<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>rifugiato Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<atom:link href="https://www.peridirittiumani.com/tag/rifugiato/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/rifugiato/</link>
	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
	<lastBuildDate>Sun, 12 Mar 2023 09:33:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=5.8.13</generator>

<image>
	<url>https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/02/cropped-peridirittiumani_logodef-150x150.jpg</url>
	<title>rifugiato Archives - Per I Diritti Umani</title>
	<link>https://www.peridirittiumani.com/tag/rifugiato/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il Sudan e la persistente crisi umanitaria nel Darfur</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/12/stay-human-africa-il-sudan-e-la-persistente-crisi-umanitaria-nel-darfur/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/12/stay-human-africa-il-sudan-e-la-persistente-crisi-umanitaria-nel-darfur/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Mar 2023 09:33:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Africa]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Stay Human Africa]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunitainternazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Covid]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[Darfur]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[elezioni]]></category>
		<category><![CDATA[etnie]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[governo]]></category>
		<category><![CDATA[inclusione]]></category>
		<category><![CDATA[militari]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[monitoraggio]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio]]></category>
		<category><![CDATA[pace]]></category>
		<category><![CDATA[popolazione]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[ribelli]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[rubrica]]></category>
		<category><![CDATA[soldati]]></category>
		<category><![CDATA[Sudan]]></category>
		<category><![CDATA[vaccini]]></category>
		<category><![CDATA[violazioni]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16889</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Filippo Cinquemani Il Sudan, uno dei paesi più grandi dell&#8217;Africa, si trova attualmente in una fase di transizione politica e sociale molto delicata. Dopo decenni di regime autoritario sotto l&#8217;ex presidente Omar al-Bashir,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/12/stay-human-africa-il-sudan-e-la-persistente-crisi-umanitaria-nel-darfur/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il Sudan e la persistente crisi umanitaria nel Darfur</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p class="has-text-align-right"></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="735" height="416" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16890" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 735w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2023/03/Darfur-300x170.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 735px) 100vw, 735px" /></a></figure>



<p></p>



<p>di Filippo Cinquemani</p>



<p></p>



<p>Il Sudan, uno dei paesi più grandi dell&#8217;Africa, si trova attualmente in una fase di transizione politica e sociale molto delicata. Dopo decenni di regime autoritario sotto l&#8217;ex presidente Omar al-Bashir, il paese ha attraversato una rivoluzione pacifica nel 2019 che ha portato alla caduta del regime e all&#8217;insediamento di un governo di transizione.</p>



<p>Tuttavia, nonostante i progressi, il Sudan continua ad affrontare molte sfide, tra cui conflitti etnici e politici, crisi economiche, violazioni dei diritti umani e pandemia di COVID-19.</p>



<p>Uno dei problemi più gravi che affligge il paese è il conflitto nella regione del Darfur.</p>



<p>Il Darfur è una regione situata nella parte occidentale del Sudan, in Africa, che ha visto una lunga serie di conflitti e violenze negli ultimi decenni. La situazione attuale in Darfur è ancora caratterizzata da violenze, tensioni etniche e crisi umanitarie, nonostante gli sforzi internazionali per risolvere la situazione.</p>



<p>La crisi nel Darfur ha avuto inizio nel 2003, quando alcune tribù africane iniziarono a ribellarsi contro il governo sudanese, che era guidato dalla maggioranza araba. Il conflitto ha causato la morte di migliaia di persone e costretto milioni di persone a fuggire dalle loro case.</p>



<p>Le violenze e le tensioni etniche continuano a causare morti e feriti tra la popolazione civile, e molte persone sono costrette a vivere in campi profughi, senza accesso adeguato a cibo, acqua e cure mediche.</p>



<p>Le organizzazioni umanitarie che operano nella regione cercano di fornire assistenza e supporto ai profughi, ma la situazione rimane critica. Inoltre, la presenza di gruppi armati e di bande criminali rende difficile l&#8217;accesso alle zone più remote e vulnerabili dell&#8217;area.</p>



<p>Nonostante gli accordi di pace firmati nel 2020, i combattimenti tra le forze governative e i ribelli continuano in alcune parti della regione.</p>



<p>Inoltre, il Sudan sta attraversando una grave crisi economica, con una forte inflazione e una scarsa disponibilità di beni di prima necessità come il pane. Il governo di transizione sta lavorando per affrontare la situazione, ma la strada da percorrere è ancora lunga.</p>



<p>La pandemia di COVID-19 ha anche colpito duramente il paese, con un aumento dei casi e dei decessi negli ultimi mesi. La campagna di vaccinazione è stata lanciata solo di recente, ma la disponibilità di vaccini è limitata.</p>



<p>Infine, il Sudan sta affrontando anche sfide interne legate alla transizione politica. Il governo di transizione ha l&#8217;obiettivo di guidare il Paese verso elezioni democratiche, ma ci sono preoccupazioni riguardo alla capacità del governo di garantire un processo elettorale libero e giusto.</p>



<p>In generale, la situazione in Sudan è ancora molto delicata e richiede l&#8217;impegno e il sostegno della comunità internazionale per affrontare le sfide e consolidare la transizione verso una democrazia stabile e pacifica.</p>



<p>Voglio terminare questo articolo con le parole di un giovane rifugiato sudanese: &#8221; La cosa più difficile per chi come me è rifugiato in Italia è far conoscere il dramma che vivono i nostri popoli. Non possiamo permetterci di cedere al dolore, di chiuderci in noi stessi, di considerarci vittime di un’ingiustizia.` Se facciamo così, offendiamo la memoria di chi non ce l’ha fatta&#8221;. Continua: “Un letto, un pasto caldo, un luogo da chiamare casa e in cui riprendersi dalle fatiche del viaggio e dagli orrori della guerra per tanti di noi non c’è. E anche se così l’integrazione diventa un sogno più che un progetto noi non dobbiamo arrenderci.&#8221;</p>



<p><a href="https://www.redattoresociale.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.redattoresociale.it/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> per le parole del rifugiato.</p>



<p><a href="https://www.notiziegeopolitiche.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.notiziegeopolitiche.net/?utm_source=rss&utm_medium=rss</a> per l&#8217;immagine.</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2023/03/12/stay-human-africa-il-sudan-e-la-persistente-crisi-umanitaria-nel-darfur/">&#8220;Stay human. Africa&#8221;. Il Sudan e la persistente crisi umanitaria nel Darfur</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2023/03/12/stay-human-africa-il-sudan-e-la-persistente-crisi-umanitaria-nel-darfur/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Focus Ucraina</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/01/focus-ucraina/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/01/focus-ucraina/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jun 2022 13:51:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[cittadini]]></category>
		<category><![CDATA[conflitto]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ismu]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ministero]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
		<category><![CDATA[profughi]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[richiedentiasilo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[Schengen]]></category>
		<category><![CDATA[sfollati]]></category>
		<category><![CDATA[status]]></category>
		<category><![CDATA[Ucraina]]></category>
		<category><![CDATA[UE]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.peridirittiumani.com/?p=16392</guid>

