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	<title>Salvini Archives - Per I Diritti Umani</title>
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	<description>Periodico nazionale iscritto presso il tribunale di Milano n. 170 del 30/05/2018</description>
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		<title>Processo Open Arms, la città di Barcellona si costituisce parte civile contro Salvini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Feb 2021 08:21:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di Pablo Ramiro  (Da Euronews.com) Il leader della Lega, Matteo Salvini, nel mirino della città di Barcelona   &#8211;   Mauro Scrobogna/LaPresse Il consiglio comunale di Barcellona si costituirà parte civile nell&#8217;ambito del processo Open Arms contro l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno&#46;&#46;&#46;</p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2021/02/09/processo-open-arms-la-citta-di-barcellona-si-costituisce-parte-civile-contro-salvini/">Processo Open Arms, la città di Barcellona si costituisce parte civile contro Salvini</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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<h1></h1>



<p>Di <a rel="noreferrer noopener" target="_blank" href="https://twitter.com/euronews?utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong>Pablo Ramiro</strong></a>  (Da Euronews.com)</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://static.euronews.com/articles/stories/05/32/36/20/320x180_cmsv2_067dd262-761e-5ba9-8c06-1e3fca3b1585-5323620.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="Il leader della Lega, Matteo Salvini, nel mirino della città di Barcelona" title="Il leader della Lega, Matteo Salvini, nel mirino della città di Barcelona"/></figure>



<p><em>Il leader della Lega, Matteo Salvini, nel mirino della città di Barcelona </em>  &#8211;   <a href="https://it.euronews.com/2021/01/27/processo-open-arms-la-citta-di-barcellona-si-costituisce-parte-civile-contro-salvini#?utm_source=rss&utm_medium=rss">Mauro Scrobogna/LaPresse</a></p>



<p>Il consiglio comunale di Barcellona si costituirà parte civile nell&#8217;ambito del processo Open Arms contro l&#8217;ex ministro dell&#8217;interno italiano, Matteo Salvini.</p>



<p>La sindaca di Barcellona, Ada Colau, lo ha confermato mercoledì nel corso di una visita alla nave di salvataggio della Ong. Il Comune si presenterà dunque come parte accusante nell&#8217;ambito del procedimento in cui Salvini potrebbe dover rispondere di sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio.</p>







<p>Siamo ancora nelle fasi dell&#8217;udienza preliminare, al via lo scorso 9 gennaio nella città di Palermo.</p>



<p>Salvini potrebbe andare a processo qualora il Gup, Lorenzo Jannelli, dovesse ritenere che l&#8217;ex ministro abbia violato le leggi italiane nel negare l&#8217;ingresso nel porto di Lampedusa alla nave di salvataggio spagnola Open Arms, con 163 persone a bordo, nell&#8217;agosto 2019.</p>



<p>Il giudice ha ammesso al procedimento le accuse di 18 parti civili, tra cui 7 immigrati che viaggiavano sulla barca.</p>



<p>Il Comune di Barcellona, nel 2019, ha siglato un accordo con la ONG, donandole circa mezzo milione di euro (quasi il 35% del totale del progetto), e conferendo all&#8217;organizzazione la medaglia d&#8217;oro per il merito civico.</p>



<p>Per questo motivo, &#8220;il Comune può rivendicare contro Salvini un danno patrimoniale causato dal blocco della nave&#8221;; inoltre, indica l&#8217;ufficio del sindaco in un comunicato, sussisterebbe un danno d&#8217;immagine causato alla città di Barcellona.</p>



<p>&#8220;Sia il governo spagnolo che quello italiano volevano farci una multa di un milione di euro. Ora però possiamo vedere, anzi, tutti possono vedere che si è trattato di un&#8217;infamia, che siamo stati vittime di un abuso di potere. Le persone che avevano bisogno di aiuto immediato sono state private della loro libertà, come dicono le convenzioni internazionali&#8221;, spiega Oscar Camps, direttore della ONG, convinto che la sua organizzazione abbia agito nel rispetto dei trattati internazionali e del diritto del mare.</p>



<p>Nei 21 giorni in cui alla barca è stato negato l&#8217;attracco, 14 persone si sono buttate in mare cercando di raggiungere terra a nuoto. Fu alla fine il procuratore di Agrigento a consentire lo sbarco dei migranti.</p>



<p>Il procuratore ha parlato di una situazione &#8220;di grande disagio fisico e psicologico, di profonda angoscia psicologica, e di altissima tensione emotiva che avrebbe potuto provocare reazioni difficili da controllare, delle quali, inoltre, il tentativo di raggiungere l&#8217;isola a nuoto è stato solo un preludio&#8221;.</p>



<ul><li><a href="https://it.euronews.com/2021/01/09/salvini-in-tribunale-udienza-preliminare-rinviata-per-il-caso-open-arms?utm_source=rss&utm_medium=rss">Salvini in tribunale: udienza preliminare rinviata per il caso Open Arms</a></li><li><a href="https://it.euronews.com/2020/03/10/coronavirus-salvini-vs-salvini-venite-in-italia-anzi-no-chiudiamo-tutto?utm_source=rss&utm_medium=rss">Coronavirus, Salvini vs. Salvini: &#8220;Venite in Italia&#8221;. Anzi no: &#8220;Chiudiamo tutto&#8221;</a></li></ul>



<p>Salvini è già comparso in tribunale il 3 ottobre 2020, a Catania, nell&#8217;ambito dell&#8217;udienza preliminare sulla richiesta di rinvio a giudizio per il caso della nave Gregoretti e dei suoi 131 migranti a bordo. La ONG ritiene che il politico italiano abbia bloccato l&#8217;ingresso in porto alla Open Arms per un proprio tornaconto elettorale.</p>



<figure class="wp-block-image"><img src="https://static.euronews.com/articles/stories/05/32/33/56/808x454_cmsv2_aecba6c5-e2fd-57a9-9be1-1cd3f4759ed2-5323356.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="AP Photo"/><figcaption><em>La sindaca di Barcellona, ada Colau, con il direttore di Open Arms, il 27 gennaio 2020</em>AP Photo</figcaption></figure>



<p>L&#8217;avvocato di Salvini, Giulia Bongiorno, sostiene che la decisione sia stata presa in blocco da tutto il governo, e che non si sia trattata di un&#8217;iniziativa singola dell&#8217;allora ministro dell&#8217;Interno. Sottolinea inoltre che la Open Arms rifiutò altre alternative di porto di sbarco e che, avendo effettuato il salvataggio in acque libiche e maltesi, ed essendo imbarcazione battente bandiera spagnola, non avrebbe dovuto cercare un porto sicuro in Italia.</p>



<p>L&#8217;udienza preliminare del processo Open Arms si è già tenuta, anche se brevemente; tuttavia, il magistrato ha deciso di rinviare la seduta al prossimo 20 marzo 2021. Il luogo scelto è stato simbolico, ovvero il bunker del carcere Ucciardone di Palermo, dove si tenne il maxiprocesso contro la mafia negli anni &#8217;80.</p>



<h2>Cronologia dei fatti dell&#8217;agosto 2019</h2>



<p>Nell&#8217;agosto 2019, Salvini negò per 21 giorni lo sbarco ad Open Arms sull&#8217;isola di Lampedusa ai circa 160 migranti a bordo, salvati dalla Ong da un naufragio. Dopo una serie di evacuazioni parziali, per ragioni medico-sanitarie, rimasero alla fine a bordo 90 persone. Negli ultimi tre giorni, con la barca alla fonda a soli 800 metri dal porto, diversi migranti si buttarono in mare per raggiungere la terraferma.</p>



