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	<title>questura Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>L’Italia non è un paese per i difensori dei diritti umani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 09 Aug 2024 14:13:35 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://i0.wp.com/www.normativa.largemovements.it/wp-content/uploads/2024/08/LITALIA-NON-E-UN-PAESE.jpg?fit=800%2C800&amp;ssl=1&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-1749"/></figure>



<p><em>Il rapporto sullo stato di diritto della Commissione UE evidenzia il restringimento dello spazio civico: continuano gli abusi e le violenze contro attiviste e attivisti.</em></p>



<p><strong>Il 9 luglio, a seguito di una mobilitazione di Extinction Rebellion Bologna</strong>, un’ attivista è stata costretta a togliersi le scarpe, i vestiti e la biancheria intima per poi piegarsi sotto gli occhi dell’agente che la stava perquisendo in questura. Un nuovo episodio di violenza che ricorda i fatti del G8 di Genova, le cui&nbsp;<a href="https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2021/07/10/g8-di-genova-20-anni-dopo-le-violenze-furono-torture_a8508e6a-33d6-4227-8a25-b20d2d35fe97.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">violenze sono state qualificate dalla Cassazione e dalla Corte europea dei diritti dell’uomo come tortura</a>.</p>



<p><strong>L’ennesimo episodio dopo i fatti di Pisa del 23 febbraio 2024</strong>&nbsp;dove la polizia, munita di manganello, ha pestato gli studenti che si sono mobilitati per la Palestina. E ancora,&nbsp;<strong>dopo gli eventi di Roma del 22 dicembre 2023</strong>&nbsp;in cui si sono verificati gravi cariche scontri contro gli studenti che manifestavano a causa del silenzio delle istituzioni sulle problematiche degli studenti.&nbsp;<strong>Trattamenti degradanti, abusi e violenze</strong>&nbsp;<strong>volti a reprimere difensori dei diritti umani</strong>&nbsp;che si mobilitano affinché i governi ascoltino le istanze della società civile e agiscano contro guerre, crisi umanitarie, problemi sociali e la crisi eco-climatica.&nbsp;</p>



<p>Lo scorso 24 luglio anche la<strong>&nbsp;Commissione europea</strong>, attraverso la pubblicazione del&nbsp;<a href="https://commission.europa.eu/publications/2024-rule-law-report-communication-and-country-chapters_en?utm_source=rss&utm_medium=rss">rapporto annuale sullo stato di diritto</a>,&nbsp;<strong>ha evidenziato le criticità che riguardano lo spazio civico in Italia</strong>, ponendo l’accento sui casi di&nbsp; aggressività verbale nei confronti di organizzazioni impegnate in attività umanitarie e dei casi di violenza segnalati e perpetrati contro chi partecipa a manifestazioni per esprimere il proprio dissenso verso le linee politiche del governo. Come si legge nel rapporto, queste violenze sono spesso perpetrate da polizia nonché da alcuni media ed esponenti politici.&nbsp;</p>



<p>In altre parole,<strong>&nbsp;l’Italia non è un Paese per i difensori dei diritti umani</strong>: non è un sistema democratico in grado di accogliere le istanze del dissenso e di includerle all’interno di un dibattito politico costruttivo e propositivo.&nbsp;</p>



<h2><strong>Difensori dei diritti umani e non vandali, terroristi o criminali</strong>.&nbsp;</h2>



<p>Si tratta di persone che, individualmente o con altri, agiscono per promuovere e/o proteggere i diritti umani in modo pacifico e non violento sui diversi problemi relativi ai diritti sociali e civili fondamentali come il diritto alla vita, a un alloggio adeguato, alla libertà di movimento, alla non discriminazione e ad un ambiente pulito, sano e sostenibile libero dai rischi dei cambiamenti climatici.</p>



<p>Si tratta di persone che continuano a lottare nonostante nel Paese&nbsp;<strong>non si registrano progressi nell’adozione di norme sulla disciplina dell’attività delle lobby&nbsp;</strong>e la rappresentanza dei loro interessi nell’elaborazione delle politiche pubbliche e dove&nbsp;<strong>non vengono previsti adeguati meccanismi di coinvolgimento della popolazione</strong>.&nbsp;</p>



