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	<title>radio Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;America latina: diritti negati&#8221;. Il Venezuela è ancora imbavagliato</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Nov 2021 08:27:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Tini Codazzi Ripetute volte abbiamo parlato del collettivo venezuelano Un Mundo sin Mordaza, che attraverso la promozione e diffusione dell’arte ha il compito di denunciare le arbitrarietà del regime e far rispettare i&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>di Tini Codazzi</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" width="300" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/11/ve.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15823"/></figure></div>



<p>Ripetute volte abbiamo parlato del collettivo venezuelano <em>Un Mundo sin Mordaza</em>, che attraverso la promozione e diffusione dell’arte ha il compito di denunciare le arbitrarietà del regime e far rispettare i Diritti Umani. Hanno pubblicato il rapporto semestrale sulla situazione imperante in Venezuela per quanto riguarda la mancanza di libertà d’espressione. Il Coronavirus, pur essendo di vitale importanza, non ci deve distrarre di continuare a focalizzare la nostra attenzione anche su questi fatti ormai conosciuti e ultimamente dimenticati. Mi sembra doveroso riportare alcuni frammenti di questo rapporto per ricordare che la riduzione del diritto alla libertà è una realtà non risolta affatto in Venezuela.</p>



<p>“Nella prima metà del 2021, il modello di sistematizzazione e riduzione del diritto alla libertà di espressione e di accesso all&#8217;informazione in Venezuela si è ripetuto ancora una volta. Tuttavia, c&#8217;è stato un calo significativo rispetto ai dati ottenuti nel 2020. Secondo l&#8217;ONG <em>Espacio Público</em>, finora quest&#8217;anno sono stati registrati 74 casi, tra cui 150 violazioni della libertà di espressione in Venezuela, che rappresenta una diminuzione del 54% dei casi e del 66% delle violazioni registrate durante lo stesso periodo nel 2020, tra cui le detenzioni arbitrarie contro i giornalisti e i cittadini nel loro esercizio di diffusione delle informazioni, di fatto, Un Mundo sin Mordaza ha documentato 29 episodi di arresti e detenzioni arbitrarie sia di giornalisti che di individui nell&#8217;esercizio della diffusione e del libero accesso alle informazioni, suddivisi in 15 giornalisti e 14 vittime civili. Un totale di 63 atti di minacce, molestie o aggressioni (…) atteggiamenti che consistevano in minacce su reti sociali da parte di funzionari pubblici, persecuzioni, sequestro di attrezzature e materiale di lavoro, intimidazioni, minacce, aggressioni fisiche, morali e psicologiche, tra gli altri. Per quanto riguarda i media tradizionali, un totale di 22 casi sono stati registrati, diretti verso canali televisivi e stazioni radio, dove il 50% di essi sono stati censurati mediante sanzioni amministrative o giudiziarie. D&#8217;altra parte, per quanto riguarda la carta stampata, anche se ha rappresentato solo il 13,6% dei casi di violazione della libertà di espressione, l&#8217;incidente che ha suscitato più scalpore è stata la condanna e il sequestro esecutivo, nonché l’embargo, emesso contro il giornale <em>El Nacional</em> (uno dei giornali con più autorevolezza nella storia della stampa venezuelana). Sono anche stati registrati 13 casi di blocco di siti web e social network. Un caso particolare è l’attacco alla sede della stazione radio Selecta 102.7 FM, che è stato attaccato da sostenitori del regime inviati da funzionari pubblici.” Per solo citare alcuni frammenti del rapporto.</p>



<p>Non solo i media tradizionali hanno subito attacchi, anche i giovani che comunicano attraverso Tik tok sono oggi delle vittime. Un caso uscito in tutta la stampa nazione è quello di José Perez, giovane tiktoker, studente universitario che ha pubblicato un video dove questionava lo stile di vita sfarzoso e lussuoso della figlia di un famoso cantante, che sembrerebbe abbia rapporti con il regime. Perez è stato minacciato di morte dai parenti del cantante. Pur cancellando il contenuto e dopo le scuse, Pérez è stato detenuto da una commissione per i delitti informatici del CICPC (Corpo investigativo scientifico, penale e criminalistico) per 20 giorni, maltrattato verbalmente e psicologicamente, senza mandato e senza processo di nessun tipo.</p>



<p>Luis Morales è il responsabile di un video, sempre su TikTok, che riguardava il vaccino cinese contro il COVID. Morales ha mostrato una clip satirica sugli effetti collaterali dell&#8217;applicazione del vaccino per prevenire la diffusione del coronavirus, a causa della quale i funzionari del SEBIN lo hanno trattenuto, interrogato e dopo 20 giorni rilasciato con misure cautelari. Questi sono soltanto due esempi denunciati dove si può notare come le detenzioni continuano ad essere utilizzate dal regime come un meccanismo per mettere a tacere e censurare l&#8217;attività giornalistica e la libertà di parola dei cittadini che sostengono posizioni lontane dai principi del regime attuale.</p>



<p>Il Coronavirus non ci deve distrarre. Ovviamente, ha messo ancora alla prova la precaria situazione che si vive nel paese, ha aumentato la situazione di crisi già imperante, ma alcuni fattori come la mancanza di benzina, di prodotti di prima necessità e la mancanza di libertà d’espressione, nonché la censura, continuano ad essere protagonisti assoluti di questa tragedia. Non dimentichiamolo.</p>
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		<title>&#8220;Il sogno e la ragione. Da Harlem al Black Lives Matter&#8221;: intervista a Daniele Biacchessi</title>
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		<pubDate>Sun, 24 Jan 2021 08:33:39 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img loading="lazy" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione-669x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15017" width="513" height="785" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione-669x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 669w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione-196x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 196w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione-768x1176.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione-1003x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1003w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/il-sogno-e-la-ragione.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 513px) 100vw, 513px" /></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha intervistato Daniele Biacchessi, giornalista, scrittore, conduttore radiofonico. Il prossimo 4 febbraio uscirà il suo ultimo libro intitolato &#8220;Il sogno e la ragione. Da Harlem al Black lives Matter&#8221;, per Jaca Book</p>



<p>Ringraziamo molto Daniele Biacchessi per la disponibilità.</p>



<p></p>



<p>I suoi interessi, umani e professionali, vertono su temi sociali e politici: che valore hanno, oggi, impegno (personale) e le inchieste (giornalistiche)?</p>



