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	<title>riciclo Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>Fast fashion che se ne frega</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2024 10:17:36 +0000</pubDate>
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<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/PHOTO-2024-03-16-12-01-44.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="709" height="616" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/PHOTO-2024-03-16-12-01-44.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-17456" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/PHOTO-2024-03-16-12-01-44.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 709w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2024/03/PHOTO-2024-03-16-12-01-44-300x261.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 709px) 100vw, 709px" /></a></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>di Anna Mognaschi</p>



<p></p>



<p>&#8220;Fast fashion&#8221; prende il nome da &#8220;fast food&#8221;, cibo veloce da mangiare in fretta, a poco prezzo e a qualsiasi ora del giorno perché già pronto, ma invece che alzare il colesterolo la fast fashion inquina il pianeta e lede i diritti umani, quindi direi un po&#8217; più pericolosa         (anche il fast food crea una massa di persone obese con tutte le conseguenze del caso, ma di questo parlerò in un altro articolo).<br>Nasce dall&#8217;esigenza di avere sempre capi nuovi da indossare per ogni occasione, di cambiare più volte al giorno il proprio outfit,<br>un&#8217;esigenza imposta non innata o necessaria, un&#8217;esigenza nata dal consumismo e dalla falsa estetica propinata dai social.<br>È vero che è giusto e auspicabile poter disporre di capi di abbigliamento a un prezzo abbordabile perché non tutti hanno soldi da spendere, ma dovremmo porci la domanda perché questi capi non durino mai più di qualche mese; inoltre, sotto il fascino dei prezzi bassi e dei rapidi cicli della moda si nasconde una grave crisi ambientale e un drammatico sfruttamento dei lavoratori.<br>Non è un segreto che la moda abbia un problema di rifiuti. A livello globale, ogni anno vengono create circa 92 milioni di tonnellate di rifiuti tessili; entro il 2030 si prevede che nel complesso scarteremo più di 134 milioni di tonnellate di tessuti all’anno.<br>&#8220;Tutti i vestiti che donerai saranno riciclati o riutilizzati, senza che nulla vada in discarica&#8221;, si legge spesso negli grandi store, da H&amp;M a Primark. Ma quanto c’è di vero?<br>La ONG Changing Markets Foundation ha utilizzato Apple AirTag per tracciare 21 capi tra cappotti, pantaloni, giacche e altri indumenti di seconda mano, ma in perfette condizioni. La ONG olandese ha donato gli articoli ai negozi H&amp;M, Zara, C&amp;A, Primark, Nike, The North Face, Uniqlo e M&amp;S in Belgio, Francia.</p>



<p>&#8220;Le promesse fatte da H&amp;M, C&amp;A e Primark sono un altro trucco greenwashing per i clienti&#8221;, afferma la responsabile della campagna di Changing Markets, Urska Trunk. La nostra indagine suggerisce che gli articoli in perfette condizioni vengono per lo più distrutti, bloccati nel sistema o spediti in tutto il mondo verso Paesi che sono meno in grado di gestire il vasto torrente di indumenti usati provenienti dall’Europa. Gli schemi aggiungono la beffa al danno offrendo ai clienti buoni-sconto o punti per acquistare più vestiti, amplificando il modello fast fashion che trabocca di rifiuti.<br>L&#8217;industria della moda è responsabile di impatti ambientali significativi, contribuendo al 10% delle emissioni globali di carbonio e all’inquinamento dell’acqua.<br>Poi c&#8217;è la questione non meno importante dei diritti umani: in Bangladesh, ad esempio, ci sono almeno 3500 industrie che lavorano per marchi occidentali e i lavoratori percepiscono salari da fame, spingendo spesso le famiglie a fare lavorare anche i bambini per potersi mantenere. Attualmente molti di questi lavoratori sono in sciopero e stanno combattendo per una vita più dignitosa anche contro la polizia che controlla l&#8217;ordine pubblico a suon di sprangate e che ha causato almeno un morto, ogni volta.</p>



<p>Quindi sfruttamento anche minorile , inquinamento, negazione dei diritti fondamentali: come la vogliamo risolvere?<br>Fermiamoci a pensare, veramente ci servono tutti quei vestiti?<br>Veramente abbiamo bisogno di cambiare abbigliamento così di frequente? Perché compriamo robaccia per poi buttarla?<br>Io indosso per tutto l&#8217;inverno tre paia di pantaloni e non mi sono mai sentita inferiore a nessuno.<br>E poi lo stress di scegliere ogni giorno&#8230;ma basta.<br>Viva la libertà dal fashion!</p>
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		<title>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2022 08:05:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo Un&#8217;esposizione da Tenerife tra Filosofia e opere contemporanee di Alessandra Montesanto COLLAPSO è una mostra di opere contemporanee proposta dal TEA (Tenerife Space for the Arts),&#46;&#46;&#46;</p>
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<p>“Art(e)Attualità”. COLLAPSO. Lo spreco, il clima e l&#8217;Uomo</p>



<p>Un&#8217;esposizione da Tenerife tra Filosofia e opere contemporanee</p>



<p></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="654" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1024x654.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16737" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1024x654.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-300x192.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-768x490.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale-1536x981.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/immagine-principale.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1618w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Alessandra Montesanto</p>



<p></p>



<p>COLLAPSO è una mostra di opere contemporanee proposta dal TEA (Tenerife Space for the Arts), nel capoluogo dell&#8217;isola, Santa Cruz. Durante la scorsa estate l&#8217;abbiamo visitata e ne riportiamo alcune considerazioni che riteniamo altamente interessanti per il dibattito sui cambiamenti climatici a livello globale, sulla responsabilità dei cittadini e sulla giustizia sociale.<br><br><br></p>



