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	<title>regione Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Liberati, la P2 e l&#8217;Osservatorio per la sicurezza e la Legalità nel Lazio</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Jul 2023 09:10:47 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="299" height="168" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/07/liberati.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17042"/></a></figure></div>



<p></p>



<p>Chi ci segue sa quanto siamo interessati al tema della legalità , per cui oggi pubblichiamo il comunicato stampa dell&#8217;Associazione per la lotta contro le illegalità e le mafie “Antonino Caponnetto” sulla nomina della presidenza dell&#8217;Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità. Il comunicato ci trova perfettamente d&#8217;accordo e indignati per la scelta di Serafino Liberati.</p>



<p>Associazione Per i Diritti umani (Milano). </p>



<p>Comunicato stampa:</p>



<p>Apprendiamo che il Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, ha nominato alla Presidenza dell’Osservatorio per la sicurezza e la legalità, il generale di corpo d’armata dei carabinieri in congedo Serafino Liberati, salito in passato agli onori della cronaca per essere comparso nell’elenco dei soggetti appartenenti alla loggia massonica Propaganda 2 (P2), con la tessera n. 1729. </p>



<p>Opportunità e semplice buon senso avrebbero voluto che un personaggio a suo tempo aderente a quella che la Commissione d’inchiesta dedicata definì come «organizzazione criminale» ed «eversiva» non fosse messo alla guida di un organismo tanto delicato quale l’Osservatorio per la sicurezza e la legalità della Regione Lazio che ha il compito di analizzare e porre in essere azioni di sensibilizzazione e contrasto alla crescente criminalità organizzata nella Regione Lazio che, come noto, non riguarda solo la manovalanza militare ma è fortemente infiltrata nel tessuto sociale, politico/amministrativo ed economico della stessa. Peraltro la vicenda ci sembra ancor più grave alla luce del crescente ruolo che nelle recenti inchieste antimafia stanno assumendo alcune consorterie massoniche, tanto che, ormai da qualche anno, è stato coniato il termine di massomafia. </p>



<p>Siamo certi che il Presidente Rocca e lo stesso Generale Liberati, si renderanno conto che il rigore necessario nella lotta alle mafie debba essere rigore di sostanza ma anche di forma e che comprenderanno, quindi, che per mantenere l’autorevolezza e il ruolo di punto di riferimento conquistata negli ultimi anni dall’Osservatorio, sia necessario fare un passo indietro. Lo chiediamo in nome dei tanti che hanno messo in gioco la propria vita e la propria sicurezza in nome della legalità e della lotta alla criminalità mafiosa.</p>
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		<title>Bambini stranieri senza pediatra: Regione Veneto condannata per discriminazione</title>
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		<pubDate>Sat, 31 Oct 2020 09:04:57 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2020/10/door-349807_640-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-41896"/></figure>



<blockquote class="wp-block-quote"><p>(da Asgi.it)</p><p>La Regione Veneto e l’ULSS3 devono riconoscere il diritto al servizio ambulatoriale pediatrico pubblico gratuito anche ai minori stranieri comunitari ed extracomunitari non regolarmente soggiornanti.</p></blockquote>



<p><br>E’ quanto ha stabilito il Tribunale di Venezia&nbsp;<a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-venezia-ordinanza-19-ottobre-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">con l’ordinanza del 19 ottobre 2020</a>, riconoscendo come&nbsp;<strong>discriminatoria la mancata possibilità di accesso</strong>&nbsp;da parte dei minori in questione&nbsp;<strong>ad un servizio pubblico di pediatria.</strong></p>



<p>Secondo le attuali direttive inserite anche nelle linee guida regionali, infatti,&nbsp;<strong>i minori stranieri non regolarmente soggiornanti possono accedere alle prestazioni sanitarie unicamente tramite il Pronto Soccorso, senza poter fruire della disponibilità di un pediatra.</strong>Questa previsione di fatto li esclude dall’accesso al &nbsp;servizio pediatrico a libera scelta,&nbsp;<strong>di cui usufruiscono, invece, i minori italiani e soggiornanti regolari&nbsp;</strong>e nega loro l’assistenza di base come cura ordinaria e di monitoraggio della crescita in ottica &nbsp;preventiva.</p>



<p>Il caso è stata portato all’attenzione del Tribunale dall’ASGI anche presentando&nbsp;<strong>un report di Emergency sulle attività del suo Ambulatorio Pediatrico</strong>&nbsp;in cui si conferma il deficit assistenziale quale circostanza storica.</p>



<p><strong>Inoltre,&nbsp;</strong>come si legge nella medesima Ordinanza,&nbsp;<strong>la stessa difesa della Regione Veneto ha riconosciuto</strong>&nbsp;“&nbsp;<em>che effettivamente all’interno del Consultorio della Ulss 3 non esiste un servizio stabile (ufficio apposito) di pediatria di base per i soggetti &nbsp;in questione</em>”.</p>



