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	<title>richiedenti asilo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Apr 2019 10:21:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive. &#160; Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/09/i-comuni-rispettino-la-normativa-liscrizione-anagrafica-va-garantita-anche-ai-richiedenti-asilo-nonostante-la-legge-salvini/">I Comuni rispettino la normativa: l’iscrizione anagrafica va garantita anche ai richiedenti asilo nonostante la legge Salvini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="artHeading">
<h1 dir="ltr"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12296" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/182338979-9daa70d4-5a37-40e3-9fa3-cc3108f131b5-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></h1>
<h2 dir="ltr"></h2>
<h2 dir="ltr">Associazione Per i Diritti umani aderisce alla seguente iniziativa e la sottoscrive.</h2>
<p>&nbsp;</p>
<h2 dir="ltr">Una formale richiesta di iscrivere all’anagrafe i richiedenti asilo è stata inviata a oltre 90 Comuni di Italia e all’Anci da una serie di associazioni che si battono sul tema dell’inclusione e dell’accoglienza</h2>
<div class="artAbstract" dir="ltr">
<p>L’iniziativa che ha come obiettivo quello di chiedere ai sindaci di prendere posizione sulla questione del diritto ad una anagrafe, segue la recente sentenza di Scandicci in seguito a ricorso di richiedente asilo seguito dall’avvocato Consoli di Asgi che ha portato l’ordinanza del Tribunale di Firenze del 18 marzo 2019 dove si è affermata l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica e l’ obbligo al Sindaco di Scandicci, in questo caso, ad iscrivere un richiedente asilo.<br class="autobr" />Tra le associazioni firmatarie della lettera figurano: <strong>Campagna LasciateCIEntrare, Melting Pot Europa, Naga Onlus, Legalteam Italia, Mai più Lager &#8211; No ai CPR</strong>. <br class="autobr" />Il ricorso ha sottolineato una scorretta interpretazione delle norme previste dalla legge 132/2018 che ha precluso la possibilità, non soltanto ai richiedenti asilo, ma anche ai titolari di protezione sussidiaria, dell’iscrizione anagrafica. La legge di fatto non abolisce il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma modifica soltanto la procedura semplificata per tale iscrizione. <br class="autobr" />Secondo gli esperti infatti “<i>… per i richiedenti la protezione internazionale la regolarità del soggiorno, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</i>”.</p>
</div>
<div class="artChapo" dir="ltr">
<p><strong>Lo spazio per intervenire e per porre fine ad una ingiustizia che, tra le altre cose, complica la vita anche alle amministrazioni comunali, quindi c’è. I sindaci che hanno cuore l’interesse della collettività prendano dunque posizione.</strong></p>
</div>
</div>
<div id="artText" dir="ltr">
<p>La Campagna LasciateCIEntrare da anni denuncia le diverse discrezionalità degli uffici amministrativi per il diritto all’iscrizione anagrafica di richiedenti asilo e persone straniere nel territorio italiano<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh1" class="spip_note" title="La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti, Convegno formativo (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">1</a>]</span>.</p>
<p>Dopo la conversione del D.L. 113/2018, entrato in vigore il 5 ottobre 2018, nella Legge “Salvini” 132/2018, è stata preclusa la possibilità di iscrizione all’anagrafe dei richiedenti asilo e, in alcuni casi, è stata impedita <strong>persino a titolari di protezione sussidiaria</strong>, per un’erronea interpretazione della legge.<br class="autobr" />L’aggiunta all’articolo 4 della Legge 142 del 2015 del comma 1 bis secondo cui «<i>Il permesso di soggiorno di cui al comma 1 non costituisce titolo per l’iscrizione anagrafica ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1989, n. 223, e dell’articolo 6, comma 7, del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286</i>» ha causato la materiale impossibilità di iscrizione all’anagrafe di centinaia e centinaia di persone, che si sono viste negare un diritto soggettivo fondamentale, creando un discrimine contrario alla nostra Costituzione, che sancisce che «<i>Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali</i>».</p>
<p>Cionondimeno, in tale contesto, diversi sindaci, basandosi anche sulle osservazioni e gli approfondimenti di diversi giuristi esperti in materia (avvocate Daniela Consoli e. Nazzarena Zorzella<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh2" class="spip_note" title="Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">2</a>]</span>; professore di Filosofia del Diritto Emilio Santoro<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh3" class="spip_note" title="Emilio Santoro, In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">3</a>]</span>), si sono opposti al divieto d’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, assumendosi responsabilità personali di firma, come ad esempio il Sindaco Leoluca Orlando della città di Palermo e Stefania Bonaldi della città di Crema. Ciò in rispetto non solo della Costituzione (ad es. artt. 3 e 16), ma anche delle norme nazionali gerarchicamente superiori alla legge 132 del 2018: contrasterebbe infatti con l’art. 2 del Protocollo n. 4 allegato alla CEDU, ratificato e reso esecutivo in Italia con DPR 14 aprile 1982, n. 217 sulla <i>Libertà di circolazione</i>, che sancisce: «<i>Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di uno Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di fissarvi liberamente la sua residenza</i>», e con l’art. 12 del Patto internazionale sui diritti civili e politici: «<i>Ogni individuo che si trovi legalmente nel territorio di uno Stato ha diritto alla libertà di movimento e alla libertà di scelta della residenza in quel territorio</i>», adottato dall’Assemblea generale il 16 dicembre 1966, e reso esecutivo in Italia con legge. n. 881 del 25 ottobre 1977.</p>
<blockquote class="spip"><p>Secondo gli esperti la Legge Salvini non abolisce infatti il diritto all’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, ma semplicemente la procedura semplificata per tale iscrizione.</p></blockquote>
<p>In particolare specificano Consoli e Zorzella «<i>La norma, come detto, non pone un divieto e tuttavia nell’escludere che il permesso per richiesta asilo non rientri tra la documentazione utile per l’iscrizione anagrafica non ne individua un altro e dunque è compito dell’interprete procedere, colmando la lacuna e risalendo alla funzione che nell’ambito del diritto/dovere alla residenza anagrafica svolge l’esibizione del permesso di soggiorno.</i></p>
<p>La residenza, secondo la definizione del codice civile, è, semplicemente il &#8220;luogo in cui la persona ha la dimora abituale&#8221; (art. 43, comma 2, cc). Ora se il cittadino italiano dovrà dimostrare unicamente la stabile permanenza in un luogo e la volontà di rimanervi (cfr. a titolo d’esempio, Cass., sez. II, 14 marzo 1986, n. 1738; Cass. 5 febbraio 1985, n. 791; Cass. Sez. I, 21 giugno 1955, n. 1925; Cass. Sez. I, 17 ottobre 1955 n. 3226; Cass. Sez. II, 17 gennaio 1972 n. 126), il cittadino straniero dovrà dimostrare anche di essere regolarmente soggiornante in Italia, come espressamente richiede la legge 1228/1954, cd. “legge anagrafica” e il DPR n. 223/1989, cd. “regolamento anagrafico” (art. 6, comma 7, d.lgs 286/1998).<br class="autobr" />Come precisato nelle Linee guida 2014 elaborate in collaborazione con il Ministero dell’interno &#8220;Devono ritenersi illegittime quelle prassi volte a richiedere agli stranieri, in aggiunta alla dimora abituale e alla regolarità del soggiorno, ulteriori condizioni per l’iscrizione anagrafica&#8221; (cfr. Circ. Min. Interno, n. 8 del 1995; n. 2 del 1997).</p>
<p>Posto quindi che l’esibizione del permesso di soggiorno, ai fini della iscrizione anagrafica, assolve al compito di dimostrare la regolare presenza del cittadino non comunitario sul territorio italiano, gli interpreti e gli ufficiali di Governo dovranno chiedersi, nel silenzio del legislatore, quale documento possa, invece del permesso di soggiorno, assolvere alla funzione voluta dalla legge.</p>
