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	<title>quadro Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>La bellezza salverà il mondo</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Dec 2021 08:18:51 +0000</pubDate>
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<p>di Martina Foglia</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="311" height="162" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15929" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/p1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 311w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/p1-300x156.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /></figure></div>



<p><br>Qualche tempo fa, una domenica fredda d’inverno, volevo uscire ma non avevo nessuna idea di  cosa fare e soprattutto dove andare, poi, parlando con una mia amica, decidiamo di andare a<br>visitare la Pinacoteca di Brera.<br>Io non sono particolarmente appassionata di mostre o gallerie d’arte, ma volevo fare qualcosa di diverso dal solito e stare al caldo.<br>Mi è capitato di andare a visitare esposizioni di pittori o di fotografi non riuscendo però a godere della bellezza<br>delle opere esposte perché la gente era molta e non c’era modo di soffermarsi a riflettere sul messaggio che il quadro voleva trasmettere.<br>Quella domenica invece, mi ritrovai in un ambiente grandissimo, tranquillo e soprattutto non affollato, un ambiente dove è possibile sedersi su comode poltrone e ammirare le opere esposte con tutta calma.<br>La tranquillità e il silenzio che si respiravano mi hanno permesso di poter, per la prima volta, capire<br>la “bellezza” che queste opere d’arte regalano.<br>Ho provato emozioni e sensazioni che mi hanno fatto riflettere su quanto, a volte, l’Uomo possa essere geniale nel produrre opere ricche di significati profondi pur non trascurando la tecnica e i dettagli. L’utilizzo di determinati colori e il loro accostamento ha suscitato in me la voglia di immergermi totalmente nel quadro e nel concetto che esso voleva esprimere: mi sono sentita soggetto dell’opera, quindi, e in quel momento, anch’io facevo parte del contesto in cui era stata dipinta. Da un’immagine fissa, costruivo una storia partendo dai personaggi che vedevo rappresentati arricchita dalle mie sensazioni: dall’allegria all’amarezza, all’inquietudine.<br>La bellezza è soggettiva, ma certamente qualcosa di bello è qualcosa che ha la capacità di trasmettere emozione, di affascinare.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="600" height="450" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pinacoteca-di-brera-francisco-hayez-il-bacio-e1539853632352.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15930" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pinacoteca-di-brera-francisco-hayez-il-bacio-e1539853632352.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/12/pinacoteca-di-brera-francisco-hayez-il-bacio-e1539853632352-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></figure>



<p><br>In quest’epoca, dominata da conflitti economici, sociali e culturali, quando si riesce a intravedere qualcosa di bello, è come se questo momento “riabiliti” l’essere umano , dia la possibilità di pensare positivamente così da ritrovare un preciso posto nel mondo.<br>La bellezza è uno strumento per poter trasmettere positività nella vita quotidiana e di conseguenza anche nell’animo dell’individuo, che riesce a conservare così quella parte ottimista che oggi tende a dimenticare.<br>Proprio perché alla bellezza si può attribuire una funzione terapeutica, dovrebbe essere accessibile a tutti;  musei, le gallerie, ecc. dovrebbero prevedere giornate gratuite per tutti.<br>Certo, non è sufficiente la bellezza dell’arte per dimenticare tutti i problemi e le difficoltà della vita, ma è un passo verso la positività: non solo l’arte , ma anche l’architettura, le piazze, gli spazi condivisi; una città pulita, colorata, fiorita trasmette positività , voglia di viverla, trasmette senso di appartenenza …. perché la bellezza non appaga solo l’occhio ma anche l’anima.<br>Come diceva Peppino Impastato:<br><em>“Se si insegnasse la bellezza alla gente, la si fornirebbe di un’arma contro la rassegnazione, la<br>paura e l’omertà. All’esistenza di orrendi palazzi sorti all’improvviso, con tutto il loro squallore, da<br>operazioni speculative, ci si abitua con pronta facilità, si mettono le tendine alle finestre, le piante<br>sul davanzale, e presto ci si dimentica di come erano quei luoghi prima, ed ogni cosa, per il solo<br>fatto che è così, pare dover essere così da sempre e per sempre. È per questo che bisognerebbe<br>educare la gente alla bellezza: perché in uomini e donne non si insinui più l’abitudine e la<br>rassegnazione ma rimangano sempre vivi la curiosità e lo stupore.”</em></p>
