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	<title>registi Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>The years we have been nowhere: la sofferenza delle migrazioni e delle deportazioni</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Oct 2023 07:38:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Piccoli film, ma importanti. Sono le storie di Sulemain, Fatima Kamakuye e Patrick che hanno lasciato la Sierra Leone in cerca di un futuro migliore, riuscendo a costruirsi delle nuove vite e delle famiglie&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="225" height="225" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17218" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/10/dep-1-80x80.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 80w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></a></figure></div>



<p>Piccoli film, ma importanti. </p>



<p>Sono le storie di Sulemain, Fatima Kamakuye e Patrick che hanno lasciato la Sierra Leone in cerca di un futuro migliore, riuscendo a costruirsi delle nuove vite e delle famiglie in Europa e negli Stati Uniti ma, a causa di problematiche dal carattere burocratico ed alcune infrazioni amministrative, vengono condannati e strappati alle loro famiglie per essere rispediti nel paese d&#8217;origine, dove ormai hanno perso i contatti con amici e familiari di una volta&#8230;Le storie di alcune persone che hanno lasciato, per motivi diversi, la loro patria in Africa per cercare un futuro in Europa vengono descritte e lette sotto una luce diversa. Il termine che viene utilizzato sin dall&#8217;inizio è forte quanto, purtroppo, esplicito ed appropriato: deportazione. Le loro vicende personali ne rafforzano il significato gettando un&#8217;ulteriore e pesante ombra sulla cosiddetta questione dei migranti.</p>



<p>Cascavilla e Piacentini ci invitano a riflettere su vite a proposito delle quali la propaganda avversa diviene priva di strumenti.</p>



<p>Il problema dei flussi migratori sta al centro del dibattito quotidiano fra le forze politiche in Italia, in particolare per la sua collocazione geografica, ma anche nel resto d&#8217;Europa e non solo. L&#8217;argomento prevalente che viene portato da chi vorrebbe risolvere la situazione con proposte a volte solo propagandistiche (vedi alla voce blocco navale) è quello della mancata integrazione di chi arriva in cerca di una vita migliore portando però con sé retaggi culturali che non sono disponibili all&#8217;apertura rispetto ad usi e costumi delle società dei Paesi considerati come meta ideale.<br><br>Questo importante documentario ci ricorda che esistono anche (e non sono pochi) migranti che si inseriscono nella società verrebbe da dire &#8216;a pieno titolo&#8217;. Perché hanno imparato la lingua, trovato un lavoro, si sono sposati/e, hanno messo al mondo dei figli. Ma manca loro, secondo le leggi degli Stati, per dimostrare quella &#8216;pienezza&#8217;, un documento, oppure incappano in intralci burocratici e, da un giorno all&#8217;altro magari anche dopo molti anni, vengono rispediti nel Paese d&#8217;origine.</p>



<p><br><br>Vengono presi, ammanettati, portati a forza in un aereo (anche morendoci come è accaduto in un caso che viene riportato alla memoria) e fatti rientrare in una società che, a sua volta, li respinge perché non hanno fatto fortuna o comunque non sentono più come luogo in cui poter vivere e prosperare. Proprio chi si dichiara difensore del concetto di unità familiare dovrebbe ascoltare queste storie perché qui di famiglie si parla e del loro smembramento senza che nessuno abbia commesso un reato.</p>



<p>Opporsi alle deportazioni è impossibile; opporsi alla brutalità, permettendo agli uomini e alle donne deportati di mantenere la propria dignità, è civiltà.</p>



<p><strong>L’OBIETTIVO DELLA RACCOLTA FONDI.</strong></p>



<p>Raggiungere l’obiettivo permetterà agli autori di volare in Africa a incontrare i deportati, rispediti indietro, perché non li vogliamo e dobbiamo aiutarli a casa loro, e le loro famiglie, che hanno investito tutto per farli partire e che non hanno più nulla.</p>



<p>L’intento è capire cosa è successo quando Sulemain, Madame Manseray e Patrick sono rientrati, quali strascichi fisici e psichici ha portato l’allontanamento dai propri affetti; scoprire come mai gli unici che si decidono ad aiutarli sono solo coloro che hanno ricevuto sulla propria pelle lo stesso marchio infamante.</p>



<p>Per le famiglie rimaste in Sierra Leone essere riportati indietro non è un dramma, ma una condanna; essere separati dalle proprie famiglie è una colpa.</p>



<p>Successivamente gli autori voleranno a Berlino e a Londra per andare a scoprire quali macerie relazionali e affettive i deportati hanno lasciato alle proprie spalle, intervistando chi è rimasto indietro e non ha abbandonato la propria stabilità per andare a riprendere il proprio partner, e i figli cresciuti senza padre o madre, perché la burocrazia si è messa di mezzo.</p>



<p>“<em>Conosceremo gli addetti all’immigrazione, coloro che li riaccompagnano a casa e gli avvocati che cercano di assistere e hanno cercato di impedire la loro deportazione</em>“.</p>



<p><strong>TRAILER del DOC: </strong></p>



<p><a href="https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FcGE-kXta1qY%2Fmaxresdefault.jpg&amp;tbnid=3t8wobZ100CKSM&amp;vet=12ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU..i&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DcGE-kXta1qY&amp;docid=qYP-xsveZab4PM&amp;w=1280&amp;h=720&amp;q=the%20years%20we%20have%20been%20nowhere%20trailer&amp;ved=2ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.google.com/imgres?imgurl=https%3A%2F%2Fi.ytimg.com%2Fvi%2FcGE-kXta1qY%2Fmaxresdefault.jpg&amp;tbnid=3t8wobZ100CKSM&amp;vet=12ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU..i&amp;imgrefurl=https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DcGE-kXta1qY&amp;docid=qYP-xsveZab4PM&amp;w=1280&amp;h=720&amp;q=the%20years%20we%20have%20been%20nowhere%20trailer&amp;ved=2ahUKEwjXsfv_iP-BAxUWs6QKHfKqDpsQMygAegQIARBU&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p>L’obiettivo finale spiegano è sensibilizzare gli spettatori: “<em>Noi vogliamo differenziare l’essere umano dal pacco postale, nel quale, a causa di leggi e di frontiere, decise a tavolino, lo si vuole trasformare, quando un confine non cambia la conformazione del territorio, ma solo il suo nome; in questo caso il deportato è utilizzato per meri interessi elettorali e da persona, magicamente, si trasforma in percentuale.</em></p>