<p>In un Paese dove&nbsp;<strong>suscita molteplici preoccupazioni il deterioramento delle condizioni di lavoro dei giornalisti</strong>&nbsp;– soggetti spesso a diverse forme di intimidazione – e della crisi generale che sta investendo il settore dei media in Italia, la quale di fatto rende&nbsp;<strong>difficile creare un’opinione pubblica informata in modo libero ed indipendente</strong>.&nbsp;</p>



<p>In un Paese dove<strong>&nbsp;manca un’istituzione nazionale che garantisca una tutela completa, efficace ed indipendente dei diritti umani</strong>.&nbsp;</p>



<p>In questo tipo di Paese è sempre più che mai necessario tutelare le diverse espressioni della società civile.&nbsp;</p>



<p><strong>Le realtà firmatarie di questo documento&nbsp;</strong>si uniscono per chiedere di contrastare le narrazioni che dipingono i difensori dei diritti umani ed i loro movimenti come criminali e promuovere la tutela delle loro libertà di espressione, riunione pacifica ed associazione astenendosi da qualsiasi forma di stigmatizzazione, delegittimazione, denigrazione o criminalizzazione verso gli stessi.&nbsp;&nbsp;</p>



<p>L’uso ricorrente di pratiche di disobbedienza civile non deve costituire il pretesto per limitare lo spazio civico e l’esercizio delle libertà fondamentali.</p>



<h2><strong><em>Cosa si intende per “difensori dei diritti umani”?</em></strong></h2>



<p><a href="https://www.ohchr.org/en/special-procedures/sr-human-rights-defenders/about-human-rights-defenders?utm_source=rss&utm_medium=rss">Difensore dei diritti umani (in inglese “<em>Human Rights Defender</em>”)&nbsp;</a>è un termine, riconosciuto nella risoluzione dell’Assemblea Generale delle Nazioni unite&nbsp;<a href="https://documents.un.org/doc/undoc/gen/n99/770/89/pdf/n9977089.pdf?token=a60z6amazJPpUDeIF9&amp;fe=true&utm_source=rss&utm_medium=rss">A/RES/53/144</a>, che descrive le persone che agiscono in difesa dei diritti umani in modo pacifico. I difensori dei diritti umani, attraverso differenti tipologie di azioni (ad esempio indagando, raccogliendo informazioni o attraverso attività di denuncia), operano per la promozione, la tutela e la realizzazione dei diritti civili e politici, dei diritti economici, sociali e culturali, nonché dei diritti riconosciuti dalle convenzioni internazionali. Per questo&nbsp; motivo si tratta di persone che manifestano bisogni sociali che lo stato non dovrebbe reprimere istituzionalmente.&nbsp;</p>



<p><em>Per informazioni e adesioni al documento si prega di contattare la mail&nbsp;<strong>vicepresidente[@]largemovements.it</strong></em></p>
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		<title>La negazione del diritto di asilo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Jul 2022 10:00:13 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16500" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/07/rif.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>Da un recente report del NAGA: il diritto d’asilo è un <strong>diritto fondamentale che viene violato quotidianamente dal Ministero dell’Interno</strong> impedendo alle persone di potere entrare presso gli uffici preposti alla presentazione della domanda di protezione internazionale. <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbjJN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener"><strong>Con Fanpage </strong></a>siamo stati davanti alla Questura i Milano per denunciare ciò che succede.</p>



<p>“Purtroppo la situazione che riscontriamo ogni giorno davanti alla Questura di Milano non è un caso isolato ma, piuttosto, un esempio di quello che, con alcune differenze nelle modalità, accade davanti alle Questure della maggior parte delle città italiane, soprattutto di quelle più grandi.” Commenta Anna Radice, presidente del Naga. “Ciò che succede è il risultato della&nbsp;<strong>scelta, fatta a livello nazionale, di</strong>&nbsp;<strong>non mettere a disposizione le risorse necessarie limitando, di fatto, il diritto d’asilo</strong>” prosegue la Presidente.</p>



