanno proposto di sostituire il termine “vittime” con “detentori dei diritti” per assicurarsi che i difensori dei diritti umani e gli attivisti sindacali possano rientrare nella categoria. È stata inoltre sottolineata la necessità di una definizione dei concetti di società madre, società sussidiaria, fornitore, ecc. per una maggiore chiarezza circa il campo di applicazione del trattato.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giorno 4</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> – </span></span>Il quarto giorno si è aperto con un’introduzione del presidente relatore sull’articolo 5 del trattato, e dunque sulla necessità di definire quale tribunale abbia giurisdizione in relazione a un determinato contenzioso.</p>
<p align="JUSTIFY">In particolare, interessante è stato l’intervento di Richard Meeran, avvocato di Leigh Day, il quale ha sottolineato che allo stato attuale l’articolo 5 non è in grado di rimuovere gli ostacoli pratici all’accesso alla giustizia. Ha menzionato la cd. dottrina del<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> “</span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Forum non conveniens</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">” </span></span>come un’incertezza che rimane nella Bozza Zero: con tale dottrina un tribunale dello stato di origine dell’impresa può declinare la giurisdizione in favore dello “stato ospitante”, e cioè dello stato dove si svolgono le attività produttive e dove gli abusi sono stati perpetrati. Nel 2005 la Corte di Giustizia Europea aveva dichiarato che il la dottrina del <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>forum non conveniens</i></span></span> non può essere applicata alle società dell’UE. Dunque, una reintroduzione del <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>forum non conveniens </i></span></span>nel trattato sarebbe in conflitto con questa sentenza. Con riguardo invece alle procedure di azione collettiva, si è ritenuto che l’articolo 5.3 non fosse sufficientemente idoneo a facilitare l’accesso alla giustizia<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY">Al fine di incoraggiare uno spirito costruttivo, un gran numero di organizzazioni hanno rilasciato una dichiarazione congiunta, esprimendo le proprie aspettative riguardo ad alcuni step futuri. La dichiarazione raccomanda di inserire nella relazione della sessione i seguenti elementi:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Un impegno esplicito a proseguire con la quinta sessione del gruppo intergovernativo di lavoro e tutte le sessioni successive necessarie per elaborare uno strumento ambizioso legalmente vincolante;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Consultazioni informali nell’arco di tempo che separa le sessioni che garantiscano una partecipazione significativa della società civile;</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Pubblicazione di una<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Draft One</i></span></span>rafforzato basato su input e commenti fatti sulla Bozza Zero e durante le sessioni precedenti, inclusi gli input critici fatti dalla società civile e dalle comunità interessate durante l&#8217;intero processo<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">;</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">&#8211; </span></span>Una tempistica ragionevole per ulteriori comunicazioni scritte da parte degli stati e della società civile sulla Bozza Zero.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><b>Giorno 5</b></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"> &#8211; </span></span>La sessione del mattino è stata l&#8217;ultima sessione pubblica e si è concentrata sulla presentazione del Protocollo opzionale. Il pannello intitolato “Le voci delle vittime” mostrava casi selezionati di diversi settori e regioni. L’UE ha chiesto la parola per la prima volta dalla sua dichiarazione di apertura del primo giorno, sottolineando la grande preoccupazione per la protezione dei difensori dei diritti umani. “È importante continuare a sentire le opinioni delle vittime”, ha affermato Bellion, “e dovrebbero essere intese come un appello a tutti noi per rispondere in modo efficace”. Bellion ha sottolineato come sia le società transnazionali che quelle nazionali, così come la società civile e gli istituti nazionali per i diritti umani, svolgano ruoli importanti nel fornire accesso alla giustizia e rimedi, ritenendo inaccettabile che coloro che parlano per le vittime siano in pericolo. Ha fatto riferimento agli UNGPs e alle loro chiare disposizioni affinché gli Stati adottino misure per proteggere i difensori dei diritti umani. Ha affermato che ogni possibile strumento giuridicamente vincolante dovrebbe affermare che gli Stati hanno questo obbligo anche nei confronti di gruppi vulnerabili come i bambini, le persone con disabilità e le popolazioni indigene ed inserendo una prospettiva di genere. Ha indicato lo Strumento europeo per la democrazia e i diritti umani (EIDHR) come strumento per sostenere attività in questo campo, oltre ad altre sovvenzioni a disposizione dei difensori dei diritti umani.</p>
<p align="JUSTIFY">È stata una sorpresa che alcuni stati membri dell’UE prendessero la parola. Il Belgio, la Francia e la Spagna sono intervenuti nel dibattito, per quanto pienamente allineati con la posizione ufficiale dell’UE, presentando solo i propri meccanismi a livello nazionale evidenziando i loro Piani d’Azione Nazionali (PAN). Membri di organizzazioni presenti hanno criticato questi PAN giudicandoli insufficienti in quanto non introducono norme vincolanti efficaci che garantiscano l’accesso ai rimedi.</p>