<p><i>Ed invero, per i richiedenti la protezione internazionale <strong>la regolarità del soggiorno</strong>, più che dal permesso di soggiorno che teoricamente potrebbero anche non ritirare o ottenere in ritardo come spesso accade, <strong>è comprovata dall’avvio del procedimento volto al riconoscimento della fondatezza della pretesa di protezione e quindi (tralasciando in questo contesto la semplice dichiarazione di volontà) dalla compilazione del cd. “modello C3”, e/o dalla identificazione effettuata dalla questura nell’occasione. L’uno o entrambi i documenti certificano la regolarità del soggiorno in Italia, assolvendo perfettamente alle condizioni previste dalla legge per l’iscrizione anagrafica</strong></i>».</p>
<p>Secondo la legge anagrafica, il sindaco ha dunque l’obbligo di procedere alle iscrizioni anagrafiche secondo le modalità previste dalla legge e dal regolamento anagrafico. Eventualmente non lo facesse, i richiedenti asilo potrebbero rivolgersi al giudice per chiedere di ordinare all’anagrafe del Comune in cui sono accolti di provvedere all’iscrizione, e il sindaco potrebbe essere chiamato a rispondere dei danni procurati dalla ritardata iscrizione.</p>
<p>È del 18 marzo 2019, l’ordinanza del Tribunale di Firenze<span class="spip_note_ref"> [<a id="nh4" class="spip_note" title="Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">4</a>]</span> che, a seguito di ricorso per mancata iscrizione anagrafica di un richiedente asilo, <strong>ha affermato l’inesistenza del divieto di iscrizione anagrafica, obbligando il Sindaco di Scandicci a iscrivere il richiedente asilo</strong><span class="spip_note_ref"> [<a id="nh5" class="spip_note" title="Duccio Facchini, Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto (...)" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nb5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="footnote">5</a>]</span>.</p>
<p>Per quanto sopra esposto, chiediamo che venga garantito da tutti i Comuni il diritto di iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo, per porre fine al più presto a quest’odiosa pratica lesiva dei diritti delle persone e indegna di un Paese civile.</p>
</div>
<h2>Note</h2>
<div id="nb1">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 1" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh1?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">1</a>] </span><i>La Residenza: un diritto a esercitare altri diritti</i>, Convegno formativo svolto a Bari, il 15 giugno 2018 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://www.lasciatecientrare.it/la-residenza-un-diritto-a-esercitare-altri-diritti-il-convegno-formativo-on-line/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
<div id="nb2">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 2" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh2?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">2</a>] </span>Daniela Consoli e Nazzarena Zorzella, <i>L’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi territoriali dei richiedenti asilo ai tempi del salvinismo</i>, &#8220;Diritti senza confini&#8221;, 8 gennaio 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://questionegiustizia.it/articolo/l-iscrizione-anagrafica-e-l-accesso-ai-servizi-territoriali-dei-richiedenti-asilo-ai-tempi-del-salvinismo_08-01-2019.php?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb3">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 3" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh3?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">3</a>] </span>Emilio Santoro, <i>In direzione ostinata e contraria. Parere sull’iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo alla luce del Decreto Salvini</i>, &#8220;L’altro diritto&#8221;, 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.altrodiritto.unifi.it/adirmigranti/parere-decreto-salvini.htm?fbclid=IwAR0D0gbv80Wer_tMmHy-sccju_tVyhluu8PxTCbVi25zRE8iIaJraullxQU#n3&utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb4">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 4" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh4?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">4</a>] </span>Ordinanza Tribunale di Firenze, RG n. 361/2019 del 18 marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">http://www.questionegiustizia.it/doc/ord_trib_firenze_361_2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
<div id="nb5">
<p><span class="spip_note_ref">[<a class="spip_note" title="Note 5" href="https://www.meltingpot.org/I-Comuni-rispettino-la-normativa-l-iscrizione-anagrafica-va.html#nh5?utm_source=rss&utm_medium=rss" rev="footnote">5</a>] </span>Duccio Facchini, <i>Iscrizione anagrafica dei richiedenti asilo: il “decreto Salvini” ha sconfitto se stesso</i>, &#8220;Altraeconomia&#8221;, 22 Marzo 2019 (<a class="spip_url spip_out auto" href="https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="external nofollow noopener">https://altreconomia.it/iscrizione-anagrafica-richiedenti-asilo-decreto-salvini/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>).</p>
</div>
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		<title>Il rapporto annuale del Centro Astalli</title>
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		<pubDate>Sun, 07 Apr 2019 08:37:07 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Il Centro Astalli presenta una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati che durante l’anno si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/04/07/il-rapporto-annuale-del-centro-astalli-2/">Il rapporto annuale del Centro Astalli</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-12291" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="635" height="424" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1985w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56289389_10156540905121312_3830097099786027008_o-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 635px) 100vw, 635px" /></a></p>
<p>Il <strong>Centro Astalli</strong> presenta una fotografia aggiornata sulle condizioni di richiedenti asilo e rifugiati che durante l’anno si sono rivolti alla sede italiana del Servizio dei Gesuiti per i Rifugiati e hanno usufruito dei servizi di prima e seconda accoglienza che l’Associazione offre.</p>
<p>Il Rapporto, attraverso il resoconto di <strong>un anno di attività</strong>, portato avanti nelle varie sedi territoriali, vuole essere uno strumento per aiutare a capire quali sono <strong>le principali nazionalità dei rifugiati che giungono in Italia</strong> per chiedere asilo, quali difficoltà incontrano nel percorso per il riconoscimento della <strong>protezione internazionale</strong> e per l’accesso a <strong>misure di accoglienza e inclusione sociale</strong>.</p>
<p>La rete del Centro Astalli ne ha accompagnati <strong>25mila</strong>, di cui quasi <strong>12mila</strong> nella sola sede di Roma. Dalla lettura del Rapporto si evince un aumento delle vulnerabilità cui corrispondono difficoltà maggiori nel vedersi garantiti diritti basilari. Segnali preoccupanti evidenziano le difficoltà di chi è già presente da tempo sul territorio ma soprattutto di chi è titolare di protezione umanitaria.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12292" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1735" height="1157" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56462409_10156540902776312_8288597418769907712_o-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1735px) 100vw, 1735px" /></a></p>
<p>La società civile è una forza indispensabile al fianco dei rifugiati e il Centro Astalli può contare sull’impegno costante di <strong>594 volontar</strong>i, impegnati nei vari servizi. C’è poi un Italia, ancora più bella che guarda al futuro, ed è quella dei <strong>27.124 studenti</strong> coinvolti nel progetti didattici Finestre e Incontri. Numerose comunità religiose, inoltre, hanno continuato a ospitare i rifugiati nella volontà di assisterli nel delicato passaggio all’autonomia abitativa.</p>