<p>La prima offerta del governo spagnolo di concedere un porto di sbarco per i migranti arrivò dopo 17 giorni di odissea, ma la Open Arms si rifiutò di fare rotta verso i porti di Algeciras e Mahon, considerati troppo lontani.</p>



<p>L&#8217;equipaggio giustificò la propria decisione per ragioni legate alla sicurezza di chi era a bordo e all&#8217;impossibilità per la barca di effettuare un viaggio così lungo. Open Arms denunciò anche lo stato di prostrazione fisica e psicologica sia dell&#8217;equipaggio sia dei migranti salvati a causa del lungo protrarsi del braccio di ferro politico e diplomatico.</p>



<p>Madrid si decise ad inviare la nave della Marina spagnola &#8220;Audaz&#8221; per prendere in carico i migranti e scortare la &#8220;Open Arms&#8221; fino al porto di Maiorca, ma alla fine, nella notte del 20 agosto, la procura di Agrigento diede il via libera agli 83 migranti rimasti a bordo di sbarcare a Lampedusa, mettendo fine all&#8217;odissea.</p>



<p>Il procuratore di Agrigento prese questa decisione dopo essere salito a bordo della nave spagnola, accompagnato da diversi medici, per verificare le condizioni dei migranti e la situazione a bordo.</p>
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		<title>Le comunità arabe e musulmane a Salvini: non utilizzateci come scusa per prendere le distanze dai movimenti di estrema destra</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Jan 2020 07:46:01 +0000</pubDate>
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<p> </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img loading="lazy" width="638" height="426" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-13551" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 638w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2020/01/timthumb-1-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 638px) 100vw, 638px" /></figure></div>



<p>Cosi le comunità del mondo arabo in Italia (Co-mai) e la Confederazione internazionale laica interreligiosa (Cili-Italia) rispondono alle accuse ingiuste di Salvini attribuendo alla presenza dei musulmani in italia come concausa dell&#8217;aumento dell&#8217;antisemitismo. È &nbsp;una affermazione molto grave e arriva proprio nella giornata della Conferenza di Berlino e qualche giorno prima delle elezioni in Emilia Romagna dove si gioca una partita politica molto importante per i vari partiti compreso la Lega. Noi abbiamo sempre combattuto il terrorismo,l&#8217;antisemitismo,l&#8217;islamofobia,la paura con posizioni netti e proposte costruttive senza ambiguità esprimendo solidarietà a tutti ebrei musulmani ,cristiani e laici e dialogando con tutte le comunità con dialogo aperto e sincero compresa la comunità ebraica e l&#8217;associazione medica Ebraica per questo mi rivolgo a Salvini invitandolo ad essere più responsabile e rispettoso nelle sue dichiarazioni verso le comunità arabe e musulmane e verso tutti gli immigrati residenti in Italia che non hanno mai mancato di rispetto né attaccato e nominato salvini in questi anni nonostante le numerose offese e slogan politici; adesso basta, non permettiamo a nessuno di utilizzare le comunità arabe e musulmane per fini politici personali &nbsp;e per prendere le distanze dai movimenti di estrema destra. *Così &nbsp;Dichiara il Fondatore di Co-mai e di Cili-Italia&nbsp;Foad&nbsp;Aodi* che ricorda che l&#8217;Italia è sempre stata in buoni rapporti con i paesi arabi e musulmani &nbsp;sia come governi che come popolazione compreso il Governo palestinese e non penso che un solo politico italiano possa decidere da solo il destino del rapporto della politica estera con altri paesi senza passare per il parlamento italiano.</p>



<p>Invitiamo inoltre Salvini ad avanzare una proposta concreta a favore del dialogo interreligioso e non promuovere muri e paura contro altre religioni e popoli.

</p>
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		<title>Basta scuse, ora si cambia!</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Sep 2019 06:47:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Noi ci saremo. E voi? La soap opera delle ultime settimane è finita e il nuovo governo, incensato e presentato all&#8217;insegna della DISCONTINUITÀ rispetto a quello precedente è pronto a partire. Salvini non c&#8217;è&#46;&#46;&#46;</p>
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<p></p>



<p><strong>Noi ci saremo. E voi?</strong></p>



<p></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="289" height="175" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download-3.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12997"/></figure></div>



<p>La soap opera delle ultime settimane è finita e il nuovo governo, incensato e presentato all&#8217;insegna della DISCONTINUITÀ rispetto a quello precedente è pronto a partire.</p>



<p>Salvini non c&#8217;è più, e al suo posto spunta l&#8217;ex prefetto di Milano Luciana Lamorgese.</p>



<p>Tralasciando che al governo c&#8217;è il partito che ha votato qualsiasi cosa proposta dalla Lega e il partito che ha partorito Minniti, dagli annunci mediatici si vuole imprimere una svolta. Sarà la volta buona?</p>



<p>Noi che siamo molto generosi siam pronti a dare loro dei consigli per dimostrare questa differenza, come far abolire interamente il sistema della detenzione amministrativa dei CPR immediatamente. Questi lager vanno chiusi all&#8217;istante e quelli programmati anche. Senza se e senza ma.</p>



<p>Sicuramente saranno poi pronti all&#8217;eliminazione dei due decreti sicurezza fatti passare dallo scorso esecutivo. Quale maggiore azione di discontinuità sarebbe se non eliminare il simbolo della vecchia compagine governativa?</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" width="225" height="225" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download.png?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12998" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 225w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download-150x150.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 150w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/09/download-160x160.png?utm_source=rss&utm_medium=rss 160w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" /></figure></div>



<p>Cambiare le leggi sull&#8217;immigrazione permettendo la libera circolazione nel territorio italiano ed europeo partendo da una sanatoria per le persone migranti già presenti. O vogliono ancora persone invisibili nelle nostre città?</p>



<p>Dopo un anno e mezzo, soprattutto dal PD, di proclami e iniziative dove si ribadiva la totale diversità da tutto ciò che prodotto Salvini al Viminale, ci aspettiamo che adesso al governo si agisca subito. Non è più tempo di scuse.</p>



<p>Siete diversi o vi dimostrerete dei nuovi Minniti e Salvini?</p>



<p>Non dobbiamo illuderci che basterà un cambio di casacca da parte del governo per mettere la parola fine alle leggi ingiuste contro cui ci siamo battuti negli ultimi anni. Al contrario, proprio ora, dobbiamo batterci ancora più duramente per far si che le decine di istanze che hanno animato le nostre manifestazioni non vengano lasciate nel dimenticatoio.</p>