					<description><![CDATA[<p>da (ismu.org) Se nel 2021 la crisi afghana ha determinato un flusso importante di richiedenti asilo anche nel nostro paese, nel 2022 si sta assistendo alla crisi dei profughi ucraini in fuga dalla guerra&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/01/focus-ucraina/">Focus Ucraina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<figure class="wp-block-image size-full"><a href="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/Profughi-Ucraina1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" width="970" height="602" src="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/Profughi-Ucraina1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-16393" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/Profughi-Ucraina1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 970w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/Profughi-Ucraina1-300x186.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2022/06/Profughi-Ucraina1-768x477.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w" sizes="(max-width: 970px) 100vw, 970px" /></a></figure>



<p>da (ismu.org)</p>



<p>Se nel 2021 la crisi afghana ha determinato un flusso importante di richiedenti asilo anche nel nostro paese, nel 2022 si sta assistendo alla crisi dei profughi ucraini in fuga dalla guerra iniziata con l’invasione dell’Ucraina da parte delle truppe russe. I dati relativi alle richieste di protezione di cittadini ucraini non sono ancora disponibili, ma soprattutto la grave crisi umanitaria sta determinando uno scenario in continua evoluzione con l’adozione di provvedimenti straordinari a livello europeo e nazionale per far fonte all’emergenza. Uno tra tutti il provvedimento che consente di concedere la protezione temporanea per la prima volta in Europa: il 4 marzo il Consiglio europeo ha adottato all’unanimità una decisione di esecuzione che permette una protezione temporanea a seguito dell’afflusso massiccio di persone in fuga dall’Ucraina a causa della guerra.&nbsp;<strong>La protezione temporanea</strong>&nbsp;<strong>è un meccanismo di emergenza</strong>&nbsp;applicabile in casi di afflussi massicci di persone e teso a&nbsp;<strong>fornire protezione immediata, senza che sia necessario esaminare la sussistenza dei presupposti per lo status di rifugiato o protezione sussidiaria&nbsp;</strong>(previo accertamento della sussistenza dei presupposti e l’assenza di condizioni ostative indicati nel DPCM 29 marzo 2022).&nbsp; In Italia sono aperte le richieste di permesso di soggiorno per protezione temporanea per gli sfollati provenienti dall’Ucraina (per informazioni dettagliate consultare il sito&nbsp;<em><a href="https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/2373/Protezione-temporanea-emergenza-Ucraina-domande-in-Questura?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://integrazionemigranti.gov.it/it-it/Ricerca-news/Dettaglio-news/id/2373/Protezione-temporanea-emergenza-Ucraina-domande-in-Questura?utm_source=rss&utm_medium=rss</a>)</em></p>



<p><strong>Flussi dall’Ucraina nei primi mesi del 2022</strong>. Nei prossimi giorni e mesi si capirà quale sarà il flusso verso l’Italia alla luce anche dell’introduzione della protezione temporanea, tenendo conto comunque che la maggior parte dei profughi per il momento si è spostata nei paesi limitrofi, con la speranza di poter tornare presto nelle proprie case, ma la situazione potrebbe cambiare in funzione dell’andamento del conflitto e della sua durata.&nbsp;<strong>I dati UNHCR, infatti, mostrano come i profughi ucraini siano attualmente soprattutto: in Polonia (2,5 milioni), in Romania (645mila), nella Repubblica Moldova e in Ungheria (400mila in entrambi in paesi)</strong>. Maggiori informazioni su:&nbsp;<em>https://data2.unhcr.org/en/situations/ukraine?utm_source=rss&utm_medium=rss</em></p>



<p>Occorre, tuttavia, considerare che i cittadini ucraini sono esentati dall’obbligo di visto e possono circolare liberamente nell’area Schengen per 90 giorni. e, quindi, potrebbero spostarsi in altri Stati membri UE nelle prossime settimane.</p>



<p>Secondo gli ultimi dati del Ministero dell’Interno, nel 2022 le persone in fuga dal conflitto in Ucraina arrivate in Italia alla data di oggi&nbsp;<strong>13 aprile</strong>&nbsp;sono complessivamente&nbsp;<strong>91.137:&nbsp;</strong><strong>47.112&nbsp;</strong><strong>donne,&nbsp;</strong><strong>10.229&nbsp;</strong><strong>uomini e&nbsp;</strong><strong>33.796&nbsp;</strong><strong>minori&nbsp;&nbsp;</strong>(aggiornamenti&nbsp;disponibili su:&nbsp;<a href="https://www.interno.gov.it/it?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">https://www.interno.gov.it/it).?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2022/06/01/focus-ucraina/">Focus Ucraina</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2022/06/01/focus-ucraina/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Se questa è accoglienza</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/11/se-questa-e-accoglienza/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/11/se-questa-e-accoglienza/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 11 Jul 2019 07:56:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[#peridirittiumani.com]]></category>
		<category><![CDATA[accoglienza]]></category>
		<category><![CDATA[articolo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attualità]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[caso]]></category>
		<category><![CDATA[centri]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti]]></category>
		<category><![CDATA[dirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[documenti]]></category>
		<category><![CDATA[giornale]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[igiene]]></category>
		<category><![CDATA[libia]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Naga]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[permessodisoggiorno]]></category>
		<category><![CDATA[prefettura]]></category>
		<category><![CDATA[protezione]]></category>
		<category><![CDATA[residenza]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[schiavitù]]></category>
		<category><![CDATA[status]]></category>
		<category><![CDATA[storie]]></category>
		<category><![CDATA[testimonianze]]></category>
		<category><![CDATA[violenza]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=12752</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sono sette, provenienti da realtà e paesi diversi, accomunati da storie e sofferenze indicibili, ridotti in schiavitù, detenuti minacciati e torturati in Libia, sfuggiti a sparatorie, sopravvissuti al mare e quando finalmente sono arrivati&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/11/se-questa-e-accoglienza/">Se questa è accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="683" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12753" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/07/5.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Sono sette, provenienti da realtà e paesi diversi, accomunati da storie e sofferenze indicibili, ridotti in schiavitù, detenuti minacciati e torturati in Libia, sfuggiti a sparatorie, sopravvissuti al mare e quando finalmente sono arrivati in Italia, per un attimo sperano di aver trovato futuro, speranza, diritti umani e umanità.</p>



