<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>reporter Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/reporter/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/reporter/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Thu, 21 Mar 2024 09:11:49 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>reporter Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/reporter/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>20 marzo 1994</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2024/03/21/20-marzo-1994/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2024/03/21/20-marzo-1994/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 21 Mar 2024 09:09:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#IlariaAlpi]]></category>
		<category><![CDATA[#MiranHovratin]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione Memoria]]></category>
		<category><![CDATA[depistaggi]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[illegalità]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertadiespressione]]></category>
		<category><![CDATA[NazioniUnite]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[operatore]]></category>
		<category><![CDATA[parlamento]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[somalia]]></category>
		<category><![CDATA[tangenti]]></category>
		<category><![CDATA[telegiornali]]></category>
		<category><![CDATA[traffici]]></category>
		<category><![CDATA[verità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=17460</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Barbara Raccuglia Si dice che il 20 marzo sia la giornata mondiale della felicità. Un&#8217;esperienza mai raggiunta, dai genitori di Ilaria Alpi, che si sono arditamente battuti per la ricerca della Verità.Passano trent&#8217;anni&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/03/21/20-marzo-1994/">20 marzo 1994</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="800" height="373" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17461" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-300x140.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/f1-768x358.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Barbara Raccuglia</p>



<p><br>Si dice che il 20 marzo sia la giornata mondiale della felicità. Un&#8217;esperienza mai raggiunta, dai genitori di Ilaria Alpi, che si sono arditamente battuti per la ricerca della Verità.<br>Passano trent&#8217;anni per Luciana Riccardi e Giorgio Alpi, che nel frattempo invecchiano, e finiscono la loro vita, senza aver mai potuto fare luce e giustizia sull&#8217;omicidio dell&#8217;unica figlia.<br>Il 20 marzo del 1994, venivano assassinati a Mogadiscio, la giornalista italiana e fotoreporter Ilaria Alpi, e il cineoperatore Miran Hrovatin. Ilaria giunse per la prima volta  in Somalia nel dicembre 1992 per seguire, come inviata del TG3, la missione di pace Restore Hope, coordinata e promossa dalle Nazioni Unite per porre fine alla guerra civile scoppiata nel 1991, dopo la caduta di Siad Barre. Le inchieste della giornalista si sarebbero poi concentrate su un traffico internazionale di rifiuti tossici prodotti nei Paesi industrializzati e dislocati in alcuni Paesi africani in cambio di tangenti e di armi scambiate con i gruppi politici locali, vicende che avrebbero coinvolto i servizi segreti italiani e alte istituzioni italiane. Diversi documenti e testimonianze, affermano che Ilaria Alpi stava arrivando al cuore dei malaffari che legavano la Somalia all’Italia e ai Paesi dell’Est, dai quali provenivano gli armamenti, pagati col permesso di seppellire in loco le sostanze nocive.<br>Le circostanze in cui avvenne l&#8217;omicidio della giornalista e dell&#8217;operatore non furono mai del tutto chiarite, nonostante la battaglia della madre di Ilaria portata avanti fino alla morte avvenuta nel 2018.<br>Da allora è iniziata una vicenda processuale fatta di commissioni parlamentari, presunti tentativi di depistaggio, incarcerazioni, assoluzioni e richieste di archiviazione, senza mai riuscire a fare luce sul caso.</p>



<figure class="wp-block-image"><img/></figure>



<p><br>Per l’uccisione di Ilaria e Miran è stato condannato, in via definitiva, a ventisei anni di carcere uno dei presunti killer, Omar Hashi Hassan. Da tempo, però, numerose testimonianze e documenti mettono in discussione la sua colpevolezza. Infatti, Ali Rage Ahmed, detto “Gelle”, il principale accusatore di Hassan, sostiene di essere stato pagato per mentire su quella che a tutti gli effetti sarebbe stata un&#8217; esecuzione organizzata, e non l&#8217;assalto di sette teppistelli in cerca di monete. Da subito sono circolate le ipotesi più diverse sulla loro morte,  ma ci sono circostanze che inducono a ritenere che Ilaria avesse scoperto gravi illeciti, legati alla cooperazione. Elementi emersi da un’intervista che Ilaria realizzò a Abdullahi Moussa Bogor (sultano di Bosaso), che riferì di stretti rapporti intrattenuti tra alcuni funzionari italiani e il governo di Siad Barre, verso la fine degli anni ottanta. La registrazione dell&#8217;intervista è arrivata in Italia, incompleta, probabilmente manomessa; durava in tutto tredici minuti e le dichiarazioni del sultano risultavano spezzettate. Bogor, confermò che l’intervista rilasciata a Ilaria era almeno di due ore, non tredici minuti e che la giornalista gli aveva fatto parecchie domande sul traffico di armi e di rifiuti.  Quanto alle domande e alle relative risposte, però, non c’era traccia nella cassetta restituita alla Rai. Resta curioso il fatto, che insieme ad altri oggetti di Ilaria, sia sparito il taccuino dove lei era solita annotare le sue inchieste.<br>Siamo in tanti a notare un evidente interesse delle istituzioni nel voler tenere sepolta la Verità. Gli stessi che intendono ricordare ILARIA ALPI come una giovane donna forte, curiosa e coraggiosa &#8230; Una ragazza, che voleva soltanto raccontare l&#8217;inferno.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2024/03/21/20-marzo-1994/">20 marzo 1994</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2024/03/21/20-marzo-1994/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Giornalisti e conflitti armati: la protezione nel Diritto internazionale umanitario</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/18/giornalisti-e-conflitti-armati-la-protezione-nel-diritto-internazionale-umanitario/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/18/giornalisti-e-conflitti-armati-la-protezione-nel-diritto-internazionale-umanitario/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Feb 2021 08:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Legalità]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[analisi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[corrispondenti]]></category>
		<category><![CDATA[Crocerossa]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[dirittointernazionale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giuridica]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[legalità]]></category>
		<category><![CDATA[massmedia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pericolo]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Repotersenzafrontiere]]></category>
		<category><![CDATA[tutela]]></category>
		<category><![CDATA[umanitario]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=15095</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Maddalena Formica Se storicamente l’opinione pubblica non ha mai avuto accesso a informazioni di prima mano sullo svolgimento dei conflitti armati, i conflitti contemporanei, internazionali e non internazionali, sono in genere invece ben&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/18/giornalisti-e-conflitti-armati-la-protezione-nel-diritto-internazionale-umanitario/">Giornalisti e conflitti armati: la protezione nel Diritto internazionale umanitario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="800" height="533" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/GIORNALISTI-E-CONFLITTI-ARMATI-LA-PROTEZIONE-NEL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-foto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-15096" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/GIORNALISTI-E-CONFLITTI-ARMATI-LA-PROTEZIONE-NEL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-foto.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/GIORNALISTI-E-CONFLITTI-ARMATI-LA-PROTEZIONE-NEL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-foto-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2021/02/GIORNALISTI-E-CONFLITTI-ARMATI-LA-PROTEZIONE-NEL-DIRITTO-INTERNAZIONALE-UMANITARIO-foto-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 800px) 100vw, 800px" /></figure>



