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	<title>religioso Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Le comunità del mondo arabo in Italia sul tema della violenza contro le donne</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 08:12:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Foad Aodi ; &#8220;Complimenti alla Tunisia per la nuova proposta legge in favore dell&#8217; uguaglianza  tra donne e uomini nell&#8217; eredità, Non bisogna dimenticare i diritti delle donne nei paesi euro Mediterranei e africani”&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><b><i>Foad Aodi ; &#8220;Complimenti alla Tunisia per la nuova proposta legge in favore dell&#8217; uguaglianza  tra donne e uomini nell&#8217; eredità, Non bisogna dimenticare i diritti delle donne nei paesi euro Mediterranei e africani”</i><br />
</b></div>
<div dir="auto"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-11706" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="314" height="314" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 465w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/Logo-Co-mai-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 314px) 100vw, 314px" /></a></div>
<div dir="auto"><i>Le comunità del mondo arabo in Italia (le Co-mai), l&#8217;associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) ed il Movimento internazionale Uniti per Unire sul tema della violenza contro le donne.<br />
</i></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto"><img loading="lazy" class="img-responsive alignright" src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2018/07/VIOLENZA-6-1-720x470.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Amsi e Co-mai contro la violenza e le aggressioni contro le donne a casa e sui posti di lavoro: “chiediamo più centri di ascolto e assistenza socio sanitaria”" width="258" height="169" data-pagespeed-url-hash="3771752283" /></div>
<div dir="auto"><i>“È  vergognoso e non è comprensibile come,  ancora  , nel 2018, si continui a parlare di violenza sulle donne senza rispettare i loro legittimi diritti, i quali rappresentano una delle migliori conquiste della democrazia e delle civiltà e dei diritti umani.  Da lodare la  Tunisia , dove venerdì 23.11 è stata avanzata una proposta di legge in favore dell’ uguaglianza nell&#8217; eredità tra maschi e femmine  ” &#8211; dichiara il Fondatore dell&#8217;AMSI e delle Co-mai <b>Prof.Foad Aodi </b>Medico Fisiatra e membro del Focal Point per l&#8217;integrazione in Italia per alleanza delle Civiltà UNAOC-Organismo ONU.<br />
</i></div>
<div dir="auto"><i>“Oggi vogliamo esprimere la nostra solidarietà a tutte le donne nel mondo che hanno subito violenza. Tra loro ricordiamo le tante immigrate  violentate ingiustamente  durante i “tragitti delle speranze” . Ricordiamo la vergogna delle “ spose bambine” e delle piccole vittime dei pedofili. Ricordiamo le donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili ,le giovani  che spesso non possono vivere come le loro coetanee , le donne che non possono studiare ,lavorare o guidare per colpa di leggi ingiuste. Le donne  che hanno meno diritti degli uomini ,le donne che portano il velo per costrizione imposta da altri ed anche tutte quelle che non riescono a realizzare i loro sogni per colpe non loro “ &#8211; conclude <b>Aodi-</b>  il quale invia una precisa richiesta alle istituzioni : rafforzare ed ampliare i centri d&#8217;ascolto multilingue presso le Asl ed i Municipi per prevenire la violenza sulle donne sia mentale quanto fisica , sostenendo chi sta in difficoltà e chi ha avuto il coraggio di denunciare. E’ necessario non farle sentire mai sole “- conclude Aodi. <b>Nicola Lofoco</b>, portavoce e responsabile del dipartimento scrittori del movimento Uniti per Unire è sulla stessa lunghezza d’onda : “ I diritti delle donne vanno sempre tutelati e difesi. Il nostro movimento sarà sempre in prima fila per sostenere la causa di chi è stato ingiustamente vittima di violenza.  Siamo impegnati con dedizione al dialogo inter-religioso ed alla collaborazione tra i popoli e saremo sempre al fianco di tutte le donne, di qualsiasi religione esse siano” . <b>Dalila Sahnoune</b>, membro della Co-Mai e mediatrice culturale a Cerveteri è totale accordo: “ Nella mia esperienza di mediatrice interculturale ho avuto modo di seguire la comunità musulmana. Ho notato che una piccola parte delle donne è molto remissiva ,chiusa, impaurita ed insicura . Alcune di loro non hanno potere decisionale , anche sui loro bisogni o per chiedere una semplice visita medica. Questa per me  è violenza mentale. Quello che vorrei dire alle donne è reagite, svegliatevi,  non nascondetevi,  fatevi aiutare dalle istituzioni e dalle associazioni sociali perché non bisogna vergognarsi, la violenza patriarcale e culturale non è colpa vostra. Unite possiamo reagire e combattere&#8221;. <b>Federica Battafarano</b> , vice presidente del “Movimento Uniti per Unire” e Assessore alle politiche culturali e sportive  del Comune di Cerveteri dichiara che  “Bisogna lavorare ancora moltissimo sulla prevenzione culturale e sociale. In questi anni sono stati fatti dei passi in avanti importanti e diffusi, sia in termini di sensibilizzazione che di attenzione mediatica. Nonostante questo, bisogna investire sulla formazione e sull’educazione sin dalla prima infanzia, per trasmettere già ai più piccoli i valori del rispetto e della parità. Dobbiamo batterci contro il Decreto Pillon, che ci porta indietro di 40 anni, contro ogni forma di discriminazione e violenza, e non arretrare di un solo passo nella difesa dei diritti fondamentali”</i></div>
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