<p>Ma si sbagliano.</p>



<p><strong>Cibo</strong></p>



<p>Nel loro centro di accoglienza non esiste una cucina. Il cibo arriva già preconfezionato, ma sulle confezioni non vi è nessuna data di scadenza. Il cibo è poco e di pessima qualità e non c’è alcuna possibilità di chiedere il bis. Se viene fame tra un pasto e l’altro bisogna arrangiarsi con piccoli snack comprati con il pocket money (2 euro e mezzo al giorno). Gli orari dei pasti sono rigidissimi. Arrivare in ritardo di pochi minuti significa restare a digiuno e l’unico operatore del centro, Mister Hyde, butta via il cibo dei ritardatari affamati sotto i loro occhi pur di punirli per il ritardo. Nessuna flessibilità. Chi tarda a causa di un treno in ritardo resta a digiuno, anche se avvisa per tempo. Il pasto è anche il momento in cui si firma la presenza nel centro. Mr. Hyde mette in atto piccoli gesti provocatori, come sottrarre il foglio firme per impedire a chi arriva tardi di firmare. Chi non firma risulta assente, e il pocket money quel giorno non viene corrisposto.</p>



<p><strong>Mister Hyde</strong></p>



<p>Mister Hyde è l’unico operatore del centro. Lavora 24 ore al giorno. Riposa su una branda di fortuna posta nel suo ufficio. È sempre stanchissimo, litigioso, nervoso, scortese, irritabile, aggressivo verbalmente, urla e lamenta dolori di varia natura. Gli ospiti si accorgono della sua fatica e cercano di esprimere empatia, ma lui la rifiuta. Mr. Hyde è l’unico interlocutore degli ospiti. A lui ci si deve rivolgere per qualsiasi esigenza e a chi gli chiede qualcosa risponde:&nbsp;<em>animali, tornate in Africa; siete animali e non capite nulla; Africani e animali sono uguali; Voi siete degli animali, la vostra testa non funziona andate in Africa.</em>&nbsp;Ha qualche anno in più degli ospiti e alcuni di loro, in segno di rispetto, osano chiamarlo&nbsp;<em>padre.&nbsp;</em>Lui rifiuta il nomignolo dicendo&nbsp;<em>Non posso essere padre di un animale.&nbsp;</em>I nomignoli si accompagnano a minacce di allontanare dal centro chi osa lamentarsi. In alternativa Mister Hyde offre uno sprezzante silenzio dedicato al bersaglio di turno. Del tutto inutili sono i tentativi di parlare per trovare una convivenza serena. Impossibile sedersi al suo stesso tavolo e chiedere di parlare. Mr. Hyde si sottrae ai tentativi di confronto.</p>



<p><strong>Problemi Quotidiani</strong></p>



<p>Lampadine fulminate, qualche stanza senza luce per 2 mesi, e Mr. Hyde per mesi dice che chiamerà qualcuno a ripristinare la corrente; bagni rotti per mesi e dover andare a fare i propri bisogni nella stanza di altri; porte che non chiudono. La pulizia dei bagni e delle stanze è compito degli ospiti, ma mancano prodotti adeguati. Tubature con perdite; infiltrazioni e muffa in alcune stanze; sapone e dentifricio distribuiti in modo limitato; docce fredde segnalate a Mr. Hyde che risponde:&nbsp;<em>arrangiatevi</em>. Riscaldamento troppo basso, e alcuni ospiti costretti a comprare coperte e stufe elettriche; lenzuola coperte e cuscini mai sostituiti in 2 anni, e quando li lavano gli ospiti restano senza. La coperta ci mette 2 giorni ad asciugare. E poi il sapone che manca, per 2 mesi.</p>



<p><strong>Salute</strong></p>



<p>Il centro di accoglienza non è frequentato da medici né psicologi. Chi chiede di vedere un medico non viene esaudito. Qualcuno va in ospedale di sua iniziativa, per fare esami del sangue. In sostituzione delle visite richieste Mr. Hyde distribuisce a tutti pastiglie di OKI. Sporadicamente (una volta all’anno) qualcuno ricorda di avere fatto nel centro esami del sangue, i cui esiti non sono mai stati comunicati. Un ospite ha un’ernia allo stomaco e un problema a un occhio e a un orecchio. Mr. Hyde lo porta in ospedale per una visita, ma il medico parla solo con Mr. Hyde, che nulla riferisce all’interessato sul suo stato di salute. Il paziente poi viene operato allo stomaco e in seguito deve tornare in ospedale per un drenaggio. Sta malissimo, quel giorno ma anche con lui Mr. Hyde si limita a fornire pastiglie di OKI. Per farsi ascoltare da Mr. Hyde è costretto a chiedere l’intercessione del maestro di Italiano.&nbsp; Solo con insistenze faticosissime chi ne ha bisogno viene portato in ospedale. Ma c’è chi sviene nel Centro e non viene nemmeno chiamata l’ambulanza. Solo Mr. Hyde decide, in modo arbitrario, chi va accompagnato in ospedale. Qualcuno esasperato va in ospedale da solo, e Mr. Hyde si arrabbia, gli urla contro, lo tratta male e non fornisce le medicine prescritte dall’ospedale.&nbsp;<em>Troppo costose,&nbsp;</em>al loro posto il paziente riceve l’OKI. Un ospite ha un problema ai reni, causato da percosse subite in passato. Chiede più volte un consulto specialistico. Mr. Hyde alla fine cede e accompagna il ragazzo a una visita medica ma indica erroneamente un problema alla cervicale, e il referto medico risulta negativo.</p>



<p><strong>Documenti</strong></p>



<p>Gli ospiti del Centro non conoscono i loro diritti. Mr. Hyde ne approfitta. Alcuni ospiti non sono mai stati accompagnati in questura a richiedere il permesso di soggiorno, e a causa di questo non hanno potuto accettare offerte di lavoro. Ad altri Mr. Hyde non ha comunicato per tempo la data dell’audizione alla Commissione Territoriale per Riconoscimento dello Stato di Protezione. Uno addirittura ha “bucato” quell’appuntamento. Mr. Hyde e questura si rimpallano a vicenda la responsabilità dell’accaduto. Un altro ha dovuto scoprire quella data da solo, andando in questura, e ne è venuto a conoscenza solo a ridosso dell’appuntamento.&nbsp; Un altro ha perso l’occasione di lavorare in un ristorante perché non ha la residenza, e Mr. Hyde non gli ha dato alcuna spiegazione.&nbsp; Alcuni però venivano portati in comune a richiedere la residenza in Comune. Insomma, la residenza o il rinnovo del permesso di soggiorno vengono “concessi” da Mr. Hyde come favori personali, secondo criteri meschini. Nel Centro My Hyde non dà informazioni sulla procedura di domanda di asilo. Chi riceve un diniego deve trovarsi da solo l’avvocato per proporre ricorso.</p>