<p>Il dramma del padre o della madre che non può vedere crescere i propri figli e che avrà effetti sulla psicosocialità degli adulti e dei bambini sarà il cuore della nostra campagna.</p>



<p><em>Chi beneficerà di questi fondi saranno i futuri spettatori che si avvicineranno a quest’esperienza scoprendo che, la propaganda televisiva, ululata ai quattro venti non è una scelta priva di conseguenze, ma una decisione che influenza decine di migliaia di vite ogni anno che sono spostate arbitrariamente da un continente all’altro</em>“.</p>



<p></p>



<p><strong>A COSA SERVONO I SOLDI?</strong></p>



<p>Viaggiare per poter effettuare le riprese, utilizzare telecamere all’avanguardia per poter realizzare il documentario e renderlo disponibile sulle piattaforme che si utilizzano tutti i giorni (Tv, via cavo, on demand e streaming) montarlo e sottotitolarlo in tutte le lingue (italiano, inglese, tedesco, francese, spagnolo, cinese, arabo, olandese, portoghese, giapponese, malawi e hindi) per poterlo diffondere nel mondo.</p>



<p><strong>CHI E’ INVISCHIATO NEL PROGETTO?</strong></p>



<p><strong>Mauro Piacentini</strong>&nbsp;regista e produttore, dopo i successi di “Posto Unico” e “Profondo Bianco” volerà in Africa in pieno Covid, incurante di malattie ben più gravi (quali il tifo, la malaria e il colera) per portare a termine le riprese africane.</p>



<p><strong>Olivia Godding</strong>&nbsp;ha cominciato l’attività di modella e attrice quando aveva 12 anni e ha posato per Elle, Fille e Cover ed è apparsa in Confessioni di una mente pericolosa, di George Clooney. Adesso è un imprenditrice di successo a Freetown e comparirà nelle vesti di testimone nel documentario, in quanto migrante.</p>



<p><strong>Roberto Sommella</strong>&nbsp;è un esperto di post-produzione che vanta una conoscenza approfondita degli strumenti di editing e molte esperienze come video maker. Dopo la laurea in Lingua e Letteratura giapponese a Napoli, ha vissuto in giro per l’Europa e ha maturato più di 15 anni di esperienza nella produzione video. Ha avuto la possibilità di lavorare con diverse piattaforme, software e telecamere su un ampio spettro di produzioni, dalla moda allo sport, dal branded content al corporate, dal marketing alla fiction o a cortometraggi come “Deep white”, presentato nel 2006 al Festival del Cinema di Venezia, nel settore Industry.</p>



<p><strong>Markadams Kamara</strong>&nbsp;ha lasciato la Sierra Leone subito prima della guerra alla fine degli anni 90. Dopo aver vissuto e lavorato in Costa d’Avorio, si è trasferito nel centro Europa (Francia e Germania) dove si è sposato e ha avuto una figlia, prima di essere deportato. Rientrato in Sierra Leone, si è dedicato all’attività teatrale e adesso si occupa di bilanci.</p>



<p><strong>Mike Duff</strong>&nbsp;è un video-maker australiano che dopo aver vissuto nel sud est asiatico per alcuni anni si è trasferito in Sierra Leone. Un solo anno, aveva detto. Vive e lavora a Freetown da 9 anni e collabora con BBC, ABC, Al Jazeera come freelance, progettista, direttore della fotografia e cameramen.</p>



<p><strong>Lucio Cascavilla</strong>&nbsp;è un attivista e scrittore. Dopo aver vissuto per 10 anni in Cina e aver lavorato ad alcuni cortometraggi e documentari, ha pubblicato tre libri (due sul paese asiatico e 1 di fantascienza). Da quasi due anni vive e lavora in Sierra Leone e collabora a varie riviste e blog online.</p>



<p><strong>Antonio Rignanese</strong>&nbsp;è un Digital Strategist e si occupa di comunicazione on line per aziende e professionisti. In passato attivista di Emergency per la provincia di Foggia e Macerata, è da sempre attento e attivo sulle tematiche della cooperazione internazionale e dei diritti umani.</p>



<p>– Per condividere il progetto:<br><a href="https://www.gofundme.com/f/the-years-we-have-been-nowhere-sostieni-il-doc?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.gofundme.com/f/the-years-we-have-been-nowhere-sostieni-il-doc?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p></p>
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		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;: Tori e Lokita (questa volta parliamo di un film)</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2023 13:37:50 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16817" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/01/tori-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Lokita ha sedici anni e Tori dodici; sono partiti entrambi a piedi dall&#8217;Africa: lei dal Camerun e lui dal Benin. Non sono fratelli dal punto di vista biologico, ma hanno creato un legame molto forte, tanto da farli sentire tali. Arrivano a Catania per poi continuare il loro viaggio e giungere in Belgio dove, secondo la legge dello Stato, devono dimostrare di essere parenti e, non potendolo fare, entrano in un giro di malaffare per ottenere i documenti necessari a poter vivere dignitosamente.</p>



<p>I due giovani frequentano il bar di un uomo, Betim, che traffica in sostanze stupefacenti e li coinvolge nello spaccio come corrieri della droga, approffittando anche sessualmente di Lokita in cambio della promessa di libertà. La ragazza vuole inviare denaro in Africa per mantenere i propri familiari, ma deve anche proteggersi dai trafficanti che l&#8217;hanno aiutata a partire dal proprio paese e che devono ancora riscuotere il credito di viaggio. Dopo tre mesi di coercizione da parte di Betim e dei suoi complici, Lokita otterrà i documenti falsi per il permesso di soggiorno, ma non sarà mai libera su questa terra: Tori, infatti, vedrà i suoi piedi spuntare da un cespuglio e capirà (capiremo) che Lokita è stata privata della vita. Tori abbassa lo sguardo nella speranza di vederla rialzarsi, ma lei non lo farà.</p>



<p>Tori e Lokita, come molti migranti irregolari nella realtà, vengono inseriti in un centro di accoglienza belga, che non accoglie affatto, ma è solo un dormitorio; i due noti registi,Jean-Pierre e Luc Dardenne, con l&#8217;uso della tecnica registica del pedinamento (con camera a mano e inquadrarture tormentate come i protagonisti) fanno seguire agli spettatori passo dopo passo i due giovani per le strade della città in cui si trovano a sopravvivere, tra non-luoghi (per dirla con Marc Augè) e pericoli alla ricerca di un posto sicuro nella società, dopo che insieme hanno formato una piccola famiglia, seppur fittizia.</p>