<p> “Come Naga continueremo a monitorare la situazione, a metterci a disposizione di tutte le persone che ne hanno bisogno attraverso il nostro <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbkIj?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Centro Naga Har per richiedenti asilo rifugiati e vittime della tortura</a> e <strong>chiediamo con forza che le istituzioni mettano fine a questa grave violazione e rendano immediatamente possibile accedere alla questura</strong>” conclude Radice. <strong>Guarda il video: <a href="http://cecmi.emcgaze.com/tracking/qaR9ZGL1BQtjAmVkAwL5ZGH2BQL0ZPM5qzS4qaR9ZQbjJN?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">clicca qui</a></strong></p>



<p></p>
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		<title>Minori non accompagnati. La riforma spiegata in 5 punti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 09:20:04 +0000</pubDate>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Leonardo Cavaliere  (msna+minoristranierinonaccompagnati)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AAEAAQAAAAAAAAdpAAAAJDgxMzkyNjgwLTZlZjUtNGNjMS1hOTc1LWRlNTZjNzNmMWNmMg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7278" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AAEAAQAAAAAAAAdpAAAAJDgxMzkyNjgwLTZlZjUtNGNjMS1hOTc1LWRlNTZjNzNmMWNmMg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="aaeaaqaaaaaaaadpaaaajdgxmzkynjgwltzlzjutngnjms1hotc1lwrlntzjnznmmwnmmg" width="549" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AAEAAQAAAAAAAAdpAAAAJDgxMzkyNjgwLTZlZjUtNGNjMS1hOTc1LWRlNTZjNzNmMWNmMg.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 549w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/AAEAAQAAAAAAAAdpAAAAJDgxMzkyNjgwLTZlZjUtNGNjMS1hOTc1LWRlNTZjNzNmMWNmMg-300x172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 549px) 100vw, 549px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il 26 ottobre 2016, per chi come me si occupa di minori migranti è una giornata storica. Infatti, la tanto attesa legge di riforma del sistema di accoglienza e protezione per i minori stranieri non accompagnati è stata approvata, con ampio consenso, in prima lettura a Montecitorio. L&#8217;approvazione di questa norma rappresenta e rappresenterà una svolta nel sistema di accoglienza dei minori migranti. Questa norma è prima nel suo genere in Europa, per cui si auspica che l’esempio italiano venga seguito presto anche da altri Paesi europei. Dalla procedura per accertare la minore età agli standard delle accoglienze; dalla promozione dell’affido familiare alla figura del tutore, dalle cure sanitarie all’accesso all&#8217;istruzione, tutti tasselli fondamentali di una buona integrazione. Questa legge organica interviene su aspetti fondamentali per la vita dei minori migranti che arrivano in Italia senza genitori. A mio avviso il vero elemento di svolta di questa norma è un nuovo approccio nella gestione dei minori non  accompagnati. Infatti, ancor prima che migranti o profughi, sono considerati bambini che nel loro essere minori soli sono estremamente vulnerabili e perciò più bisognosi di protezione e di cura.</p>
<p>Per la sintesi delle modifiche al sistema di accoglienza e protezione mi avvalgo della spiegazione pubblicata da Save The Children che riporto integralmente.</p>
<blockquote>
<p>1. <b>L’accertamento dell’età e l’identificazione dei minori soli non accompagnati.</b><br />
Prima della legge non esisteva un provvedimento di attribuzione dell’età, con la legge questo dovrebbe essere notificato sia al minore che al tutore provvisorio, garantendo così anche la possibilità di ricorso.<br />
Si garantisce inoltre maggiore assistenza, prevedendo anche la presenza di mediatori culturali durante tutta la procedura.<br />
2. <b>Un sistema organico di accoglienza in Italia, con strutture dedicate</b>:<br />
all’identificazione, che deve avvenire entro 30 giorni;<br />
al passaggio nel sistema di protezione per richiedenti asilo e minori non accompagnati (SPRAR), con strutture diffuse su tutto il territorio nazionale.<br />
Verrà inoltre attivata una banca dati nazionale per governare l’invio dei minori che giungono in Italia nelle strutture di accoglienza dislocate in tutte le regioni, sulla base:<br />
dei bisogni specifici dei minori stessi, identificati attraverso l’istituzione della “cartella sociale” che aiuterà gli operatori in contatto con il minore a conoscerlo meglio e ad identificare per lui la soluzione migliore di lungo periodo;<br />
della disponibilità dei posti.<br />