<p><br>Il Tribunale ha verificato che” <em>è certo che il possesso della tessera STP per gli  extracomunitari (stranieri temporaneamente presenti) e della tessera ENI per i comunitari (europei  non iscritti) non consente l’accesso all’intera gamma, e alle stesse condizioni, delle prestazioni  sanitarie previste per la generalità della popolazione minorile. In particolare tali tessere consentono sì l’accesso alle cure indifferibili e urgenti, ma non anche la possibilità di scelta di un medico di famiglia, ovvero, trattandosi di minori, di un pediatra di libera  scelta, abilitato a prescrivere il normale accesso alle prestazioni specialistiche, agli esami di  laboratorio, ai trattamenti di terapia, ai ricoveri c.d. “programmati”. Ciò nonostante la parità di trattamento di tutti i minori sotto il profilo sanitario, a prescindere da qualsiasi altra condizione, sia garantita dalla Convenzione di New York del 20 Novembre 1989 sui diritti del fanciullo ed ancora più puntualmente dall’art. 63 del DPCM 12.01.2017 sui livelli essenziali di assistenza sanitaria, ove testualmente si sancisce che “i minori stranieri presenti sul territorio nazionale, non in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno sono iscritti al Servizio sanitario nazionale ed usufruiscono dell’assistenza sanitaria <strong>in condizioni di parità con i cittadini italiani</strong></em>”.<br><br>Il giudice ha così accertato<strong> il carattere discriminatorio del mancato riconoscimento a favore dei cittadini stranieri minori di età irregolarmente soggiornanti, sia comunitari che extracomunitari</strong>, di un servizio ambulatoriale pediatrico pubblico accessibile gratuitamente equiparabile al pediatra di libera scelta cui dà diritto l’iscrizione al SSN (rectius della DGR 753/2019) e ha condannato Regione Veneto e ULSS 3 a rimuovere la discriminazione riconoscendo tale servizio, quanto alla Regione Veneto nell’ambito delle linee guida in sede di programmazione dei servizi sanitari, e quanto all’ULSS 3 Serenissima in sede di approntamento dei medesimi servizi.</p>



<hr class="wp-block-separator"/>



<p><a href="https://www.asgi.it/banca-dati/tribunale-di-venezia-ordinanza-19-ottobre-2020/?utm_source=rss&utm_medium=rss">L’ordinanza</a></p>



<p>Dalla stampa:&nbsp;<a href="https://www.rainews.it/tgr/veneto/video/2020/10/ven-Pediatra-di-base-bambini-stranieri-irregolari-Emergency-Marghera-sentenza-tribunale-Venezia-0cbc38c0-348d-4c5a-82f4-e81209f882b0.html?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Minori stranieri, garantita l’assistenza. Lo dice il tribunale di Venezia</a>&nbsp;TGR Veneto, 29 ottobre 2020</p>
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		<title>Ancora chiuse le RSA. La disperazione dei parenti</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jun 2020 07:03:57 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="620" height="340" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/casa_di_riposo_10-300x165.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 620px) 100vw, 620px" /></figure></div>



<p>Riceviamo ancora una lettera/denuncia da parte di una signora che ha la mamma in una RSA, nell&#8217; Oltrepo pavese. La situazione è  straziante per i parenti degli anziani; anziani e familiari non possono incontrarsi da vicino, ma solo guardarsi dalle finestre oppure parlarsi brevemente tramite un telefono cellulare, quando è possibile.</p>



<p>La situazione delle RSA in Lombardia rende chiara la politica in atto in Regione, le priorità in Italia&#8230;</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> chiede il commissariamento della Lombardia. </p>