<p></p>



<p>di Maddalena Formica</p>



<p>Se storicamente l’opinione pubblica non ha mai avuto accesso a informazioni di prima mano sullo svolgimento dei conflitti armati, i conflitti contemporanei, internazionali e non internazionali, sono in genere invece ben documentati e ogni giorno centinaia di informazioni giungono sino a noi dai campi di battaglia.</p>



<p>Se, semplicemente leggendo un giornale in metropolitana o guardando la televisione dal divano di casa, oggi possiamo ascoltare le parole di civili siriani in fuga dalle loro abitazioni o di combattenti curdi che si preparano ad uno scontro armato, è grazie al lavoro di migliaia di professionisti che dedicano la loro vita ad intervistare, documentare e fotografare la cruda realtà della guerra perché il mondo sia a conoscenza di quel che accade e di quali siano gli interessi in gioco.</p>



<p>Benché diverse misure vengano quotidianamente prese per tutelarne l’incolumità, come l’attento studio dei loro spostamenti o l’utilizzo di caschi e giubbotti antiproiettile, spesso questi uomini e donne rimangono vittime di omicidi, incidenti o sono trattenuti come prigionieri o ostaggi dalle fazioni in conflitto, come arma di ricatto o per impedire di raccontare quello che avviene sul campo. Proprio per rispondere ai rischi corsi da questa particolare categoria di soggetti, il diritto internazionale umanitario ha sentito la necessità di intervenire con una disciplina di protezione <em>ad hoc</em>.</p>



<p>Nell’ambito del diritto internazionale umanitario, è innanzitutto definito giornalista chiunque eserciti come attività principale quella di corrispondente, reporter, fotografo, cameraman o assistente tecnico, e due sono le principali categorie di giornalisti individuate: quella dei corrispondenti di guerra e quella dei giornalisti in&nbsp;missione professionale pericolosa nelle zone di conflitto armato.</p>



<p>Per quanto concerne la prima categoria, è corrispondente di guerra quel giornalista che è accreditato o comunque autorizzato da una delle parti in conflitto, Stato o gruppo armato belligerante che sia, a seguire le truppe e a documentare quanto avviene sul campo. A tale figura è riconosciuta una protezione giuridica particolarmente estesa: se da un lato, infatti, gode della generale protezione che il diritto umanitario riconosce ai civili (e come loro, quindi, non può essere ritenuto un obiettivo militare legittimo), dall’altro gode di una protezione rafforzata nel momento in cui cade nelle mani di nemici e da questi subisce privazioni di libertà.</p>



<p>Nel momento, infatti, in cui il corrispondente di guerra viene privato di libertà per mano di una delle parti in conflitto, a questi verrà riconosciuta la qualifica di vero e proprio prigioniero di guerra nell’ambito di un conflitto armato internazionale, come definito dalla Terza Convenzione di Ginevra, e a questi verrà applicata la relativa disciplina; tale disciplina è nota per essere particolarmente protettrice e, in forza di essa, standard di vita soddisfacenti dai punti di vista igienico-sanitario e umano devono essere garantiti nei campi di prigionia, così come garantiti devono essere il contatto con la famiglia e la possibilità di presentare rimostranze ai gestori del campo o al Comitato Internazionale della Croce Rossa.</p>



<p>Una protezione meno estesa è invece garantita alla seconda categoria di giornalisti presa in considerazione dal diritto internazionale umanitario, ovvero quella di coloro che svolgono un’attività professionale pericolosa in zone di conflitto, senza aver ricevuto alcun tipo di autorizzazione. Gli appartenenti a questa categoria sono infatti equiparati in tutto e per tutto a componenti della popolazione civile e, come tali, godono della relativa protezione a non essere legittimi obiettivi militari, purché ovviamente non partecipino in alcun modo alle ostilità. Tale protezione è in generale dunque significativa, non potendo questi essere deliberatamene attaccati dalle parti in conflitto, ma risulta essere particolarmente lacunosa nell’ipotesi in cui il giornalista dovesse cadere nelle mani del nemico ed essere posto in un campo di prigionia: nulla, infatti, dice il diritto internazionale umanitario circa la sorte e le garanzie riconosciute ai civili internati, ai quali si potranno applicare solo il diritto interno ed eventualmente le disposizioni internazionali in materia diritti umani.</p>



<p>Seppur con qualche perplessità in dottrina, quest’ultima disciplina è stata inoltre estesa anche agli “<em>embedded reporter</em>”, o giornalisti incorporati, cioè quei giornalisti che, pur senza autorizzazione da parte delle forze militari per essere qualificati come corrispondenti di guerra, sono “imbarcati” da queste per ragioni di sicurezza, ad esempio per facilitarne il transito su un terreno ritenuto pericoloso.</p>



