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	<title>Qatar Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<title>Qatar Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Notizie dal sud-Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Wed, 08 Feb 2023 13:50:20 +0000</pubDate>
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<p>(da Anbamed.it)</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="755" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16844" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-300x221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/02/Biani-su-Qatargate-1024x755-1-768x566.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><strong><em><u>I titoli:</u></em></strong></p>



<p><strong><u>Turchia e Siria/Terremoto:</u></strong>&nbsp;Oltre 4700 morti e decine di migliaia di feriti. Continuano in difficoltà le ricerche tra le macerie. Appelli dei due governi al soccorso internazionale. Nel nord della Siria le difficoltà sono amplificate dal conflitto. Centinaia di ponti aerei da tutto il mondo.</p>



<p><strong><u>Palestina Occupata:</u></strong>&nbsp;Assassinati 5 giovani palestinesi a Gerico ed uno a Nablus. L’esercito israeliano occulta i corpi.</p>



<p><strong><u>Egitto:</u></strong>&nbsp;Gli abitanti dell’isola di Al-Warraq protestano contro le confische. Scontri con la polizia e arresti.</p>



<p><strong><u>Arabia Saudita:</u></strong>&nbsp;In corso nell’est del regno manovre militari con altre dieci nazioni alleate.</p>



<p><strong><u>Migranti:</u></strong>&nbsp;Uno dei migranti salvati dalla SeaEye4 è deceduto per gravi condizioni di salute e il ritardo dei soccorsi.</p>



<p><strong><em><u>Le notizie</u></em></strong></p>



<p><strong>Turchia e Siria/Terremoto</strong></p>



<p>Un terremoto devastante ha colpito la zona al confine tra Turchia e Siria, con effetti anche nel Kurdistan iracheno.&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Provincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia/@37.3569102,38.0337622,8z/data=!4m13!1m7!3m6!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!2sProvincia+di+%C5%9Eanl%C4%B1urfa,+Turchia!3b1!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677!3m4!1s0x153471b9d5666da1:0xe1f10108cd2deba4!8m2!3d37.3569102!4d39.1543677?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">La zona più colpita</a>&nbsp;è in Turchia nella provincia di Sanliurfa, ad est di Ganziantep. Il numero delle vittime è stato finora di 4700, ma il numero viene aggiornato di un’ora in ora, con il continuo lavoro dei soccorritori sotto le macerie. Interi quartieri sono stati rasi al suolo. Le immagini trasmesse dalle tv e postate sui social sono terribili, interi palazzi sono crollati seppellendo gli abitanti. Strade deformate e inservibili, ponti crollati rallentano l’arrivo dei mezzi di soccorso. Il terminale petrolifero di Ganziantep è stato bloccato e l’oleodotto che collega il Kurdistan iracheno è stato chiuso. Gravi danni anche al patrimonio archeologico e storico.</p>



<p>I governi di Ankara e Damasco hanno dichiarato lo stato di calamità e lanciato appelli alla comunità internazionali di fornire soccorsi. Le autorità e le organizzazioni curde hanno lanciato un appello per la fornitura di aiuti soprattutto sanitari (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/appello-urgente-di-aiuto-per-le-vittime-del-terremoto-nel-kurdistan-settentrionale-e-occidentale-in-turchia-e-in-siria/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">QUI</a>). &nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p><strong>Palestina Occupata</strong></p>



<p>All’alba di ieri, 5 giovani palestinesi sono stati assassinati in un’irruzione dell’esercito di occupazione in un campo profughi di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jericho/@31.8594675,35.4294878,13z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x151ccc61e6ff8567:0x811428a4685668bb!8m2!3d31.8611058!4d35.4617583?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Gerico</a>. Erano stati asserragliati in una casetta di legno, ai margini del campo e sono stati trucidati da una cascata di colpi di mitragliatrici dalle truppe speciali. Altri due giovani sono rimasti gravemente feriti. Tutto il gruppo, i 5 uccisi e i due feriti, sono stati sequestrati dai militari, nel consueto macabro rito di occultamento di cadaveri.</p>