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		<title>Il IV Stato: il manifesto del proletariato oggi ha nuovi colori</title>
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		<pubDate>Mon, 01 May 2017 11:42:25 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8612" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="900" height="300" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 900w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu-300x100.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/05/900x300-Liu-768x256.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 900px) 100vw, 900px" /></a></p>
<p>Liu Xiaodong, classe 1963, è un artista calato nel suo tempo. Osserva la realtà, la commenta con la propria Arte, la analizza utilizzando la tecnica della comunicazione contemporanea: l&#8217;iconografia, quindi le immagini proposte dalla pittura, dai video, dalle fotografie.</p>
<p>Cosa è cambiato dagli inizi del &#8216;900 – quando viene esposto per la prima volta il capolavoro sul proletariato di Pellizza da Volpedo – ai giorni nostri?</p>
<p>A partire da questa riflessione Xiaodong racconta l&#8217;epopea di oggi: quella dei migranti, di coloro che sono stati costretti a lasciare i propri Paesi d&#8217;origine a causa di conflitti e carestie e che sono riusciti, troppo pochi purtroppo, a ricostruirsi faticosamente una vita in Italia, in Europa, nonostante le politiche discordanti e poco funzionali in tema di accoglienza per adulti e minori stranieri.</p>
<p>Ecco allora che l&#8217;artista cinese ha raccolto le storie e le testimonianze di alcuni di loro che vivono nel “ Bel Paese”, come ben documentato nell&#8217;articolo di <span style="color: #074d71;">STEFANO BUCCI</span> su «la Lettura» #279 : voci e volti di donne, di uomini, di bambini: Mariama dal Senegal, Abubacar dalla Guinea, Marie dalla Costa d&#8217;Avorio, Mamadama e la figlia Aminata. C&#8217;è chi potrebbe lavorare in una importante catena di abbigliamento di Milano, chi lavora come magazziniere e chi come mulettista, chi è ancora alla ricerca di un&#8217;occupazione, anche le donne che, intanto, si prendono cura di mariti e figli. Questi racconti di esistenze complicate provengono dai migranti, rifugiati e profughi accolti dal Centro di Via Sammartini, presso la stazione Centrale del capoluogo lombardo, inserito nella rete dello Sprar, il Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati.</p>
<p>Pittore e docente all&#8217;Accademia di Belle Arti di Pechino, Liu Xiadong ha vissuto in prima persona il realismo socialista cinese, ma col tempo, la sua è diventata una riflessione sempre più critica nei confronti delle ideologie e delle politiche che riguardano la parte più debole della società, quella costituita dai poveri. Ecco, quindi, che il suo ultimo lavoro, parla proprio di quei migranti, di quelle esistenze, di quelle persone che ha conosciuto a Milano e in Toscana e che sono diventate le protagoniste del nuovo IV Stato, una sua personale rivisitazione del quadro di Pellizza, un&#8217;opera che si fa universale nel raccontare i cambiamenti, le paure, le difficoltà di un tessuto territoriale, mentale, culturale (oltre che, appunto, politico e sociale) che riguardano tutte e tutti. La mostra di Xaodong si intitola “Migranti – Migrations” ed è inserita in un progetto più ampio, “ Terra inquieta”, curato da Massimiliano Gioni, allestito presso la Triennale di Milano dal 28 aprile al 20 agosto.</p>
<p>75 artisti internazionali – Albania, Marocco, Turchia, Egitto, Libano, Bangladeh&#8230;- affrontano, con profondità, i temi della condizione kafkiana dei richiedenti asilo, dei viaggi della speranza che troppo spesso si trasformano in morte, di attaccamento alla vita nonostante tutto.</p>
<p>Il IV Stato originale è “il più grande manifesto del proletariato italiano tra Otto e Novecento”: cosa è cambiato da allora, dicevamo: oggi i protagonisti della Storia sono africani, siriani, ucraini, cinesi. Sono poveri, sono vittime di razzismo e diffidenze, sono quelli che accettano di svolgere mansioni lavorative che spesso gli italiani non vogliono più compiere, sono coloro che curano i nostri anziani perchè noi non abbiamo più tempo o più pazienza. Non sono “ospiti in casa nostra”, come qualcuno vorrebbe far credere, sono parte della comunità umana che dovrebbe avere porte, menti e cuori aperti.</p>
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<p>&nbsp;</p>
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