<p>Da un punto di vista squisitamente teorico, dunque, una tutela particolare è riconosciuta ai giornalisti nell’ambito dei conflitti armati, una tutela in determinate ipotesi anche più forte rispetto a quella riconosciuta agli stessi civili, purché il giornalista sia in possesso di un documento che attesti la sua qualità di corrispondente di guerra e non partecipi direttamente ai combattimenti. Come nella maggior parte dei settori disciplinati dal diritto internazionale umanitario, però, per decenni anche quello della protezione dei giornalisti è risultato essere nella pratica spesso poco rispettato, complice l’atmosfera di perenne emergenza e incertezza propria alle situazioni di conflitto, e regole più stringenti sono state richieste e promosse non solo dallo stesso Comitato Internazionale della Croce Rossa ma anche da associazioni professionali e ONG, tra i quali particolarmente influente è Reporter Senza Frontiere.</p>



<p>Se il bilancio annuale di Reporter Senza Frontiere pubblicato nel 2019 ha da un lato rilevato un tendenziale miglioramento in materia di protezione dei giornalisti che svolgono la propria attività in situazione di conflitto armato (il numero di giornalisti uccisi in Siria, Yemen e Afghanistan è ad esempio passato dai 34 del 2018 a 17 nel 2019), dall’altro ha sottolineato un nuovo problema: ridotto il numero di uccisioni e incarcerazioni di giornalisti in contesti di guerra, preoccupa il numero crescente di episodi violenti che vedono coinvolti i giornalisti in tempi di pace, soprattutto in Cina e in diversi Stati dell’America Latina.</p>



<p>Bilancio annuale di Report Senza Frontiere (2019): <a href="https://rsf.org/sites/default/files/rsf_2019_fr-3.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://rsf.org/sites/default/files/rsf_2019_fr-3.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/18/giornalisti-e-conflitti-armati-la-protezione-nel-diritto-internazionale-umanitario/">Giornalisti e conflitti armati: la protezione nel Diritto internazionale umanitario</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2021/02/18/giornalisti-e-conflitti-armati-la-protezione-nel-diritto-internazionale-umanitario/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>“Art(e)Attualità”. World Press Photo</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/16/arteattualita-world-press-photo/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/16/arteattualita-world-press-photo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Jun 2020 08:46:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[fotografi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[natura]]></category>
		<category><![CDATA[premi]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[umanità]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[World Press Photo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=14251</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto E&#8217; da tanto che non scriviamo per questa rubrica e torniamo a farlo, nella fase 2 della pandemia che ha colpito il mondo, in una maniera un po&#8217; diversa dal solito.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/16/arteattualita-world-press-photo/">“Art(e)Attualità”. World Press Photo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" width="980" height="653" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-14252" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/06/020_World-Press-Photo-Story-of-the-Year-Nominee_Romain-Laurendeau-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /><figcaption>© Romain Laurendeau, Francia<em>Kho, the Genesis of a Revolt</em>&#8220;Kho&#8221; significa &#8220;fratello&#8221; ed il progetto parla dei giovani e del loro ruolo nell&#8217;ispirare <a href="https://www.ilpost.it/2019/03/09/proteste-algeria-spiegato/?utm_source=rss&utm_medium=rss">le grandi proteste in Algeria del 2019</a>. Nella foto si vedono tifosi durante una partita ad Algeri, 22 novembre 2014<a href="https://www.worldpressphoto.org?utm_source=rss&utm_medium=rss">World Press Photo</a></figcaption></figure>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>E&#8217; da tanto che non scriviamo per questa rubrica e torniamo a farlo, nella fase 2 della pandemia che ha colpito il mondo, in una maniera un po&#8217; diversa dal solito. Gli anni scorsi abbiamo visitato l&#8217;esposizione delle fotografie vincitrici del World Press Photo presso la galleria Sozzani a Milano e vi abbiamo riportato molte immagini dei professionisti in gara; il Covid-19 non ci ha permesso di farlo ancora, ma il contest si è svolto ugualmente e ve ne possiamo dare notizia. E&#8217; importante, ancora di più di questi tempi, perchè l&#8217;attualità è stata complicata da un evento straordinario e inaspettato. I fotoreporter hanno viaggiato, si sono mischiati con il Presente e ne hanno riportato le difficoltà, le opportunità, le crisi, le istanze&#8230;125 i Paesi raccontati, sempre tante le categorie prese in considerazione: ambiente, general news, vita quotidiana, sport, ritratti&#8230;</p>



<p>La storia dell&#8217;anno è quella di Romain Laurendeau che ha documentato le manifestazioni in Algeria e lo stesso autore ha dichiarato: “E&#8217; stato impossibile per me non riconoscermi in questi giovani, stanchi di questa situazione nel Paese che chiedono di vivere come tutti gli altri”, una narrazione potente sulle proteste del 2019; dal nord Africa al sud con Yasuyoshi Chiba, vincitore del premio per la Foto dell&#8217;anno dal titolo <em>Straight Voice </em>in cui è ripreso un ragazzo, illuminato dalla luce dei cellulari, mentre recita una poesia a una manifestazione in Sudan attorniato da persone che battono le mani: il presidente della giuria del World Press Photo, Lekgetho Makola, ha motivato la scelta dicendo: “&#8230;soprattutto nel periodo in cui viviamo, pieno di violenza e conflitti, è importante avere un&#8217;immagine che ispiri le persone”.</p>



<p>Ma l&#8217;importante esposizione ha visto anche il racconto dei funerali delle vittime del volo Ethiopian Airlines 302, di una donna armena affetta dalla “sindrome della rassegnazione”, della lotta dei curdi in Iraq, e della più grande conferenza sulla difesa in Medio Oriente.</p>



<p>Apriamo lo sguardo e non rimaniamo indifferenti: quello che accade lontano da noi è, in realtà, molto vicino. Ma per capirlo bisogna andare in profondità.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/06/16/arteattualita-world-press-photo/">“Art(e)Attualità”. World Press Photo</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/06/16/arteattualita-world-press-photo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pandemia in Yemen e regimi autoritari in Medioriente</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/01/pandemia-in-yemen-e-regimi-autoritari-in-medioriente/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/01/pandemia-in-yemen-e-regimi-autoritari-in-medioriente/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2020 13:40:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte Associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Proposte per scuole e università]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[asia]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[attività]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[contagi]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerre]]></category>
		<category><![CDATA[impegno]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[malattia]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[pandemia]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[professionisti]]></category>
		<category><![CDATA[proposte]]></category>
		<category><![CDATA[regimi]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[umanitaria]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=13953</guid>