<p>Per questa ragione il 12 ottobre alla&nbsp;<a href="https://www.facebook.com/events/1083686275168896/?acontext=%7B%22source%22%3A3%2C%22source_newsfeed_story_type%22%3A%22regular%22%2C%22action_history%22%3A%22%5B%7B%5C%22surface%5C%22%3A%5C%22newsfeed%5C%22%2C%5C%22mechanism%5C%22%3A%5C%22feed_story%5C%22%2C%5C%22extra_data%5C%22%3A%5B%5D%7D%5D%22%2C%22has_source%22%3Atrue%7D&amp;source=3&amp;source_newsfeed_story_type=regular&amp;action_history=%5B%7B%22surface%22%3A%22newsfeed%22%2C%22mechanism%22%3A%22feed_story%22%2C%22extra_data%22%3A%5B%5D%7D%5D&amp;has_source=1&amp;__tn__=K-R&amp;eid=ARCGgDQAstyf6dsSF-LKGxPsioMRCf1b2WtyB8tP1QP-zvMeq18Ho_50PnXZZcsTY0E7jHDwAT08QDq6&amp;fref=mentions&amp;__xts__%5B0%5D=68.ARDPaqGBSJcUcz9hQ0lpHswZFvCEP_l39wU2PAPFWkJm5iAQf64Y9MHdmDfwraRQ6GfdlUbIrfY1N_-0M87xPZQSLvvIUc5RjzJF4D63wnhk-yVBnF2mfFdrT8yQg9EPh92RvjN6izlwH6azffAaUyVfGeOQGUemRCitiJP2XNlGW22Nv0eq6a4RqX6WYY1IceoPqI1ASUmv_9s89gGb9TRSxSQOfN-6EU0deM_7b0oOusQ4xwGxfHEo8qn7dxhACB9RZNfURpd6Xo-RkfMN4u_kIWikfT5SuxvYrvvvUYSwWhLR4kZLJcfRlOlBxt77-NBTLVrvId8_65c3i5Qupv0&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noreferrer noopener">● Manifestazione contro CPR e Decreti Salvini ● #oltreiconfini</a>&nbsp;dovremo essere tantissimi e tantissime in piazza!</p>
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		<title>Sea Watch e non solo: testimonianza di una giornalista-attivista</title>
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		<pubDate>Thu, 27 Jun 2019 09:39:24 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Anna Polo (da www.pressenza.org) Mentre scrivo la drammatica vicenda dei migranti salvati dalla Sea Watch e rimasti bloccati per quasi due settimane in mare nell’ennesimo, cinico braccio di ferro tra Italia e resto&#46;&#46;&#46;</p>
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<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" width="1024" height="512" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-12718" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola-1024x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola-300x150.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola-768x384.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1199w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>di Anna Polo (da www.pressenza.org)?utm_source=rss&utm_medium=rss</p>



<p>Mentre scrivo la drammatica vicenda dei migranti salvati dalla Sea Watch e rimasti bloccati per quasi due settimane in mare nell’ennesimo, cinico braccio di ferro tra Italia e resto d’Europa non si è ancora conclusa, ma avendola seguita con passione mi sento di sottolinearne alcuni aspetti che vanno al di là della cronaca in continua evoluzione.</p>



<p>La campagna di criminalizzazione della solidarietà verso i migranti va avanti ormai da oltre due anni – e non solo in Italia. A ogni nuovo episodio si ha l’impressione di aver toccato il fondo e invece succede qualcosa di ancora più impensabile e ignobile. E non solo nei fatti – migliaia di persone torturate, stuprate e vendute in Libia e quando riescono a scappare da quell’inferno lasciate annegare nel Mediterraneo, altre migliaia ammassate nei campi profughi lungo la rotta balcanica, per non parlare di chi muore nel tentativo di attraversare il blindatissimo confine tra Messico e Stati Uniti – ma anche nei termini usati, nei discorsi sempre più deliranti, volgari, sessisti e violenti e nelle bugie spudorate e senza fine.</p>



<p>Giorgia Meloni propone di affondare la Sea Watch, Salvini la definisce da giorni “nave pirata”, liquida sprezzante la sua capitana Carola Rakete come una “sbruffoncella che fa politica sulla pelle dei migranti” (e lui no?), dichiara “possono restare lì fino a Natale”, invoca la “sacra difesa dei confini della patria”, manco fossimo in guerra, dichiara “mi sono rotto le palle”, come se fosse al bar e ripete ossessivo l’assurdità delle Ong complici degli scafisti. Il proclama bellicoso “Non sbarcheranno mai!” poi sembra più la sparata da gradasso di un comandante che arringa le sue truppe che una dichiarazione realistica (alla fine i migranti salvati sbarcano sempre, ma dopo un’attesa crudele e del tutto inutile).</p>



<p>Il contrasto tra questo linguaggio indegno di un ministro della Repubblica (per fortuna la Meloni non lo è) e le dichiarazioni pacate e coraggiose della capitana della Sea Watch non potrebbe essere più grande: là dove Salvini fa il forte con i deboli, dicendosi pronto a “schierare la forza pubblica” contro persone stremate e vulnerabili, Carola Rakete afferma con semplicità: “So cosa rischio, ma i 42 naufraghi a bordo sono allo stremo. Li porto in salvo”. E il rischio non è da poco, in base al decreto sicurezza appena approvato dal governo: multa fino a 50.000 euro, confisca della nave e incriminazione per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Eppure, come tutti i Giusti che a cominciare da Antigone nel corso della storia hanno scelto di disobbedire alle leggi inique, nelle sue parole si sente la coerenza di chi mette la salvezza di altri esseri umani al di sopra di tutto, anche con un grande rischio personale.</p>



<p>E’ proprio questo che alla fine alimenta la speranza: chi aiuta e salva i migranti rappresenta oggi l’avanguardia di un’umanità che non vuole arrendersi a politiche brutali, ma tanti altri si stanno unendo a quella che per ora è una minoranza – è vero, inutile negarlo – ma che non lo resterà a lungo. E in questo senso il compito di “verità e giustizia” degli attivisti, dei giornalisti e di chi, come me, è un po’ tutte e due le cose è irrinunciabile e fondamentale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/06/grazie-Carola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-876775"/></figure></div>