<p><br>La mia scelta di fare il giornalista deriva essenzialmente dall&#8217;impegno civile. Dalla prima indagine sul disastro dell&#8217;Icmesa di Meda culminata nel mio primo libro del 1995 &#8220;La fabbrica dei profumi&#8221; al lavoro di inviato in Irpinia, alla stazione di Bologna nel 1980, e poi via via su tutti i fatti avvenuti in Italia come le stragi della strategia della tensione, il terrorismo rosso e nero, gli omicidi e le stragi di mafia, la lotta alla corruzione con l&#8217;inchiesta Mani pulite fino ad oggi. Il mio impegno riguarda la ricerca costante della verità e della giustizia sui tanti crimini rimasti impuniti avvenuti in Italia. Penso che non ci possa essere un giornalismo d&#8217;inchiesta senza un impegno civile.</p>



<p><br>Stiamo vivendo un periodo storico difficile a causa della pandemia che ha fatto emergere, ancora dipiù, il vuoto valoriale politico. Come si potrebbe colmare questa mancanza di Etica?</p>



<p><br>I padri Costituenti provenivano da culture politiche differenti: socialisti, comunisti, democristiani, repubblicani, liberali. Ma tutti avevano combattuto il fascismo e dovettero esiliare all&#8217;estero oppure affrontare il carcere, le torture, le botte, la dura repressione della dittatura. Ciò che è scritto nella Costituzione non deriva dalla mediazione politica ma dal dolore e dalla morte dei partigiani caduti in battaglia, dei civili uccisi dai nazifascisti a Marzabotto, Sant&#8217;Anna di Stazzema e in migliaia di piccoli borghi italiani. La classe politica della Prima Repubblica, pur con le tante derive etiche, buchi neri, reati, era figlia della storia del Secolo breve. La classe politica odierna è frutto in prevalenza di comitati di affari o espressione di lobby, oppure senza cultura. Mancano le scuole di formazione politica e quelle che permangono sono ad immagine e somiglianza dei propri leader. Non si studia più. Quindi si possono ascoltare surreali dibattiti come quelli avvenuti in Senato nel giorno della fiducia a Conte dove il vuoto pneumatico della politica dimostra la distanza siderale tra i cittadini e i loro rappresentanti.</p>



<p><br>A proposito di disumanizzazione: il 4 febbraio uscirà il suo nuovo libro intitolato “Il sogno e la ragione, da Harlem a Black Lives Matter”, per Jaca Book: cercare un nemico a tutti i costi(possibilmente povero e nero) è un modo per scaricare la responsabilità e la frustrazione individuale e collettiva? </p>



<p><br>Il sogno è quello dei neri d&#8217;America di volersi liberare dalle catene del razzismo, dalla discriminazione, dalla repressione e la violenza degli apparati dello Stato. La ragione è quella messa in campo nel corso della Storia da una parte consistente del popolo americano nero e bianco, attraverso la protesta. Dal primo conflitto razziale del 1935 ad Harlem alla rivolta di Filadelfia del 1964, ai fatti di Watts del 1965, all&#8217;insurrezione di Detroit del 1967, alle marce di Martin Luther King  e alla guerra civile sfiorata successiva alla sua uccisione, fino alle sommosse della Kitty Hawk del 1972, di Miami del 1980, di Los Angeles del 1992 e alle grandi manifestazioni del movimento Black Lives Matter, in America e in tutto il mondo, seguite all&#8217;uccisione di George Floyd. Sono molti i personaggi raccontati con parole, immagini, musica e documenti di archivio: tra gli altri Rosa Parks, John Lewis &amp; The Big Six, Martin Luther King, Bob Kennedy, Malcom X, Angela Davis. Un secolo di storia dei movimenti di protesta che si battono per i diritti civili e la loro influenza sui cambiamenti degli assetti della politica americana.</p>



<p>Restiamo in tema di discriminazioni: vuole commentare la dichiarazione di Letizia Moratti sulla distribuzione dei vaccini anti Covid-19 tra le Regioni in base al PIL (dichiarazione, poi,miseramente ritrattata)?</p>



<p><br>E&#8217; una dichiarazione che viola i dettami scritti nella nostra Costituzione. Siamo un Paese che dovrebbe offrire welfare e sanità pubblica a tutti i ceti sociali, non fa distinzione tra poveri e ricchi. Il modello della Moratti e della Lombardia è quello dell&#8217;america reazionaria di Trump dove il 67% dei morti sono afroamericani o minoranze che non hanno alcuna possibilità economica per entrare nel sistema di welfare privatistico. Confido nel cambio di passo avvenuto con la vittoria di Joe Biden, un progressista che ha già impresso nelle prime ore una diversa concezione della sanità pubblica negli Stati Uniti.</p>



<p><br>Libri, film, programmi radiofonici: lei utilizza tutti i mezzi di comunicazione per riflettere sull&#8217; importanza della Memoria. Al di là delle frasi fatte, che valore ha, oggi, la Memoria?</p>



