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	<title>ricercatori Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Che cosa succede quando il sogno europeo incontra quello dei migranti</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Jan 2020 09:32:56 +0000</pubDate>
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<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="665" height="221" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/mmmmmmm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13455" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/mmmmmmm.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 665w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/mmmmmmm-300x100.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 665px) 100vw, 665px" /></figure></div>



<h3>Europa, il sogno infranto</h3>



<p>È la primavera del 2016 e il Brennero rischia di tornare ad essere una frontiera, una &#8220;linea di confine ufficialmente delimitata e riconosciuta, e dotata, in più casi, di opportuni sistemi difensivi&#8221; (Treccani). Rispetto al passato, però, le barriere di confine non sono più utilizzate allo scopo di delimitare i propri spazi nei confronti del paese adiacente, non più per ridurre e/o controllare gli scambi tra due stati confinanti, ma con l&#8217;esplicito scopo di ridurre il flusso di persone provenienti da altri continenti, da luoghi che distano migliaia di chilometri. La scelta di ripristinare i controlli di confine tra Italia e Austria è stata definita da molti giornali &#8220;la fine del sogno di Schengen&#8221;. Questo lavoro mostra una realtà diversa.</p>



<p>Perché l&#8217;accordo di Schengen, che doveva creare una zona di libera circolazione all&#8217;interno dell&#8217;Unione Europea, si è basato essenzialmente, e sin dall&#8217;inizio, su un accordo di polizia. Perché &#8220;La caduta delle frontiere interne ha avuto per corollario il rafforzamento delle frontiere esterne dello spazio Schengen.&#8221; (Internazionale). Il punto è che il “rafforzamento delle frontiere esterne” non era il corollario, ma l&#8217;essenza stessa di questo accordo. Non è un caso che i lavori per il primo muro europeo, quello di Ceuta e Melilla (pagati con i soldi dell&#8217;Unione Europea) siano iniziati nell&#8217;autunno del 1995.</p>



<p><strong>Il progetto multimediale </strong><em><strong>Europa Dreaming  </strong></em><strong>(un documentario multimediale e un libro), curato da Valeria Burgio e Matteo Moretti ricercatori dell&#8217;università di Bolzano, parte da una domanda: &#8220;Che cosa succede quando il sogno europeo incontra quello dei migranti?&#8221;. Un percorso attraverso la Storia e le vicende esemplari dei migranti: il loro arrivo, i sistemi di accoglienza, i servizi gli strumenti per comunicare, la sopravvivenza&#8230;Dove abbiamo fallito? Cosa si può fare per garantire la tutela dei diritti fondamentali? A questo link troverete il progetto, utilissimo per le scuole (e non solo):  <br></strong><a href="https://europadreaming.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>https://europadreaming.eu/?utm_source=rss&utm_medium=rss</strong></a><strong> </strong></p>



<h1>1995-2015 Cosa è cambiato in 20 anni?</h1>



<h5>1995</h5>



<p>Le parole citate qui sopra sono state pronunciate da&nbsp;<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Alexander_Langer?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">Alexander Langer</a>&nbsp;in un&#8217;intervista raccolta da Radio Radicale al confine di Ventimiglia. Era il 27 giugno 1995. Sei giorni dopo il parlamentare europeo di Vipiteno si tolse la vita. Nell&#8217;audio originale, si riescono a sentire le proteste dei profughi della Bosnia a cui era stato impedito di attraversare il confine con la Francia. L&#8217;Italia, in quel periodo stava cercando di adattarsi alle norme decise dagli accordi di Schengen, quelle che dovevano abolire i controlli doganali all&#8217;interno dei confini europei ma che, come dimostrarono i fatti, furono la base per la costruzione della &#8220;fortezza Europa&#8221;.</p>



<h5>2015</h5>



<p>&#8220;Per l&#8217;ennesima volta il fenomeno migratorio è stato scaricato sugli agenti, approfittando del loro senso del dovere e spirito umanitario. Questo, però, non ci esime dall&#8217;esprimere alcune valutazioni. Il cittadino è preoccupato dalla latitanza della politica, consapevole, suo malgrado, di essere lenitivo sociale e certo che non sia un problema di Polizia ne tanto meno da questa risolvibile&#8221;.</p>



<p>(Mario Deriu, segretario regionale del sindacato di polizia Siulp di Bolzano &#8211; Corriere dell&#8217;Alto Adige 12/06/2015)</p>