<p>In un rastrellamento dell’esercito israeliano a Nablus è stato ucciso un altro giovane, portando le vittime palestinesi in 24 ore a sei. Una pratica quotidiana di esecuzioni di piazza che non trova freni e condanne da parte delle cancellerie internazionali.</p>



<p><strong>Egitto</strong></p>



<p>Gli abitanti dell’Isola di&nbsp;<a href="https://www.google.it/maps/place/Jaz%C4%ABrat+Warr%C4%81q+al+%E1%B8%A8a%E1%B8%91ar/@30.1186095,31.2083236,14z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x145840282e7cb755:0xf36c53d40430e89b!8m2!3d30.1186111!4d31.2258333?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Al-Warraq</a>, al centro del Nilo, a nord del Cairo, sono scesi in manifestazione di protesta contro l’arresto di 3 abitanti. Il terreno dell’isola fa gola alla speculazione edilizia e il governo, nel 2017, ha avviato un piano di confisca dei terreni di proprietà privata, per la realizzazione di grandi palazzi e attirare investimenti stranieri, soprattutto dai paesi arabi del Golfo. La popolazione si oppone e protesta, ma il governo non ascolta e riga dritto mandando la polizia e arrestando i capi del movimento. Gli abitanti in modo collettivo si oppongono alla loro cacciata dalle loro proprietà e respingono gli ingegneri mandati a prendere le misure dei terreni e delle case, per la valutazione degli indennizzi. 35 capi famiglia sono stati finora arrestati e mandati a processo per queste proteste.</p>



<p><strong>Arabia Saudita</strong></p>



<p>Sono iniziate le manovre militari “Frecce della Vittoria 2023”, con la partecipazione di eserciti di altre 10 nazioni: USA, GB, Grecia, Pakistan, Qatar, Giordania e Bahrein. Kuwait, Emirati e Oman sono membri osservatori. Le operazioni si svolgono nella zona orientale del regno e simulano la risposta ad un attacco aereo. Nel comunicato stampa non vengono fornite informazioni sul numero dei militari coinvolti e sulla data di conclusione delle operazioni.&nbsp;</p>



<p><strong>Migranti</strong></p>



<p>Ieri l’altro, domenica, durante il lungo viaggio verso Napoli, la nave&nbsp;<a href="https://twitter.com/hashtag/SeaEye4?src=hashtag_click&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">#SeaEye4</a>&nbsp;ha richiesto l&#8217;evacuazione medica di due persone in gravi condizioni di salute. Una di queste è poi deceduta in ospedale, dopo aver atteso per ore il trasferimento. Il bullismo di Stato non ha umanità!</p>



<p><strong>Notizie dal mondo</strong></p>



<p>Sono passati undici mesi e 13 giorni di guerra russa in Ucraina. &nbsp;</p>



<p><strong>Annunci</strong></p>



<p>11 febbraio, a Roma, manifestazione nazionale per la liberazione di Ocalan.</p>



<p>11 febbraio una grande manifestazione mondiale:&nbsp;<strong><em>“Global Carneval for Assange”</em></strong>. Eventi diffusi in tutto il mondo. Anbamed aderisce con questa modalità: (<a href="https://www.anbamed.it/2023/02/06/11-febbraio-global-carneval-for-assange/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Vedi</a>), vuoi partecipare anche tu?</p>



<p>15 febbraio, a Roma, convegno “Disertare la guerra mondiale a pezzi”.</p>
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		<title>Fine della Coppa del Mondo in Qatar: le violazioni dei diritti umani continuano senza sosta</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Dec 2022 12:29:28 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16784" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/qatar.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Al termine dei Mondiali di calcio in Qatar, l’Associazione per i popoli minacciati (APM) si rivolge alla comunità internazionale perché continui a monitorare la situazione dei diritti umani nell’emirato. Già durante i Mondiali, la pressione sul Qatar ha continuato a diminuire. Se la situazione dei diritti umani, ancora negativa, viene nuovamente dimenticata, il Qatar non farà altro che trascinare con sé il guadagno d’immagine della Coppa del Mondo. Non cambierà nulla nella situazione delle persone colpite.</p>