<p align="JUSTIFY">Alcuni hanno portato un altro aspetto importante al centro del dibattito, ossia la mancanza di una prospettiva di genere nella <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Draft Zero</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>in particolare circa gli abusi delle imprese sofferti dalle donne specialmente nelle zone di conflitto. È stato spiegato come, ad esempio, nella Repubblica Democratica del Congo le donne siano a più alto rischio di violenza specialmente in prossimità di siti minerari<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY">L&#8217;UE ha deciso di non essere presente durante la discussione informale sulle raccomandazioni, che dimostra ancora una volta la mancanza di impegno per un trattato vincolante. Nella propria dichiarazione finale, l’UE ha chiarito che non vuole bloccare il processo ma allo stesso tempo si dissocia dalle raccomandazioni e dalle conclusioni, quindi non è vincolato da esse, e ha chiesto che questa affermazione fosse inclusa nei verbali.</p>
<p align="JUSTIFY">Nelle sue parole di chiusura, il presidente relatore Luis Gallegos ha invitato tutti i partecipanti a rispettare la libertà di espressione, non solo per i presenti alla sessione, ma anche attraverso internet e i social media.</p>
<p align="JUSTIFY">Riassumendo, i risultati di questa quarta sessione sono le conclusioni verso una <span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Draft One</i></span></span> ed una quinta sessione che si terrà nel 2019, il che rappresenta un ulteriore passo in avanti verso il raggiungimento dell’obiettivo di un Trattato ONU vincolante per le imprese circa la protezione dei diritti umani.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">N.B.= </span></span>per consultare il testo della<span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Draft Zero</i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, </span></span>si veda:</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><a href="https://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/WGTransCorp/Session3/DraftLBI.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ohchr.org/Documents/HRBodies/HRCouncil/WGTransCorp/Session3/DraftLBI.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> </span></span></p>
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		<title>Prima promozione teatrale del nuovo anno! Con un pizzico di follia&#8230;</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Jan 2018 13:12:01 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>DELIRIO BIZZARRO Biglietti per  i nostri lettori a 8 euro (invece di 18) Un Centro di Salute Mentale e due personaggi: uno, in condizione di “pazzo per attribuzione”, trascorre la propria vita a interrogare le&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal" style="text-align: center;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1156.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10010" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1156.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="510" height="385" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1156.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 510w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/untitled-1156-300x226.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 510px) 100vw, 510px" /></a></p>
<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal" style="text-align: center;">
<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;"><strong>DELIRIO BIZZARRO</strong></span></p>
<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal" style="text-align: center;">
<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal" style="text-align: center;"><span style="color: #ff0000;">Biglietti per  i nostri lettori a 8 euro (invece di 18)</span></p>
<p class="m_5332108571405142003x_MsoNormal">Un Centro di Salute Mentale e due personaggi: uno, in condizione di “pazzo per attribuzione”, trascorre la propria vita a interrogare le stelle, discorde con il tempo presente; l’altra, donna perfettamente integrata, ossessionata dalla carriera, ma che avverte un’insania incipiente. Né pazzi né sani, Mimmino e Sofia in un dialogo serrato – braccio di ferro tra due esperienze di vita completamente opposte – si scopriranno simili, umani, sorridenti, autoironici, sebbene parti inconsapevoli di un sofisticato meccanismo congegnato per rendere l’uomo prigioniero di sé stesso. Si incontrano in una terra di frontiera, il Centro Diurno di Salute Mentale “il Castello”, in cui il confine tra coloro che stanno dentro e coloro che stanno fuori sfuma in un indistinto resistere tra protocolli da rispettare e vite da normalizzare.</p>
<div>L’elaborazione drammaturgica del testo è partita da confronti e scambi avuti con pazienti di strutture psichiatriche, dialoghi che hanno consentito di raccogliere quadri di vita vissuta. L’esperienza della cura del male mentale s’è trasformata in pretesto per raccontare la società e le sue disfunzioni, approdando ad una follia tutta contemporanea, lì dove è folle la struttura non coloro che la abitano.</div>
<div></div>
<div><span style="color: #ff0000;">Teatro I</span></div>
<div><span style="color: #ff0000;">Via Guadenzio Ferrari, 11 (MM Linea2)</span></div>
<div><span style="color: #ff0000;">Dal 24 al 29 gennaio</span></div>
<div></div>
<div><span style="color: #ff0000;">Per prenotazioni:  </span><span style="color: #ff0000;">biglietteria@teatroi.org</span></div>
<div></div>
<div></div>
<div>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">di e con <b>Giuseppe Carullo</b> e <b>Cristiana Minasi</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">scene e costumi <b>Cinzia Muscolino</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">scenotecnica <b>Pierino Botto</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">disegno luci<b> Roberto Bonaventura</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">aiuto regia<b> Veronica Zito, Eleonora Bovo</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">collaborazione artistica <b>Ivana Parisi, Simone Carullo, Giovanna La Maestra</b></p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">con la collaborazione del Centro Diurno di Salute Mentale “Il Camelot”, del Teatro Vittorio Emanuele e della “Casa del Con” di Messina</p>
<p class="m_1249984523767652189x_MsoNormal">produzione <b>Carullo-Minasi</b> e <b>La Corte Ospitale</b></p>
</div>
<div></div>
<div></div>
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