<p>All’interno del Rapporto, l’inserto fotografico racconta il lavoro quotidiano della <strong>Rete territoriale del Centro Astalli</strong>, fatto di incontri e condivisione. Le foto scattate da Lucrezia Lo Bianco sono arricchite dai commenti di <strong>Liliana Segre, Simonetta Agnello Hornby</strong> e <strong>S. Em. Card. Gualtiero Bassetti</strong>. In appendice è possibile leggere il discorso del <strong>Presidente della Repubblica Sergio Mattarella</strong> pronunciato in occasione dell’inaugurazione del nuovo Centro Matteo Ricci e il contributo di <strong>P. Federico Lombardi</strong> sulla figura del gesuita missionario in Cina a cui è dedicata la struttura.</p>
<p>Nei seguenti link i materiali dell’evento:</p>
<p>&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Sintesi-Rapporto-annuale-2019.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Sintesi Rapporto annuale 2019 </a></p>
<p>&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Karamoko-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Karamoko </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Charity-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Charity </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Kamara-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Kamara </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Moussa-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Moussa </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Sohrab-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Sohrab </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Sussy-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Sussy </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Storia-di-Marc-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Marc </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Mohammed-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Mohammed </a><br />
&#8211; <a href="http://centroastalli.it/wp-content/uploads/2019/04/Testimonianza-di-Ziad-per-la-stampa.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">La storia di Ziad </a></p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12293" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="2048" height="1365" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/56502841_10156540908581312_7002628019290374144_o-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 2048px) 100vw, 2048px" /></a></p>
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		<title>Dossier Msf: &#8220;Per la prima volta il governo italiano scrive che la Libia è un porto sicuro. Ma è esattamente il contrario&#8221;</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/25/dossier-msf-per-la-prima-volta-il-governo-italiano-scrive-che-la-libia-e-un-porto-sicuro-ma-e-esattamente-il-contrario/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 Mar 2019 06:59:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Centro di detenzione di Sabaa, Tripoli, uno dei tanti in cui in Libia sono recluse più di 650.000 migranti arrivati per provare a raggiungere l&#8217;Europa.</p>
<p>Uno sconvolgente rapporto degli operatori di Medici senza frontiere, entrati in questo centro, conferma come le condizioni dei migranti detenuti siano drammatiche con allarmanti livelli di malnutrizione delle persone in carcere, un terzo delle quali sono minori: preoccupano soprattutto le condizioni dei tanti bambini. Gli operatori di Msf hanno scoperto 31 persone chiuse a chiave in una cella di 4 metri per 5 senza spazio per sdraiarsi, senza latrine, costrette ad urinare in bottiglie e secchi di plastica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questo grazie all&#8217;accordo vergognoso tra il governo italiano e la Libia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12243" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="560" height="315" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 560w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/013736589-9b0fbabc-c76f-4830-9e28-92749969aeeb-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 560px) 100vw, 560px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L’organizzazione medico-umanitaria Medici Senza Frontiere (MSF) chiede di porre fine alla detenzione arbitraria di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia, dopo il drammatico aumento del numero di persone intercettate nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera libica, supportata dall’Unione Europea. Almeno 11.800 persone che tentavano di attraversare il Mediterraneo su precari barconi inadatti al mare sono state riportate in Libia solo quest’anno secondo le organizzazioni delle Nazioni Unite, con intercettazioni quasi quotidiane nelle acque internazionali tra Italia, Malta e Libia. Una volta sbarcate, le persone vengono trasferite in centri di detenzione non regolamentati lungo la costa.</p>
<p>Terribili livelli di violenza. “Persone appena scampate a situazioni di vita o di morte in mare non dovrebbero essere trasferite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria” &#8211; ha detto Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF &#8211; molti di loro hanno già sofferto terribili livelli di violenza e sfruttamento in Libia e durante gli estenuanti viaggi dai loro paesi d’origine. Ci sono vittime di violenza sessuale, di traffico, torture e maltrattamenti. Tra i vulnerabili ci sono bambini, a volta senza un genitore o un accompagnatore, donne incinte o in fase di allattamento, anziani, persone con disabilità mentali o in gravi condizioni mediche”.</p>
<p>Non si sa cosa accade nei centri di detenzione. Senza un sistema di registrazione formale e reportistica, una volta che una persona è all’interno di un centro di detenzione non c’è modo di tracciare cosa le accade. I detenuti non hanno la possibilità di questionare la legalità della loro detenzione o dei trattamenti che subiscono. I programmi di evacuazione gestiti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni (IOM) e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per aiutare rifugiati e migranti a uscire dalla detenzione arbitraria sono stati rafforzati l’anno scorso ma riescono ad aiutare solo una piccola parte della popolazione rifugiata e migrante in Libia. La misura principale, facilitata dall’IOM, consiste nel rafforzare i cosiddetti rimpatri “volontari” dei migranti dai centri di detenzione ai loro paesi di origine, con 15.000 persone già rimpatriate da novembre.</p>
<p>Non c&#8217;è rimpatrio volontario: le persone non hanno alternative. Si tratta di uno sviluppo positivo quando supporta persone bloccate in Libia che vogliono tornare a casa, ma la natura volontaria di questi rimpatri è contestabile perché le persone non hanno altra alternativa formale per uscire dai centri. L’UNHCR ha evacuato poco più di 1.000 dei rifugiati più vulnerabili, ma la maggior parte di loro è stata portata in Niger dove attende urgentemente di essere reinsediata in altri paesi. Come conseguenza dell’aumento delle intercettazioni in mare, le équipe di MSF a Misurata, Khoms e Tripoli riscontrano un netto aumento nel numero di rifugiati, migranti e richiedenti asilo bloccati nei centri di detenzione già sovraffollati.</p>
<p>Quelle persone rinchiuse a Khoms, con bambini piccoli. Recentemente, MSF ha fornito assistenza medica in un solo giorno a 319 persone intercettate in mare e portate in un centro di detenzione a Tripoli, la maggior parte delle quali era stata detenuta dai trafficanti per diversi mesi prima di tentare la traversata del Mediterraneo. Intorno a Misurata e Khoms, MSF fornisce cure a persone con ustioni di secondo grado, scabbia, infezioni respiratorie e disidratazione. In un’occasione, persone intercettate in mare sono state portate al centro di detenzione senza vestiti, perché avevano perso tutto in mare. “A Khoms ci sono oltre 300 persone, tra cui bambini molto piccoli, rinchiuse in un centro di detenzione sovraffollato. Il caldo è asfissiante, non c’è areazione e l’accesso ad acqua potabile pulita è scarso – è acqua salata mista a liquami” dice Anne Bury, vice coordinatore medico di MSF in Libia. “La situazione nei centri di detenzione è insostenibile, il clima è molto teso, le persone sono esposte ad abusi di ogni sorta. Le persone sono disperate, vediamo ferite e fratture. Alcune tentano di fuggire, altre fanno lo sciopero della fame.”</p>
