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	<title>raconti Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Se tutte le donne: la raccolta di racconti di Laila Wadia dedicata all&#8217;universo femminile</title>
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		<pubDate>Tue, 07 May 2013 04:11:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Che cos&#8217;è l&#8217;amore vero?”: una domanda che nasce dalla storia della moglie dell&#8217;ambasciatore in Pakistan che decide di smettere di fare la statua all&#8217;ombra del marito per recarsi in un campo profughi, sfollati dall&#8217;Afghanistan,&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
“Che<br />
cos&#8217;è l&#8217;amore vero?”: una domanda che nasce dalla storia della<br />
moglie dell&#8217;ambasciatore in Pakistan che decide di smettere di fare<br />
la statua all&#8217;ombra del marito per recarsi in un campo profughi,<br />
sfollati dall&#8217;Afghanistan, e lì di cominciare a parlare con le<br />
ragazze, a insegnare loro a ragionare con la propria testa e a<br />
guardare il mondo con gli occhi ben aperti, quegli occhi che<br />
osservano oltre la gabbia del burqua. “La figlia del giardiniere”<br />
è una madre. Quando viene a sapere che i capi della rivolta islamica<br />
vogliono portare via i figli a ogni famiglia per trasformarli in<br />
kamikaze, si finge pazza e si comporta male con i suoi stessi<br />
bambini, con la speranza che il suo comportamento porti i<br />
guerriglieri a prendere lei come vittima sacrificale. Ancora una<br />
donna, una futura madre, una moglie ne “Il fiore del melograno”<br />
in cui la protagonista farà in modo che la seconda moglie di suo<br />
marito metta al mondo un erede e che l&#8217;uomo non si sposi per la terza<br />
volta.  Le donne vanno sempre rispettate: questo è l&#8217;insegnamento<br />
che la professoressa di inglese di una scuola di Udine vuole<br />
inculcare al suo alunno bullo e violento nel racconto intitolato<br />
“Melissa”. E il tema del sacrificio è al centro di “<br />
Gelsomino” in cui una donna è costretta a vendere il proprio<br />
figlio ad un&#8217;altra coppia per riuscire a pagare l&#8217;operazione  al<br />
cuore del suo uomo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Questi<br />
alcuni temi affrontati nella raccolta di racconti intitolata <i>Se<br />
tutte le donne,</i> da poco<br />
pubblicata da Barbera edizioni, della scrittrice indiana, ma<br />
triestina di adozione, Laila Wadia. E se le donne cominciassero a<br />
pensare? E se si ribellassero ai soprusi? Se fossero più consapevoli<br />
delle loro potenzialità e qualità? Se tutte potessero studiare,<br />
lavorare ed essere autonome?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Parte da<br />
queste domande il nuovo lavoro di Laila Wadia &#8211; già autrice di altri<br />
due libri di successo “Amiche per la pelle” e “Come diventare<br />
italiani in 24 ore” &#8211; e nel quale si riferisce a tutte le donne del<br />
mondo, donne che, nella dedica, chiama “sorelle troppo silenziose”.<br />
Figure femminili diverse per età, condizione sociale, nazionalità,<br />
istruzione, ma accomunate dalla stessa capacità di essere solidali,<br />
sensibili, generose, astute, ragionevoli, profonde. Attraverso il<br />
loro sguardo, i loro gesti, le loro decisioni (spesso dolorose) e il<br />
loro coraggio la scrittrice osserva e parla della realtà<br />
contemporanea in tutte le latitudini: parla dell&#8217;assurdità della<br />
guerra, della disperazione dei profughi, della solitudine di chi vive<br />
in Occidente, delle aspettative delle nuove generazioni, della<br />
difficoltà, ma anche della bellezza del rapporto con gli uomini. Si<br />
snodano parole, lacrime e sorrisi nelle pagine di questo libro<br />
intenso e leggero, commovente e ironico che suggerisce l&#8217;importanza<br />
di saper indossare le scarpe degli altri. Sì, perchè Laila Wadia,<br />
in un&#8217;intervista, ha dichiarato di indossare sempre scarpe diverse<br />
(belle, brutte, basse, alte) e, con quelle, di camminare molto per<br />
favorire l&#8217;incontro e la conoscenza degli altri e perchè, per<br />
riprendere le sue stesse parole: “ Indossare le scarpe di un&#8217;altra<br />
persona significa farsi carico del suo destino”.
</div>
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