<p>Ecco la lettera/denuncia:</p>



<p>Vi ho scoperto per caso, durante un girovagare nella mia disperazione alla ricerca di qualcuno a cui poter gridare la disumana condizione che ancora oggi 21 Giugno 2021, gli anziani di moltissime RSA compresa quella dove risiede mia mamma in Oltrepo pavese, stanno vivendo sulla loro pelle in completa solitudine. Io condivido pienamente la lettera scritta dai signori Titta e Umberto Falaschi di Cesano Boscone il 30 Maggio. Non è mia intenzione colpevolizzare la RSA in cui ci troviamo, non sono emerse particolari criticità, ma la struttura ad oggi, è ancora chiusa. Io da due settimane vedo la mamma dalla finestra aperta del piano terra per 15 minuti su appuntamento, una volta a settimana. Questo perchè nella residenza 1, in cui lei alloggia (in totale sono 4 divise per patologie o per richieste dei familiari), ci sono casi ancora positivi. Non è vita per me, per lei e per tutti quelli che dal 22 Febbraio sono stravolti nei loro affetti per il &#8220;distanziamento&#8221;.<br>Ma nel 2020, siamo sicuri di essere paesi civili? Riprendono tutte le attività, comprese le più rischiose come il campionato, tanto per i calciatori i tamponi ci sono sempre stati e sempre ci saranno, riprendono i voli internazionali lunghi e stipati come prima, musei, ristoranti, terme&#8230;.ma nessuno pensa a niente per venire incontro all&#8217;isolamento di già ben 4 mesi degli anziani. Perchè a nessuno importa veramente e non se ne parla mai.<br>Importa a noi parenti e francamente forse a troppo pochi, altrimenti non saremmo in queste condizioni.<br>Mia mamma ha un parkinson in fase avanzatissima, non riesce più nemmeno a parlare, impensabile tenere un telefono all&#8217;orecchio, impensabile mangiare, bere, grattarsi la testa se ne ha necessità. Io ero sempre là.<br>La chiamo tutti i giorni, se trovo un operatore disponibile le accosta il telefono perchè io le parli, altrimenti glielo lasciano in mano, lei non riesce a gestirlo e puntualmente schiaccia qualche tasto con i suoi movimenti involontari. Io la imboccavo, le davo sempre almeno un pasto al giorno, perchè lei è molto lenta, ma distingue i gusti e con pazienza non facevo frullare, ma schiacciavo cose morbide in modo da avere un composto semi solido e non liquido. Ora è dimagrita, è peggiorata. Piange anche al telefono e io con lei.<br>Io voglio che questa orrenda situazione non venga sotterrata in nome di un ottimismo falso, perchè noi non ci vedremo ancora per molto. Infatti la RSA ha già ventilato appuntamenti ad oltranza a tempo limitato, anche se le cose miglioreranno. Nessuno dovrebbe far finta di non saperlo. Ora la chiamano &#8220;precauzione&#8221;.<br>Se però pensassero a costruire tende campo climatizzate fuori dalle strutture per le visite parenti, o ci fosse più personale all&#8217;interno della struttura, forse noi potremmo vederci anche tutti i giorni, sempre fuori finestra, me ne farei una ragione se fosse un incontro quotidiano.<br>Mi rivolgo ai cari Politici, Protezione Civile, ATS lombardia:  non girate la testa. In un mondo dove tutti siamo diventati animalisti, dove non abbiamo cuore di lasciare  giustamente soli i nostri cani , perchè non pensiamo di far vivere dignitosamente anche agli anziani che non per vezzo, ma per necessità sanitarie non colmabili a casa propria, si trovano soli, nell&#8217;ultima  difficile fase della loro vita ?<br>Simona Campolunghi<br>Valle Salimbene (PV)</p>



<p></p>
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		<title>Riaprono gli stadi, ma non le RSA</title>
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		<pubDate>Sun, 31 May 2020 08:48:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E&#8217; pervenuta alla nostra redazione la seguente lettera che abbiamo deciso di rendere pubblica in quanto denuncia, ancora una volta, le inadempienze dei dirigenti della Regione Lombardia, le decisioni contraddittorie, la mancanza di senso&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter size-large"><img loading="lazy" width="610" height="431" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14153" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 610w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/RSA-300x212.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 610px) 100vw, 610px" /></figure></div>



<p>E&#8217; pervenuta alla nostra redazione la seguente lettera che abbiamo deciso di rendere pubblica in quanto denuncia, ancora una volta, le inadempienze dei dirigenti della Regione Lombardia, le decisioni contraddittorie, la mancanza di senso di responsabilità e di umanità nel gestire la situazione di emergenza causata dal Covid-19. <strong><em>Associazione Per i Diritti umani </em></strong>coglie l&#8217;occasione per chiederne il commissariamento a nome anche di tutti i pareti delle vittime che non hanno nemmeno potuto dare un ultimo saluto ai propri cari. </p>



<p>Ringraziamo i firmatari della lettera per aver voluto condividere l&#8217;ingiusta esperienza che stanno vivendo.</p>



<p>Lettera/denuncia</p>



<p>Richiamiamo la vostra attenzione sull&#8217;impossibilita&#8217; di visitare i nostri patenti nelle Rsa ormai da 90 gg. Anche con tutte le precauzioni del caso e&#8217; impossibile poter incontrare i nostri anziani genitori che per varie patologie  non riescono e non possono piu&#8217; interagire con i propri figli. E&#8217; umanamente gravissima questa situazione e non piu&#8217; sopportabile soprattutto nei casi in cui le Rsa non siano state toccate dalla pandemia e possano essere preparati incontri ad hoc evitando ogni rischio di contagio.</p>