<p><br>La memoria del passato non importa nulla. Il passato resta negli anniversari, nella retorica. Il 27 gennaio è il giorno della memoria e il 28 che si fa? Non si ricorda più la Shoah? La memoria che mi interessa è impegno concreto nella vita quotidiana. La memoria che ho in mente è quella che porta il passato al futuro, verso le nuove generazioni. Per compiere questa operazione bisogna però utilizzare nuovi linguaggi che i ragazzi comprendono: i film illustrati, i fumetti, uno stile narrativo scritto per immagini e molto altro ancora. Ognuno mette in campo quello che sa fare. Io sono un narratore, costruisco parole, racconto storie che attraversano la grande Storia.  </p>
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		<title>Premio Diritti umani conferito dalla FLIP, Free Lance International Press</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Oct 2018 06:56:59 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo scorso 13 ottobre è stato consegnato il Premio Diritti umani dalla FLIP &#8211; Free Lance International Press.</p>
<p>Di seguito, i nomi dei vincitori e le motivazioni.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11531" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1072" height="426" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1072w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43-300x119.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43-768x305.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/10/E55NZ43-1024x407.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1072px) 100vw, 1072px" /></a></p>
<p>Il tema della solidarietà sta diventando un argomento sempre più pregnante nella nostra società. Partecipare alla 16 edizione del “Premo Italia Diritti Umani 2018” organizzato dalla Free Lance International Press svoltosi il 14 ottobre 2018 presso l’aula magna della facoltà valdese di teologia a via Cossa a Roma, assume in questo un momento un significativo diverso in Italia e nel mondo, visti i cambiamenti veloci sul modo di intendere la parola solidarietà. Le realtà che operano per l’ aiuto ai più deboli e una comunicazione  più autentica nel mondo sono comunque tante. Il “Premo Italia Diritti Umani 2018” della Flip è un progetto nato per dar luce a tutte quelle associazioni e personaggi particolarmente attivi per la difesa dei diritti umani. Piccole gocce nell’oceano in un mondo dove i diritti fondamentali dell’uomo non vengono messi al primo posto, come dovrebbe essere, e dove l’informazione dei media non è sempre all’altezza, dando risposte velleitarie. In questi spazi si inserisce il premio, fortemente voluto dall’associazione di giornalisti freelance, che lo dedicano alla memoria del loro vicepresidente Antonio Russo, ucciso nel 2000 in Georgia mentre indagava sulla tragedia cecena,  proprio per dare voce alle piccole realtà del nostro Paese, associazioni e persone dedite alla solidarietà, ai diritti umani e ad un’ informazione libera da lacci e ricatti.</p>
<p><b>Antonio Cilli</b>, Founder di Cittanet, spiega che oggi c’è un nuovo modo di fare giornalismo, con <i>mobil</i> e video. “ L’art. 21 della Costituzione ci accomuna, parla di libertà di espressione, fondamentale per</p>
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<td> <a href="https://youtu.be/3rRjt7YafSc?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-0"><img loading="lazy" src="https://i.imgur.com/PPOlhpO.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="193" height="108" /></a></td>
<td> <a href="https://youtu.be/5YUvC5slnPY?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-1"><img loading="lazy" src="https://i.imgur.com/HgtBXER.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="186" height="104" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> video Antonio Cilli 1</td>
<td>video Antonio Cilli 2</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>tutti. Ognuno partecipa alla cosa pubblica quando informa ed è informato. Così, ad esempio, quando i giornali hanno come editore una società automobilistica c’è il rischio che non ci sia informazione oggettiva. Mi piacerebbe conoscere un editore che fa l’editore e non l’imprenditore – spiega Cilli &#8211; ….. Si ingigantiscono i problemi, si pongono delle esche, come ad esempio lo è stato per il caso del morbillo, costruendo un castello su fatti inesistenti, stessa cosa sta accadendo sul problema immigrati. Ci sono tanti problemi in Italia… criminalità organizzata, il problema delle periferie, e si parla invece di false verità. Ma oggi qualcosa è già cambiato; con la tecnologia si diventa editori di se stessi, con un cellulare, un video o un monitor possiamo fare informazione; quella ecologica però, raccontando la verità. Il futuro sarà una “piattaforma partecipativa per creare informazione”.</p>
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<tr>
<td> <a href="https://youtu.be/9egUHZp76S8?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-2"><img loading="lazy" src="https://i.imgur.com/G8wqbU3.jpg%20?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="245" height="137" /></a></td>
</tr>
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<td>Video  Emanuela Scarponi</td>
</tr>
</tbody>
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<p><b>Emanuela Scarponi</b>, fondatrice dell’agenzia stampa “African people” e relativa radio web, ha rimarcato che non abbiamo contezza dai paesi africani della situazione reale dei diritti violati ma, con web radio, journal tv e press agency sappiamo anche che l’Africa è un continente in crescita di valore, dove molte persone parlano almeno due lingue”.</p>
<p>Con l’idea di educare ai diritti umani, <b>Maria Elena Martini</b> presidente dell’associazione “arte e cultura per i diritti umani”, intervenuta all’incontro, dedica la sua vita all’educazione nelle scuole per far conoscere come si applicano i diritti, allo scopo</p>
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<td> <a href="https://youtu.be/DDWN33ebZpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-3"><img src="https://i.imgur.com/BAWiVjH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
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<td> Video Maria Elena Martini</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>anche di risolvere le conflittualità di tutti i giorni. “Esiste un libricino di 30 articoli sulla libertà per i diritti umani dell’assemblea generale delle Nazioni Unite – spiega Martini &#8211; con degli spot dedicati, uno per ogni articolo, per comprendere i nostri diritti. L’organizzazione YHRI, con sede a Los Angeles, va in questa direzione, verso la pace e la tolleranza. Uno degli articoli che mi ha colpito di più è quello sulla responsabilità, l’art 29. Molti pensano alla responsabilità come un senso di colpa, mentre è un articolo sul prendersi cura dell’altro, dei propri figli, delle persone, invece bisognerebbe vivere tutti questi diritti non come un peso, ma come un’opportunità, &#8211; continua la Martini &#8211; mettono d’accordo l’umanità e ci rendono meno scimmie”</p>
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<tr>
<td> <a href="https://www.youtube.com/watch?v=diLhgL6HyjU&amp;t=2s&utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-4"><img src="https://i.imgur.com/RIJqf5E.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> Video Riccardo Noury</td>
</tr>
</tbody>
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<p><b>Riccardo Noury</b>, portavoce di Amnesty International Italia, ha centrato l’attenzione su un Paese come L’Afghanistan, in cui ogni anno ci sono 10 mila vittime civili. “il ministro dell’interno tedesco &#8211; racconta l’attivista di Amnesty – ha rimpatriato 69 civili afgani e uno di questi si è suicidato a Kabul. Nell’ accordo era previsto il rimpatrio dei cittadini afgani in cambio di aiuti economici al Paese”. Così pure gran parte della popolazione norvegese si è mobilitata per impedire il rimpatrio forzato di una ragazza 18 enne, nata in Norvegia ma di origine afgana. Al ministro dell’istruzione così gli è stato chiesto: “ ma tu manderesti mai tua figlia in Afghanistan?” e lui ha risposto: “ no di certo!”, allora si è replicato: “e quindi, perché vuoi mandare una ragazzina in un paese non sicuro?”.</p>