<p>Disegno di&nbsp;Francesco Piobbichi,&nbsp; attivista di Mediterranean Hope e membro del Forum Lampedusa Solidale.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter"><img src="https://www.pressenza.com/wp-content/uploads/2019/06/dichiarazioni-Carola.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" class="wp-image-877100"/></figure></div>
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		<title>Dopo Torre Maura si temono in Italia focolai di pogrom contro i rom</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Per I Diritti Umani]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Apr 2019 07:49:19 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><span lang="DE">Presentato in Senato il Rapporto annuale di Associazione 21 luglio: ancora 25.000 i rom nelle baraccopoli italiane. Per il loro superamento la congiuntura storica è favorevole ma permangono elementi di forte preoccupazione. Dopo Torre Maura si temono in Italia focolai di pogrom contro i rom.</span></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-12299" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="700" height="432" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 700w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/04/rom_e_rumeni-300x185.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><a href="https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u=9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c&amp;id=00788e3eb5&amp;e=a18abbae43&utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://21luglio.us5.list-manage.com/track/click?u%3D9a86f4f7d9e5a8ec04430f29c%26id%3D00788e3eb5%26e%3Da18abbae43&amp;source=gmail&amp;ust=1554966980341000&amp;usg=AFQjCNFOpdPJRw8eetmhBj5mcckMZCsgXw&utm_source=rss&utm_medium=rss"><strong><span lang="DE">SCARICA IL RAPPORTO 2018</span></strong></a></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">L’8 aprile si celebra nel mondo la <strong>Giornata Internazionale per i diritti dei rom</strong> e, come ogni anno, Associazione 21 luglio, alla presenza del sottosegretario di Stato Vincenzo Spadafora, ha presentato il suo Rapporto annuale intitolato “I margini del margine”, dedicato alle comunità rom nelle baraccopoli italiane.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Dati e numeri</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Negli ultimi anni in Italia, soprattutto nelle aree urbane, sono aumentate le sacche di marginalità sociale e di povertà estrema popolate da stranieri di recente migrazione e da cittadini di origine rom. A fronte di una stima di circa <strong>10.000 migranti rifugiati</strong> in senso ampio presenti in una cinquantina di baraccopoli, è possibile quantificare circa <strong>25.000</strong> persone di etnia rom che vivono in baraccopoli istituzionali e in baraccopoli informali. Una realtà che rappresenta un <em>unicum</em> nel panorama italiano è quella degli insediamenti formali. In Italia se ne contano <strong>127</strong>, presenti in ben <strong>74 Comuni</strong>. Al loro interno vivono circa <strong>15.000 </strong>persone, delle quali più della metà sono rappresentati da minori, con una percentuale di cittadini con cittadinanza italiana vicina al 45%. Negli insediamenti informali – solo a Roma se ne contano quasi 300 – vivono invece circa <strong>10.000 </strong>cittadini rumeni e, in minima parte, bulgari. Si tratta di lavoratori stagionali, impegnati in un pendolarismo dalle città di origine al nostro Paese. Negli ultimi anni – si evince nel Rapporto – si osserva <strong>una graduale contrazione numerica</strong> non certo dovuta all’azione di azioni politiche inclusive, bensì all’allontanamento volontario di numerose famiglie verso l’inserimento abitativo autonomo o il trasferimento in altri Paesi. La condizione drammatica di numerosi insediamenti formali, la crisi economica unita a numerosi proclami politici stanno spingendo anche comunità di antico insediamento allo spostamento nei Paesi del Nord Europa o al ritorno nei Paesi di origine.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard">
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">La strategia Nazionale per l’inclusione dei rom</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In Italia dal 2012 esiste una <strong>Strategia Nazionale per l’Inclusione dei rom, ad oggi quasi totalmente inapplicata</strong>. </span><span lang="DE">La sua implementazione ha visto nel 2018 un ulteriore ostacolo determinato da intenti e propositi formulati da esponenti del nuovo Governo nazionale uscito dalle elezioni politiche organizzate in Italia il 4 marzo 2018. Due mesi dopo il voto, il 18 maggio 2018, gli esponenti delle due formazioni politiche chiamate a dare vita alla XVIII Legislatura repubblicana, hanno reso pubblico il “<strong>Contratto per il Governo del Cambiamento</strong>”, sottoscritto da entrambi. La dichiarazione di intenti espressa nel “Contratto per il Governo del cambiamento<em>” </em>in riferimento alle comunità rom evidenzia un linguaggio e una propensione politica volta ad una <strong>gestione emergenziale e securitaria</strong> della “questione”, preannunciando, nel  linguaggio e nella sostanza, una modalità di intervento assai simile a quella utilizzata nel 2008 dal Governo nazionale quando vennero create le premesse dell‘“Emergenza Nomadi“ e dal quale la stessa <em>Strategia</em>, nelle sue premesse, intende fortemente discostarsi. Nel 2018 non si sono registrate azioni volte ad implementare gli obiettivi fissati dalla <em>Strategia </em>ed i Tavoli regionali istituiti negli anni precedenti in diverse regioni sono risultati “dormienti”.</span>
</p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">La politica dei “campi” tra chiusure e superamenti</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Il 2018 non ha visto particolari sviluppi riguardo l’attuazione di interventi sistematici volti sia a far cessare la segregazione abitativa dei rom che si trovano in emergenza abitativa nelle baraccopoli istituzionali gestite dalle Autorità pubbliche, sia al dirimerne le principali problematiche connesse.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">La costruzione di nuovi “campi” rimane, come nel caso del <strong>Comune di Afragola</strong>, una modalità utilizzata da alcune Amministrazioni locali per “gestire” la presenza di comunità rom radicate da molto tempo sul proprio territorio. A <strong>Cascina, Torino</strong> e <strong>Gallarate</strong> la chiusura di insediamenti istituzionali ha portato all’ospitalità solo temporanea delle famiglie rom allontanate dalle loro abitazioni. Il <strong>Comune di Merano</strong> e <strong>Rimini</strong> si sono distinti per aver chiuso gli insediamenti presenti nei loro territori ma ricollocando nuovamente gli abitanti in insediamenti monoetnici. Chiusura di insediamenti abitati da famiglie italiane rom di antico insediamento si sono registrati a <strong>Cosenza</strong> e, parzialmente, a <strong>Reggio Calabria</strong> con una presa in carico, non sempre adeguata, da parte dell’Amministrazione Comunale. Nella città di <strong>Roma, </strong>il fallimento delle azioni inclusive ha portato, nel luglio 2018, allo sgombero forzato delle 250 persone che abitavano nell’insediamento di Camping River. Tentativi di superamento dei “campi rom” in linea con la Strategia Nazionale si sono registrati nei <strong>Comuni di Moncalieri, Sesto Fiorentino, Lamezia Terme </strong>e <strong>Palermo</strong>. «<em>Per questi ultimi Comuni</em> – ha dichiarato il presidente di Associazione 21 luglio Carlo Stasolla nel corso della presentazione – <em>si tratta di risposte da osservare con attenzione e da sostenere, perché rappresentano una nota di discontinuità nel panorama nazionale</em>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u>Sgomberi forzati</u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">«<em>L’Italia continua a non disporre di un chiaro quadro normativo per quanto riguarda gli sgomberi degli insediamenti formali e informali</em> – si legge nel Rapporto &#8211; <em>con la conseguenza che tali operazioni continuano a essere condotte in modo discrezionale dalle autorità locali, spesso in deroga alle tutele procedurali previste dal diritto internazionale, concretizzandosi pertanto in evidenti violazioni dei diritti umani. Non va sottovalutato, inoltre, come gli sgomberi forzati, malgrado comportino un’elevata voce di spesa, non producano mai l’effetto di sanare l’inadeguatezza dell’alloggio, raggiungendo invece un esito opposto: quello di replicarla altrove, consolidando, per le comunità coinvolte, il circolo vizioso della povertà e dell&#8217;esclusione</em>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In numerose città italiane, per tutto il 2018, si sono registrate operazioni di sgombero forzato di comunità rom dalle baraccopoli formali e dai micro-insediamenti in cui vivevano. In riferimento a questi ultimi si è registrato il maggior numero di azioni promosse dalle autorità pubbliche.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Oltre allo sgombero di un insediamento formale, quello di Camping River, a Roma, Associazione 21 luglio ha registrato per tutto il 2018 altre operazioni di sgombero forzato che hanno riguardato insediamenti informali così ripartiti nelle diverse aree geografiche: <strong>90 nel Nord Italia, 80 nel Centro e 25 nel Sud per un totale di 195 sgomberi forzati</strong><strong>.</strong></span>