					<description><![CDATA[<p>Care amiche e cari amici, vi segnaliamo lo streaming di domani pomeriggio, sabato 2 maggio, alle ore 15 con la giornalista, reporter Laura Silvia Battaglia e il suo intervento che riguarda la pandemia Covid-&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/01/pandemia-in-yemen-e-regimi-autoritari-in-medioriente/">Pandemia in Yemen e regimi autoritari in Medioriente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Care amiche e cari amici, vi segnaliamo lo streaming di domani pomeriggio, sabato 2 maggio, alle ore 15 con la giornalista, reporter <strong>Laura Silvia Battaglia</strong> e il suo intervento che riguarda la pandemia Covid- 19 in Yemen, per poi allargare il discorso alla crisi umanitaria e ai regimi autoritari in Medioriente.</p>



<p>Anche questa diretta streaming sul nostro canale Youtube fa parte della rassegna di incontri organizzati da <strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> di Milano, dal titolo &#8221; Perchè occuparsi di diritti umani, oggi più che mai?&#8221;.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13954" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/05/Pandemia-in-Yemen_1-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1920w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/05/01/pandemia-in-yemen-e-regimi-autoritari-in-medioriente/">Pandemia in Yemen e regimi autoritari in Medioriente</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/05/01/pandemia-in-yemen-e-regimi-autoritari-in-medioriente/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Aggiornamento su Patrick Zaki. Domani un&#8217;altra udienza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/06/aggiornamento-su-patrick-zaki-domani-unaltra-udienza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/06/aggiornamento-su-patrick-zaki-domani-unaltra-udienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2020 09:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#PatrickZaki]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[aggiornamento]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[assoziazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[autorità]]></category>
		<category><![CDATA[Cairo]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[detenzione]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Egitto]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giudie]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legislazione]]></category>
		<category><![CDATA[Lgbt]]></category>
		<category><![CDATA[liberazione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[prigione]]></category>
		<category><![CDATA[processo]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[udienza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13690</guid>

					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani ringrazia ancora il giornalista (corrispondente RAI) Amedeo Ricucci per il seguente aggiornamento su Patrick Zaki: Sabato (7 marzo 2020) ci sarà un&#8217;udienza che potrebbe prevedere il rilascio su cauzione&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/06/aggiornamento-su-patrick-zaki-domani-unaltra-udienza/">Aggiornamento su Patrick Zaki. Domani un&#8217;altra udienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="656" height="491" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pat-zaki-kZmF-U316022526705731WB-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13691" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pat-zaki-kZmF-U316022526705731WB-656x492@Corriere-Web-Sezioni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/pat-zaki-kZmF-U316022526705731WB-656x492@Corriere-Web-Sezioni-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p></p>



<p><em>Associazione Per i Diritti umani
</em>ringrazia ancora il giornalista (corrispondente RAI) Amedeo
Ricucci per il seguente aggiornamento su Patrick Zaki:</p>



<p>Sabato <em>(7 marzo 2020) </em>ci sarà
un&#8217;udienza che potrebbe prevedere il rilascio su cauzione di Zaki
oppure potrebbe prorogare di altri quindici giorni la detenzione
preventiva. In questo secondo caso sarebbe la conferma che Zaki
potrebbe fare la fine delle migliaia di attivisti che sono stati
imprigionati in Egitto e che vengono trattenuti in carcere sulla base
della legislazione di emergenza con questo giochino della “detenzione
preventiva”: il giudice, ogni quindici giorni, dice: <em>ok, potete
fare indagini per altre due settimane, ma il detenuto resta in
carcere</em> e così si aggiungono giorni a giorni e si finisce per
restare anni in carcere.</p>



<p>Le impressioni al Cairo e che ho
raccolto sono che comunque Zaki rischia un anno di carcere al
massimo; è assai probabile che il regime lo voglia tenere in galera
come esempio per ancora qualche mese per poi liberarlo solo perchè
ha paura della mobilitazione internazionale che c&#8217;è stata sul caso
Zaki, mentre sulle altre migliaia di attivisti imprigionati non c&#8217;è
stata alcuna mobilitazione. La situazione, quindi, è positiva per un
aspetto, ma negativa per l&#8217;altro nel senso che il povero Patrick Zaki
resta in galera. Adesso si trova in una prigione un po&#8217; migliore
rispetto a quella dove stata prima perchè precedentemente stava in
una cella superaffollata con una trentina di criminali comuni; poi ha
iniziato a stare male, ha chiesto di essere trasferito e, con un
occhio di riguardo da parte del giudice, ha ottenuto il
trasferimento. 
</p>



<p>Sabato staremo a vedere cosa verrà
decretato. Il giudice potrebbe anche liberarlo su cauzione, il che
vuol dire che ci saranno lo stesso limitazioni alla sua libertà e
che sarà difficile che lo lascino tornare in Italia perchè in
questo modo potrebbe sfuggire alla Giustizia, come dicono loro. 
</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/06/aggiornamento-su-patrick-zaki-domani-unaltra-udienza/">Aggiornamento su Patrick Zaki. Domani un&#8217;altra udienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/06/aggiornamento-su-patrick-zaki-domani-unaltra-udienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Mar 2020 08:12:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[AmedeoRicucci]]></category>
		<category><![CDATA[assad]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[bombardamenti]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[curdi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[Erdogan]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[frontiera]]></category>
		<category><![CDATA[fuga]]></category>
		<category><![CDATA[geopolitica]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Idlib]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[media]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[minaccia]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[propaganda]]></category>
		<category><![CDATA[Putin]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[russi]]></category>
		<category><![CDATA[Siria]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[umanitaria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13684</guid>

					<description><![CDATA[<p>a cura di Alessandra Montesanto Associazione Per i Diritti umani ha parlato con il reporter Amedeo Ricucci che, sempre gentilmente e in maniera molto chiara, spiega la situazione a Idlib e l&#8217;equivoco veicolato dai&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/">Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="1024" height="469" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-1024x469.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13685" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-1024x469.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-300x138.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-768x352.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14-980x450.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 980w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/03/İdlib_14.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure></div>