<p>Le conseguenze della politica europea. Questa situazione è il risultato del tentativo dei governi europei di impedire a qualunque costo a rifugiati, migranti e richiedenti asilo di raggiungere l’Europa. Elemento centrale di questa strategia è equipaggiare, formare e supportare la Guardia Costiera libica perché intercetti le persone in mare e le riporti in Libia. Navi non libiche non possono infatti riportare legalmente i migranti in Libia perché il paese non è riconosciuto un posto sicuro. Ma le persone soccorse in acque internazionali nel Mediterraneo non devono essere riportate in Libia: devono essere portate in un porto sicuro, come prescritto dal diritto internazionale e marittimo. “La Libia non può essere considerata una soluzione accettabile per prevenire gli arrivi in Europa” ha detto Kleijer di MSF. “Rifugiati, richiedenti asilo e migranti intercettati in mare non devono essere riportati in Libia e non devono essere detenuti nel paese su basi arbitrarie e in condizioni disumane”.</p>
<p>MSF in Libia. Da circa due anni, MSF fornisce cure mediche a rifugiati e migranti nei centri di detenzione in Libia che rientrano formalmente sotto l’autorità del Ministero dell’Interno del paese e del suo dipartimento per combattere l’immigrazione illegale (DCIM) a Tripoli, Khoms e Misurata. Ai detenuti non viene garantito accesso alle cure mediche – che vengono fornite da una manciata di organizzazioni umanitarie come MSF o da agenzie delle Nazioni Unite, che riescono ad avere una presenza limitata nel paese nonostante la violenza e l’insicurezza diffuse.</p>
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		<title>Terminata la Campagna Welcoming Europe: per un&#8217;Europa che accoglie. Un&#8217;azione civile e politica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/03/05/e-terminata-la-campagna-welcoming-europe-per-uneuropa-che-accoglie-unazione-civile-e-politica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Mar 2019 06:27:47 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe. L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti. Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: https://goo.gl/BknbYc Riproponiamo, di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter wp-image-12167" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="283" height="287" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 822w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-296x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 296w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/LOGO-WE-2018-16.04.2018-768x779.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></a></div>
<div></div>
<div>Si è da poco conclusa la campagna Welcoming Europe.</div>
<div>L&#8217;evento di chiusura del 20 febbraio scorso è stato partecipato e interessante nei contenuti.</div>
<div>Per chi volesse vederlo è disponibile su radio radicale: <a href="https://goo.gl/BknbYc?fbclid=IwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener nofollow" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://goo.gl/BknbYc?fbclid%3DIwAR2RpPzZdrTZPduysWPeZ480RhW-gpWJzGpWQd7_jn6isjJ1fFJxuFilDwU&amp;source=gmail&amp;ust=1551791216557000&amp;usg=AFQjCNEzWlkdqzSadMZIoJjxLlbLyaaFLQ&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://goo.gl/?utm_source=rss&utm_medium=rss<wbr />BknbYc</a></div>
<div></div>
<div>Riproponiamo, di seguito, le proposte della Campagna:</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12166" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1068" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-300x200.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-768x513.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/03/WhatsApp-Image-2019-02-20-at-13.30.15-1024x684.jpeg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></div>
<div>
<p>Decriminalizzare la solidarietà, creare passaggi sicuri per i rifugiati, proteggere le vittime di abusi. Sono i tre obiettivi dell<b>‘Iniziativa dei cittadini europei</b> (ICE) “Welcoming Europe – Per un’Europa che accoglie”. Servono <strong>un milione di firme in 12 mesi</strong> in almeno 7 paesi membri.</p>
<h3></h3>
<h4><strong>1. </strong>Salvare vite non è reato – Vogliamo decriminalizzare la solidarietà</h4>
<p>In ben 12 paesi dell’Unione Europea distribuire alimenti e bevande, dare un passaggio, comprare un biglietto o ospitare un migrante sono comportamenti per cui è possibile ricevere una multa o addirittura essere arrestati dalle autorità. Punire questi comportamenti significa punire l’aiuto umanitario e riconoscere il reato di solidarietà</p>
<p>Nessuno dovrebbe essere perseguito o multato per aver offerto aiuto, assistenza o un rifugio a scopo umanitario. Il fine dei governi è quello di <strong>scoraggiare i volontari dal fornire aiuto umanitario</strong> e servizi di prima assistenza a coloro che hanno bisogno poiché credono che l’aiuto volontario possa costituire un fattore di attrazione per i flussi migratori.</p>
<p><strong>Vogliamo che la Commissione fermi quei governi che stanno criminalizzando i volontari</strong>. I cittadini europei dovrebbero essere in grado di offrire aiuti umanitari e assistenza a tutte le persone bisognose, indipendentemente dal loro status, senza timore di sanzioni o azioni penali. <strong>Vogliamo che la Commissione Europea modifichi in questo senso l’attuale direttiva dell’UE sul favoreggiamento</strong> (2002/90 /CE).</p>
<p><strong>#lumanitànonsiarresta</strong></p>
<p><strong>2. Liberi di accogliere i rifugiati – Vogliamo creare passaggi sicuri</strong></p>
<p>I migranti sfruttati spesso non sporgono denuncia perché corrono il rischio di essere arrestati, detenuti e rimpatriati a causa della loro condizione irregolare e perché incontrano difficoltà nel fornire delle prove e ricevere effettivamente un risarcimento e spesso non hanno accesso all’assistenza legale.</p>
<p>Vogliamo vie sicure di ingresso complementari e addizionali ai programmi nazionali di resettlement e, in questo senso, la società civile può offrire un contributo rilevante. Le sponsorship private, inoltre, hanno un ruolo importante nel facilitare l’integrazione dei rifugiati appena arrivati nei territori grazie al sostegno e alla mobilitazione delle comunità, di gruppi religiosi, di organizzazioni non governative, di aziende private e di famiglie di rifugiati reinsediati.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione Europea di modificare il Regolamento Ue 516/2014 del Parlamento europeo e del Consiglio e attivare un nuovo programma di finanziamento nell’ambito del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione (FAMI) per sostenere i programmi di sponsorship privata della società civile affinché sempre più cittadini e associazioni possano essere</p>
<p><strong>#liberidiaccogliere.</strong></p>
<p><strong>3. I diritti umani sono inviolabili – Vogliamo proteggere le vittime di abusi</strong></p>
<p>Molti migranti sono vittime di sfruttamento lavorativo, abusi o violazioni dei diritti umani, in particolare alle frontiere, ma trovano grandi difficoltà nell’accesso alla giustizia. Eppure tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, devono essere tutelate.</p>
<p>Vogliamo proteggere tutte le persone, indipendentemente dalla loro condizione, e garantire giustizia alle vittime di sfruttamento lavorativo e di violazioni dei diritti umani.</p>
<p><strong>Chiediamo protezione per tutte le persone, indipendentemente dal loro status e garanzie di accesso alla giustizia</strong>. Vogliamo introdurre in tutti gli Stati membri meccanismi che permettano alle vittime di presentare ricorsi e sporgere denunce in modo sicuro, dando piena attuazione a quanto previsto nella normativa UE (le direttive 2009/52/CE; 2012/29/UE; 2011/36/UE; 2004/81/CE del Consiglio/CE) e dalle legislazioni nazionali. Chiediamo tutele nel caso di violazioni dei diritti fondamentali alle frontiere compiute da parte della Agenzia Europea della Guardia di Frontiera e Costiera, dei corpi militari impiegati nel controllo alle frontiere da parte dei singoli Stati membri e soprattutto delle forze dei paesi terzi sostenuti dall’UE o dai singoli Stati membri. Qualora non sia garantito un meccanismo adeguato di tutela, la Commissione Europea o il singolo Stato membro devono sospendere il supporto finanziario e tecnico fornito.</p>