3. <b>Il superiore interesse del minore, attraverso</b>:<br />
l’attenzione ai ricongiungimenti con i familiari attraverso apposite indagini familiari e la comunicazione degli esiti delle indagini sia al minore che al tutore;<br />
la competenza sul rimpatrio assistito affidata al Tribunale per i minorenni, organo costituzionalmente dedicato alla determinazione dell’interesse del minore e non alla Direzione Generale dell’immigrazione e delle Politiche di Integrazione del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (un organo amministrativo non orientato all’interesse del minore).<br />
l’introduzione dei permessi di soggiorno per i minori e per motivi familiari, qualora il minore non accompagnato sia sottoposto a tutela o in affidamento. Il minore potrà richiedere direttamente il permesso di soggiorno alla questura competente, anche in assenza della nomina del tutore.<br />
Entro 3 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, ogni Tribunale per i minorenni dovrà istituire un elenco di tutori volontari disponibili ad assumere la tutela anche dei minori stranieri non accompagnati. La legge promuove anche l’utilizzo dell’affido familiare.<br />
4. <b>Il diritto all’istruzione e alla salute</b>.<br />
Fino ad ora impedimenti burocratici non hanno consentito negli anni ai minori non accompagnati di esercitare a pieno questi diritti, con la legge i minori potranno procedere all’iscrizione al Sistema Sanitario Nazionale anche in assenza di nomina del tutore e all’attivazione di specifiche convenzioni per l’apprendistato, e acquisire i titoli conclusivi dei corsi di studio, anche quando, al compimento della maggiore età, non si possiede più un permesso di soggiorno.<br />
È prevista, infine, la possibilità, esercitata ad oggi sulla base di un vecchio Regio Decreto, di supportare il neomaggiorenne fino ai 21 anni di età, qualora necessiti di un percorso più lungo di integrazione in Italia.<br />
5. <b>Il diritto all’ascolto nei procedimenti amministrativi e giudiziari che li riguardano, anche in assenza del tutore, e all’assistenza legale.</b><br />
I minori potranno avvalersi del gratuito patrocinio a spese dello Stato.<br />
Le associazioni di tutela potranno ricorrere in sede di giurisdizione amministrativa per annullare atti della P.A. che si ritengono lesivi dei diritti dei minori non accompagnati e potranno intervenire nei giudizi che li riguardano.</p></blockquote>
<blockquote><p><a href="http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2016/10/minori-non-accompagnati-la-riforma.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">http://minoristranierinonaccompagnati.blogspot.it/2016/10/minori-non-accompagnati-la-riforma.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p></blockquote>
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		<title>Como – Quello che non vedi non finisce</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Sep 2016 09:23:45 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>di Andrea Cegna   (Milanoinmovimento.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/K3DPSO4I6456-ktnE-U109039301968TaG-1024x576@LaStampa.it_-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6983" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6983" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/09/K3DPSO4I6456-ktnE-U109039301968TaG-1024x576@LaStampa.it_-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="K3DPSO4I6456-ktnE-U109039301968TaG-1024x576@LaStampa.it_-300x169" width="300" height="169" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tende vuote, silenzio e poi il nulla. Il parco della stazione San Giovanni di Como è così da giovedì mattina. Nessuno sgombero di forze di polizia. L’abbandono del campo è stata la sola opzione posta davanti alla violenza con cui si è imposta l’unica soluzione possibile per decoro urbano e ordine cittadino: il campo istituzionale.</p>
<p>Pioggia, freddo, necessità di cibo, docce e bagni sono stati un ricatto formidabile per veicolare la scelta, transitoria, dei migranti. Si perché nel campo voluto dal Prefetto si può stare per un periodo, il periodo necessario a scegliere se chiedere asilo in Italia o tentare nuovamente il tiro di dadi dell’attraversamento della frontiera. Come dire un campo che sposta il problema dagli occhi di cittadini e turisti ma non genera risposta alla richiesta di centinaia di persone: continuare il viaggio.</p>