<p>a cura di Alessandra Montesanto</p>



<p><em>Associazione Per i Diritti umani</em> ha parlato con il reporter Amedeo Ricucci che, sempre gentilmente e in maniera molto chiara, spiega la situazione a Idlib e l&#8217;equivoco veicolato dai media italiani. Ecco le sue parole. </p>



<p></p>



<p>La prima cosa da chiarire &#8211; che non viene chiarita dai media italiani &#8211; sulla situazione di Idlib è che si sta alimentando l&#8217;equivoco che i profughi siriani ammassati tra il confine terrestre tra Grecia e Turchia &#8211; così come i profughi che prendono i boat people e vanno dalla costa turca verso le isole di Lesbo o di Kyos – siano siriani di Idlib in fuga dai bombardamenti: NON E&#8217; ASSOLUTAMENTE VERO. A Idlib si continua bombardare, ci sono migliaia di siriani intrappolati nella terra addossata al confine turco perchè in realtà Erdogan sta solo minacciando l&#8217;Europa di aprire i confini, ma non li ha affatto aperti e ha lasciato passare solo qualche profugo per poterlo immortalare con le telecamere per alimentare la sua propaganda. Ad esempio, ha lasciato passare la famosa bambina a cui il papà raccontava che i bombardamenti erano soltanto un gioco, ma in realtà si contano sulle dita delle mani i profughi a cui Erdogan ha aperto la porta.</p>



<p>Il confine turco ha sigillato il muro che è stato costruito negli anni scorsi e Erdogan sta semplicemente facendo della propaganda perchè vuole che l&#8217;Europa intervenga per risolvere la situazione che si è creata a Idlib, cioè il fatto che lui e Putin non sono d&#8217;accordo su come spartirsi quell&#8217;area: mentre il regime di Assad, appoggiato dai Russi, vorrebbe sgomberarlo completamente dalla popolazione siriana e spedire i profughi in Turchia perchè la gente che vive a Idlib è composta da siriani che sono stati evacuati da zone e città riconquistate dal regime, ad esempio Aleppo o Duma vicino a Damasco, e le famiglie dei combattenti non volevano stare sotto il regime di Assad per cui sono state deportate con i  camion verso Idlib;  Idlib è, quindi, un concentrato di popolazione di cui il regime non sa che farsene e quindi vorrebbe riconquistare tutta quell&#8217;area vicino al confine turco &#8211; d&#8217;altronde quella è terra siriana &#8211; mentre Erdogan, che presidia quella zona e che dà un appoggio alle forze siriane ribelli che  comandano a Idlib, vorrebbe che questi tre milioni di siriani venissero spalmati lungo una terra di confine in modo da creare una zona cuscinetto che Erdogan e la Turchia sfrutterebbero per i loro scopi politici, per evitare che  i curdi possano stare a ridosso della frontiera, quindi per evitare contatti tra i curdi siriani e i curdi turchi.  </p>



<p>L&#8217;equivoco che si sta alimentando
riguarda chi sono i profughi che si stanno ammassando alla frontiera
terrestre tra Turchia e Grecia. Sono profughi che stanno in Siria da
anni e li hanno portati alla frontiera con i pullman, non a caso
Erdogan dice che sono 90 mila quando invece le Nazioni Unite dicono
che sono al massimo 15 mila, cioè c&#8217;è un gioco della propaganda che
si sta facendo sulla pelle dei profughi siriani che stanno 
continuando ad essere bombardati, che stanno morendo o che stanno al
freddo, intrappolati tra il regime di Assad e i russi che bombardano
e la frontiera turca che resta chiusa. 
</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/">Idlib e l&#8217;equivoco dei media italiani</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2020/03/04/idlib-e-lequivoco-dei-media-italiani/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Dec 2019 07:52:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[armi]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cambiamento]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[denuncia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[documentario]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[LauraSilvia Battaglia]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ONG]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[Potere]]></category>
		<category><![CDATA[rai]]></category>
		<category><![CDATA[regista]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[Resistenza]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[San'à]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[soluzioni]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[Yemen]]></category>
		<category><![CDATA[yemeniti]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13330</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Alessandra Montesanto Laura Silvia Battaglia, giornalista, è anche l&#8217;autrice e la regista del documentario &#8220;Yemen, nonostante la guerra&#8221;, il suo ultimo lavoro importante, un omaggio alla società civile yemenita, capace di grande resistenza.&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/">Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p>Laura Silvia Battaglia, giornalista, è anche l&#8217;autrice e la regista del documentario &#8220;Yemen, nonostante la guerra&#8221;, il suo ultimo lavoro importante, un omaggio alla società civile yemenita, capace di grande resistenza.</p>



<p><strong><em>Associazione Per i Diritti umani</em></strong> ha incontrato Laura Silvia Battaglia e la ringrazia per la disponibilità. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="656" height="492" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13331" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/12/doc-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 656px) 100vw, 656px" /></figure></div>



<p></p>



<p>Lo Yemen prima era una Repubblica (che non vuol democrazia) che si è unificata abbastanza recentemente, in realtà negli anni &#8217;90 che è ritornata ad essere divisa. Il sud del Paese con capitale Aden è nelle mani del governo centrale anche se il presidente ___ non vive a Aden ,ma a Riad, in Arabia saudita dove ha chiesto la protezione dei sauditi e quindi, di fatto, governano loro. Poi c&#8217;è un governo non riconosciuto a livello internazionale, guidato dagli huthi che sono una famiglia/tribù specifica con sede a San&#8217;a la città più grande al confine del Nord. Gli hutu hanno maturato negli anni precedenti una sostanziale volontà e necessità di non dialogare con il governo centrale e di separarsi perchè ritenevano di non essere abbastanza coinvolti nelle decisioni del governo centrale e continuano a vagheggiare un altro tipo di governo che è quello dell&#8217;imamato, un governo monarchico che era presente prima della nascita della Repubblica.  </p>