<p>Siamo profondamente delusi e tristi : questa non e&#8217; più una società civile e rispettosa dei diritti umani essenziali,ma e&#8217; diventata semplicemente disumana. </p>



<p>Troviamo assurdo che a tutt&#8217;oggi, 30.05.2020, non sia ancora possibile, dopo tre lunghi mesi di sofferenza, poter andare da nostra madre ricoverata in RSA: c&#8217;e&#8217; stato tutto il tempo di organizzarsi per le visite dei parenti con tutte le precauzioni del caso. E&#8217; giusto prolungare questa infinita sofferenza sia per i familiari che per i ricoverati solo perché le istituzioni regionali non decidono, incapaci di assumersi le proprie responsabilità ? </p>



<p>La nostra mamma, affetta da Alzheimer, era abituata a visite quotidiane; inizialmente abbiamo cercato di spiegarle la gravita&#8217; della situazione e lei, pur soffrendo, riusciva ancora ad interagire e riuscivamo a rassicurarla. Ora  purtroppo in videochiamata (al riguardo non possiamo che ringraziare l&#8217;RSA di Ispra Varese che con professionalità ed umanità ha reso possibile questo contatto sin dall&#8217;inizio della pandemia) ha lo sguardo perso , abbandonato. Cosa stiamo aspettando? Nostra madre ha bisogno di noi.  Le istituzioni devono riattivare il contatto tra parenti e ricoverati nelle RSA perche&#8217; hanno avuto parecchio tempo a disposizione invece di preoccuparsi di quando far iniziare il campionato di calcio! </p>



<p>Tutti hanno bisogno di rivedere i propri familiari per continuare a vivere! E&#8217; scandaloso e inumano prolungare questa situazione, negando a nostro giudizio i più elementari e inalienabili diritti umani!</p>



<p><br>Titta e Umberto Falaschi, Cesano Boscone (MI)</p>
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		<title>LA  REGIONE LOMBARDIA TOGLIE IL MEDICO ALLE PERSONE RICHIEDENTI ASILO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Nov 2019 08:46:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dove non arriva la mannaia dei decreti Salvini, sui diritti delle persone migranti, arriva l&#8217;interpretazione &#8220;creativa&#8221; di qualche amministratore. Questa volta tocca al diritto alla salute delle persone richiedenti asilo residenti nella&#160;Regione Lombardia. Come&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13231" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/73395356_563668814204629_1383929030746570752_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1120w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>Dove non arriva la mannaia dei decreti Salvini, sui diritti delle persone migranti, arriva l&#8217;interpretazione &#8220;creativa&#8221; di qualche amministratore.</p>



<p>Questa volta tocca al diritto alla salute delle persone richiedenti asilo residenti nella&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/Regione.Lombardia.official/?__tn__=%2CdK%2AF-R&amp;eid=ARAvoaoPnYDSMDYBuKoC9DvHU93bNwsVvnWpP41ZyGrq_ds6INtlZu7xeJ1xTM-jtQyVadukPQfPqsxK&utm_source=rss&utm_medium=rss">Regione Lombardia</a>.</p>



<p>Come osservato infatti dall&#8217;<a href="https://www.facebook.com/NagaOnlus/?__tn__=%2CdK%2AF-R&amp;eid=ARDBoD2r4vsUhTdxNVlqIMG1LGdUejTs2hcb3vXKu7NrQfMJ3_29S3GxvCqce1rqIpsR1Z8T1Rnc1e0c&utm_source=rss&utm_medium=rss">Associazione Naga &#8211; Milano</a>,</p>



<p>il primo decreto sicurezza Salvini, &#8220;non è invece intervenuto sull&#8217;assistenza sanitaria per i cittadini stranieri che, per i richiedenti asilo, continua ad essere garantita dall&#8217;articolo 34 del Testo Unico Immigrazione (Dlgs 286/98).&#8221;</p>



<p>&#8220;Ci ha però pensato la Regione Lombardia che, tramite l&#8217;Azienda di Tutela della Salute (ATS) Milano Città Metropolitana, ha diffuso ai medici di base un&#8217;informativa secondo la quale a seguito delle modifiche introdotte dal cosiddetto Decreto Salvini i richiedenti la protezione internazionale verranno iscritti al Servizio Sanitario per massimo 1 anno, senza assegnazione del Medico di Medicina Generale. La stessa comunicazione appare anche sul sito di Regione Lombardia, mentre da nessuna parte è stato possibile reperire il provvedimento che ha originato tali comunicazioni.&#8221; (<a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fbit.ly%2F34aHHOf%3Ffbclid%3DIwAR2EtWo-YzSESBfGu8KMOvg18W_CKn11F5SvaEF0nCXnUke3EfTaltJQh5w&amp;h=AT2kHfLlQI8cq7SmL23fA9NamnBi_Dwue5DVBPwsAAWAoCl_zZacMcjOULPR9h7qDuZ5WU5k0YWQwH0e8bgrYZ_QzL8qjL8Kl_PgsK3xHqoqs84aJJwiK526IDRwWeb_jWw_bTQGpQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">bit.ly/34aHHOf</a>)</p>