<p>Cinicamente si potrebbe anche accettare l’idea che occorra dare un ricovero dignitoso a chi non può proseguire il viaggio e non può farlo. Ma mentre si accetta la contraddizione si dovrebbe anche accettare di dare e concepire un campo dove i migranti possano decidere, possano costruire la loro permanenza, possano determinare e determinarsi e si possano autogestire. Un campo con regole stringenti e che concede solo il lusso di stare al suo interno e di mangiare, senza attività, senza possibilità di movimento e senza intrattenimento è una cosa utile solo ed esclusivamente a confinare i migranti fuori dallo spazio del confronto con la città.<br />
<strong>Per due mesi il campo informale ha obbligato Como e i turisti, a scontrarsi con le regole europee, il Trattato di Dublino III, il dramma umano di centinaia di persone che scappano dalla guerra, dall’oppressione e dalla morte.</strong> Il campo ufficiale cancella questo scontro. Trasforma il problema in ghettizzazione, cancella le complessità del mondo dove si vive, e consegna una città governabile, pulita, sicura e pacificata agli occhi vigili di turisti e benpensanti.</p>
<p>Ma Como non potrà dimenticare facilmente le tante vite, che in molti non avrebbero voluto incontrare. Sono comparse a fine Giugno, quasi all’improvviso tracciando i contorni di una città di frontiera, che come ogni città di frontiera nell’Europa delle barriere deve aspettarsi che qualcosa accada. <strong>Quando tante vite, scoperte per caso, scompaiono improvvisamente lasciano un vuoto umano e sociale indescrivibile. I benpensanti festeggiano, tronfi delle loro piccole certezze.</strong><br />
<strong>Quelle vite non sono scoparse sono solo spostate un po’ più in la, in luoghi che la città non incrocia e così può evitare di interrogarsi. </strong><br />
<strong>Vite che parlano della violenza dei confini e delle regole europee.</strong></p>
<p>Tanti sono tornati a Milano. Altri hanno provato a passare la frontiera e aspettano l’infame viaggio, su pullman Rampinini, verso Taranto, altri avranno fatto altre scelte. Alcuni, in parecchi sono andati al campo. Il campo ufficiale è già pieno, 305 registrati, per una capienza di 300 persone. Se si vuole dare uno spazio di dignità e d’occasione come ci si pone davanti al sovraffollamento?<br />
<strong>La partita a Como non è finita, e non potrà finire finché non cambiano le regole del gioco.</strong> Abbattere le frontiere è giusto, ma non basta. Serve una proposta. Spendibile e comprensibile ai più. Perché l’urgenza è un mondo diverso, e una proposta politica radicale che sappia costruirlo.</p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Ma non si può morire un po&#8217; alla volta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 06 Apr 2016 13:53:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5604" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5604" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/04/th-47.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (47)" width="300" height="203" /></a><br />
di Alidad Shiri</p>
<p>I 240 profughi senza alloggio a Bolzano rischiano di essere ancora piu’ dimenticati dopo gli attentati di Bruxelles.Si tratta di uomini giovani provenienti dall’Afghanistan,Pakistan, Iraq,Siria,Paesi africani, che sono giunti a Bolzano da alcuni mesi,non inviati qui secondo le quote previste dal governo italiano, ma arrivati personalmente,probabilmente attraverso la rotta balcanica. Hanno fatto tutti regolarmente da tempo la domanda di protezione internazionale in Questura. Li ho visti per strada, senza alcuna dimora fino alla fine<br />
di dicembre, che vivevano sotto un ponte del Talvera a temperatura rigida. Alla fine dell’anno sono stati accolti in uno dei cosiddetti centri di “emergenza freddo”. Ma la situazione e’ sempre difficilmente vivibile. Infatti possono rimanere solo nelle ore notturne,hanno<br />
diritto ad un solo pasto caldo al giorno, senza assistenza sanitaria.</p>
<p>Alcuni di loro ho visto che portano ancora i segni di ferite non curate. Certi sono anche distrutti psicologicamente, parlando con loro lo si capisce. Qualcuno per arrivare qui mi ha raccontato che ha perso in mare quasi tutti i propri famigliari.</p>
<p>Sono testimone di queste grandissime sofferenze che ne’ la gente di Bolzano  ne’ i politici che dovrebbero aiutarli possono immaginare. Mi sono rivolto alle autorità competenti, sia a livello locale che internazionale, facendo conoscere questa situazione anche ai rappresentanti delle Nazioni Unite. Il Presidente provinciale Arno Kompatscher, che mi conosce e sa bene la mia storia, il lungo percorso formativo che ho sostenuto in questi anni, ovviamente con il sostegno<br />