<p>La Filosofia occidentale è tradizionalmente partita dalla domanda che prevale su altre grandi questioni, che, sia a livello individuale che sociale, delineano il modo in cui ci relazioniamo con il mondo: perché c&#8217;è qualcosa invece del nulla? Se possiamo essere certi di qualcosa, la nostra esperienza qualitativa del mondo, anche se non possiamo sperimentarla nella sua totalità, dice che, in effetti, ci sono cose che ci circondano. La materia rimane ed è continua. È impossibile fermare il corso della materia. Sia dal nostro punto di vista &#8211; quei rifiuti che non riusciamo a smettere di produrre, quel sacco della spazzatura giallo da 30 kg che viene riempito ogni due giorni in una famiglia di due persone &#8211; sia da uno stanziamento industriale &#8211; i litri di emissioni scaricati in mare da emissari nascosti sulla costa &#8211; sia come anche l&#8217;astrofisica &#8211; l&#8217;espansione dell&#8217;universo, la persistenza della materia oscura.<br>Ma come affrontare il fatto che la materia oscura è in continua espansione e la nostra è limitata? Come organizzare la materia, ciò che ci è rimasto?<br><br>Un&#8217;assidua definizione di residuo, o rifiuto è quella di “materia fuori posto”; è importante capire come riorganizzare la materia perchè è una questione politica e sociale. Che sia a livello domestico o industriale o extraplanetario. Il principio della definizione, dell&#8217;antropologa Mary Douglas, si basa sul fatto che l&#8217;organizzazione della materia ha una componente politica che la ristruttura sulla base di un pensiero dicotomico, ovvero: utile/inutile; produttivo/improduttivo. Sporcizia e rifiuti sono legati a un sistema di strutturazione igienica che lo identifica innanzitutto con qualcosa che destabilizza un ordine di contenimento che permette una vita funzionale e la struttura organica della città moderna è quella che nasconde i propri rifiuti sotto il magazzino e il cui fetore è nascosto anche a diversi metri dai contenitori che nessuno vuole vedere.<br><br>Tuttavia, il sistema di organizzazione dei rifiuti urbani come lo conosciamo oggi è molto recente. Fu solo nel XIX secolo che a Londra fu sviluppato un sistema igienico-sanitario pubblico: gli individui erano i responsabili della raccolta dei propri rifiuti e le acque reflue non presero forma fino a questo secolo, nonostante le lamentele sull&#8217;insalubrità del Tamigi fossero state presenti in Parlamento dal XIII secolo. Il <em>De latrines</em>, basato sullo spreco di rifiuti comunitario, che era stato praticato durante gli anni medievali, è passato anche alla Modernità con la gestione privatizzata voluta dal re, allo stesso modo in cui Locke sviluppò un sistema di pensiero liberale dove, portatrice di quei diritti non negoziabili &#8211; concepiti in definitiva come esito di deliberazione sociale contrattuale, ma sotto la legge ineludibile di diritti come la vita, la libertà e, soprattutto la proprietà privata &#8211; la città si avviava verso la privatizzazione dell&#8217;igiene. Tuttavia, a questa privatizzazione, antecedente all&#8217;industrializzazione e incipiente delle grandi capitali europee nell&#8217;Ottocento, mancava un elemento chiave che potesse riorganizzare tutto ciò che &#8220;era rimasto&#8221;. Vale a dire, poter spostare e nascondere ciò che gli individui avevano precedentemente gettato in strada.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16738" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col1-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16739" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col2-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<p><br><br>L&#8217;organizzazione e l&#8217;industrializzazione delle risorse necessarie alla gestione delle città post-industriali ha quindi due punti di partenza in termini di pensiero: il primo è che l&#8217;immondizia è qualcosa del passato e che può destabilizzare e far ammalare. Non solo in termini di un sistema igienico basato sulla cura e sull&#8217;istituzionalizzazione della medicina, ma anche in quanto destabilizza lo schema basato su un certo ordine simbolico. Il residuo in vista è pericoloso. E il secondo punto è che,se la spazzatura è una cosa del passato, è perché ci ricorda dove siamo stati, cosa abbiamo mangiato e chi siamo. Sebbene la nostra memoria ci deluda, la spazzatura mostra il peggio di noi stessi. Le nostre abitudini di consumo sono esposte. In questo senso, Rathje e Murphy in “Spazzatura!” mostrano l&#8217;archeologia della spazzatura e come normalmente le persone, alla domanda sulle loro abitudini di consumo, tendano a nascondere i cibi dannosi per la salute e a sopravvalutare quello che dovrebbe essere il cibo &#8220;sano&#8221;.<br>Nessuno, inoltre, vuole condividere la propria spazzatura in pubblico. Non solo a livello individuale ma collettivo, una città senza un sistema fognario, impianti di trattamento delle acque reflue, scarichi o cassonetti è una società del passato. La città moderna è fatta di vetro, trasparente, ordinato, pulito. Il colore può essere anche manifestazione estetica dell&#8217;ordine simbolico del residuo. Anche parlare dell&#8217;uso del bianco come imposizione estetica durante il Movimento Moderno in Architettura o stile internazionale (1926-1950) aiuta a capire questo orientamento: dove ciò che era rimasto degli edifici e delle facciate era la decorazione, questa viene sradicata trattandola come un male, come grottesco. Questo rifiuto del grottesco definirebbe un&#8217;architettura bianca senza aggiunte, che rappresenta il progresso e la propaganda dello stile internazionale occidentale. Anche dopo la prima guerra mondiale, il critico d&#8217;arte e storico Adolf Behne fece una distinzione tra architettura bianca e architettura colorata, associando la prima alla classe borghese e la seconda agli ideali delle utopie socialiste. È curioso che il bianco derivi anche da un&#8217;idea igienista della Società. Nel sud della Spagna, i contadini usavano la calce per pulire le stalle per le sue proprietà antisettiche. Quando iniziarono ad arrivare le successive epidemie di tifo o peste, la popolazione divenne ossessionata da questa sostanza chimica e l&#8217;architettura divenne bianca. Cominciarono persino ad apparire rituali per imbiancare le stanze dei defunti di recente. È qui che l&#8217;idea del bianco come pulizia inizia ad essere culturalmente associata e si sviluppa per tutto il XX secolo nell&#8217;architettura e nell&#8217;arte.