<p></p>
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		<title>Il peso delle armi. Il nuovo Rapporto a cura della Caritas Italiana</title>
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		<pubDate>Sun, 16 Dec 2018 10:36:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è svolta lunedì 10 dicembre alle 10:30 a Roma (presso &#8220;Church Village Park Hotel&#8221;, via di Torre Rossa 94), nel 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti umani, la conferenza stampa di presentazione della nuova ricerca&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>Si è svolta <strong>lunedì 10 dicembre alle 10:30 </strong>a Roma (presso &#8220;Church Village Park Hotel&#8221;, via di Torre Rossa 94), nel <strong>70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti umani</strong>, la conferenza stampa di presentazione della nuova ricerca sui conflitti nel mondo dal titolo <strong>&#8220;Il peso delle armi&#8221;</strong> *.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-11809" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="324" height="457" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 526w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina_Conflitti_Peso_armi_web-213x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 213w" sizes="(max-width: 324px) 100vw, 324px" /></a></div>
<div></div>
<div>Il Rapporto, giunto alla sua 6<sup>a</sup> edizione, continua un lavoro di ricerca avviato fin dal 2001 sui <a href="http://www.caritasitaliana.it/home_page/area_stampa/00007503_Rapporti_Conflitti_dimenticati.html?utm_source=rss&utm_medium=rss">conflitti &#8220;dimenticati&#8221;</a>, ossia lontani dai riflettori dei grandi media internazionali, ed è stato realizzato in collaborazione con &#8220;<a href="http://www.avvenire.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Avvenire</a>&#8220;, &#8220;<a href="http://www.famigliacristiana.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Famiglia Cristiana</a>&#8221; e il <a href="http://www.miur.gov.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Ministero dell&#8217;Istruzione, dell&#8217;Università e della Ricerca</a> (MIUR).</div>
<div></div>
<div>Il tema dell&#8217;edizione 2018 è quello delle armi e degli armamenti, affrontato da diversi punti di vista: la produzione e il commercio delle armi, il loro peso nel determinare i conflitti, il valore e il significato culturale delle armi nella cultura contemporanea, con particolare riguardo al mondo della comunicazione e della stampa, nonchè il grado di consapevolezza dei giovani e degli adulti. Come si legge nel Rapporto, nel corso del 2017<strong> i conflitti nel mondo sono stati 378.</strong> Di questi, sono 20 le guerre ad elevata intensità.</div>
<div></div>
<div>Il volume riporta anche i risultati di un sondaggio demoscopico SWG condotto sulla popolazione italiana e gli esiti di due rilevazioni statistiche, effettuate con la collaborazione del MIUR su un campione di studenti delle scuole medie inferiori: 1.783 studenti di 45 istituti scolastici, a cui si è affiancato un gruppo di oltre trecento giovani dell’<a href="https://www.agesci.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Agesci</a> impegnati nello scoutismo. Molti gli spunti di riflessione che emergono. Secondo il sondaggio SWG metà degli intervistati (60% tra i giovani), sarebbe favorevole a limitare la produzione italiana di armi, evitando soprattutto di esportare armi laddove c’è guerra. Dalla rilevazione tra gli studenti risulta inoltre che la grande maggioranza dei ragazzi considera la guerra come un “elemento evitabile”, da superare attraverso il progresso culturale. Inoltre solo il 13% non ritiene giusto accogliere le persone che lasciano la propria terra, in fuga dalla guerra.</div>
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		<title>&#8220;Notizie di chiusura&#8221;. VI Rapporto della Carta di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 08:44:11 +0000</pubDate>
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<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/12/15/notizie-di-chiusura-vi-rapporto-della-carta-di-roma/">&#8220;Notizie di chiusura&#8221;. VI Rapporto della Carta di Roma</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="color: #40454d; text-transform: none; line-height: 1.3em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 22px; font-style: normal; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-bottom: 10px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Presentato il VI Rapporto della Carta di Roma  “Notizie di chiusura”. L’alta visibilità mediatica, le cornici della sicurezza e della criminalità, la marginalizzazione dell’accoglienza e del soccorso in mare, la sovrapposizione dell’agenda della politica hanno determinato un inasprimento dei toni e del lessico non tanto in chiave allarmistica quanto di divisione e di inconciliabilità tra noi e gli “altri”</h3>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11805" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">È stato presentato alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 dicembre,  il <strong>VI Rapporto della Carta di Roma “Notizie di chiusura”</strong>, un’analisi dei media italiani aggiornata al 31 ottobre 2018 e realizzata con l’Osservatorio di Pavia.