<p>“Rosetta”, “Il ragazzo con la bicicletta”, “La promessa” e altre: opere che mettono in luce, da angolature diverse, le difficoltà degli adolescenti in un&#8217;epoca &#8211; e in un Occidente &#8211; che offre molto a chi è già privilegiato e che si accaniscono su chi parte svantaggiato. Lokita porta sulle spalle anche il peso dell&#8217;età e dell&#8217;essere donna. Tori è costretto ad affrontare da solo il viaggio della e per la vita, con l&#8217;illusione di trovare un futuro migliore e troppo presto dovrà fare i conti con la violenza e con la perdita di una persona cara.</p>



<p>Un&#8217; immagine fissa apre il film, presentato in concorso all&#8217;ultima edizione del festival di Cannes: è il volto di Lokita intenta a rispondere a una raffica di domande che provengono dal fuoricampo e rivolte alla ragazza dalla commisione di valutazione degli immigrati per l&#8217;assegnazione del permesso di soggiorno. Sembra l&#8217;interrogatorio di una criminale, quando non avere i documenti è solo un reato amministrativo. I Dardenne, quindi, fin dall&#8217;incipit denunciano le politiche errate e punitive in termini di diritti umani da parte dell&#8217; Unione Europea. Mentre Lokita si sacrifica &#8211; fino all&#8217;estremo &#8211; per il sostentamento di tutti, Tori dimostra di essere un ragazzino vivace, intelligente, pieno di idee, che cerca di dare fondo a tutte le energie pur di aiutare l&#8217;amica e se stesso in questo percorso dantesco che non dà loro tregua. Il legame che li unisce e una filastrocca sono gli unici appigli che li fanno procedere con tenacia in un mondo adulto scevro di ogni umanità. <em>Alla fiera dell&#8217;Est </em>&#8211; il motivo che i due hanno imparato in Sicilia &#8211; è un antico canto ebraico che Angelo Branduardi ha modificato nella versione italiana e che narra di una creatura piccola e debole che viene mangiata da quelle via via sempre più grandi e prepotenti.</p>



<p>L&#8217;essenzialità fa anche di quest&#8217;ultimo lavoro dei Dardenne una critica alla società contemporanea, una riflessione sulla deriva valoriale in particolare degli adulti che dovrebbero proteggere i giovani, soprattutto se sono Minori Stranieri Non Accompagnati, e invece li sfruttano o li abbandonano (come le istituzioni).</p>



<p>Non è un film particolarmente originale, se si conosce la cinematografia degli autori, ma ancora oggi, e forse più che mai, si tratta di un film necessario per far comprendere l&#8217;attualità e restituire, almeno virtualmente, dignità a tutte le ragazze e i ragazzi che hanno perso l&#8217;infanzia e la giovinezza, se non la vita stessa, a causa di meccanismi economici e di potere che li divora come topolini inermi (“<em>Alla fiera dell&#8217;Est per due soldi un topolino mio padre comprò; e venne il gatto che si mangiò il topo che al mercato mio padre comprò&#8230;</em>”).</p>
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		<title>IFF. Integrazione Film Festival: a Bergamo l&#8217;intercultura è di casa</title>
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		<pubDate>Sun, 22 May 2022 07:59:22 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16376" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF-1536x864.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/05/Schermata-video-IFF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>“Per la capacità di raccontare il valore delle origini e dell&#8217;appartenenza attraverso la nostra storia&#8230;”. Questa è la motivazione del premio come Miglior cortometraggio assegnato a <em>Il moro</em>, della regista italiana Daphne di Cinto: il figlio di una schiava africana e di Papa Clemente VII è erede della dinastia dei Medici e diventa il primo Duca di Firenze, nonostante le difficoltà della sua famiglia ad accettarlo, vincitore della 16ma edizione dell&#8217;Integrazione Film Festival che si è tenuta a Bergamo dal 10 al 15 maggio 2022. Un festival che si apre anche al mondo e alle culture che lo abitano con tredici opere in concorso che sono arrivate da tutti i continenti (tra cui: Egitto, Spagna, Brasile, Quatar, Francia, Iraq, Finlandia).</p>



<p>L&#8217;edizione di quest&#8217;anno, organizzata come sempre da Cooperativa Ruah e Lab80, ha avuto il piacere di avere in squadra come codirettore artistico Amir Ra, regista italiano di origini egiziane che ha regalato ai frequentatori della manifestazione anche la mostra del progetto “Origines. Noi siamo il futuro”, dedicato alla valorizzazione dei talenti di giovani di nuova generazione: le immagini di tredici ragazze e ragazzi che reinterpretano, in chiave contemporanea, il dipinto-manifesto “Il quarto stato” di Giuseppe Pellizza da Volpedo.</p>



<p>Due concorsi, per cortometraggi e per documentari: il premio come Miglior documentario è stato assegnato a <em>Tam Tam</em> <em>Basket</em> di Mohamed Kenawi dove dalla povertà di Castel Volturno, in provincia di Caserta, nasce un team di cestisti provenienti da famiglie migranti, ma il loro sogno si scontra con la legislatura (una legge sulla cittadinanza che, in Italia, non ha ancora visto la luce) e una società ancora poco inclusiva. Un film intersezionale che dà voce ai processi di integrazione possibile attraverso lo sport.</p>



<p>IFF ha avuto un grande successo di pubblico che ha partecipato a tutte le proiezioni, ha seguito le attività off e ha decretato come film maggiormente apprezzato <em>Connections</em> di Andrea Longhin che ha seguito la giovane protagonista turca, Selin Ardak, mentre pratica la sua passione per lo skateboard e ne fa un motivo, ancora una volta, di orgoglio e di inserimento nella società maggioritaria.</p>



<p>Fuori concorso, il film di apertura del festival è stato <em>Il legionario</em> di Hleb Papou in cui Daniel, italiano di seconda generazione, agente di polizia considera il gruppo di lavoro come una famiglia, nonostante tenga segreti ai colleghi la presenza di una madre e di un fratello che vivono in un palazzo occupato e sono minacciati di sgombero. Il fratello del protagonista, Patrick, è tra i più attivi all&#8217;interno del comitato degli occupanti e i due, dalle parti opposte della barricata, faticano a trovare un punto di accordo tra le diverse ideologie.</p>