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<p>&nbsp;</p>
<p><b>Le motivazioni del Premio Italia Diritti Umani 2018:</p>
<p></b></p>
<p><b>Menzione speciale A Rosa a Capodiferro</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Rosa Capodiferro</b>, nata in una povera famiglia di uno sperduto paese del nostro meridione, forte solo della sua tenacia e determinazione, passando attraverso tutti i gradini della vita lavorativa di un ospedale, da addetta alle pulizie, a portantina, a infermiera e caposala, arriva a specializzarsi come medico cardiologo e a svolgere la sua attività professionale presso importanti strutture ospedaliere. A partire dalla sua infanzia poverissima di figlia di un ciabattino, in una Lucania contadina e primitiva, e poi in un mondo più vasto, in cui si compirà un destino di realizzazione professionale, ma anche di</p>
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<tbody>
<tr>
<td> <a href="https://youtu.be/mPlaLyn3LWg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-5"><img src="https://i.imgur.com/UZV9Uoy.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>  Video Rosa Capodiferro</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>duro lavoro, fatica, dolore.</p>
<p>Il Premio Italia Diritti Umani a Rosa Capodiferro intende riconoscere il raggiungimento di quello che sempre più si presenta come diritto umano primario, il diritto all’istruzione ancora di più motivato se a raggiungere alti obiettivi professionali e culturali è proprio una donna.</p>
<p>Come cardiologo Rosa Capodiferro ha operato pure nell’India del Sud, medico volontario, lottando anche in quel Paese contro la fame, la sete e la lebbra che divorava corpi umani e devastava bambini.</p>
<p>Da figlia di ciabattino, o scarparo come si chiamava nel nativo Castelsaraceno in Basilicata, a primario ospedaliero, e adesso Rosa Capodiferro a menzione speciale al <b>Premio Italia Diritti Umani 2018.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Premio Italia Diritti Umani 2018 a Silvia Pietrovanni</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal 2010, <b>Silvia Pietrovanni</b> si dedica alla scrittura per il teatro civile. A tale scopo, dà innanzitutto vita al progetto “<i>Anemofilia teatro</i>”, con l&#8217;intento specifico di portare il teatro di denuncia anche al di fuori dei circuiti ufficiali, ricercando l’incontro con il pubblico in diversi contesti, dai parchi alle associazioni e alle biblioteche.</p>
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<tbody>
<tr>
<td> <a href="https://youtu.be/VAo5EWLySjQ?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-6"><img src="https://i.imgur.com/ObuaS75.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>  Video Silvia Pietrovanni</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>I temi trattati dal progetto Anemofilia hanno in comune l’interesse appassionato nei confronti dei diritti delle donne.</p>
<p>Nel 2010, il suo primo testo, “<i>Bada-mi</i>”, dedicato alle problematiche spesso ignorate inerenti alla condizione delle badanti in Italia,   risulta vincitore del<i>Premio Borrello/Etica in atto</i>.</p>
<p>Nel 2014, il testo &#8220;<i>H2SO4:la vita che vuoi è la sola che avrai?</i>&#8221; viene premiato al Salone del Libro di Torino come testo vincitore del<i> Premio InediTo 2014</i><b>, </b>e l’anno successivo si classifica al secondo posto per <i>Premio Donne e Teatro</i>.</p>
<p><i>H2SO4</i>, con cui Silvia denuncia le atroci violenze ai danni delle donne acidificate, ottiene inoltre il patrocinio dell&#8217;associazione <i>Smileagain</i>, da anni impegnata nella ricostruzione del volto e nella formazione delle donne vittime dell&#8217;acido solforico.</p>
<p>Nel 2015, scrive e porta in scena &#8220;<i>Herbarie: le chiamavano streghe</i>&#8221; (opera vincitrice della terza edizione<i> </i>del<i> Premio &#8220;Streghe di Montecchio&#8221;</i>), una colta riscoperta, rivalutazione e difesa della tradizionale medicina delle donne, mirante a promuovere un originale dibattito intorno al concetto di cura, di malattia e di ascolto del paziente.</p>
<p>Si conferisce pertanto il <b>Premio Italia Diritti Umani 2018</b> a Silvia Pietrovanni per il suo coerente e determinato progetto artistico, volto a richiamare l’attenzione sui diritti violati delle donne e a favorire, con un particolarissimo entusiasmo emotivo, sempre accompagnato da un’ammirevole capacità di ricerca critica, una preziosa attività di arricchimento culturale e di sensibilizzazione etico-civile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Premio Italia Diritti Umani 2018 a Antonella Napoli</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>La giornata di <b>Antonella Napoli</b> è fatta di 72 ore: 24 per la famiglia, 24 per il giornalismo, 24 per l’attivismo in favore dei diritti umani.</p>
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<td> <a href="https://youtu.be/natyg-rqnog?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-7"><img src="https://i.imgur.com/Rw4Z90f.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
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<td> Video  Antonella Napoli</td>
</tr>
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<p>Pubblica regolarmente articoli e saggi su tematiche connesse alla politica estera, all’economia, all’immigrazione, alle politiche europee, alla cooperazione internazionale, alla libertà di informazione e ai diritti umani. Collabora, tra gli altri, con “la Repubblica” e “Huffington Post”.</p>
<p>Fondatrice dell’associazione Italians for Darfur, è stata la prima in Italia a richiamare l’attenzione sul conflitto iniziato nel 2003 in Sudan, il cui presidente è indiziato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio. Cura un rapporto annuale sulla situazione dei diritti umani nel paese e nel confinante Sud Sudan e promuove campagne internazionali, soprattutto sulle donne condannate a morte.</p>
<p>È autrice di “Volti e colori del Darfur” (pubblicato da Edizioni Gorée nel 2009, dal quale è stata tratta una mostra fotografica), di “Il mio nome è Meriam” (pubblicato da Piemme nel 2015 e tradotto in sette paesi) e de “L’innocenza spezzata” (pubblicato da Gorée nel 2018).<br />
Dal 2006 è membro di Articolo 21, dal 2016 nel Direttivo e nell&#8217;Ufficio di presidenza della stessa associazione.</p>
<p>Dal 2017 è nel board internazionale del Turkey advocacy group, unica giornalista italiana tra gli osservatori al processo a 18 redattori del quotidiano turco “Cumhuriyet” per conto della Federazione internazionale della stampa. Ha realizzato nell&#8217;occasione il reportage “Turchia, la più grande prigione per giornalisti”, proiettato in anteprima nella Giornata mondiale per la libertà di informazione nel corso dell’iniziativa pubblica promossa a Roma dalla Federazione nazionale della stampa italiana e da Articolo 21.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>Premio Italia Diritti Umani 2018 a Maria Cristina Fraddosio</b></p>
<p>&nbsp;</p>
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<tbody>
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<td> <a href="https://youtu.be/TifrlhI-eoc?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-8"><img src="https://i.imgur.com/PortdIc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td> Video Maria Cristina Fraddosio</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p><b>Maria Cristina Fraddosio</b>. giornalista freelance. Collaboratrice de “Il Fatto Quotidiano”, &#8220;La Repubblica”, “Il Venerdì” e “L’Espresso”. Si occupa prevalentemente di inchieste legate ai diritti umani e all’ambiente. Nel 2017 è stata insignita dall’Ordine nazionale dei Giornalisti del premio “Ciampi” per l’inchiesta sul ghetto di Rignano (Foggia). Nel 2018 ha vinto il premio “Giornalista di Puglia”, per la sezione internet-cronaca con un’inchiesta sul gasdotto Trans Adriatic Pipeline. A questa tematica ha dedicato anche il suo primo documentario indipendente “Mena”.</p>
