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	<title>sceneggiatore Archives - Per I Diritti Umani</title>
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		<title>L&#8217;ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo</title>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><a href="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-36.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" rel="attachment wp-att-5425" data-rel="lightbox-image-0" data-rl_title="" data-rl_caption="" title=""><img loading="lazy" class="aligncenter size-full wp-image-5425" src="http://www.peridirittiumani.com/wp-content/uploads/2016/03/th-36.jpg?utm_source=rss&utm_medium=rss" alt="th (36)" width="214" height="300" /></a></span></p>
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<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dalton Trumbo: un uomo, uno scrittore, un professionista, tanto amato dal pubblico e dalla società e poi rifiutato da quello stesso pubblico e da quella stessa società, tanto liberal e tanto conservatori. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Siamo a Hollywood negli anni&#8217;40, nel periodo di maggior fulgore degli Studios e lì lavora Trumbo, abile paroliere, uno degli sceneggiatri più bravi e più affermati del sistema. Ma si sa, anche la Settima Arte può entrare a gran voce in quel meccanismo politico più grande che si chiama “politica”: e allora Dalton Trumbo si rifiuta di testimoniare nell&#8217;ambito delle indagini sulle attività comuniste negli Stati Uniti e il Comitato per le Attività antiamericane non perdona. Lo sceneggiatore verrà bollato come “comunista” e condannato a undici mesi di reclusione. Contro di lui anche la stampa, rappresentata da Hedda Hopper, ultrarepublicana. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dopo aver scontato l&#8217;ingiusta pena, Trumbo continuerà a sopravvivere ai margini della gabbia dorata che era la “sua” Hollywood: vende casa, perde tutto. Scriverà per alcuni anni come ghostwriter e tornerà alla ribalta solo quando due stars come Kirk Douglas e Otto Preminger decideranno di inserire il suo vero nome nei titoli dei loro film di maggior successo: </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Spartacus</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> e </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Exodus</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">. E da qui si apre la strada per l&#8217;Oscar&#8230;</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Quando la Cultura fa paura e il Cinema, ben scritto, è Cultura. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Dalton Trumbo è simbolo di gloria, di affermazione, di quel sogno americano desiderato da tanti. Ma l&#8217;America chiede in cambio, a volte, la libertà e, in questo caso, la libertà di espressione, di opinione, di scelta. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Sta per scoppiare la Guerra fredda, una guerra combattuta proprio sul fronte delle dichiarazioni politiche e intellettuali: una guerra che costringe le persone ad indossare una maschera, a mentire, a spiare per poi denunciare. Ma un uomo, Trumbo, che fa parte di quel mondo magico che si basa proprio sulla finzione e sulla recita non accetta le regole di una politica ancora più mistificatrice. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">La professione di sceneggiatore sta alla base di ogni storia raccontata su uno schermo: si descrive la realtà, si inventano racconti, si mescola la verità con la bugia, ma davanti a un tribunale di Stato, non si può giocare con il linguaggio o con le vite degli altri. Trumbo si trova di fronte ad una scelta etica e avrà il coraggio di opporsi ad una moderna inquisizione, consapevole (o forse non tanto) di doverne poi pagare a caro prezzo tutte le conseguenze. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una parabola, quella narrata da Jay Roach, con il suo lavoro intitolato </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>L&#8217;ultima parola. La vera storia di Dalton Trumbo</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, che ha molte attinenze con la nostra attualità: quanti hanno perso il lavoro – o addirittura la vita – per aver manifestato chiaramente e in pubblico la loro appartenenza politica, quanti sono stati perseguitati e mandati in esilio? </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il film è ambientato all&#8217;epoca dei fatti, subito dopo la seconda guerra mondiale: molti artisti e cineasti scelgono di diventare delatori pur di mantenere il prestigio (pensiamo a Elia Kazan), ma Trumbo – fronte corrucciata, sguardo indisponente e sigaretta perennemente in bocca, grazie alla bella faccia di Bryan Cranston – accetta il sospetto di essere comunista, come se fosse l&#8217;onta peggiore del mondo, attraversa il carcere, perde la fama, ma non rinuncia alla propria integrità.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Pochi sono stati quelli che, come lui, hanno considerato le udienze del Comitato per le attività antiamericane una violazione dei diritti civili e pochi, come lui, hanno disceso la parabola fino in fondo. Eppure Trumbo sarà lo scenaggiatore di uno dei film più amati da tutto il pubblico mondiale e dalla critica: </span><span style="font-family: Arial, sans-serif;"><i>Vacanze romane</i></span><span style="font-family: Arial, sans-serif;">, del 1953. </span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Una storia personale &#8211; l&#8217;amore incondizionato della moglie, l&#8217;attaccamento per i figli, le piccole manie come quella di scrivere immerso nella vasca da bagno, le debolezze (i fiumi di alcoll per liberare idee e creatività) &#8211; che si intreccia alla grande Storia; un uomo, in fondo, comune che perde l&#8217;eccezionalità del proprio tenore di vita a favore del Bene collettivo. Oltre alla burocrazia e alla politica, infine, è da sottolineare la bravura di Helen Miller che qui, con le sue capigliature colorate ed eccentriche, impersona chiaramente quella stampa mediocre, a caccia solo di gossip e scoop che accompagna, anche oggi, la nostra superficiale quotidianità.</span></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;">Il film esce nelle sale proprio in questo periodo, quando è in atto la feroce campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti: Hillary Clinton parla di ideali e di diritti e si confronta con un Donald Trump, tutto slogan e volgarità. Chissà che sceneggiatura avrebbe scritto Trumbo a partire dalla elezione del primo presidente nero e della prima candidata donna. </span></p>
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<p>Qui il trailer del film:</p>
<p><a href="http://http://www.bing.com/videos/search?q=trailer+dalton+trumbo+youtube+italiano&amp;&amp;view=detail&amp;mid=E4F68F8D64D831C1B4E8E4F68F8D64D831C1B4E8&amp;FORM=VRDGAR&utm_source=rss&utm_medium=rss">http://http://www.bing.com/videos/search?q=trailer+dalton+trumbo+youtube+italiano&amp;&amp;view=detail&amp;mid=E4F68F8D64D831C1B4E8E4F68F8D64D831C1B4E8&amp;FORM=VRDGAR&utm_source=rss&utm_medium=rss</a></p>
<p><span style="font-family: Arial, sans-serif;"> </span></p>
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