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	<title>Raffaele Masto Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Lapidate Safiya</title>
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		<pubDate>Sun, 01 Jul 2018 07:39:50 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, serif;"><span style="font-size: medium;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/safiya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10935" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/safiya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="680" height="362" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/safiya.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 680w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/safiya-300x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 680px) 100vw, 680px" /></a></b></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>di Veronica Tedeschi</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Safiya Hussaini, donna, moglie e madre.</p>
<p align="JUSTIFY">Vive nel nord della Nigeria, nel villaggio di Tungar Tudu, dove ancora oggi vige la sharia, la legge coranica applicata in modo rigido. Ed è proprio a causa della legge-sharia che la protagonista del libro di Raffaele Masto, deve subire più e più ingiustizie.</p>
<p align="JUSTIFY">Ho deciso di scrivere di Safiya non per stendere la recensione di un libro ma con lo scopo di mettere in luce la situazione di molte donne costrette ad accettare i dettami di una religione che, solo in alcuni casi, si impone sulla vita di molte donne africane e medio orientali.</p>
<p align="JUSTIFY">Una bambina, Safiya, nata in un villaggio molto povero della Nigeria, che vive spensierata la sua infanzia e che, come qualsiasi bambina, non vede l’ora di poter andare a scuola, imparare e crescere. Tutto va secondo le prescrizioni di Allah, fino a quando a 12 anni viene concessa in matrimonio. In queste zone il matrimonio forzato è un evento normale, si impone nella vita di molte bambine, costrette ad accettare un allontanamento improvviso dalla loro infanzia per diventare immediatamente donne.</p>
<p align="JUSTIFY">“La mamma mi abbracciò, mi accarezzò la testa, ma non parlò. Il suo abbraccio muto era la risposta che non volevo: non c’era niente da fare. Il mio matrimonio era deciso. Si sarebbe fatto anche contro la mia volontà. Mi avrebbero venduta a un uomo che non conoscevo.”</p>
<p align="JUSTIFY">Safiya, ormai divenuta donna e moglie devota, è costretta a superare una serie di prove: diventa madre di 7 figli, viene ripudiata più volte e sconfitta dal dolore per la morte di 2 dei suoi bambini causa varicella.</p>
<p align="JUSTIFY">Una serie di ostacoli, voluti ancora una volta da Allah, che però non fanno perdere d’animo la donna che, anche con l’ultimo figlio in grembo e con una sentenza di lapidazione per adulterio, non perde la forza e la voglia di crescere Adama.</p>
<p align="JUSTIFY">“Il mio destino… impossibile non pensarci. Stava là, a margine dei miei pensieri come un’ombra malvagia in agguato, pronto a balzare fuori per terrorizzarmi ogni volta che i miei occhi si posavano su una pietra, una delle tante sparse sulla terra polverosa. Le pietre mi avrebbero straziata e uccisa. Il mio destino era la lapidazione.”</p>
<p align="JUSTIFY">La storia di Safiya ha ormai più di dieci anni ma è ancora di grande attualità. Il contesto nigeriano è ancora il medesimo, i contrasti e gli interessi, anche.</p>
<p align="JUSTIFY">Ancora una volta viene rimarcata la contrapposizione tra il Nord e il Sud della Nigeria che è ancora oggi l’elemento principale della politica interna di questo Paese. Un Nord musulmano e un Sud cristiano che si dividono anche sul piano giuridico: da una parte un sistema di leggi che discendono dai dettami della religione e dall’altra un sistema laico, il tutto in uno Stato federale che solo sulla carta è unitario.</p>
<p align="JUSTIFY">Safiya era il pretesto per uno scontro tra élite politiche, economiche e militari che si contendevano (e si contendono ancora) la gestione di un Paese ricchissimo e potente dal punto di vista regionale e continentale. Attraverso la sua storia si capisce come la religione sia spesso un pretesto per regolare conti, per giocarsi potere e influenza. Safiya, ignara donna di un villaggio di poco più di trecento abitanti, era usata dalla macchina tritatutto della politica come oggi quella stessa macchina usa Boko Haram.</p>
<p align="JUSTIFY">Safiya si è salvata grazie anche all’intervento dei media internazionali che hanno portato alla luce un caso che come mille altri doveva rimanere di limitato interesse.</p>
<p align="JUSTIFY">Molte donne, spose bambine, madri sfruttate che non vengono salvate dalla mobilitazione internazionale, rimangono uccise, lapidate o torturate.</p>
<p align="JUSTIFY">Un libro forte, dopo la lettura del quale tutte le donne dovrebbero sentirsi un po’ Safiya.</p>
<p align="JUSTIFY">
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