<p>Come attività collaterale vogliamo segnalare la presenza di Marilena Delli Umuhoza e Ian Brennan &#8211; attivista, scrittrice e produttrice la prima e produttore pluripremiato il secondo &#8211; che hanno presentato il lavoro documentario in cui raccontano della realizzazione degli album musicali di artisti dei Paesi meno rappresentati in questo campo.</p>



<p>L&#8217;IFF-Intergazione Film Festival nasce vent&#8217;anni fa a Sarnico e con il tempo è cresciuto, diventando un punto di riferimento culturale importante perchè solo mettendosi dalla parte degli “altri” e solo tramite la conoscenza diretta si possono superare pregiudizi e stereotipi. La manifestazione bergamasca è capace, infatti, di raccontare realtà fortemente presenti sul territorio, superando anche i confini nazionali per portare sullo schermo storie ed esperienze autentiche o verosimili eper approfondire percorsi di intercultura e di inclusione sociale, oggi più che mai necessari.</p>



<p>L&#8217;Assessora alla Pace del Comune di Bergamo ha così commentato la riuscita della manifestazione: “Anche quest&#8217;anno la Provincia è orgogliosa di sostenere IFF. I valori che questo progetto promuove non sono soltanto condivisibili, ma vanno anche riaffermati con forza. Le istituzioni hanno il dovere di supportare il mondo della cultura quando si prende il compito di creare dialogo, raccontare esperienze diverse e quindi di contribuire alla creazione di una società interculturale, in cui l&#8217;integrazione tra tutti e tutte sia davvero possibile e anche bella e arricchente”.</p>
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		<title>Laboratorio sulle periferie del mondo</title>
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		<pubDate>Fri, 29 Jan 2021 08:50:21 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>LABORATORIO ONLINE per STUDENTI SCUOLE SUPERIORI e UNIVERSITARI per parlare di #periferie #welfare #educazionecivica #diritti e&#8230;di CINEMA! PREVIA lettura del saggio &#8220;Visioni periferiche. La narrazione dell&#8217;hinterland in Italia e nel mondo&#8221;, Multimage, la casa&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="531" height="746" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/PERIF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15037" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/PERIF.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 531w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/PERIF-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure>



<p>LABORATORIO ONLINE per STUDENTI SCUOLE SUPERIORI e UNIVERSITARI per parlare di #periferie <a href="https://www.facebook.com/hashtag/welfare?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZXX9g7vvzJTX3Ber1pWoMUK6Cs9K3bXTIxlHoGow-aQ_7ZfVXEYjFejvLyhyc4CmPDzr5aMAAbfTA3H8MFMiLVPHfLrBGzjY-QIcsIZK47MbSlRG9mrFMLTNiMSfY-WsOP7AgmHEABwS2zY5pYpHqmuej5Ed8CsCh28xTcskzne4g&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#welfare</a> #educazionecivica <a href="https://www.facebook.com/hashtag/diritti?__eep__=6&amp;__cft__[0]=AZXX9g7vvzJTX3Ber1pWoMUK6Cs9K3bXTIxlHoGow-aQ_7ZfVXEYjFejvLyhyc4CmPDzr5aMAAbfTA3H8MFMiLVPHfLrBGzjY-QIcsIZK47MbSlRG9mrFMLTNiMSfY-WsOP7AgmHEABwS2zY5pYpHqmuej5Ed8CsCh28xTcskzne4g&amp;__tn__=*NK-R&utm_source=rss&utm_medium=rss">#diritti</a> e&#8230;di CINEMA!</p>



<p></p>



<p>PREVIA lettura del saggio &#8220;Visioni periferiche. La narrazione dell&#8217;hinterland in Italia e nel mondo&#8221;, Multimage, la casa editrice dei diritti umani &#8211; da parte degli studenti, si offre un laboratorio di 2 ore online. </p>



<p></p>



<p>Al termine ragazze/i sono chiamati a realizzare un loro prodotto finale (foto, video, interviste, testi) che saranno pubblicati su <a rel="noreferrer noopener" href="http://peridirittiumani.com/?fbclid=IwAR2kZAe_R_DDP4C1zxk5QzxLDZpFIM1zz4GbQE1m0ebUj7CEstWXg4Dn7Hs&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">peridirittiumani.com</a> e, eventualmente, esposti in una mostra all&#8217;interno della scuola/università (appena sarà possibile) con inaugurazione. Per prenotare le vostre classi, potete scrivere a: lale.monte@gmail.com oppure a info@peridirittiumani.com</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15038" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-1152x1536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1152w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-1536x2048.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/01/quarta-di-copertina-scaled.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<p> </p>
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		<title>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 07:22:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili&#160; Giovedì 27 agosto, prima giornata del Nòt Film Fest, il festival del cinema che per la&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14552" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-1536x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/Copy-of-NòtFilmFest_2019-23-1-2048x1365.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p><strong>Nòt Film Fest 2020: la prima giornata di festival tra talenti del territorio, musica e nuove concezioni femminili&nbsp;</strong></p>



<p>Giovedì <strong>27 agosto</strong>, prima giornata del <strong>Nòt Film Fest</strong>, il festival del cinema che per la terza volta porta a Santarcangelo <strong>film </strong>e <strong>registi indipendenti </strong>da tutto il <strong>mondo</strong>. Quest’anno i <strong>film </strong>in programma sono <strong>118</strong>, 50 in più rispetto all’edizione 2019, e vengono da <strong>32 paesi differenti</strong>; capire le storie ed emozionarsi con queste però non è difficile, perchè oltre ad essere <strong>sottotitolati </strong>in <strong>italiano </strong>i film in concorso sono provocanti, attenti, pensati e realizzati per far riflettere il pubblico su tematiche di rilievo che non sempre trovano spazio nelle grandi sale cinematografiche.&nbsp;</p>



<p>Come previsto per tutti i giorni del festival, si è inizia la mattinata con due <strong>talk</strong>: alle 10:30 <strong>Filippo Moretti</strong>, giovane <strong>compositore </strong>romagnolo formatosi al conservatorio di Cesena Bruno Maderna, che racconta con esempi concreti quanto la <strong>musica </strong>nel <strong>cinema </strong>sia importante quanto la sceneggiatura.&nbsp;</p>