<p class="Default">Coniuga l&#8217;impegno professionale a una grande curiosità per tutto ciò che riguarda la vita quotidiana e il destino degli esseri umani. E’ sempre pronta a riferirne, con precisione, con una profonda capacità di sintesi e uno stile che non dissimula l&#8217;indignazione per un mondo nel quale il rispetto dei diritti umani è un obiettivo tutto da conquistare. Per questi motivi</p>
<p>Si conferisce il Premio Italia Diritti Umani 2018 a Maria Cristina Fraddosio</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
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<tbody>
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<td> <a href="https://youtu.be/mpZ7MMCiK-8?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-video-9"><img src="https://i.imgur.com/zY55viH.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" /></a></td>
</tr>
<tr>
<td>  Video Fabiola Di Gianfilippo</td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Molti sono stati i momenti particolarmente toccanti e coinvolgenti del pomeriggio di domenica 14, destinato al ricordo di Antonio Russo e all’assegnazione annuale dei Premi per i Diritti umani. Ma un posto particolare è stato occupato, senza alcun dubbio, dal riferimento fatto dal presidente Virgilio Violo all’oramai lontano 2011, quando, a ricevere uno dei nostri premi, fu Ilaria Cucchi. E davvero bello e commovente è stato riascoltare quanto contenuto nella motivazione dell’assegnazione.</p>
<p>Non siamo stati certo né chiaroveggenti né profetici nello scegliere una persona come Ilaria. Comprendemmo soltanto, con semplice onestà di giudizio indipendente, quello che tanti altri avevano capito e che tutti avrebbero dovuto capire: la battaglia dura, durissima, sfibrante quanto ammirevole di Ilaria e dei suoi genitori era, è e resterà non una battaglia contro qualcuno, né tantomeno contro le istituzioni della nostra Repubblica, ma una battaglia per tutte le vittime di uno Stato che viene meno ai suoi doveri, usando la forza non per tutelare i suoi cittadini, ma per colpirli in maniera irragionevole ed arbitraria. Una battaglia per tutti coloro che nello Stato vogliono continuare a credere e a lavorare, affinché democrazia e giustizia possano costituirne sempre più la vera anima.</p>
<p>Riteniamo pertanto utile riportare, qui di seguito, il testo della motivazione del Premio.</p>
<p><b>Si conferisce il Premio a</b></p>
<p><tt><b>Ilaria Cucchi</b></tt></p>
<p>La battaglia che Ilaria Cucchi sta conducendo merita attenzione, rispetto e gratitudine da parte di tutti noi per molte ragioni. Non soltanto perché mira a restituire dignità alla persona del fratello Stefano, atrocemente quanto assurdamente privato della vita, mentre si trovava nelle mani di uno Stato che avrebbe dovuto proteggerlo, ma soprattutto perché si tratta di una battaglia che Ilaria ha scelto consapevolmente di portare avanti, con coraggio e tenacia, a favore di tutta la nostra società, per restituirci la fiducia nelle istituzioni democratiche, nello Stato di diritto, nella giustizia e negli altri.</p>
<p>Per il suo impegno generoso, quindi, Ilaria è diventata il punto di riferimento per tante persone che, come lei, si battono affinché le proprie storie tragiche di “diritti negati” escano da una sfera strettamente personale  per trasmettere a tutti noi la forza necessaria a chiedere sempre la verità e a riuscire ad ottenerla, nella convinta speranza che possa esserci un futuro, per noi e per i nostri figli, liberato dalla barbarie della violenza, dell’arbitrio, della prepotenza, della menzogna e della discriminazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/10/22/premio-diritti-umani-conferito-dalla-flip-free-lance-international-press/">Premio Diritti umani conferito dalla FLIP, Free Lance International Press</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;. Palestine: filmer c’est exister</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 08:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi (Ginevra/Losanna 23-29 novembre 2017) L’edizione di quest’anno cade a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, a 70 dal voto Onu sulla partizione della Palestina e a 50 dalla Naksa, la sconfitta della&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/01/venerdislam-palestine-filmer-cest-exister/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. Palestine: filmer c’est exister</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9848" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="363" height="514" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 842w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /></a></p>
<p align="CENTER">(Ginevra/Losanna 23-29 novembre 2017)</p>
<p>L’edizione di quest’anno cade a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, a 70 dal voto Onu sulla partizione della Palestina e a 50 dalla Naksa, la sconfitta della Guerra dei Sei giorni e si concentra su due periodi strettamente correlati: la Palestina del mandato Britannico attraverso le trasmissioni della radio di Gerusalemme, foto di famiglia di gazawi e alcune rarissime immagini cinematografiche dal Cairo e il cinema palestinese degli anni Sessanta…perlomeno gli archivi che non sono stati distrutti dall’invasione israeliana del Libano del 1982. In particolare segnalo il film Looted and Hidden-Palestinian Archives in Israël di Roma Sela proprio sul saccheggio degli archivi palestinesi: basato interamente su materiali d’archivio mostra i meccanismi di controllo (compresi la confisca e la censura) che hanno contribuito a nascondere la storia del popolo palestinese. Collegato a questo film una imperdibile tavola rotonda su come i cineasti palestinesi possano ricostruire una storia saccheggiata attraverso l’utilizzo degli archivi e del materiale visivo sull’immaginario e sul dibattito storiografico.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/leila_khaled_poster.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-9850 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/leila_khaled_poster.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="259" height="365" /></a></p>
<p>Altri film molto interessanti sono Leila Khaled: Hijacker di <a href="https://palestine-fce.ch/programme/annuaire/lina-makboul/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Lina Makboul</a>, sul dirottamento del volo 840 della TWA ad opera del FPLP che ha mediatizzato la presenza palestinese sullo scacchiere internazionale e Retour à Haïfa di Kassem Hawal, adattamento dell’omonima novella di Ghassan Kanafani, realizzato con la collaborazione dei Palestinesi dei campi profughi del Nord del Libano…pensare che solo per la scena dell’esodo sono stati utilizzate più di 4.000 comparse, centinaia di abiti tradizionali e vecchie automobili.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9849" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="405" height="293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 808w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa-300x217.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa-768x556.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" /></a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY">