<br><br>La zona di Manshinay Yasser al Cairo o le discariche di Balatas e Payatas nelle Filippine sono complessi esempi contemporanei della sfida urbana posta dai rifiuti e dalla loro gestione. La prima è conosciuta come &#8220;la città della plastica”; un quartiere sovraffollato fuori il Cairo che si caratterizza per la sua architettura informale e la mancanza di un sistema logistico per organizzare i suoi rifiuti. In questa città come in altre zone del Cairo, esistono i cosiddetti “zabbaleen” &#8211; una parola che letteralmente significa in egiziano “area destinata alla spazzatura&#8221; -, gestiti da una comunità copta che si è tradizionalmente dedicata alla raccolta dei rifiuti. Rispetto ad alcuni sistemi di riciclaggio occidentali, riescono a riciclare l&#8217;80% dei rifiuti prodotti dalla città. Il delicato sistema comunitario degli zabbaleen è un processo di riciclo lontano dalla tecnologia contemporanea e basato su un equilibrio etnico o manuale, come sarà poi il cassonneto di cui parlava Walter Benjamin e che si trovava per le strade di Parigi e che ora è installato in molte altre città.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="765" height="1024" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-765x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16740" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-765x1024.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 765w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-224x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 224w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3-768x1028.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1074w" sizes="(max-width: 765px) 100vw, 765px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-4" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16741" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col4-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<p>Ci sono persone che raccolgono i rifiuti, che guardano e prendono ciò che è stato gettato.Tutto ciò che la grande città ha buttato via, tutto ciò che ha perso, tutto ciò che ha disprezzato, tutto ciò che ha schiacciato sotto i piedi, lo catalogano e lo raccolgono. Raccolgono gli annali dell&#8217;intemperanza e dello dello spreco. Sistemano le cose e selezionano con giudizio: raccolgono come un avaro che custodisce un tesoro, rifiuti che assumeranno la forma di oggetti utili o gratificanti tra le fauci della dea dell&#8217;industria. Questa descrizione è una metafora estesa del metodo poetico, come lo praticava Baudelaire. Gli uomini della spazzatura e il poeta: entrambi si occupano di rifiuti.<br>L&#8217;idea del riciclo, del riutilizzo dei rifiuti come qualcosa di innovativo e che la città postmoderna si comporti meglio di qualsiasi altro sistema di riorganizzazione della materia, è, ovviamente, qualcosa di falso. Così è l&#8217;idea che ci sia una contemporaneità simultanea in cui regnano i progressi del &#8220;progresso&#8221;. L&#8217;esperienza del presente non è universalizzabile. Le idee che segnano un&#8217;epoca sono anche spaziali, geolocalizzabili. È curioso, in questo senso, come il concetto di &#8220;impronta di carbonio&#8221; sia stato ideato proprio dalla <em>British Petroleum (BP) </em>nei primi anni 2000, che ha incaricato la società di pubbliche relazioni <em>Ogilvy &amp; Mather</em> di ideare questo concetto, sviluppando un motore di ricerca in cui calcolare l&#8217;impronta di carbonio di ogni individuo. Con un movimento come questo, <em>BP </em>esternalizza la propria responsabilità riguardo all&#8217;inquinamento del pianeta e riesce a incolpare i singoli attori, preoccupati per la loro rispettiva “impronta ecologica”.<br><br>Il sistema igienico-sanitario ideato dalla città tipicamente postmoderna, con una gestione privatizzata dell&#8217;organizzazione dei rifiuti guidata da multinazionali, non è l&#8217;unico modello contemporaneo di distribuzione del materiale in eccedenza, tutt&#8217;altro. È, tuttavia, il modello pertinente all&#8217;interno dell&#8217;immaginario simbolico sviluppato dopo la sanificazione dello spazio pubblico, che lega l&#8217;igiene all&#8217;individuo-proprietario e all&#8217;esigenza collettiva di avere uno spazio operativo. La spazzatura non viene distrutta, viene spostata. All&#8217;interno della società consumistica tardo-capitalista, l&#8217;utopia del riciclo si basa sull&#8217;esternalizzazione dei propri rifiuti: ciò che non si vede va taciuto.<br><br>Qual è la soluzione per riordinare la creazione incessante della materia e non affogare in essa?<br><br>Walter Benjamin usa la figura della cassonetto per illustrare la sua concezione dell&#8217;immagine dialettica: un momento presente illuminato dal passato, dove la verità viene svelata dalla nostra esperienza personale e sensoriale. Sia il poeta che il cerca-spazzatura (riciclatore) sono interessati allo scarto.Ci proponiamo qui di costruire un&#8217;immagine dialettica del residuo in modo tale che esso sopravviva non come elemento negativo o eccedenza di quello positivo; il riciclatore lo pulisce, ma come una rovina, come una costruzione affermativa nel suo decadimento. Nelle parole di Slavoj Žižek: l&#8217;idea di &#8216;riciclaggio&#8217; comporta l&#8217;utopia di un circolo chiuso di tutti i rifiuti.</p>