<p>Chiediamo alla Commissione di mettere mano a una nuova legislazione per portare a compimento l’introduzione di <strong>canali di accesso per lavoro a livello europeo</strong>, colmare le lacune nel quadro giuridico dell’UE sulla migrazione legale e <strong>regolamentare i settori che riguardano i lavoratori non altamente qualificati</strong>.</p>
<p>Scarica il <a href="http://www.radicali.it/wp-content/uploads/2018/03/ECI-Testo_proposta_registrata_Commissione_Europea.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>testo della proposta registrata presso la Commissione Europea</strong></a></p>
</div>
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		<title>L&#8217;importanza dei corridoi umanitari</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Dec 2018 09:10:45 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>A cura di Alessandra Montesanto Intervista a Francesco Piobbichi, attivista per Mediterranean Hope sull&#8217;ultimo corridoio umanitario, partito dal Libano a fine novembre 2018. Vuoi parlarci dei corridoi umanitari con Mediterranean Hope? Siamo partiti dal&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11871" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="901" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 901w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/L_arrivo_del_29_agosto_2017_dei_profughi_siriani_con_i_corridoi_umanitari_0-768x511.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 901px) 100vw, 901px" /></a></p>
<p>A cura di Alessandra Montesanto</p>
<p>Intervista a Francesco Piobbichi, attivista per Mediterranean Hope sull&#8217;ultimo corridoio umanitario, partito dal Libano a fine novembre 2018.</p>
<p>Vuoi parlarci dei corridoi umanitari con Mediterranean Hope?</p>
<p>Siamo partiti dal Libano con il progetto Mediterranean Hope &#8211; che lavora insieme alla comunità di Sant&#8217;Egidio &#8211; il 30 novembre e siamo arrivati a Roma; con noi c&#8217;era un&#8217; ottantina di persone di varia estrazione sociale, provenienti dalla Siria e una donna yemenita, di religioni diverse. Considerando quest&#8217;ultimo corridoio umanitario abbiamo portato in Italia 393 persone e, negli ultimi tre anni, in tutto 1400 persone perchè è stato rinnovato il protocollo con il governo italiano. A queste persone se ne vanno ad aggiungere altre 500 che stiamo portando in Francia, più altre che sono arrivate ad Andorra. La conferenza episcopale ha aperto un altro corridoio umanitario in Etiopia per altre 500 persone.</p>
<p>Collaborate con le istituzioni dei Paesi di provenienza di queste persone?</p>
<p>Dobbiamo avere per forza rapporti con le istituzioni locali perchè i corridoi umanitari sono una via legale e quindi bisogna stare dentro le regole di ogni nazione, ognuna delle quali ha la propria normativa rispetto alla questione dei Visti.</p>
<p>Per quanto riguarda il lavoro che facciamo con le autorità libanesi, si tratta di avere una lista di persone che le autorità controlla per vedere se le persone hanno avuto problemi con la giustizia; se le autorità libanesi ritengono che questi individui possano lasciare il Libano, concedono il Visto. Il Visto viene concesso dall&#8217;ambasciata italiana dopo che la stessa lista di persone viene controllata dal Ministero dell&#8217;Interno e degli Affari esteri. Quindi avvengono due controlli da parte di due nazioni.</p>
<p>Come procede il percorso delle persone che arrivano in Italia?</p>
<p>Vengono improntate in ambasciata con il sistema Eurodac e quindi inizia una procedura piuttosto stringente per quanto riguarda i controlli. Questo ci permette di affermare che il tema dei corridoi umanitari sia un tema che si lega a quello della sicurezza perchè, a differenza delle persone che purtroppo arrivano in mare rischiando la vita, noi garantiamo una possibilità di controlli sicuri. Anche il processo di resettlement risponde a questo tipo di esigenza: la differenza tra i corridoi umanitari e il resettlement è che il secondo concede lo status di rifugiato direttamente in Libano, mentre il corridoio permette di ottenere lo status di richiedenti asilo quando la persona arriva in Italia. Con il Visto umanitario la persona può chiedere la protezione internazionale appena arriva all&#8217;aeroporto italiano.</p>
<p>Le persone che avete portato in Italia con quest&#8217;ultimo corridoio umanitario dove sono collocate?</p>
<p>Sono collocate nella rete di accoglienza della comunità di Sant&#8217;Egidio che è una rete diffusa: famiglie, centri di accoglienza e varie altre fome diversificate nel territorio preposto. Il servizio di accoglienza dura un tempo limitato durante il quale le persone vengono seguite dal punto di vista legale, viene dato loro un alloggio e del cibo, un piccolo pocket money e si cerca anche di trovare lavoro per poi avviarne l&#8217;inclusione.</p>
<p>Qual è la situazione in Francia?</p>
<p>I due sistemi sono un po&#8217; diversi: il sistema di accoglienza in Francia è molto più strutturato. Una volta arrivati in Francia, le persone accolte hanno più strumenti per integrarsi. La Francia ha procedure più definite e, rispetto ai numeri che noi abbiamo, la Francia accoglie un numero minore di persone che vengono distribuite tra le Chiese protestanti e la Chiesa cattolica.</p>
<p>Non puoi dirci nulla sulla signora yemenita?</p>
<p>Non posso perchè le persone che noi portiamo sono richiedenti asilo e dobbiamo garantire loro un certo grado di riservatezza. Secondo noi la signora ha tutti i requisiti per chiedere la protezione internazionale in Italia.</p>
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		<title>Il commento dell&#8217;ASGI sul decreto sicurezza e una scheda per gli operatori</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 07:42:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le note presentate dall’ASGI riguardano i profili di manifesta illegittimità costituzionale di molte norme previste del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le note presentate dall’ASGI riguardano i profili di manifesta illegittimità costituzionale di molte norme previste del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” nel titolo I concernenti la disciplina di casi speciali di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario e le materie della protezione internazionale, dell’immigrazione e della cittadinanza italiana.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11647" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="642" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 642w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></a></p>
<p>I rilievi presentati dall’Associazione non esimono però dall’affermare preliminarmente che in ogni caso si ritiene che non sussistono i casi di straordinaria necessità e urgenza prescritti dall’art. 77 Cost. per l’adozione del decreto-legge, sia per la vaghezza dei motivi indicati nelle premesse del decreto-legge, sia per l’ampiezza e profondità delle riforme ordinamentali che esso apporta, sia per la oggettiva eterogeneità degli argomenti disciplinati (immigrazione, protezione internazionale, cittadinanza, sicurezza, contrasto della corruzione e della criminalità organizzata, organizzazione amministrativa delle autorità nazionali e locali di pubblica sicurezza), sia per la non urgenza di interventi normativi, sia sui temi della protezione internazionale – sulla quale tuttora sono all’esame delle commissioni territoriali domande presentate nel 2016 e alla luce del calo drastico di domande di asilo presentate nel 2018 -, sia sui temi della cittadinanza, sia per la presenza di manifesti vizi di legittimità che minano molte norme del titolo I.</p>
<p>Occorre in ogni caso ricordare che la mancanza dei requisiti costituzionali del decreto-legge è oggi ritenuto dalla Corte costituzionale come vizio di legittimità costituzionale dell’intero decreto-legge, non sanato neppure dall’approvazione della legge di conversione in legge.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11648" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="854" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/10/ASGI_DL_113_15102018_manifestioni_illegittimita_costituzione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Manifeste illegittimità costituzionali delle nuove norme concernenti i permessi di soggiorno per esigenze umanitarie, protezione internazionale, immigrazione e cittadinanza previste dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113</a></p>