<p>Questo il link del sito della Regione al quale è riportata la novità, espressamente quanto falsamente ricondotta al primo decreto sicurezza del precedente governo.</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/prenotazioni-ticket-e-tempi-di-attesa/assistenza-sanitaria-agli-stranieri/assistenza-sanitaria-agli-stranieri?fbclid=IwAR3uoUUH_7qne3_44DCJKKTNKSzr8BiywOGG2Ln4saoCjazYoUXBn-zsVeo&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/prenotazioni-ticket-e-tempi-di-attesa/assistenza-sanitaria-agli-stranieri/assistenza-sanitaria-agli-stranieri?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>E ci casca anche qualche quotidiano:</p>



<p><img src="https://s.w.org/images/core/emoji/13.1.0/72x72/1f447.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="👇" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /><br><a href="https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/10/25/news/effetto_salvini_via_il_medico_ai_richiedenti_asilo-239436766/?fbclid=IwAR0vrWTUxmjTHFgGq5HoDX-b_hxIZcLd5LvbalI-gsU1w5EMfmg-q1RDonQ&utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="noreferrer noopener" target="_blank">https://rep.repubblica.it/pwa/locali/2019/10/25/news/effetto_salvini_via_il_medico_ai_richiedenti_asilo-239436766/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>Non ha invece alcuna giustificazione nè tantomeno supporto normativo l&#8217;iniziativa regionale di cui trattasi, considerato che il diritto alla salute è bene costituzionalmente garantito, e appunto nessuna circolare può derogare all&#8217;art. 34 citato, che riconosce anche ai richiedenti asilo parità di trattamento e completa uguaglianza rispetto ai cittadini italiani quanto all&#8217;assistenza erogata dal servizio sanitario nazionale e alla sua validità temporale: quindi iscrizione al servizio sanitario e medico di base anche per loro, e non solo per un anno!</p>



<p>Attendiamo il &#8220;mea culpa&#8221; della Regione Lombardia ed una pronta smentita diretta ai medici di base già destinatari della circolare menzognera.<br></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Festival Fotografia Etica. Il mondo e le sue complicazioni</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 02 Nov 2019 13:56:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per quasi tutto il mese di ottobre a Lodi si è tenuta la nuova edizione del Festival di Fotografia etica che propone varie mostre e approfondimenti sulle zone calde nel mondo. Come ogni anno,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/02/arteattualita-festival-fotografia-etica-il-mondo-e-le-sue-complicazioni/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;. Festival Fotografia Etica. Il mondo e le sue complicazioni</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<p>Per quasi tutto il mese di ottobre a Lodi si è tenuta la nuova edizione del Festival di Fotografia etica che propone varie mostre e approfondimenti sulle zone calde nel mondo. </p>



<p>Come ogni anno, Associazione Per i Diritti umani ha trascorso una giornata e vi propone alcuni dei progetti che colpiscono maggiormente. </p>



<p>Iniziamo con il Kurdistan di Joey Lowrence. La questione curda è, purtroppo, di stretta attualità come abbiamo documentato anche su questo giornale con diversi articoli. </p>



<figure class="wp-block-video"><video controls src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/IMG-3793.mov?utm_source=rss&utm_medium=rss"></video></figure>



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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13190" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/3-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/3-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="3024" height="4032" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13191" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/4-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/10/4-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 3024px) 100vw, 3024px" /></figure>



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		<title>Regione Piemonte: la proposta del disegno di legge dell&#8217;assessore Ricca preoccupa Associazione 21 luglio perchè viola i diritti umani</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Nov 2019 04:09:30 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="560" height="315" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13223" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/unnamed-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></figure></div>



<p></p>



<p><br>  “Norme in materia di regolamentazione del nomadismo e di contrasto all’abusivismo”. È questo il titolo della proposta del disegno di legge presentato nella giornata di lunedì 28 ottobre da <strong>Fabrizio Ricca, assessore alla sicurezza della Regione Piemonte</strong>. Un documento che ricalca un’altra proposta di legge presentata dal gruppo Lega nel 2015 (n.122) e licenziata con voto contrario il 29 giugno nel 2017 dal Consiglio regionale del Piemonte.<br><strong>Associazione 21 luglio ha inviato una lettera al presidente della Regione Piemonte</strong> per esprimere preoccupazione e per chiedere di vigilare attentamente sulla proposta del disegno di legge che, se approvato, comporterebbe una violazione dei diritti umani ponendosi in contrasto con gli obblighi costituzionali, con le norme comunitarie e internazionali.</p>