<p>Cosa possono fare i singoli cittadini riguardo al clima globale ? Per esempio, l&#8217;organzzazione denominata <em>Safety Orange</em> funziona come tecnologia di controllo e autorizza i singoli cittadini ad essere perennemente vigili e responsabili della propria sicurezza e benessere. Possiamo intravedere questa logica spostando sottilmente il peso della conformità dalle istituzioni agli individui: la discarica di Payatas nella città di Manila, chiusa a causa di una frana che ha provocato la morte di circa 1.000 persone che vi abitavano, è un altro grande esempio di come, all&#8217;interno del sistema sanitario prevalente, la materia si muova, ma non venga mai distrutta completamente, venga rimossa dalla visione di quei centri che contano di essere spinti alle periferie, appunto, di essere spinti ai margini dell&#8217;ordine sociale e rimanere entro i confini dell&#8217;inaccettabile, sebbene il sistema stabilito nella società postmoderna non garantisca l&#8217;efficienza ecologica, come si vede con l&#8217;esempio di Zabbaleen che, invece, garantisce un sistema sanitario basato sulla performance economica dei suoi abitanti e un sistema di valori e credenze basato sulla dicotomia utile/residuo. Gli abitanti di Payatas o di tante altre discariche di fronte alle pressioni socioeconomiche e alla mancanza di alloggi nei centri urbani, si trasferiscono nelle discariche per vivere come spazzini, cioè raggruppano i rifiuti e vendono ciò che trovano &#8230; Pertanto, sebbene il sistema igienico-sanitario della città postmoderna non garantisca l&#8217;efficienza nella raccolta differenziata dei rifiuti o l&#8217;utopia del riciclaggio, garantisce l&#8217;ordine socioeconomico e simbolico in cui si trovano i rifiuti destinati ad essere il sostentamento economico di classi esterne a questo ordine sociale, relegate al di fuori di questo centro.</p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-5" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="928" height="615" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16742" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 928w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5-300x199.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col5-768x509.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 928px) 100vw, 928px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-6" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="684" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-1024x684.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16743" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-1024x684.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-300x200.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6-768x513.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col6.webp?utm_source=rss&utm_medium=rss 1200w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p>I rifiuti sono una questione politica la cui forma è modellata in molti modi, non si tratta solo della spazzatura stessa o della materia in una definizione classica di essa. Anche i corpi possono essere rifiuti: corpi che non sono produttivi. L&#8217;associazione tra residuo e improduttivo è evidente in questi corpi isolati ed emarginati all&#8217;interno della società: Robert MaCruer ha cercato di plasmare un tipo di corpo reso invisibile dalla società con la sua <em>Teoria del Crip</em>: “Corpi con diversità funzionale che non aderiscono alla norma, in questo caso, tendono ad essere isolati o emarginati. La logica del residuo sopravvive all&#8217;interno del nostro sistema di organizzazione delle idee e del ragionamento in molte aree della nostra vita”.<br>La spazzatura è l&#8217;oppresso, l&#8217;abietto. Storicamente, la nozione di rifiuto nasce legata ad una questione economica fondamentale: la produttività della terra. Così, nel <em>Secondo Trattato</em> di Locke, troviamo una definizione di residuo (rifiuto) che corrisponde a quella terra che non riporta un beneficio economico. Il residuo, storicamente, è simbolicamente equiparato a un sistema impuro, da cui deriva un pericolo. In questo senso, il sistema sapere/potere occidentale, fin dall&#8217;età moderna, rafforza una serie di valori in cui le stesse convinzioni prevalenti crollano prima della comparsa di altri nuovi valori. Soprattutto dopo l&#8217;Illuminismo, la conoscenza stessa viene riordinata e purificata sulla base dell&#8217;idea latente del residuo. La lotta dialettica tra tesi e antitesi può essere interpretata come il rafforzamento di un sistema di pensiero (filosofia?) che lotta per l&#8217;adattamento delle sue idee a un ordine che combatte il residuo: ogni conoscenza inutile deve essere ritirata, tutta la filosofia attuale deve &#8221; pulire&#8221; il precedente sistema su cui è stato costruito o spodestare quelle convinzioni e valori che non si adattano al tuo spirito. La conoscenza può anche essere residuale; lasciato ai margini, dimenticato. Il compito della cassettiera è salvarli; frugare tra i rifiuti della Filosofia e della Storia.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-7" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="670" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-1024x670.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16744" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-1024x670.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-300x196.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7-768x503.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col7.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1320w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-8" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="1024" height="536" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16745" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1024x536.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-300x157.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-768x402.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9-1536x804.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1536w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/11/col9.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1762w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></figure>