<p>Da quando la Coppa del Mondo è stata assegnata all’Emirato nel 2010, l’APM aveva messo in guardia sl fatto che il Qatar voleva usare questo grande evento sportivo per distogliere l’attenzione dal finanziamento di gruppi islamisti che commettono le più gravi violazioni dei diritti umani in molti Paesi. Al termine della Coppa del Mondo, è emerso chiaramente che, nonostante lo scambio di critiche, il comportamento dell’Emirato non è cambiato. Soprattutto le persone che occupano posizioni di potere non hanno preso una posizione abbastanza chiara o non hanno tratto conseguenze dalle violazioni dei diritti umani. D’altra parte, i tifosi di calcio in particolare hanno dimostrato con contro-eventi e boicottaggi privati che non vogliono vedere il calcio abusato per interessi politici ed economici. Questo dibattito critico deve continuare. Perché anche la situazione delle minoranze religiose, delle donne, delle persone omosessuali e dei lavoratori ospiti è cambiata poco o per niente.</p>



<p>Per i regimi in cerca di influenza, i grandi eventi sportivi sono ancora attraenti. La Cina, ad esempio, si sta candidando per ospitare la Coppa del Mondo di calcio femminile del 2031. La Cina commette le più gravi violazioni dei diritti umani su vasta scala contro le donne uigure.<br>Vengono sterilizzate con la forza, costrette ad abortire, i loro figli vengono portati via e indottrinati in collegi statali. I farmaci vengono<br>somministrati contro la loro volontà. Può uno Stato del genere organizzare la Coppa del Mondo di calcio femminile?</p>



<p>Regimi come il Qatar e la Cina si sostengono a vicenda nelle loro macchinazioni. Solo di recente il Qatar ha negato il genocidio degli<br>uiguri. L’emirato sostiene la Cina nel bloccare un’indagine sul genocidio e su altre gravi violazioni dei diritti umani presso il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite.</p>
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		<title>L’invasione turca della Siria diventa più probabile: pagamenti miliardari dal Qatar per l’alleato Erdogan</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2022 11:07:02 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="730" height="415" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16767" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 730w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/12/guerra-siria-300x171.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 730px) 100vw, 730px" /></a></figure>



<p></p>



<p>L’Associazione per i Popoli Minacciati (APM) teme un’altra invasione su larga scala della Siria settentrionale da parte della Turchia. Un<br>pagamento di miliardi da parte dell’emirato islamista del Golfo, il Qatar, rende questo scenario più probabile. Negli ultimi giorni, il<br>sovrano turco ha dichiarato in modo inequivocabile ciò che si aspetta da questa invasione: vuole cacciare milioni di persone e rendere la Siria settentrionale libera dai curdi. Ora sembra che il Qatar abbia fornito almeno 10 miliardi di dollari alla Turchia. Con questo denaro, molti mercenari islamisti possono essere mandati in guerra. Sono già presenti in gran numero nella regione e terrorizzano la popolazione per conto della Turchia, Stato della Nato.</p>



<p>Il Paese sta attaccando il nord della Siria con artiglieria e attacchi aerei da settimane. In un’intervista televisiva, il presidente turco ha<br>dichiarato che il nord-est della Siria “non è adatto allo stile di vita dei curdi perché è desertico”. Il sovrano turco sembra voler determinare quale gruppo etnico può o non può vivere e dove. E naturalmente nasconde il fatto che la regione è stata popolata da curdi per secoli. Ora Erdogan sta mobilitando il sostegno dove può ottenerlo. Dalla Nato e anche dalla Russia. E dal Qatar che, a quanto pare, è riuscito a conquistare per le sue ambizioni di grande potenza islamista. Il piccolo Qatar, che ha appena annunciato un ampio contratto di fornitura di gas con la Germania, può ovviamente permettersi questo sostegno. Il Paese che ospita i Mondiali di calcio, sostiene gli islamisti sunniti in tutto il Medio Oriente. Da tempo ci sono buone relazioni con l’islamista sunnita Erdogan, che però adesso è in difficoltà a livello nazionale. Ha paura di perdere le elezioni del prossimo anno. Per lui, l’invasione è anche uno strumento della sua campagna elettorale. Per farlo, può fare pulizia etnica e religiosa nel nord della Siria e scatenare una nuova ondata di rifugiati con cui ricattare l’Europa.</p>