<p><strong>Le motivazioni di Associazione 21 luglio</strong></p>



<p>La proposta del disegno di legge, secondo Associazione 21 luglio, più che “regolamentare il nomadismo”&nbsp;<strong>nasconde la volontà di adottare una legge ad hoc per soggetti e gruppi di persone individuate su base etnica</strong>, identificate come rom. Tra i vari punti contenuti nel testo (che possono essere approfonditi nel link in basso) Associazione 21 luglio esprime preoccupazione per l’installazione in dette “<strong>aree di transito</strong>” di impianti di videosorveglianza, ricordando tra l’altro che l’Autorità garante per la protezione dei dati personali ha stabilito che «un soggetto pubblico può effettuare attività di videosorveglianza solo per funzioni istituzionali di cui sia realmente titolare in base all’ordinamento di riferimento. Diversamente, il trattamento non è lecito». Tra le criticità evidenziate compaiono, inoltre, i requisiti di accesso alle aree come la provenienza del reddito e l’idoneità morale dei soggetti che ne fanno richiesta. Perplessità viene espressa anche per i principi che potrebbero portare alla revoca dell’autorizzazione e al permanere nelle “aree di transito”.</p>



<p>Nel documento presentato dall’assessore Ricca viene ripresa nuovamente l’idea della creazione di un “<strong>Osservatorio regionale</strong>” sul monitoraggio dei flussi e il “contrasto all’abusivismo” con la presenza di «tre componenti delle Forze dell’ordine, di concerto con le Prefetture». Associazione 21 luglio evidenzia come la Corte Costituzionale abbia più volte ribadito che le forme di collaborazione e di coordinamento coinvolgenti compiti ed attribuzioni di organi dello Stato non possono essere disciplinate unilateralmente dall’attività legislativa regionale essendo necessaria la loro previsione da parte della legge statale o da parte di accordi tra i soggetti istituzionali coinvolti.</p>



<p>«La proposta del disegno di legge si pone in netto contrasto con normative comunitarie e internazionali e rappresenta, di fatto, una violazione dei diritti umani – dichiara Carlo Stasolla, presidente di Associazione 21 luglio -.&nbsp;<strong>Chiediamo che l’azione politica sia rispettosa delle norme</strong>, degli articoli della Costituzione e dei diritti individuali di ognuno e su questo continueremo a vigilare».</p>



