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	<title>Roussefa Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Il Brasile e le sue contraddizioni</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Jul 2013 05:04:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
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<div style="margin-bottom: 0cm;">
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Brasile-Spagna:<br />
3-0. Con questo risultato il Paese sudamericano ha vinto la<br />
Confederations Cup e la Presidentessa, Dilma Roussef, ha telefonato<br />
al ct Felipe Scolari per congratularsi. Mentre nello stadio si<br />
esultava, fuori si protestava.
</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Dopo le<br />
manifestazioni di piazza contro gli sprechi, la corruzione e<br />
l&#8217;inefficienza dei servizi, la Roussef crolla nei sondaggi, passando<br />
dal 57% al 30% a fine giugno, anche dopo aver proposto un referendum<br />
popolare per capire quali siano le riforme necessarie e prioritarie<br />
per il Paese. Referendum che i manifestanti hanno accolto con<br />
scetticismo. “Siamo stanchi di questi politici che non fanno altro<br />
che promesse”, “Il governo è stato destabilizzato dalla forza<br />
delle persone che hanno deciso di reagire. Adesso, con un gesto<br />
disperato, propongono una rivoluzione politica” oppure “Il<br />
governo non può essere sempre l&#8217;unico che paga. Così le compagnie<br />
private fanno profitti che restano segreti per legge”: queste<br />
alcune dichiarazioni di uomini, donne, giovani e meno giovani, che<br />
rispondono alla convocazione del referendum che dovrebbe ripristinare<br />
i diritti civili e sociali.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
E,<br />
intanto, in uno dei Paesi per i quali si parla di “economia<br />
emergente”, cosa succede sul fronte dei diritti umani?</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Anche<br />
durante lo scorso mese di marzo le piazze si sono riempite di<br />
persone, ancora per protesta. Una protesta contro l&#8217;elezione di Marco<br />
Feliciano come Presidente della Commissione per i Diritti Umani e<br />
Minoranze.</div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Deputato<br />
del Partido Social Cristiano, Feliciano si è fatto conoscere per le<br />
sue dichiarazioni omofobe e razziste: ha più volte, infatti,<br />
qualificato le lotte per i diritti della comunità Lgbt come<br />
“attivismo di satana” e sostenuto che “un negro è un negro e<br />
non può cambiare”. La sua elezione è stata sostenuta dalla<br />
<i>bancada evangelica </i>che,<br />
cercando di colpire la laicità dello Stato, ha condizonato la stessa<br />
vita politica contestando, ad esempio, la Roussef sul tema<br />
dell&#8217;aborto durante la campagna elettorale.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Il<br />
Movimento nazionale brasiliano per i diritti umani ha minacciato di<br />
portare il caso davanti all&#8217;Organizzazione degli Stati Americani<br />
(Osa) e all&#8217;ONU, così come le istituzioni religiose progressiste si<br />
sono dette contrarie alla nomina del pastore evangelista: ma<br />
Feliciano è ancora al suo posto e le vittime di discriminazione<br />
continuano ad essere afrodiscendenti, indios e contadini senza terra.</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
non è finita qui: secondo le ultime notizie, si legge che, proprio<br />
in questi giorni, sia stata installata un&#8217;altra commissione che<br />
riguarda i diritti umani: la Commissione Verità, che dovrebbe far<br />
luce sulle violazioni avvenute tra il 1946 e il 1988.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Sette<br />
commissari e quattordici tecnici dovranno appurare i fatti che<br />
riguardano le violenze commesse sia da parte dello Stato sia da parte<br />
dei gruppi di guerriglia che lottarono contro la dittatura, gruppi di<br />
cui fece parte la stessa Dilma Roussef.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
Due<br />
anni di tempo per ascoltare testimonianze, raccogliere materiale,<br />
convocare gli accusati: le indagini, in particolare, si<br />
focalizzeranno sul periodo tra il 1964 e il 1985 quando al potere<br />
salì la giunta militare, dopo il celebre golpe appoggiato dagli Stai<br />
Uniti: 21 anni di repressione e 475 persone desaparecidos<br />
ufficialmente. Ma sono state molte di più.
</div>
<div style="font-style: normal; margin-bottom: 0cm;">
“La<br />
Commissione non ospita risentimento, odio e nemmeno perdono. E&#8217;<br />
appena il contrario dell&#8217;oblio”, ha dichiarato in lacrime la<br />
Presidentessa. Mentre i responsabili delle violenze e delle<br />
violazione dei diritti umani continueranno a godere dell&#8217;amnistia<br />
approvata nel 1979.
</div>
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