<p>Erdogan è visto come il capo politico dell’Islam radicale sunnita, analogo ai mullah iraniani che guidano i gruppi radicali sciiti. La<br>scelta di campo sunnita del Qatar e della Turchia, tuttavia, ha una posizione di partenza migliore grazie al legame con la Nato. Senza il benestare della Nato, della Russia o dell’Iran, Erdogan non oserà mai lanciare una nuova invasione. Tuttavia, dal momento che anche il governo tedesco esprime “comprensione per gli interessi di sicurezza della Turchia”, presto potrebbe aver raccolto abbastanza sostegno. Non appena ciò avverrà, inizierà l’invasione.</p>
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		<title>Situazione dei diritti umani in Qatar. Condizioni umanitarie catastrofiche nel paese dei Mondiali di calcio 2022</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2022 10:20:42 +0000</pubDate>
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<p></p>



<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) avverte i responsabili politici dell&#8217;Unione europea di non lasciarsi strumentalizzare dai<br>governanti del Qatar. Sarebbe un segnale fatale se le molte violazioni dei diritti umani e le migliaia di lavoratori ospiti morti nei cantieri<br>in Qatar non venissero discusse e riportate in relazione alla Coppa del Mondo 2022. Quando i politici parlano acriticamente delle loro<br>meravigliose esperienze in Qatar nei social media, creano un&#8217;impressione completamente falsa della dura realtà del paese. Tali dichiarazioni sono una pubblicità spudorata per uno stato che tratta migliaia di lavoratori stranieri come schiavi del lavoro.</p>



<p>Inoltre il Qatar sostiene da anni gruppi islamici radicali in tutto il mondo, contrariamente alle smentite di chi è al potere. Forse il governo<br>del Qatar non ha sostenuto direttamente il cosiddetto &#8216;Stato Islamico&#8217;, ma lo ha fatto attraverso altri gruppi islamisti radicali in Siria,<br>Iraq, Libia, Afghanistan e altrove. Il Qatar come anche la Turchia sostengono apertamente il Fronte Nusra, la propaggine di Al-Qaeda in<br>Siria. I gruppi islamici pro-Qatariani incitano apertamente contro gli ebrei e Israele. Queste milizie radicali perseguitano Yezidi, cristiani,<br>drusi, curdi, armeni, assiri / aramaici / caldei, aleviti, copti, mandei e altre minoranze in Medio Oriente. Gli islamisti sono spesso finanziati dal Qatar. Nel caso della Siria, questi aiuti passano attraverso la<br>Turchia. Il membro della NATO serve come paese di transito sia per gli aiuti finanziari che per le armi e i combattenti islamici.</p>



<p>Secondo Brett H. McGurk, ex rappresentante speciale degli Stati Uniti per l&#8217;Alleanza internazionale contro lo Stato islamico (IS), i<br>diplomatici statunitensi hanno trascorso la maggior parte del loro tempo in Turchia, perché la maggior parte del materiale per la macchina da guerra dell&#8217;IS entrava in Siria da lì. McGurk e il segretario alla difesa americano James Mattis si sono dimessi nel dicembre 2018 anche per protestare contro i rapporti degli Stati Uniti con le milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.</p>



<p>Anche le minoranze religiose nello stesso Qatar sono perseguitate, poiché non c&#8217;è una vera libertà di credo. I credenti cristiani<br>&#8220;stranieri&#8221;, per lo più lavoratori ospiti, sono autorizzati a incontrarsi &#8211; ma solo in certi luoghi fuori dalla capitale Doha. La<br>costruzione di chiese è strettamente sorvegliata. Come in molti paesi a maggioranza musulmana, sono soprattutto i cristiani convertiti ad essere perseguitati, che siano di lunga data o immigrati. Queste persone sono anche discriminate dalla loro stessa famiglia o dai loro vicini.</p>
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		<title>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Nov 2020 09:08:14 +0000</pubDate>
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<p>Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo</p>



<p>27 novembre 2020</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="512" height="297" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14843" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 512w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/11/unnamed-4-300x174.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 512px) 100vw, 512px" /></figure>



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<p>I titoli</p>



<p><strong>Tunisia:</strong>&nbsp;scioperi e manifestazioni contro le difficili condizioni di vita</p>