<p>Il decreto legge n. 113/2018 (c.d. “decreto Salvini”) è entrato in vigore il 5 ottobre 2018 e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, perciò è possibile che in Parlamento possano essere apportate alcune modifiche al testo attualmente vigente.</p>
<p>Con la presente scheda s’intende quindi fornire solo un primo quadro delle principali novità introdotte dal d.l. 113/18 in materia di permessi di soggiorno e proporre alcune ipotesi interpretative, nella consapevolezza che solo nei prossimi mesi, con l’approvazione della legge di conversione, l’emanazione di circolari e indicazioni operative da parte delle Amministrazioni interessate e l’evolvere della giurisprudenza, si potrà delineare un quadro più preciso.<br />
Ad oggi sono stati già evidenziati da più parti i diversi profili di illegittimità costituzionale del decreto e nelle prime applicazioni alcuni avvocati stanno chiedendo ai giudici di sollevare eccezioni di legittimità costituzionale.Tuttavia fino ad una eventuale pronuncia di incostituzionalità le disposizioni del decreto rimangono in vigore ed applicabili.</p>
<p>Frutto di un lavoro collettivo elaborato dai soci ASGI, la scheda verrà aggiornata in seguito all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<h3 style="margin: 10px 0px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; line-height: 22px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 18px; font-style: normal; font-weight: bold; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Le principali novità sui permessi di soggiorno introdotte dal Decreto legge 113/18</h3>
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<h3 style="margin: 10px 0px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; line-height: 22px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 18px; font-style: normal; font-weight: bold; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Indice</h3>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">I. L’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e le conseguenze sui titolari di tale permesso e sui richiedenti asilo.</p>
<p>II. Il rilascio di altre tipologie di permessi di soggiorno al di fuori della procedura d’asilo e la conversione in permesso di soggiorno per lavoro o motivi familiari.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">III. Le conseguenze dell’abrogazione del permesso per motivi umanitari sui minori stranieri non accompagnati.</p>
<p>IV. Le modifiche riguardanti l’accoglienza, l’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi per i titolari di alcune tipologie di permessi di soggiorno.</p>
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/11/DL-113-18_permessi-di-soggiorno_Scheda-per-operatori_31.10.18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Le principali novità sui permessi di soggiorno introdotte dal Decreto legge 113/18  – La scheda completa</a></p>
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		<title>Nave Diciotti: Amnesty International prende posizione contro il governo italiano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Aug 2018 12:44:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“La vicenda della nave Diciotti è un’espressione grottesca della cosiddetta politica del ‘no agli sbarchi’, ultima arrivata tra le varie politiche del ‘no a questo, no a quello’. Più che una politica, una sfida&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/untitled-1195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="size-full wp-image-11214 alignright" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/untitled-1195.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="299" height="199" /></a></p>
<p>“<em>La vicenda della nave Diciotti è un’espressione grottesca della cosiddetta politica del ‘no agli sbarchi’, ultima arrivata tra le varie politiche del ‘no a questo, no a quello’. Più che una politica, una sfida irresponsabile giocata sulla pelle dei più deboli e vulnerabili, che ha prodotto finora solo arbitrio e illegalità</em>”, ha dichiarato <strong>Antonio Marchesi,</strong> presidente di Amnesty International Italia, a proposito della vicenda della <strong>nave Diciotti</strong>, ferma a Catania senza che alle persone soccorse – con l’eccezione dei minori – sia consentito di scendere a terra.</p>
<p>“<em>Dopo le navi delle Ong, quelle commerciali italiane e straniere, quelle di eserciti di stati alleati, ora sono paradossalmente le navi della stessa Guardia Costiera italiana a non poter sbarcare o a sbarcare con grave ritardo il proprio carico umano, fatto di persone soccorse in mare</em>“, ha proseguito Marchesi.</p>
<p>“<em>Il diritto internazionale e la Costituzione italiana – opportunamente richiamati dal Garante per i diritti delle persone detenute o private della libertà – avrebbero imposto da giorni una soluzione diversa, rispettosa dei diritti fondamentali di persone in particolari condizioni di vulnerabilità e, certamente non poche di esse, con un fondato timore di persecuzione. Quei diritti non possono e non devono essere messi da parte in nome dei diktat di questa o quella forza politica</em>”, ha concluso Marchesi.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11215" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="600" height="600" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-150x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-300x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-160x160.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/migranti-600x600-320x320.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 600px) 100vw, 600px" /></a></p>
<p>Anche <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> sostiene e diffonde la seguente richiesta del Tavolo Asilo e di Amnesty International:</p>
<p>Le associazioni del <strong>Tavolo Asilo</strong> <strong>chiedono</strong> con urgenza al <strong>Governo italiano</strong> di <strong>autorizzare lo sbarco delle 150 persone ancora a bordo della nave Diciotti</strong>.</p>
<p>I <strong>migranti</strong> soccorsi dalla nave italiana senza ulteriori indugi <strong>devono essere messi in condizione di ricevere assistenza adeguata</strong> e di <strong>beneficiare di tutte le garanzie definite dalla nostra Costituzione</strong>, dalla normativa nazionale, comunitaria e dalle convenzioni internazionali, <strong>a prescindere dai tempi e dagli esiti della contrattazione politica tra gli Stati Europei</strong>.</p>
<p>Le <strong>risposte dell’Unione europea</strong> alla gestione dei flussi migratori, compresi quelli dei minorenni, nel Mediterraneo <strong>devono essere richieste nelle opportune sedi</strong> e non attraverso il trattenimento illegale di persone a bordo di una nave.</p>
<p><em>A Buon Diritto</em>, <em>ACLI</em>, <em>ActionAid</em>, <em>Amnesty International Italia</em>, <em>ARCI</em>, <em>ASGI</em>, <em>Casa dei Diritti Sociali</em>, <em>Caritas Italiana</em>, <em>Centro Astalli</em>, <em>CIR</em>, <em>Comunità di S.Egidio</em>, <em>CNCA</em>, <em>Emergency</em>, <em>Médecins du Monde Missione Italia</em>, <em>Mediterranean Hope</em> (FCEI), <em>MEDU</em>, <em>Save The Children Italia</em>, <em>Senza Confine</em>, <em>Oxfam Italia.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Fermare la detenzione arbitraria di rifugiati e migranti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Aug 2018 12:55:44 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vogliamo rilanciare l&#8217;appello di Medici Senza Frontiere &#8211; Italia per continuare a fare pressione su un tema che ci sta molto a cuore. Fermare la detenzione arbitraria di rifugiati e migranti Chiediamo di&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="intro-text">
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2017-04-04-alle-08.51.50.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11185" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2017-04-04-alle-08.51.50.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="550" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2017-04-04-alle-08.51.50.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 550w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Schermata-2017-04-04-alle-08.51.50-300x191.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" /></a></p>
