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	<title>pubblicazione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>ll diritto d’asilo. Report 2023. Liberi di scegliere se migrare o restare?</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Dec 2023 11:53:18 +0000</pubDate>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="661" height="943" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17332" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 661w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/12/asilo-210x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 661px) 100vw, 661px" /></a></figure>



<p>Con l’edizione del 2023 la Fondazione Migrantes arriva alla settima edizione del rapporto dedicato al mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. Un lavoro scritto da un’equipe di autrici ed autori che si lasciano “toccare e interrogare” dalle sofferenze e dalle contraddizioni che le persone in fuga nel mondo raccontano o portano scritte nei loro volti e nei loro corpi. Anche quest’anno un simile sguardo è cruciale per leggere dati, norme, politiche e storie di un’Unione europea e un’Italia che non solo stanno erodendo il diritto d’asilo, ma stanno addirittura tentando di smantellarne i capisaldi.</p>



<p>In questo quadro di pesanti violazioni dei diritti umani e delle convenzioni internazionali, ogni strumento sembra valido per perseguire lo scopo di escludere e per contrarre lo spazio della protezione internazionale e dei diritti di richiedenti asilo e rifugiati: dagli accordi tra Paesi a prassi discutibili, sia nella gestione alle frontiere che fuori dalle questure, che nell’accesso ad accoglienze sempre più precarie e prive di servizi essenziali, quali l’orientamento legale, il supporto psicologico e la mediazione linguistica. E tutto ciò avviene in un quadro in cui le guerre e altre crisi hanno portato il numero delle persone in fuga nel mondo al più elevato livello di sempre – oltre i 110 milioni di persone in fuga nel mondo – benché siano sempre pochi in proporzione i migranti che cercano ottengono protezione in Europa e in Italia.</p>



<p>Non rinuncia questo volume a proporre in ogni settore – dall’ambito più legale a quello più sociale ed etico – possibili modalità per uscire dall’impasse, prendendo ancora una volta spunto dalle parole di papa Francesco proposte per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato (GMMR) del 2023 Liberi di scegliere se migrare o restare: parole che rappresentano l’orizzonte di senso in cui si riuscirebbero a risolvere molte delle questioni poste dall’attuale scenario, ma che necessitano con urgenza di azioni concrete per ridare dignità a chi è in fuga e cerca protezione che al momento – anziché essere libero di pensare se migrare o restare – si trova sempre più spesso “intrappolato” e “trattenuto”.</p>



<p>L’augurio è che questo volume possa anche quest’anno aiutare a costruire un sapere fondato rispetto a chi è in fuga, a chi arriva a chiedere protezione nel nostro continente e nel nostro Paese, che ci aiuti a restare o ritornare “umani”, capaci di costruire finalmente quelle azioni concrete che ci facciano togliere il punto interrogativo che abbiamo inserito nel sottotitolo – liberi di pensare se migrare o restare?</p>



<p><strong>DOWNLOAD</strong><br>•&nbsp;<a href="https://www.migrantes.it/wp-content/uploads/sites/50/2023/12/Sintesi-DD2023.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sintesi Report Diritto d&#8217;Asilo 2023</a></p>
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		<title>Una pubblicazione per celebrare vent’anni di accoglienza e socialità per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura al Centro Naga Har</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Jun 2021 07:57:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per festeggiare i vent’anni del Centro Naga Har per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura sentivamo l’esigenza, la voglia e il desiderio di incontrarci e di condividere vissuti. Avevamo bisogno di voci e&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="400" height="240" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Naga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15472" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Naga.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 400w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/06/Naga-300x180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></figure></div>



<p>Per festeggiare i vent’anni del Centro Naga Har per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura sentivamo l’esigenza, la voglia e il desiderio di incontrarci e di condividere vissuti.</p>



<p><strong>Avevamo bisogno di voci e di presenza.</strong></p>



<p>Ma come potevamo farlo in un anno pandemico, durante il quale proprio le relazioni&nbsp;hanno patito così tanto? Come si può raccontare una storia che dura da vent’anni, che ha coinvolto centinaia di persone e all’interno della quale ogni incontro ha&nbsp;rappresentato un’esperienza? Come restituire tanta varietà?</p>



<p><strong>Abbiamo deciso di farlo con una pubblicazione che rendiamo pubblica, in occasione, domani 26 giugno, della Giornata Internazionale a Sostegno delle Vittime della Tortura,&nbsp; intitolata&nbsp;Un Luogo del Possibile.</strong></p>