<p><br><br>In COLAPSO osserviamo diverse interpretazioni estetiche di queste sfide, analisi più o meno esplicite del sistema di categorizzazione dicotomica utile/inutile. Partiamo dalla critica ai rifiuti agricoli e industriali, presenti nell&#8217;opera di Amy Balkin, Rafael Pérez Evans o nel gruppo formato da Inés Miño, Iñigo Barrón e Mon Cano. In questi pezzi osserviamo come i rifiuti agricoli o ambientali modellano il nostro rapporto con lo spazio che abitiamo. Ad esempio, con il mare, come ci mostrano Inés, Iñigo e Mon, o con la terra stessa e la sovrapproduzione di banane, nel caso di Rafael. Da questa critica allo spreco ambientale e all&#8217;inquinamento atmosferico &#8211; quello smog di cui parla Amy &#8211; si passa a uno sguardo che poggia sulle tecniche di consumo capitaliste. Nell&#8217;opera di Shanie Tommassini, l&#8217;iPhone diventa un oggetto rituale, il cui incendio rimanda non solo all&#8217;obsolescenza programmata degli oggetti tecnologici ma anche al valore feticcio della merce, trasformata in un rituale quasi religioso. Cajsa Von Zeipel, Jack Almgren e Lucia Bayón ci mostrano anche modi di relazionarsi con la società consumistica, collegando elementi tessili nel caso di Lucia o il mondo del fast fashion con altri oggetti trovati, nel caso di Jack, parodiandoli in extremis come vediamo nelle sculture esorbitanti di Cajsa. Nel percorso espositivo si arriva alla rovina in sé, alla spazzatura destrutturata dotata di una forma architettonica, come artisti come Céline Struger, Marina González Guerreiro, Bat-Ami Rivlin o il duo formato da Ma Dallo e Lucía Dorta lavorano da prospettive diverse. Nel caso di Bat-Ami, siamo di fronte ai rifiuti domestici e ai resti della nostra stessa casa, che costituiscono una nuova realtà totalmente separata dal nostro spazio visibile. Nel caso di Maï e Lucia, il loro pezzo cerca di salvare le rovine di un&#8217;etica premoderna della cura, un sapere dimenticato i cui portatori sono state tradizionalmente le donne, bollate come &#8220;streghe&#8221;. D&#8217;altra parte, le rovine di Céline combinano figure mitologiche, come la Gorgone, con resti archetipici della nostra società industriale. Per Marina gli elementi più spendibili diventano motivi costruttivi, pezzi delicati fatti di un aspetto apparentemente superfluo. Da questa rovina si passa ai rifiuti umani: Berenice Olmedo, Luis Lece Marcin Dudek, ci mostrano modi di intendere, in definitiva, l&#8217;essere umano come parte dello stesso sistema di organizzazione dei rifiuti. <br><br>Ricordiamo che l&#8217;etimologia della parola &#8216;collasso&#8217; deriva dal latino &#8216;collapsus&#8217; e significa caduta totale. Lapse significa “scivolare”.</p>