</p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Discorsi d’odio, discriminazione e attacchi violenti</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">La percezione sempre più diffusa delle comunità rom come ontologicamente e culturalmente differenti, ha contribuito a far sì che anche nel 2018 in Italia si sia registrato un elevato numero di episodi di discriminazione ed incitanti odio nei loro confronti. Va altresì considerato come “frasi d’odio”, stereotipi, pregiudizi &#8211; cosi come riscontrato dall’Osservatorio 21 luglio &#8211; hanno una forte correlazione con le politiche pubbliche che sono spesso origine e conseguenza degli stessi.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">In un effetto a “palla di neve”, politiche non inclusive sono generate e traggono la loro ragion d’essere dal pregiudizio presente nel sentire comune, che però esse stesse, nel loro implementarsi, finiscono per giustificare, rafforzare, amplificare. Nel 2018 l’Osservatorio 21 luglio ha registrato un totale di <strong>125 episodi di discorsi d’odio </strong><strong>nei confronti di rom e sinti</strong>, di cui <strong>38</strong> (il 30,4% del totale) sono stati classificati di una certa gravità. La media giornaliera che si ricava è di <strong>0,34 episodi al giorno</strong>, mentre se si isolano esclusivamente episodi ritenuti di una certa gravità (categoria: Incitamento all’odio e/o alla discriminazione) questa si attesta su <strong>0,10 episodi al giorno</strong>.</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><strong><u><span lang="DE">Conclusioni</span></u></strong></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">Secondo Associazione 21 luglio, in una fase in cui per la prima volta si assiste ad <strong>un decremento numerico delle famiglie di origine rom</strong> che abitano le baraccopoli formali e informali e contestualmente alla <strong>possibilità di utilizzare finanziamenti europei</strong> per la promozione di azioni inclusive, l’Italia sembra non cogliere la congiuntura favorevole, preferendo restare ancorata all’immagine stereotipata del “rom” visto come cittadino “altro”, irrimediabilmente incapace di percorrere itinerari virtuosi verso l’inclusione. Ci sono segnali che fanno intravvedere un ritorno al passato, ai tempi bui dell’Emergenza Nomadi” inaugurata dal decreto dell’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. La <strong>militarizzazione di alcuni insediamenti</strong> – inaugurata dalla Giunta Raggi nella città di Roma – le <strong>gravissime conseguenze del c.d. “decreto Salvini”</strong> &#8211; che nella seconda metà del 2019 farà precipitare nell’irregolarità centinaia di famiglie originarie dell’ex Jugoslavia ed oggi in possesso di un permesso di soggiorno per motivi umanitari -, le <strong>azioni di sgombero forzato</strong>, che solo nella Capitale nel primo trimestre del 2019 hanno raggiunto numeri mai visti prima, sono tutti segnali che fanno guardare <strong>con profonda preoccupazione al futuro</strong> e che obbligano ad una riflessione profonda e ad un cambio di paradigma. Gli eventi di questi giorni, secondo Associazione 21 luglio, mostrano come ci troviamo di fronte a <strong>un&#8217;esclation pericolosa</strong>. I proclami antirom formulati in campagna elettorale dai leader della destra italiana, a cui è stato dato seguito, dopo le elezioni del 4 marzo, con le minacce verbali di censimento e di chiusura degli insediamenti come riportato nel Contatto per il Governo del Cambiamento, hanno irrimediabilemnte finito per riverberarsi nelle politiche locali. Lo sgombero di Camping River e la chiusura degli insediamenti di Cascina e Gallarate rappresentano dirette conseguenze di un mutato clima politico. Con gli eventi di Torre Maura, a Roma, si è compiuto un pericoloso, ulteriore passaggio. Le reiterate dichiarazioni di esponenti politici hanno di fatto legittimato le azioni di frange di estrema destra a cui  è stato consentito per tre giorni di organizzare un presidio permanente – senza autorizzazione prevista dalla Legge &#8211; al fine di allontanare, attraverso minacce, le famiglie rom presenti nel centro di raccolta rom di via Salaria. Potrebbe essere questa la scintilla che, in un&#8217;operazione di pericolosa emulazione, rischia di provocare nel nostro Paese <strong>focolai di pogdrom anti rom</strong> che andrebbero colpire quanti, nelle nostre periferie, sono riconosciuti come rom, come indigenti, come poveri urbani. L&#8217;allontanamento volontario di famiglie rom dall&#8217;Italia è già un fatto registrato nelle principali città nel 2018, che <strong>potrebbe intensificarsi in tempi molto brevi.</strong></span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE">«<strong><em>Il superamento dei campi rom</em></strong> – ha concluso Carlo Stasolla – <strong><em>rappresenta pertanto la sfida più grande che ci attende nei prossimi anni. Una sfida che oggi, alla luce di scelte coraggiose e lungimiranti di alcuni amministratori locali possiamo ritenere possibile e, soprattutto, l’unica percorribile. Importante è il senso di responsabilità che i nostri amministratori dovranno dimostrare. Urgente è mettere da parte proclami e minacce bellicose e dare spazio ad azioni di lungo respiro improntate ad un approccio inclusivo e rispettoso dei diritti fondamentali</em></strong>».</span></p>
<p class="m_3048885211897098599Standard"><span lang="DE"> </span></p>
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		<title>Il dito e la luna. La protezione delle esigenze di carattere umanitario degli stranieri prima e dopo il decreto Salvini</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2019 07:45:00 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1 class="koowa_header" style="margin: 0px 0px 10px; width: 837px; color: #333333; text-transform: none; line-height: 1.25em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Playfair Display', sans-serif; font-size: 36px; font-style: normal; font-weight: 900; word-spacing: 0px; display: table; white-space: normal; position: relative; box-sizing: border-box; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"></h1>
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<div>
<p>di Marco Benvenuti</p>
<p>(da Asgi.it)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Abstract: Il lavoro affronta il tema della protezione delle esigenze di carattere umanitario degli stranieri prendendo come discrimine di ordine temporale il decreto Salvini e si sviluppa in tre parti. In una prima parte, viene ripercorso l’itinerario legislativo, amministrativo e giurisprudenziale attraverso il quale la protezione delle esigenze di carattere umanitario degli stranieri ha assunto una propria sistemazione. In una seconda parte, vengono affrontate le modificazioni disposte su tema dal decreto Salvini e, segnatamente, la soppressione della protezione umanitaria e del permesso di soggiorno per motivi umanitari, nonché la contestuale previsione di sette speciali permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario. In una terza parte, vengono delineati gli effetti del decreto Salvini sulla protezione delle esigenze di carattere umanitario degli stranieri, muovendo dalla considerazione fondamentale che, laddove tali esigenze abbiano un fondamento costituzionale o internazionale, nulla può dirsi innovato in merito alle conseguenze che ne devono discendere sul piano del loro positivo riconoscimento. A tal fine, vengono tracciate quattro possibili strade per far sì che quelle esigenze, ove costituzionalmente o internazionalmente fondate, trovino la loro necessaria salvaguardia, per il tramite del permesso di soggiorno per calamità, della protezione speciale, della protezione sussidiaria e del diritto di asilo costituzionale.</p>
</div>
<p>Per leggere l&#8217;intero saggio:</p>
<p><a href="https://www.dirittoimmigrazionecittadinanza.it/archivio-saggi-commenti/saggi/fascicolo-n-1-2019-1/345-il-dito-e-la-luna-la-protezione-delle-esigenze-di-carattere-umanitario-degli-stranieri-prima-e-dopo-il-decreto-salvini?utm_source=rss&utm_medium=rss">https://www.dirittoimmigrazionecittadinanza.it/archivio-saggi-commenti/saggi/fascicolo-n-1-2019-1/345-il-dito-e-la-luna-la-protezione-delle-esigenze-di-carattere-umanitario-degli-stranieri-prima-e-dopo-il-decreto-salvini?utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