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Nel suo saluto, <strong>Giuseppe Giulietti</strong>, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha parlato di come il significato di alcune parole sia stato rovesciato nel racconto mediatico. «Vorrei introdurre un modulo di contrasto alle parole d’odio condiviso e obbligatorio per tutti – ha detto – Tutti dovrebbero conoscere e rispettare la Carta di Roma».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«<em>Pacchia, crociera, clandestino, la paghetta dei 35 euro, invasione</em>, sono le parole con cui la politica fa la sua propaganda, ma che rimbalzano su tutti i giornali e su tutti i telegiornali, senza contraddittorio», afferma invece <strong>Valerio Cataldi, Presidente dell’Associazione Carta di Roma</strong>. Prosegue ribadendo la centralità delle parole che “possono trasformare la realtà” soprattutto rispetto ai concetti di responsabilità e di correttezza dell’informazione di chi scrive e riproduce quelle parole.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«La funzione sociale del giornalista è quella di essere arbitri del linguaggio utilizzato – <strong>dice il vicedirettore de L’Espresso Lirio Abbate</strong> – <em>Pacchia</em> e <em>invasione</em> sono parole disumanizzanti e anche <em>migrante</em> è diventata una parola politica. Io penso che sia la strumentalizzazione che si fa del migrante a generare paura. Oggi abbiamo paura di avere paura, e questo ci fa fare tanti errori, anche giornalistici».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong>L’attenzione sul fenomeno migratorio è stata maggiore nella tv e minore nella carta stampata</strong>. Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, si assiste a una riduzione di notizie sul tema rispetto agli anni precedenti: nel 2018 sono 834, contro le 1.006 del medesimo periodo nel 2017. Invece nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7, aumenta il numero di notizie: 4058 nei primi dieci mesi del 2018, il 10% in più rispetto all’anno precedente.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«Fare la conduttrice di talk show significa spesso fare da mediatori tra le diverse posizioni in campo – <strong>sostiene la conduttrice di Agorà Serena Bortone</strong> – Bisogna parlare di tutto quello che succede perché il compito del giornalismo è quello di raccontare il mondo per favorire gli strumenti al politico per cambiarlo e ai cittadini per comprenderlo». Sul tema dell’immigrazione  aggiunge, «Si sono vinte e perse elezioni su questo argomento. La critica alla gestione del fenomeno, è diventata una critica al fenomeno stesso, risultata poi nella criminalizzazione del migrante».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«C’è stato un cambiamento di clima nei confronti dell’immigrazione – <strong>sostiene il politologo Ilvo Diamanti.</strong> – Fino a qualche anno fa, l’immigrazione veniva raccontata con i segni dell’accoglienza. Oggi non è più così. Siamo passati dalla comprensione e la pietà verso l’altro alla paura. E aver paura dell’altro mostra una crisi di identità da parte nostra. Sarebbe vantaggioso non avere paura, ma integrare, perché è ovvio che non possiamo soltanto subire un fenomeno».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Un filo conduttore dell’informazione nei sei anni analizzati è quello dell’emergenza permanente, il lessico adoperato delinea una cornice di «crisi infinita», endemica, che muta nel tempo e dilaga dalla cronaca al dibattito politico, interno all’Italia e tra istituzioni europee. Le parole simbolo degli anni esemplificano le mutazioni delle cornici della crisi: Lampedusa nel 2013, <em>Mare nostrum</em> nel 2014, Europa nel 2015, muri nel 2016, Ong nel 2017 e Salvini nel 2018.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">La presenza di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo nei notiziari del 2018 passa dal 7% dell’anno precedente, al 16%, ma non è una buona notizia perché i contesti tematici principali in cui sono presenti sono due: le aggressioni e gli attacchi di matrice razzista e i casi di caporalato e sfruttamento lavorativo.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«L’analisi del dibattito sulle pagine Facebook dei principali quotidiani italiani, in concomitanza del raid razzista a Macerata il 3 febbraio 2018, ha scatenato reazioni, anche feroci, sui social, mettendo in luce alcuni aspetti della comunicazione online – <strong>spiega il ricercatore Giuseppe Milazzo dell’Osservatorio di Pavia</strong> – la presenza e permanenza di un linguaggio apertamente ostile e discriminatorio, declinata in vari livelli, che vanno dagli insulti al turpiloquio, all’apologia della violenza contro un gruppo su base etnica».</p>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong><em>Per il sesto Rapporto Carta di Roma, “Notizie di chiusura” clicca <a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">qui</a><br />