<p><strong>Iniziativa</strong></p>



<p>Stremati e umiliati, gli ospiti del Centro scrivono una lettera per la Prefettura in cui lamentano le carenze del Centro e, soprattutto, il comportamento di Mr. Hyde. Conservano la lettera e sperano di avere l’occasione di consegnarla di persona alla Prefettura. Mandano una mail in prefettura chiedendo di essere ricevuti. Nessuna risposta.&nbsp; Sollecitano. Nessuna risposta. Attendono fiduciosi e sbagliano.</p>



<p><strong>Casus belli</strong></p>



<p>Un giorno qualsiasi una lampadina fulminata e un problema medico trascurato fanno partire una discussione banale con Mr. Hyde. Stavolta però chi si lamenta non accetta supinamente le grida offensive di Mr. Hyde e risponde con pari tono.&nbsp;<em>Come è possibile che ogni volta che ci lamentiamo perché dobbiamo dirti qualcosa tu cominci a fare così?&nbsp;</em>Il tono della voce attira altri ospiti dalle loro stanze, e tutti si uniscono alle lamentele. Non urlano, non c’è un clima intimidatorio o aggressivo. Tutti parlano ed esprimo le ragioni per cui sono lì. Lamentano che vengono offesi e umiliati, chiamati animali, e che non vengono ascoltati, e sono trattati male. Dicono chiaramente che vogliono riferire le loro lamentele ai carabinieri, e uno di loro li chiama. A sua volta Mr. Hyde chiama i carabinieri, dopo essere uscito dal Centro e dopo che gli ospiti lo hanno seguito fuori, desiderosi di incontrare i carabinieri per parlare con loro. Gli ospiti del campo non vogliono più Mr. Hyde. Scrivono frasi ingenue di protesta alla lavagna come&nbsp;<em>Mr. Hyde vai via.&nbsp;</em>Quando i carabinieri arrivano parlano con Mr. Hyde e con due ospiti del centro, quelli che se la cavano meglio con l’italiano. I due fanno da portavoce. Espongono le carenze del centro, e descrivono il comportamento opinabile dell’operatore responsabile, chiedendo che lo stesso venga allontanato e sostituito. Mr. Hyde poi torna nel centro verso le 23:00 a prendere i suoi effetti personali e va via. Al suo posto arriva una operatrice gentile. Un ospite commenta:&nbsp;<em>Fino a quando c’era Mr. Hyde ci sentivamo come in Africa, con la nuova operatrice finalmente sentiamo di essere arrivati in Italia.</em></p>



<p><strong>Pochi giorni dopo</strong></p>



<p>Mr. Hyde ritorna, intorno alle 5:00 del mattino, accompagnato da inquirenti che tirano giù dal letto 9 ospiti del campo e notificano loro 9 provvedimenti di revoca accoglienza, con l’accusa di avere aggredito fisicamente Mr. Hyde e di averlo minacciato di morte. Hanno mezz’ora di tempo per mettere i loro vestiti in sacchi di plastica forniti al momento, e andare in strada. Tutti sono sconvolti e terrorizzati, i 9 con le revoche e gli altri che sanno bene come avrebbero potuto trovarsi al loro posto. Mr. Hyde torna a lavorare nel Centro, più arrogante che mai.</p>



<p><strong>Naga</strong></p>



<p>Perché sono tanti, e bisogna raccogliere bene le loro testimonianze, i volontari del Naga ascoltano i ragazzi separatamente e tutte le versioni raccolte convergono. Uno dei 9 revocati scappa immediatamente e non ne vuole sapere più nulla dell’Italia. Un altro è talmente spaventato che decide di non ricorrere all’assistenza legale che gli viene offerta. Con fatica il Naga riesce anche a raccogliere qualche testimonianza di chi è ancora nel centro. Gli ospiti rimasti non vogliono parlare, sono intimoriti e temono di fare la fine dei loro 9 compagni più sfortunati. I pochi che parlano confermano la versione degli altri. Nessuna aggressione, nessuna minaccia, solo lamentele legittime e pacifiche, già riferite ai carabinieri il giorno dell’intervento. Il Naga manda finalmente la lettera scritta tempo prima per la prefettura. La prefettura risponde ringraziando e rassicurando che la situazione descritta non corrisponde a quanto da loro riscontrato nelle loro visite al Centro. No comment.</p>



<p>Un legale collaboratore del Naga prepara e notifica 7 ricorsi contro le revoche dell’accoglienza. Aspettiamo ora il responso della giustizia, nel frattempo Mr. Hyde è tornato a gestire il Centro con le stesse modalità.&nbsp; Come Naga continueremo a monitorare la situazione e a dare assistenza e accoglienza, la nostra, a chi viene negata.&nbsp;<strong>#siamounportosicuro</strong></p>