<p>“La musica amplifica il film”, dice Filippo Moretti e aggiunge che è “un <strong>linguaggio </strong>a sé stante comprensibile attraverso il subconscio”. Attraverso scene tratte da film quali “Indiana Jones e “L’ultima crociata” di Steven Spielberg e “Spider-Man 2” di Sam Raimi, Filippo Moretti spiega quanto la musica contribuisca a costruire un film e a delineare le diverse <strong>emozioni </strong>e i vari <strong>personaggi</strong>. “La musica è <strong>ritmo</strong>” dice anche, ed ecco che&nbsp; spiega al pubblico il lavoro che svolge per per comporre la colonna sonora di un film.</p>



<p>Alle 11.45 c’è stato il workshop “<strong>Scrivere</strong> <strong>un film con Fabula Deck</strong>”. <strong>Andrea Binasco</strong> e <strong>Matteo di Pascale</strong> sono i fondatori di Sefirot, casa editrice indipendente che crea strumenti pensati per stimolare la creatività. Fra questi è stato presentato “<strong>Fabula</strong>”, un kit di <strong>40 carte </strong>che, dicono i creatori, “insegna come strutturare una storia sulla base del Viaggio dell’Eroe di Vogler e della Struttura a tre Atti”. “Ogni carta è una scatola” dice Matteo di Pascale “che può essere riempita, anche usando dei semplici post-it”. Alla fine della presentazione del kit, sono stati organizzati dei <strong>gruppi </strong>di <strong>lavoro </strong>per la stesura di 5 cortometraggi con l’utilizzo delle carte Fabula e&nbsp; che impegnerà gli avventori per tutta la durata del festival.</p>



<p>Alle 15:00 ecco&nbsp; le proiezioni dei film in concorso: per la giornata di apertura abbiamo avuto la sezione dei <strong>corti internazionali</strong>, con 8 prime europee e una mondiale, “<strong>The White Wall</strong>” (MX).&nbsp;</p>



<p>Si prosegue alle 17.00 con una sezione interamente dedicata ai talenti emergenti del nostro territorio chiamata appunto “<strong>Emilia Romagna Docs</strong>” con i documentari “<strong>Pi Amuri o Pi Raggia</strong>” di <strong>Fabrizio Raggi </strong>e la <strong>prima mondiale </strong>“<strong>The childhood experience</strong>” di <strong>Valentina Olivato</strong>. Entrambi i registi erano presenti in sala. Fabrizio sceglie di raccontare una realtà quasi dimenticata, quella dei cantastorie siciliani, mentre <strong>Valentina </strong>racconta la storia di una <strong>famiglia bolognese </strong>e del suo <strong>modello educativo libertario</strong>. Di fronte alle perplessità, sono gli stessi ragazzi presenti in sala a difendere l’educazione ricevuta: “Ogni giorno c’è un nuovo modo di imparare” dice Miranda e le fa eco anche Ines, la sorella maggiore: “Non ci pesa non andare a scuola, abbiamo possibilità di fare nuove amicizie in altro modo”.&nbsp;</p>



<p>Le proiezioni del pomeriggio si sono concluse alle 18.00 con <strong>confini femminili,</strong> una serie di corti che esplora la condizione e il concetto di donna attraverso gli occhi di filmmaker di differenti culture e paesi. Dagli <strong>USA </strong>alla <strong>Norvegia </strong>e <strong>all’Iran </strong>passando per il <strong>Giappone </strong>si intrecciano <strong>2 prime europee </strong>(“<strong>Woman screaming in a car</strong>” e “<strong>Woman of the photographs</strong>” e <strong>una italiana </strong>(“The <strong>Manchador</strong>”) che portano a Santarcangelo una celebrazione di tutte le sfumature del femminile.&nbsp;</p>



<p>All’ora dell’aperitivo è stato inaugurato il<strong> Castle Bar</strong>, il luogo di ritrovo dei creativi e di tutti gli affezionati al Nòt Film Fest, gestito dal Cucinino di Santarcangelo e che ospita il food truck di <strong>Franceschetta58</strong>, il bistrot dell’Osteria Francescana. Qui l’attore <strong>Luca Guastini </strong>leggerà per 4 giorni le <strong>sceneggiature </strong>in lingua originale di film, che sono partiti come produzioni indipendenti per poi riscuotere grande successo nel panorama mainstream. Si è dato il via agli appuntamenti con il Premio Oscar per la miglior sceneggiatura “<strong>JoJo Rabbit</strong>” di Taika Waititi, nella sua scrittura originale risalente a tre anni prima dell’effettiva realizzazione del film.&nbsp;&nbsp;&nbsp;</p>



<p>Quello che viene dopo è un turbinio di <strong>colori</strong>, <strong>riflettori </strong>e <strong>risate</strong>: si inizia ufficialmente il festival con la <strong>cerimonia </strong>di <strong>apertura</strong>. Sul <strong>red carpet </strong>hanno sfilato&nbsp; filmmaker, attori, giornalisti, volontari e ovviamente i fondatori della manifestazione <strong>Noemi Bruschi</strong>, <strong>Alizé Latini </strong>e <strong>Giovanni Labadessa</strong>, che si impegnano affinché tutti si sentano a proprio agio e possano vivere il festival nel clima di comunità creativa che lo caratterizza. Quest’anno è particolarmente importante per il festival, che al suo terzo anno di vita ha voluto comunque esserci rispettando tutte le <strong>norme </strong>di <strong>sicurezza</strong>, come il red carpet 5&#215;30 e i posti limitati in sala.&nbsp;</p>



<p>Proprio sul red carpet hanno fatto la loro prima apparizione anche i <strong>giudici</strong>, tra cui <strong>Sandra Lipski, Luca Scarcella, Stefano Cipani, Luca</strong><strong> Severi, Anna Pennella e Peter Baxter</strong>, presidente di giuria, che ha introdotto e presentato i film proiettati all’arena allo Sferisterio: <strong>Zombies</strong> (Congo) video musicale del visionario Baloji; <strong>Beats</strong> (Scozia) lungometraggio provocante e ribelle di Brian Welsh che racconta la storia di due amici che vogliono partecipare a un rave nella Scozia proibizionista degli anni 90.&nbsp;</p>



<p>Dopo le proiezioni serali ci si è spostati di nuovo al <strong>Castle bar</strong>, questa volta per rilassarsi, chiacchierare e ascoltare i <strong>concerti </strong>e ballare con&nbsp; i <strong>dj set </strong>curati da <strong>Kadesh </strong>&amp; <strong>G </strong>che saranno presenti tutte le sere fino all’1:30. Ad aprire la serie, troviamo <strong>g.em</strong>, giovane cantautrice indipendente romagnola che presenta i suoi brani accompagnandosi al piano o all’ukulele.&nbsp;</p>