<p>“<em>Attraverso la raccolta di&nbsp;<strong>foto, interviste, documenti e&nbsp;testimonianze</strong>&nbsp;abbiamo realizzato&nbsp;<strong>un racconto corale</strong>&nbsp;di quello che sono stati questi primi 20 anni del Centro Naga Har per richiedenti asilo, rifugiati e vittime della tortura</em>” afferma Sabina Alasia, presidente del Naga. “<em><strong>Nel 2001 il Centro, grazie all’intuizione di Italo Siena,&nbsp;fu pionieristico</strong>&nbsp;proponendosi l’obiettivo di dare supporto all’iter&nbsp;di riconoscimento dello status di rifugiato, ma allo stesso tempo di creare una casa, un luogo sicuro all’interno del quale curare le ferite invisibili lasciate da torture e persecuzioni attraverso la proposta di attività socializzanti mirate alla creazione di relazioni. E, vent’anni dopo, possiamo dire che l’obiettivo è stato raggiunto</em>” prosegue la presidente del Naga. “<em><strong>Sono passate dal Centro migliaia di persone da tutto il mondo che hanno incontrato centinaia di volontarie e di volontari</strong>&nbsp;che hanno portato avanti le attività in questi anni e, insieme, hanno dato vita a&nbsp;<strong>un crocevia di incontri e di relazioni</strong>. Sono stati proprio gli incontri e le relazioni che si sono sviluppati al Centro, e grazie al Centro, a dare<strong>&nbsp;ogni giorno una forma diversa a quello spazio</strong>&nbsp;che è diventato così, per chi lo ha attraversato,&nbsp;<strong>un&nbsp;luogo del possibile</strong>.”&nbsp;</em>conclude Alasia.</p>



<p>Le attività del Centro si sono svolte fino al 2012 in via Grigna e, dal 2012, in via San Colombano 8 dove sono tuttora in corso. Con lo scoppio della pandemia, in conformità con le disposizioni normative, le attività si sono svolte nei mesi più duri da remoto e hanno poi ripreso progressivamente in presenza dal settembre 2020.</p>



<p>Per maggiori info sulle attività:&nbsp;<a href="http://yqkvq.tsmtpclick.com/tracking/qaR9ZGHkBGL2Zwt5ZmZkZwt2ZQR2ZPM5qzS4qaR9ZQbjIt?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">cli</a><a href="http://yqkvq.tsmtpclick.com/tracking/qaR9ZGHkBGL2Zwt5ZmZkZwt2ZQR2ZPM5qzS4qaR9ZQbjIt?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">cca qui.</a></p>



<p><strong>Per scaricare la pubblicazione:<a href="http://yqkvq.tsmtpclick.com/tracking/qaR9ZGHkBGL2Zwt5ZmZkZwt2ZQR2ZPM5qzS4qaR9ZQbkID?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">&nbsp;</a><a href="http://yqkvq.tsmtpclick.com/tracking/qaR9ZGHkBGL2Zwt5ZmZkZwt2ZQR2ZPM5qzS4qaR9ZQblJN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui.</a></strong></p>
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		<title>Attivisti, giornalisti, autori nelle vostre scuole per dialogare con gli studenti</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Aug 2019 09:07:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gentili docenti, Associazione per i Diritti umani propone incontri con attivisti, giornalisti, autori direttamente nelle vostre scuole per dialogare con gli studenti sui temi relativi ai diritti umani, all&#8217;Ed. civica, all&#8217;Ed. alla legalità e&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="466" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-1024x466.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12946" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-1024x466.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-300x137.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/08/peridirittiumani_logodef_vector-03-1-768x350.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Gentili docenti, </p>



<p style="text-align:left"><strong><em>Associazione per i Diritti umani </em></strong> propone incontri con attivisti, giornalisti, autori direttamente nelle vostre scuole per dialogare con gli studenti sui temi relativi ai diritti umani, all&#8217;Ed. civica, all&#8217;Ed. alla legalità e molto altro con un taglio giornalistico per comprendere l&#8217;attualità. </p>



<p>Possiamo proporvi le conferenze, i dibattiti e la moderazione a 4 euro a ragazzo partecipante, con ospiti per il biennio e per il triennio delle scuole superiori. </p>