</em></strong></p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><em><strong>Per la sintesi di “Notizie di chiusura” clicca </strong></em><a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Sintesi_Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>qui</strong></em></a></p>
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		<title>Rapporto Naga 2018. Cittadini senza diritti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 14 Dec 2018 08:09:26 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il rapporto, giunto alla sua quarta edizione, presenta i dati relativi a 7.955 cittadini stranieri privi di regolare permesso di soggiorno che tra il 2014 e il 2017 si sono recati per la prima volta nell’ambulatorio medico del Naga. Il Rapporto analizza le caratteristiche del campione con riferimento a nazionalità, età, genere, situazione familiare, anzianità migratoria, livello di istruzione, situazione abitativa e condizione lavorativa. Inoltre, per la prima volta queste categorie sono state incrociate con le patologie di oltre 2.000 utenti che hanno raggiunto il Naga nel 2017.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/c2497fbe-ba09-11e6-99a2-8ca865283c9e1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="wp-image-11802 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/c2497fbe-ba09-11e6-99a2-8ca865283c9e1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="304" height="228" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/c2497fbe-ba09-11e6-99a2-8ca865283c9e1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 656w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/c2497fbe-ba09-11e6-99a2-8ca865283c9e1-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 304px) 100vw, 304px" /></a></p>
<p>“<i>Complessivamente, emerge <b>l’aumento del numero di cittadini stranieri irregolari arrivati da meno di un anno (dal 28% nel 2014 al 37% del 2017)</b> <b>a cui si associa una riduzione di quelli con lunga permanenza (più di quattro anni) che passano dal 43% nel 2014 al 32% nel 2017</b></i><b>”</b> <b>affermano Carlo Devillanova (Università Bocconi), Francesco Fasani (Queen Mary University London), Tommaso Frattini (Università degli Studi di Milano)</b> che hanno curato la ricerca. “<i>Anche in questo rapporto si conferma <b>un livello di istruzione paragonabile a quello degli italiani, </b>con il 36% di immigrati in possesso di un diploma assimilabile a quello delle scuole superiori in Italia e il 10% che ha frequentato l’Università. Tuttavia, si assiste a una <b>progressiva riduzione della percentuale di cittadini stranieri irregolari con livelli di istruzione superiore (dal 43% del 2000 al 36% del 2017</b></i><b>)</b>” proseguono i ricercatori. “<b><i>È inoltre sensibilmente peggiorata la condizione abitativa del campione, con una tendenza alla sua precarizzazione.</i></b><i> La percentuale di persone senza fissa dimora passa dal 19% del 2014 al 22% nel 2017, con un drammatico aumento per quanto riguarda in particolare il gruppo degli uomini senza dimora, che durante il periodo considerato è passato dal 23% del 2014 al 31% nel 2017.  Per quanto riguarda <b>la situazione lavorativa, è migliorata nel tempo.</b> Nel 2017 il 35% degli utenti che si sono recati per la prima volta al Naga aveva un lavoro mentre nel 2014 gli occupati rappresentavano il 28,5%.  <b>Nonostante ci si riferisca al mercato del lavoro nero, avere un’istruzione superiore sembra garantire un migliore inserimento nel mondo del lavoro, con una percentuale di occupati di circa il 41% tra coloro che hanno una istruzione superiore. L’altro fattore che si conferma determinante per la condizione lavorativa è l’anzianità migratoria:</b> mentre la percentuale di occupati fra chi è in Italia da meno di un anno non raggiunge il 20%, <b>dopo due anni di</b> <b>permanenza la percentuale sale a circa il 42% e al 49% per gli individui con 3-4 anni di permanenza</b>. Come già riportato nel precedente Rapporto, <b>mentre in Italia la quasi totalità dei migranti occupati svolge lavori non qualificati, nel Paese di origine molti erano impiegati in occupazioni con elevato livello di specializzazione</b>. Nonostante questo incremento dei livelli di occupazione, solo il 23% degli occupati ha un’occupazione che considera permanente, mentre la grande maggioranza ha un’occupazione percepita come saltuaria o sono lavoratori ambulanti” </i>concludono i ricercatori.</p>