<p><strong>Tutti i film </strong>menzionati e in concorso sono <strong>disponibili </strong>dal<strong> 27 al 30 agosto</strong> su  <a href="https://notstream.com/?utm_source=rss&utm_medium=rss">NOTSTREAM</a>, la piattaforma <strong>streaming </strong>tutta <strong>italiana </strong>del <strong>cinema indipendente</strong> creata dal <strong>Nòt Film Fest.</strong></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1024x683.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-768x512.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-1536x1024.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/fondatori-2048x1365.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="1024" height="680" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14553" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1024x680.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-768x510.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1-1536x1021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/08/NòtFilmFest_2019-16-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1800w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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		<title>Inizio corso di Cinema online</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 08:10:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, il corso di Cinematografia inizierà sabato 11 aprile, alle ore 11 ricordo che saranno 4 incontri &#8211; una volta alla settimana (11/18/25 aprile e 2 maggio sempre alle ore&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="601" height="800" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13815" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 601w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/04/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></div>



<p>Care amiche e cari amici,</p>



<p>il corso di Cinematografia inizierà <strong>sabato 11 aprile, alle ore 11</strong></p>



<p>ricordo che saranno 4 incontri &#8211; una volta alla settimana  <strong>(11/18/25 aprile e 2 maggio sempre alle ore 11)</strong></p>



<p><strong>al costo TOTALE di 20 euro a partecipante</strong></p>



<p>Per iscrizioni, scrivere a: <strong>info@peridirittiumani.com </strong></p>



<p></p>



<p>Fate passaparola, vi aspettiamo!</p>



<p><strong>PROGRAMMA:</strong></p>



<ul><li>Breve introduzione sulla Storia del Cinema</li><li>Analisi di spezzoni dal punto di vista tecnico</li><li>I principali generi cinematografici</li><li>Visione di un cortometraggio e come scrivere una recensione</li></ul>



<p><strong>Le recensioni migliori verranno pubblicate su questo sito. </strong></p>



<p></p>
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		<title>Corso online di Cinematografia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 31 Mar 2020 10:13:05 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Se siete amanti del Cinema e in questo periodo avete più tempo da dedicare alla Settima Arte&#8230; Se i vostri figli e nipoti guardano serie tv, film e giocano ai videogames&#8230; Se siete curiosi&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="601" height="800" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13807" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 601w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pppppppppppppppppppppppppppppppppppppp-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 601px) 100vw, 601px" /></figure></div>



<p>Se siete amanti del Cinema e in questo periodo avete più tempo da dedicare alla Settima Arte&#8230;</p>



<p>Se i vostri figli e nipoti guardano serie tv, film e giocano ai videogames&#8230;</p>



<p>Se siete curiosi di capire come viene realizzato un film, quali siano le tecniche principali (regia, montaggio fotografia, colonna sonora, etc.)&#8230;</p>



<p>Se siete appassionati di qualche autore o di qualche genere in particolare&#8230;</p>



<p style="text-align:center"><strong>LEGGERE un FILM è il corso online che fa per voi! Vi aspettiamo numerose/i!</strong></p>



<p>Un corso di Cinema  declinato in vari modi: tecniche, generi, approfondimenti tematici, etc. &#8211;  riguarda la capacità di leggere un film come se fosse un testo scritto.</p>



<p>Il
linguaggio cinematografico è, infatti, caratterizzato da un codice ,
come un testo letterario, che va decifrato per coglierne i
significati profondi, i messaggi diretti e indiretti in modo che, chi
guarda e ascolta un&#8217;opera filmica (come un&#8217;altra opera d&#8217;ARTE) sia
consapevole del contenuto della stessa. 
</p>



<p>Siamo &#8211; soprattutto i giovani- costantemente bombardati da immagini e dal linguaggio dei mass-media che è composto da immagini, appunto, suoni, parole. Pensiamo alla tv, al web, al Cinema, ai videogames&#8230;In questa giungla di sollecitazioni è necessario saper scegliere il prodotto utile alla formazione, alla giusta e corretta informazione, alla buona conoscenza di sé e di ciò che accade intorno a noi.  </p>



<p><strong>Il corso partirà con un minimo di 5 iscritti</strong></p>



<p><strong>DURATA e METODOLOGIA</strong></p>



<p>4 incontri &#8211; di 90 minuti ciascuno</p>



<p>1 incontro alla settimana, <strong>sabato alle ore 11</strong></p>



<p>Collegamento in videoconferenza/ visione e analisi di brani di film tratti dalla Cinematografia mondiale, del Passato e Contemporanea/ partecipazione degli utenti con una recensione, un testo, un commento. I migliori saranno pubblicati su questo sito (www.peridirittiumani.com)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p><strong>COSTI e MODALITA&#8217; di ISCRIZIONE</strong></p>