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		<title>Guide invisibili: un&#8217;iniziativa originale a Roma</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Oct 2017 08:57:12 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>  Segnaliamo il progetto “Guide Invisibili: due passeggiate sonore, due racconti audio in movimento per la città di Roma”, realizzate dai migranti dell’associazione romana Laboratorio 53 Onlus con la collaborazione di Echis &#8211; Incroci di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="color: #222222;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: x-large;"><b> </b></span></span></span></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/guideinvisibili.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9584" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/guideinvisibili.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="314" height="101" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/guideinvisibili.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 314w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/guideinvisibili-300x96.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 314px) 100vw, 314px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">Segnaliamo il progetto </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><i><b>“Guide Invisibili: due passeggiate sonore, due racconti audio in movimento per la città di Roma”</b></i></span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;">, realizzate dai migranti dell’associazione romana Laboratorio 53 Onlus con la collaborazione di Echis &#8211; Incroci di suoni, un collettivo di produttori radiofonici indipendenti, col finanziamento della Fondazione Alta Mane Italia.  </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Dopo un laboratorio di narrazione durato nove mesi in cui hanno lavorato </span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">ad una </span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">mappatura partecipata e narrativa</span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"> di Roma,</span></span> <span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Bakary, Noshad, Baba, Miguel, Alì, Samuel, Awaz, Kaba, Sissoko, Lamine, Ousmane, Sidia, Lassana, Abdoul sono finalmente pronti a raccontare Trevi e Piazza Vittorio attraverso i loro occhi di nuovi cittadini.</span></span></p>
<p><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Il 14 ottobre</span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><b> (</b></span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">da Piazza Vittorio alle 10 e alle 11), il 27 ottobre (da Piazza di Spagna alle 16.00) e il 28 ottobre (da Piazza Vittorio alle 10 e alle 11)…le passeggiate durano circa un’ora e sono gratuite. </span></span></p>
<p><strong><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Per prenotarsi </span></span><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">info@echis.org </span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY">
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		<title>Focus Palestina e la mostra “ARTISTI per GAZA” a Milano!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 08:48:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi a&#8230; Un evento importante: una “TRE GIORNI” dedicata alla PALESTINA con l’inaugurazione della mostra: “ARTISTI PER GAZA”. &#160; Non mancate !!! &#160; Saranno presenti: il&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="post-title entry-title">L&#8217;Associazione per i Diritti umani è lieta di invitarvi a&#8230;</h1>
<p class="post-byline">
<div class="clear"></div>
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<div class="entry-inner">
<p><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true">Un evento importante: una “TRE GIORNI” dedicata alla PALESTINA con l’inaugurazione della mostra:</span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true"><strong> “ARTISTI PER GAZA”.</strong> </span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span data-offset-key="6gbc0-0-0"><span data-text="true">Non mancate !!!</span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Saranno presenti: il giornalista FARID ADLY e il presidente della Comunità Palestinese in Lombardia, Dott. KHADER TAMIMI.</p>
</div>
<p>Venerdì 18 novembre, ore 18: INAUGURAZIONE mostra &#8220;Artisti per Gaza&#8221;</p>
<p>Sabato 19 novembre, ore 18: presentazione del libro &#8220;Gaza writes back&#8221; con Monica Macchi, esperta di mondo e cultura arabi (Ingresso 5 euro / 3 euro per tesserati Percorsi)</p>
<p>Domenica 20 novembre, ore 18: presentazione del documentario &#8220;Striplife Gaza&#8221; con Monica Macchi e Alessandra Montesanto (Ingresso 5 euro/ 3 euro per i tesserati Percorsi)</p>
</div>
<p>PRESSO: Spazio Percorsi, Via Kramer 32 (MM Porta Venezia, Milano)</p>
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<div class="entry-inner">
<p>&nbsp;</p>
<p><a title="" href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-bGlnaHRib3gtMA==" data-rl_title="" data-rl_caption=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7155" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" sizes="(max-width: 453px) 100vw, 453px" srcset="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 453w, http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-579-212x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w" alt="untitled-579" width="453" height="641" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
</div>
</div>
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		<title>Radio Biafra &#8211; La Voce della Libertà</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Oct 2016 06:57:37 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di  Anderline Amamgbo Radio Biafra, fondata e diretta  da Dr. Nnamdi Kanu, e co-fondata da Sig Alphonsus Uche Okafor-Mefor (Vice Leader e Vice Direttore di Radio Biafra) e dall&#8217;avvocato Emma Mmezu, si batte per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/10/16/radio-biafra-la-voce-della-liberta/">Radio Biafra &#8211; La Voce della Libertà</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p dir="ltr">di  <span class="gD">Anderline Amamgbo</span></p>
<p dir="ltr"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-580.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7162" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-580.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-580" width="460" height="276" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-580.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 460w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-580-300x180.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 460px) 100vw, 460px" /></a></b></p>
<p dir="ltr">Radio Biafra, fondata e diretta  da Dr. Nnamdi Kanu, e co-fondata da Sig Alphonsus Uche Okafor-Mefor (Vice Leader e Vice Direttore di Radio Biafra) e dall&#8217;avvocato Emma Mmezu, si batte per la difesa dei diritti dei popoli indigeni del Biafra, IPOB, e per il restauro dell&#8217; antica città del Biafra. Radio Biafra propaga la verità ed espone il male e i crimini contro l&#8217;umanità senza paura. La piattaforma è stata creata per salvare i popoli indigeni del Biafra già in via di estinzione che hanno dovuto affrontare lo sterminio da parte dei nigeriani, orchestrati dalle potenze occidentali.</p>
<p dir="ltr">Radio Biafra ha sempre smentito ogni bugia dei media e del governo nigeriano. Durante il genocidio dei Biafrani del 1967-1970, da parte del governo nigeriano, con l&#8217;aiuto del governo britannico, è stato dato ordine di un blocco totale dei media contro i Biafrani, di conseguenza il mondo è  stato tenuto all&#8217;oscuro del genocidio in atto. Questo è uno dei principali motivi per cui Nnamdi Kanu ha garantito che Radio Biafra possa essere accessibile da qualsiasi parte del mondo.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-7163 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-582" width="279" height="279" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-582-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 279px) 100vw, 279px" /><br />
</a></p>
<p dir="ltr">Considerando il fatto che i Biafrani sono sparsi in tutto il mondo, Radio Biafra ha riunito tutti i Biafrani  in un&#8217; unica indivisibile famiglia, e questo ha dato una spinta in più all&#8217;agitazione in generale per l&#8217;indipendenza del Biafra. Oggi, oltre 70 milioni di indigeni del Biafra che risiedono in più di 100 paesi del mondo, tra cui la Nigeria e Biafra, sono ben organizzati e stanno parlando con una sola voce, cercando l&#8217;indipendenza della repubblica del Biafra attraverso l&#8217;auto-determinazione, come sancito dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite del diritto delle popolazioni indigene.</p>