di persone della società civile, come lui sottolineava in un’intervista di un giornale locale in lingua tedesca, mi ha risposto dicendomi che in Giunta conoscono la situazione da me descritta e stanno facendo il possibile per porvi rimedio. Nella mia lettera gli dicevo che in questi anni ho continuato a girare,in varie parti d’Italia ( da Siracusa a San Candido) ho trovato sempre tanta sensibilità in giovani, adulti, bambini, e mai avrei pensato di<br />
scoprire proprio nella città di Bolzano una situazione cosi’ disumana.</p>
<p>La mia non voleva essere una critica personale, ma un incoraggiamento a superare da politico i condizionamenti che lo possono frenare, come i timori che standard buoni di accoglienza per tutti attirino qui molta piu’ gente.</p>
<p>Penso che la mia storia di accoglienza ( quasi unica) possa essere come un  modello per dire che l’accoglienza di profughi non e’ un peso ma una risorsa. Oggi vorrei sottolineare ancora una volta come la soluzione di questo problema e’ molto urgente. Sentire dire da<br />
qualcuno dei rifugiati “Era meglio morire nel mio Paese sotto i bombardamenti, perche’ morivi una volta per tutte, mentre qui muori un po’ alla volta”, vuol dire che siamo al limite della sopportazione.</p>
<p>E’ importante che comprendano questo anche il Commissariato del Governo e il Comune di Bolzano. E’ calpestata la dignità di esseri umani.</p>
<p>Non basta sollecitare il Governo Italiano, come e’ stato fatto, ad intervenire,,occorre che gli Enti Locali facciano un ulteriore passo per trovare soluzioni degne per esseri umani. Non e’ possibile<br />
continuare a non avere un progetto che li accompagni per la loro integrazione,non e’ possibile dovere vagabondare per la città portandosi dietro il loro povero bagaglio fino alla sera, non potere andare da un medico se stanno male, fare digiuno con un solo pasto alla sera.</p>
<p>SOS, aiuto per i 240 profughi non considerati, invisibili a Bolzano!<br />
Per favore diffondete come potete questo appello perché la<br />
cittadinanza si renda conto che tra di loro ci sono persone che hanno<br />
estremo bisogno di aiuto. Non siamo al confine tra Grecia e Macedonia<br />
e nemmeno nei campi del Libano, ma in una ricca città capoluogo.<br />
Eppure qui ormai da diversi mesi persone che sono riuscite a fuggire<br />
da guerre, torture, persecuzioni e situazioni impossibili di vita non<br />
trovano un minimo di accoglienza, nonostante abbiano fatto in Questura<br />
la loro domanda di protezione internazionale. Ho già denunciato questa<br />
situazione ottenendo risposte evasive. Niente si muove. E&#8217; una partita<br />
a ping pong, si fanno sempre richieste ad altri. Nessuno si cura di<br />
loro, anche se non muoiono di fame. Nemmeno l&#8217;assistenza medica per<br />
ora è garantita. L&#8217;UNHCR riferisce che in Canada sono stati accolti in<br />
pochi mesi 26000 rifugiati e l&#8217;accoglienza per 9.000 di loro è stata<br />
finanziata dai cittadini. Qui i soldi dei cittadini finiscono nei<br />
vitalizi di alcuni ex consiglieri che godono di un cifra di 1 milione<br />
di euro a testa. Non si trovano però mezzi e risorse per finanziare<br />
un&#8217;emergenza umanitaria. Siccome questi migranti non creano problemi<br />
di ordine pubblico e&#8217; come non esistessero. Ma per quanto? Per fortuna<br />
è in funzione una rete di volontariato che si occupa di rispondere ad<br />
esigenze minime, ma l&#8217; Ente pubblico è latitante.</p>
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		<title>Piazza Fontana: secondo appuntamento della manifestazione &#8220;D(I)RITTI al CENTRO!&#8221;</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2016 15:55:18 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, eccovi l&#8217;invito per il SECONDO appuntamento di febbraio ella manifestazione &#8220;D(I)RITTI al CENTRO!&#8221; organizzata dall&#8217;Associazione per i Diritti Umani. Per approfondire la Storie recente e collegarla al nostro presente,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/05/5194/">Piazza Fontana: secondo appuntamento della manifestazione &#8220;D(I)RITTI al CENTRO!&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Care amiche e cari amici,</div>
<div>eccovi l&#8217;invito per il SECONDO appuntamento di febbraio ella manifestazione &#8220;D(I)RITTI al CENTRO!&#8221; organizzata dall&#8217;Associazione per i Diritti Umani. Per approfondire la Storie recente e collegarla al nostro presente, per dialogare con i nostri ospiti.</div>