<p></p>



<p>Oppure, se interessati, possiamo attivare corsi di formazione e di approfondimento che vedono la partecipazione attiva da parte degli studenti e un ritorno di un progetto finale: pubblicazione sul nostro giornale online e mostra all&#8217;interno della scuola. </p>



<p></p>



<p>Se volete ulteriori informazioni, potete scriverci alla email: info@peridirittiumani.com </p>



<p></p>



<p>Buon inizio !</p>



<p></p>
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		<title>Centro Astalli. Crescita, evoluzione, sviluppo. I cambiamenti operati dall&#8217;accoglienza</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2019 07:45:48 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>L’accoglienza di migranti gode di maggiore o minor consenso nei diversi contesti sociali, come abbiamo visto negli ultimi anni, condizionato da svariati elementi più o meno strettamente intrecciati: paura di un&#8217;invasione; crisi economica; sensibilizzazione mediatica riguardo ai conflitti in corso (pensiamo a quello siriano); emersione a livello mondiale di sovranismi con gli slogan del «prima noi»; ampliamento della forbice sociale non solo tra le diverse regioni del mondo, ma anche all’interno della stessa nazione; una comunicazione che presenta come spreco di risorse l&#8217;investimento per l’accoglienza di non cittadini.<br />
Eppure l’accoglienza, come ha dimostrato l’esperienza di anni, se pensata con lungimiranza e nella sua complessità può divenire strumento di crescita, evoluzione e sviluppo perché neutralizza proprio quelle grandi forze disgregatrici che a livello macro sono state fattori determinanti per la partenza di migranti forzati dal loro Paese: l’ingiustizia e i conflitti. Parte di un buon processo di accoglienza infatti è riorganizzare e incanalare all’interno dei territori le forze e le energie legate alla paura di perdere per sé servizi e risorse e di confrontarsi con la diversità. Ciò è possibile solo nei contesti locali, dove si vive la quotidianità delle relazioni, dove si affronta l’esistenza nella puntualità delle situazioni che si presentano giorno dopo giorno, dove il dialogo della vita si gioca in piccoli gesti, nelle risposte a necessità concrete e misurabili, a situazioni esistenziali quali la malattia e il disagio mentale. L’accoglienza richiede di coniugare la complessità del fenomeno migratorio con la complessità del reale, comporta l&#8217;incontro di persone ma ha bisogno della creatività di contesti locali che abbiano la voglia e il coraggio di lasciarsi attraversare da presenze inattese. Quando queste condizioni si verificano l’accoglienza, accompagnata con sapienza, può generare la novità di società ancora più ricche in umanità e spesso anche di risorse economiche e di servizi alla persona. La complessità, cifra caratterizzante del fenomeno migratorio e di conseguenza – necessariamente &#8211; dell’accoglienza, ha bisogno non solo di un approccio multidisciplinare e di una governance multilivello, ma anche di un sincero spirito di collaborazione di tutti gli attori in vista di un orizzonte comune, di un obiettivo che abbia senso per tutti: nel caso specifico, la speranza di un futuro di convivenza pacifica e fruttuosa. In un suo libro Richard Sennet scriveva: «La collaborazione può avvenire anche in maniera informale, la gente che si ferma per strada a far due chiacchiere o si incontra al bar e parla del più e del meno non pensa consapevolmente ‘Ecco, sto collaborando’. L&#8217;atto di collaborazione si riveste dell’esperienza del piacere condiviso»1. Per arrivare a questo punto il cammino è lento e si nutre del graduale apprendimento del sapersi mettere reciprocamente nei panni dell&#8217;altro. La capacità di accoglienza, come in una circolarità ermeneutica, è presupposto culturale ma anche conseguenza, e più si procede in esperienze di accoglienza più la sfida culturale dell’accoglienza si radica nei territori grazie alla collaborazione di Stato, ente locale, privato sociale, volontariato, in un esercizio di cittadinanza attiva che non è virtuale ma virtuoso. Le pagine che seguiranno danno conto di tutto questo lento processo, che è l’unica via generativa del futuro.</p>