<p>Oltre a questa grande divisione, nel
Paese, ci sono delle istanze di separazione federalista da parte di
altri governatorati – situati soprattutto ad est – che hanno
velleità federali, ma non separatiste perchè hanno in mano la
produzione di greggio e di gas. Questa situazione si ripercuote anche
sui Paesi vicini perchè lo Yemen era un Paese guardato con
attenzione dai Paesi vicini perchè era una Repubblica, che inoltre
guardava con una certa simpatia alla Russia, quindi con una storia
molto diversa rispetto agli Stati confinanti perchè stava a cavallo
tra il nazionalismo arabo e il modello socialista; se lo Yemen fosse
cresciuto su questo aspetto sarebbe diventato molto competitivo e
allora una delle tecniche dei Paesi vicini è stata quella di
influenzare lo Yemen culturalmente ed economicamente (soprattutto da
parte saudita che ha imposto gli status-symbol soprattutto sui
giovani yemeniti che aspirano alla ricchezza e al lusso). 
</p>



<p>Lo Yemen, inoltre, si trova in una
posizione invidiabile, sullo stretto di ____, che consente il
passaggio dall&#8217;oceano indiano, tramite il Corno d&#8217;Africa, al Canale
di Suez: chi controlla lo Yemen, controlla tutto il passaggio delle
navi, di petroliere in particolare, che si riforniscono in Iran e
Arabia saudita. L&#8217;Iran ha bisogno che qualcuno dia noia allo Yemen e
ai suoi confini per poter passare e vendere il greggio agli europei
per cui lavorano ai fianchi dei sauditi, come fecero in Libano e in
Iraq, e come fanno con Hamas nella Striscia di Gaza e in Siria. In
Yemen da diversi anni si sta combattendo una guerra he è una sorta
di antipasto per l&#8217;armageddon finale per il Paese che sarebbe
una tragedia per tutta quest&#8217;area del mondo. 
</p>



<p><a href="http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Yemen-Laura-Silvia-Battaglia-2e553424-1867-4ee4-aa26-31d00733bd95.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.rainews.it/dl/rainews/media/Yemen-Laura-Silvia-Battaglia-2e553424-1867-4ee4-aa26-31d00733bd95.html?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>



<p><em>Yemen, nonostante la guerra</em>. Per
volontà del produttore, del distributore e di RAIdoc è un film che
vuole riassumere questi anni e capire come si è arrivati a questa
guerra, ma anche che vuole raccontare quello che dello Yemen non si
racconta mai e cioè chi resiste. Difficile farlo perchè l&#8217;accesso
al Paese è estremamente limitato e si entra spesso soltanto con il
canale dell&#8217;embedding o con le truppe saudite o pagando i trafficanti
che pagano poi i ribelli huthi (operazione disdicevole perchè si
pagano 6mila euro che verranno utilizzati per comprare armi) e queste
realtà non mostrano mai la società civile né tantomeno ti fanno
parlare con le persone liberamente. Usando in parte l&#8217;eccezionalità
della mia situazione (giornalista, ma sposata ad uno yemenita) che mi
permette di entrare nel Paese regolarmente senza un ufficiale che
possa controllare il mio lavoro, ho accesso alla vita quotidiana e
sono venuta a contatto con delle realtà straordinarie: il maestro
che apre la scuola nella casa di famiglia, il giornalista che
denuncia i rapimenti di persone ad Aden ma la Polizia non accoglie le
sue denunce perchè i poliziotti di notte “arrotondano”, il
direttore d&#8217;orchestra che sfida la censura degli huthi e crea
un&#8217;accademia rimbomba la passione per la musica&#8230;Tutte queste
persone, in questi modi, fanno politica: fa politica senza i partiti,
senza le milizie e anche senza le Ong. Quando c&#8217;è un popolo in
guerra passa il concetto che quel popolo sarà sempre bisognoso;
invece i popoli hanno una dignità e cercano delle soluzioni,
indipendenti da poteri esterni solo che spesso non sono né
rappresentati né ascoltati. 
</p>



<p>Il nostro intento è stato quello di
individuare delle storie simboliche della resistenza della società
civile, di gente che resiste in senso <em>politico</em>, partecipa
della città trovando soluzioni e affrontando gli ostacoli. 
</p>



<p>Per tutta la parte di contesto e di
racconto del Passato abbiamo usato buona parte del mio archivio non
utilizzato dal 2012 ad oggi. Questo materiale è stato montato con le
storie che ho raccolto durante i miei tre viaggi in Yemen, tra il
2016 a oggi e, qualche mese prima della messa in onda, abbiamo
sviluppato alcune storie che ci interessavano, organizzando delle
unità sul territorio con colleghi locali, lavorando per ogni città,
giorno per giorno. In questo modo abbiamo dato la possibilità a
delle persone del luogo di fare i reporter. In una delle mie unità,
quella girata a San&#8217;a, ha lavorato con noi una collega che mi ha
detto di essere molto scocciata di avere richieste in cui le
redazioni le chiedono di raccontare la fame, il colera, gli ospedali,
etc. Lavorando alla nostra unità, invece, e grazie all&#8217;operato di un
bravissimo fotografo, ha conosciuto cose del proprio Paese che ancora
non conosceva. Con il documentario si restituisce agli yemeniti
stessi una memoria storica dimenticata o sconosciuta, quindi. Da una
parte mostriamo la bellezza e l&#8217;eccellenza del Paese, dall&#8217;altra 
conserviamo un pezzo di Storia insospettabile (le donne, negli anni
&#8217;70, non si vestivano come si vestono oggi! Ad esempio). 
</p>



<p>Tutte le persone yemenite che hanno
visto il documentario hanno dato un riscontro positivo e anche gli
italiani che conoscono bene il Paese. E la mia soddisfazione è
quando mi dicono: “Finalmente una cosa che racconta NOI”. 
</p>