<div>Vi aspettiamo, come sempre, numerosi!</div>
<div></div>
<div>MARTEDI 9 febbraio, ore 19.00, Bistrot del tempo ritrovato, Via Foppa 4 Milano (MM Sant&#8217;Agostino)</div>
<div>La graphic novel &#8220;PIAZZA FONTANA&#8221; con Francesco Barilli e Matteo Fenoglio.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/untitled-162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5039" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5039" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/untitled-162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (162)" width="354" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/untitled-162.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 354w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/10/untitled-162-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /></a></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/02/05/5194/">Piazza Fontana: secondo appuntamento della manifestazione &#8220;D(I)RITTI al CENTRO!&#8221;</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<item>
		<title>Ministero dell’Economia: stabilito l’importo per il rilascio del nuovo documento elettronico per cittadini stranieri</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2015/10/10/ministero-delleconomia-stabilito/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2015 05:15:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>(da ProgrammaIntegra.it) Dal 24 settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo documento elettronico per cittadini stranieri, apolidi e titolari di protezione internazionale, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con il decreto ministeriale&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>(da<br />
ProgrammaIntegra.it) </p>
<p>
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="more-10025"></a>Dal 24<br />
settembre 2015 è entrato in vigore il nuovo documento elettronico<br />
per cittadini stranieri, apolidi e titolari di protezione<br />
internazionale, e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con<br />
il decreto ministeriale del 14 settembre 2015, ha determinato il<br />
nuovo importo delle spese a carico dei soggetti richiedenti.</p>
<p>Il documento di viaggio viene<br />
rilasciato a apolidi, titolari di protezione internazionale e<br />
cittadini stranieri, che sono nell’impossibilità di farsi<br />
rilasciare un passaporto dalle autorità dei loro Paesi d’origine.</p>
<p>I Regolamenti del Consiglio Europeo<br />
hanno imposto l’adeguamento al formato elettronico, al fine di<br />
rendere questo documento più sicuro, difficilmente falsificabile.</p>
<p>Il nuovo documento è stampato<br />
dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, ha 32 pagine, è<br />
dotato di microchip e sono memorizzate le immagini del volto e due<br />
impronte digitali del titolare.</p>
<p>Il documento di viaggio viene<br />
rilasciato dalla Questura territorialmente competente al rilascio del<br />
titolo di soggiorno.</p>
<p>Dal 24 settembre non sarà più<br />
possibile emettere i precedenti documenti in formato cartaceo.</p>
<p>Il nuovo documento ha un costo di €<br />
42,22 e all’atto di presentazione della richiesta di rilascio deve<br />
essere consegnata la ricevuta di versamento su bollettino di conto<br />
corrente n.67422808 intestato a: Ministero dell’Economia e delle<br />
Finanze – Dipartimento del Tesoro.</p>
<p><u><a href="http://www.gazzettaufficiale.it/atto/serie_generale/caricaDettaglioAtto/originario?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2015-09-22&amp;atto.codiceRedazionale=15A07140&amp;elenco30giorni=true&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">Ministero<br />
Dell’Economia e delle Finanze_nuovo documento di viaggio_DM 14<br />
settembre 2015</a></u></p>
<p>Per saperne di più consulta le<br />
<u><a href="http://www.programmaintegra.it/wp/risorse/schede-tematiche/il-permesso-di-soggiorno/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">schede<br />
tematiche sul permesso di soggiorno</a></u></p>
<p>Leggi anche:</p>
<p><u><a href="http://www.programmaintegra.it/wp/2012/10/sanatoria-2012-lavvocatura-dello-stato-chiarisce-quali-sono-i-documenti-validi-per-dimostrare-la-presenza-in-italia/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sanatoria<br />
2012: l’Avvocatura dello Stato chiarisce quali sono i documenti<br />
validi per dimostrare la presenza in Italia</a></u></p>
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</div>
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