<p dir="ltr">Nnamdi Kanu attraverso Radio Biafra ha &#8220;liberato&#8221; milioni di Biafrani ma anche tutti gli africani dalla schiavitù mentale degli europei e degli americani. Attraverso radio Biafra, i Biafrani hanno scoperto la loro vera identità e ora sono molto orgogliosi  di dire &#8220;Sono un Biafrano&#8221;.</p>
<p dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-7164 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled-581" width="354" height="354" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/untitled-581-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 354px) 100vw, 354px" /><br />
</a></p>
<p dir="ltr">Radio Biafra cresce sempre di più ed è sempre più popolare a livello internazionale. Gli ascoltatori sono aumentati in tutto il mondo. La comunità internazionale, leader mondiali e giornalisti stranieri ascoltano Radio Biafra molto più spesso dopo l&#8217;arresto di Kanu. Considerando tutti questi fattori positivi, Radio Biafra ha deciso di avviare un nuovo programma sul canale YouTube. Il canale video YouTube sarà un&#8217;estensione di Radio Biafra con l&#8217;obiettivo di ampliare di più il pubblico a livello mondiale. Il nuovo programma si chiamerà &#8221; Radio Biafra Special Weekly Newsbud Report&#8221;, un notiziario settimanale dedicato in gran parte a riportare e analizzare gli affari della politica nazionali e internazionali.</p>
<p dir="ltr">Piattaforme di ascolto/visione:<br />
<a href="http://www.forum.radiobiafra.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.forum.radiobiafra.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNEI5nvfZjmmgSu6lJFm4bOh-Bm_HQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.forum.radiobiafra.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
<a href="http://www.radiobiafra.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.radiobiafra.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNHlmRhxVRcsWUBGlXcYNT8Jth-QRw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.radiobiafra.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
<a href="http://www.ipob.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ipob.org&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNFsSIJC6YaDkpRst0nL9gsnyxjXSA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.ipob.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
<a href="http://www.biafravoice.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.biafravoice.com&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNFWKhHmGAKz65GeoctwFcM2Jo2RRA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.biafravoice.com?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
<a href="http://www.ipob.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.ipob.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNGdVafdhp0X7Dk6gc0leS11PpSBnA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.ipob.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
<a href="http://www.biafratv.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.biafratv.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNEZ2zUqp9PG6gF1OjJiEP1nTCONkQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.biafratv.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
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<a href="http://www.thebiafraherald.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.thebiafraherald.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNFoBvMHVlLwMTkEMK23N8TpYkeKQA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.thebiafraherald.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a> <a href="http://www.broadcast.radiobiafra.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.broadcast.radiobiafra.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNHyOMR5-y7VOfk-jHbzofAwgNNdqg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.broadcast.radiobiafra.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a> <a href="http://www.forum.radiobiafra.co/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.forum.radiobiafra.co&amp;source=gmail&amp;ust=1476631131266000&amp;usg=AFQjCNEI5nvfZjmmgSu6lJFm4bOh-Bm_HQ&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">www.forum.radiobiafra.co?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a><br />
Canale YouTube @ Radio Biafra Special Weekly Newsbud Report.</p>
<p dir="ltr">Prima dell&#8217;arresto e della  sua detenzione illegale, Nnamdi Kanu, cittadino britannico e leader dei popoli indigeni del Biafra (IPOB), era l&#8217;uomo di ancoraggio di Radio Biafra (giorno del suo arresto il 14 ottobre 2015).  Nnamdi Kanu è in carcere dal 14 ottobre 2015 in Abuja, su richiesta del presidente della Nigeria Gen. Muhammadu Buhari, nonostante numerosi ordini del tribunale che ordinano il suo rilascio immediato e incondizionato. Kanu è prigioniero politico per una campagna per il diritto all&#8217;autodeterminazione dei popoli indigeni del Biafra.</p>
<p dir="ltr">La polizia segreta della Nigeria, nota come DSS, rapinò e arrestò Kanu al suo arrivo in Lagos il 14 ottobre 2015 da Londra. Fu trattenuto per ordine del presidente Buhari il quale giurò di non liberarlo nonostante il fatto che tribunali competenti avessero sentenziato che lui dovesse essere liberato.</p>
<p dir="ltr">Solo in Nigeria la trasmissione in radio viene interpretata come crimine di alto tradimento. Molto patetico aggiungeremmo.<br />
Oggi Radio Biafra ha milioni di ascoltatori in tutto il mondo. Tutto questo è reso possibile grazie alla leadership di Nnamdi Kanu: il prigioniero di coscienza che deve essere liberato. #FreeNnamdiKanu #FreeBiafra.</p>
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		<title>Vittorio Agnoletto: diritto alla salute e diritti dei disabili. Stay tuned</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Oct 2016 07:53:10 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Giovedì 29 settembre è iniziato il nuovo ciclo di “37e2”,  la trasmissione sul diritto alla salute e sui temi della disabilità condotta da Vittorio Agnoletto insieme ad Alessandro Braga, tutti i giovedì dalle 10,35 alle 11,30 sulle frequenze di Radio Popolare.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-96.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-7051" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-7051 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/10/th-96.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (96)" width="153" height="143" /><br />
</a><br />
I temi della 1° puntata sono stati:<br />
* per la prima volta in Italia il numero chiuso per curarsi<br />
* le liste di attesa in regione Lombardia<br />
* il caso Menarini: ecco perché i farmaci in Italia sono più cari<br />
* inizia l&#8217;anno scolastico, dove sono gli insegnanti di sostegno ?</p>
<p>Per coloro che non abitano in Lombardia e zone limitrofe o che non possono ascoltare la diretta è possibile ascoltare il podcast della trasmissione al link : <a href="http://www.radiopopolare.it/trasmissione/37-e-2/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.radiopopolare.it/trasmissione/37-e-2/&amp;source=gmail&amp;ust=1475480681399000&amp;usg=AFQjCNEndYYvcL4mK8-GVGJINyo9yseiqg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://www.radiopopolare.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>trasmissione/37-e-2/</a></p>
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		<title>Ucciso Abdiaziz Mohamed Ali, giornalista di Radio Shabel</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 10:54:43 +0000</pubDate>
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<div class="entry">
<div class="article-maincolblog">
<p>Un altro giornalista di Radio Shabelle è stato ucciso ieri a Mogadiscio. Si chiamava Abdiaziz Mohamed Ali Haji ed è stato freddato in un vero me proprio agguato da due uomini rimasti sconosciuti. Radio Shabelle già in passato ha subito gravi torti ed aggressioni, tanto che ripetutamente, nel 2014 e nel 2015, alcuni suoi esponenti sono stati premiati dalla FNSI in manifestazioni pubbliche in Italia.</p>
<div id="attachment_429" class="wp-caption alignleft">