<p><strong>Turchia:</strong>&nbsp;337 ergastoli ai militari golpisti</p>



<p><strong>Sahara Occidentale:</strong>&nbsp;23 sahariani condannati per gli scontri del campo profughi Gdem Izik del 2010</p>



<p><strong>Etiopia:</strong>&nbsp;è guerra oscurata. L&#8217;esercito ha l&#8217;ordine di attaccare il capoluogo del Tigrai e il Fronte annuncia resistenza ad oltranza</p>



<p><strong>Qatar:</strong>&nbsp;l&#8217;emiro Tamim finanza le casse vuote di Ankara in cambio di protezione militare</p>



<p>Le notizie</p>



<p>Tunisia:</p>



<p>Un&#8217;ondata di scioperi e manifestazioni sta percorrendo il paese. Situazione economica precaria aggravata dall&#8217;emergenza sanitaria, corruzione e divario forte tra lo sviluppo in città e zone interne sono al centro di diverse mobilitazioni che mettono il governo guidato dal premier Msheishi in pericolo. Giornalisti e magistrati hanno incrociato le braccia, mentre le popolazioni di diverse località del sud e del centro ovest hanno avviato sit-in e proteste permanenti per chiedere un&#8217;attenzione maggiore all&#8217;occupazione lavorativa dei giovani.&nbsp;</p>



<p>Turchia:</p>



<p>337 militari condannati all&#8217;ergastolo per il colpo di stato fallito del 2016. Sono in corso altri processi per 520 accusati, militari e civili, mentre altre 4500 persone sono state già condannate prevalentemente con la pena del carcere a vita. L&#8217;epurazione che ha seguito al fallito golpe militare contro Erdogan ha toccato 140 mila dipendenti pubblici accusati di appartenere al movimento del predicatore Golen, ex alleato dello stesso Erdogan.</p>



<p>Sahara Occidentale:</p>



<p>un tribunale marocchino ha condannato 23 saharawi con pene diverse, che vanno da 2 anni di reclusione fino all&#8217;ergastolo, per gli scontri del 2010 noti nei media marocchini come gli avvenimenti di Gdem Izik, la località dove sorgeva un campo profughi saharawi che le autorità marocchine avevano deciso di smantellare. Negli incidenti che sono seguiti sono rimasti uccisi 11 poliziotti marocchini, ma la cronaca della stampa marocchina non ci informa del numero delle vittime tra i manifestanti saharawi. All&#8217;inizio il processo è stato tenuto davanti ad un tribunale militare, ma di fronte alle proteste internazionali, è stato trasferito ad uno civile. La sentenza definitiva avviene nel momento di rinnovata tensione tra il Fronte Polisario e il governo di Rabat sul futuro dell&#8217;ex colonia spagnola.</p>



<p>Etiopia:</p>



<p>il governo di Ahmed Abyi ha dato ordine all&#8217;esercito di iniziare le operazioni militari contro il capoluogo di Tigray, Macallè, una città di mezzo milione di abitanti. Nel comunicato governativo si invita la popolazione a stare a casa e di allontanarsi dagli obiettivi militari. Il Fronte di Liberazione ha promesso di resistere all&#8217;avanzata dell&#8217;esercito con tutte le sue forze. Non ci sono notizie da fonti indipendenti. Le uniche informazioni certe provengono dalle testimonianze dei profughi che sono arrivati in Sudan e che parlano di atrocità della guerra.</p>



<p>Qatar:</p>



<p>l&#8217;emiro Tamim è in visita di Stato ad Ankara dove si è incontrato con il presidente Erdogan. L&#8217;asse Doha-Ankara si rafforza con accordi in materia di commercio, finanza e sicurezza. Investimenti finanziari qatarioti in Turchia nei settori trasporto marittimo, commercio e borsa, per sorreggere la traballante economia turca, e rafforzamento della presenza militare Ankara nelle due basi militari in Qatar. Un&#8217;alleanza strategica per far fronte all&#8217;assedio dei paesi del Golfo, guidati dall&#8217;Arabia Saudita, contro l&#8217;emirato e per rafforzare l&#8217;espansione turca che sogna di rivitalizzare il dominio ottomano.</p>
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