<p>per il totale dei 4 incontri: 20 euro</p>



<p>Per iscriversi: mandare una email a info@peridirittiumani.com con nome e cognome e riceverete <strong>le istruzioni per il collegamento</strong> alle videoconferenze e <strong>per il pagamento del corso. </strong></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Festival del Cinema africano, d&#8217;Asia e America latina</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 10 Mar 2018 15:13:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>28° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina WWW &#8211; What a Wonderful World Milano, 18-25 marzo 2018   &#160; Si terrà a Milano, dal 18 al 25 marzo, la 28a edizione del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/03/10/festival-del-cinema-africano-dasia-e-america-latina/">Festival del Cinema africano, d&#8217;Asia e America latina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b>28° Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina</b></p>
<p align="center"><b>WWW &#8211; What a Wonderful World</b></p>
<p align="center"><b>Milano, 18-25 marzo 2018</b></p>
<p align="center"><u> </u></p>
<p align="center"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10298" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="992" height="321" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1168.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 992w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1168-300x97.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/03/untitled-1168-768x249.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 992px) 100vw, 992px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si terrà a Milano, dal 18 al 25 marzo, la 28a edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina, l’unico in Italia dedicato alle cinematografie e alle culture dei tre continenti.</p>
<p>A rappresentare la variegata e composita proposta culturale del Festival nell&#8217;immagine ufficiale, torna ancora una volta la &#8220;Zebra prismatica&#8221;, quest’anno in versione “high-tech” e accompagnata dal claim <i>WWW &#8211; What a Wonderful World.</i></p>
<p>Da ormai tre anni, il Festival si propone infatti di raccontare agli spettatori la modernità dei tre continenti, in particolare dell’Africa dove l’arrivo di internet ad alta velocità ha dato una forte spinta propulsiva all’economia e ha anche contribuito a vivacizzare la scena artistica e culturale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b>PROGRAMMA CINEMATOGRAFICO</b></p>
<p>La 28a edizione aprirà ufficialmente domenica 18 marzo, ore 20.30, all&#8217;Auditorium San Fedele e proporrà circa 60 film (tra cui 25 film in prima nazionale, 2 prime europee e 3 prime mondiali) per 7 giorni di programmazione:<s> </s>una selezione delle produzioni più recenti di cinema di qualità proveniente da Africa, Asia, America Latina e Italia, scelte su circa 600 film visionati.<br />
Le proiezioni dei film sono introdotte dalla presentazione del regista o di un esperto cinematografico. Tutti i film sono presentati con sottotitoli in italiano.</p>
<p>I film in concorso saranno giudicati da una Giuria internazionale, composta da tre esperti, che assegnerà il <b>Premio al Miglior Film</b> <b>del</b> <b>Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo,</b> e da una Giuria di giornalisti italiani che attribuirà il <b>Premio al Miglior Cortometraggio Africano e al Miglior film del Concorso Extr’A  </b>dedicato ai film italiani girati nei tre continenti o sulle tematiche dell’immigrazione in Italia<b>. </b>Nella Sezione <b>Flash </b>saranno proposti i film di registi affermati, un<b> Omaggio </b>al grande regista africano recentemente scomparso <b>Idrissa Ouédraogo.</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><b><u>Film d’apertura</u></b></p>
<p>Ad aprire la 28a edizione sarà l’anteprima italiana di <b><i>Une saison en France</i></b>, l’ultimo attesissimo film di una vecchia conoscenza del festival: <b>Mahamat Saleh Haroun</b><i>.</i> Anche in Francia i temi dell’immigrazione continuano ad ispirare i registi e il celebre cineasta ciadiano dà il suo contributo alla causa. Nel suo primo film girato in Francia, racconta infatti un dramma intimo affrontando la questione scottante dei richiedenti asilo senza retorica né cliché mediatici, grazie anche all’interpretazione intensa e senza sbavature di Eriq Ebouaney e Sandrine Bonnaire.</p>
<p><i>“Il cinema oggi non fa che mostrare l’estraneità dello straniero e ci dice che dobbiamo “tollerarlo” malgrado la sua diversità. Il mio desiderio in questo film era quello di ricondurlo ad una dimensione comune, per mostrare che c’è realmente qualcosa che si può condividere”. M. S. Haroun</i></p>
<p>Sin dagli inizi della sua carriera con il suo primo cortometraggio <i>Maral Tanie</i> del 1994, Mahamat Saleh Haroun è stato ospite del Festival del Cinema Africano, d&#8217;Asia e America Latina.</p>
<p>Nato in Ciad, ottiene i primi riconoscimenti già con il suo primo lungometraggio, <i>Bye-bye Africa</i> che viene premiato nel 1999 come Miglior Film al Festival di Venezia. Tra i suoi film di successo citiamo <i>Daratt, La stagione del perdono</i> (Premio Speciale della Giuria, Festival di Venezia 2006) e <i>Un homme qui crie </i>(Premio della Giuria, Festival di  Cannes 2010). Haroun è stato anche Ministro della Cultura nel suo paese.</p>
<p><b><u>Le tre sezioni competitive</u></b></p>
<p>Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, proporrà 10 film (fiction e documentari) in prima italiana: un’accurata selezione delle ultime produzioni provenienti dai tre continenti che privilegia le opere dei giovani registi.</p>
<p>Tra i titoli che competono per l’assegnazione del Premio Comune di Milano al Miglior Film del valore di 8.000 euro: l’anteprima nazionale in collaborazione con Middle East Now di Firenze del nuovo sconvolgente documentario di Talal Derki, <i>Of Fathers and Sons</i> (Grand Jury Prize al Sundance 2018), in cui il regista siriano torna nel suo paese per documentare la quotidianità di una famiglia di combattenti di Al Qaida, uno sguardo inedito e inquietante sulla relazione padre &#8211; figlio e sull’educazione jihadista; il film rivelazione della Quinzaine des réalisateurs di Cannes 2017, <i>I Am not a Witch</i> della regista zambiana Rungano Nyoni, un’interpretazione ironica e immaginifica del dramma dei bambini stregone; torna a Milano un regista culto del cinema bengalese,  Mostapha Farooki, fondatore di Chabal (movimento di avanguardia del Bangladesh per giovani talenti del cinema) con il suo nuovo film <i>No Bed of Roses</i>, interpretato dalla star indiana internazionale Irfan Khan (<i>The Millionaire,</i> <i>The Lunchbox</i>); dalla competizione del festival di Rotterdam 2018, l’opera prima dell’egiziano Fawzi Saleh, <i>Poisonous Roses</i>, girato nelle antiche concerie del Cairo, un luogo infernale dove un fratello e una sorella cercano di sopravvivere al degrado e alla miseria; con <i>Severina</i> Felipe Hirsch ci racconta l’amore tormentato e misterioso tra un libraio melanconico e una ladra di libri, citazioni e poesie in una vecchia libreria di Montevideo; dal Brasile <i>Azougue Nazareth</i>, di Tiago Melo (Bright Future Award al Rotterdam Film Festival 2018) girato nella regione di Recife racconta del conflitto tra i poeti <i>sambador</i> che si preparano per il carnevale e un pastore evangelista che vieta questa tradizione “demoniaca”. Dall’Indonesia torna a Milano Kamila Andini con il suo secondo lungometraggio, <b><i>The Seen and Unseen</i></b>: un film magico che evoca la comunione soprannaturale che unisce due gemelli e la capacità di affrontare il dolore della separazione e il mistero della morte attraverso il linguaggio senza tempo delle arti e della spiritualità balinese.</p>
<p><b><br />
Il Concorso Cortometraggi Africani ospita i migliori film brevi (fiction e documentari) realizzati da registi provenienti da tutta l’Africa e dalla diaspora. La sezione ha l’obiettivo di promuovere i giovani registi africani ai loro primi passi nel cinema e di mostrare le nuove tendenze e le sperimentazioni del cinema africano.</b></p>