<p>Foto: I. Carmassi</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2019/07/11/se-questa-e-accoglienza/">Se questa è accoglienza</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2019/07/11/se-questa-e-accoglienza/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>&#8220;VenerdIslam&#8221;. And Here I Am: da Jenin alla Norvegia e ritorno</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/26/venerdislam-and-here-i-am-da-jenin-alla-norvegia-e-ritorno/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/26/venerdislam-and-here-i-am-da-jenin-alla-norvegia-e-ritorno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Jan 2018 07:22:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>
		<category><![CDATA[Teatro]]></category>
		<category><![CDATA[VeneredIslam]]></category>
		<category><![CDATA[arabi]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[artista]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Cisgiordania]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Gran Bretagna]]></category>
		<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Israele]]></category>
		<category><![CDATA[Jenin]]></category>
		<category><![CDATA[jihad]]></category>
		<category><![CDATA[mondo]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[occupazione]]></category>
		<category><![CDATA[Palestina]]></category>
		<category><![CDATA[peridirittiumani]]></category>
		<category><![CDATA[popolo]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[spettacolo]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=10065</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Monica Macchi Il teatro è un’arma seria, anche più potente di una pistola, perchè puoi usarlo per cambiare il modo in cui la gente pensa Juliano Mer Khamis Ahmed Tobasi è nato nel&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/26/venerdislam-and-here-i-am-da-jenin-alla-norvegia-e-ritorno/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. And Here I Am: da Jenin alla Norvegia e ritorno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="CENTER">di Monica Macchi</p>
<p align="RIGHT">
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>Il teatro è un’arma seria, </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>anche più potente di una pistola,</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>perchè puoi usarlo </i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;"><i>per cambiare il modo in cui la gente pensa</i></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="font-family: serif;"><span style="font-size: medium;">Juliano Mer Khamis</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10066" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="455" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola-300x195.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Ahmed Tobasi è nato nel campo profughi di Jenin, ed è cresciuto sotto l’occupazione israeliana: diventato membro della Jihad, finisce in carcere in detenzione amministrativa a soli 17 anni; liberato dopo quattro anni, cambia completamente la sua vita grazie al folgorante incontro con Juliano Mer Khamis ed il teatro.</p>
<p align="JUSTIFY">“And Here I Am” racconta il viaggio di Ahmed alla scoperta di sé e della propria identità tra la prima e la seconda intifada ed il suo percorso da combattente ad artista a rifugiato dalla Cisgiordania alla Norvegia… e viceversa.</p>
<p align="JUSTIFY">Scritta da Hassan Abdlrazzak e diretta dalla regista inglese Zoe Lafferty, è uno spettacolo che fa divertire, commuovere ed indignare con una sequela di episodi tragicomici vivacizzati con musica, danza e animazione sullo sfondo delle foto di tanti, troppi amici uccisi &#8211; tra cui Juliano Mer Khamis fondatore del Jenin Theatre ammazzato nel 2011 proprio mentre stava entrando in teatro. Sul palco pochi oggetti utilizzati per ricreare fisicamente ambiti e spazi dello spettacolo e soprattutto gli effetti sonori di Max Pappenheim che ti immergono nel traffico e nei check point prima di catapultarti in carcere.</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola-283-525x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-10067" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola-283-525x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="525" height="357" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola-283-525x357.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 525w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/01/And-Here-I-Am-Arcola-283-525x357-300x204.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 525px) 100vw, 525px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">Questo progetto è stato ideato da un collettivo legato all’associazione Developing Artists per informare ed educare la comunità britannica e internazionale sulla realtà dei giovani palestinesi e sulle loro effettive opportunità di migliorare o superare le difficili situazioni in cui si trovano costretti a vivere.</p>
<p align="JUSTIFY">La produzione è stata eseguita in inglese nel Regno Unito, ma sarà presto disponibile anche in arabo: infatti, visto il grande successo, sarà presentato al pubblico di Jenin prima di girare in tour in Cisgiordania per tutto il 2018…arriverà anche in Italia?</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/01/26/venerdislam-and-here-i-am-da-jenin-alla-norvegia-e-ritorno/">&#8220;VenerdIslam&#8221;. And Here I Am: da Jenin alla Norvegia e ritorno</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2018/01/26/venerdislam-and-here-i-am-da-jenin-alla-norvegia-e-ritorno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Danish REFUGEES Council: la rotta balcanica</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/15/danish-refugees-council-la-rotta-balcanica/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/15/danish-refugees-council-la-rotta-balcanica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Jan 2017 09:27:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[I nostri video]]></category>
		<category><![CDATA[Interviste]]></category>
		<category><![CDATA[Migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Balcani]]></category>
		<category><![CDATA[balcanica]]></category>
		<category><![CDATA[belgrado]]></category>
		<category><![CDATA[Danish refugees council]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[english]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[international]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[migrante]]></category>
		<category><![CDATA[migrazioni]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[rotta]]></category>
		<category><![CDATA[Serbia]]></category>
		<category><![CDATA[viaggio]]></category>
		<category><![CDATA[video]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=7927</guid>

					<description><![CDATA[<p>&#160; In occasione, oggi 15 gennaio, della Giornata Internazionale del Migrante e del Rifugiato, riproponiamo il video che Associazione per i Diritti umani ha realizzato la scorsa estate a Belgrado, con una rappresentante del&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/15/danish-refugees-council-la-rotta-balcanica/">Danish REFUGEES Council: la rotta balcanica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="video-container"><iframe loading="lazy" width="500" height="281" src="https://www.youtube.com/embed/_eYuomopUKU?feature=oembed&#038;wmode=opaque&utm_source=rss&utm_medium=rss" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>In occasione, oggi 15 gennaio, della Giornata Internazionale del Migrante e del Rifugiato, riproponiamo il video che <em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> ha realizzato la scorsa estate a Belgrado, con una rappresentante del Danish Refugees Council (in inglese).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2017/01/15/danish-refugees-council-la-rotta-balcanica/">Danish REFUGEES Council: la rotta balcanica</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2017/01/15/danish-refugees-council-la-rotta-balcanica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Blogger iraniano arrestato in Italia</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/13/blogger-iraniano-arrestato-in-italia/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/13/blogger-iraniano-arrestato-in-italia/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Aug 2016 08:46:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[arrestato]]></category>
		<category><![CDATA[arresto]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[attivista]]></category>
		<category><![CDATA[blogger]]></category>
		<category><![CDATA[carcere]]></category>
		<category><![CDATA[Como]]></category>
		<category><![CDATA[condanna]]></category>
		<category><![CDATA[democracy]]></category>
		<category><![CDATA[democrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
		<category><![CDATA[dittatura]]></category>
		<category><![CDATA[estradizione]]></category>
		<category><![CDATA[freedom]]></category>
		<category><![CDATA[giornali]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giustizia]]></category>
		<category><![CDATA[Human rights]]></category>
		<category><![CDATA[internazional]]></category>
		<category><![CDATA[internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[Iran]]></category>
		<category><![CDATA[iraniano]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[law]]></category>
		<category><![CDATA[lawyer]]></category>
		<category><![CDATA[libertà]]></category>
		<category><![CDATA[Mass media]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[politic]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[press]]></category>
		<category><![CDATA[reato]]></category>
		<category><![CDATA[regime]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/?p=6583</guid>