<p>Una esposizione, quindi, che ci ammonisce: non scivoliamo, di nuovo, nello spreco della materia anche perché noi stessi di materia siamo fatti, ma anche di spirito e di conoscenza.<br><br><br></p>
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		<title>&#8220;Stay human. Africa. Riciclare per vivere&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 08 Jun 2019 07:04:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Veronica Tedeschi Gli esseri umani sono condizionati, periodicamente, da problemi differenti che influiscono sulle abitudini e sulle paure di ognuno. Fino a pochi mesi fa era il terrorismo ad imperversare nei nostri incubi,&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="576" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12633" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/Cifa-onlus.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1400w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Veronica Tedeschi</p>



<p>Gli
esseri umani sono condizionati, periodicamente, da problemi
differenti che influiscono sulle abitudini e sulle paure di ognuno.</p>



<p>Fino
a pochi mesi fa era il terrorismo ad imperversare nei nostri incubi,
tanto che le persone iniziarono quasi ad avere paura di girare sui
mezzi pubblici; oggi questa problematica sembra passata in secondo
piano ma, inutile dirlo, il rischio di attacchi terroristici è
ancora presente. Prima ancora la mucca pazza, poi il terremoto e oggi
il rischio ambientale.</p>



<p>Un
tema sulle bocche di associazioni ambientaliste e di qualche governo
(pochi, a dir la verità) già da diversi anni ma che noi,
sottovalutando il problema, non abbiamo mai voluto affrontare.</p>



<p>Eccoci,
siamo nell’era del rischio ambientale, dello scioglimento dei
ghiacciai e del “non esistono più le mezze stagioni”. In
televisione viene ribadito a più voci che è necessario un impegno
comune per fronteggiare questi cambiamenti climatici. Qualche Stato
si sta muovendo in questo senso e sta adottando misure di
sensibilizzazione ai cittadini per evitare sprechi e inquinamento.</p>



<p>In Africa che succede? Nessun paradosso, molti Stati africani stanno lavorando per difendere l’ambiente, a partire dal Kenya dove la plastica riciclata ha costruito il primo dhow, una piccola imbarcazione tradizionale a vela araba triangolare, fatta interamente di plastica riciclata. Unitamente alla plastica, la struttura del dhow è costituita da 30 mila infradito raccolte lungo le strade di Nairobi e Malindi. Assemblate con tavole colorate gialle, rosse e blu questo piccolo veliero vanta una bellissima struttura colorata e l’importanza di rappresentare una speranza, la prima vera volontà di impegnarsi nel riciclo.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="275" height="183" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dhow.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12634"/></figure></div>



<p>Spostandoci
un po’ più a nord finiamo in Burkina Faso dove ad Ougadougou,
trenta donne trasformano la plastica in oggetti nuovi da vendere e
riutilizzare, provando così a contrastare due grandi problemi: la
tutela dell’ambiente e la povertà, potendo rappresentare questa
iniziativa anche una fonte di reddito.</p>



<p>Infine,
dirigendoci verso l’Etiopia, troviamo un quantitativo di plastica
molto alto che è riuscito addirittura a ricoprire un grande lago
vulcanico che rappresentava la casa di ippopotami e pesci, ad oggi
costretti a nuotare tra le bottiglie. Per provare a contrastare
questo problema qualche associazione sta muovendo le prime proposte,
come Cifa Onlus che ha proposto il progetto “Cento per cento
platica”.</p>



