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	<title>RSF Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Rapporto RSF 2020: 50 giornalisti uccisi, più di due terzi assassinati in paesi pacifici</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Jan 2021 07:44:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>ORGANIZZAZIONE Reporter Senza Frontiere (RSF) pubblica la seconda parte del suo rapporto annuale sugli abusi commessi contro i giornalisti di tutto il mondo. Nel 2020 sono stati uccisi 50 giornalisti. Mentre il numero di giornalisti uccisi&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://rsf.org/sites/default/files/styles/rsf_full/public/cp_bilan_tues.png?itok=9hhrp8yp&amp;timestamp=1609160989&utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" title=""/></figure>



<p>ORGANIZZAZIONE Reporter Senza Frontiere (RSF) pubblica la seconda parte del suo rapporto annuale sugli abusi commessi contro i giornalisti di tutto il mondo. Nel 2020 sono stati uccisi 50 giornalisti. Mentre il numero di giornalisti uccisi nei campi di guerra continua a diminuire, sempre di più vengono uccisi in paesi pacifici.<br><br><a rel="noreferrer noopener" href="https://rsf.org/sites/default/files/bilan_2020_fr-tues_1.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank">LEGGI IL REPORT</a></p>



<p>RSF ha identificato 50 giornalisti uccisi nel corso della loro professione &#8211; tra il 1 gennaio e il 15 dicembre 2020. Questo dato rimane stabile rispetto all&#8217;anno precedente (53 morti nel 2019) nonostante la riduzione delle segnalazioni a causa dell&#8217;epidemia di Covid-19.&nbsp;Inoltre, un numero crescente di giornalisti viene ucciso nei cosiddetti paesi &#8220;pacifici&#8221;.&nbsp;Nel 2016, il 58% è stato ucciso nelle zone di conflitto.&nbsp;Oggi, la percentuale di giornalisti uccisi in aree dilaniate dalla guerra (Siria, Yemen) o minate da conflitti di bassa o media intensità (Afghanistan, Iraq) è del 32%.&nbsp;In altre parole, il 68% (più di due terzi) dei giornalisti uccisi si trova in paesi pacifici, in particolare in Messico (8 uccisi), India (4), Pakistan (4), Filippine (3) e Honduras. (3).<br></p>



<p>Di tutti i giornalisti uccisi nel 2020, l&#8217;84% è stato consapevolmente preso di mira e deliberatamente eliminato, rispetto al 63% nel 2019. Alcuni sono stati uccisi in condizioni particolarmente barbare.</p>



<p>In Messico, il giornalista del quotidiano El Mundo Julio Valdivia Rodríguez, è stato trovato decapitato nello stato di Veracruz, il suo collega Víctor Fernando Álvarez Chávez, redattore capo del sito di notizie locale Punto x Punto Noticias, è stato tagliato in pezzi nella città di Acapulco.&nbsp;In India, il giornalista del quotidiano Rashtriya Swaroop, Rakesh Singh &#8220;Nirbhik&#8221; è stato bruciato vivo dopo essere stato spruzzato con gel idroalcolico altamente infiammabile, mentre il giornalista, Isravel Moses, corrispondente di una stazione televisiva del Tamil Nadu , è stato ucciso con i machete.</p>



<p>In Iran, è lo Stato che è stato il carnefice: l&#8217;amministratore del canale Telegram Amadnews, Rouhollah Zam, condannato a morte dopo un processo iniquo, è stato giustiziato per impiccagione.&nbsp;Anche in questo Paese che pratica ancora la pena capitale, nessun giornalista è stato vittima di questa punizione arcaica e barbara per 30 anni.</p>



<p><em>“La violenza del mondo continua a colpire i giornalisti,</em>&nbsp;deplora il segretario generale di RSF, Christophe Deloire.&nbsp;<em>Una parte dell&#8217;opinione pubblica ritiene che i giornalisti siano vittime dei rischi della professione, anche se sono sempre più attaccati quando indagano o riportano su argomenti sensibili.&nbsp;Ciò che viene indebolito è il diritto all&#8217;informazione, che è un diritto per tutti gli esseri umani &#8220;.</em></p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://rsf.org/sites/default/files/Capture%20d%E2%80%99e%CC%81cran%202020-12-28%20a%CC%80%2019.54.46.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt=""/></figure>



<p>I temi più pericolosi da coprire rimangono tradizionalmente le indagini sui casi di corruzione locale e appropriazione indebita di fondi pubblici (10 uccisi nel 2020) o su mafia e criminalità organizzata (4 uccisi).&nbsp;Novità nel 2020: 7 giornalisti sono stati uccisi mentre coprivano le proteste.&nbsp;In Iraq è sempre lo stesso modus operandi: 3 giornalisti sono stati colpiti alla testa da uomini armati non identificati durante i comizi, un quarto è morto in Kurdistan mentre cercava di sfuggire agli scontri tra le forze. ordine e manifestanti.&nbsp;In Nigeria, anche 2 giornalisti sono stati vittime del clima di violenza in cui si svolgono i movimenti di protesta, che denunciano in particolare la brutalità di un&#8217;unità di polizia incaricata della lotta alla criminalità.&nbsp;In Colombia,&nbsp;1 giornalista di un media comunitario è stato ucciso a colpi d&#8217;arma da fuoco mentre seguiva una manifestazione delle comunità indigene che protestavano contro la privatizzazione della terra nella loro regione.&nbsp;Anche in questo caso la manifestazione è stata violentemente dispersa dalla polizia, dall&#8217;esercito e dai controlli antisommossa.</p>