					<description><![CDATA[<p>Appena arrivato sul Lago di Como per trascorrere qualche giorno di vacanza, il blogger iraniano Khorsravi, in arte Yashar Parsa è stato arrestato a causa di un mandato di cattura internazionale emesso nel 2009 per&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/13/blogger-iraniano-arrestato-in-italia/">Blogger iraniano arrestato in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-6584" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-6584" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="untitled (451)" width="641" height="641" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 641w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451-300x300.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/08/untitled-451-320x320.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 320w" sizes="(max-width: 641px) 100vw, 641px" /></a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">
<p align="JUSTIFY">Appena arrivato sul Lago di Como per trascorrere qualche giorno di vacanza, il blogger iraniano Khorsravi, in arte Yashar Parsa è stato arrestato a causa di un mandato di cattura internazionale emesso nel 2009 per “corruzione”…sebbene non abbia mai ricoperto ruoli pubblici né sia mai stato dipendente dello Stato. E’ invece un blogger attivista per la democrazia  finito in carcere dopo i moti studenteschi del 2009, fuggito in Gran bretagna dove, da rifugiato, ha continuato la sua attività contro il regime. Ufficialmente, però, la questura di Lecco parla di “mero provvedimento cautelare” mentre l’Iran ne ha subito chiesto l’estradizione…con il rischio concreto di essere condannato a morte.</p>
<p align="JUSTIFY">Change.org ha lanciato una campagna per chiedere al ministro Andrea Orlando di respingere la richiesta. Eccola:</p>
<p align="JUSTIFY"><a href="https://www.change.org/p/respingete-la-richiesta-di-estradizione-per-khosravi-mehdi-andreaorlandosp?utm_source=action_alert&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=630845&amp;alert_id=fADWYODRLY_%2FJIWMxK%2B1HsKTBKm7uezgUbF7KlRNMHShkNxC0h%2BQ0c6GXNM9Een%2BdC6UcYnPER7&utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.change.org/p/respingete-la-richiesta-di-estradizione-per-khosravi-mehdi-andreaorlandosp?utm_source=action_alert&amp;utm_medium=email&amp;utm_campaign=630845&amp;alert_id=fADWYODRLY_%2FJIWMxK%2B1HsKTBKm7uezgUbF7KlRNMHShkNxC0h%2BQ0c6GXNM9Een%2BdC6UcYnPER7&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p align="JUSTIFY">
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2016/08/13/blogger-iraniano-arrestato-in-italia/">Blogger iraniano arrestato in Italia</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2016/08/13/blogger-iraniano-arrestato-in-italia/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un appello urgente, richiesta di avvocato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 25 Oct 2014 04:13:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[aiuto]]></category>
		<category><![CDATA[appello]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[avvocato]]></category>
		<category><![CDATA[etnia]]></category>
		<category><![CDATA[giornalista]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[istituzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Italia]]></category>
		<category><![CDATA[minoranza]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[politico]]></category>
		<category><![CDATA[richiedente]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Riceviamo e giriamo questo appello!&#160; Se potete fare qualcosa, vi preghiamo di contattare Basir Ahang su FB. Grazie ! Basir Ahang &#160; Urgent help needed! A Hazara asylum seeker in Norway is going to&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/">Un appello urgente, richiesta di avvocato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a aria-haspopup="true" aria-hidden="true" aria-owns="js_z" class="_5pb8 _5v9u _29h _303" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;m&quot;}" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1037763357" href="https://www.facebook.com/basirahangH?fref=nf&utm_source=rss&utm_medium=rss" id="js_10" tabindex="0"><img alt="" class="_s0 _5xib _5sq7 _rw img" src="https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-xpf1/v/t1.0-1/e2/c0.0.50.50/p50x50/10534111_10203503743047705_1643758987401233648_n.jpg?oh=61743644bfc8bb18b8d561b625fcc89c&amp;oe=54E7EEBA&amp;__gda__=1424688762_391ef27cd86504d24891b271431e654d&utm_source=rss&utm_medium=rss" /></a></p>
<div class="_3dp _29k">
<div>
<div class="_6a">
<div class="_6a _6b" style="height: 40px;">
<br />
Riceviamo e giriamo questo appello!&nbsp; Se potete fare qualcosa, vi preghiamo di contattare Basir Ahang su FB. Grazie !</div>
<div class="_6a _6b">
<h5 class="_5pbw" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;C&quot;}" id="js_0">
<div class="fwn fcg">
<a aria-haspopup="true" aria-owns="js_z" class="profileLink" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;l&quot;}" data-hovercard="/ajax/hovercard/user.php?id=1037763357" href="https://www.facebook.com/basirahangH?utm_source=rss&utm_medium=rss" id="js_11">Basir Ahang</a> </div>
</h5>
<div class="_5pcp" id="js_1">
&nbsp;</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<div class="_5pbx userContent" data-ft="{&quot;tn&quot;:&quot;K&quot;}" id="js_2">
Urgent help needed!<br /> A Hazara asylum seeker in Norway is going to be deported to Afghanistan tomorrow morning. Gholam Nabi arrived in Norway in 2008 when he was 17. In Norway in 2008 a car run over him on the pedestrian crossing. His back got broken and now he is paralyzed. Norwegian authorities now want to deport him. He didn&#8217;t get justice for the incident and now he risks his life returning in Afghanistan. He needs urgently a lawyer. Please contact me if you can help. Thanks</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/10155130_10204257575373042_7866981874136626481_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/10/10155130_10204257575373042_7866981874136626481_n-2.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="205" width="320" /></a></div>
<p>&nbsp;</p></div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/">Un appello urgente, richiesta di avvocato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/10/25/un-appello-urgente-richiesta-di-avvocato/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Dall&#8217;Afghanistan alla Turchia, direzione Europa: per il diritto alla vita</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Jun 2014 04:15:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[afghanistan]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[Basir Ahang]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[giornata]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[migranti]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<category><![CDATA[stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Turchia]]></category>
		<category><![CDATA[UNHCR]]></category>
		<category><![CDATA[vita]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Basir Ahang Ringraziamo tantissimo Basir Ahang per aver scritto per noi il seguente articolo che pubblichiamo in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, oggi 20 giugno 2014.&#160; La Giornata Mondiale del Rifugiato si&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/">Dall&#8217;Afghanistan alla Turchia, direzione Europa: per il diritto alla vita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>di Basir Ahang</p>
<p>Ringraziamo tantissimo Basir Ahang per aver scritto per noi il seguente articolo che pubblichiamo in occasione della Giornata mondiale del Rifugiato, oggi 20 giugno 2014.&nbsp; </p>
<p>La Giornata Mondiale del Rifugiato si celebra in tutto il mondo il 20 giugno. Indetta dalle Nazioni Unite per la prima volta nel 2001 in occasione del cinquantesimo anniversario della Convenzione di Ginevra, questa giornata serve a ricordare ogni anno le milioni di persone che a causa della guerra o delle persecuzioni sono costrette a fuggire dal loro Paese. Oggi vi sono più di 36 milioni di rifugiati nel mondo e il numero sembra tragicamente destinato a salire. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (UNHCR) seleziona un tema comune per coordinare gli eventi celebrativi in tutto il mondo. Quest’anno un tema che molti rifugiati vorrebbero proporre all’UNHCR è quello dei richiedenti asilo provenienti dall’Afghanistan bloccati in Turchia da anni e delle tragedie che colpiscono queste persone quando tentando di raggiungere la Grecia. In Turchia il 12 aprile di quest’anno, i rifugiati provenienti dall’Afghanistan, avevano iniziato una manifestazione pacifica e uno sciopero della fame di fronte all’ufficio dell’UNHCR ad Ankara per protestare contro la mancata verifica delle loro richieste di protezione internazionale e della conseguente situazione di precarietà ed incertezza in cui gli stessi sono costretti a vivere. La manifestazione è stata condotta soprattutto dalle donne, molte delle quali si sono cucite la bocca in segno di protesta.&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/unnamed-%2824%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/unnamed-%2824%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="179" width="320" /></a></div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-tmzB8JMJfHg/U6MWqT3ot1I/AAAAAAAABY4/btv_0r52LlM/s1600/unnamed+(23).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>&nbsp;</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://1.bp.blogspot.com/-Cy9Q_MwrLVU/U6MW0HG3iDI/AAAAAAAABZA/915Z4xMg7-A/s1600/unnamed+(24).jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-2" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""></a>&nbsp;</div>
<p>Senza un documento i rifugiati in Turchia non possono lavorare, i bambini non possono studiare e i loro diritti più basilari non vengono nemmeno presi in considerazione. La registrazione dei rifugiati è di vitale importanza anche perché permette il loro reinsediamento in un Paese Terzo. Dal primo dicembre 2012 l’UNHCR ha sospeso la registrazione dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan, come si può leggere nell’annuncio esposto sulla porta del loro ufficio ad Ankara. Interrogato sulla vicenda da alcuni giornalisti UNCHR non ha fornito alcuna spiegazione delle nuove politiche da loro adottate nei confronti dei rifugiati.&nbsp;</p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/unnamed-%2823%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-3" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/unnamed-%2823%29.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="320" width="234" /></a></div>
<p>
<em>Traduzione dell’annuncio: “L’Alto commissariato delle Nazioni Unite ha sospeso la registrazione per la verifica dello status di rifugiato e per il reinsediamento in Paesi Terzi dei rifugiati provenienti dall’Afghanistan. Il provvedimento è stato rinnovato a partire dal 6 maggio 2013”.</em></p>
