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	<title>rifugiari Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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	<item>
		<title>I bimbi siriani in fuga dalla guerra tra i passeggeri in stazione a Milano. Famiglie arrivate in Sicilia e dirette in Svezia.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 22 Oct 2013 04:38:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pubblicato sul Corriere della Sera il 27 settembre 2013 Riportiamo questo reportage perchè, oggi ancora di più, il tema dei richiedenti asilo e dell&#8217;immigrazione deve essere al centro delle riflessioni politiche e sociali. E&#46;&#46;&#46;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<h1 class="western" style="font-weight: normal;">
<br /></h1>
<h1 class="western" style="font-weight: normal;">
Pubblicato<br />
sul Corriere della Sera il 27 settembre 2013</h1>
<div style="font-weight: normal;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Riportiamo<br />
questo reportage perchè, oggi ancora di più, il tema dei<br />
richiedenti asilo e dell&#8217;immigrazione deve essere al centro delle<br />
riflessioni politiche e sociali. E anche perchè una decina di<br />
siriani, a distanza di mesi,  è ancora  accampata alla Stazion<br />
Centrale di Milano in attesa di essere trasferita in un centro di<br />
accoglienza o che sia trovata qualche altra soluzione, magari<br />
migliore.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Abbiamo<br />
anche deciso di pubblicare alcune fotografie di bambini siriani, nel<br />
loro Paese, prima della rivoluzione e della guerra: come augurio<br />
affinchè tornino a vivere in un clima sereno. (Le fotografie sono di<br />
Mariangela Possenti che ringraziamo per averle condivise con tutti<br />
noi)</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-2-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-2-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a>È tutto<br />
qui, in questo zaino di tela verde militare regalato dalla Croce<br />
Rossa e in una vecchia borsa portadocumenti. «Ogni altra cosa<br />
l&#8217;abbiamo venduta &#8211; dice la donna &#8211; orologi, anelli, collane. E così<br />
anche lei &#8211; indica la giovane che le siede accanto &#8211; ha tenuto<br />
soltanto questi», due bracciali d&#8217;oro. Il velo in testa, gli<br />
occhiali da sole, gli stessi vestiti da giorni, i mariti che parlano<br />
tra di loro e studiano come riprendere il viaggio, i bambini che<br />
giocano sull&#8217;erba stenta della stazione Centrale di Milano, una<br />
biondina si dondola sulla sbarra delle biciclette comunali: sono<br />
famiglie intere, e sono in fuga dalla Siria. Madri e padri trentenni,<br />
tre, quattro figli a coppia, a volte un genitore anziano. Sono<br />
sbarcati sulle coste siciliane, un po&#8217; di cibo e una coperta nei<br />
primi soccorsi, due notti nelle strutture d&#8217;emergenza e poi il treno<br />
da Catania a Milano, con l&#8217;idea di proseguire per il Nord. Magari la<br />
Svezia, sperano, che ha politiche di accoglienza per i profughi<br />
particolarmente generose. I soldi per il biglietto ce li hanno.<br />
Quest&#8217;uomo faceva l&#8217;idraulico, l&#8217;altro il commesso in un negozio.<br />
Gente semplice, dignitosa, con qualche risparmio. Scappati per le<br />
bombe, non per la miseria. I due gruppi qui nei giardinetti hanno<br />
cominciato il viaggio quasi un anno fa, quando era ancora possibile<br />
prendere un volo dalla Siria all&#8217;Egitto. Sono rimasti ad Alessandria<br />
finché non sono riusciti a imbarcarsi su uno degli scafi che<br />
attraversano il Mediterraneo, salvati da una nave cisterna,<br />
raccontano, e approdati a Siracusa. Milano è solo una tappa<br />
intermedia, da lasciare il prima possibile.</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Bimbo-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/Bimbo-1-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Li<br />
vedi che si muovono come ombre, silenziosi e attenti: non<br />
vogliono essere identificati, in Sicilia hanno fatto resistenza agli<br />
agenti che prendevano le impronte digitali, in Lombardia evitano gli<br />
sportelli di aiuto che siano del Comune o della Caritas: vogliono<br />
solo ripartire. Chi ha raggiunto il Nord è informato e sa che<br />
chiedere asilo in Italia non è un buon affare, perché ai rifugiati<br />
il Paese offre poco e perché inoltrare la pratica qui, in base ai<br />
regolamenti europei, significa non poter varcare il confine.<br />Devono<br />
anche stare attenti ai truffatori. In stazione si è sparsa la voce<br />
dell&#8217;arrivo a frotte dei siriani, raccontano che uomini nordafricani<br />
offrono passaggi clandestini, si prestano a fare biglietti,<br />
approfittano delle difficoltà a esprimersi in un&#8217;altra lingua che<br />