<p><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=02d565702e&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">LA LETTERA DI ASSOCIAZIONE 21 LUGLIO</a></p>
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		<title>Iraq / Yezidi: a quattro anni dal genocidio degli Yazidi nel nord dell&#8217;Iraq</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Aug 2018 07:43:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Associazione per i Diritti umani riceve e sostiene il seguente appello 280.000 profughi yazidi restano ancora senza alcuna prospettiva per il futuro &#8211; Comunità internazionale deve lavorare per permettere ai profughi di tornare a&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11118" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1058" height="704" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1058w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/07-sinjar-refugees.w529.h352.2x-1024x681.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1058px) 100vw, 1058px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><strong>Associazione per i Diritti umani riceve e sostiene il seguente appello</strong></em></p>
<p>280.000 profughi yazidi restano ancora senza alcuna prospettiva per il futuro &#8211; Comunità internazionale deve lavorare per permettere ai profughi di tornare a casa</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione del quarto anniversario del genocidio commesso contro gli Yazidi del nord dell&#8217;Iraq (3 agosto 2014), l&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) ha lanciato un appello affinché la comunità internazionale designi dei mediatori internazionali che possano aiutare a risolvere le controversie tra il governo nazionale iracheno di Baghdad e il governo della regione autonoma del Kurdistan iracheno riguardanti la regione yazida di Sinjar. Tuttora ci sono 280.000 persone, sopravvissute al genocidio, che vivono in accampamenti provvisori o presso privati che le ospitano, per le quali non è possibile tornare a casa e quindi nemmeno iniziare a ricostruire un futuro per sé e per i propri figli. Il governo di Baghdad e quello del Kurdistan iracheno devono finalmente trovare un accordo sull&#8217;appartenenza territoriale della regione del Sinjar e da quale amministrazione questa debba essere governata. Secondo l&#8217;APM, la comunità internazionale dovrebbe impegnarsi maggiormente per il futuro dei sopravvissuti e prendere l&#8217;iniziativa di avviare colloqui tra le parti in causa. Sempre secondo l&#8217;APM, la soluzione migliore potrebbe essere proprio quella di istituire l&#8217;autonomia regionale per il Sinjar.</p>
<p>Il 3 agosto 2014 le comunità di credenti yazidi della regione del Sinjar furono attaccate dalle milizie dell&#8217;IS con lo scopo di eliminare e mettere in fuga la popolazione yazida. In base ai dati forniti dalle Nazioni Unite, 5.000 Yazidi furono uccisi subito, molti di più, in particolare donne e bambini, furono rapiti. 430.000 persone sono riuscite a fuggire dalla violenza delle milizie dell&#8217;IS. Delle circa 5.000 donne e ragazze rapite si pensa che almeno 3.000 siano ancora ostaggio dell&#8217;IS. Le donne e ragazze rapite sono state stuprate, costrette al matrimonio con i miliziani oppure vendute come schiave, tra cui anche a membri di altri gruppi armati di stampo islamico che a loro volta confluiscono nel cosiddetto esercito siriano libero. Finora solo 40.000 credenti yazidi sono potuti tornare a casa, in una regione che però è completamente distrutta dalla guerra. Per poter tornare a casa propria, i sopravvissuti hanno un urgente bisogno di ricevere aiuti per la ricostruzione ma è anche fondamentale aiutarli nel liberare le persone tuttora ostaggio dell&#8217;IS.</p>
<p>Il 3 agosto sono state effettuate manifestazioni e commemorazioni in tutto il mondo, nelle quali gli Yazidi e chiunque sia solidale con loro ricorderà &#8211; anche e soprattutto alla comunità internazionale &#8211; gli orrori del genocidio subíto; commemorazioni in Europa, Nordamerica, in Russia, Armenia, Georgia e ovviamente nel Kurdistan iracheno, ma non ad Afrin. La regione kurda nel nord della Siria è da marzo 2018 occupata da forze armate turche in coalizione con gruppi armati radical-islamici siriani. Dopo la distruzione di Sinjar, la regione di Afrin era rimasta uno dei pochissimi posti del Medio Oriente in cui gli Yazidi riuscivano ancora a vivere relativamente in pace. Ora anche gli Yazidi di Afrin sono in fuga e proprio come gli Yazidi del Sinjar dipendono completamente dagli aiuti internazionali.</p>
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		<title>Siria del Nord: gravi accuse contro le forze di occupazione turche in Afrin</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jul 2018 07:27:46 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Arabizzazione, islamizzazione e divieti linguistici nella regione del Kurdistan siriano di Afrin. Importante comunicato da parte dell&#8217;APM (Associazione Popoli Minacciati) Gravi accuse sono state fatte dall&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) contro le forze&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Arabizzazione, islamizzazione e divieti linguistici nella regione del Kurdistan siriano di Afrin.</p>
<p>Importante comunicato da parte dell&#8217;APM (Associazione Popoli Minacciati)</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1190.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11012" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1190.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="433" height="266" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1190.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 433w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/untitled-1190-300x184.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 433px) 100vw, 433px" /></a></p>
<p>Gravi accuse sono state fatte dall&#8217;Associazione per i popoli minacciati (APM) contro le forze di occupazione turche nella regione kurda di Afrin nella Siria settentrionale. Mentre Donald Trump e Vladimir Putin a Helsinki parlano del conflitto in Siria, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan lascia che i tirapiedi ai suoi comandi nella zona occupata di Afrin commettano omicidi, continuino a cacciare persone e ad espropriare. Tutte le scritte e la segnaletica in lingua kurda viene eliminata e anche le lezioni in lingua kurda nelle scuole dopo le vacanze scolastiche non saranno ripristinate.</p>