<p>La Turchia rappresenta da sempre il corridoio attraverso il quale accedere all’Europa. Dal 2010 Frontex (l’agenzia europea per la gestione della cooperazione internazionale alle frontiere esterne degli Stati membri dell&#8217;Unione europea) ha tentato di chiudere le vie di accesso al confine tra Grecia e Turchia, ma ciò non ha comunque impedito ai richiedenti di continuare a rischiare la loro vita per fuggire dalla guerra e dalle persecuzioni. In Grecia i rifugiati subiscono ogni tipo di angherie e di violenza da parte della polizia greca. Un caso in particolare è tragicamente salito alle cronache. Nel gennaio di quest’anno un gruppo di rifugiati che stava tentando di raggiungere le coste greche è stato respinto in mare con la forza dalla guardiacostiera greca. Durante il respingimento la barca si è rovesciata e molte donne e bambini a bordo sono caduti in acqua; quando chi stava annegando ha tentato disperatamente di aggrapparsi all’imbarcazione dei guardiacosta, gli uomini a bordo li hanno rigettati in mare ed hanno impedito ai rifugiati di salvare i loro cari minacciandoli con delle pistole. Alla fine nove bambini e tre donne sono morte, uccise dalla guardiacostiera greca.</p>
<p></p>
<div align="center">
<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="//www.youtube.com/embed/ud6pBWv8X9U?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="420"></iframe>
</div>
<div style="text-align: left;">
<br />Uno degli intervistati del seguente video era riuscito in precedenza a raggiungere la Norvegia, Paese dal quale era stato rimpatriato in Afghanistan. Dall’Afghanistan, l’uomo, assieme alla sua famiglia aveva tentato nuovamente di fuggire con la speranza di salvarsi la vita.&nbsp; </p>
<p>Questa situazione non riguarda solo i rifugiati provenienti dall’Afghanistan, ma anche quelli che fuggono dalle altre guerre che insanguinano oggi il nostro mondo. Non resta che augurarsi che arrivi presto il giorno in cui non occorrerà più una giornata mondiale per ricordare i morti ed i vivi a cui non è concesso vivere.</p>
<p><strong>English version:</strong>&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
&nbsp;</div>
<div style="text-align: left;">
<strong>From Afghanistan to Turkey, Europe direction: for the right to life.</strong><br />By Basir Ahang</div>
<div style="text-align: left;">
<p>We’d like to thank very much Basir Ahang for writing the following article that we are going to publish today, 20th June 2014, on the occasion of the World Refugee Day.</p>
<p>The World Refugee Day is celebrated worldwide on June 20th. Held for the first time in 2001, by the United Nations, on occasion of the 15th anniversary of the Geneva Convention, this day celebrates the million people who are forced to leave their countries, every year, because of wars or persecutions. Today there are more than 36 million refugees in the world, and this number seems tragically destined to rise. On the occasion of the World Refugee Day, the United Nations High Commissioner for Refugees (UNHCR) selects a common theme to coordinate the celebratory events throughout the world. This year, a theme that many refugees would like to propose to UNHCR, is that of asylum seekers from Afghanistan, who have been blocked in Turkey for years, and of the tragedies that affect these people when they try to reach Greece. In Turkey, this year, on 12th April, the refugees from Afghanistan started a peaceful demonstration and a hunger strike in front of the UNHCR office in Ankara, to protest against the lack of verification of their applications for international protection and the resulting situation of precariousness and uncertainty in which they were forced to live. The event was carried out mainly by women, many of them with their mouths sewn in protest.</p>
<p>In Turkey, without any document, refugees cannot work, children cannot study and their most basic rights are not even taken into consideration. The registration of refugees is vital, also because it allows them to resettle in a Third Country. From 1st December 2012, the UNHCR has interrupted the registration of refugees from Afghanistan, as it is written in the notice on the door of their office in Ankara. When questioned on the matter by some journalists, UNCHR did not provide any explanation of the new policies adopted by them <br />
concerning refugees.</p>
<div align="center">
<iframe loading="lazy" allowfullscreen="" frameborder="0" height="315" src="//www.youtube.com/embed/ud6pBWv8X9U?utm_source=rss&utm_medium=rss" width="420"> &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/ iframe&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; </p>
<p>&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Code of Video with the testimonies of survivors to be included in the site&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Translation of the announcement: &#8220;The High Commissioner of the United Nations has suspended the registration for the verification of refugee status and resettlement in third countries of refugees from Afghanistan. The measure has been renewed since May 6, 2013”.&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Turkey has always been the corridor for access to Europe. Since 2010, Frontex (European Agency for the Management of Operational Cooperation at the External Borders of the Member States of the European Union) has been attempting to close the access to the border between Greece and Turkey, but this has not prevented the applicants to keep on risking their lives to escape from war and persecution. In Greece, the refugees suffer all kinds of harassment and violence by the Greek police. In particular, a case has tragically gone up to the news. Last January, a group of refugees trying to reach the Greek coasts was violently rejected by the Greek coast guard. During the rejection the boat capsized and many women and children on board fell into the water. Those of them who were drowning, desperately tried to cling to the boat of the coast guards, but they were thrown again into the sea by the men on board, who also prevented refugees to save their relatives and friends threatening them with guns. &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Finally, nine children and three women died, killed by the Greek coast guard.&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;One of the protagonists of the following video had once been able to reach Norway, country from which he had been repatriated to Afghanistan. Once in Afghanistan, he had tried to escape again, with his family, hoping of saving his life. &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;This situation affects not only the refugees from Afghanistan, but also the ones escaping from the several wars that afflict our world today. &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;Our hope is that, one day, to have a world day to remember dead people and living ones who are not allowed to live, won’t be necessary any more.&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;br /&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;nbsp;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/span&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;<br />
&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;div style=&#8221;margin-bottom: 0cm; text-align: left;&#8221;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;<br />
&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;span style=&#8221;font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;&#8221;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;span style=&#8221;color: #222222;&#8221;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt; &amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/span&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;<br />
&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/span&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;lt;/div&amp;amp;amp;amp;amp;amp;amp;gt;<br />
</iframe></div>
<div align="center">
&nbsp;</div>
<div align="center">
&nbsp;</div>
<p>Translation of the announcement: &#8220;The High Commissioner of the United Nations has suspended the registration for the verification of refugee status and resettlement in third countries of refugees from Afghanistan. The measure has been renewed since May 6, 2013”.</p>
<p>Turkey has always been the corridor for access to Europe. Since 2010, Frontex (European Agency for the Management of Operational Cooperation at the External Borders of the Member States of the European Union) has been attempting to close the access to the border between Greece and Turkey, but this has not prevented the applicants to keep on risking their lives to escape from war and persecution. In Greece, the refugees suffer all kinds of harassment and violence by the Greek police. In particular, a case has tragically gone up to the news. Last January, a group of refugees trying to reach the Greek coasts was violently rejected by the Greek coast guard. During the rejection the boat capsized and many women and children on board fell into the water. Those of them who were drowning, desperately tried to cling to the boat of the coast guards, but they were thrown again into the sea by the men on board, who also prevented refugees to save their relatives and friends threatening them with guns.</p>
<p> Finally, nine children and three women died, killed by the Greek coast guard.</p>
<p>One of the protagonists of the following video had once been able to reach Norway, country from which he had been repatriated to Afghanistan. Once in Afghanistan, he had tried to escape again, with his family, hoping of saving his life.</p>
<p>This situation affects not only the refugees from Afghanistan, but also the ones escaping from the several wars that afflict our world today.</p>
<p>Our hope is that, one day, to have a world day to remember dead people and living ones who are not allowed to live, won’t be necessary any more.</p>
<div align="center">
&nbsp;</div>
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/">Dall&#8217;Afghanistan alla Turchia, direzione Europa: per il diritto alla vita</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/20/dallafghanistan-alla-turchia-direzione/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Invito per la Giornata mondiale del Rifugiato</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Jun 2014 14:21:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[asilo]]></category>
		<category><![CDATA[associazione]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[Giornata internazionale]]></category>
		<category><![CDATA[guerra]]></category>
		<category><![CDATA[legge]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
		<category><![CDATA[partita]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[richiedenti]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<category><![CDATA[società]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/</guid>