non sia l&#8217;arabo per togliere a queste famiglie gli ultimi soldi<br />
rimasti. È uno dei motivi per cui Abdallah e i suoi amici si danno<br />
il cambio in piazza. «Appena posso lasciare il lavoro &#8211; fa il<br />
marmista &#8211; vengo a vedere se ci sono connazionali che hanno bisogno<br />
di aiuto». Latte per i piccoli, un cambio di biancheria, ma<br />
soprattutto un tetto.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Safwan<br />
Bari si è portato a casa due donne e sette bambini, che con i suoi<br />
fanno undici.<b> </b>«Chiedo<br />
scusa per l&#8217;odore &#8211; nel salotto l&#8217;aria è irrespirabile -: sono due<br />
settimane che non si tolgono scarpe e vestiti», hanno pianto, hanno<br />
vomitato per il mare grosso, questo ragazzino coi ricci neri seduto<br />
sul divano ha pure rischiato di cadere in acqua. È la mamma a<br />
raccontarlo, Safwan traduce. Sono fuggiti da Erbin, quartiere alla<br />
periferia di Damasco, dopo l&#8217;attacco dell&#8217;esercito di Assad con le<br />
armi chimiche. Hanno raggiunto Latakia, la cittadina portuale a Nord<br />
di Homs, e lì hanno pagato. «Cinquemila dollari per ogni adulto,<br />
2.500 per i bambini». Fanno 17.500, come ve li siete procurati? «Mio<br />
marito, commerciante d&#8217;automobili, li aveva messi da parte». Non<br />
abbastanza, però. Il resto viene da una colletta di amici e parenti,<br />
che si sono sacrificati perché almeno loro, i più giovani, si<br />
salvassero.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-3-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a>Gli<br />
scafisti «ci hanno detto che sarebbe stata una gita, che saremmo<br />
stati non più di settanta in una barca». E<br />
invece si sono ritrovati in 200, onde alte, acqua e cibo<br />
insufficienti, niente bagni, «i bambini si facevano la pipì<br />
addosso». Dieci giorni di sofferenza in mare fino a Lampedusa. Da<br />
lì, Catania e poi Milano. Hanno già fatto un primo tentativo di<br />
varcare la frontiera, vorrebbero arrivare in Germania, ma al Brennero<br />
la polizia austriaca li ha rimandati indietro. Adesso aspettano a<br />
casa di Safwan: «Sono siriano anche io &#8211; dice -, è il mio popolo,<br />
ma abbiamo bisogno di sostegno, da soli non ce la facciamo».<br />
Stanotte andrà a cercare un letto da un amico, per evitare alle<br />
donne l&#8217;imbarazzo di dividere l&#8217;alloggio con uno sconosciuto. Poi si<br />
vedrà.<br />Il centro di raccolta e di «smistamento» dei profughi è<br />
a poche centinaia di metri da casa sua, in un bar di Cologno Monzese<br />
ritrovo della comunità siriana a Nord di Milano. Ai tavolini sono<br />
tutti maschi e discutono di come affrontare l&#8217;emergenza. Non c&#8217;è<br />
posto per tutti, qualcuno dormirà in auto. S. M. per ora ha trovato<br />
ospitalità: 35 anni, rosso di barba e di capelli legati in una coda,<br />
una pallottola nel braccio sinistro sparata da un cecchino, nel suo<br />
quartiere alla periferia di Damasco aveva un negozio di scarpe, ma si<br />
dilettava anche di ritratti, ai matrimoni e alle feste. Quando è<br />
iniziata la rivolta, ha recuperato la macchina fotografica e racconta<br />
di essersi messo al servizio dei ribelli. Non vuole dire di aver<br />
combattuto, ma accetta di farsi scattare un&#8217;immagine, perché, dice<br />
«non ho paura, la mia faccia è già nell&#8217;album dei ricercati dalla<br />
polizia di Assad, mi hanno già bruciato casa e negozio, non ho<br />
famiglia, non ho più nulla». Per questo è fuggito. Lungo un<br />
percorso diverso, ma ugualmente costoso.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
macchina e a piedi ha raggiunto la frontiera con la Turchia.<br />
Di lì per arrivare a Istanbul ha pagato 2.500 dollari. Quindi un<br />
trafficante l&#8217;ha condotto sulla costa e imbarcato con altri cinque<br />
per un&#8217;isola greca, dove si è confuso tra i turisti e ha preso un<br />
traghetto per Atene. Altri 2.000 dollari per biglietto aereo e<br />
documenti falsi, tre imbarchi falliti, finché è riuscito a salire<br />
su un charter delle vacanze ed è atterrato ad Orio al Serio,<br />
Bergamo.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
<a href="https://www.blogger.com/null?utm_source=rss&utm_medium=rss" name="evid"></a>Ufficialmente,<br />
anche lui, qui in Italia non esiste.
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-4-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2013/10/bimbi-4-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="240" width="320" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/10/22/i-bimbi-siriani-in-fuga-dalla-guerra/">I bimbi siriani in fuga dalla guerra tra i passeggeri in stazione a Milano. Famiglie arrivate in Sicilia e dirette in Svezia.</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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