<p>Il presente Rapporto prende in considerazione per la prima volta l’incidenza delle patologie dei cittadini stranieri irregolari, considerando quelli che si sono presentati per la prima volta all’ambulatorio Naga nel 2017. “<i>Questi dati sono una preziosa fonte di informazione e rappresentano <b>la più vasta banca dati sulle condizioni mediche dei cittadini stranieri privi di permesso di soggiorno non ospedalizzati</b></i><b>.</b> <i>I dati mostrano che almeno il</i> <b>10% di questi pazienti presenta condizioni cliniche, come quelle croniche (es. diabete e ipertensione) che necessitano di un intervento di secondo livello in ambito ospedaliero.</b> <i>È quindi lecito supporre che in assenza della visita presso il Naga questi pazienti avrebbero continuato a gestire in maniera inappropriata le proprie patologie, fino al ricovero in Pronto Soccorso per la loro prevedibile recrudescenza. Analizzando le condizioni socioeconomiche, si osserva</i> <b><i>come le condizioni abitative più svantaggiate e la precarietà dell’occupazione si associno a una maggior frequenza di particolari patologie</i></b>” afferma la <b>Dott.ssa Anna Spada, volontaria del Naga.</b> “<i>I pazienti senza fissa dimora presentano una frequenza di patologie delle vie respiratorie e dermatologiche nettamente superiore ai pazienti che vivono in affitto o presso i datori di lavoro, verosimilmente causate dall’esposizione al freddo e dall’assenza di buone condizioni igieniche<b>. Inoltre, la fragilità delle persone senza fissa dimora è documentata anche dalla elevata frequenza di disturbi psichici e comportamentali presenti in questo gruppo (10% vs 5,5% negli immigrati in affitto). Anche la tipologia occupazionale si associa a una diversa frequenza di patologie. Ad esempio, le malattie del sistema respiratorio sono molto più comuni fra i lavoratori ambulanti (22%) che fra quelli con un’occupazione temporanea (11%) e permanente (5,5%). Comune a tutti i gruppi è l’estrema rarità di malattie infettive (0,016% del campione Naga) e in particolare della tubercolosi” </b></i>prosegue la Dottoressa. “<i>Il nostro studio mostra, con ricchezza di dati e fuori da ogni pregiudizio<b>,</b> <b>come i cittadini stranieri irregolari a Milano rappresentino un gruppo di persone che ha i medesimi problemi di salute della popolazione italiana</b>, ma le loro condizioni esistenziali sembrano comunque influire sulla frequenza delle patologie. Anche per questo e anche per un principio di uguaglianza, <b>come Naga crediamo che la possibilità di accedere, anche per i cittadini stranieri irregolari, al medico di base sarebbe la soluzione più adeguata e facilmente realizzabile</b>”</i> conclude Spada.</p>
<p>“<i>Ancora una volta il contatto diretto e quotidiano con i cittadini stranieri irregolari ci permette di restituire una fotografia dell’esistente diversa da quella che viene trasmessa da una narrazione dominante e ormai univoca, infarcita di pregiudizi e informazioni non verificate</i>” afferma <b>la presidente del Naga Sabina Alasia. <i>“I cittadini che incontriamo non sono un problema per la ‘sicurezza’ di questo Paese, in pericolo c’è la loro di sicurezza: quella di veder garantito il riconoscimento di diritti fondamentali e di poter vivere dignitosamente</i></b>” prosegue Alasia. “<i>Ancora una volta presentiamo una fotografia del fenomeno migratorio diversa da quella corrente, una popolazione non minacciosa, ma minacciata</i>.”</p>
<p><strong><span style="color: #222222;">Scarica:<u> </u></span></strong><br />
<strong><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/CittadiniSenzaDiritti_Rapporto_2018_definitivo.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/CittadiniSenzaDiritti_Rapporto_2018_definitivo.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1544860373922000&amp;usg=AFQjCNF0bYsgWGtsUUsD-Ps999qfW_RfYQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">Il rapporto completo</a></strong><br />
<strong><u><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Comunicato-stampa-Cittadini-senza-diritti_def.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Comunicato-stampa-Cittadini-senza-diritti_def.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1544860373922000&amp;usg=AFQjCNHtDX7wtStaiT3D7-kSlRn1kiF7Mw&utm_source=rss&utm_medium=rss">Il comunicato stampa</a> </u></strong><br />
<strong><u><a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Dati-Sanitari-Presentazione-12-dicembre-2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Dati-Sanitari-Presentazione-12-dicembre-2018.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1544860373922000&amp;usg=AFQjCNGsw6DcbD4rSDLc2kj59gCsLzztlQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">Presentazione Dati Sanitari </a></u></strong><br />
<a href="https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Dati-Generali-Presentazione-12-dicembre-2018.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://naga.it/wp-content/uploads/2018/12/Dati-Generali-Presentazione-12-dicembre-2018.pdf&amp;source=gmail&amp;ust=1544860373922000&amp;usg=AFQjCNHIlUb-N8VQRrTD--2QWBiqN4jWVA&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Presentazione Dati Generali</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Concorso letterario per studenti e ricercatori sulla rivoluzione egiziana</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/01/20/concorso-letterario-per-studenti-e/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jan 2013 08:31:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