<p>Il problema è che, di fronte ai
conflitti, i media vanno sempre in cerca di due aspetti: una
narrazione televisiva, per immagini con scene forti e l&#8217;essere umano
ridotto a un nulla, e una grande insistenza retorica. Ma questo non
garantisce veridicità alla storia, ma solo pornografia. Dopo quasi
sei anni di guerra abbiamo continuato a mostrare bambini nudi e
emaciati, con il compiacimento di molti giornalisti, ma i nostri
bambini continuano a morire. Una terza via di narrazione esiste ed è
una narrazione che, per quanto possa essere eccezionale, si impone
necessariamente perchè i veri protagonisti sono le persone che
resistono. Ritengo che la retorica faccia molto bene ai canali
televisivi e ai giornalisti che la cavalcano, ma toglie dignità alle
persone che hanno subìto o che subiscono la guerra. Noi, invece,
dobbiamo individuare quali possano essere le possibili soluzioni ai
conflitti, insieme alla società civile, per il cambiamento in
positivo e concreto della situazione nel Paese.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/">Yemen, nonostante la guerra: ne parliamo con Laura Silvia Battaglia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/12/03/yemen-nonostante-la-guerra-ne-parliamo-con-laura-silvia-battaglia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Arte(e)Attualità&#8221;. Festival Fotografia etica. Monika Bulaj</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/30/arteeattualita-festival-fotografia-etica-monika-bulaj/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/30/arteeattualita-festival-fotografia-etica-monika-bulaj/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Nov 2019 07:32:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[confini]]></category>
		<category><![CDATA[conflitti]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[dialogo]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esposizione]]></category>
		<category><![CDATA[etica]]></category>
		<category><![CDATA[Europa]]></category>
		<category><![CDATA[fede]]></category>
		<category><![CDATA[Festival]]></category>
		<category><![CDATA[fotografa]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotografie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Lodi]]></category>
		<category><![CDATA[Medioriente]]></category>
		<category><![CDATA[memoria]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[MonikaBulaj]]></category>
		<category><![CDATA[mostra]]></category>
		<category><![CDATA[persone]]></category>
		<category><![CDATA[popolazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Religione]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[sacro]]></category>
		<category><![CDATA[sociale]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=13307</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;ospite importante dell&#8217;ultima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi è stata Monika Bulaj, fotografa e giornalista polacca naturalizzata italiana., specializzata in temi sociali e religiosi. Al festival, nella bellissima cornice della ex&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/30/arteeattualita-festival-fotografia-etica-monika-bulaj/">&#8220;Arte(e)Attualità&#8221;. Festival Fotografia etica. Monika Bulaj</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Monika-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13308" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Monika-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/Monika-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure></div>



<p>L&#8217;ospite importante dell&#8217;ultima edizione del Festival della Fotografia Etica di Lodi è stata Monika Bulaj, fotografa e giornalista polacca naturalizzata italiana., specializzata in temi sociali e religiosi. </p>