					<description><![CDATA[<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/">Invito per la Giornata mondiale del Rifugiato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/untitled-10.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2014/06/untitled-10.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="640" width="452" /></a></div>
<p></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/">Invito per la Giornata mondiale del Rifugiato</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2014/06/19/invito-per-la-giornata-mondiale-de/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>I colpi di piccone a Milano</title>
		<link>https://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/#utm_source=rss&#038;utm_medium=rss</link>
					<comments>https://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 May 2013 04:18:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mondo]]></category>
		<category><![CDATA[ghana]]></category>
		<category><![CDATA[immigrazione]]></category>
		<category><![CDATA[kabobo]]></category>
		<category><![CDATA[Kienge]]></category>
		<category><![CDATA[lega]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[ministro]]></category>
		<category><![CDATA[piccone]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[rifugiato]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Cinque persone: due morti e tre feriti. Questo il bilancio dell&#8217;aggressione avvenuta pochi giorni fa nella zona di Niguarda, a Milano. Un uomo, armato di piccone, all&#8217;alba si è scagliato su cinque persone, un&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/">I colpi di piccone a Milano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Cinque<br />
persone: due morti e tre feriti. Questo il bilancio dell&#8217;aggressione<br />
avvenuta pochi giorni fa nella zona di Niguarda, a Milano. </p>
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Un uomo,<br />
armato di piccone, all&#8217;alba si è scagliato su cinque persone, un<br />
giovane di 21 anni e  altri quattro più adulti: l&#8217;aggressore è un<br />
extracomunitario, Mada Kabobo, proveniente dal Ghana.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Kabobo,<br />
trentun anni, era giunto in Italia, da irregolare, nel 2011; sbarcato<br />
probabilmente sulle coste pugliesi, ha fatto richiesta di asilo<br />
politico, riuscendo ad ottenerla per un breve perdiodo durante il<br />
quale, però, è stato segnalato per reati contro il patrimonio,<br />
violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Allo scadere del permesso<br />
di soggiorno, la commissione ha respinto la  nuova domanda di asilo<br />
politico. Non è stato espulso dall&#8217;Italia a causa delle sue pendenze<br />
penali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
La<br />
follia omicida di Kabobo ha fatto esplodere la polemica politica.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Matteo<br />
Salvini, segretario della Lega, ha commentato l&#8217;accaduto dicendo: “<br />
I clandestini che il ministro di colore vuole regolarizzare,<br />
ammazzano a picconate: Cecile Kyenge rischia di sitigare alla<br />
violenza nel momento in cui dice che la clandestinità non è reato,<br />
istiga a delinquere. Questo è un caso drammatico, il gesto di un<br />
folle. Ma non va trascurato il fatto che sia stato commesso da un<br />
clandestino che non avrebbe dovuto essere qua, avrebbe dovuto essere<br />
espulso. Altro che abolizione del reato di clandestinità, ci sono<br />
già migliaia di gazebo pronti: seppelliremo il Ministro Kuenge con<br />
migliaia di firme”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Le<br />
repliche alle parole di Salvini sono state quelle di Nichi Vendola  e<br />
del deputato del Partito Democratico e Presidente del forum Sicurezza<br />
e Difesa, Emanuele Fiano. Vendola ha affermato: “ C&#8217;è chi ha<br />
accusato cecile Kyenge di essere oggettivamente responsabile della<br />
violenza stamani a Milano. Siamo agli archetipi di stupidaggine e<br />
cattiveria, gli ingredienti di quella miscela chiamata razzismo”. E<br />
Fiano ha aggiunto: “ La politica di queste ore ha il dovere di non<br />
fomentare ulteriore violenza anche verbale. L&#8217;accusa di istigazione a<br />
delinquere, scagliata da Matteo Salvini contro il Ministro Cecile<br />
Kyenge per il terribile omicidio, è un&#8217;accusa vergognosa che<br />
respingiamo al mittente, proferita da chi ha gevernato questo Paese,<br />
la Regione Lombardia e la città di Milano per anni e anni senza<br />
risolvere mai nessuno dei grandi problemi connessi al tema<br />
dell&#8217;immigrazione”.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Kabobo<br />
ha ripetuto ai carabinieri, in un primo momento, di non avere fissa<br />
dimora, di non dormire mai e di avere fame e poi di sentire “delle<br />
voci”.</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/">I colpi di piccone a Milano</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.peridirittiumani.com/2013/05/14/i-colpi-di-piccone-milano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