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		<category><![CDATA[Ufficio cultura egiziano]]></category>
		<category><![CDATA[universitari]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ambasciata della Repubblica Araba d&#8217; Egitto Ufficio Culturale Concorso per giovani studenti, ricercatori e studiosi &#8220;A due anni dalla rivoluzione del 25 Gennaio 2011, quali contributi possono dare i giovani all&#8217;Egitto? Idee, pensieri, proposte,&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="ltr" style="text-align: left;" trbidi="on">
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Ambasciata<br />
della Repubblica Araba d&#8217; Egitto</b></div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Ufficio<br />
Culturale</b></div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="CENTER" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Concorso<br />
per giovani studenti, ricercatori e studiosi</b></div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>&#8220;A<br />
due anni dalla rivoluzione del 25 Gennaio 2011, quali</b></div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>contributi<br />
possono dare i giovani all&#8217;Egitto?</b></div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Idee,<br />
pensieri, proposte, progetti per il futuro&#8230;&#8221;</b></div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Due<br />
anni sono ormai passati dalla nota &#8220;Rivoluzione del Nilo&#8221;,<br />
da quei moti di protesta da parte del popolo<br />
Egiziano, e dei giovani in maniera particolare, verificatisi in<br />
Egitto a partire dal 25 Gennaio del<br />
2011, contro il trentennale regime caduto l&#8217;11 febbraio 2011, ma<br />
continuano ancora le sfide per la<br />
democrazia e i cambiamenti che coinvolgono tutti i campi, sia a<br />
livello sociale che politico e legislativo.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
giovani sono stati il perno principale a partire dal quale tutto è<br />
ruotato e i giovani, le nuove</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
generazioni,<br />
sono la chiave per aprire le porte del futuro.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>A<br />
chi è indirizzato: </b>Studenti<br />
delle Scuole Elementari, Medie e Superiori &#8211; Studenti Universitari &#8211; Ricercatori<br />
e studiosi.
</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Obiettivo:<br />
</b>Questo<br />
concorso ha l&#8217;obiettivo di incoraggiare i giovani studenti a<br />
esprimere attraverso la<br />
scrittura qualsiasi idea, pensiero, qualsiasi proposta e progetto gli<br />
sia venuta in mente per contribuire<br />
al cambiamento e all&#8217;evoluzione del paese Egiziano. Si può trattare<br />
anche di un solo pensiero,<br />
o di suggerimenti schematici, o di un progetto esteso, in qualsiasi<br />
campo, sociale, politico, scientifico<br />
e così via.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Ultima<br />
data per la presentazione delle opere</b>:<br />
Lunedì 04/02/2013</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
<b>Premiazione</b>:<br />
Ognuno dei partecipanti riceverà un certificato di partecipazione. I<br />
primi tre</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
diventeranno<br />
i protagonisti di un evento pubblico dedicato all&#8217;argomento,<br />
organizzato da questo ufficio<br />
presso la nostra sede il giorno 11 Febbraio 2013, durante il quale<br />
avranno la possibilità di presentare<br />
il proprio lavoro.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
I<br />
lavori devono essere inviati in allegato via email all&#8217;indirizzo<br />
uffculturalegiziano@yahoo.it e il partecipante deve</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
indicare<br />
nell&#8217;email tutti i propri contatti, nonchè inviare un breve<br />
presentazione di se stesso.</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
E&#8217;<br />
gradito anche l&#8217;invio postale al seguente indirizzo:</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Ufficio<br />
Culturale dell’Ambasciata d’Egitto in Roma</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Via<br />
delle Terme di Traiano n. 13</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
00184<br />
– Roma</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Specificare<br />
inoltre sulla busta: CONCORSO &#8220;<b>A<br />
due anni dalla rivoluzione del 25 Gennaio 2011</b>&#8220;</div>
<div align="LEFT" style="margin-bottom: 0cm;">
Per<br />
informazioni: Ufficio Culturale dell’Ambasciata della Repubblica<br />
Araba d’Egitto in Roma:</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Tel.<br />
06 4872302. Fax 06 4872351. Email: uffculturalegiziano@yahoo.it</div>
</div>
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