<p>Questa l&#8217;introduzione di Camillo Ripamonti, Presidente del Centro Astalli, alla pubblicazione &#8220;Accoglienza. Crescita, evoluzione, sviluppo. I cambiamenti operati dall&#8217;accoglienza&#8221; uno studio a cura del Centro Astalli ancora più attuale che mai.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per leggere e consultare il testo: <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2018/11/I-Cambiamenti-operati-dallaccoglienza-DEF11.18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2018/11/I-Cambiamenti-operati-dallaccoglienza-DEF11.18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>Il peso delle armi. Il nuovo Rapporto a cura della Caritas Italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 10:36:42 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Si è svolta <strong>lunedì 10 dicembre alle 10:30 </strong>a Roma (presso &#8220;Church Village Park Hotel&#8221;, via di Torre Rossa 94), nel <strong>70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti umani</strong>, la conferenza stampa di presentazione della nuova ricerca sui conflitti nel mondo dal titolo <strong>&#8220;Il peso delle armi&#8221;</strong> *.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-11809" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="324" height="457" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /></a></div>
<div></div>
<div>Il Rapporto, giunto alla sua 6<sup>a</sup> edizione, continua un lavoro di ricerca avviato fin dal 2001 sui <a href="http://www.caritasitaliana.it/home_page/area_stampa/00007503_Rapporti_Conflitti_dimenticati.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">conflitti &#8220;dimenticati&#8221;</a>, ossia lontani dai riflettori dei grandi media internazionali, ed è stato realizzato in collaborazione con &#8220;<a href="http://www.avvenire.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Avvenire</a>&#8220;, &#8220;<a href="http://www.famigliacristiana.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Famiglia Cristiana</a>&#8221; e il <a href="http://www.miur.gov.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</a> (MIUR).</div>
<div></div>
<div>Il tema dell&#8217;edizione 2018 è quello delle armi e degli armamenti, affrontato da diversi punti di vista: la produzione e il commercio delle armi, il loro peso nel determinare i conflitti, il valore e il significato culturale delle armi nella cultura contemporanea, con particolare riguardo al mondo della comunicazione e della stampa, nonchè il grado di consapevolezza dei giovani e degli adulti. Come si legge nel Rapporto, nel corso del 2017<strong> i conflitti nel mondo sono stati 378.</strong> Di questi, sono 20 le guerre ad elevata intensità.</div>
<div></div>
<div>Il volume riporta anche i risultati di un sondaggio demoscopico SWG condotto sulla popolazione italiana e gli esiti di due rilevazioni statistiche, effettuate con la collaborazione del MIUR su un campione di studenti delle scuole medie inferiori: 1.783 studenti di 45 istituti scolastici, a cui si è affiancato un gruppo di oltre trecento giovani dell’<a href="https://www.agesci.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Agesci</a> impegnati nello scoutismo. Molti gli spunti di riflessione che emergono. Secondo il sondaggio SWG metà degli intervistati (60% tra i giovani), sarebbe favorevole a limitare la produzione italiana di armi, evitando soprattutto di esportare armi laddove c’è guerra. Dalla rilevazione tra gli studenti risulta inoltre che la grande maggioranza dei ragazzi considera la guerra come un “elemento evitabile”, da superare attraverso il progresso culturale. Inoltre solo il 13% non ritiene giusto accogliere le persone che lasciano la propria terra, in fuga dalla guerra.</div>
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		<title>(Non) tutti a mensa. No a una scuola che discrimina</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Nov 2018 07:25:18 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto</p>
<p>Le lezioni scolastiche sono iniziate, è vero, tra mille difficoltà. Il caso di Lodi sulla refezione ha fatto emergere una politica discriminatoria e noi non vogliamo far cadere nel dimenticatoio un tema, questo, che ci sta molto a cuore, sintomatico della volontà, da parte di molte istituzioni, di spaccare la società. Pubblichiamo, quindi, un rapporto di <em>Save the children  </em>intitolato proprio &#8220;(Non) tutti a mensa&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/non_tutti_a_mensa_2018_0.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11623" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/non_tutti_a_mensa_2018_0.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="415" height="528" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/non_tutti_a_mensa_2018_0.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 415w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/non_tutti_a_mensa_2018_0-236x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 236w" sizes="(max-width: 415px) 100vw, 415px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em class="field-occhiello big-text">Il rapporto di monitoraggio sul servizio di refezione nelle scuole primarie, propone un’analisi delle politiche e delle prassi relative alla mensa scolastica in Italia, con focus sui 45comuni capoluoghi di provincia con più di 100.000 abitanti.</em></p>