</div>
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		<title>LETTERA A SALVINI DI UN&#8217;IMMIGRATA AFRICANA: «LA FACCIA CATTIVA LA DEDICHI AI POTENTI CHE OCCUPANO CASA MIA»</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Jan 2019 08:33:27 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><strong>È diretta e senza mediazioni la lettera aperta di una donna africana al ministro dell&#8217;Interno. &#8220;Se avessi potuto scegliere, avrei fatto volentieri a meno della sua ospitalità&#8221;. (da raiwadunia.com)</strong></p>
<p><strong><em><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11931" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="720" height="405" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 720w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2019/01/donne-migranti-300x169.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 720px) 100vw, 720px" /></a></em></strong></p>
<p>«Ho visto la sua faccia ieri al telegiornale. Dipinta dei colori della rabbia. La sua voce ,poi, aveva il sapore amarissimo del fiele. Ha detto che per noi che siamo qui nella vostra terra è finita la pacchia. Ci ha accusati di vivere nel lusso, rubando il pane alla gente del suo paese. <strong>Ancora una volta ho provato i morsi atroci della paura…</strong><br />
Chi sono? Non le dirò il mio nome. I nomi, per lei, contano poco. Niente. <strong>Sono una di quelli che lei chiama con disprezzo “clandestini”.</strong><br />
Vengo da un paese, la Nigeria, dove ben pochi fanno la pacchia e sono tutti amici vostri. Lo dico subito. Non sono una vittima del terrorismo di Boko Haram. Nella mia regione, il Delta del Niger non sono arrivati. Sono una profuga economica, come dite voi, una di quelle persone che non hanno alcun diritto di venire in Italia e in Europa.<br />
Lo conosce il Delta del Niger? Non credo. <strong>Eppure ogni volta che lei sale in macchina può farlo grazie a noi. Una parte della benzina che usa viene da lì.</strong><br />
Io vivevo alla periferia di Port Harkourt, la capitale dello Stato del Delta del Niger. Una delle capitali petrolifere del mondo. Vivevo con mia madre e i miei fratelli in una baracca e alla sera per avere un po’ di luce usavamo le candele. Noi come la grande maggioranza di chi vive lì.</p>
<p><strong>È dura vivere dalle mie parti. Molto dura. Un inferno se sei una ragazza</strong>. Ed io ero una ragazza. Tutto è a pagamento. Tutto. Se non hai soldi non vai a scuola e non puoi curarti. Gli ospedali e le scuole pubbliche non funzionano. E persino lì, comunque, se vuoi far finta di studiare o di curarti, devi pagare. E come fai a pagare se di lavoro non ce ne è? La fame, la miseria, la disperazione e l’ assenza di futuro, sono nostre compagne quotidiane.<br />
La vedo già storcere il muso. È pronto a dire che non sono fatti suoi, vero?<br />
<strong>Sono fatti suoi, invece</strong>.<br />
Il mio paese, la regione in cui vivo, dovrebbe essere ricchissima visto che siamo tra i maggiori produttori di petrolio al mondo. E invece no. Quel petrolio arricchisce poche famiglie di politici corrotti, riempie le vostre banche del frutto delle loro ruberie, mantiene in vita le vostre economie e le vostre aziende.<br />
Il mio paese è stato preda di più colpi di stato. Al potere sono sempre andati, caso strano, personaggi obbedienti ai voleri delle grandi compagnie petrolifere del suo mondo, anche del suo paese. Avete potuto, così, pagare un prezzo bassissimo per il tanto che portavate via. E quello che portavate via era la nostra vita.<br />
Lo avete fatto con protervia e ferocia. <strong>La vostra civiltà e i vostri diritti umani hanno inquinato e distrutto la vita nel Delta del Niger e impiccato i nostri uomini migliori.</strong> Si ricorda Ken Saro Wiwa? Era un giovane poeta che chiedeva giustizia per noi. Lo avete fatto penzolare da una forca…<br />
Le vostre aziende, in lotta tra loro, hanno alimentato la corruzione più estrema. Avete comprato ministri e funzionari pubblici pur di prendervi una fetta della nostra ricchezza.<br />
L’ Eni, l’ Agip, quelle di certo le conosce. Sono accusate di aver versato cifre da paura in questo sporco gioco. Con quei soldi noi avremmo potuto avere scuole e ospedali. A casa, la sera, non avrei avuto bisogno di una candela…<br />
<strong>Sarei rimasta lì, a casa mia, nella mia terra.</strong><br />
Avrei fatto a meno della pacchia di attraversare un deserto. Di essere derubata dai soldati di ogni frontiera e dai trafficanti. Di essere violentata tante volte durante il viaggio. Avrei volentieri fatto a meno delle prigioni libiche, delle notti passate in piedi perché non c’ era posto per dormire, dell’ acqua sporca e del pane secco che ti davano, degli stupri continui cui mi hanno costretta, delle urla strazianti di chi veniva torturato.<br />
Avrei fatto a meno della vostra ospitalità. <strong>Nel suo paese tante ragazze come me hanno come solo destino la prostituzione</strong>. Lo sapete. E non fate niente contro la nostra schiavitù anzi la usate per placare la vostra bestialità. Io sono riuscita a sfuggire a questo orrore, ma sono stata schiava nei vostri campi. Ho raccolto i vostri pomodori, le vostre mele, i vostri aranci in cambio di pochi spiccioli e tante umiliazioni.<br />
Ancora una volta, la pacchia l’ avete fatta voi. Sulla nostra pelle. Sulle nostre vite. Sui nostri poveri sogni di una vita appena migliore.<br />
Vedo che non ho mai pronunciato il suo nome. Me ne scuso, ma mi mette paura. Quella per l’ ingiustizia di chi sa far la faccia dura contro i deboli, ma sa sorridere sempre ai potenti.<br />
<strong>Vuole che torniamo a casa? Parli ai suoi potenti</strong>, a quelli degli altri paesi che occupano di fatto casa mia in una guerra velenosa e mai dichiarata. Se ha un po’ di dignità e di coraggio, la faccia brutta la faccia a loro».</p>
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		<title>&#8220;Notizie di chiusura&#8221;. VI Rapporto della Carta di Roma</title>
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		<pubDate>Sat, 15 Dec 2018 08:44:11 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Presentato il VI Rapporto della Carta di Roma  “Notizie di chiusura”. L’alta visibilità mediatica, le cornici della sicurezza e della criminalità, la marginalizzazione dell’accoglienza e del soccorso in mare, la sovrapposizione dell’agenda della politica&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3 style="color: #40454d; text-transform: none; line-height: 1.3em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 22px; font-style: normal; font-weight: bold; margin-top: 0px; margin-bottom: 10px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Presentato il VI Rapporto della Carta di Roma  “Notizie di chiusura”. L’alta visibilità mediatica, le cornici della sicurezza e della criminalità, la marginalizzazione dell’accoglienza e del soccorso in mare, la sovrapposizione dell’agenda della politica hanno determinato un inasprimento dei toni e del lessico non tanto in chiave allarmistica quanto di divisione e di inconciliabilità tra noi e gli “altri”</h3>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11805" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1600" height="1200" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1600w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-300x225.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-768x576.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/12/Copertina-rapporto-Copia-1024x768.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1600px) 100vw, 1600px" /></a></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">È stato presentato alla Camera dei Deputati, lo scorso 11 dicembre,  il <strong>VI Rapporto della Carta di Roma “Notizie di chiusura”</strong>, un’analisi dei media italiani aggiornata al 31 ottobre 2018 e realizzata con l’Osservatorio di Pavia.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Nel suo saluto, <strong>Giuseppe Giulietti</strong>, presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, ha parlato di come il significato di alcune parole sia stato rovesciato nel racconto mediatico. «Vorrei introdurre un modulo di contrasto alle parole d’odio condiviso e obbligatorio per tutti – ha detto – Tutti dovrebbero conoscere e rispettare la Carta di Roma».