<p>Oggi vogliamo rilanciare l&#8217;appello di Medici Senza Frontiere &#8211; Italia per continuare a fare pressione su un tema che ci sta molto a cuore.</p>
<p><strong>Fermare la detenzione arbitraria di rifugiati e migranti</strong></p>
<p>Chiediamo di porre fine alla detenzione arbitraria di rifugiati, richiedenti asilo e migranti in Libia dopo il drammatico aumento del numero di persone intercettate nel Mediterraneo dalla Guardia Costiera libica, supportata dall’Unione Europea.</p>
</div>
<p>Almeno <strong>11.800 persone</strong> che tentavano di attraversare il Mediterraneo su precari barconi inadatti al mare sono state <strong>riportate in Libia</strong> solo quest’anno secondo le organizzazioni delle Nazioni Unite, con intercettazioni quasi quotidiane nelle acque internazionali tra Italia, Malta e Libia.</p>
<p>Una volta sbarcate, le persone vengono trasferite in <strong>centri di detenzione non regolamentati</strong> lungo la costa.</p>
<blockquote><p>Persone appena scampate a situazioni di vita o di morte in mare non dovrebbero essere trasferite in un pericoloso sistema di detenzione arbitraria. Molti di loro hanno già sofferto terribili livelli di violenza e sfruttamento in Libia e durante gli estenuanti viaggi dai loro paesi d’origine. Ci sono vittime di violenza sessuale, di traffico, torture e maltrattamenti. Tra i vulnerabili ci sono bambini, a volta senza un genitore o un accompagnatore, donne incinte o in fase di allattamento, anziani, persone con disabilità mentali o in gravi condizioni mediche. <cite><b>Karline Kleijer</b> <span class="citation-role">Responsabile delle emergenze MSF</span></cite></p></blockquote>
<p><strong>Senza</strong> un <strong>sistema di registrazione formale e reportistica</strong>, una volta che una persona è all’interno di un centro di detenzione non c’è modo di tracciare cosa le accade. I detenuti non hanno la possibilità di questionare la legalità della loro detenzione o dei trattamenti che subiscono.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Misurata4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11186" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Misurata4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="720" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Misurata4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Misurata4-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/08/Misurata4-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p>I programmi di evacuazione gestiti dall’Agenzia delle Nazioni Unite per le Migrazioni e dall’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) per aiutare rifugiati e migranti a uscire dalla detenzione arbitraria sono stati rafforzati l’anno scorso ma riescono ad aiutare <strong>solo una piccola parte</strong> della popolazione rifugiata e migrante in Libia.</p>
<p>La misura principale, facilitata dall’IOM, consiste nel rafforzare i cosiddetti <strong>rimpatri “volontari”</strong> dei migranti dai centri di detenzione ai loro paesi di origine, con <strong>15.000 persone già rimpatriate da novembre</strong>. Si tratta di uno sviluppo positivo quando supporta persone bloccate in Libia che vogliono tornare a casa, ma la natura volontaria di questi rimpatri è contestabile perché le persone non hanno altra alternativa formale per uscire dai centri.</p>
<p>L’UNHCR ha evacuato poco <strong>più di 1.000 dei rifugiati più vulnerabili</strong>, ma la maggior parte di loro è stata portata in Niger dove attende urgentemente di essere reinsediata in altri paesi.</p>
<p>Come conseguenza dell’aumento delle intercettazioni in mare, le <strong>nostre équipe a </strong><strong>Misurata, Khoms e Tripoli</strong> riscontrano un netto aumento nel numero di rifugiati, migranti e richiedenti asilo bloccati nei centri di detenzione già sovraffollati.</p>
<p>Recentemente, abbiamo fornito assistenza medica in un solo giorno a 319 persone intercettate in mare e portate in un centro di detenzione a Tripoli, la maggior parte delle quali era stata detenuta dai trafficanti per diversi mesi prima di tentare la traversata del Mediterraneo.</p>
<p>Intorno a Misurata e Khoms, <strong>forniamo cure a persone con ustioni di secondo grado, scabbia, infezioni respiratorie e disidratazione</strong>. In un’occasione, persone intercettate in mare sono state portate al centro di detenzione senza vestiti, perché avevano perso tutto in mare.</p>
<blockquote><p>A Khoms ci sono oltre 300 persone, tra cui bambini molto piccoli, rinchiuse in un centro di detenzione sovraffollato. Il caldo è asfissiante, non c’è areazione e l’accesso ad acqua potabile pulita è scarso – è acqua salata mista a liquami. La situazione nei centri di detenzione è insostenibile, il clima è molto teso, le persone sono esposte ad abusi di ogni sorta. Le persone sono disperate, vediamo ferite e fratture. Alcune tentano di fuggire, altre fanno lo sciopero della fame. <cite><b>Anne Bury</b> <span class="citation-role">Vice coordinatore medico in Libia</span></cite></p></blockquote>
<p>Questa situazione è il <strong>risultato del tentativo dei governi europei di impedire</strong> a qualunque costo a rifugiati, migranti e richiedenti asilo di raggiungere l’Europa. Elemento centrale di questa strategia è equipaggiare, formare e supportare la <strong>Guardia Costiera libica</strong> perché intercetti le persone in mare e le riporti in Libia.</p>
<p>Navi non libiche non possono infatti riportare legalmente i migranti in Libia perché il paese <strong>non è riconosciuto un posto sicuro</strong>. Ma le persone soccorse in acque internazionali nel Mediterraneo non devono essere riportate in Libia: devono essere portate in un porto sicuro, come prescritto dal <strong>diritto internazionale e marittimo</strong>.</p>
<p>“<em>La Libia non può essere considerata una soluzione accettabile per prevenire gli arrivi in Europa</em>” ha detto <strong>Kleijer di MSF</strong>. “<em>Rifugiati, richiedenti asilo e migranti intercettati in mare non devono essere riportati in Libia e non devono essere detenuti nel paese su basi arbitrarie e in condizioni disumane</em>”.</p>
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		<title>Il sonno della ragione genera&#8230;(mare) mostrum</title>
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		<pubDate>Sat, 07 Jul 2018 07:09:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Matteo Vario Più che fondata “sul lavoro” come recita l’art.1 della Costituzione, ultimamente l’Italia sembra una vera e propria Repubblica fondata sull’insulto; numerose sono ormai le ricerche che dimostrano come il linguaggio online&#46;&#46;&#46;</p>
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</a></b></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Matteo Vario</p>
<p align="CENTER">
<p>Più che fondata “sul lavoro” come recita l’art.1 della Costituzione, ultimamente l’Italia sembra una vera e propria Repubblica fondata sull’insulto; numerose sono ormai le ricerche che dimostrano come il linguaggio online sia ormai inquinato ed intriso di discorsi a dir poco tossici nell’arena sociale del web trasformata in uno stadio che vede la presenza di vere e proprie fazioni “ultras” da un verso o dall’altro.</p>
<p>Nulla che nel tempo non si fosse già palesato, questo è certo, ma negli ultimamente, complice anche il clima politico giallo, verde, cipria, indaco ed ècru, si è sdoganato un certo “politically correct”, magari ipocrita, ma che faceva da filtro a questa cloaca che è diventato il confronto, in cui ognuno si sente autorizzato davvero ad abortire qualsiasi pensiero proveniente dalle viscere più profonde dell’insoddisfazione personale e della frustrazione..</p>
<p>Insomma, sono stati chiusi i porti ma sembra che si siano aperte le stalle….</p>
<p>Immigrati, donne, vaccini, banche, complotti, omosessuali, carnivori, animalisti, aborto&#8230;Numerosi sono i target ed i gruppi sociali verso cui veri e propri sciami di <i>writer</i> 2.0 (anche se sarebbe più idoneo il <i>Webeti</i> di Mentana concezione) si scagliano in quello che Alberto Prunetti definisce “fascismo del senso comune” che alimenta raid virtuali contro i nemici del momento.</p>