<div class="field-body text-container">
<p>Il monitoraggio si sviluppa come <em>un’indagine comparata di diverse variabili del servizio mensa</em>, come la percentuale di accesso degli alunni al servizio, quella dei costi previsti da bilancio a carico delle famiglie, le tariffe, i criteri di agevolazione ed esenzione, le restrizioni, le eventuali esclusioni dei bambini dal servizio in caso di morosità dei genitori, ma anche le buone prassi in termini di partecipazione, educazione, alimentazione, riciclo, promozione della sana alimentazione e menu a basso impatto ambientale.</p>
<p><em>Monitorare l’accesso al servizio mensa in Italia</em> permette di approfondire un tema sì specifico ma strettamente connesso alla garanzia di un pieno godimento del diritto allo studio, alla salute e alla non discriminazione; un servizio che laddove garantito si fa strumento di lotta alla povertà educativa e alla dispersione scolastica.</p>
</div>
<div class="files metadata-field"><strong class="label-above">SCARICA LA PUBBLICAZIONE</strong><span class="file"><a href="https://s3.savethechildren.it/public/files/uploads/pubblicazioni/non-tutti-mensa-2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" type="application/pdf; length=3182013"> non-tutti-mensa-2018.pdf</a></span></div>
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		<title>Rapporto ISPI. Le città globali e la sfida dell&#8217;integrazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Aug 2018 13:12:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblichiamo, per voi, il rapporto pubblicato da ISPI (Istituto per gli Studi di politica Internazionale) a cura di Matteo Villa, dal titolo: Le città globali e la sfida dell&#8217;integrazione La popolazione straniera nelle città&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/08/25/rapporto-ispi-le-citta-globali-e-la-sfida-dellintegrazione/">Rapporto ISPI. Le città globali e la sfida dell&#8217;integrazione</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo, per voi, il rapporto pubblicato da ISPI (Istituto per gli Studi di politica Internazionale) a cura di Matteo Villa, dal titolo: <em>Le città globali e la sfida dell&#8217;integrazione</em></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-11219" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="304" height="467" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1644w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1-195x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 195w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1-768x1180.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/cittaglobali_1-666x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 666w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></a></p>
<p>La popolazione straniera nelle città europee è in costante aumento e già oggi supera il 30% a Berlino, Vienna e Londra. Le amministrazioni locali giocano dunque un ruolo sempre più importante nel gestire un’integrazione sempre più complessa. Integrare gli stranieri richiede infatti l&#8217;impegno di coordinamento di politiche che riguardano ambiti molto diversi: prima accoglienza, istruzione, mercato del lavoro, servizi sanitari, pianificazione urbana.<br />
Questo volume affronta il tema della crescente diversità urbana tentando di dare una risposta ad alcune questioni cruciali: a quali problemi vanno incontro le città nell&#8217;affrontare la sfida dell&#8217;integrazione? Come è possibile valorizzare le esperienze di successo? E in che modo è possibile migliorare il dialogo tra le città, le regioni, i governi nazionali e le istituzioni europee?</p>
<p><span style="color: #ff0000;">Se volete leggere il rapporto, cliccate qui: <a style="color: #ff0000;" href="https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/cittaglobali_def_web_2.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.ispionline.it/sites/default/files/pubblicazioni/cittaglobali_def_web_2.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>L&#8217;Annuario italiano dei diritti umani</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Apr 2018 06:32:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Annuario italiano dei diritti umani è una pubblicazione importante per chi si occupa di questi temi, per studenti, per giornalisti&#8230;: per tutti coloro che si interessano alle condizioni di vita delle popolazioni nel mondo.&#46;&#46;&#46;</p>
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<p lang="it-IT">Annuario italiano dei diritti umani è una pubblicazione importante per chi si occupa di questi temi, per studenti, per giornalisti&#8230;: per tutti coloro che si interessano alle condizioni di vita delle popolazioni nel mondo.</p>