<p>Un
progetto importante, nato ad Hawassa, una città a sud della
capitale, che ha come obiettivo avviare la raccolta differenziata
della plastica. In questo modo le famiglie del luogo sono diventate
dei veri e propri collezionisti di bottiglie usate.  Tale progetto è
stato appoggiato da scuole e Università che, anche attraverso
laboratori didattici, hanno sensibilizzato sul tema, mettendo in
scena spettacoli sulla plastica e coinvolgendo circa 4000 bambini.</p>



<p>“<em>Dall&#8217;Africa
c&#8217;è sempre qualcosa di nuovo” &#8211;</em>&nbsp;
Plinio il Vecchio</p>
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		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;: Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 29 Dec 2017 07:10:29 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi L’iniziativa di Sunshine4Palestine è assolutamente da sostenere perché fornisce competenze specifiche e scientifiche a studentesse palestinesi che, a loro volta, le diffonderanno: uno strumento concreto per uscire dalla difficile situazione in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/12/29/venerdislam-science4people-sulle-ali-della-scienza-per-superare-ogni-confine/">&#8220;VenerdIslam&#8221;: Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: large;"><b><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9975" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="724" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724-300x212.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/logo_s4p2-1024x724-768x543.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></b></span></span></span></span></p>
<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>L’iniziativa di Sunshine4Palestine </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>è assolutamente da sostenere</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>perché fornisce competenze specifiche e scientifiche</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>a studentesse palestinesi che, a loro volta, le diffonderanno:</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>uno strumento concreto per uscire dalla difficile situazione </i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;"><i>in cui si trova la Palestina tutta</i></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><span style="font-size: medium;"><span style="color: #222222;">Moni Ovadia</span></span></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="JUSTIFY">Sunshine4Palestine è una ong italo-inglese-palestinese​ fondata nel gennaio del 2013 da un gruppo di scienziati, fisici ed ingegneri che, in collaborazione con la facoltà di Scienze dell&#8217;Università di Betlemme  e col riconoscimento della <a href="http://www.eps.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">Società Europea di Fisica</a>, ha lanciato il progetto “Science4People. Sulle ali della scienza per superare ogni confine”  per contribuire a risolvere le carenze di elettricità e di acqua attraverso tecnologie ecosostenibili e soluzioni low cost.</p>
<p align="JUSTIFY">Così un gruppo di dieci studentesse, dopo essere state formate per diventare divulgatrici scientifiche (e hanno già avviato a loro volta percorsi di formazione nelle scuole!), utilizzando materiali facilmente reperibili anche in situazioni di criticità estrema come quelle in Palestina, hanno realizzato batterie e lampade solari​ con materiali di scarto e riciclati.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9976" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="960" height="540" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 960w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/esperimento-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Un altro progetto molto importante è stato la realizzazione di un impianto fotovoltaico sul tetto del Jenin Charitable Hospital a Gaza, che lo ha reso autosufficiente da un punto di vista energetico per 17 ore al giorno, punto di riferimento indispensabile visto che nell’ultimo periodo nella Striscia l’elettricità è disponibile a singhiozzo e per pochissime ore.</p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Per altre informazioni e per sostenere il progetto: </span></span><a href="https://it.ulule.com/science4people/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #c0392b;"><span style="font-family: serif;">https://it.ulule.com/science4people/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></span></a></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-9977" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1024" height="576" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2017/12/Jenin_Installation-2814-1024x576-768x432.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a></p>
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		<title>Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Nov 2016 08:30:54 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica. All’attenzione di Giuseppe Sala, sindaco della Città Metropolitana di Milano Vorremmo farle presente un tema al quale noi&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/11/13/un-appello-al-sindaco-di-milano-sui-cambiamenti-climatici/">Un appello al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">Una lettera importante al sindaco di Milano sui cambiamenti climatici e una vita più etica ed ecologica.</p>
<p align="CENTER"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-7403" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="earth-melting" width="463" height="289" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 463w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/11/earth-melting-300x187.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 463px) 100vw, 463px" /></a></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">All’attenzione di Giuseppe Sala,</span></p>
<p align="CENTER"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sindaco della Città Metropolitana di Milano</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo farle presente un tema al quale noi teniamo molto e di cui si sente poco parlare: il tema dei </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>cambiamenti climatici.</b></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Il pianeta ci sta mandando dei messaggi allarmanti: ghiacciai che si sciolgono, il mare che si innalza, regioni del Bangladesh già sommerse, soppressione di campi coltivati, distruzione della biodiversità, di specie animali e vegetali, diminuzione dell’acqua potabile, cicloni che distruggono, siccità che provocano milioni di profughi africani. Tutto perché in questi duecento anni, dalla rivoluzione industriale in poi, abbiamo estratto e bruciato carbone, petrolio, gas in quantità enormi, contribuendo alla formazione di gas serra che provocano il riscaldamento della terra. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A dicembre 2015 si è tenuta a Parigi la conferenza sul clima COP21, in cui il governo italiano ha sottoscritto impegni per contenere l’aumento della temperatura media del pianeta di 1,5 °C , ma i livelli di emissioni continuano a crescere, anche in Italia. In questi giorni è iniziata a Marrakech la conferenza Cop 22 dove si spera che i governi programmino azioni concrete. Se abbiamo a cuore “la casa comune” e la vita di tutti gli esseri futuri non abbiamo più tempo, perché l’URGENZA si sta trasformando in EMERGENZA.</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre che i governi comunali diano l’esempio e premano perché il governo centrale attualizzi gli accordi Cop 21 di Parigi e Cop 22 di Marrakech, cioè abbassi drasticamente le emissioni di CO2 e degli altri gas nocivi. </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Milano può e deve con più vigore dare l’esempio,</b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"> partendo dai lati positivi raggiunti in questi anni. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">A nostro parere occorre: </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;FARE UN PIANO PER LA MOBILITÀ SOSTENIBILE : ° creare le condizioni , con l’ aumento dei mezzi di trasporto pubblico e delle possibilità di parcheggio, per estendere “l’area C” al fine di combattere l’inquinamento dell’aria; ° migliorare il collegamento con i Comuni limitrofi (aumentare le corse, costruire le linee che sono in programma da anni, come ad es. il prolungamento della MM2 da Cologno a Vimercate, e introdurre una tariffazione più equa); ° aumentare il bike sharing e il car sharing anche in periferia; ° ridurre la velocità degli autoveicoli in città; ° far rispettare i vincoli già imposti; ° adottare agevolazioni tariffarie concordate con le aziende di trasporto pubblico; ° favorire l&#8217;auto elettrica con incentivi e sgravi fiscali anche da parte del Comune; ° diffondere piazzole per la ricarica delle batterie con l&#8217;uso di tettoie fotovoltaiche; ° aumentare e raccordare tra loro le piste e le corsie ciclabili.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; RIDURRE IL CONSUMO DI ENERGIA</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">rispettando gli impegni formali già presi col PAES ( Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile ) :</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° incentivare la riqualificazione energetica delle case per eliminare le dispersioni e ottimizzare i consumi; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° controlli sui caminetti, sulle stufe a legna e sulle caldaie a gasolio assai inquinanti;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° detrazioni fiscali a chi introduce negli edifici le caldaie a condensazione, le pompe di calore,</span><b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">la cogenerazione e la trigenerazione ad alta efficienza, gli impianti geotermici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° bene ha fatto il Comune a munire l’illuminazione pubblica di parecchie strade con lampioni Led , ma occorre ridurre drasticamente i combustibili fossili incentivando l’energia alternativa con pannelli solari e fotovoltaici;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° sanzionare lo spreco energetico dovuto alle porte aperte dei negozi e centri commerciali;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° vietare la circolazione a partire dal 2020 dei Suv e dei diesel euro tre, dannosi per ragioni climatiche e per le emissioni di polveri sottili cancerogene; ° la Città Metropolitana Milanese potrebbe aderire alla campagna “ divestitaly “ (</span><span style="color: #000000;">Sito: </span><span style="color: #0000ff;"><u><a href="http://www.divestitaly.org/?utm_source=rss&utm_medium=rss">http://www.divestitaly.org?