<p>Al festival, nella bellissima cornice della ex chiesa Dell&#8217;Angelo, è stata allestita la sua mostra dal titolo &#8220;Broken songlines&#8221; (da cui è stata tratta anche una performance teatrale). L&#8217;abbiamo visitata per voi.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/a-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13309" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/a-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/a-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/b-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13310" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/b-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/b-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/b-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/c-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13311" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/c-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/c-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/c-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/d-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13312" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/d-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/d-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/d-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/e-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13313" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/e-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/e-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/e-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/f-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13314" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/f-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/f-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/g-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/g-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/g-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/g-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/h-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13316" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/h-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/h-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="768" height="1024" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/m-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13317" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/m-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/m-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w" sizes="(max-width: 768px) 100vw, 768px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/n-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13318" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/n-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/n-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/n-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/p-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13319" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/p-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/p-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/p-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="768" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/q-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13320" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/q-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/q-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/11/q-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/11/30/arteeattualita-festival-fotografia-etica-monika-bulaj/">&#8220;Arte(e)Attualità&#8221;. Festival Fotografia etica. Monika Bulaj</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/11/30/arteeattualita-festival-fotografia-etica-monika-bulaj/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Art(e)Attualità&#8221;:Festival della fotografia etica (2). Dopo Boko Haram</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/04/festival-fotografia-etica-2-dopo-boko-haram/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/04/festival-fotografia-etica-2-dopo-boko-haram/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Nov 2018 08:34:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Art(E)attualità]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivismo]]></category>
		<category><![CDATA[BokoHaram]]></category>
		<category><![CDATA[corpo]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[danni]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
		<category><![CDATA[esteri]]></category>
		<category><![CDATA[famiglie]]></category>
		<category><![CDATA[fondamentalisti]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[fotoreporter]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[immagini]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[islam]]></category>
		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[nigeria]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[prigioniere]]></category>
		<category><![CDATA[psicologia]]></category>
		<category><![CDATA[ragazze]]></category>
		<category><![CDATA[rapite]]></category>
		<category><![CDATA[reportage]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[schiave]]></category>
		<category><![CDATA[scuola]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo]]></category>
		<category><![CDATA[terroristi]]></category>
		<category><![CDATA[villaggi]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=11596</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ecco, care amiche e cari amici, la seconda mostra presentata durante il Festival della fotografia etica (7-28 ottobre 2018) a Lodi, da noi selezionata per il suo interesse sul tema dei diritti umani. Il&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/04/festival-fotografia-etica-2-dopo-boko-haram/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;:Festival della fotografia etica (2). Dopo Boko Haram</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ecco, care amiche e cari amici, la seconda mostra presentata durante il Festival della fotografia etica (7-28 ottobre 2018) a Lodi, da noi selezionata per il suo interesse sul tema dei diritti umani.</p>
<p>Il reportage è di Adam Ferguson: le ragazze, le donne in alcuni casi sono in posa. Sfondo neutro per mettere in risalto solo il loro volto, i loro abiti che nascondono corpi feriti. Altre hanno il viso coperto, dalle mani o da una tecnica sapiente fotografica, per pudore.</p>
<p>Nessun sorriso. Visi.</p>
<p>Soltanto loro possono sapere cosa abbiano subìto e provato.</p>
<p>Noi possiamo solo riflettere e augurare loro un Futuro più sereno.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11597" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120811-e1541319316968-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11598" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121115-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121025-e1541319551172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11599" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121025-e1541319551172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121025-e1541319551172.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121025-e1541319551172-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121025-e1541319551172-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11600" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120927-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120947-e1541319811473.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11601" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120947-e1541319811473.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120947-e1541319811473.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120947-e1541319811473-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_120947-e1541319811473-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11602" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2642" height="2223" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2642w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249-300x252.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249-768x646.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181103_183249-1024x862.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2642px) 100vw, 2642px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11603" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121046-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11604" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="4608" height="3456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 4608w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121102-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 4608px) 100vw, 4608px" /></a><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11605" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="3456" height="4608" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 3456w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889-225x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/20181020_121000-e1541319985889-768x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 3456px) 100vw, 3456px" /></a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/04/festival-fotografia-etica-2-dopo-boko-haram/">&#8220;Art(e)Attualità&#8221;:Festival della fotografia etica (2). Dopo Boko Haram</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/11/04/festival-fotografia-etica-2-dopo-boko-haram/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Kabul, doppio attentato contro i giornalisti: dedicata a loro la giornata internazionale per la libertà di stampa (il 3 maggio)</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/05/02/kabul-doppio-attentato-contro-i-giornalisti-dedicata-a-loro-la-giornata-internazionale-per-la-liberta-di-stampa-il-3-maggio/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/05/02/kabul-doppio-attentato-contro-i-giornalisti-dedicata-a-loro-la-giornata-internazionale-per-la-liberta-di-stampa-il-3-maggio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 07:03:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Asia]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[attacco]]></category>
		<category><![CDATA[attentato]]></category>
		<category><![CDATA[civili]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[espressione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornalisti]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Isis]]></category>
		<category><![CDATA[kabul]]></category>
		<category><![CDATA[kamikaze]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Nato]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[professione]]></category>
		<category><![CDATA[reporter]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[strage]]></category>
		<category><![CDATA[vittime]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10639</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Valentina Tatti Tonni Bombe russe, talebane, americane. Diciassette anni di guerra. A Kabul si respira aria di morte, eppure si continua a sparare, colpi di mortaio contro caserme che cadono a pezzi e&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/05/02/kabul-doppio-attentato-contro-i-giornalisti-dedicata-a-loro-la-giornata-internazionale-per-la-liberta-di-stampa-il-3-maggio/">Kabul, doppio attentato contro i giornalisti: dedicata a loro la giornata internazionale per la libertà di stampa (il 3 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10640" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="474" height="299" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-221.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 474w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/05/th-221-300x189.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 474px) 100vw, 474px" /></a></b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">di Valentina Tatti Tonni</p>
<p align="JUSTIFY">Bombe russe, talebane, americane. Diciassette anni di guerra. A Kabul si respira aria di morte, eppure si continua a sparare, colpi di mortaio contro caserme che cadono a pezzi e si sgretolano su sé stesse, grondano calce, agli spigoli dei vetri in terra brandelli di vestiti bruciati. Immagini simili si ripetono da quando tutto è iniziato, dal primo colpo avvenuto nel 2001: i talebani lasciarono la capitale afghana quando gli americani insieme alla Nato entrarono bombardando il Paese.</p>
<p align="JUSTIFY">La notizia del duplice attentato avvenuto lunedì 30 aprile ha fatto il giro del mondo in poche ore. A rivendicare gli attentati è lo Stato Islamico che da sempre ha cercato di uccidere i giornalisti provenienti dalla stampa occidentale. Dopo l’attentato in Francia alla redazione del giornale satirico Charlie Hebdo nel 2015, i giornalisti sono stati messi nel mirino. Questa volta a farne le spese sono stati 9 giornalisti afghani: Shah Marai di Afp, Yar MohammadTokhi cameraman di ToloNews, Ghazi Rasooli e Ali Rajabi di 1Tv Nowroz, Saleem Talash e Ali Saleemi di Mashal Tv, Abdullah Hananzai, Mahram Durani e Sabawoon Kakar di Azadi Radio. In un attacco separato è rimasto ucciso anche Ahmad Shahda un anno alla Bbc. Secondo Rsf (Reporter sans frotières) l’Afghanistan nell’anno corrente si troverebbe al 118° posto nella classifica mondiale per la libertà di stampa.</p>
<p align="JUSTIFY">Un doppio attentato, una trappola costruita ad hoc dall’Isis contro di loro: reporter, fotografi, operatori. Una strage, un messaggio, una strategia volta alla repressione e alla propaganda. Sembra che un kamikaze travestito da giornalista si sia avvicinato al loro gruppo facendosi esplodere. Il bilancio negativo delle vittime si è allargato fino a 37 morti.</p>
<p align="JUSTIFY">Ma non vorremmo che la notizia sia di rilevanza pubblica “solo” perché sono stati uccisi nove colleghi nello svolgimento del loro lavoro, vorremmo far passare la notizia che nel duplice attentato sono morti ventotto civili e più nel dettaglio 37 persone, non effetti collaterali. Uomini e donne, padri e madri, fratelli e sorelle. Vorremmo porre l’accento sulla situazione in Afghanistan, su come l’Isis stia distruggendo il Paese e su come stia rubando la speranza a quei pochi figli rimasti ancora vivi.</p>
<p align="JUSTIFY">Sarebbe quanto meno auspicabile che quest’anno, oltre a dedicare la giornata internazionale per la libertà di stampa (3 maggio) ai giornalisti afghani uccisi, venga predisposta un’azione di contrasto al crimine adeguata, concreta e soprattutto partecipata. Dall’inizio della guerra sono morte migliaia di persone avvolte oggi da una coltre di silenzio: non basta una dedica per rendergli giustizia.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/05/02/kabul-doppio-attentato-contro-i-giornalisti-dedicata-a-loro-la-giornata-internazionale-per-la-liberta-di-stampa-il-3-maggio/">Kabul, doppio attentato contro i giornalisti: dedicata a loro la giornata internazionale per la libertà di stampa (il 3 maggio)</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/05/02/kabul-doppio-attentato-contro-i-giornalisti-dedicata-a-loro-la-giornata-internazionale-per-la-liberta-di-stampa-il-3-maggio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