<p lang="it-IT"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/coveraidu17_finale-3-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10530" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/coveraidu17_finale-3-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="468" height="660" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/coveraidu17_finale-3-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 518w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/04/coveraidu17_finale-3-3-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 468px) 100vw, 468px" /></a></p>
<p lang="it-IT">
<p lang="it-IT">L&#8217;Annuario italiano dei diritti umani è una pubblicazione periodica curata dal Centro diritti umani dell&#8217;Università di Padova. L&#8217;edizione in lingua italiana è pubblicata con Padova University Press (Marsilio Editori (Venezia)per le edizioni 2011-2015); l&#8217;edizione in lingua inglese è pubblicata da Peter Lang International Academic Publishers (Bruxelles).</p>
<p>L&#8217;Annuario intende, di anno in anno, fare il punto su come il sistema internazionale di monitoraggio dei diritti umani valuta l&#8217;azione dell&#8217;Italia, per favorire un dibattito informato e trasparente su questo fondamentale aspetto della vita pubblica.</p>
<p>Il primo numero dell&#8217;Annuario è uscito nel 2011, anno in cui si sono celebrati<strong> i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia</strong>.</p>
<p>L&#8217;Annuario italiano dei diritti umani è realizzato con il contributo della Regione del Veneto nel quadro delle attività dell&#8217;Archivio Pace Diritti Umani (Legge Regionale n. 55/1999, Interventi regionali per la promozione dei diritti umani, la cultura di pace, la cooperazione allo sviluppo e la solidarietà).</p>
</div>
<div class="contenuto">
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<ul class="children">
<li><a href="http://unipd-centrodirittiumani.it/it/database/Annuario-italiano-dei-diritti-umani-2017/1141?utm_source=rss&utm_medium=rss"> Annuario italiano dei diritti umani 2017 </a></li>
</ul>
</div>
</div>
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		<title>Fuga per la vita. Di Emilio Drudi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Sep 2017 07:15:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E’ finalmente acquistabile on line, sui principali siti specializzati, l’e-book di Emilio Drudi dal titolo “Fuga per la vita”. Una pubblicazione attuale, densa di dati, informazioni, notizie sul sistema delle migrazioni, sulle ragioni politiche, economiche e ambientali che portano milioni di persone ad abbandonare il proprio paese per cercare riparo e sopravvivenza altrove, sul nostro sistema di accoglienza, sui recenti protocolli e accordi, sui relativi retroscena e sulle contraddizioni della nostra politica estera e di quella europea.</p>
<p>Un libro patrocinato anche dal Comitato Nuovi Desaparecidos, con una prefazione del suo presidente Arturo Salerni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9478" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="420" height="562" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/09/fuga-per-la-vita-9788869242953-224x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 224w" sizes="(max-width: 420px) 100vw, 420px" /></a></p>
<p>Drudi con quest’opera ha voluto ricostruire, con puntualità rigorosissima, le condizioni socio-politiche che caratterizzano i principali paesi d’origine dei flussi migratori e in particolare dei profughi mettendo in evidenza anche i percorsi, le difficoltà, le contraddizioni gravi della politica estera italiana ed europea, con uno guardo sempre analitico e nel contempo chiaramente esposto.</p>
<p>Già l’introduzione è quanto mai chiara. Afferma infatti Drudi: “<em>In Eritrea? Lì le nostre madri ci partoriscono per essere poi servi del regime, in Eritrea. Siamo scappati per potere avere dei figli e questi figli essere nostri e non da usurare nelle mani del regime…</em>”. Sono le parole di una rifugiata giovanissima, ascoltata da un operatore sociale nel campo profughi di Gorizia. In questo breve flash c’è tutto: l’urlo di dolore e la storia personale di quella ragazzina; lo stato-prigione eritreo che ti sequestra nell’esercito per un tempo indefinito, ti ruba i figli e ogni speranza di futuro; la sofferenza di un intero popolo in catene da anni. E ancora, più in generale, c’è la tragedia dei profughi di tutto il mondo: dei milioni di donne e uomini costretti a una “fuga per la vita” da situazioni di crisi estreme.</p>