<p><a href="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-medium wp-image-429 " src="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963-300x168.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Abdiaziz Mohamed Ali " width="300" height="168" /><noscript>&amp;amp;amp;amp;lt;img class=&#8221;size-medium wp-image-429 &#8221; alt=&#8221;Abdiaziz Mohamed Ali &#8221; src=&#8221;http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/1474997521963-300&#215;168.jpg&#8221;?utm_source=rss&utm_medium=rss width=&#8221;300&#8243; height=&#8221;168&#8243; /&amp;amp;amp;amp;gt;</noscript></a></p>
<p class="wp-caption-text">Abdiaziz Mohamed Ali Haji</p>
</div>
<p>Il rappresentante speciale del Segretario generale dell&#8217;ONU (SRSG) per la Somalia Michael Keating ha condannato fermamente l&#8217;assassinio del giornalista. &#8220;Il Sig. Ali &#8211; ha detto Keating &#8211; era un giornalista curioso, esperto e pieno di risorse, che ha regolarmente coperto tutte le conferenze stampa offerte dalla comunità internazionale a Mogadiscio. La sua morte – ha proseguito Keating &#8211; rappresenta una grande perdita per la comunità giornalistica del paese e vogliamo estendere il nostro pensiero e le condoglianze ad amici e parenti del signor Ali.&#8221;</p>
<p>All&#8217;inizio di questo mese, UNSOM e l&#8217;Ufficio dell&#8217;Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani hanno pubblicato un rapporto sul diritto alla libertà di espressione che descrive la Somalia come &#8220;un ambiente operativo pericoloso&#8221;, dove giornalisti e operatori dei media sono particolarmente colpiti. Nel 2015 la Somalia è stato classificata come il peggior paese dal Comitato per la protezione della stampa che monitora i crimini contro giornalisti e operatori dei media di tutto il mondo.</p>
<p>L’uccisione di Abdiaziz Mohamed Ali Haji, secondo UNSOM, è il 31° omicidio di un giornalista dal 2012 in Somalia ed il 14° di Radio Shabelle. UNSOM ha chiesto anche alle autorità somale a compiere ogni sforzo per portare davanti alla giustizia i responsabili di questo crimine odioso, ma nessuno è mai stato processato in Somalia per delitti contro la stampa.</p>
<div id="attachment_430" class="wp-caption alignleft">
<p><a href="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-430" src="http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa" width="240" height="160" /><noscript>&amp;amp;amp;amp;lt;img class=&#8221;size-full wp-image-430&#8243; alt=&#8221;Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa&#8221; src=&#8221;http://primavera-africana.blogautore.repubblica.it/files/2016/09/Mohamud-premia-Jebril-Africa.jpg&#8221;?utm_source=rss&utm_medium=rss width=&#8221;240&#8243; height=&#8221;160&#8243; /&amp;amp;amp;amp;gt;</noscript></a></p>
<p class="wp-caption-text">Il Presidente Mohamud premia Jebril e Africa</p>
</div>
<p>Anzi, gli esponenti della Polizia Politica Abdicasis <em>Africa e Jebril</em> Abdi, accusati dello stupro di una giornalista di Radio Kasmo, la Radio delle donne, sono stati recentemente premiati dal Presidente Hassan Sheikh Mohamud.</p>
</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/09/30/ucciso-abdiaziz-mohamed-ali-giornalista-di-radio-shabel/">Ucciso Abdiaziz Mohamed Ali, giornalista di Radio Shabel</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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		<title>28 luglio: giornata internazionale a sostegno di Ashraf Fayadh</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jul 2016 06:39:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L’iniziativa è partita da Mona Kareem, traduttrice e amica di Ashraf, e Marcia L. Qualey, editor del famoso blog Arablit  (https://arablit.org/) Ci sono 10 modi con cui possiamo sostenere il poeta palestinese Ashraf Fayadh,(&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="_1mf _1mj" data-offset-key="vp9c-0-0">
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-72.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6420" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6420" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-72.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (72)" width="300" height="156" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’iniziativa è partita da Mona Kareem, traduttrice e amica di Ashraf, e Marcia L. Qualey, editor del famoso blog Arablit  (<a href="https://arablit.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://arablit.org/&amp;source=gmail&amp;ust=1469773735922000&amp;usg=AFQjCNEPhnuAEA7C9cFyy6da0Sy1d4XDQA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://arablit.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a>)</p>
<p>Ci sono 10 modi con cui possiamo sostenere il poeta palestinese <b>Ashraf Fayadh</b>,( di cui abbiamo già parlato qui <a href="http://www.peridirittiumani.com/2016/01/19/free-ashraf/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.peridirittiumani.com/2016/01/19/free-ashraf/&amp;source=gmail&amp;ust=1469773735922000&amp;usg=AFQjCNG06g4OuEKwQsMZNW3ulyE6xDr5Gg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">http://www.peridirittiumani.?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>com/2016/01/19/free-ashraf/</a> e qui <a href="http://www.peridirittiumani.com/2015/11/29/ashraf-fayadh-poeta-curatore-e-artista/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=http://www.peridirittiumani.com/2015/11/29/ashraf-fayadh-poeta-curatore-e-artista/&amp;source=gmail&amp;ust=1469773735922000&amp;usg=AFQjCNHY2IjS5n0i1eU6dZJJSHHidnEviQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />peridirittiumani.com/2015/11/<wbr />29/ashraf-fayadh-poeta-<wbr />curatore-e-artista/</a>detenuto in Arabia Saudita con l’accusa di offesa alla morale e apostasia che gli sono costate 8 anni di galera e 800 frustate.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6421" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-6421 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (73)" width="169" height="169" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 169w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/07/th-73-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" /><br />
</a></p>
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<li>Condividete sui vostri social la vicenda di Ashraf (su questo blog o su Arablit potete trovare altre informazioni più dettagliate)</li>
<li>Citate le sue poesie: <a href="https://editoriaraba.files.wordpress.com/2016/01/ashraf-fayadh_le-istruzioni-sono-allinterno_file-completo-definitivo.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://editoriaraba.files.wordpress.com/2016/01/ashraf-fayadh_le-istruzioni-sono-allinterno_file-completo-definitivo.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1469773735922000&amp;usg=AFQjCNFBfD98EHeUlegJOsAK66PVYs3gpg&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #1155cc;">https://editoriaraba.?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr /></span>files.wordpress.com/2016/01/<wbr />ashraf-fayadh_le-istruzioni-<wbr />sono-allinterno_file-completo-<wbr />definitivo.pdf</a> di cui qui trovate le traduzioni in italiano</li>
<li>Scrivete voi stessi un poema sul caso di Ashraf</li>
<li>Girate un video: può essere un video in cui recitate una poesia di Ashraf, o raccontate la sua vicenda</li>
<li>Scrivete: un saggio; un paper; un articolo; un post sul vostro blog. E poi condividetelo!</li>
<li>Lavorate in radio? Parlatene nel vostro programma e condividete il podcast</li>
<li>Fate una vignetta</li>
<li>Disegnate, se siete dei disegnatori/artisti</li>
<li>Siete dei musicisti? Potreste per esempio comporre una musica, o una canzone</li>
<li>Siete attori o sceneggiatori? Scrivete una breve sceneggiatura e mettetela in scena. O recitatela.</li>
</ul>
</ul>
<p>Per ulteriori informazioni: Mona <a href="mailto:Kareem@gmail.com" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">Kareem@gmail.com</span></a> oppure <a href="mailto:mlynxqualey@gmail.com" target="_blank"><span style="color: #1155cc;">mlynxqualey@gmail.com</span></a></p>
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