<p>Nella sua&nbsp;<a href="https://rsf.org/fr/actualites/bilan-rsf-2020-une-augmentation-de-35-du-nombre-de-femmes-journalistes-en-detention-arbitraire?utm_source=rss&utm_medium=rss">Rivista annuale 2020 dei giornalisti detenuti, ostaggi e scomparsi,</a>&nbsp;pubblicata il 14 dicembre, RSF ha elencato 387 giornalisti incarcerati per aver esercitato la loro professione dell&#8217;informazione, un numero storicamente elevato di giornalisti detenuti.&nbsp;L&#8217;anno 2020 è stato anche caratterizzato da un aumento del 35% del numero di donne detenute arbitrariamente e da un aumento di quattro volte del numero di arresti all&#8217;inizio della diffusione del virus nel mondo.&nbsp;Allo stesso modo, 14 giornalisti, arrestati in relazione alla loro copertura dell&#8217;epidemia di Covid-19, sono ancora dietro le sbarre fino ad oggi.&nbsp;</p>
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		<title>Crolla la libertà di stampa in Italia e nel mondo: lo dice Reporter Senza Frontiere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Mar 2015 06:37:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Secondo il rapporto sulla libertà di stampa redatto da Reporter Senza Frontiere, l&#8217;Italia scende al 73°posto nella classifica dei Paesi nel mondo, posizionandosi tra Moldavia e Nicaragua: “La situazione dei giornalisti è peggiorata nettamente&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p></p>
<div class="separator" style="clear: both; text-align: center;">
<a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/rsf-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" border="0" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2015/03/rsf-675.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" height="162" width="400" /></a></div>
<div style="margin-bottom: 0cm;">

</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Secondo<br />
il rapporto sulla libertà di stampa redatto da <i>Reporter<br />
Senza Frontiere</i>, l&#8217;Italia<br />
scende al 73°posto nella classifica dei Paesi nel mondo,<br />
posizionandosi tra Moldavia e Nicaragua: “La situazione dei<br />
giornalisti è peggiorata nettamente nel 2014 con un grande<br />
incremento di attacchi alle loro proprietà, specie le automobili”,<br />
si legge nel testo. Si tratta di intimidazioni da parte della<br />
criminalutà organizzata, spesso al soldo di persone influenti,<br />
soprattutto di politici. Il rapporto parla anche di aggressioni<br />
fisiche ed incendi alle abitazioni di chi si occupa di informazione<br />
(a quanto pare, fastidiosa perchè veritiera). A questi dati<br />
sconcertanti vanno aggiunti i 129 casi di diffamazione<br />
“ingiustificati” che rischiano di essere vere e proprie prove di<br />
censura non tanto velata. L&#8217;organizzazione <i>Ossigeno<br />
per l&#8217;Informazione</i> ha poi<br />
aggiunto che sono state conteggiate 421 minacce nei confronti dei<br />
cronisti, con un aumento del 10% rispetto all&#8217;anno precedente: “Le<br />
minacce di morte sono comuni e sono di solito recapitate sotto forma<br />
di lettere o simboli, come croci dipinte sulle automobili o<br />
proiettili inviati via posta”.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
In<br />
questa situazione stridono le parole del vicedirettore del <i>Corriere<br />
della Sera </i>che ha definito<br />
il rapporto di RSF come “arbitrario e infondato”.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Ma<br />
vediamo com&#8217;è la situazione in Europa e nel resto del mondo. Su 180<br />
Paesi presi in esame, l&#8217;Italia si colloca al 26°posto nell&#8217;Ue dove<br />
una buona posizione è, invece, stata conseguita dai Paesi nordici:<br />
Finlandia, Svezia, Norvegia e Germania.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Il <i>World<br />
Press Freedom Index</i><br />
segnala: “Sotto attacco dalle guerre, dalle crescenti minacce di<br />
agenti non statali, da violenze durante manifestazioni e dalla crisi<br />
economica, la libertà dei media è in ritirata in tutti e cinque i<br />
continenti”: grave influenza, ovviamente, è data dall&#8217;Isis e da<br />
Boko Haram. Russia, Cina e Giappone perdono punti, da segnalare la<br />
ripresa del Brasile in un&#8217;area, quella sudamericana, dove i cartelli<br />
della droga fanno da padrone.</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0cm;">
Monitoriamo,<br />
quindi, l&#8217;informazione perchè imbavagliare l&#8217;informazione, attaccare<br />
la cultura e l&#8217;Arte sono strumenti di violenza contro i cittadini: si<br />
tratta di colpi duri e indelebili all&#8217;identità e alla crescita<br />
consapevole dei popoli.
</div>
<p></p>
<div style="margin-bottom: 0.5cm;">
</div>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2015/03/11/crolla-la-liberta-di-stampa-in-italia-e/">Crolla la libertà di stampa in Italia e nel mondo: lo dice Reporter Senza Frontiere</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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