<p>Ecco il punto: come denuncia Giuseppe Cederna in <em>Home</em>, un efficacissimo monologo che dà voce ai migranti, dalla propria casa non si scappa: “<em>Lasci la casa solo quando la casa non ti lascia più stare”</em>. “<em>Non ti lascia più stare</em>”, ti scaccia con le guerre, le persecuzioni, le dittature, il terrorismo, la fame e la carestia, la mancanza anche della più pallida prospettiva. Troppo spesso, però, il Nord del mondo, l’Europa a cui questi disperati rivolgono il loro grido d’aiuto, sembra non saperlo. Anzi, sembra non volerlo sapere: si gira dall’altra parte, si chiude, respinge. Fa diventare una notizia di routine, da dimenticare subito, anche la morte, la strage di migliaia di persone. Qualche lacrima, qualche parola di circostanza e via, fino al naufragio o alla mattanza nel deserto successivi. E, per giustificare le chiusure e l’indifferenza, si inventano paure assurde. Non a caso una delle parole più ricorrenti è “invasione”, come se alle porte ci fosse un esercito ostile in armi e non un’umanità bisognosa di tutto.</p>
<p>Già, “invasione”. Una delle prove chiamate a sostegno di questo termine foriero di paure è stato il milione circa di richiedenti asilo arrivati in Europa nel 2015. Un milione: è stato ripetuto chissà quante volte, ossessivamente. E detto così, in assoluto, è una cifra che in effetti colpisce. Ma se si riflette un po’, un milione e 50 mila, questa è il numero esatto, equivale ad appena lo 0,2 per cento della popolazione europea: della popolazione, cioè, del continente più ricco e avanzato del mondo. Niente a fronte dell’1,2 milioni di profughi che ospita il piccolo Libano, con appena 5 milioni di abitanti. Serve, allora, una “battaglia di verità”, condotta costantemente, giorno per giorno, perché la gente possa sapere. Sono in tanti a combatterla, ma la strada è lunga e difficile.</p>
<p>Prova a percorrerla anche questo lavoro. Un lavoro nato nel tempo: si basa essenzialmente su esperienze, osservazioni e dati messi insieme per una serie di servizi giornalistici o collaborando con il Comitato Nuovi Desaparecidos e l’agenzia Habeshia di don Mussie Zerai, il sacerdote eritreo “angelo dei profughi”, candidato nel 2015 al Nobel per la pace. Non ha alcuna pretesa scientifica. Vuole essere, piuttosto, una sorta di cronaca ragionata, costruita giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno. E, insieme, un promemoria.</p>
<p>L’obiettivo è quello di fornire informazioni per aiutare a rendersi conto di quanto sta accadendo e perché: chi sono i protagonisti e le vittime, da dove vengono, che cosa chiedono. Dati, storie, situazioni, personaggi, problemi, analisi, proposte, per cercare di contrastare quell’indifferenza che induce, appunto, a voltarsi dall’altra parte anziché a guardare negli occhi quella ragazzina eritrea di Gorizia e mille, milioni di altri come lei. Ecco, la fatica sarà stata ben spesa se quanto è contenuto in questo libro riuscirà almeno un po’ a diradare l’attuale, fitta nube di indifferenza. Nella convinzione che, in situazioni come questa che stiamo vivendo, densa di morte e di sofferenze inumane, anche soltanto restare indifferenti è una colpa grave. O, peggio ancora, un crimine contro l’umanità. (Da tempimoderni.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo il link al sito di Tempi Moderni per avere maggiori informazioni:</p>
<p><a href="http://www.tempi-moderni.net/2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-book-di-emilio-drudi-fuga-per-la-vita/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.tempi-moderni.net/2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-book-di-emilio-drudi-fuga-per-la-vita/&amp;source=gmail&amp;ust=1506754313348000&amp;usg=AFQjCNHoMKvubxf6eEgVLcJowURVdA44vQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://www.tempi-moderni.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>2017/09/21/on-line-il-nuovo-e-<wbr />book-di-emilio-drudi-fuga-per-<wbr />la-vita/</a></p>
<p>Qui invece il link ad uno dei siti dal quale acquistare il volume:</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Fuga-vita-tragedia-profughi-annunciata-ebook/dp/B075RRS4GN/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;qid=1505994462&amp;sr=8-1&amp;keywords=emilio+drudi&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.amazon.it/Fuga-vita-tragedia-profughi-annunciata-ebook/dp/B075RRS4GN/ref%3Dsr_1_1?ie%3DUTF8%26qid%3D1505994462%26sr%3D8-1%26keywords%3Demilio%2Bdrudi&amp;source=gmail&amp;ust=1506754313348000&amp;usg=AFQjCNE100FBJjR53SbFnne7xz8MF4P_dw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://www.amazon.it/Fuga-?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>vita-tragedia-profughi-<wbr />annunciata-ebook/dp/<wbr />B075RRS4GN/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;<wbr />qid=1505994462&amp;sr=8-1&amp;<wbr />keywords=emilio+drudi</a></p>
<p>Ne consigliamo l’acquisto (solo 4.99 euro) ma soprattutto la lettura, approfondimento e l&#8217;organizzazione di iniziative volte a presentarlo pubblicamente ed analisi dei contenuti. Un libro utile e interessante da leggere.</p>