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«<em>Pacchia, crociera, clandestino, la paghetta dei 35 euro, invasione</em>, sono le parole con cui la politica fa la sua propaganda, ma che rimbalzano su tutti i giornali e su tutti i telegiornali, senza contraddittorio», afferma invece <strong>Valerio Cataldi, Presidente dell’Associazione Carta di Roma</strong>. Prosegue ribadendo la centralità delle parole che “possono trasformare la realtà” soprattutto rispetto ai concetti di responsabilità e di correttezza dell’informazione di chi scrive e riproduce quelle parole.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«La funzione sociale del giornalista è quella di essere arbitri del linguaggio utilizzato – <strong>dice il vicedirettore de L’Espresso Lirio Abbate</strong> – <em>Pacchia</em> e <em>invasione</em> sono parole disumanizzanti e anche <em>migrante</em> è diventata una parola politica. Io penso che sia la strumentalizzazione che si fa del migrante a generare paura. Oggi abbiamo paura di avere paura, e questo ci fa fare tanti errori, anche giornalistici».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong>L’attenzione sul fenomeno migratorio è stata maggiore nella tv e minore nella carta stampata</strong>. Sulle prime pagine dei principali quotidiani nazionali, si assiste a una riduzione di notizie sul tema rispetto agli anni precedenti: nel 2018 sono 834, contro le 1.006 del medesimo periodo nel 2017. Invece nei telegiornali di prima serata delle reti Rai, Mediaset e La7, aumenta il numero di notizie: 4058 nei primi dieci mesi del 2018, il 10% in più rispetto all’anno precedente.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«Fare la conduttrice di talk show significa spesso fare da mediatori tra le diverse posizioni in campo – <strong>sostiene la conduttrice di Agorà Serena Bortone</strong> – Bisogna parlare di tutto quello che succede perché il compito del giornalismo è quello di raccontare il mondo per favorire gli strumenti al politico per cambiarlo e ai cittadini per comprenderlo». Sul tema dell’immigrazione  aggiunge, «Si sono vinte e perse elezioni su questo argomento. La critica alla gestione del fenomeno, è diventata una critica al fenomeno stesso, risultata poi nella criminalizzazione del migrante».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«C’è stato un cambiamento di clima nei confronti dell’immigrazione – <strong>sostiene il politologo Ilvo Diamanti.</strong> – Fino a qualche anno fa, l’immigrazione veniva raccontata con i segni dell’accoglienza. Oggi non è più così. Siamo passati dalla comprensione e la pietà verso l’altro alla paura. E aver paura dell’altro mostra una crisi di identità da parte nostra. Sarebbe vantaggioso non avere paura, ma integrare, perché è ovvio che non possiamo soltanto subire un fenomeno».</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Un filo conduttore dell’informazione nei sei anni analizzati è quello dell’emergenza permanente, il lessico adoperato delinea una cornice di «crisi infinita», endemica, che muta nel tempo e dilaga dalla cronaca al dibattito politico, interno all’Italia e tra istituzioni europee. Le parole simbolo degli anni esemplificano le mutazioni delle cornici della crisi: Lampedusa nel 2013, <em>Mare nostrum</em> nel 2014, Europa nel 2015, muri nel 2016, Ong nel 2017 e Salvini nel 2018.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">La presenza di immigrati, rifugiati e richiedenti asilo nei notiziari del 2018 passa dal 7% dell’anno precedente, al 16%, ma non è una buona notizia perché i contesti tematici principali in cui sono presenti sono due: le aggressioni e gli attacchi di matrice razzista e i casi di caporalato e sfruttamento lavorativo.</p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">«L’analisi del dibattito sulle pagine Facebook dei principali quotidiani italiani, in concomitanza del raid razzista a Macerata il 3 febbraio 2018, ha scatenato reazioni, anche feroci, sui social, mettendo in luce alcuni aspetti della comunicazione online – <strong>spiega il ricercatore Giuseppe Milazzo dell’Osservatorio di Pavia</strong> – la presenza e permanenza di un linguaggio apertamente ostile e discriminatorio, declinata in vari livelli, che vanno dagli insulti al turpiloquio, all’apologia della violenza contro un gruppo su base etnica».</p>
<div class="clear" style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; clear: both; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-bottom: 25px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"></div>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><strong><em>Per il sesto Rapporto Carta di Roma, “Notizie di chiusura” clicca <a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">qui</a><br />
</em></strong></p>
<p style="color: #444444; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif; font-size: 13px; font-style: normal; font-weight: 400; margin-top: 0px; margin-bottom: 20px; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><em><strong>Per la sintesi di “Notizie di chiusura” clicca </strong></em><a href="https://www.cartadiroma.org/wp-content/uploads/2018/12/Sintesi_Notizie-di-chiusura.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener"><em><strong>qui</strong></em></a></p>
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		<title>Mai più lager &#8211; NO ai CPR</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Nov 2018 15:47:49 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Associazione per i Diritti umani aderisce e sostiene la manifestazione: NO ai CPR Aderiamo in tante/i!!! ● Manifestazione regionale contro i CPR e decreto Salvini ● Milano, 1 dicembre, h. 14.30, p.le Piola ● Per&#46;&#46;&#46;</p>
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<div class="_6a _29ee _3iio _43_1" role="img" aria-label="Contenuto condiviso con: Tutti" data-tooltip-content="Contenuto condiviso con: Tutti" data-hover="tooltip"><em><strong>Associazione per i Diritti umani</strong></em> aderisce e sostiene la manifestazione: NO ai CPR</div>
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<div role="img" aria-label="Contenuto condiviso con: Tutti" data-tooltip-content="Contenuto condiviso con: Tutti" data-hover="tooltip">Aderiamo in tante/i!!!</div>
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<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/46453306_379496909288488_8302392033385906176_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11709" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/46453306_379496909288488_8302392033385906176_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="673" height="960" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/46453306_379496909288488_8302392033385906176_n.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 673w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/46453306_379496909288488_8302392033385906176_n-210x300.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 210w" sizes="(max-width: 673px) 100vw, 673px" /></a></div>
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<p>● Gli occhi e le bocche cucite dei detenuti del CIE di Ponte Galeria a Roma, nelle proteste del 2014, raccontano l&#8217;orrore dei centri di detenzione amministrativa e deportazione per stranieri, odierni CPR (Centri di Permanenza per il Rimpatrio), dove anche le mini<span class="text_exposed_show">me garanzie di rispetto del detenuto nel sistema penitenziario sono solo un miraggio.</p>
<p>● E&#8217; ora stata preannunciata l&#8217;apertura di un CPR a Milano, in via Corelli 28, al posto di un centro di accoglienza che attualmente ospita oltre 300 richiedenti asilo, la cui sorte non è dato sapere, neppure ai diretti interessati.</p>
<p>● Un paese democratico non può tollerare l&#8217;apertura e l&#8217;esistenza di un CPR, né a Milano né altrove. Come non può accettare la &#8220;delocalizzazione&#8221; di veri e propri lager sull&#8217;altra sponda del Mediterraneo, tantomeno se frutto di trattative per nulla trasparenti.</p>
<p>● E non è tutto e non è solo una questione di immigrazione. Perché all&#8217;esito di una strumentale campagna di distrazione di massa fondata su di una strategia della tensione xenofoba, il DL Salvini, con il falso pretesto della &#8220;sicurezza&#8221;, sta ora attentando a principi costituzionali che riguardano tutti e tutte, posti a tutela della libertà ed uguaglianza degli individui e prima ancora della dignità umana.</p>
<p>● Davanti a tutto questo è tempo di prendere posizione: non possiamo cucirci le bocche. <a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/nocpr?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}">#NoCPR</a><a class="_58cn" href="https://www.facebook.com/hashtag/nodlsalvini?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-ft="{&quot;type&quot;:104,&quot;tn&quot;:&quot;*N&quot;}">#NoDLSalvini</a></span></div>
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<div><span style="color: #ff0000;">ALTRI APPROFONDIMENTI: </span></div>