<p>Il caso dell’Acquarius, ma quello dei salvataggi in mare e delle migrazioni forzate in genere, per noi operatori del settore Accoglienza dei richiedenti asilo è stato ed è emblematico.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10984" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="409" height="230" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1800w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13-768x433.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/07/222317829-5eecc60b-fc69-4927-9c87-8b5e786fea13-1024x577.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 409px) 100vw, 409px" /></a></p>
<p>Orde di <i>disorientati sociali </i>hanno cominciato a snocciolare numeri presi magari dal cartone del latte, a parlare di Africa essendo stati al massimo in vacanza a Sharm el Sheik, a parlare dei viaggi della speranza in mare stando con le natiche comodamente appoggiate alla poltrona, a parlare di povertà senza mai esser stati in un centro di accoglienza, in un campo rom, in un campo di coltivazione del pomodoro o in un campo di coltivazione di cioccolato o altre “<i>esoticità</i>” presenti nel “sud” del mondo ed altre amenità che sono dei veri e propri aborti, delle violenze continue ad occhi ed orecchie costretti a leggerle ed ascoltarle.</p>
<p>Che ne è stato degli “Italiani brava gente”?!</p>
<p>Richiami sparsi all’umanità, gli immancabili ashtag con cui ogni giorno #siamo qualcuno o qualcosa ed altra sterile retorica a go-go tutta naturalmente e comodamente scritti dal computer di casa o dallo smartphone tra un mojito e l’altro che d’estate fa tanto figo e comunque acchiappa più <i>like </i>di un articolo relativo ai centri di detenzione libici ed alle condizioni dei migranti lì rinchiusi ultimamente definiti dal tuttologo del niente Salvini come “centri all’avanguardia in cui smontare la retorica della tortura”.</p>
<p>Luciana Landolfi nel suo libro lo indica chiaramente : “<span style="color: #000000;">Possiamo essere spettatori urlanti o spettatori silenti: ma questo non cambia la nostra natura di spettatori, fino a quando non decidiamo che quella partita la vogliamo giocare in prima persona. Chi giudica non è sostanzialmente diverso da chi tace, ma chi giudica offre frustrazione senza soluzione, soprattutto senza indicare quale sia e sarà il suo preciso impegno per risolvere la situazione di cui si lamenta. Appare socialmente più “coinvolto e attivo” ma ciò che di fatto avviene è un risucchio energetico”</span></p>
<p>Se non si può o non si vuole far nulla per migliorare la situazione, è meglio tacere.</p>
<p>Ma allora cosa fare?</p>
<p>Sicuramente è tempo di smetterla con quella che il buon Andrea Scanzi definisce “Olimpiadi di doglianze della sinistra” (sinistra in senso lato ovviamente) ossia quell’atteggiamento di mera “lagna” di fronte ad affermazioni che sono esposte in modo vomitevole e disumano ma che in fondo provengono da problemi reali come la gestione dei flussi migratori e l’accoglienza dei richiedenti asilo che io, da interno, riconosco e chiunque con un minimo di onestà intellettuale ed amore per la propria “vocazione al prossimo” dovrebbe riconoscere.</p>
<p>L’informazione e la consapevolezza delle dinamiche che ruotano intorno alle questioni sollevate da questi “<i>bulli consci di esserlo</i>” possono aiutare a sbugiardare a pieno queste fantasticherie, possono dar vita ad un confronto ed un dialogo costruttivo, magari.</p>
<p>Non bisogna sottovalutare i cosiddetti <i>haters</i>, ma incalzarli in punta di fioretto, a volte ripagandoli anche della stessa moneta, “attaccando” sui contenuti.. e questo lo si può fare solo informandosi, ponendosi domande perché dall’altro lato si hanno persone come il Sottosegretario Bergonzoni che “<i>non leggo da 3 anni</i>”.</p>
<p>Meno indignazione (da salotto) e più attivazione.</p>
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		<title>La Milano dei senzatetto raccontata con una foto al giorno per tutto febbraio per Progetto Arca</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 03 Feb 2018 07:32:43 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Una foto e una storia di 5 minuti</strong> <strong>al giorno </strong>per raccontare attraverso un ritratto il qui e l’ora di una Milano nascosta, difficile da intercettare, che abita la città ma la vive in silenzio, incontrando di rado lo sguardo dell’altro.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter  wp-image-10093" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="436" height="611" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/02/Umani-a-Milano_Progetto-Arca_Manifesto-720x1008-214x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 214w" sizes="(max-width: 436px) 100vw, 436px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Per un mese</strong>, la <a href="https://www.facebook.com/umaniamilano/?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?hl=it&amp;q=https://www.facebook.com/umaniamilano/&amp;source=gmail&amp;ust=1517586345390000&amp;usg=AFQjCNGR1bA1HclNxEGIzcuEXnfs-N9rDw&utm_source=rss&utm_medium=rss">pagina Facebook “<strong>Umani a Milano”</strong></a><strong> , </strong>ideata dall’autore e scrittore <strong>Stefano D’Andrea</strong>, racconterà il mondo sommesso delle <strong>persone senza dimora</strong> che popolano il capoluogo lombardo. Un racconto metropolitano realizzato grazie alla collaborazione di <strong>Fondazione Progetto Arca</strong>, da oltre 20 anni a fianco delle persone senzatetto e in grave stato di indigenza.</p>
<p>I protagonisti degli scatti, infatti, sono alcuni degli <strong>ospiti </strong>che la onlus assiste all’interno dei suoi <strong>centri di accoglienza</strong>. Ma non solo: i loro ritratti si alterneranno sulla pagina con quelli di chi ogni giorno lavora all’interno delle strutture di assistenza e ricovero: <strong>psicologi, assistenti sociali, cuochi, medici, infermieri, mediatori linguistici</strong>. Tutti ritratti intensi, in cui gli occhi sono ben evidenti, associati a brevi didascalie con nomi di fantasia ma stralci di vita vera.</p>
<p>Così Stefano D’Andrea spiega la collaborazione con Progetto Arca “Un’amica mi ha chiesto se volevo fare del bene facendo qualcosa che sapevo fare, io ho detto sì. Così mi sono trovato a raccontare un pezzo di città che si fa fatica a incontrare. Un’avventura che arricchisce Umani a Milano, il cui scopo è proprio quello di ridurre le distanze, spezzare il vuoto che c’è tra le persone che si incrociano sui marciapiedi ogni giorno. Si ha meno paura degli altri se ci hai parlato”.</p>
<p>Umani a Milano è un <strong>progetto di storytelling </strong>che va avanti dal 2014 ininterrottamente su Facebook ed è diventato anche un libro. La pagina è una sorta di specchio che riflette Milano attraverso il suo popolo: un “umano” al giorno incontrato per caso per strada a cui si chiede un ritratto e un brevissimo racconto di che cosa sta facendo lì in quel momento.</p>
<p>Il progetto, nato da un’idea di Stefano D’Andrea su ispirazione dell’opera Humans of New York del fotografo Brandon Stanton, prosegue anche grazie alla collaborazione di un <strong>gruppo di giovani fotografi</strong>.</p>
<p><strong>Fondazione Progetto Arca onlus</strong> nasce a Milano nel 1994 per portare un aiuto concreto a coloro che si trovano in stato di grave povertà ed emarginazione. Al centro delle sue attività ci sono persone senza dimora, famiglie indigenti, persone con problemi di dipendenza, rifugiati e richiedenti asilo. Accoglie i più deboli e sostiene chi soffre nei momenti di crisi e disperazione. Con i suoi operatori, educatori e volontari, ascolta senza pregiudizio i bisogni di ogni persona in difficoltà, per accompagnarla in un percorso di recupero e di reinserimento sociale. La Fondazione opera principalmente a Milano, Torino, Roma e Napoli. Nell’ultimo anno ha assistito 80.000 persone, distribuito oltre 2 milioni di pasti e offerto più di 600.000 notti al riparo. Ad oggi Progetto Arca gestisce complessivamente 21 centri di accoglienza e 62 appartamenti per l’integrazione, situati per lo più a Milano e in Lombardia. Qui nel 2016 sono stati ospitate 30.030 persone (senza fissa dimora e migranti richiedenti asilo).</p>
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