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		<title>Buonanno condannato: sanzione economica per attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2016 07:48:35 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Come Naga esprimiamo soddisfazione per la vittoria del ricorso e ‘ringraziamo’ Buonanno per il sostegno economico alle nostre attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti!! Sembra incredibile, eppure c&#8217;è voluto un giudice&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>&#8220;Come Naga esprimiamo soddisfazione per la vittoria del ricorso e ‘ringraziamo’ Buonanno per il sostegno economico alle nostre attività a favore di cittadini stranieri, rom e sinti!! Sembra incredibile, eppure c&#8217;è voluto un giudice per affermare che i rom non sono la feccia della società. Siamo soddisfatti, ma la misura è colma&#8221;,</em></strong> dichiara Pietro Massarotto presidente del Naga. <u></u><u></u></p>
<div>
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Di seguito il comunicato congiunto con ASGI:     <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5540" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-5540 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="popolo-rom" width="435" height="326" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/popolo-rom-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 435px) 100vw, 435px" /></a><u></u><u></u></p>
<p><i>Buonanno condannato dal Tribunale di Milano per molestie: accoglimento totale del ricorso presentato da ASGI e NAGA. Il giudice: non esercitava le sue funzioni di europarlamentare. “Unica finalità la denigrazione e l’offesa”.</i></p>
<p>Accolto il ricorso presentato da ASGI e NAGA a seguito delle dichiarazioni rilasciate <a href="https://www.youtube.com/watch?v=VKflxaLbMO4&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0" target="_blank">durante la trasmissione “Piazza Pulita”</a> lo scorso 2 marzo 2015 dall’europarlamentare della Lega Nord Gianluca Buonanno.</p>
<p>Il giudice ha riconosciuto che associare il termine “feccia” all’etnia Rom “<i>non solo è grandemente offensivo e lesivo della dignità dei destinatari, ma assume altresì un’indubbia valenza discriminatoria”.</i></p>
<p>Oltre al pagamento delle spese legali, Buonanno è stato condannato alla pubblicazione dell’ordinanza “<i>in caratteri doppi del normale ed in formato idoneo a garantirne adeguata pubblicità”</i>, sul quotidiano “Il Corriere della Sera” entro 30 giorni dalla notifica della stessa.</p>
<p>Inoltre il Tribunale, ritenendo l’ordine di pubblicazione del provvedimento<i> “sanzione non sufficiente e adeguatamente dissuasiva,” </i>ha condannato l’europarlamentare ad un risarcimento di 6 mila euro a favore di ciascuna delle due associazioni ricorrenti, difese dagli avvocati Alberto Guariso, Mara Marzolla e Livio Neri.</p>
<p><b>Non è stato riconosciuto il diritto all’immunità di cui godono i Parlamentari europei</b> che opera nell’esercizio delle funzioni parlamentari : il giudice ha ritenuto che, nel caso in specie, le parole utilizzate non fossero “<i>espressione di opinioni politiche, seppur manifestate con toni aspri e duramente critici</i>”, ma, al contrario, avessero “<i>come unica finalità la denigrazione e l’offesa”</i>.</p>
<p><b>Riconosciuto, invece, il diritto al risarcimento del danno</b> <b>a favore delle due associazioni</b> a causa <i>“dell’elevato contenuto discriminatorio delle affermazioni pronunciate da Buonanno, della loro portata diffamatoria e denigratoria, della reiterazione per ben quattro volte della frase offensiva, della assoluta convinzione con la quale sono state pronunciate tanto da non indurre alle scuse malgrado la espressa possibilità offerta dal conduttore, del fatto che le offese sono state pronunciate nel corso di una trasmissione televisiva in onda su di una importante emittente televisiva, con un buon indice di ascolto (4-5% di share </i>) <i>in prima serata e quindi con ampia diffusione mediatica ed infine del ruolo politico e pubblico del Buonanno e della sua notorietà”</i> .</p>
<p>“<i>Siamo soddisfatti</i>” affermano le due associazioni “<i>L’espressione utilizzata era palesemente lesiva della dignità degli appartenenti all’etnia rom e costituiva discriminazione, perché atta a creare un clima ostile, intimidatorio e di disaggregazione . Rimaniamo molto preoccupati per la continua diffusione di discorsi d’odio, ma la nostra azione dimostra che possiamo e dobbiamo continuare a lottare contro queste violazioni.”</i></p>
<p><a href="http://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-milano-ordinanza-del-19-aprile-2016/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">L’ordinanza</a><u></u><u></u></p>
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