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></u></span><span style="color: #0000ff;">), </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che propone</span> <span style="font-family: Times New Roman, serif;">di ritirare i propri investimenti</span> <b> </b><span style="font-family: Times New Roman, serif;">da quei soggetti che operano nel settore dell’</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">estrazione e della commercializzazione dei combustibili fossili</span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">, il cui utilizzo rappresenta una delle cause principali dei cambiamenti climatici di origine antropica. Città come Stoccolma, Uppsala, Copenaghen, Oslo, Parigi hanno disinvestito per indurre le industrie a mantenere sotto terra le riserve di carbone e lignite.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; continuare LA RACCOLTA DIFFERENZIATA a Milano, riducendo ancora di più gli sprechi, disincentivando la politica nazionale dell’incenerimento rifiuti che si è appurato essere anche causa di malattie, ma soprattutto prendendo accordi per mettere in atto esperienze di riduzione dei rifiuti e degli imballaggi alla fonte, ad es. nel settore della grande distribuzione commerciale; </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212;utilizzare il PIANO STRATEGICO METROPOLITANO per: ° AUMENTARE IL VERDE, applicando nell’ambito metropolitano gli standard che erano stati previsti dalla prima legge urbanistica regionale, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><i>la LR 51/75, </i></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">che fissava 26,5 mq/abitante di standard di quartiere, di cui il 50% a verde ( attualmente, invece, la L.R. 12/2005, approvata da una giunta Formigoni/Lega, ha riportato gli standard ai minimi di 18 mq/abitante) e realizzando in Milano i grandi piani di trasformazione urbana che prevedono 15 mq/abitante di parchi urbani territoriali e 2,5 mq di servizi generali. Sarebbe davvero opportuno per la Città Metropolitana Milanese progettare un sistema continuo di parchi, boschi, oasi, orti, giardini sulle aree dismesse a partire da quelle degli scali ferroviari; </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° RIQUALIFICARE SCUOLE E QUARTIERI POPOLARI : la Città metropolitana dovrebbe partire dalla ristrutturazione delle scuole e delle case dei quartieri popolari che necessitano di interventi urgenti per farne degli edifici modello di efficienza energetica, oltreché completamente bonificati dall’amianto; </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">° AZZERARE IL CONSUMO DI TERRITORIO, rinunciando a qualsiasi forma di condono e consentendo nuove costruzioni solo in parte di aree dismesse o comunque già cementificate. IL TERRITORIO, che racchiude in sé la fonte di ogni bene indispensabile alla vita, non va sfruttato come una risorsa a buon mercato, come fanno gli speculatori e i capitalisti della “new economy” e gli incoscienti consumisti, ma va rivalutato ( vedi rapporto ISPRA -Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale &#8211; del 2016 sul consumo di suolo in Italia).</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; Riguardo al BENE COMUNE ACQUA, bene ha fatto il Consiglio Comunale a eliminare l’acqua in bottiglia durante le proprie riunioni, ma occorre fare una grande opera di propaganda perché anche i cittadini bevano l’acqua di rubinetto, che a Milano è di buona qualità, controllata giornalmente, sempre disponibile; acqua che costa poco ed evita di produrre tonnellate di rifiuti da smaltire. Inoltre bisogna mettere in sicurezza l’acqua della Città Metropolitana dalla PRIVATIZZAZIONE, unendo in un’unica GRANDE AZIENDA PUBBLICA l’acqua della città gestita da MM e l’acqua dell’ ex territorio provinciale gestita da Cap Holding. A2A incombe.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">&#8212; La Città Metropolitana milanese potrebbe fare una grande opera di EDUCAZIONE AMBIENTALE, diffondendo via mail, con lettere, con opuscoli, con lezioni universitarie in tutti i Municipi, la cultura della prevenzione, riduzione, recupero, riuso, riciclaggio, la scelta dei prodotti a km. zero, la propaganda dell’acqua di rubinetto e dei Gruppi d’ Acquisto Solidale e aprendo sportelli informativi sul risparmio e sull’efficienza energetica.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Naturalmente la Città metropolitana deve chiedere contributi al governo. Come si sono trovati i soldi per l’Expo e per le autostrade, si devono trovare, a maggior ragione, per combattere i cambiamenti climatici. Per esempio lo Stato potrebbe chiedere soldi alle grandi industrie di fossili, alle grandi industrie agroalimentari che hanno inquinato e continuano ad inquinare, introdurre una imposta sulle transazioni finanziarie, eliminare i sussidi per le compagnie di carburanti fossili. Il motto dovrebbe essere CHI INQUINA PAGA: quindi imposte sugli edifici residenziali, commerciali e del terziario proporzionali al loro consumo di energia. </span><b> </b></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>Il Comune di Milano, a nostro parere, può e deve diventare un Comune pilota nella lotta ai cambiamenti climatici, </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">prendendo esempio soprattutto da città come Basilea, </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Berna, Zurigo, Lucerna che hanno fissato obiettivi di consumo energetico pro capite per arrivare a un sistema sostenibile dal punto di vista ambientale. Ogni città che aderisce a questo progetto viene certificata come CITTA’ DELL’ENERGIA avente l’obiettivo di portare le emissioni a 1 tonnellata di CO2 pro capite/ anno entro il 2100. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Auspichiamo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano abbia chiaro che il tema dei cambiamenti climatici è drammatico, urgente e non procrastinabile e che, quindi, il piano strategico metropolitano attui tutte le proposte sopra descritte. Vorremmo che il sindaco della Città Metropolitana di Milano proponesse una grande opera di cultura e di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Noi gruppi, associazioni, cittadine/i </span><span style="font-family: Times New Roman, serif;"><b>ci mettiamo a disposizione per un incontro/dibattito con l’amministrazione </b></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">su questi temi, in modo da contribuire a questo grande lavoro di educazione ambientale. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vorremmo, da ultimo, che il Consiglio Comunale di Milano e il Consiglio Metropolitano prendessero posizione contro l’approvazione dei trattati internazionali TISA e CETA, dannosissimi per il territorio, l’ambiente, la salute e i diritti di cittadini e cittadine. Contro il TTIP il Consiglio Comunale di Milano si è già espresso il 26 gennaio 2015. </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Cordialmente </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Coordinamento Nord Sud del Mondo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione per i diritti umani</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Le radici e le ali</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Costituzione Beni Comuni</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Centro Nuovo Modello Sviluppo </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Milanese Acqua Pubblica </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato Proteggiamo il monte Stella</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">EffeRossa PCI Maria Carla Baroni&#8221;</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Carugate in movimento</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Vivi e progetta un’altra Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ECOISTITUTO della Valle del TICINO Onlus </span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Kronos Milano MAG 2 Finance Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">agenzia stampa PRESSENZA</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ACU-Associazione Consumatori Utenti</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Associazione Società Sostenibile (Asos)</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comunità per lo Sviluppo Umano Ahimsa di Milano</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Don Angelo Casati- comunità” sulla soglia”</span></p>
<p><span style="font-family: Times New Roman, serif;">Comitato LA GOCCIA – Milano Bovisa </span><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman, serif;">ODISSEA, blog di cultura, dibattito e riflessione on line  direttivo </span></span><span style="font-family: Times New Roman, serif;">sezione ANPI &#8220;A. Poletti e Caduti di Trenno&#8221; Gallaratese- Trenno-Lampugnano</span></p>
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		<title>FA&#8217; LA COSA GIUSTA: fiera del sociale a Milano</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Mar 2016 09:30:42 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Associazione per i Diritti umani è stata alla fiera FA&#8217; LA COSA GIUSTA di Milano&#8230;. Tra le tante proposte, interessante quella organizzata dalla Caritas: un gioco di ruolo che ha fatto vivere al pubblico&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><em>L&#8217;Associazione per i Diritti umani</em> è stata alla fiera FA&#8217; LA COSA GIUSTA di Milano&#8230;.</div>
<div></div>
<div>Tra le tante proposte, interessante quella organizzata dalla Caritas: un gioco di ruolo che ha fatto vivere al pubblico la trafila burocratica che i migranti devono sopportare (e superare) per poter imbarcarsi sui barconi e poi il (terribile) viaggio della speranza.</div>
<div></div>
<div><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/untitled-242.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5492" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5492" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/untitled-242.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (242)" width="301" height="502" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/untitled-242.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 301w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/untitled-242-180x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 180w" sizes="(max-width: 301px) 100vw, 301px" /></a> <a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/untitled-240.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5493" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter 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<div></div>
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<div></div>
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