<p>Secondo i dati dell&#8217;APM, solamente tra l&#8217;1 e il 15 luglio attivisti kurdi hanno documentato circa 120 rapimenti, sette omicidi, dieci rapine e 27 razzie che hanno visto la distruzione delle proprietà dei malcapitati. Inoltre è stato dato fuoco a quattro campi. Questa è solo la punta dell&#8217;iceberg: dalla conquista della regione kurda avvenuta il 18 marzo, l&#8217;esercito turco ha deportato almeno 3.000 curdi. Secundo alcune stime sarebbero scomparsi fino a 7.000 Kurdi. Per paura di ulteriori attacchi molte famiglie colpite vogliono rimanere in incognito. Sempre più spesso soldati turchi e islamisti sequestrano i cellulari dai civili per scoprire chi dà notizia di questi attacchi.</p>
<p>Anche i timori dei Kurdi di perdere le proprie proprietà che andranno a coloni arabo-sunniti di altre parti del paese sembrano giustificati. La scorsa settimana il &#8220;Dipartimento legale&#8221; del &#8220;Consiglio locale&#8221; di Afrin istituito dalle forze di occupazione turche, ha invitato tutti i residenti a presentare i loro atti di proprietà. Verranno esaminati per completare le presunte procedure legali necessarie per il settore immobiliare. I circa 250.000 Kurdi fuggiti da Afrin prima dell&#8217;attacco turco non hanno quindi nessuna possibilità di far valere i propri diritti.</p>
<p>L&#8217;esercito turco ha già portato decine di migliaia di islamisti radicali arabi nella regione kurda. Molti di questi nuovi coloni sono armati e membri di vari gruppi islamisti. Sostengono l&#8217;esercito di occupazione turco e sotto i loro occhi uccidono, torturano e derubano i civili Kurdi rimasti ad Afrin. Nella regione un tempo molto aperta e liberale praticamente è stata introdotta la legge islamica della sharia. Le donne senza il velo non osano più scendere in strada. Il paesaggio urbano è ormai caratterizzato dalla presenza di uomini con lunghe barbe e donne che indossano il niqab islamico. A causa di questa islamizzazione, per uno Yezidi o Alevita ad Afrin non è più possibile vivere. Le circa 1.000 persone appartenenti alla piccola comunità cristiana sono scomparse.</p>
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		<title>Iraq: si teme attacco a Kirkuk</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Oct 2017 07:10:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L&#8217;UE deve mediare tra la regione del Kurdistan iracheno e il governo centrale in Iraq. L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) come anche molti Kurdi nel nord dell&#8217;Iraq temono un attacco su larga&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/thDGVF5ZB4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9672" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/10/thDGVF5ZB4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="300" height="170" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;UE deve mediare tra la regione del Kurdistan iracheno e il governo centrale in Iraq.</p>
<p>L&#8217;Associazione per i Popoli Minacciati (APM) come anche molti Kurdi nel nord dell&#8217;Iraq temono un attacco su larga scala da parte dell&#8217;esercito iracheno e delle milizie sciite irachene alla città petrolifera di Kirkuk e all&#8217;intera regione. L&#8217;Unione europea deve subito svolgere un ruolo di mediazione tra il governo regionale del Kurdistan iracheno di Erbil e il governo sciita di Baghdad. Sia l&#8217;esercito sia le milizie sciite sono controllate da Baghdad ed entrambe le istituzioni collaborano con l&#8217;Iran. L&#8217;appartenenza della regione di Kirkuk assieme alla città che porta lo stesso nome è controversa. L&#8217;area è rivendicata tanto dai Kurdi sunniti quanto dal governo centrale. Negli ultimi tre anni i Kurdi peshmerga hanno portato sotto il proprio controllo zone importanti della provincia di Kirkuk, nella lotta portata avanti contro lo Stato islamico (IS).</p>
<p>Lo staff generale iracheno nega che sia stata lanciata un&#8217;operazione militare per la riconquista di Kirkuk. Tuttavia, in base a proprie informazioni provenienti dal Kurdistan iracheno, si stanno concentrando sempre più milizie sciite, soprattutto nei due villaggi di Beshir e Taza Kormatu non lontano da Kirkuk. Queste milizie dovrebbero combattere contro l&#8217;IS nella regione. Il governo regionale curdo aveva acconsentito alla presenza di queste truppe, perché le due città sono abitate principalmente da Turcomanni sciiti. Si ha la netta impressione che adesso le milizie sciite, l&#8217;Iran e la Turchia, dopo l&#8217;indebolimento e la sconfitta dell&#8217;IS, si vogliano concentrare sulla lotta contro i Kurdi.</p>
<p>Il governo iracheno avrebbe dovuto risolvere già da tempo il conflitto sull&#8217;appartenenza delle cosiddette zone contese come Kirkuk, Sinjar, Khanaquin e Mandali, questione prevista anche dall&#8217;articolo 140 della Costituzione irachena. In questo articolo si prevedeva che Baghdad avrebbe preso le misure necessarie per eliminare le conseguenze della politica di oppressione sotto Saddam Hussein in alcune zone del paese, tra cui anche Kirkuk. Sotto Saddam infatti la struttura demografica della popolazione era stata cambiata con la violenza. L&#8217;articolo propone misure come il risarcimento, la compensazione, ma anche il rimpatrio. I confini dei distretti settentrionali dell&#8217;Iraq che sono stati arbitrariamente modificati sotto il regime di Saddam Hussein devono essere sottoposti a una &#8220;revisione&#8221;. La soluzione dovrebbe essere raggiunta in tre fasi: in una prima fase la normalizzazione della situazione dovrebbe essere raggiunta con i coloni che dovrebbero rientrare spontaneamente ai loro antichi territori. Nella seconda fase, i profughi Kurdi, Turkmeni e appartenenti ad altre minoranze dovrebbero rientrare nelle loro proprietà. Infine dovrebbero essere ripristinati i vecchi confini della provincia: a questo punto è anche previsto un censimento. Infine si dovrebbe organizzare un referendum per decidere dell&#8217;appartenenza della regione.</p>
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