<div><a href="https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/delle-pene-senza-i-delitti-la-vita-in-un-centro-di-permanenza-per-il-rimpatrio/381062939131885/?utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #ff0000;">https://www.facebook.com/notes/mai-pi%C3%B9-lager-no-ai-cpr/delle-pene-senza-i-delitti-la-vita-in-un-centro-di-permanenza-per-il-rimpatrio/381062939131885/?utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></div>
<div></div>
<div><a href="https://www.facebook.com/360195841218595/photos/a.360214287883417/381516672419845/?type=3&amp;theater&utm_source=rss&utm_medium=rss"><span style="color: #ff0000;">https://www.facebook.com/360195841218595/photos/a.360214287883417/381516672419845/?type=3&amp;theater&utm_source=rss&utm_medium=rss</span></a></div>
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		<title>Il commento dell&#8217;ASGI sul decreto sicurezza e una scheda per gli operatori</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Nov 2018 07:42:39 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Le note presentate dall’ASGI riguardano i profili di manifesta illegittimità costituzionale di molte norme previste del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Le note presentate dall’ASGI riguardano i profili di manifesta illegittimità costituzionale di molte norme previste del decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113 “Disposizioni urgenti in materia di protezione internazionale e immigrazione, sicurezza pubblica, nonché misure per la funzionalità del Ministero dell’interno e l’organizzazione e il funzionamento dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata” nel titolo I concernenti la disciplina di casi speciali di rilascio di permessi di soggiorno temporanei per esigenze di carattere umanitario e le materie della protezione internazionale, dell’immigrazione e della cittadinanza italiana.</p>
<p><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11647" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="642" height="350" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 642w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/immigrati-clandestini-201601081016021-300x164.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w" sizes="(max-width: 642px) 100vw, 642px" /></a></p>
<p>I rilievi presentati dall’Associazione non esimono però dall’affermare preliminarmente che in ogni caso si ritiene che non sussistono i casi di straordinaria necessità e urgenza prescritti dall’art. 77 Cost. per l’adozione del decreto-legge, sia per la vaghezza dei motivi indicati nelle premesse del decreto-legge, sia per l’ampiezza e profondità delle riforme ordinamentali che esso apporta, sia per la oggettiva eterogeneità degli argomenti disciplinati (immigrazione, protezione internazionale, cittadinanza, sicurezza, contrasto della corruzione e della criminalità organizzata, organizzazione amministrativa delle autorità nazionali e locali di pubblica sicurezza), sia per la non urgenza di interventi normativi, sia sui temi della protezione internazionale – sulla quale tuttora sono all’esame delle commissioni territoriali domande presentate nel 2016 e alla luce del calo drastico di domande di asilo presentate nel 2018 -, sia sui temi della cittadinanza, sia per la presenza di manifesti vizi di legittimità che minano molte norme del titolo I.</p>
<p>Occorre in ogni caso ricordare che la mancanza dei requisiti costituzionali del decreto-legge è oggi ritenuto dalla Corte costituzionale come vizio di legittimità costituzionale dell’intero decreto-legge, non sanato neppure dall’approvazione della legge di conversione in legge.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" data-rel="lightbox-image-1" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-11648" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="" width="1280" height="854" srcset="https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1280w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-300x200.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 300w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-768x512.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 768w, https://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2018/11/unnamed-1024x683.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss 1024w" sizes="(max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></a></p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/10/ASGI_DL_113_15102018_manifestioni_illegittimita_costituzione.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss">Manifeste illegittimità costituzionali delle nuove norme concernenti i permessi di soggiorno per esigenze umanitarie, protezione internazionale, immigrazione e cittadinanza previste dal decreto-legge 4 ottobre 2018, n. 113</a></p>
<p>Il decreto legge n. 113/2018 (c.d. “decreto Salvini”) è entrato in vigore il 5 ottobre 2018 e dovrà essere convertito in legge entro 60 giorni, perciò è possibile che in Parlamento possano essere apportate alcune modifiche al testo attualmente vigente.</p>
<p>Con la presente scheda s’intende quindi fornire solo un primo quadro delle principali novità introdotte dal d.l. 113/18 in materia di permessi di soggiorno e proporre alcune ipotesi interpretative, nella consapevolezza che solo nei prossimi mesi, con l’approvazione della legge di conversione, l’emanazione di circolari e indicazioni operative da parte delle Amministrazioni interessate e l’evolvere della giurisprudenza, si potrà delineare un quadro più preciso.<br />
Ad oggi sono stati già evidenziati da più parti i diversi profili di illegittimità costituzionale del decreto e nelle prime applicazioni alcuni avvocati stanno chiedendo ai giudici di sollevare eccezioni di legittimità costituzionale.Tuttavia fino ad una eventuale pronuncia di incostituzionalità le disposizioni del decreto rimangono in vigore ed applicabili.</p>
<p>Frutto di un lavoro collettivo elaborato dai soci ASGI, la scheda verrà aggiornata in seguito all’entrata in vigore della legge di conversione del decreto legge.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<h3 style="margin: 10px 0px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; line-height: 22px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 18px; font-style: normal; font-weight: bold; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Le principali novità sui permessi di soggiorno introdotte dal Decreto legge 113/18</h3>
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<h3 style="margin: 10px 0px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #444444; text-transform: none; line-height: 22px; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 18px; font-style: normal; font-weight: bold; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">Indice</h3>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">I. L’abrogazione del permesso di soggiorno per motivi umanitari e le conseguenze sui titolari di tale permesso e sui richiedenti asilo.</p>
<p>II. Il rilascio di altre tipologie di permessi di soggiorno al di fuori della procedura d’asilo e la conversione in permesso di soggiorno per lavoro o motivi familiari.</p>
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;">III. Le conseguenze dell’abrogazione del permesso per motivi umanitari sui minori stranieri non accompagnati.</p>
<p>IV. Le modifiche riguardanti l’accoglienza, l’iscrizione anagrafica e l’accesso ai servizi per i titolari di alcune tipologie di permessi di soggiorno.</p>
<hr style="color: #1a1a1a; text-transform: none; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;" />
<p style="margin: 0px 0px 15px; padding: 0px; border: 0px currentColor; color: #1a1a1a; text-transform: none; line-height: 1.4em; text-indent: 0px; letter-spacing: normal; font-family: 'Open Sans', sans-serif, serif; font-size: 17px; font-style: normal; font-weight: 400; word-spacing: 0px; vertical-align: baseline; white-space: normal; orphans: 2; widows: 2; background-color: #ffffff; font-variant-ligatures: normal; font-variant-caps: normal; -webkit-text-stroke-width: 0px; text-decoration-style: initial; text-decoration-color: initial;"><a href="https://www.asgi.it/wp-content/uploads/2018/11/DL-113-18_permessi-di-soggiorno_Scheda-per-operatori_31.10.18.pdf?utm_source=rss&utm_medium=rss" target="_blank" rel="noopener">Le principali novità sui permessi di soggiorno introdotte dal Decreto legge 113/18  – La scheda completa</a></p>
<p>The post <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com/2018/11/13/il-commento-dellasgi-sul-decreto-sicurezza-e-una-scheda-per-gli-operatori/">Il commento dell&#8217;ASGI sul decreto sicurezza e una scheda per gli operatori</a> appeared first on <a rel="nofollow" href="https://www.peridirittiumani.com">Per I Diritti Umani</a>.</p>
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