<p>Tra i film selezionati: dal Ruanda <i>Imfura</i> di Samuel Ishimwe (cortometraggio vincitore dell’Orso d’Argento alla Berlinale 2018) sul ritorno al villaggio natio di un giovane alle prese con le contraddizioni della società ruandese post-genocidio; il pluripremiato <i>Aya,</i> della regista tunisina Fedhila Moufida, sull’integralismo islamico dal punto di vista di una bambina (Tanit d’Oro alle Giornate del Cinema di Cartagine 2017); dalla Mauritania, <i>The Tree,</i> di Cheikh Mohammed Horma, un piccolo film sul complicato rapporto tra uomo e natura; il rituale notturno di un uomo che gioca con un branco di iene nel corto sperimentale <i>Hairat </i>della regista etiope-messicana Jessica Beshir; dal Cairo, <i>Into Reverse</i> di Noha Adel, che racconta la storia di una donna al volante che ingaggia una piccola lotta quotidiana, un atto di resistenza per difendere la legalità e la propria dignità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il Concorso Extr’A è dedicato ai film di registi italiani a confronto con altre culture con l’intento di raccontare un’Italia che si fa interprete della diversità culturale. In questa sezione sono proposti i film di registi italiani girati nei tre continenti o i film che hanno come soggetto le tematiche dell’immigrazione.</p>
<p>Tra i film selezionati: due documentari in prima mondiale, <i>Vita di Marzouk </i>di Ernesto Pagano, sulla crisi di una coppia mista e il ritorno di Marzouk con i figli nel suo villaggio natale in Tunisia, e <b><i>Underground Harvest</i> </b>di Silvia Vignato, Parsifal Reparato e Christian Giuffrida, girato nel Nord di Sumatra, il film è una descrizione corale della relazione tra il mondo femminile nei campi di riso e la febbrile e rischiosa ricerca dell’oro del mondo maschile; il cortometraggio <i>Granma</i> – co-diretto da Daniele Gaglianone e dal nigeriano Alfie Nze su un soggetto originale di Gianni Amelio &#8211; che racconta la storia di Jonathan, un giovane musicista hip hop di Lagos che deve compiere un doloroso viaggio al suo villaggio per comunicare la morte del cugino nella traversata verso l’Europa; <i>Babylonia Mon Amour, </i>di Pierpaolo Verdecchi sull’esasperazione e la rabbia di un gruppo di senegalesi senza dimora a Barcellona dinnanzi all’indifferenza delle autorità; il linguaggio ricco di tecniche espressive di Francesca Cogni nel cortometraggio <i>Neviaro,</i> per raccontare l’incontro possibile tra i ragazzi di un paese delle montagne del cuneese e dei giovani richiedenti asilo; <i>Talien</i> di Elia Mouatamid che accompagna il padre, dopo quasi quarant&#8217;anni in Italia, nel viaggio di ritorno in Marocco: un<i> on the road movie</i> che è l&#8217;occasione di un padre e di un figlio per spiegarsi, capirsi, incontrarsi.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per il programma completo del festival: <a href="http://www.festivalcinemaafricano.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">www.festivalcinemaafricano.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;. Palestine: filmer c’est exister</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Dec 2017 08:36:16 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi (Ginevra/Losanna 23-29 novembre 2017) L’edizione di quest’anno cade a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, a 70 dal voto Onu sulla partizione della Palestina e a 50 dalla Naksa, la sconfitta della&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9848" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="363" height="514" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 842w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-212x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 212w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-768x1086.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/locfestpal-724x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 724w" sizes="(max-width: 363px) 100vw, 363px" /></a></p>
<p align="CENTER">(Ginevra/Losanna 23-29 novembre 2017)</p>
<p>L’edizione di quest’anno cade a 100 anni dalla Dichiarazione Balfour, a 70 dal voto Onu sulla partizione della Palestina e a 50 dalla Naksa, la sconfitta della Guerra dei Sei giorni e si concentra su due periodi strettamente correlati: la Palestina del mandato Britannico attraverso le trasmissioni della radio di Gerusalemme, foto di famiglia di gazawi e alcune rarissime immagini cinematografiche dal Cairo e il cinema palestinese degli anni Sessanta…perlomeno gli archivi che non sono stati distrutti dall’invasione israeliana del Libano del 1982. In particolare segnalo il film Looted and Hidden-Palestinian Archives in Israël di Roma Sela proprio sul saccheggio degli archivi palestinesi: basato interamente su materiali d’archivio mostra i meccanismi di controllo (compresi la confisca e la censura) che hanno contribuito a nascondere la storia del popolo palestinese. Collegato a questo film una imperdibile tavola rotonda su come i cineasti palestinesi possano ricostruire una storia saccheggiata attraverso l’utilizzo degli archivi e del materiale visivo sull’immaginario e sul dibattito storiografico.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/leila_khaled_poster.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-9850 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/leila_khaled_poster.gif?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="259" height="365" /></a></p>
<p>Altri film molto interessanti sono Leila Khaled: Hijacker di <a href="https://palestine-fce.ch/programme/annuaire/lina-makboul/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Lina Makboul</a>, sul dirottamento del volo 840 della TWA ad opera del FPLP che ha mediatizzato la presenza palestinese sullo scacchiere internazionale e Retour à Haïfa di Kassem Hawal, adattamento dell’omonima novella di Ghassan Kanafani, realizzato con la collaborazione dei Palestinesi dei campi profughi del Nord del Libano…pensare che solo per la scena dell’esodo sono stati utilizzate più di 4.000 comparse, centinaia di abiti tradizionali e vecchie automobili.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-9849" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="405" height="293" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 808w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa-300x217.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/return2haifa_rudin_pppa-768x556.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 405px) 100vw, 405px" /></a></p>
<p class="western" align="JUSTIFY">
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		<title>Meet the Docs! La prima giornata del festival</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Jun 2017 07:47:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Ecco alcune immagini della prima giornata di  Meet the Docs! Il festival internazionale di documentari sui diritti umani che si sta svolgendo in questi giorni a Forlì. &#160; &#160; &#160;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/06/04/meet-the-docs-la-prima-giornata-del-festival/">Meet the Docs! La prima giornata del festival</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco alcune immagini della prima giornata di  <em>Meet the Docs!</em> Il festival internazionale di documentari sui diritti umani che si sta svolgendo in questi giorni a Forlì.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8886" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1620" height="1080" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt207-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-8887" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1620" height="1080" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1620w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt209-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1620px) 100vw, 1620px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/06/Mt224.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" 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